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Posts Tagged ‘salute pubblica’

La grande ambiguità dei reati ambientali prossimi venturi.


Cologna Veneta, scarico collettore fognario ARICA, di raccolta dei reflui di cinque depuratori (Trissino, Montecchio Maggiore, Arzignano, Montebello Vicentino e Lonigo) nel Fiume Fratta-Gorzone

Cologna Veneta, scarico collettore fognario ARICA, di raccolta dei reflui di cinque depuratori (Trissino, Montecchio Maggiore, Arzignano, Montebello Vicentino e Lonigo) nel Fiume Fratta-Gorzone

Cancellato il reato concernente l’utilizzo delle tecniche di airgun dal testo approvato dalla Camera dei Deputati, pronubi il Ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti e del presidente della Commissione permanente “ambiente” della Camera dei Deputati Ermete Realacci, il disegno di legge n. 1345 sui delitti contro l’ambiente approda al Senato della Repubblica in quarta lettura.

E’ sostenuto da una maggioranza trasversale bulgara, dal P.D. a Legambiente, dal Movimento 5 Stelle a Greenpeace, da Forza Italia alle mille sfaccettature politiche che si richiamano al centro-destra. Leggi tutto…

Anche le aziende possono rispondere dell’inquinamento provocato.


fumi industriali

anche su Il Manifesto Sardo (“Anche le aziende possono rispondere dell’inquinamento“), n. 191, 1 maggio 2015

Nel nostro Ordinamento la responsabilità sotto il profilo penale è personale e costituisce uno dei principi fondamentali della nostra civiltà giuridica.

Le ipotesi di responsabilità penale collettiva sono generalmente risalenti nel tempo[1] o proprie dei regimi totalitari[2].

Tuttavia, è innegabile che nella società attuale spesso società o enti di vario genere possano giovarsi dei fatti derivanti dai comportamenti illeciti di propri amministratori e dipendenti. Leggi tutto…

Anche il gestore di un locale aperto al pubblico può rispondere del chiasso causato dagli avventori.


Importante pronuncia della Suprema Corte di cassazione in tema di inquinamento acustico.

La sentenza Corte cass., Sez. III, 26 marzo 2015, n. 12967 ha ritenuto responsabile per il chiasso provocato dagli avventori anche il gestore dell’esercizio commerciale che non si sia attivato per controllare il comportamento dei propri clienti al fine di evitare che provochino schiamazzi e disturbo al riposo e alla quiete pubblica. Leggi tutto…

Anche il Gruppo E.On. deve rispondere del grave inquinamento ambientale.


Gabbiano reale mediterraneo (Larus michahellis)

Gabbiano reale mediterraneo (Larus michahellis)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (22 aprile 2015) alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari una specifica segnalazione concernente l’opportunità di aprire una procedura per l’accertamento della responsabilità del Gruppo E.On. in relazione ai gravissimi fatti di inquinamento ambientale presso la centrale termoelettrica di Fiume Santo (Comuni di Sassari e di Porto Torres). Leggi tutto…

Chi inquina deve pagare.


uccello marino incatramato

uccello marino incatramato

Là sotto c’è un inferno”.

Le parole che escono dalle intercettazioni che riguardano i responsabili della E.On  si riferiscono alla loro centrale termoelettrica di Fiume Santo (Porto Torres),  felicemente e serenamente dotata di certificazione EMAS ISO 14001 sul piano del rispetto dell’ambiente.

Ora indaga la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari, sono scattati arresti e provvedimenti inibitori.

Ed è in corso il processo contro la marea nera nel Golfo dell’Asinara che li coinvolge pienamente e che ci vede parte civile, nell’assenza di Stato e Regione autonoma della Sardegna. Leggi tutto…

Ancora una morìa di pesci a Molentargius.


parco naturale regionale "Molentargius-Saline", Rollone, canale, pesce morto (12 aprile 2015)

parco naturale regionale “Molentargius-Saline”, Rollone, canale, pesce morto (12 aprile 2015)

Domenica 12 aprile 2015 è stata riscontrata e prontamente segnalata al Consorzio di gestione del Parco naturale regionale di Molentargius-Saline e al Corpo forestale e di vigilanza ambientale per gli accertamenti e i provvedimenti di legge una nuova morìa di pesci nel Canale presso il Rollone di Molentargius, nell’area naturale protetta. Leggi tutto…

Scarichi e codice penale.


Tresnuraghes, Corona Niedda e, sullo sfondo, Capo Marrargiu (foto Benthos)

Tresnuraghes, Corona Niedda e, sullo sfondo, Capo Marrargiu (foto Benthos)

Ampia e interessantissima panoramica sugli illeciti penali concernenti lo scarico di acque reflue, con riferimento e approfondite valutazioni fra norme speciali e previsioni codicistiche. Leggi tutto…

Forse, finalmente, qualcuno si accorge della pericolosità del collettore fognario che scarica nel Fiume Fratta-Gorzone.


