Dall’Alta velocità fiorentina all’Expo: ancora arresti e pessimi esempi.


Firenze, Campo di Marte, ingresso del tunnel dell'alta velocità ferroviaria

Firenze, Campo di Marte, ingresso del tunnel dell’alta velocità ferroviaria

Il procedimento penale è partito nel 2011 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze anche grazie a quanto segnalato dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, insieme ad associazioni, comitati, amministrazioni pubbliche, sul progetto ferroviario “alta velocità” – sottoattraversamento dell’area urbana di Firenze (“nodo di Firenze”) e sul connesso utilizzo delle relative terre da scavo per il recupero ambientale della miniera di S. Barbara (Comuni di Caviglia, AR, e di Figline Valdarno, FI).

Poi vi sono già stati arresti, sequestri preventivi e iscrizioni nel registro degli indagati in una vicenda che definire scandalosa è voler minimizzare.

Ora altri arresti, fra cui il potentissimo Ercole Incalza, già dirigente per parecchi anni e attualmente consulente del Ministero dei lavori pubblici, e decine di altri indagati.

In precedenza, in proposito era emerso un edificante quadretto della situazione della Toscana del buon governo del territorio.

Firenze, manifestazione contro tunnel Alta Velocità (2009)

Firenze, manifestazione contro tunnel Alta Velocità (2009)

“Stronzo” per Maria Rita Lorenzetti (presidente di Italferr, già presidente della Regione Umbria e deputata) era l’architetto Fabio Zita, dirigente del settore V.I.A. della Regione Toscana che continuava a sostenere che, secondo legge, terre e rocce da scavo provenienti dalle perforazioni dell’alta velocità fiorentina dovevano qualificarsi come “rifiuto” e non potevano esser abbancate a piacere.

In seguito l’arch. Zita, già oggetto di pesanti minacce, era stato trasferito ad altro incarico, mentre la nuova dirigente Paola Garvin, sentita dalla magistratura inquirente in merito alle problematiche ambientali dell’indagine, “ha dato risposte generiche rinviando alle competenze tecniche di altri soggetti e lasciando intendere di avere assunto certe determinazioni in modo acritico e formale”.

Per la cronaca, Maria Rita Lorenzetti, finita agli arresti domiciliari, si sentiva provata e dispiaciuta.

Anche i fiorentini e non solo loro.

Un po’ tutti gli italiani onesti si sentono così.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

 

Toscana, oliveto

Toscana, oliveto

A.N.S.A., 16 marzo 2015

Tangenti su Grandi opere: 4 arresti, tra cui Ercole Incalza.

Quattro persone arrestate in blitz del Ros, tra loro il supermanager del Ministero dei Lavori Pubblici (ora consulente esterno) ed oltre 50 indagati.

 

da Il Corriere della Sera, 16 marzo 2015

APPALTI PUBBLICI – QUATTRO ARRESTI E OLTRE CENTO PERQUISIZIONI.

Alta velocità e Grandi opere, in carcere il burocrate Ercole Incalza. Dirigente del ministero dei Lavori pubblici per 14 anni, ha attraversato sette governi. (Fiorenza Sarzanini)

 

da La Repubblica, FI, 16 marzo 2015

Tangenti, blitz del Ros: arresti al ministero dei Lavori pubblici.

L’inchiesta della procura di Firenze che coordina la maxi operazione dei carabinieri ha portato in carcere il super-dirigente (ora consulente esterno) Ercole Incalza. Gli altri sono gli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo, e Sandro Pacella, collaboratore di Incalza. Gli indagati sono oltre 50, fra loro anche politici. Nel mirino la gestione illecita degli appalti delle Grandi opere. “Valore degli appalti aumentato anche del 40%”

 

Toscana, paesaggio agrario

Toscana, paesaggio agrario

(foto E.R., archivio GrIG)

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  1. capitonegatto
    marzo 16, 2015 alle 6:53 pm

    Edilizia,movimento terra, rifiuti, bonifiche. Sono questi i rami della terra di mezzo dove nascono i germogli della cosi detta malvivenza ? E i “germinatori” sono quelli che decidono i lavori e che assegnano gli appalti ? Ma dovremmo avere un Cantone per ogni appalto ?
    Possibilmente che non si occupi di “manutenzionare” le legge Severino !!

