Contatti


Ginepri sulle dune

Sede: Via Cocco Ortu n. 32 a Cagliari, tel. e fax. 070.490904;

Per segnalazioni o informazioni: grigsardegna5@gmail.com;

SPORTELLO VERDE presso la nostra sede in  (aperto ogni martedì dalle 17.00 alle 19.00), telefono 345.0480069.

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Francesca
    luglio 9, 2011 alle 11:23 am

    Ci fosse almeno qualcuno che sollevasse il problema. Ci fosse almeno qualcuno che si recasse sul posto per documentare lo stato dei luoghi. Ci fosse almeno qualche giornalista, di quelli che si riempiono la bocca con l’informazione libera ed onesta, che avesse il coraggio di denunciare la situazione. No, niente di tutto ciò. E così, sulla spiaggia del Poetto di Quartu S.Elena, loc. Margine Rosso, sta andando in onda la devastazione. Decine di mezzi pesanti, camion, buldozer, autoarticolati, trafficano liberamente e fanno bella sosta sulla sabbia. Si realizza il villaggio “Mondo Ichnusa”, dal 14 luglio andrà in onda lo spettacolo. Solo i numeri dell’impatto previsto da questo evento (si parla di non meno di 30mila persone per concerto, con quello che consegue…) avrebbe dovuto suggerire ben altri contesti in cui tenere gli spettacoli, ben altre location. Si provi ad immagine che cosà resterà di uno degli ambiti costieri più pregiati dell’intero Poetto (uno dei pochi in cui è ancora presente la vegetazione retrodunale). Ma la domanda è: tutto in regola? E’ ammissibile che la spiaggia venga utilizzata per la sosta degli automezzi d’opera? Sono stati pagati i canoni demaniali di occupazione della spiaggia? La Forestale e gli ambientalisti non hanno nulla da obiettare? E i giornalisti? Oppure per loro esiste sono l’anfiteatro romano?

    • luglio 9, 2011 alle 12:45 pm

      cara Francesca, l’abbiamo documentato e denunciato varie volte (es. http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2010/07/18/come-ti-massacro-una-spiaggia-unica-al-mondo-il-poetto/), forse è uno dei motivi per cui è stato “spostato” dalla spiaggia rientrante nel Comune di Cagliari. Ogni volta le autorizzazioni erano ben presenti.
      Vuoi uscire dalla protesta sterile e fine a se stessa? Bene. Fai qualche foto e mandacela all’indirizzo grigsardegna5@gmail.com, vediamo che cosa si può fare.
      Non sappiamo nelle altre associazioni ambientaliste come facciano, ma noi siamo tutti volontari e non abbiamo alcuna parentela con Mandrake nè con i Fantastici Quattro.
      Non siamo onnipotenti, onniscienti, onnicomprensivi e nemmeno onirici, arrivano al GrIG circa 1.500 segnalazioni all’anno, giusto per darti un’idea.
      Quindi, non chiederti che cosa fà il GrIG per questa Terra (puoi leggerlo in queste pagine web), ma chiediti che cosa puoi fare tu 😉

  2. daniele
    ottobre 17, 2011 alle 1:41 pm

    A Pontoglio in prov. Brescia,l’amministrazione comunale ha deciso di vendere a privati un ‘area pubblica adibita a verde con circa 80 alberi,tutto questo per fare cassa .
    Chiedo se ci sono regolamentazioni giuridiche da osservare prima di procedere a questo taglio indiscriminato.Da notare che ogni albero è stato dedicato ad un neonato del paese in presenza della stessa persona che ora sindaco,ha concesso questo sciempio.

  3. luciano
    marzo 22, 2012 alle 9:24 pm

    volevo sapere ad oggi la situazione al baia delle mimose per le ville sulla duna [italcasa bergamo] se ci sono o no le autorizzazioni per iniziare i lavori

  4. giugno 5, 2012 alle 8:42 am

    Vi inoltro l’articolo allegato.
    Un cordiale saluto.
    Gianfranco LelmiLa galleria di Serralunga fra Campo Felice e

    L’Altipiano delle Rocche

    di Gianfranco Lelmi

    Chi ha visto come me Campo Felice, tanti anni fa, quando la Piana e le sue montagne non avevano conosciuto la mano dell’uomo, oggi rimane stupito nell’osservare la sua trasformazione.

    Alantino, posto verso il valico la Crocetta, era una capanna, un ricovero per pecorai, successivamente il cambiamento: una specie di bettola con dei tavolacci, dove gustare dell’ottima polenta e/o fettuccine.

    Poi la trasformazione in capiente trattoria ed infine in albergo con ampio parcheggio.

    Nel frattempo venivano costruiti gli impianti di Campo Felice. Allo scempio si aggiungeva altro scempio. Il monte Orsello subiva quello sfregio, visibile a decine di chilometri, simbolo del collegamento della Piana con l’Autostrada A 24. Ma non è tutto, già alcuni anni fa sulle carte del Touring Club Italiano il collegamento tra Campo Felice e l’Altipiano delle Rocche veniva evidenziato sulle carte geografiche con leggero tratteggio, come per indicare: qui verrà costruita una galleria.

