Una nuova bella stagione per il Grifone.


Grifone (Gyps fulvus)

Grifone (Gyps fulvus)

Diciassette giovani esemplari di Grifone giungeranno dalla Spagna presso il parco naturale regionale di Porto Conte entro il mese di novembre 2016 per esser poi reintrodotti lungo la costa nord occidentale isolana.      Complessivamente saranno ben sessanta gli esemplari reintrodotti.

La Sardegna sarà, inoltre, la prima regione italiana a istituire i carnai aziendali, proprio per sostenere la popolazione del grande avvoltoio.

Alghero, costa di Punta Cristallo

Alghero, costa di Punta Cristallo

Due azioni, molto importanti e positive, nell’ambito del progetto “Life – Sotto le ali del Grifone”, promosso e avviato (2015) dall’Università degli Studi di Sassari – Dipartimento di Medicina Veterinaria, Regione autonoma della Sardegna, Regione Andalusia, Comune di Bosa, Corpo forestale e di vigilanza ambientale, Agenzia Forestas (già Ente Foreste della Sardegna), Parco naturale regionale di Porto Conte, Istituto zooprofilattico e Agenzia Agris.       Il progetto punta a sostenere l’unica colonia vitale del grande avvoltoio in Italia, che nidifica sulla costa alta fra Alghero, Bosa, Villanova Monteleone, grazie ai fondi comunitari del programma per l’ambiente e l’azione per il clima LIFE 2014-2020.

Bosa, Capo Marrargiu

Bosa, Capo Marrargiu

Speriamo nel pieno successo, siamo dalla parte del Grifone, sempre.  Tuttavia, riteniamo che sia necessaria una vera e propria area naturale protetta, una riserva naturale, sul litorale bosano-algherese per salvaguardare le colonie nidificanti del Grifone.

Sarebbe la fine del pericolo della speculazione immobiliare (fortemente contrastata dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus) e anche un vero beneficio per l’equilibrata crescita economico-sociale della Planargia.

Bosa, liberazione di un esemplare di Grifone (febbraio 2014)

Bosa, liberazione di un esemplare di Grifone (febbraio 2014)

 

Il Grifone in Europa e in Sardegna.

Il Grifone (Gyps fulvus), una delle specie di altri animali più caratteristiche dell’Isola, vive e vola da erratico un po’ in tutto il territorio regionale. Ha un’apertura alare fino a 280 centimetri, è uno dei quattro avvoltoi europei[1], necrofago, al vertice della catena alimentare.  Attualmente se ne stimano circa 120 esemplari, con una trentina di coppie nidificanti.

Dai Sette Fratelli al Supramonte, dove nidificava fino a trent’anni fa e dove un progetto del Comune di Oliena, dell’Assessorato all’ambiente della Provincia di Nuoro e dell’Ente foreste della Sardegna ne vorrebbe la reintroduzione, anche se il recente fallimento della reintroduzione del Gipeto determinato dai bocconi avvelenati pesa come un macigno.

Fortunatamente i Grifoni volano ancora e si riproducono, anche in Sardegna.   Sulla costa alta fra Alghero, Bosa, Villanova Monteleone.   Fra boschi di sughere, macchia mediterranea, rocce, falesie.   Capo Marrargiu, Tentizzos, Torre Argentina, Punta Cristallo.

Perseguitato con bocconi avvelenati e fucilate con la falsa accusa di decimare le greggi, affettato da linee elettriche e pale eoliche, in dieci anni (2005-2015) ben 35 esemplari di Grifone sono stati recuperati e curati presso il Centro recupero Fauna selvatica di Bonassai (Agenzia Forestas).  è uno dei quattro avvoltoi europei, necrofago, al vertice della catena alimentare.  Attualmente se ne stimano poco più di un centinaio di esemplari, con una trentina di coppie nidificanti.

Grifone (Gyps fulvus)

Grifone (Gyps fulvus)

Il Grifone si trova in Marocco, Algeria, Spagna (8.100 coppie), Sardegna, Croazia (soprattutto nelle isole Cres e Rab), in Grecia (circa 450 coppie), Turchia, fino all’Iran ed all’Irak.   Dalla Slovenia arriva fino all’Austria, dove dallo zoo di Salisburgo (che accoglie una colonia in stato semi-libero) sale fino agli Alti Tauri. E’ stato reintrodotto nel Massiccio Centrale francese (circa 220 coppie) e nel Giura svizzero (54 coppie). La popolazione complessiva al momento sembra crescere.    In totale, vi è una stima di 17-18 mila individui.