  2. marzo 16, 2015 alle 10:13 pm

    A.N.S.A., 16 marzo 2015
    Tangenti:blitz Ros,perquisizioni a Olbia.
    Indagine su Grandi opere, 4 arrestati e oltre 50 indagati: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/03/16/tangentiblitz-rosperquisizioni-a-olbia_c8569326-2bc6-48d9-9607-0629f2cee76c.html

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    da Il Corriere della Sera, 16 marzo 2015
    Caso Incalza, le intercettazioni: «Ercolino è il dominus totale».
    Dalle telefonate registrate la rete di rapporti intorno a Incalza e agli altri indagati. Compare anche il ministro Lupi, che minaccia la crisi di governo «se viene abolita la struttura» dello stesso Incalza, e che avrebbe ricevuto favori per il figlio Luca: http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_marzo_16/alta-velocita-grandi-opere-97a8982e-cbe2-11e4-990c-2fbc94e76fc2.shtml

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    Tangenti per Tav, Expo e altre opere: quattro arresti e 51 indagati.
    Inchiesta di Ros e procura di Firenze.
    In manette anche il dirigente del Ministero dei Lavori Pubblici Ettore Incalza e l’imprenditore toscano Stefano Perotti. Indagini della procura di Firenze: tutto è partito dagli appalti per l’AV nel nodo fiorentino e il sotto-attraversamento della città. (Simone Innocenti): http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/15_marzo_16/alta-velocita-grandi-opere-4-arresti-inchiesta-ros-procura-firenze-af5b919e-cbb3-11e4-8c91-a5ac98a0fc70.shtml

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    da La Nuova Sardegna, 16 marzo 2015
    Grandi opere, il Ros nella sede dell’Autorità portuale di Olbia. Indagati Sanciu e Deledda.
    In corso interrogatori e acquisizioni di documenti. Il progetto per il terminal crociere nel porto gallurese è tra le opere al centro della indagine sulla gestione dei grandi appalti nazionali che ha portato all’arresto di quattro personaggi eccellenti: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2015/03/16/news/grandi-opere-nel-mirino-anche-i-lavori-al-porto-di-olbia-1.11056554

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    da L’Unione Sarda, 16 marzo 2015
    Grandi opere, arrestato supermanager Incalza. Perquisizioni a Olbia: tra gli indagati c’è Sanciu: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_italiana/2015/03/16/perquisizioni_a_olbia_tra_gli_indagati_c_sanciu-5-411555.html

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    Inchiesta grandi opere, tra i 51 indagati anche ex sottosegretari ed ex assessori: http://www.unionesarda.it/articolo/politica_italiana/2015/03/16/inchiesta_grandi_opere_tra_i_51_indagati_anche_ex_sottosegretari-1-411654.html

  3. marzo 17, 2015 alle 2:52 pm

    da L’Unione Sarda, 17 marzo 2015
    Appalti, supermanager in cella Inchiesta anche in Sardegna: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/109440_Appalti_supermanager_in_cella_Inchiesta_anc.pdf

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    Terminal crociere, Sanciu nei guai Avrebbe favorito progettisti amici. (Andrea Busia): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/109441_Terminal_crociere_Sanciu_nei_guai_Avrebbe_f.pdf

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    da La Nuova Sardegna, 17 marzo 2015
    Sanciu indagato, altri 5 nei guai: sotto la lente il terminal crociere. (Giampiero Cocco): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/109419_Sanciu_indagato_altri_5_nei_guai_sotto_la_l.pdf

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    Dallo scranno a Palazzo Madama alla poltrona di signore dei mari: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/109420_Dallo_scranno_a_Palazzo_Madama_alla_poltron.pdf