    Chi disegnò quei segni aveva ragione, ora la galleria è divenuta quasi realtà.

    Dopo polemiche, diatribe, interventi delle associazioni ecologiste, la galleria è quasi completata.

    Milletrecento metri di lunghezza con accessi stradali per duemilacinquecento metri, a breve unirà, come dicevo due grandi pianure: l’Altipiano delle Rocche e Campo Felice.

    Costo stimato: venticinque milioni di euro. Nel mese di novembre 2009, ebbe luogo la cerimonia di inizio lavori con la presenza del Presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane.

    “Un’opera strategica, che la provincia dell’Aquila ha sempre supportato”, venne definita allora.

    Qualcuno aggiunse: “La valorizzazione della stazione sciistica di questa zona, credo che sia una delle priorità per il nostro territorio”. Addio silenzio, addio aria pulita, addio distese infinite senza case, senza macchine, i segni dello scempio sono visibili da per tutto.

    Dove troveranno gli animali selvatici un posto per vivere in pace, in armonia con la natura?

    Ecco cosa diceva qualcun altro, al momento dell’inaugurazione dei lavori della galleria di Serralunga “Da abruzzese vedo realizzarsi un sogno al quale anche io ho partecipato da bambino, da ragazzo, quando Aldo Jacovitti ha cominciato la valorizzazione di Campo Felice”.

    Bel sogno, bella valorizzazione, la domenica quando sei a Campo Felice, una nube di gas di scarico sovrasta la Piana, se non scappi in alto, rischi di rimanere senza respiro per l’aria bruciata ed irrespirabile che ti circonda.

    Il tutto per che cosa? Per effettuare con gli sci qualche centinaio di metri di discesa, dopo aver atteso un tempo infinito, in fila, per prendere un impianto di risalita.

    Costruire impianti per che cosa? Per un innevamento “sciabile” che dura all’incirca da gennaio a febbraio, poi percorrere la domenica un’autostrada che è sempre affollata all’inverosimile da pazzi che pur di arrivare prima, sono disposti a passarti anche a destra, poi dover sopportare delle code “bibliche” al rientro a Roma.

    La galleria di Serralunga, viene definita come “una spesa essenziale che si sarebbe dovuta fare venti anni fa”. Per che cosa si domandano in molti? Per collegare più velocemente Rocca di Mezzo, Rovere, Rocca di Cambio all’autostrada A 24?

    “E’ grazie ad imprenditori illuminati e coraggiosi” che si sta risvegliando il turismo in queste zone?

    I cartelli di vendesi appartamento, villa “spuntano” come i funghi, nell’Altipiano delle Rocche,

    molte case, come dicono diversi proprietari di secondi immobili e gli abitanti del posto, sono costruite talmente in fretta che d’inverno è impossibile abitarvi. Per scaldare un’abitazione occorrono cifre non indifferenti.

    Valeva la pena distruggere un’area così bella posta al confine del Parco Velino Sirente per raggiungere l’autostrada più velocemente, risparmiando forse una ventina di minuti al massimo?

    Si è mai pensato che quando la gente va in vacanza preferisce le aree meno antropizzate, ove è stata rispettata l’architettura del posto, ove l’ambiente è rimasto “primitivo” integro?

    Lo sviluppo dei paesi del Parco Nazionale d’Abruzzo ne è un segno tangibile, hanno puntato sul turismo estivo, invernale e se viene, quello derivante dallo sci. Si è tenuto in considerazione un basso impatto ambientale.

    In merito a Campo Felice, sembra secondo alcuni, che non si è tenuto conto che l’ MTBE aggiunto alle benzine, per l’ambiente è fonte di contaminazione delle acque sotterranee (falde idriche), fluviali, lacustri, soprattutto con le acque di dilavamento dovute agli eventi atmosferici.

    E’ un composto chimico che oltre ad irritare le vie respiratorie e gli occhi, ha effetti cancerogeni, nell’organismo viene trasformato in formaldeide deprimendo il sistema immunitario.

    Si rischia di inquinare tutte le sorgenti poste a valle della grande Piana.

    “Valorizzazione del turismo e salvaguardia ambientale viaggiano in perfetta sintonia nella realizzazione di quest’opera” affermava il Commissario del Parco, Patrizio Schiazza, dopo aver firmato il protocollo d’intesa con l’ANAS, mirando allo sviluppo socio economico “ senza stravolgere il territorio”. Eppure secondo gli ultimi aggiornamenti, verrà realizzata una grande strada sotto le pendici del monte Cefalone, seguendo il vecchio tracciato. Quello esistente dovrebbe

    essere smantellato. Alcuni ambientalisti si pongono forti interrogativi su quest’ultima operazione, anzi affermano, se veramente verrà effettuata, occorreranno decenni prima che la natura riprenda il possesso del territorio.