In Italia è stato reintrodotto nel parco naturale regionale dei Nebrodi (Sicilia), dove conta ad oggi circa 50 individui tra adulti e giovani. A seguito di un’operazione di ripopolamento, sono stati avvistati numerosi esemplari sul versante occidentale aquilano del Gran Sasso (agosto 2006), mentre recenti avvistamenti ci sono stati anche sulle Dolomiti, in Veneto, sul massiccio della Marmolada. Anche la Regione Friuli – Venezia Giulia è promotrice, da alcuni anni, di un progetto di reintroduzione del Grifone nella zona di Forgaria. Nel Parco nazionale del Pollino (Calabria), nel territorio di Civita in provincia di Cosenza, è in atto un progetto di reintroduzione. Per il momento ci sono 27 esemplari tenuti in una voliera a picco sulle Gole del Raganello per acclimatarsi al nuovo ambiente.

Bosa, costa di Torre Argentina

Bosa, costa di Torre Argentina

Ma è in Sardegna il nucleo storico, presente da sempre, ininterrottamente.  E’ una parte della nostra Terra e dobbiamo difenderlo.

In più occasioni le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Lega per l’Abolizione della Caccia e Amici della Terra si sono battute, in campo legale, per fermare opere pubbliche (in particolare elettrodotti ad alta tensione) e private (progetti immobiliari) che ponevano in pericolo l’areale di riproduzione del nostro avvoltoio, contro i vigliacchi bocconi avvelenati.

Oggi, finalmente, un’azione virtuosa concreta per il nostro compagno di viaggio alato.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

anatre_in_voloqui il sito web del progetto “Life – Sotto le ali del Grifone”.

qui l’ordinanza del Direttore del Parco naturale regionale di Porto Conte n.01/2016 di divieto di accesso nella zona di Punta Cristallo

qui la cartografia dell’area interdetta alla fruzione all´interno della foresta demaniale Porto Conte (zona Punta Cristallo)

 

 

A.N.S.A.,  11 novembre 2016

In arrivo dalla Spagna 17 giovani grifoni. Andranno nella voliera di preambentamento di marina di Lioneddu.

Entro novembre 17 giovani grifoni provenienti dalla Spagna saranno trasferiti nella voliera di preambientamento di Marina di Lioneddu, nel Parco naturale regionale di Porto Conte. Per ora i volatili sono ricoverati nel centro di recupero faunistico di Bonassai. È una delle attività di “Life Under Griffon Wings”, progetto finanziato dal programma comunitario Life 2014-2020 che punta a migliorare lo stato di conservazione del grifone in Sardegna.

In seguito i grifoni saranno liberati e rimpingueranno la popolazione autoctona del nord ovest dell’Isola, fra Porto Conte e Bosa. Il progetto coinvolge il Dipartimento di Veterinaria dell’Università di Sassari, Comune di Bosa, Forestas, Corpo forestale, Junta de Andalucia, Vulture Conservation Foundation, assessorati regionali dell’Ambiente, della Sanità e dell’Agricoltura, Parco di Porto Conte, Istituto zooprofilattico e Agris.

Il progetto prevede la creazione dei carnai aziendali per mitigare la carenza alimentare, l’addestramento di unità cinofile per prevenire l’uso di bocconi avvelenati e il rinforzo del centro di recupero della fauna selvatica di Bonassai. In tutto arriveranno dalla Spagna sessanta grifoni. L’incremento necessita maggiore disponibilità di cibo. La gestione dei giovani grifoni richiede una stretta agli accessi e alla fruizione del complesso forestale di Prigionette e Porto Conte. Il direttore del Parco, Mariano Mariani, ha emesso un’ordinanza per interdire l’accesso tra Isola piana e Marina di Lioneddu.

 

dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna

Fauna selvatica, Sardegna prima in Italia ad attivare i carnai aziendali per tutelare i grifoni.