  4. elena romoli
    marzo 18, 2015 alle 10:22 am

    CORRIERE FIORENTINO 17/3/2015
    Tangenti e favori nel tunnel
    Partita da qui l’inchiesta che fa tremare il ministero delle infrastrutture. Appalti sospetti, controlli mancati, vantaggi economici e costi aumentati
    Simone Innocenti
    Più che per le Grandi Opere, in queste storia ci si muove per ottenere qualcosa in cambio. Che cosa? «Una miriade di assunzioni od incarichi di consulenza collaterali alla gestione dell’appalto, del tutto fittizi, in favore `di amici degli amici’ del pubblico ufficiale o di suoi prestanome o accoliti», sintetizza il giudice per le indagini preliminari Angelo Pezzuti.
    L’indagine arriva fino al Ministero delle Infrastrutture ma parte dal sotto attraversamento Tav, quello di Firenze, considerato un concentrato di illegalità. Un tunnel dove furono montate – emerse nell’inchiesta del 2013 – i cosìdetti conci «con quantitativi di fibre notevolmente inferiori, sia per conseguire un significativo risparmio economico di materia prima, sia per conseguire un significativo risparmio sui costi della produzione». Risultato: quei prodotti forniti dalla Seli – presentati a Nodavia e a Italferr come congrui grazie a una relazione tecnica compiacente – avrebbero avuto, come reazione, la combustione del materiale al raggiungimento di certe temperature, come era già accaduto per il disastro avvenuto nella galleria del Monte Bianco nel 1999.
    Da quell’indagine si arriva a quelle che oggi coordinano il procuratore capo Giuseppe Creazzo e i sostituti Luca Turco, Giulio Monferini e Giuseppina Mione. Soprattutto si arriva agli arresti che i carabinieri del Ros, diretti dal generale Mario Parente, hanno fatto scattare per Ercole Incalza, dirigente del ministero dei Lavori pubblici, il funzionario del ministero e collaboratore di Incalza, Sandro Pacella e due imprenditori: il fiorentino Stefano Perotti e Francesco Cavallo. Cinquantuno i perquisiti, tra cui ex politici nazionali, per un’inchiesta dove si ipotizzano diversi reati, compresa corruzione e frode.
    La rete che hanno tessuto gli inquirenti, nel ricostruire gli appalti considerati sospetti, copre tutta l’Italia e tocca interessi nevralgici. Nel capoluogo toscano si è concentrata sempre sull’Alta Velocità. In particolar modo, secondo quanto ricostruito dal Ros, il funzionario Incalza avrebbe «garantito un favorevole iter delle procedure amministrative relative al finanziamento dell’opera ed all’avvio ed allo svolgimento dei lavori, e comunque assicurato un trattamento di favore al generai contractor `Nodavia’». Tutto passava attraverso una società consortile di Stefano Perotti che avrebbe «ottenuto l’affidamento dell’incarico di direzione dei lavori per un importo di 21.750.000 di euro». In pratica assicurato la società consortile avrebbe poi assicurato «il massimo vantaggio economico a Nodavia, omettendo reali ed efficaci controlli e ratificando la necessità di applicare nuovi prezzi a fronte di lavorazioni in realtà già comprese nel contratto (ad esempio, lo smaltimento di rifiuti in discariche di inerti)». Un contratto che in realtà era già, per gli inquirenti, una frode perché «notevolmente inferiore a quello prestabilito di € 42.724.066». Viene concordato questo: «La metà dell’importo che “Rete Ferroviaria Italiana s.p.a.” si era obbligata a versare» venga «destinato a remunerare i servizi di direzione lavori, destinando la residua somma al pagamento di prestazioni o servizi non dovuti, occulti o illeciti». t in effetti la logica del mutuo scambio, quello che va portata avanti con attenzione però prima che qualcuno se ne accorga perché «Renzi controlla tutto». E la logica dei controllori e dei controllati che va detonata, soprattutto perché in questa storia ballano consulenze piuttosto appetitose. «Consulenze in cambio di lavori», sintetizza il procuratore Giuseppe Creazzo durante la conferenza stampa.
    Il 14 ottobre 2014 il Ros intercetta un indagato, Massimo Fiorini che dice a un altro persona «con chiarezza» che la società Ingegneria S.P.M. di Stefano Perotti per la direzione lavori per la realizzazione della tratta al alta velocità della ferrovia Firenze – Bologna ha ricevuto 70.000.000 di euro senza aver svolta alcuna prestazione. «Loro non hanno mai fatto un cazzo! Alla fine questo non è che sia uno stipendificio dove si piglia i soldi senza fare un cazzo…», si lamenta Furio Saraceno, indagato, ex presidente di Nodavia.
    «Questo tipo di direzione dei lavori consentiva modifiche, con opere che lievitavano anche del 40 per cento», dice il comandante del Ros, il generale Mario Parente. Soldi che finivano anche in consulenze come quelle che Perotti aveva conferito ad alcuni funzionari Eni. Per la Procura un’associazione a delinquere ma non per il gip Pezzuti. Una presunta associazione della quale avrebbe parte Pasquale Trane che serve per le consulenze in un giro per un trattamento di favore al «Consorzio Cavet, a fronte dell’affidamento alla società riferibile a Stefano Perotti da parte del “Consorzio Cavet”». Obiettivo: incarico di direzione dei lavori per un importo di ?68.195241». Di consulenze ne parlano Giulio Burchi, ex presidente di Italferr, ora indagato e Giacomo Cozza: «Maltauro ha dato un lavoro al figlio. E il solito sistema… quello che faceva anche con le Grandi Stazioni», si dicono.
    Ci sono anche «consulenze fittizie», come quelle che Stefano Perotti ha distribuito al figlio dell’ingegner Antonio Acerbo. Assunzioni sotto forma di consulenza, come quella di due anni che tocca al nipote di Monsignor Gioia, ex delegato pontificio, rimosso da Papa Francesco.

