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Cresce la produzione di energia da fonte fotovoltaica in Italia.


pannello fotovoltaico

pannello fotovoltaico

Dati molto positivi per l’Italia  (e in Sardegna in particolare) nel settore della produzione di energia da fonte fotovoltaica.

In base al Rapporto statistico sul solare fotovoltaico 2012 del G.S.E. (Gestore Servizi Energetici s.p.a.), vi sono ben 478.331 impianti con una potenza installata di 16.420 MW e una produzione energetica annua pari a 18.862 GWh.

L’Italia si conferma al secondo posto al mondo per capacita’ fotovoltaica totale in esercizio (16.420 MW), preceduta solo dalla Germania (32.278 MW).

Secondo il G.S.E., la crescita della produzione di energia da fonte fotovoltaica (148.135 nuove unita’ installate nel 2012 con una potenza aggiuntiva di 3.646 MW) è dovuta al “conto energia” (ben 6 miliardi di euro di incentivi nel corso del 2012).

Un bel segnale per il futuro energetico e ambientale del Bel Paese, a patto di evitare con cura le pure speculazioni energetiche su terreni agricoli (come, per esempio, nel caso dei progetti di centrali termodinamiche a concentrazione di Cossoine e di Bonorva).

Tetti di palazzi e capannoni, aree industriali, edifici pubblici, sono molti i siti dove posizionare gli impianti di produzione energetica da fonte fotovoltaica, basta un po’ di sensibilità, intelligenza, buon senso.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

California, deserto del Mojave, centrale solare termodinamica

California, deserto del Mojave, centrale solare termodinamica

 

A.N.S.A., 24 maggio 2013

Italia seconda al mondo per il fotovoltaico.   Gse, e’ merito degli incentivi del Conto energia.

ROMA – Il successo del fotovoltaico nazionale, che piazza l’Italia al secondo posto nel mondo dopo la Germania, va attribuito al sistema del Conto Energia, in meccanismo di incentivazione della produzione di energia solare.

Ne riconosce i meriti il Gse nel suo Rapporto statistico sul solare fotovoltaico 2012 che ha censito i 478.331 impianti in esercizio in Italia, per una potenza installata di 16.420 MW e 18.862 GWh di energia prodotta nell’anno.  A fine 2012 erano in esercizio in Italia 478.331 impianti, per una potenza installata di 16.420 MW e 18.862 GWh di energia prodotta nell’anno.

Il nostro Paese, con 148.135 nuove unita’ installate nel 2012 e una potenza aggiuntiva di 3.646 MW, si conferma dunque al secondo posto nel mondo per capacita’ fotovoltaica totale in esercizio (16.420 MW), preceduta solo da quella della Germania (32.278 MW). E questa affermazione, secondo il Gse, e’ dovuta appunto al meccanismo del Conto energia, ”il motore di questa crescita”. I 475.851 impianti che usufruiscono del Conto energia hanno infatti contribuito al 96% della produzione fotovoltaica dell’anno godendo di un incentivo di circa 6 miliardi di euro nel solo 2012.

 

(foto da mailing list ecologista)

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  1. maggio 26, 2013 alle 12:22 pm

    Ci abbiamo messo un po’ a capirlo che in italia c’è più sole che in altri posti, meglio tardi che mai

  2. giugno 15, 2013 alle 6:56 pm


    Scusate se dico delle cose risapute! Ma gli impianti fotovoltaici come quello di Cossonine, approvati come serre per la coltivazione di piante, come appare dalla foto del link, avranno pure qualche cosa di illegale?

  3. dicembre 2, 2013 alle 10:40 am

    Sono d’accordo, il conto energia ha contribuito molto allo sviluppo del fotovoltaico in Italia grazie agli enormi vantaggi che ha concesso.

