Home > "altri" animali, biodiversità, bracconaggio, difesa del territorio, parchi naturali, società, sostenibilità ambientale > Il Cervo sardo vive insieme a noi, nei nostri boschi e foreste.

Il Cervo sardo vive insieme a noi, nei nostri boschi e foreste.


Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Fra la fine di agosto e l’intero mese di settembre avviene la stagione riproduttiva del Cervo Sardo (Cervus elaphus corsicanus).

E’ il periodo del censimento, condotto da parte dell’Ente Foreste della Sardegna (E.F.S.).

La situazione di uno degli altri animali più rappresentativi della Sardegna è in via di grande miglioramento grazie ad una politica di protezione attuata seriamente a partire dagli anni ’80 del secolo scorso, quando sembrava avviato ad una inesorabile estinzione.

Oggi si stimano quasi 4.300 esemplari di Cervo sardo in libertà, nelle Foreste demaniali, forse qualche centinaio in altre aree boscate.

Importantissima in proposito l’attività svolta dall’Azienda foreste demaniali della Regione autonoma della Sardegna (oggi E.F.S.) e dal WWF con la riserva di Monte Arcosu.

Ora è stato avviato anche il progetto One deer, two Islands: conservation of Red Deer Cervus elaphus corsicanus in Sardinia and Corse, finanziato con fondi comunitari LIFE + Nature per la salvaguardia del Cervo sardo in Sardegna e Corsica.

I problemi per il Cervo Sardo (distruzione degli habitat, bracconaggio, ecc.) non mancano, tuttavia oggi sono affrontati con spirito, metodi ed energia diversi.

Eppure continuano, crudeli e cruenti, gli episodi di bracconaggio, come quelli del novembre 2014 nei boschi di Uta (CA), del 30 ottobre 2013 a Monte Arcosu (Uta), che ha visto protagonista in negativo un dipendente regionale-bracconiere, del febbraio 2012 sul Monte Lerno (Pattada) e quello – fortunatamente conclusosi con la salvezza del cervo – del settembre 2012 a Sa Spindula (Villacidro).

Insomma, l’attenzione ecologista e di tutta l’opinione pubblica deve rimanere ben desta sulle sorti del re delle foreste della Sardegna.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

qui il censimento Cervo sardo 2014 (Rapporto e dati del censimento 2014)

qui il censimento Cervo sardo 2013 (Rapporto e dati del censimento 2013)

qui il censimento Cervo sardo 2011 (Rapporto e dati del censimento 2011)

qui il Rapporto e dati del censimento Cervo sardo 2009 [file .pdf]

qui il Rapporto su 16 anni di censimenti del Cervo sardo nell’oasi naturale WWF di Monte Arcosu (2005)

 

 

presenza del Cervo sardo in Sardegna

presenza del Cervo sardo in Sardegna

 

Scheda biologica (da www.sardegnambiente.it)

Cervus elaphus corsicanus
Classe: Mammalia
Ordine: Artiodactyla
Famiglia: Cervidae
Genere: Cervus
Nome sardo: Cherbu, cérbu, chelvu, chervu.