  5. marzo 18, 2015 alle 2:57 pm

    da La Nuova Sardegna, 18 marzo 2015
    Scandalo grandi opere, gli accordi di Sanciu.
    Nelle carte dei magistrati l’intreccio per pilotare l’assegnazione dei lavori del terminal crociere. L’ex commissario della Port Authority avrebbe fatto inserire nel team anche l’architetto olandese che gli aveva ristrutturato la villa: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2015/03/18/news/scandalo-grandi-opere-gli-accordi-di-sanciu-1.11068411

  6. marzo 25, 2015 alle 2:56 pm

    da La Città Invisibile, 19 marzo 2015
    Incalza, Zita e la Tav fiorentina: http://www.perunaltracitta.org/2015/03/19/incalza-zita-e-la-tav-fiorentina/

  7. marzo 29, 2015 alle 7:35 pm

    da Nove da Firenze, 28 marzo 2015
    Stazione Foster: Arpat su rischio idraulico e terre da scavo. I tecnici rispondono alle nostre domande sul rischio idraulico e sulle terre da scavo: http://www.nove.firenze.it/stazione-foster-arpat-su-rischio-idraulico-e-terre-da-scavo.htm

  8. ottobre 5, 2015 alle 2:51 pm

    da La Nazione, 5 ottobre 2015
    «Terre di scavo pulite» Cantieri, semaforo verde. Ok dal Cnr, ora manca solo la ‘Via’ dal ministero. (Paola Fichera)

    Le terre di scavo risultanti dal tunnel per l’Alta Velocità fiorentina sono `pulite’. Non necessitano dello smaltimento `speciale’ destinato ai rifiuti inquinanti. La notizia arriva dal Cnr di Roma che nei giorni scorsi ha consegnato a Rfi l’analisi chimica delle terre. A due anni dallo stop dei lavori ordinato dalla magistratura in seguito alla nota inchiesta per corruzione, questo è il primo, vero, semaforo verde per la ripartenza dei cantieri. Ora la parola torna alla Commissione per la valutazione di impatto ambientale (Via) del Ministero dell’Ambiente che dovrà prendere una decisione e autorizzare il piano di gestione delle terre. In realtà si tratta di una seconda autorizzazione visto che il piano in questione era già stato accolto due anni fa, esattamente il giorno prima degli arresti eseguiti dalla magistratura. In seguito all’apertura dell’inchiesta, però, il Ministero decise di sospendere anche il piano di gestione delle terre. E furono richieste ulteriori analisi.
    Cosa dice la relazione del Cnr? Che gli emulsionanti usati per effettuare lo scavo per la famosa mega-fresa non hanno alcuna ripercussione sull’ambiente. «La stessa tesi – osserva il presidente dell’Osservatorio ambientale per il nodo di Firenze, Giacomo Parenti – già sostenuta dall’impresa che ha costruito la fresa e dalle imprese costruttrici della Tav». L’ulteriore analisi, poi, è stata eseguita nel dettaglio. I tecnici del Cnr cioè non si sono pronunciati su terre di scavo in generale, ma hanno esaminato gli effetti degli emulsionanti in questione proprio sulle terre fiorentine. Tenendo presenti le caratteristiche di alcalinità o acidità del terreno. Risultato: tempo 28 giorni ogni traccia di additivo viene cancellata dalle terre e queste possono quindi essere utilizzate per le aree di Cavriglia.
    I 28 giorni di attesa non costituirebbero un problema visto che sono già previsti dal piano di gestione delle terre approntato da Rfi. Il prodotto risultante dallo scavo, infatti, dovrà essere prima ammonticchiato nelle aree predisposte nel cantiere della stazione Foster ai Macelli e solo in un secondo momento sarà trasportato a Cavriglia, anche qui in apposite vasche. Solo dopo una ulteriore analisi di compatibilità ambientale le terre potranno effettivamente essere utilizzate. Il tempo limite per il reimpiego è stato fissato in un anno.
    «In ogni caso – mette le mani avanti l’ingegner Giacomo Parenti – l’Osservatorio ambientale del nodo fiorentino, che già si occupa dei controlli sul piano di stabilità degli edifici che rientrano nell’area degli scavi e di quelli della subsidenza del terreno (l’eventuale abbassamento in seguito ai lavori), se richiesto è pronto ad eseguire anche tutti i controlli che saranno eventualmente richiesti sulla corretta esecuzione del piano di gestione delle terre di scavo.

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    Già montata la nuova fresa Si parte (forse) a novembre. Ancora un rinvio, ma dovrebbe essere l’ultimo.