 

Cologna Veneta, scarichi nel Fiume Fratta-Gorzone

Cologna Veneta, scarichi nel Fiume Fratta-Gorzone

 

Il Sindaco di Cologna Veneta Silvio Silvano Seghetto, in seguito alla richiesta di informazioni ambientali e opportuni interventi recentemente inoltrata (26 febbraio 2015) dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus in merito al collettore fognario ARICA posto sul Torrente Fratta-Gorzone, ha chiesto (nota Ufficio tecnico – Servizio ecologia prot. n. 2752/15 – R del 24 marzo 2015) alla Regione Veneto, all’A.R.P.A.V., al Consorzio di gestione del depuratore, alla Provincia di Vicenza, informando contemporaneamente la magistratura e la polizia giudiziaria competenti, tutti gli elementi utili per poter comprendere se vi sia “una situazione di pericolo per l’ambiente” e poter provvedere con un’ordinanza contingibile e urgente ai sensi dell’art. 50 del decreto legislativo n. 267/2000 e s.m.i. (Testo unico degli Enti locali). Leggi tutto…

Stop al chiasso, una buona volta!


Fernando Botero, Uomo che suona il tamburo (1999)

Fernando Botero, Uomo che suona il tamburo (1999)

Importante pronuncia della Suprema Corte di cassazione in tema di inquinamento acustico.

Come noto, la contravvenzione di cui all’art. 659 c.p. (disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone) secondo cui «chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309». Leggi tutto…

Il disastro ambientale “abusivo” e la depenalizzazione strisciante dei reati ambientali, un unico disegno.


Domus de Maria, Torre costiera di Piscinnì

Domus de Maria, Torre costiera di Piscinnì

Gianfranco Amendola, uno dei padri del diritto ambientale in Italia, attualmente Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Civtavecchia, nei giorni scorsi aveva descritto con la competenza e la passione che lo distingue la sorpresa che non sorprende presente nel disegno di legge n. 1345 sui delitti contro l’ambiente (qui il testo), appena licenziato dal Senato della Repubblica e ora in terza lettura presso la Camera dei Deputati. Il disastro ambientale abusivo, con il suo carico di velenosa ambiguità. Hanno replicato Legambiente e Libera, confermando la validità del nuovo testo normativo in corso di approvazione definitiva. Leggi tutto…

Il disastro ambientale “abusivo”.


Taranto, acciaieria Ilva

Taranto, acciaieria Ilva

Siamo alla putrida, interessata, apparente follìa.

Siamo alla cinica delinquenza inquinante istituzionalizzata.

L’iter di approvazione legislativa del disegno di legge n. 1345 sui delitti contro l’ambiente (qui il testo), appena licenziato dal Senato della Repubblica e ora in terza lettura presso la Camera dei Deputati, rivela una nuova assurda sorpresa che non sorprende. Leggi tutto…

Il traffico illecito di rifiuti industriali può integrare diverse fattispecie di reati.


I Giudici penali cagliaritani stanno esaminando in questi anni, nei vari gradi di giudizio, un ingente traffico illecito di rifiuti industriali provenienti dai poli di Portovesme e di San Gavino Monreale.

Si tratta di indagini condotte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari e dai Carabinieri del N.O.E. confluite nel procedimento penale n. 5890/2007 G.I.P. (R.N.R. 2923/2007) e concernenti circa 15 mila tonnellate di rifiuti con elevati tenòri di zinco, nichel, piombo, cadmio, rame, solfati, floruri prodotti dalle lavorazioni degli impianti della Portovesme s.r.l. smaltiti illecitamente in cave del Cagliaritano e, addirittura, nella realizzazione di riempimenti stradali piazzali degli ospedali cittadini.  Leggi tutto…

Dall’Alta velocità fiorentina all’Expo: ancora arresti e pessimi esempi.


Firenze, Campo di Marte, ingresso del tunnel dell'alta velocità ferroviaria

Firenze, Campo di Marte, ingresso del tunnel dell’alta velocità ferroviaria

Il procedimento penale è partito nel 2011 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze anche grazie a quanto segnalato dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, insieme ad associazioni, comitati, amministrazioni pubbliche, sul progetto ferroviario “alta velocità” – sottoattraversamento dell’area urbana di Firenze (“nodo di Firenze”) e sul connesso utilizzo delle relative terre da scavo per il recupero ambientale della miniera di S. Barbara (Comuni di Caviglia, AR, e di Figline Valdarno, FI).

Poi vi sono già stati arresti, sequestri preventivi e iscrizioni nel registro degli indagati in una vicenda che definire scandalosa è voler minimizzare.

Ora altri arresti, fra cui il potentissimo Ercole Incalza, già dirigente per parecchi anni e attualmente consulente del Ministero dei lavori pubblici, e decine di altri indagati. Leggi tutto…

Ma quanta Sardegna è inquinata davvero?


Arbus, Rio Irvi-Piscinas "rosso"

Arbus, Rio Irvi-Piscinas “rosso”

In questi giorni è sorta una polemica un po’ assurda riguardo l’estensione delle aree inquinate in Sardegna.

