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No alle tecniche di airgun nei mari italiani, sì alla punizione dei delitti ambientali: lo dice il Senato della Repubblica.


Balena (da National Geographic)

Balena (da National Geographic)

Buone notizie dall’aula del Senato della Repubblica.

Nel corso della seduta del 3 marzo 2015 riguardante l’esame del disegno di legge n. 1345 sui delitti contro l’ambiente (qui il testo), con 114 voti a favore (e 103 contrari) sono stati approvati due emendamenti presentati rispettivamente dal sen. Antonio D’Ali (Forza Italia) e dal sen. Giuseppe Compagnone (G.A.L.) che pongono un divieto con sanzioni penali di effettuare le tecniche di airgun e altre tecniche esplosive per le ricerche minerarie ed energetiche in mare.

Ulteriori emendamenti approvati introducono il reato di omessa bonifica di terreni inquinati, l’aggravante ambientale per i reati commessi quando abbiano causato un danno al territorio e la confisca delle cose che costituiscano mezzo per commettere i reati ambientali o il prodotto/profitto dell’azione illecita.

Sembra, quindi, che – dopo un percorso molto travagliato – possa esser approvato in tempi brevi il primo testo normativo che introduce veri e propri delitti ambientali nel nostro ordinamento.

Il 4 marzo 2015 il testo così modificato è stato approvato da parte del Senato e dovrà passare all’esame della Camera dei Deputati. Ancora una volta. In terza lettura.

Come si ricorderà, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus è intervenuta pesantemente in due procedimenti di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) relativi a progetti di ricerche petrolifere con la metodologia dell’airgun nel Mar di Sardegna.

Balene, Delfini e Tartarughe marine per ora ringraziano, con buona pace di quel genio della politica del sen. Carlo Giovanardi.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

airgun, modalità di ricerca (da “A deaf Whale is a dead Whale”, Oceana)

airgun, modalità di ricerca (da “A deaf Whale is a dead Whale”, Oceana)

 

da Il Fatto Quotidiano, 3 marzo 2015

Ecoreati, governo battuto: stop alle esplosioni per le esplorazioni in mare.

Passa un emendamento di Forza Italia e Gal che vieta l’utilizzo della tecnica “air gun”. Il ministro Orlando aveva chiesto di trasformarlo in un ordine del giorno. Giovanardi: “Un autogol per la ripresa economica: più interesse per la difesa dei pesci che per gli italiani”. Ok a una proposta M5s: introdotto il nuovo reato di omessa bonifica.

Il governo è stato battuto al Senato su un emendamento di Antonio D’Alì (Forza Italia) che vieta l’utilizzo della tecnica “air gun” o altre tecniche esplosive per le esplorazioni marittime e prevede pene da uno a tre anni. Nonostante il no del governo, che voleva un ordine del giorno, i sì sono stati 114 e i no 103. Stesso esito ha avuto la proposta di modifica, analoga, proposta da Giuseppe Compagnone (Gal). Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, aveva chiesto di trasformare gli emendamenti in un ordine del giorno esprimendo attenzione al tema sollevato dai due emendamenti ma le proposte sono state mantenute sia da Compagnone che da D’Alì e l’Aula ha votato. “Una vittoria senza precedenti – dichiara Compagnone – che dimostra ulteriormente il grande impegno del gruppo Grandi Autonomie e Libertà per l’ambiente, per la Sicilia e per il Mar Mediterraneo”. Carlo Giovanardi (Area popolare, in maggioranza) lo ha definito un autogol “per la ripresa economica del nostro Paese, che ha rinunciato al nucleare, contesta lo sfruttamento dei giacimenti di gas e petrolio in terraferma, e adesso introduce un reato sino a tre anni per le società autorizzate a ricerche petrolifere in mare. Purtroppo in Parlamento troppi si interessano più dei problemi del benessere delle nutrie, dei pesci, degli uccelli migratori e della madre terra ma non dei 60 milioni di italiani la cui situazione economica diventa sempre più precaria”.