    La ripresa dei lavori per lo scavo del tunnel per l’alta velocità doveva essere alla fine di settembre. Così almeno aveva anticipato a dicembre scorso l’ad di Ferrovie, Michele Elia presentando il restyling della stazione di Santa Maria Novella. «Cercheremo di mantenere settembre come obiettivo. Il nostro traguardo è settembre». Aveva detto davanti al sindaco Dario Nardella. Settembre è già stato archiviato. Senza esito. La nuova scadenza è ora lanciata entro la fine di novembre, sperando che dal Ministero dell’Ambiente l’autorizzazione al piano di gestione delle terre, visto l’esito tranquillizzante delle analisi richieste al Cnr di Roma arrivi in tempi brevi. Ancora non c’è alcuna dichiarazione ufficiale da parte di Rfi, ma informalmente sono questi i tempi attesi dagli addetti ai lavori. La nuova fresa, del resto (quella che ha sostituito la sfortunata Monna Lisa oggetto dell’inchiesta della magistratura) è già stata montata per oltre l’80 per cento nei cantieri di Campo di Marte e quasi la metà del `camerone’ per la stazione Foster ai Macelli è stato completato.
    Le cento pagine di relazione del Cnr sulle terre di scavo potrebbero essere l’ultima spinta verso la ripresa. Da tempo, del resto, i sindacati (con la Fit- Cisl in prima linea), ma anche il governatore Enrico Rossi e il sindaco Dario Nardella, scalpitano per la conclusione dei lavori. Chiedendo almeno una data certa per la conclusione dei lavori. Più volte in questi anni il presidente Rossi ha battuto i pugni sul tavolo con Rfi e con il Ministero dei trasporti perchè questa opera giunga a termine. Il problema – non più rinviabile a suo parere – è quello di liberare la strada ferrata in superficie per il servizio ferroviario regionale e metropolitano.
    Solo così, infatti, potranno essere risolti i ritardi e i disagi che quotidianamente i pendolari devono affrontare. Ad oggi il numero dei treni in servizio non può essere aumentato: in superficie manca lo spazio fisico e quelli esistenti sono in gran parte utilizzati per l’alta velocità.
    Se Regione e Comune premono per il via ai lavori i comitati ambientalisti insistono invece perchè l’opera, considerata `inutile’ sia definitivamente fermata. L’ultima denuncia, in ordine di tempo è arrivata dall’audizione dell’associazione Idra all’Osservatorio ambientale. Autorizzare gli scavi del doppio tunnel Tav di Firenze «con una sola fresa e non con due, in simultanea, come è stato fatto a Bologna, è un aspetto che deve essere assolutamente rivisto». Lo sostiene Teresa Crespellani, ex docente ali’università di Firenze in ingegneria geotecnica sismica.

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    da La Repubblica, FI, 3 ottobre 2015
    “Terre di scavo dell’Alta velocità così in 28 giorni ritornano pulite”. (Ilaria Ciuti)

    CI vogliono 28 giorni per cancellare ogni traccia di additivo dalle terre di scavo dell’Alta velocità fiorentina. Questa perlomeno la verità scientifica che potrebbe sbloccare i cantieri. Se adesso il ministero, attraverso il parere della sua commissione Via, classificherà le terre come sottoprodotti riutilizzabili e autorizzerà di conseguenza il nuovo piano di riuso delle terre che le Ferrovie dovranno presentare. Perché il dilemma, agitato da quando l’inchiesta giudiziaria dei gennaio 2013 fermò i cantieri e indusse il ministero a bloccare l’autorizzazione, è se terre e rocce siano semplici sottoprodotti oppure rifiuti inquinati dagli additivi usati per lo scavo. La commissione Via sta esaminando la lunga relazione in cento pagine del Cnr romano cui Rfi (Rete ferroviario italiana) aveva chiesto un parere. Dopodiché il ministero farà la classificazione e, se positiva, esaminerà il nuovo piano di riutilizzo. «A noi non compete nessun giudizio né sulla classificazione né sull’uso del terre, ma solo la loro analisi», precisa Enrico Brugnoli, direttore del dipartimento di Scienze del sistema terra e tecnologia dell’ambiente (Dipartimento terra-ambiente, Dta) del Cnr di Roma.
    Per due anni nessuno ha dato un giudizio. Ora ci siamo. In attesa delle decisioni ministeriali, sembra di capire che la soluzione del dilemma sblocchi i lavori permettendo alle terre di essere trasportate e riutilizzate come inizialmente si prevedeva a Cavriglia. Considerando anche che la nuova fresa, acquistata per 12 milioni dall’impresa Condotte che controlla il consorzio Nodavia incaricato da Ferrovie dell’esecuzione dei lavori, è già in buona parte arrivata al Campo di Marte. Resterebbe a questo punto in gioco solo la volontà e la disponibilità finanziaria delle Ferrovie che prima dell’estate si era sospettato volessero ritirarsi dall’impesa ma che avevano categoricamente smentito. Si fa adesso l’ipotesi di riaprire i cantieri entro fine novembre.
    Ma fermiamoci per ora alle indagini del Cnr. Rivelano che dopo 7 giorni le terre sono inquinate dagli additivi usati per scavare, ovvero da schiume e lubrificanti della fresa, che dopo 14 giorni lo sono ancora, ma che dopo 28 giorni non esistono più tracce di additivi che nel frattempo si sono completamente degradati, o al massimo ne esistono tracce assolutamente insignificanti, come spiega Brugnoli. Il Cnr ha trasmesso la relazione all’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale del ministero) che l’ha passata alla commissione Via.
    Intanto, vediamo come ha proceduto il Cnr quando il problema non sono le terre e le rocce come sono in natura, ma come diventano una volta contaminate dalle schiume e i lubrificanti. «I miei tecnici hanno un’infinità di test molto curati e complessi, Li hanno ripetuti più volte via via un additivo si comportava in un certo modo e un altro in un altro. Sono questioni molto delicate», spiega il direttore del Dta. Perché proprio 28 giorni? «Perché noi calcoliamo di sette in sette: al settimo giorno, al quattordicesimo. In questo caso al ventottesimo non abbiamo trovato più traccia di additivi». Un test inedito dice Brugnoli, per ora applicabile solo a Firenze, ma che potrebbe costituire un nuovo modello generale.
    «Il test specifico non vale per altre opere – conclude Brugnoli – Perché è stato eseguito su campionature fatte da noi insieme al committente sulle terre del tunnel fiorentino. Ma il metodo, che segna un passo avanti nel mettere al primo posto la salute senza cancellare quelle dello sviluppo, invece sì».