    Il lupo, il gatto selvatico, la martora, la vipera orsini, l’aquila reale, il tritone crestato, e tante altre specie, ancora vivono in queste zone, come viene spiegato nel sito: “Flora di Lucoli”.

    Inoltre viene detto nel medesimo sito: “… Il valore ambientale è altissimo. Essenze botaniche uniche

    in Italia o rarissime, innumerevoli endemismi ed una ricchezza di specie ineguagliabile”.

    Tutto questo sconvolgimento viene effettuato nel nome del turismo. Cioè un turismo mordi e fuggi che non lascia niente, anzi sporca, inquina, distrugge. Per un territorio il cui innevamento per la pratica dello sci da discesa da adito a forti dubbi. Mancano i soldi per ammodernare ed incrementare i trasporti pubblici, mancano i soldi per gli ospedali, qualcuno vive in albergo poiché non ha ancora la casa ed è un povero terremotato, però si trovano 25 milioni di euro per devastare quel poco di territorio che è rimasto ancora integro. La gente non ha soldi, se ha un lavoro, spesso svolge attività precarie sotto retribuite. A chi serviranno questi impianti?

    Su un noto sito dell’Aquila appare quanto segue: “ Le risorse destinate alla ricostruzione post sisma non devono essere dirottate su interventi di distruzione di territori protetti”.

    In merito al Protocollo d’Intesa sottoscritto a Roma a Palazzo Chigi, il 17 febbraio 2011, il citato sito spiega che “si vogliono solamente realizzare infrastrutture sciistiche, il cemento ed il movimento terra sono di fatto l’unico motore del protocollo….…L’intesa sembra unicamente rivolta a sottrarre energie programmatiche e soprattutto fondi, alla più urgente ricostruzione dei centri storici”. Tra gli interventi in programma ampie critiche vengono rivolte al collegamento sciistico tra le stazioni di Ovindoli e Campo Felice, segnalando tra i piani di azione la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla “reale portata dello sperpero di denaro programmato”.

    Le ipotesi di “sviluppo” come viene menzionato nel Protocollo, sono “in evidente contrasto con la legge 394 (Legge quadro sui Parchi) ed ai Decreti istitutivi delle aree protette dalla Regione alle Province”. La creazione di un Consorzio ai sensi dell’art.31 del Decreto legislativo nr. 267 del 2000

    Coinvolgerà la Provincia dell’Aquila, i comuni di Rocca di Cambio, Lucoli, Rocca di Mezzo, Ovindoli, per un fondo di risorse di 45.000 euro per le prime spese tecniche.

    Tra i tanti documenti in circolazione, risulta sul sito: “ricostruirelucoli.blog.com” che in data 4 novembre 2010 la Procura della Repubblica dell’Aquila ha aperto un fascicolo.

    La piana di Campo Felice rientra nei Siti di interesse Comunitario (SIC) beneficiando di una serie

    di tutele ambientali. In un esposto si denunciano presunte irregolarità in merito alla galleria Serralunga che non rispetta “uno sviluppo sostenibile ed ecocompatibile”.

    A maggio 2011 i lavori della galleria di Serralunga si fermavano. La S.a.f.a.b. e poi la Safab, appaltatrici dei lavori risultavano carenti in merito alla certificazione antimafia, partivano ricorsi e contro ricorsi al TAR.

    Poi è notizia di questi giorni, una discarica abusiva veniva scoperta a ridosso della seggiovia denominata Campo Felice, soto il pilone nr 3. A 800 metri di distanza veniva individuato un altro deposito di materiale inquinante sicuramente pericoloso per la falda acquifera.

    Il Sostituto Procuratore Simonetta Ciccarelli, la polizia forestale, i carabinieri, i vigili del Nucleo biologico chimico radiologico, sono intervenuti per individuare la pericolosità dei materiali sepolti e l’eventuale presenza di altri depositi.

    Insomma Campo Felice non ha tregua, si potrebbe sicuramente cambiare il nome in Campo Infelice, di certo sarebbe più appropriato.

    In tutta questa storia quello che più sorprende è la frase pronunciata da un noto politico al momento dell’inaugurazione dell’inizio dei lavori della galleria di Serra Lunga: “se stessimo a sentire le lamentele degli ambientalisti, in Italia non si realizzerebbe più niente”. Seguitiamo a depauperare, svilire, distruggere, il nostro territorio, tra poco il cemento ci sommergerà.

    Fonti:

    http://www.personalweb MTBE

    Terre marsicane Galleria per Campo Felice, il Parco Velino “vigila sui lavori”

    http://www.lucoli.it Le ultime dalla natura-Una nuova ferita a Campo Felice

    Flora di Lucoli

    http://www.rifondazione.aq.org Sul protocollo d’intesa Gran Sasso Campo Felice Magnola

    ricostruirelucoli.blospot.com Serralunga, un anno per completare i lavori

    “ “ Galleria Serralunga: è stata fatta la valutazione SIC?