CAGLIARI, 9 NOVEMBRE 2016 – La Sardegna è la prima Regione italiana ad attivare le deroghe previste dai regolamenti comunitari per lo smaltimento dei Soa (carcasse animali) e i carnai aziendali per l’alimentazione dei grifoni e degli uccelli necrofagi. Hanno espresso soddisfazione gli assessori della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano e della Sanità Luigi Arru per un risultato importante in materia di tutela dell’avvoltoio Grifone, ottenuto nel più rigoroso rispetto delle norme sanitarie che consentiranno l’attivazione di stazioni di alimentazione per il grifone e gli uccelli necrofagi nelle aziende che ricadono nell’areale del Bosano e Piana di Campeda.

L’iter di approvazione era iniziato negli uffici dell’assessorato della Difesa dell’Ambiente: nella determina n. 422 del 13/05/2014 erano stati valorizzati i risultati di 30 anni di progetti di conservazione del Grifone in Sardegna. Il percorso si è concluso con l’approvazione della determina n. 1199 del 19/10/2016 da parte dell’assessorato alla Sanità.

Si tratta di un provvedimento sollecitato dal progetto “Life Sotto le ali del grifone”, finanziato dal Programma LIFE dell’Unione europea e condotto dall’Università degli Studi di Sassari insieme all’Agenzia Forestas, al Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale e al Comune di Bosa, per tutelare l’unica colonia naturale di questa avvoltoio in Italia.

Per i responsabili del progetto si tratta di “un risultato importantissimo che riconosce e promuove quel mondo agropastorale che ha saputo mantenere vivo il rapporto mutualistico tra l’uomo e il grifone. Una decisione che premia le tante associazioni che da 30 anni si battono per la conservazione di questa specie”.

Dopo il morbo della “Mucca pazza” e il successivo regolamento europeo n 1.774 sono state poste forti restrizioni allo smaltimento delle carcasse di animali di allevamento. Da allora Francia, Spagna e Italia si sono impegnate per ottenere delle deroghe sullo smaltimento che tutelassero la salute pubblica e la conservazione di questi animali, per la consapevolezza del valore che hanno i necrofagi nella catena alimentare. Spagna e la Francia, grazie all’incremento di buone pratiche e alla loro condivisione, hanno scongiurato il rischio di estinzione per i grifoni e vedono crescere le popolazioni di altri due ‘vulturidi’: il monaco e il gipeto. L’Italia è riuscita a ottenere delle deroghe necessarie ma non sufficienti a garantire la conservazione di questi animali.

Per tali motivi nel 2014 il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Sassari, insieme a Forestas, al Corpo forestale e al Comune di Bosa, ha deciso di presentare un progetto Life per migliorare lo stato dell’arte e utilizzare nel nostro territorio le buone pratiche adottate con successo in tutta Europa.

Per novembre, a Bosa e a Macomer, sono state fissate le assemblee con gli allevatori della zona per illustrare questa possibilità, le cui procedure autorizzative saranno in capo al Servizio Veterinario di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche (SIAPZ) dell’azienda sanitaria.

Leggi l’articolo del 5 settembre 2015 : “Fauna selvatica, approvato progetto per salvaguardia grifone. Spano: l’isola all’attenzione della comunità scientifica”

 

__________________

[1]  Gli altri sono il Gipeto (o Avvoltoio degli Agnelli, Gypaetus barbatus), l’Avvoltoio Monaco (Aegypius monachus), il Capovaccaio (Neophron pernopterus) .  I primi due vivevano anche in Sardegna fino all’inizio degli anni ’70 del secolo scorso.

 

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. Cristiana
    novembre 14, 2016 alle 1:43 pm

    Meraviglia, darei qualsiasi cosa per riuscire a fotografarli!

  2. dicembre 19, 2016 alle 2:50 pm

    da La Nuova Sardegna, 19 dicembre 2016
    Bosa, liberato Helmar, il primo grifone sardo dotato di Gps.
    L’iniziativa è compresa nel progetto Life. Il grifone porta il nome del grande ornitologo tedesco Helmar Schenk. (Alessandro Farina): http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2016/12/19/news/bosa-liberato-helmar-il-primo-grifone-sardo-dotato-di-gps-1.14587827?ref=hfnsorec-1

  3. marzo 7, 2017 alle 2:48 pm

    La Nuova Sardegna, 7 marzo 2017
    Tempestosa e Jana, altri due grifoni col Gps nei cieli di Bosa.
    Gli animali saranno liberati giovedì mattina dalle alture di Badde Orca. (Alessandro Farina): http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2017/03/07/news/tempestosa-e-jana-altri-due-grifoni-col-gps-nei-cieli-di-bosa-1.14987377

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