  9. aprile 4, 2016 alle 2:48 pm

    dal sito web istituzionale del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, 1 aprile 2016
    Tav Firenze: per riutilizzo di terre e rocce da scavo servirà nuovo PUT: http://www.minambiente.it/comunicati/tav-firenze-riutilizzo-di-terre-e-rocce-da-scavo-servira-nuovo-put#sthash.XYj1ANgg.dpuf

  10. maggio 5, 2016 alle 2:50 pm

    danni ambientali pesantissimi dai lavori sull’Alta Velocità nel Mugello.

    da La Repubblica, FI, 5 maggio 2016
    Mugello, per i 24 torrenti spariti i danni andranno pagati.
    La Cassazione. Ministero, Regione e Comuni sono tenuti a farsi restituire i soldi dai responsabili di Cavet e dagli altri imputati salvati dalla prescrizione: http://www.astampa.rassegnestampa.it/comunefirenze/PDF/2016/2016-05-05/2016050533113212.pdf

  11. giugno 30, 2016 alle 2:44 pm

    un barlume di banale buon senso? Sarebbe ora…

    da Il Sito di Firenze, 30 giugno 2016
    Nardella: “La TAV di Firenze opera inspiegabile. Chiederò a Ferrovie modifica del progetto”.
    Il Sindaco: “È un progetto nato male e che sta andando ancora peggio”. (Donato Mongatti) (http://www.ilsitodifirenze.it/content/785-nardella-la-tav-di-firenze-opera-inspiegabile-chieder%C3%B2-ferrovie-modifica-del-progetto)

    “Il progetto dell’Alta Velocità che Ferrovie ha voluto fare in tutti i modi, oggi ancor più di ieri, appare inspiegabile: è un grande spreco di denaro pubblico, perché stiamo parlando di un miliardo e mezzo di euro per risparmiare due minuti sulla tratta Roma-Bologna-Milano dell’Alta Velocità”.

    Lo ha detto ieri sera il Sindaco di Firenze, Dario Nardella, intervenendo Presso la Festa d’Estate organizzata dal Circolo ARCI La Loggetta di Varlungo (presso i giardini di Via della Funga), all’iniziativa promossa dal Circolo PD Varlungo ed incentrata su Firenze e le sue periferie.