Origine zoogeografica: Neartica, Paleartica
Areale di distribuzione: La sottospecie è endemica della Sardegna e della Corsica. Attualmente, in Sardegna, l’areale naturale di distribuzione è situato nell’Arburese, nel Sarrabus e nel Sulcis. Di recente insediamento (2003) nella Provincia di Sassari, è la popolazione libera presente nel Monte Lerno di Pattada, che è stimata in circa 150 esemplari. L’origine del cervo sardo non è ancora stata del tutto chiarita. L’ipotesi più accreditata è quella di Azzaroli e Baccetti che attribuiscono la presenza della sottospecie ad un’introduzione da parte dell’uomo in epoca preistorica di C. elaphus, originario delle regioni neartica e paleartica, e una sua rapida speciazione in C. elaphus corsicanus. Pròtomi di cervi ornano navicelle nuragiche dell’ VIII – VI sec. a.C. e spade votive della stessa epoca, con stilizzate figure di cervo, venivano offerte alle divinità.
Identificazione: Il cervo sardo si distingue dalla specie nominale europea per alcuni caratteri morfologici come adattamento alle condizioni di insularità. Le dimensioni del corpo sono inferiori rispetto a quelle del cervo europeo. Il maschio raramente raggiunge un peso di 130 kg con un’altezza al garrese di 100 cm mentre la femmina non supera i 70-80 kg di peso e gli 80 cm di altezza. Il corpo è snello ed elegante con tronco allungato, spalla arrotondata e muscolosa, petto largo e groppa dritta. Il collo è lungo e sottile, la testa è di forma triangolare allungata e termina con un muso nudo. Le orecchie sono molto grandi, gli occhi sono ovali, grandi ed espressivi, con evidenti fosse lacrimali. Da queste viene secreto un liquido oleoso ed odoroso che serve per marcare il territorio. Gli arti, piuttosto corti, sono esili ma molto forti. Il mantello è liscio, fitto e setoloso con una colorazione tendenzialmente più scura rispetto al cervo rosso; in estate è bruno-rossicccio, in inverno è più scuro e tende al grigio bruno; presenta inoltre una stria nerastra, particolarmente evidente in estate, che va dalla testa alla radice della coda. Nel maschio adulto la parte inferiore del collo è ricoperta da un fitto lungo e scuro pelame detto criniera. La pomellatura è una caratteristica dei soli cerbiatti. La muta avviene due volte l’anno, in primavera (aprile) e in autunno (settembre). Le corna, presenti solo nel maschio, vengono dette “palchi”, “armatura”, “trofeo”, differiscono da quelle dell’europeo per le dimensioni raggiungendo una lunghezza massima di 70 cm ed un peso di circa 1 kg per asta, rispetto agli oltre 8 kg della nominale. Le ramificazioni risultano più semplici, si hanno generalmente 4 o 6 punte contro le 16 – 24 del cervo europeo. Sono prive della caratteristica corona, mentre la parte terminale dell’asta presenta una formazione allargata e tendente ad appiattirsi, fino a dare una forma finale a forcella. Vengono perse nel periodo compreso tra metà febbraio e metà marzo, quindi, dopo 1-2 settimane, ricrescono e la loro formazione è completa verso la metà di luglio. Nella fase di neoformazione, le corna sono rivestite da un tessuto cutaneo molto vascolarizzato detto “velluto”, che al termine dello sviluppo si secca e viene rimosso mediante strofinamento su alberi ed arbusti.