    Il Centro 9 maggio 2011 Serralunga, altro stop ai lavori

    “ 18 giugno 2011 Rifiuti interrati a Campo Felice

    “ 17 giugno 2011 Rifiuti pericolosi a Campo Felice

    Legambiente.it Devastazione ambientale

    Inabruzzo.com Finalmente la galleria di Serralunga

    http://www.terremarsicane.it Galleria per Campo Felice, il Parco Sirente Velino”vigila” sui

    lavori (1 agosto 2010)

    Protocollo d’intesa per il rilancio dello sviluppo, la valorizzazione dell’area

    aquilana del cratere colpita dal terremoto del 6 aprile 2009, ai

    fini ambientali e turistici

  5. Franco Galeotti
    gennaio 6, 2013 alle 8:04 am

    Per favore cancellatemi dalla vostra Lista, desidero non ricever più le mail del Gruppo d’ intervento Giuridico onlus. Grazie.
    Franco Galeotti

    • gennaio 6, 2013 alle 10:49 am

      buongiorno Franco, non possiamo cancellarti noi, devi effettuare direttamente l’operazione nell’apposita modalità. Le e-mail vengono inviate automaticamente su richiesta degli interessati.

  6. Gabriella
    febbraio 6, 2013 alle 9:38 pm

    Mi riferisco ad una lettera comparsa sulla Nuova Sardegna oggi 6 febbraio 2013.
    L’isola di Budelli è all’asta e si spera in un intervento dello Stato per acquistarla.
    Ma perchè non se la assicura la Regione Sardegna una volta per tutte? Oppure non si può fare una raccolta di fondi dove ogni sardo possa contribuire ad acquistarla, anche solo con pochi euro?L’ha fatto il WWF con Monte Arcosu, perchè non replichiamo l’iniziativa?

  7. adria petani
    agosto 9, 2013 alle 4:52 pm

    Sono Adria Petani e chiedo se è realistico ipotizzare una class action nei confronti dei soggetti amministrativi Stato o Regione e quant’altro in quanto inadempienti nella tutela del supremo bene comune che va sotto il nome di ” territorio”. Alla luce di qunto si sta muovendo in rete attraverso anche la pagina allegata.
    https://www.facebook.com/groups/597658666952347/?hc_location=stream

    Consapevole del vostro ruolo chiedo se questa può essere una strada di difesa percorribile per costringere chi gira la testa ad impegnarsi veramente nel ruolo affidatogli.
    Grazie

    • agosto 9, 2013 alle 9:40 pm

      buonasera Adria, in Italia l’attuale quadro normativo consente la c.d. azione collettiva solo in materia di tutela dei consumatori.

  8. adria petani
    agosto 9, 2013 alle 11:45 pm

    grazie per la sollecita risposta che ho comunicato al gruppo che si è costituito su face book.

  9. annarita
    agosto 11, 2013 alle 10:21 pm

    buongiorno,vorrei comunicare che,con il decreto del fare il cipe ha autorizzato la costruzione dell’autostrada Roma-Latina e una bretella,chiamata Cisterna-valmontone ,pare larga una cinquantina di metri,che attraversera’ la campagna di Velletri,Cori e Giulianello di Cori,dove tra l’altro c’e’ un laghetto spontaneo tutelato,e lunga una trentina di km,devastando la campagna circostante le aziende agricole,in una zona a vocazione agricola,aiuto!!!

  10. luca montichiari
    settembre 14, 2013 alle 3:17 pm

    Cagliari 14 settembre 2013
    carissimi Amici del Gruppo di Intervento Giuridico
    della Regione Autonoma Sardegna

    allegati le tabelle del sito europeo Eper Website che sono inserite su Google Earth
    allego pure il progetto per la riconversione a carbone della centrale di produzione energia elettrica da petrolio in formato ZIP presentato da Paolo Clivati alla Regione Autonoma Sardegna

    Oggetto Inquinamento a Ottana e in provincia di Nuoro

    A Ottana In provincia di Nuoro da più di 30 anni esistono e sistevano fabbriche inquinanti SIR- Enichem, Eni. Equipolymers ecc oadesso Ottana Energia e Equipolymers che hanno inquinanto l’aria il suolo e le Acque del Fiume Tirso che si immettte nel lago Omodeo, dopo lo scandalo e l’inquinamento nei paesi di Bolotana, Ottana, Noragugume, Dualchi, Borore, Macomer , Molia, Bono , Anela, Orotelli e con il fenomeno delle pecore nere e inquinamento delle falde acquifere e del terreno.
    Ricordo a voi che attorno alla centrale e le fabbriche di Ottana non ci sono centraline nè dell’Arpas e nè della provincia di Nuoro che sono funzionanti e sono tutte fuori uso. non sii comprende chi contolla e chi verifica l’inquinamento di Ottana che continua a cescere indisturbato.
    Paolo Clivati proprietario di Ottana energia dove si produce energia elettrica da olio combustibile e petrolio che inquinana tutta la zona per un raggio di 20 chilometri, presenta in questi giorni un progetto di riconversione di produzione di energia elettrica da petrolio a Carbone e ha presentato analisi e tabelle sull’inquinamento false e molto ridotte nei valori sotto la media per farsi autorizzare il progetto, addiritura è arrivato in una sua tabella a ammettere giornate in cui i valori sono stati sforati oltre il limite, visitate pure il sito della Regione Autonoma della Sardegna dove cè il progetto che allego in formato ZIP, e confrontate con le tabelle che allego in PDF tratte da un sito Europeo Eper Website che mette e fornisce rilevamenti e le tabelle aggiornati in linea internet su Google Earth e sono altissimi rispetto ai dati che fornisce Paolo Clivati di Ottana Energia e li vicino si produce PET.