Tartaruga marina (Caretta caretta)

Tartaruga marina (Caretta caretta)

Il testo del disegno di legge, approvato dalla Camera e modificato dall’Aula, potrebbe essere approvato entro, domani 4 marzo: in ogni caso tornerà a Montecitorio in terza lettura. Il Senato ha anche dato l’ok, a larghissima maggioranza, a un ordine del giorno – anche questo con Compagnone e D’Alì primi firmatari – che blocca le trivellazioni “non conformi alla direttiva comunitaria”.

Tra gli emendamenti approvati anche due firmati da senatori del Movimento Cinque Stelle. Il primo elimina la “non punibilità” per chi, pur commettendo reati di inquinamento e disastro ambientale, si adopera a ripristinare lo stato dei luoghi inquinati. Il cosiddetto “ravvedimento operoso” prevede, comunque, la riduzione da un terzo alla metà della pena per chi si adopera a ripristinare lo stato dei luoghi e di un terzo per chi collabora con la magistratura. Il secondo testo M5s (firmato da Paola Nugnes) approvato introduce invece una nuova fattispecie di reato, l’omessa bonifica. L’emendamento prevede che “chiunque, essendovi obbligato per legge, per ordine del giudice ovvero di un autorità pubblica, non provvede alla bonifica, al ripristino o al recupero dello stato dei luoghi è punito, con la pena della reclusione da uno a quattro anni e con la multa da 20mila a 80mila euro”.

Un emendamento del Pd (a prima firma Felice Casson) ha invece introdotto l’aggravante ambientale con un aumento delle pene. L’emendamento afferma che “quando un fatto già previsto come reato è commesso allo scopo di eseguire uno o più tra i delitti previsti dal decreto legislativo 152 del 2006 o da altra legge posta a tutela dell’ambiente la pena, nel primo caso è aumentata da un terzo alla metà, e nel secondo caso è aumentata di un terzo”. In ogni caso il reato è procedibile d’ufficio. Infine un emendamento dei relatori di maggioranza Pasquale Sollo (Pd) e Gabriele Albertini (Area popolare) è stato approvato con un voto bipartisan e prevede “la confisca delle cose che costituiscono il prodotto o il profitto del reato o che servirono a commettere il reato sarà sempre ordinata salvo che appartengano a persona estranea al reato”.

 

Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea)

Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea)

A.N.S.A., 4 marzo 2015

Ecoreati, Senato approva ddl, ora torna alla Camera.

 

Balena franca nordatlantica (Eubalaena glacialis) con piccolo

Balena franca nordatlantica (Eubalaena glacialis) con piccolo

 

(foto da National Geographic, da mailing list ambientalista)

 

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  1. Mara
    marzo 7, 2015 alle 7:57 am

    Ottimo! Per una volta grazie Forza Italia e sempre GRAZIE 5stelle. Giovanardi se ne faccia una ragione: teniamo di più ai molluschi che a lui….

  2. aprile 27, 2015 alle 3:00 pm

    certi ministri e certi deputati sono incapaci di provare la minima vergogna. Vero Gian Luca? Vero Ermete?

    da Sardinia Post, 27 aprile 2015
    Ddl Eco-reati. Contrordine sull’airgun, non sarà più reato: http://www.sardiniapost.it/cronaca/ddl-eco-reati-contrordine-sullairgun-non-sara-piu-reato/

  3. Mara
    aprile 27, 2015 alle 9:26 pm

    Per vergognarsi occorre avere una coscienza. Questi hanno solo una faccia come il didietro. A proposito:
    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/04/27/ecoreati-m5s-renzi-schiavo-dei-petrolieri-mette-veti-per-affossare-legge/365374/

    Cascano le braccia a leggere alcuni commenti. L’ignoranza E’ UN REATO.

  4. maggio 6, 2015 alle 2:53 pm

    da La Nuova Sardegna, 6 maggio 2015
    L’airgun cancellato dalla lista degli ecoreati. (Umberto Aime): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/111919_Lairgun_cancellato_dalla_lista_degli_ecorea.pdf

    ______________________________________________________

    da L’Unione Sarda, 6 maggio 2015
    «Bombe in mare, sì del Parlamento». (Mauro Madeddu): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/111940_Bombe_in_mare_si_del_Parlamento.pdf

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