Habitat ed Ecologia: Specie considerata “intermedia” tra i “brucatori” ed i “pascolatori”, rispetto al daino più spiccatamente tendente verso i brucatori, abita le formazioni forestali con macchia mediterranea con chiarie e radure. Come il daino soffre, a differenza invece del muflone, le pendenze eccessive e l’elevata rocciosità. Si nutre sia di piante erbacee, graminacee, leguminose, cardi e rovi, che degli arbusti della macchia mediterranea, di cui usa scortecciare i fusti (“fregoni”). La struttura sociale del cervo è di tipo matriarcale, il nucleo familiare è costituito da una femmina adulta, il piccolo dell’anno e quello dell’anno precedente. Spesso sono riunite in branco con i rispettivi piccoli e guidate dalla femmina madre più anziana. Anche i maschi di età superiore ai due anni formano un branco dominato dal più forte e la cui posizione gerarchica viene conquistata in seguito al combattimento o alla semplice valutazione a distanza degli avversari.
Riproduzione: Il cervo è una specie poliginia e si accoppia con più femmine per annata costituendo gli harem. Il periodo degli amori ha inizio da fine agosto e si protrae fino a tutto settembre, i maschi in grado di riprodursi, si isolano dai più giovani e si portano nelle aree di riproduzione, qui si accoppiano con le femmine che vi si trovano (da 3 a 5). Questi territori, che rimangono gli stessi di anno in anno, vengono “marcati” con urina, secreti ghiandolari e scortecciamenti. L’harem viene segnalato e difeso anche attraverso il bramito, tipico verso dei maschi riproduttivi, emesso durante la stagione degli amori. Il bramito è forte, talora breve spesso lungo e gutturale, il verso delle femmine è invece breve e simile ad un abbaio. Dopo una gravidanza di circa 32 settimane, da metà aprile a metà maggio, le femmine partoriscono un piccolo che viene allattato per tre – quattro mesi. L’unità di base della struttura sociale del cervo, così come anche per il daino, è costituita dalla femmina con il piccolo dell’anno e la figlia ,”sottile” (più raramente il figlio, “fusone”) dell’anno precedente. Talora si formano branchi di femmine (10-12 individui, al massimo una ventina) guidati dalla femmina più anziana; i maschi di età superiore ai due anni hanno la tendenza ad aggregarsi in piccoli gruppi in cui domina il maschio più forte.
Fattori di minaccia: Il Cervo ha subito in Sardegna un fortissimo declino nel trentennio 1955 – 1985 a causa della caccia, del bracconaggio e della perdita di habitat. Nonostante il successivo incremento numerico, attualmente gli individui appartengono a popolazioni distanti tra loro, le quali non possono incontrarsi a causa dell’assenza di corridoi di collegamento tra le foreste isolane.
Status di conservazione: Specie vulnerabile a livello regionale, nazionale, europeo e mondiale.
Grado di Protezione: Convenzione di Berna, All. III; DIR. CEE 43/92, All. B,D (*sp. prioritaria); L. 157/92; L.R.23/98.

 

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

 

escrementi di Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

escrementi di Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

 

impronte di Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

impronte di Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

 

Sette Fratelli, Foresta demaniale, sentiero nel bosco

Sette Fratelli, Foresta demaniale, sentiero nel bosco

 

Sardegna, foresta mediterranea di S'Acqua Callenti (Castiadas)

Sardegna, foresta mediterranea di S’Acqua Callenti (Castiadas)

 

(cartografia E.F.S., foto Cristiana Verazza, S.D., archivio GrIG)

Advertisements
  1. M.A.
    settembre 23, 2015 alle 4:06 pm

    Ciao Grig, definirlo.miglioramento è riduttivo! Dal Linas alla Costa Verde si ammirano tantissimi esemplari. È una cosa bella anche se che lavora e vive della campagna non la pensa così. Grazie senz’altro alla protezione della specie, al ritorno del bosco e al rispetto dei cacciatori nella medesima che durante le battute legano i cani ogni qualvolta passano tra le poste. Ora che il cervo è tornato bisogna gestirlo. On ritegno e buonsenso.. E ti dirò di più.. oltre ad ammirarlo mi piacerebbe tanto gustarlo! Speriamo che presto venga placata l’ “acquolina in bocca”.

    • settembre 23, 2015 alle 4:41 pm

      potrebbe andarti di traverso, non ci hai pensato?

      • M.A.
        settembre 23, 2015 alle 4:54 pm

        Ahahah no Grig..tranquillo! ho una gran bella dentatura e per sicurezza lo taglierei a pezzetti piccoli piccoli 🙂 🙂 accompagnato da un bel bicchierozzo di Cannonau scivolerà giù che una bellezza. 😉

      • settembre 23, 2015 alle 9:58 pm

        potresti morire di fame nell’attesa 😛
        mangiati un po’ di pane e pecorino…

  2. M.A.
    settembre 23, 2015 alle 10:06 pm

    Va bene seguirò il tuo consiglio! Sempre meglio che mangiare seitan o tofu Vegan! 🙂 🙂 P.S. pecorino però rigorosamente con i vermi!