    sito della Regione Autonoma Sardegna

    http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=612&s=237588&v=2&c=4807&t=1

    • luca montichiari
      settembre 14, 2013 alle 4:49 pm

      Questi sono i valori dell’inquinamento a Ottana Nuoro Regione Autonoma Sardegna tratti dal sito europeo Eper website
      Li rendo pubblici a tutti i cittadini Sardi che hanno l diritto di sapere cosa succede, i controlli delle ASL n 3 di Nuoro e dell’ARPA e ARPAS come le cenraline della provincia di Nuoro non funzionano e sono fuori uso, distrutte e non collegate alla rete internet tutto ciò per omettere i dati che devono essere presi in diretta ogni minuto per scoprire quando si stà inquinamendo. Le fabbriche di Ottana Energia e Equipymers aumentano le emissioni di notte al buio, quando piove, quando è nuvoloso per nascondere gli scarichi inquinanti nell’aria, nel suolo, e nelle acque fiume Tirso che nasce pulito in provincia di Sassari attraversa la provincia di Nuoro dove viene inquinato, e si immette nel lago Omodeo ora (Eleonora di Arborea) in provincia di Oristano, andate da depuratore di Ottana in località su IGM a Sas Calmas agro do Ottana ex Etfas e vedrete tutto linquinamento che cè, fanghi tossici, scarichi, rifiuti tossici e nocivi interrati.
      questi sono i dati inconfutabili. Luca

      European Pollutant Emission Register (EPER)
      Europe’s register of industrial emissions

      Business Name: Equipolymers srl
      Address: ZONA INDUSTRIALE KM 18, S.P. 17,SN OTTANA (NU) Italy
      Business Type: Manufacture of organic chemicals (Chemical industry)
      Top emitters to Land
      View details for this site on the EPER Website.
      Correct the location of this site.
      Download the full data with a graph of the emissions for all 11,000 sites.
      Read more about the full data at the Google Earth community forum.

      Emissions:
      Substance Air (kg) Indirect Water (kg) Direct Water (kg)
      Benzene, toluene, ethylbenzene, xylenes (as BTEX) 237
      Lead and its compounds 29.6
      Nickel and its compounds 29.6
      Non methane volatile organic compounds (NMVOC) 253,000
      Phosphorus, total 5,250
      Total Organic Carbon (TOC) 1,980,000
      ——————————————————————————————————————–Ottana Energia S.r.l. – STABILIMENTO Ottana Energia S.r.l. DI OTTANA

      European Pollutant Emission Register (EPER)
      Europe’s register of industrial emissions

      Business Name: Ottana Energia S.r.l.
      Address: ZONA INDUSTRIALE OTTANA,- OTTANA (NU) Italy
      Business Type: Combustion processes > 300 MW (Whole group)
      View details for this site on the EPER Website.
      Correct the location of this site.
      Download the full data with a graph of the emissions for all 11,000 sites.
      Read more about the full data at the Google Earth community forum.

      Emissions:
      Substance Air (kg) Indirect Water (kg) Direct Water (kg)
      Carbon dioxide, CO2 642,000,000
      Nickel and its compounds 63.1
      Nitrogen oxides, NOx 815,000
      Sulphur oxides (SOx) 2,740,000
      Zinc and its compounds 303 1,010

  11. vittorio
    ottobre 8, 2013 alle 6:23 pm

    buon giorno
    dopo 4o anni di viaggi in sardegna ho finalmente preso la residenza a castiadas – ca – ma vedo purtroppo che questo comune non si attiva quasi nulla per preservare l’ambiente sia per quanto riguarda le costruzioni sia per le coste che sono degradate. bottiglie, plastica, carta ovunque sulle spiegge e dentro la macchia e cespugli, mozziconi di sigaretta ovunque nella sabbia dove i bambini giocano vicino alla battigia, alberi secchi nelle pinete , pochi parcheggi e a pagamento nei periodi estivi, vietato parcheggiare lungo le strade quando i parcheggi sono pieni. sacchetti di pattume nelle piazzole di sosta lungo le strade.
    villaggi costruiti vicino alle spiagge che non verranno mai abitati e quelli che sono da anni allo stato grezzo e non verranno mai ultimati. fiumi nel cui letto trovi rottami, alberi marci e eucaliptus cresciuti da anni , cannetten che impediscono il regolare deflusso delle acque.
    segnalo cio’ anche se gia’ lo saprete perche’ spero che riusciate in qualche modo a scuotere questa amministrazione.
    grazie per quanto potrete fare.
    vittorio

  12. RR
    ottobre 8, 2013 alle 10:25 pm

    Caro Vittorio, guardi che non è solo il Comune di Castiadas a non preservare l’ambiente: è tutta l’Italia con i suoi 8000 Comuni.
    E non faccia la solita paternale dell’italiano che dice: “qui è tutto uno schifo” ma poi ci va a vivere…

  13. marco
    ottobre 9, 2013 alle 2:42 pm

    Il Governo Letta sta studiando l’ipotesi di sdemanializzazione di ampi tratti di costa italiana (corriere della sera on line 09/10/2013).
    Immaginiamo cosa può voler dire per la Sardegna un simile provvedimento.
    Cosa si può fare per impedirlo?

    • ottobre 9, 2013 alle 8:37 pm

      è già accaduto varie volte che governi più o meno in mano a “cricche” han svenduto a speculatori d’ogni risma beni pubblici.
      Basti pensare alle sciagurate operazioni di “cartolarizzazione” dell’allora ministro Tremonti.
      Se e quando il Governo Letta farà qualcosa di concreto in proposito, si verificherà nel concreto in quale modo sia possibile opporsi nel modo più efficace.

      Stefano Deliperi

  14. marina barbera
    ottobre 26, 2013 alle 7:14 pm

    Camminavo nella trazzera di contrada barone a Pantelleria con i miei cani,e da lontano ho visto un cacciatore nei terreni circostanti che sparava. Ho fatto cenno che non poteva cacciare li'(in realta’ cacciava al limitare della zona consentita) ed ho continuato serenamente la mia passeggiata.dopo un oretta ero di ritorno,e mi imbattevo nuovamente nella zona del predetto cacciatore,il quale vedendomi comincia a correre verso di me fucile in spalla.Non capendo bene il perche’ e non immaginando cio’ che poi e’ successo,mi fermo a guardarlo….Mi si scaglia contro aggredendomi verbalmente e con spintoni sempre con il fucile in mano sino a farmi cadere con violenza e mi strappa il telefonino che lentamente avevo preso ,terrorizzata da tale aggressivita’.Ripetutamente fa gesti con la mano alzata come a volermi colpire, e rompere il telefonino.Io terrorizzata !!! Da lontano comincia ad avvicinarsi la moglie che cerca di calmarlo e x fortuna riesce a riconsegnarmi il tel……..Chiamo i C:C:e racconto l’accaduto in preda al terrore,poi mio marito che viene a prendermi ed andiamo alla stazione dei C.C. .Lo trovo li ,’con la moglie.Il COLMO !
    Ha avuto il coraggio di sporgere querela LUI nei miei confronti credo dicendo che son io che l’ho aggredito con i cani e non so ancora cos’altro. La moglie chiaramente lo supporta…..Io voglio portare avanti la MIA querela perche’ gente così non dovrebbe poter portare un’arma. Aveva gli occhi di fuori mentre, con il fucile in mano ,inveiva e mi spingeva violentemente !!! Adesso dovro’ cercare un avvocato a Marsala o li vicino perche e’ risiede il tribunale competente . Volevo allora chiedervi un aiuto o un consiglio.
    Avete un avvocato a cui posso rivolgermi ? Potete consigliarmi ? Tra l’altro l’attivita’ venatoria 2013 dell’isola di Pantelleria consente la caccia solo del coniglio e solo ai residenti.Il suddetto “signore” e’ tutto tranne che Pantesco !
    Il suo accento e la targa della macchina sono inequivocabilmente del nord Italia. Grazie aspetto una Vostra risposta.

  15. Fabio Massimo
    dicembre 9, 2013 alle 2:40 pm

    Egregi Signori. Un impianto di pirolizzazione del cippato di legno non è un impianto di combustione propriamente detto, in quanto la fase di ossidazione della carbonella di legno, che si forma nel pirogassificatore, serve per conferire calore alla reazione chimica di pirolizzazione del cippato(reazione endotermica). Il processo di pirogassificazione avviene in un contenitore chiuso (il pirogassificatore) che comunica con l’ambiente solo in fase di aspirazione dell’aria necessaria all’ossidazione suddetta. Pertanto le fasi di alimentazione del cippato, immissione dell’aria per l’ossidazione e scarico della carbonella a fine ciclo, avvengono tramite accorgimenti meccanici che rendono stagno il pirogassificatore. Il syngas prodotto viene poi raffreddato e filtrato ed inviato ad un motore derivato da una unità a metano. Il basso rapporto di combustione, i due turbocompressori (di cui l’impianto da 199kWe è dotato) e il disegno delle camere di combustione, fanno sì che le emissioni di CO, NOx e particolato siano molto basse (basti pensare che il filtro a maniche di cui è dotato l’impianto filtra a 3ppm). Il recupero termico dei gas scarico avviene per mezzo di un essiccatore a tamburo per cippato, la cui estrazione dei gas+aria di essiccazione avviene tramite un ulteriore filtro a maniche. L’impianto produce poi tracce di: carbonella con potere calorifico di circa 4000 kcal/kg (utile per fare il barbecue, per i filtri a carbone, per concimare), ceneri leggere (utili per concimare oppure come inerti) e condensato che viene trattato ed evaporato.
    Per qualsiasi informazione contattatemi al 3935083048.
    Fabio Massimo D’Ambrosio

  16. Alberto
    aprile 11, 2014 alle 9:52 pm

    Salve, vi segnalo che si è ripetuta la moria di pesci nel canale di Terramaini a Cagliari.

    Ci sono passato oggi, e ho visto tantissimi pesci morti, duecento come minimo.

    Una cosa molto triste.

    Alberto

  17. immacolata
    aprile 28, 2014 alle 10:34 am

    salve, vorrei sapere qualcosa sui por sardegna, sono una corsista e ho firmato un voucher come faccio a saper come viene suddivisa la cifra del suddetto, la scuola ci aveva detto che ci spettavano i rimborsi viaggio, mensa materiali e anche un tanto per noi corsisti; potete aiutarmi grazie

  18. Zimox
    maggio 29, 2014 alle 10:55 pm

    Buonasera,
    vorrei sottoporvi un articolo a proposito dell’hotel Villa del Re, in costruzione a Castiadas e praticamente ultimato. La domanda è: dopo aver letto il vostro articolo sulle gravi irregolarità dell’albergo in questione, la quale è stata confermata anche da un recente articolo comparso su Tiscali dove si parlava persino di blocco definitivo dei lavori, secondo voi questo hotel verrà aperto o no? La società che lo dovrebbe gestire parla di apertura dal 1° Giugno 2014, ma non si possono ancora effettuare prenotazioni tramite loro sito internet.
    Di seguito i link della imminente apertura dell’hotel.
    Saluti
    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/03/27/castiadas_apre_l_hotel_villa_del_re_nessun_abuso_edilizio_tutti_assolti-6-360439.html

  19. giugno 6, 2014 alle 4:43 pm

    buongiorno,
    sono anni che leggo che la spiaggia Burantino nei pressi di Alghero è irraggiungibile via terra a causa di una proprietà privata che sembra andare contro la legge. Leggo anche mozioni ripetute per cercare di riaprire l’accesso al mare, ma sembra che nessuno riesca (o voglia) ottenere niente. Oggi, ho provato a raggiungerla prendendo un sentiero che parte dalla strada proveniente da Alghero e che si stacca all’altezza della curva che va verso l’interno, a monte del Burantino. Il sentiero è in mediocre stato, lungo la costa bellissima,ma percorribile fino a poche centinaia di metri dalla fatidica spiaggia con casermone annesso. A quel punto,la macchia (tra cui palme nane e altri cespugli) vieta il passaggio per circa una ventina di metri. Poi il sentiero riprende in buono stato (basta vedere google Earth per notare benissimo la situazione). Ora mi chiedo: se si volesse per davvero riaprire l’accesso alla spiaggia (soprattutto a chi ama la Natura veramente) non basterebbe munirsi di qualche attrezzo e pulire il sentiero? Basterebbe mezza giornata di lavoro e Burantino tornerebbe agibile da chi ha voglia di fare un’oretta di camminata sopra le bellissime rocce di Padre Bellu. Sarebbe la migliore soluzione. I proprietari (che oltretutto se ne fregano dei divieti ripetutamente dategli) si troverebbero la spiaggia piena di turisti (soprattutto stranieri, perché gli italiani vanno solo dove arriva la macchina) e, a quel punto, non potendo certo interrompere un sentiero che dista meno di 15 metri dal mare, potrebbero -magari- obbedire agli ordini e riaprire l’accesso a piedi per la strada principale ora chiusa da muri e muretti vari.
    O, forse, il comune di Alghero non vuole il turismo vero? E nemmeno far valere i diritti dei cittadini a favore di qualche potente di turno? Si fa un parco a Capo Caccia e non si riesce nemmeno a pulire un sentiero che richiederebbe mezza giornata di lavoro e sanare una polemica di più di dieci anni.
    Insomma, c’è puzza di bruciato e scarsa voglia di far conoscere la vera Sardegna… Viva gli ombrelloni e i soldi facili…
    Il problema Burantino, in poche parole, è facilmente risolvibile e se non si lo si fa è solo perché non si vuole. Oggi l’avrei pulito io se avessi avuto gli attrezzi, malgrado abbia quasi settantanni.
    Cordiali saluti
    Vincenzo Zappalà

  20. simpatizzante
    luglio 7, 2014 alle 7:58 pm

    Salve ragazzi,
    volevo sapere se c’è ancora Stefano Deliperi che fa parte del comitato: nel caso lo saluto simpaticamente; sono una vecchia simpatizzante.
    Piuttosto mi chiedevo se avevate notate lo stagno di Molentargius dalla parte di Quartu: sono pezzi di piattello quelli di cui è completamente disseminato ?
    Ciao e grazie mille per il vostro apporto !