All’articolo “La Sardegna è la regione più inquinata d’Italia” del giornalista Augusto Ditel (L’Unione Sarda, 7 marzo 2015) ha replicato seccamente l’Assessore regionale della difesa dell’ambiente Donatella Spano (“Siti contaminati, l’assessore contesta i dati”, L’Unione Sarda, 8 marzo 2015).

A sua volta, il Presidente regionale dell’I.S.D.E. Vincenzo Migaleddu ha ribadito la correttezza dei dati (“Migaleddu: un sardo su tre vive in una zona inquinata”, L’Unione Sarda, 10 marzo 2015), ma l’Assessore Spano e la sua collega Assessore regionale dell’industria Maria Grazia Piras hanno nuovamente replicato nettamente (“Bonifiche, la Giunta: ‘Solo l’1% del territorio sardo potenzialmente inquinato”, Sardinia Post, 12 marzo 2015), fra le contestazioni di alcune associazioni e comitati ambientalisti. Leggi tutto…

Il gasdotto esplode, la Snam minimizza, il Governo Renzi fa il pesce in barile.


E’ bastata una normale perturbazione invernale, forse un banale smottamento e il gasdotto è esploso.

E’ avvenuto a Mutignano, in Comune di Pineto, in Abruzzo, il 6 marzo 2015.   Feriti e gravi danni, solo per un miracolo non c’è stata una strage.

E non è nemmeno la prima volta: i gasdotti possono esplodere ed esplodono.

E non lo fanno nemmeno per fare un dispetto al Gruppo Snam, il monopolista dei gasdotti in Italia, che tenta una qualche spiegazione minimizzatrice.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo ha aperto un procedimento penale per incendio colposo e crollo colposo. Leggi tutto…

No alle tecniche di airgun nei mari italiani, sì alla punizione dei delitti ambientali: lo dice il Senato della Repubblica.


Balena (da National Geographic)

Balena (da National Geographic)

Buone notizie dall’aula del Senato della Repubblica.

Nel corso della seduta del 3 marzo 2015 riguardante l’esame del disegno di legge n. 1345 sui delitti contro l’ambiente (qui il testo), con 114 voti a favore (e 103 contrari) sono stati approvati due emendamenti presentati rispettivamente dal sen. Antonio D’Ali (Forza Italia) e dal sen. Giuseppe Compagnone (G.A.L.) che pongono un divieto con sanzioni penali di effettuare le tecniche di airgun e altre tecniche esplosive per le ricerche minerarie ed energetiche in mare. Leggi tutto…

Stop al cogeneratore di Simaxis!


Oxalis pes-caprae

Oxalis pes-caprae

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (5 marzo 2015) una specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione provvedimenti di sospensione/revoca di eventuali procedimenti o autorizzazioni già rilasciate per la realizzazione (in corso) della centrale a biomassa e bioliquidi in progetto a Simaxis (OR) in assenza di procedura di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale (direttiva n. 2011/92/UE; decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., parte II; deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012 + allegati). Leggi tutto…

Un anno di polizia ambientale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.


foresta mediterranea

foresta mediterranea

Ecco il report delle attività di polizia ambientale svolte nel corso del 2014 dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

Dalla repressione del bracconaggio alle indagini contro la speculazione energetica, dall’attività contro l’abusivismo edilizio alla lotta contro gli incendi e i loro autori. Leggi tutto…

Cambiano le carte in tavola, ma continua il tentativo di speculazione energetica nelle campagne del Campidano!


Libellula

Libellula

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (26 febbraio 2015) al Ministero dell’ambiente – Direzione generale valutazioni ambientali un nuovo atto di intervento con “osservazioni” nella procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) relativa al progetto di centrale solare termodinamica a concentrazione Gonnosfanadiga ltd (sede legale a Londra, in Bow Road n. 221, e sede fiscale a Macomer, in Corso Umberto I n. 226), nelle campagne campidanesi di Villacidro e Gonnosfanadiga (VS), su un’area di ben 232 ettari, con potenza complessiva lorda 55 MWe.

Interessati anche il Ministero per i beni e attività culturali (Organi centrali e periferici), il Servizio valutazione impatti dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente, la Gestione commissariale dell’ex Provincia del Medio Campidano, i Comuni di Villacidro e di Gonnosfanadiga e, in particolare, la Commissione europea.   Leggi tutto…

Gli scarichi industriali devono essere autorizzati, quasi sempre.


scarichi fognari

scarichi fognari

 

Importante principio ribadito dalla Corte di cassazione penale in tema di scarichi industriali e tutela delle acque.

La sentenza Corte cass., Sez. III, 16 gennaio 2015, n. 1993 ha ricordato autorevolmente che lo scarico di origine industriale deve in linea generale essere preventivamente autorizzato.

Qualora non lo sia, dev’essere dimostrato che rientri in concreto nella previsione della disciplina speciale derogatoria prevista dal D.P.R. n. 227/2011, Allegato A, tabella 2 (“attività che generano acque reflue assimilate alle acque reflue domestiche”).  Leggi tutto…