    • Mara
      settembre 24, 2015 alle 8:27 am

      Attento M.A. prima o poi i vermi si vendicheranno! 🙂

      • M.A.
        settembre 24, 2015 alle 10:10 am

        Ahahahah si prima o poi tutti saremo cibo per vermi! .. Ma nel frattempo..”gnam!”
        Ahahah..hai visto Mara, io come tanti miei conoscenti, abbiamo difficoltà a introdurre cibo che non abbia emesso “versi” o “movimenti” prima di finire nel piatto. É per questo motivo che non potrò mai diventare vegano..ahahahah..

  3. settembre 24, 2015 alle 8:15 am

    Maestosa la figura di questo Cervo Sardo. Molto interessante il post dal punto di vista dei contenuti culturali. Eccellente e puntuale, come sempre, l’informazione.

  4. dicembre 20, 2015 alle 7:09 pm

    dal sito web istituzionale Sardegna Ambiente, 29 dicembre 2015
    Cinque cervi sardi trasportati in elicottero verso la Corsica e rilasciati in natura.
    Prosegue il ripopolamento del Cervo sardo in Corsica, nell’ambito di una intensa collaborazione cofinanziata dall’Unione Europea a valere sul progetto LIFE+ “un cervo per due isole”. Un’operazione storica, a vent’anni dall’ultima attività simile: http://www.sardegnaambiente.it/j/v/152?s=296085&v=2&c=1577&t=1

    ——————————————————————-

    22 gennaio 2016
    Anche su National Geographic si parla del progetto per la reintroduzione del cervo sardo: http://www.sardegnaambiente.it/j/v/152?s=298983&v=2&c=1563&t=1

    ___________________________________________________________________________________
    da La Nuova Sardegna, 20 dicembre 2015
    Cinque cervi sardi trasferiti da Arbus alla Corsica.
    Progetto di ripopolamento, due maschi e tre femmine trasferiti migliorare la variabilità genetica degli animali dell’isola francese: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/12/20/news/cinque-cervi-sardi-trasferiti-da-arbus-alla-corsica-1.12652462

  5. gennaio 1, 2016 alle 10:58 pm

    da L’Unione Sarda, 1 gennaio 2016
    Cervo investito sulla strada per Is Molas: soccorso dalle guardie forestali: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/01/01/cervo_investito_sulla_strada_per_is_molas_soccorso_dalle_guardie-68-454877.html

  6. marzo 23, 2016 alle 4:55 pm

    dalla Sardegna alla Corsica, con la foto presa da ‘sto blog 😉

    da L’Unione Sarda, 23 marzo 2016
    Nuovo rilascio di cervi sardi in Corsica. Cinque liberati nel Massif du Rotundu : http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/03/23/nuovo_rilascio_di_cervi_sardi_in_corsica_cinque_liberati_nel_mass-68-481298.html

  7. settembre 21, 2016 alle 2:46 pm

    da L’Unione Sarda, 21 settembre 2016
    Villacidro, la protesta dalle campagne: “I cervi distruggono le nostre aziende”. (Stefania Pusceddu): http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/09/21/villacidro_attacco_dei_cervi_alle_coltivazioni-68-535108.html

  8. ottobre 6, 2016 alle 2:48 pm
  9. gennaio 29, 2017 alle 11:21 pm

    A.N.S.A., 29 gennaio 2017
    Cervo ferito da cani si rifugia in città.
    Soccorso dagli agenti della Forestale a Guspini, Medio Campidano: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/01/29/cervo-ferito-da-cani-si-rifugia-in-citta_f0f97824-bdde-4524-b97b-e64ad4c7fa59.html

  10. febbraio 3, 2017 alle 11:47 pm

    A.N.S.A., 3 febbraio 2017
    Cinque cervi sardi liberati in Ogliastra.
    Erano stati catturati settimana scorsa in Costa Verde: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/02/03/cinque-cervi-sardi-liberati-in-ogliastra_e452b94e-0fb9-4ed0-8dfd-d8036aedf124.html

  1. ottobre 9, 2016 alle 4:09 pm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: