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Sono tre i piani paesaggistici vigenti approvati in base al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.


Villasimius, Porto sa Ruxi

Villasimius, Porto sa Ruxi

E tre. Con l’approvazione definitiva (27 marzo 2015) del piano paesaggistico della Toscana sono tre i fondamentali atti di pianificazione territoriale e tutela del paesaggio elaborati in base al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) definitivamente approvati e vigenti in Italia. Sono i piani paesaggistici della Regione autonoma della Sardegna (1° stralcio costiero, 2006), della Regione Puglia (2015) e della Regione Toscana (2015). Il Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo, attraverso la Direzione generale Belle Arti e Paesaggio, esplica le rilevanti attività di competenza statale in materia.

Castell'Azzara, colline

Castell’Azzara, colline

Come noto, il piano paesaggistico è il principale strumento di tutela e di disciplina del territorio (artt. 135, 143, 144, 145 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), sovraordinato agli strumenti di pianificazione urbanistica.    Lo Stato e le Regioni sono investite del compito di assicurare che tutto il territorio nazionale sia conosciuto, salvaguardato e pianificato[1]. La predisposizione dei piani paesaggistici è competenza regionale, ma spetta al Ministero la partecipazione obbligatoria all’elaborazione congiunta con le Regioni (c.d. copianificazione) di quelle parti del piano che riguardano beni paesaggistici vincolati in base ad atti amministrativi di vincolo o in base all’appartenenza alle categorie geografiche territoriali tutelate ope legis, specificatamente individuate all’articolo 142 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.

Sovana, Tomba etrusca della Sirena (III-II sec. a. C.)

Sovana, Tomba etrusca della Sirena (III-II sec. a. C.)

Allo stato attuale hanno adottato (ma non approvato definitivamente) un piano con valenza di tutela del paesaggio le Regioni Calabria (2007), Lazio (2007) e Piemonte (2013), mentre la Lombardia ha approvato il piano (2010) senza l’attività di copianificazione con gli Organi statali (Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo), necessaria per legge. Qui il quadro della “situazione della pianificazione paesaggistica” aggiornato al novembre 2014. Ecco, in estrema sintesi, i tre piani paesaggistici elaborati in base al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio definitivamente approvati e vigenti:

Tresnuraghes, Corona Niedda e, sullo sfondo, Capo Marrargiu (foto Benthos)

Tresnuraghes, Corona Niedda e, sullo sfondo, Capo Marrargiu (foto Benthos)

* Sardegna: il piano paesaggistico regionale (P.P.R.) della Sardegna (1° stralcio costiero) è stato promulgato con D.P.Reg. 7 settembre 2006, n. 82.    La fase di verifica e adeguamento si era conclusa in carenza di copianificazione con gli Organi statali competenti con la deliberazione  Giunta regionale n. 45/2 del 25 ottobre 2013 di prima adozione, oggetto di ricorso governativo (art. 127 cost.) davanti alla Corte costituzionale e di ricorso davanti ai Giudici amministrativi da parte del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.  La nuova Amministrazione regionale ha provveduto alla revoca dell’adozione e della successiva approvazione definitiva (deliberazione n. 6/18 del 14 febbraio 2014) rispettivamente con la deliberazione Giunta regionale n. 39/1 del 10 ottobre 2014 e con la deliberazione Giunta regionale n. 10/20 del 28 marzo 2014. Il piano dovrà esser aggiornato e completato;

Oliveto

Oliveto

* Puglia: il piano paesaggistico territoriale della Puglia è stato definitivamente approvato con deliberazione Giunta regionale n. 176 del 16 febbraio 2015. In precedenza era stato adottato (art. 2 della legge regionale Puglia n. 20/2009) con la deliberazione Giunta regionale n. 1435 del 2 agosto 2013. Qui il piano paesaggistico territoriale della Puglia approvato;

Firenze by night

Firenze by night

* Toscana:   il piano di indirizzo territoriale (P.I.T.) con valenza di piano paesaggistico della Toscana è stato approvato definitivamente con deliberazione Consiglio regionale 27 marzo 2015, n. 37.  In precedenza era stato adottato (art. 17, comma 1°, della legge regionale Toscana n. 1/2005 e s.m.i.) con deliberazione Consiglio regionale 2 luglio 2014, n.58, mentre la Giunta regionale, con deliberazione n. 1121 del 4 dicembre 2014, ha concluso l’istruttoria tecnica delle osservazioni presentate con le conseguenti proposte di modifica degli elaborati di piano.     Il P.I.T. con valenza di piano paesaggistico deve tuttavia ancora vedere modifiche e rettifiche cartografiche (vds. risoluzione del Consiglio regionale della Toscana n. 310 del 27 marzo 2015), quindi non risulta disponibile in forma definitiva.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Italia, tipologie di paesaggio (cartografia I.S.P.R.A.)

Italia, tipologie di paesaggio (cartografia I.S.P.R.A.)