    “Un progetto – ha spiegato Nardella chiamato a rispondere sull’annosa questione del tunnel AV – che appare inspiegabile sotto più punti di vista. Il primo è che si realizza un’altra stazione, non a dieci chilometri (da Santa Maria Novella, ndr), ma a due chilometri, nell’area dei macelli dove ora c’è un buco gigantesco e 24 ore al giorno 4 idrovore portano l’acqua da un lato all’altro della falda per non interromperla e consentire il flusso sotterraneo dell’acqua. La stazione Foster è destinata ad ospitare i treni Alta Velocità andando a svuotare Santa Maria Novella che ogni anno vede transitare 36 milioni di passeggeri. Molti sono cittadini e lavoratori, ma tanti sono anche turisti. Portare con i treni i turisti nei centri storici delle città è una cosa grandiosa, perché questo va nel senso dell’eliminazione del mezzo privato e soprattutto di valorizzazione dei centri storici. Se noi eliminiamo questi porti di approdo nei cuori delle città, come possiamo fare un discorso di riqualificazione e ripopolamento dei centri cittadini? Diventa contraddittorio – ha affermato il Primo Cittadino – e quindi altera le scelte urbanistiche fatte in questa città da molti anni. Aggiungo che la stazione Foster prevede 25.000 mq di commerciale, con un risultato di gran lunga peggiore della stazione Triburtina di Roma, dove sembra di stare in una cattedrale nel deserto. Quindi credo che questo tema della stazione sia molto problematico”. “In più – ha proseguito Nardella – c’è un altro elemento. L’Alta Velocità è stata progettata 20 anni fa, ma le nuove tecnologie di oggi, con il controllo digitale dei sistemi di trasporto, consentono di gestire treni di Alta Velocità a tre minuti l’uno dall’altro, mentre 20 anni fa i treni dovevano viaggiare tra loro ad almeno 15 minuti di distanza. Questo vuol dire che a parità di lunghezza di un binario oggi possiamo mettere molti più treni di quanti se ne poteva mettere 15 anni fa. Viene meno, quindi, anche l’elemento strategico dell’Alta Velocità, che era quello di far passare sotto terra i treni di Alta Velocità per liberare i binari di superficie a favore del trasporto regionale. Quindi ci sono molti elementi che ci portano a dire che quel progetto è vecchio prima ancora di essere realizzato. Sono consapevole che sono state fatte delle scelte, Renzi ed io siamo arrivati a scelte già fatte, ma in certi casi bisogna avere il coraggio non di bloccare l’opera, ma di convertirla. Convertirla in un uso che sia più economico, che tenga conto dei progressi tecnologici che sono stati fatti a distanza di 15 anni che consentono di gestire meglio il traffico ferroviario in superficie, e che soprattutto possa intersecarsi con le esigenze della città: che è quella di riqualificare il centro e di usare le tramvie. Le tramvie arrivano tutte alla stazione di Santa Maria Novella, non arrivano tutte alla stazione Foster. Ferrovie dello Stato non ha progettato la navetta che collega Santa Maria Novella e la Foster”.

    “Insomma – ha continuato il Sindaco – è un progetto nato male e che sta andando ancora peggio. Io ho intenzione insieme al Presidente Rossi (Governatore della Regione Toscana, ndr) di proporre al Governo e a Ferrovie dello Stato una modifica, non per bloccare tutto, ma per fare un’opera meno impattante, meno costosa e più utile ai cittadini. Ferrovie mi pare disponibile (a ridiscutere il progetto, ndr). Scavare in quel modo sotto Firenze rischia di essere inutile. Utilizzando dunque la stazione di Santa Maria Novella che può continuare ad essere il cuore, visto che abbiamo la stazione di Campo di Marte che può essere riqualificata per essere di servizio per molti treni della Alta Velocità, soprattuto quelli diretti in Veneto, e poi la stazione di Rifredi. Queste sono le tre grandi stazioni della Città Metropolitana di Firenze, non c’è bisogno di spendere altri quattrini pubblici per fare dei doppioni inutili. Io credo – ha concluso Nardella – che, se gli spazi ci sono, ci possiamo lavorare”.

    —————–

  12. luglio 6, 2016 alle 2:47 pm

    da La Stampa, 6 luglio 2016
    La Mafia è entrata nella partita Expo, undici arresti a Milano.
    Tra loro anche un avvocato, sarebbero i terminali di aziende infiltrate a cui erano stati affidati appalti: http://www.lastampa.it/2016/07/06/italia/cronache/la-mafia-entrata-nella-partita-expo-undici-arresti-a-milano-WMMtnbsDA6UXOJx7wZnjFL/pagina.html

  13. luglio 26, 2016 alle 2:50 pm

    ma che cavolo vuol dire “a impatto ridotto”?