  4. febbraio 16, 2014 alle 11:01 am

    da L’Unione Sarda, 16 febbraio 2014
    Incentivi per il fotovoltaico. La Procura indaga per truffa. Secondo le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Cagliari Daniela Caria, sarebbero state truccate le domande d’accesso ai contributi: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/02/16/incentivi_per_il_fotovoltaico_la_procura_indaga_per_truffa-6-354621.html

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    da La Nuova Sardegna, 16 febbraio 2014
    Fotovoltaico truffa, 500 raggirati e tredici indagati.
    LaTeknosol ottenne un finanziamento di quasi 3 milioni: mai erogati gli incentivi a chi aveva stipulato il contratto. (Enrico Carta)

    CAGLIARI. Il sole del fotovoltaico illuminava una truffa gigantesca ai danni della Regione e di circa cinquecento persone, con tredici indagati. Una torta da due milioni e 900mila euro di finanziamenti pubblici sarebbe stata interamente ingurgitata da due società: una di queste, la Teknosol era già finita sotto la lente d’ingrandimento della procura di Oristano che però non era riuscita a illuminare a pieno ciò su cui ora due sostituti procuratori cagliaritani, Daniele Caria e Guido Pani, stanno puntando i riflettori. La seconda società, secondo gli inquirenti, sarebbe stata una sorta di parasole della prima, così da mascherare il presunto raggiro che alcuni mesi fa era stato segnalato alla procura proprio dai funzionari della Regione. Ma c’è un terzo elemento che sarebbe stato il motore che avrebbe consentito di indirizzare l’intero finanziamento regionale per gli incentivi alle energie alternative e, nel caso specifico, per il fotovoltaico. Il terzo tassello del mosaico sarebbero i dipendenti di alcuni uffici postali privati, uno a Sinnai e due a Cagliari, capaci di inviare in un solo minuto 225 raccomandate. È il 5 febbraio del 2013 quando questo accade. Il bando regionale prevedeva che ad aggiudicarsi gli incentivi sarebbero state le richieste prime arrivate in ordine di tempo: ovviamente i funzionari dal dito più veloce della Sardegna riescono in quell’unico minuto ad accaparrarsi tutti finanziamenti. Di tempo ne passa un po’ di più, ma non troppo, prima che i funzionari regionali mettano piede in procura per segnalare l’anomalia di un’unica società che in un lampo incassa tutto. Messi i due milioni e 900mila euro in tasca, la Teknosol avrebbe iniziato la caccia ai clienti ed è qui che comincia il secondo round, perché la procura cagliaritana ritiene che il raggiro sarebbe stato effettuato nei confronti di chi stipulava i contratti, senza poi vedere un solo euro dei famosi incentivi promessi. Eppure per ogni chilowatt di energia di potenza dell’impianto dovevano essere dispensati settecento euro. Dal momento che quasi tutti gli impianti avevano una potenza di sei chilowatt, a ciascun privato ne sarebbero dovuti andare 4.200. Eppure, di quei soldi non un centesimo si sarebbe visto. Così, una dietro l’altra, gli avvocati Rossella Oppo e Michele Schirò, hanno raccolto oltre cento denunce. Ma di presunti truffati in giro per tutta l’isola ce ne sarebbero circa cinquecento. Un numero da capogiro per un’inchiesta che il nucleo investigativo regionale del Corpo Forestale, coordinato dal comandante Ugo Calledda, deve ancora analizzare in tantissimi aspetti. Intanto la Regione ha preso le sue contromisure, sospendendo la graduatoria e quindi l’erogazione degli incentivi. Di fronte a ciò, con i vertici e persino numerosi agenti indagati, la Teknosol si difende. Le parole sono dell’avvocato Antonio Incerpi che da tempo si stava occupando del caso: «È una topica clamorosa, perché le due società non hanno agito in collaborazione tra di loro. Il punto di contatto è l’ingegnere che svolgeva le pratiche urbanistiche. La Teknosol con la questione delle poste private nulla ha a che fare e l’invio di così tante raccomandate in un minuto sarebbe possibile grazie all’utilizzo di un software che anche il ministero autorizza». Versione opposta quindi, ma l’inchiesta corre.

    • marzo 1, 2014 alle 10:50 am

      da L’Unione Sarda, 1 marzo 2014
      Fotovoltaico, blitz della Forestale. Perquisizioni e indagati per truffa: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/03/01/fotovoltaico_blitz_della_forestale_perquisizioni_e_indagati_per_truffa-6-356644.html

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      da La Nuova Sardegna, 1 marzo 2014
      Truffa fotovoltaico, nuovi indagati. Caso Teknosol: perquisizioni a tappeto, 4 accusati di associazione a delinquere. (Mauro Lissia)

      CAGLIARI. È scattata l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e alla tentata truffa alla Regione per quattro degli indagati nell’inchiesta sulle forniture di pannelli fotovoltaici, che partita da Cagliari e Oristano si sta allargando ormai a tutta l’isola. È il pm Daniele Caria a contestare la pesantissima imputazione a tre persone legate alla società Teknosol, che offriva gli impianti a costo zero a ignari clienti – poi costretti a pagare pesanti ratei di mutuo – e a un ingegnere che lavorava per la ditta con incarichi di studio e di progettazione riferiti alle pratiche urbanistiche. I nomi: l’amministratore Alberto Calzetta, il socio Andrea Cutrano con la moglie Elisa Pusceddu e il professionista Andrea Casu, esterno alla società. È indagato, ma solo per il concorso nella truffa, anche Omero Pinna, dipendente dell’ufficio postale di Sinnai. Ai quattro indagati principali, difesi dall’avvocato Antonio Incerpi, sono stati perquisiti ieri gli appartamenti e gli uffici: gli uomini del commissario Ugo Calledda, del nucleo investigativo del Corpo forestale, hanno raccolto un corposo materiale, atti e documenti, che sarà ora esaminato in collaborazione col pm Caria. Questo ramo d’inchiesta è stato aperto dopo la segnalazione arrivata dal servizio energie alternative della Regione: una dirigente ha manifestato dubbi sulla legittimità di centinaia di richieste di contributo arrivate dalla Teknosol e partite tutte insieme – 225 raccomandate, il timbro indica la stessa ora e lo stesso giorno, il 5 febbraio 2013 – dall’ufficio postale di Sinnai. La Regione contribuisce con 700 euro a chilowatt alla realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici casalinghi, quelli che Teknosol offriva senza curarsi troppo – così è emerso dalle indagini – del funzionamento e della reale installazione. Stando alle accuse i responsabili della società, in combutta col dipendente delle Poste, avrebbero scaricato sull’ufficio regionale una valanga di richieste di contributi riferiti al bando di febbraio 2013, da assegnare in base all’ordine di arrivo delle richieste agli uffici della Regione. Contributi che sarebbero finiti nelle tasche dei responsabili di Teknosol anzichè ai clienti, che in media attendevano un rimborso di 4200 euro a testa per impianti da sei chilowatt. In realtà la Regione è riuscita a salvare i soldi pubblici sospendendo la graduatoria e quindi l’erogazione dei contributi. Un centinaio di clienti del Cagliaritano cui erano stati promessi impianti a costo zero – tutelati dall’avvocato Michele Schirò – e molti altri dell’Oristanese, tutelati dall’avvocato Donatella Oppo, quando i soldi non sono arrivati hanno preso atto dell’imbroglio e si sono rivolti alla Procura dando origine alle inchieste principali condotte dai pm Guido Pani, Rossella Spano e Marco Ulzega, mentre il pm Caria ha preso in mano la tranche che riguarda la truffa alla Regione e ha contestato l’accusa di associazione a delinquere, per poi disporre le perquisizioni. Gli impianti «venduti» sul mercato sardo sarebbero circa 700, il costo oscilla fra i 35 e i 40 mila euro per ciascuno. La truffa – sempre stano alle accuse, le indagini sono ancora lontane dalla conclusione – ammonterebbe a quasi tre milioni di euro e riguarderebbe anche l’attività di una seconda società sovrapposta alla disciolta Teknosol. In tutto gli indagati sono tredici.

  1. maggio 25, 2013 alle 6:17 pm

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