_______________________________________ [1]  Le Regioni Sicilia, Trentino – Alto Adige e Valle d’Aosta, in forza delle proprie competenze derivanti dai rispettivi statuti speciali, sono tenute alla pianificazione paesaggistica, ma non alle attività di copianificazione obbligatoria.     (foto Benthos, E.R., S.D., archivio GrIG)

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  1. giugno 5, 2015 alle 3:00 pm

    da Toscana Notizie, 20 maggio 2015
    Piano paesaggistico, online l’atto approvato il 27 marzo scorso. (Lorenza Pampaloni) (http://www.toscana-notizie.it/-/piano-paesaggistico-online-l-atto-approvato-il-27-marzo-scorso?redirect=http%3A%2F%2Fwww.toscana-notizie.it%2Fgiunta%2Fanna-marson%3Bjsessionid%3DFF8861AA0614443168F4508EDA1B782C.web-rt-as01-p1%3Fp_p_id%3D101_INSTANCE_mk54xJn9fxJF%26p_p_lifecycle%3D0%26p_p_state%3Dnormal%26p_p_mode%3Dview%26p_p_col_id%3Dtnl1_column-1%26p_p_col_pos%3D1%26p_p_col_count%3D2)

    E’ stato pubblicato sul Burt, il Bollettino ufficiale della Regione Toscana – n. 28 parte I – il Piano di Indirizzo territoriale (PIT) con valenza di Piano paesaggistico, approvato dal Consiglio regionale il 27 marzo scorso con delibera n.37. Il Burt è consultabile al seguente indirizzo: http://www.regione.toscana.it/burt

    (http://www.regione.toscana.it/documents/10180/12614113/PARTE+I+n.+28+del+20.05.2015.pdf/f436c9a9-d57b-4527-ac72-9b2445751060)

    Il Piano Paesaggistico entra in vigore, come previsto dall’art.19 della legge regionale 65/2014, decorsi 15 giorni dalla sua pubblicazione sul BURT.

    Il testo del Piano paesaggistico è consultabile sul sito della Regione Toscana all’indirizzo http://www.regione.toscana.it/-/piano-di-indirizzo-territoriale-con-valenza-di-piano-paesaggistico

  2. agosto 3, 2015 alle 3:03 pm

    Nel Lazio ancora non opera un piano paesaggistico adeguato al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
    Il PIano territoriale paesaggistico regionale (P.T.P.R.) ha superato i precedenti Piani territoriali paesistici (P.T.P.), che sostanzialmente indicavano – nelle aree tutelate con vincolo ambientale/paesaggistico – quanta e quale potesse rendersi edificabile.
    In definitiva, un quadro della normativa di tutela paesaggistico/ambientale tuttora carente.

    —————————————————————————————————————————–

    dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 31 luglio 2015
    Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 2691, del 29 maggio 2015
    Beni ambientali.Regione Lazio differenze tra PTP e PTPR. (http://www.lexambiente.com/materie/beni-ambientali/49-consiglio-di-stato49/11568-beni-ambientali-regione-lazio-differenze-tra-ptp-e-ptpr.html)

    È vero che l’art. 1 della l.r. 24/1998 ha riconosciuto tutti i previgenti PTP, in precedenza adottati con riguardo alle aree ed ai beni dichiarati di notevole interesse pubblico ex l. 29 giugno 1939 n. 1497 ed a quelli soggetti al vincolo paesistico ex lege. Ma la pianificazione paesistica e la tutela dei beni e delle aree sottoposte al medesimo vincolo sono oggidì regolate dal PTPR, in applicazione alla l.r. 24/1998, anzitutto secondo il criterio di tutela omogenea (non identica) su tutto il territorio del Lazio di aree e beni disciplinati dal DL 312/1985 e di quelli dichiarati di notevole interesse pubblico ai sensi della l. 1497/1939. Per vero, il PTPR è costruito con l’individuazione di “tipologie di paesaggio”, ossia sul riconoscimento delle specificità paesaggistiche di singoli contesti lette in base alle relazioni che s’instaurano tra le loro diverse componenti morfologiche, naturalistiche ed antropiche (nella specie, insediative). Solo su questa base si leggono le regole di tutela e, se del caso, le conseguenti percentuali di uso del suolo, mentre i PTP, ciascuno per il proprio specifico ambito, regolavano essenzialmente quanta parte del territorio protetto potesse, ed in qual modo, rendersi edificabile. Ed è noto che i PTP, in quanto solo settoriali, hanno finora avuto la specifica funzione di predeterminare in astratto criteri, condizioni e modalità per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica in zone già sottoposte a vincolo, nel senso di rendere unitaria, nell’ambito loro propria, la tutela e la salvaguardia dei valori paesistici di zone determinate, senza finalità di generalizzata programmazione d’uso del territorio.

  1. settembre 28, 2015 alle 7:00 am
  2. settembre 28, 2015 alle 7:02 am
  3. febbraio 7, 2017 alle 9:46 am

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