    A.N.S.A., 21 luglio 2016
    Tav: a Firenze confermato tunnel ma a ‘impatto ridotto’.
    In incontro a Roma valutata opportunità di procedere a una revisione del progetto di sottoatraversamento. (http://www.ansa.it/toscana/notizie/2016/07/21/nencini-confermato-tunnel-tav-a-firenze_0af86c10-bbe6-4037-a293-22a2dd7f9a76.html)

    FIRENZE, 21 LUG – Il tunnel per la Tav a Firenze si farà ma “a impatto ridotto”, la stazione di Santa Maria Novella manterrà un ruolo centrale sia per i treni regionali che per l’Alta velocità e per quanto riguarda la realizzazione della stazione sotterranea ‘firmata’ dall’architetto Norman Foster e dedicata ai treni ad Alta velocità “è stata positivamente valutata l’opportunità di procedere a una rivalutazione tecnica del progetto”. E’ quanto emerge, in sintesi, dall’incontro avvenuto a Roma, nella sede di Ferrovie tra governo, società, Comune di Firenze e Regione Toscana. Il tavolo, come spiega una nota diffusa da Ferrovie, diverrà ora permanente e si riunirà di nuovo entro i prossimi due mesi, indicati come ” tempo necessario per elaborare un maggior dettaglio della revisione progettuale, comprensivo di tempi e analisi di fattibilità”.

    Durante il confronto, si spiega nella nota, “è stata valutata l’opportunità di procedere a una revisione del progetto di sottoattraversamento di Firenze, che ne riduca possibilmente l’impatto”, confermando allo stesso tempo che il tunnel “è la soluzione che consente la separazione dei flussi di traffico tra treni regionali e Alta Velocità. Separazione che garantisce elevati standard di regolarità e puntualità del traffico ferroviario anche in prospettiva di incremento dei servizi ferroviari stessi”. Confermata anche, allo stesso tempo, “la centralità della stazione Firenze Santa Maria Novella sia nel sistema ferroviario regionale sia nei collegamenti Av con il capoluogo toscano”. Per le altre stazioni fiorentine della rete ferroviaria regionale “saranno avviati interventi di riqualificazione e per quanto riguarda il progetto Foster è stata positivamente valutata l’opportunità di procedere a una rivalutazione tecnica del progetto”.

    Quello di stamani “è stato un incontro importante ma interlocutorio: è stato confermato il sottoattraversamento della città, accanto alla centralità della stazione di S.M.Novella e accanto, al contempo, a una valorizzazione delle altre stazioni cittadine”. Così si è espresso il viceministro alle infrastrutture Riccardo Nencini al Tgr Rai della Toscana, al termine del confronto oggi a Roma a cui hanno preso parte anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti, l’ad di Fs Renato Mazzoncini, il governatore toscano Enrico Rossi e il sindaco di Firenze Dario Nardella. Quest’ultimo, a fine riunione, ha detto: “E’ andata bene”. “Per noi al momento il progetto resta quello che è già stato approvato. Si è discusso su un’ipotesi diversa che però conferma sia il sottoattraversamento che la separazione dei flussi tra i treni dell’alta velocità e i treni regionali” le parole di Rossi.

  14. ottobre 25, 2016 alle 2:52 pm

    da Il Corriere della Sera, FI, 25 ottobre 2016
    GRANDI OPERE. Firenze, stazione Foster e tunnel Tav. Nardella: «Ferrovie ci risponda».
    Dieci domande del sindaco alla società ferroviaria sul futuro del nodo fiorentino.
    E un annuncio: stop immediato ai camion per portare via la terra da via Circondaria.
    (Marzio Fatucchi): http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/16_ottobre_24/firenze-stazione-foster-tunnel-tav-221ea8de-9a01-11e6-b614-f99c5a5e5290.shtml

    _____________

    da Firenze Today, 19 ottobre 2016
    Tav, è ufficiale: dopo anni e centinaia di milioni spesi la Foster non si fa più. Resta il tunnel sotto Firenze.
    Tav: addio Foster, resta il tunnel. Cosa fare della voragine agli ex Macelli?
    Ieri l’incontro a Roma e le nuove proposte di Ferrovie, Rossi e Nardella: “Un mese per decidere”. Centinaia di milioni spesi, siamo punto e a capo. (Emiliano Benedetti): http://www.firenzetoday.it/cronaca/alta-velocita-stop-foster-tunnel.html

    _________________

    da La Nazione, 18 ottobre 2016
    Tav, addio stazione Foster ma resta il tunnel sotto la città.
    Nei nuovi piani potrebbe essere utilizzata anche la stazione di Campo di Marte per i treni dell’alta velocita: http://www.lanazione.it/cronaca/tav-foster-1.2604807

    ___________________________

    da Il Sole 24 Ore, 11 ottobre 2016
    Firenze, l’alta velocità dice addio alla stazione di Norman Foster. (Silvia Pieraccini): http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-10-11/firenze-l-alta-velocita-dice-addio-stazione-norman-foster-150405.shtml?uuid=ADxtVHaB&refresh_ce=1

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