  21. luglio 15, 2014 alle 11:24 am

    Buongiorno, vi allego la nota che riguarda gli equini dell’Asinara!
    Grazie per quanto vorrete fare per la salvaguardia di un patrimonio inestimabile:
    Carlo (nick: poggiodicilli)
    Al Ministro dell’Ambiente On. Gian Luca Galletti
    Al Sindaco del Comune di Porto Torres
    e, p.c. All’Ente Parco Nazionale dell’Asinara

    10 luglio 2014
    Situazione disastrosa in cui versa il parco dell’Asinara.

    In questi giorni stanno giungendo notizie, sempre più insistenti, oltre che allarmanti, che ci informano dello stato in cui versa il Parco Nazionale dell’Asinara.
    Dai giornali locali, abbiamo appreso che la mancanza di acqua potabile ha costretto il Sindaco di Porto Torres a emettere un’ordinanza di chiusura dell’Ostello (ex Caserma Agenti di Polizia Penitenziaria “Costantino Satta”). http://asinara.ilcannocchiale.it/2007/10/11/costantino_satta_chi_era_costu.html
    Successivamente si sono diffuse voci, sempre più insistenti, di una strana “moria” di equini, in particolare di cavalli tenuti allo stato brado.
    Per la pregressa esperienza maturata sull’isola possiamo affermare che in questo periodo i cavalli, se mantenuti allo stato brado, non riuscendo a trovare erba fresca o fieno, rivolgono le loro attenzioni alla ferula che, rispetto alle altre essenze, conserva intatta, a lungo, la sua freschezza ed il colore verde acceso.
    La Ferula, ovvero “Ferula communis” contiene però alcuni principi attivi di natura dicumarinica ad attività anticoagulante e provoca, se ingerita, eventi di tipo emorragico che conducono rapidamente a morte l’animale che se ne fosse cibato.
    All’epoca in cui l’isola dell’Asinara era sotto la giurisdizione del Ministero della Giustizia, l’Ufficio dello scrivente, ora in quiescenza, oltre ad effettuare campagne di “deferulizzazione” dei pascoli, disponeva per tempo l’acquisto di cospicue scorte di fieno per mantenere stabulati gli animali sino all’arrivo delle prime piogge.
    Si tenga presente che sull’isola, oltre ai cavalli, vivono anche i famosissimi asinelli albini dell’Asinara, specie protetta e, da tempo, oggetto di studio e tutela da parte dell’Università di Sassari ed anche questo tipo di equino, se costretto dalla scarsità di cibo, si nutre del vegetale tossico sopra accennato.
    La perdita di uno o più soggetti di asinello albino, per qualsiasi causa, costituirebbe un danno gravissimo al patrimonio genetico di questa specie.
    Si chiede al Sig. Ministro dell’Ambiente On. Gianluca Galletti di voler accertare i fatti riportati e di voler disporre ogni opportuna misura straordinaria, anche di tipo economico, nell’immediato atta ad evitare che gli animali possano subire tali violenze e per il futuro che l’isola dell’Asinara possa subire dei “vulnus” così gravi.
    Si chiede altresì che, escluse le responsabilità di tipo penale, qualora venissero accertate responsabilità d’ogni tipo a carico di funzionari o uffici preposti dell’Ente Parco, si proceda senza indugi al loro allontanamento.

    Carlo Hendel
    (ex responsabile dell’azienda agricola del penitenziario)
    mail: carlohendel@gmail.com
    La presente nota dopo la comunicazione al Ministro dell’ambiente, al Sindaco del Comune di porto Torres e all’Ente parco verrà diffusa agli organi di stampa in particolare nel gruppo fb https://www.facebook.com/groups/135666351360/

  22. Giuseppina Campus
    luglio 23, 2014 alle 4:10 pm

    La Nuova Sardegna del 20/7 ultima pagina si legge una pubblicità
    IFAL “potenziali sbocchi lavorativi oltre che in Sardegna, dove a breve verranno creati alcune decine di nuovi campi da golf…….”E’ vero? Spero non sulla costa di Bosa e comunque non in Sardegna.
    Altra notizia allarmante: lottizzazione 10 ettari vista su Bosa e Temo si possono costruire75 ville, albergo, ristorante piscina. Spero che non sia vero, altro cemento, altra speculazione. Sapete dirmi se il mio allarme è giustificato?

  23. luglio 25, 2014 alle 12:16 pm

    Ho scoperto oggi che alla fine anche voi avete ceduto a facebook! 😀

  24. luglio 25, 2014 alle 12:41 pm

    E pure a twitter! Non ci manca nulla 😀

  25. settembre 10, 2014 alle 8:55 pm

    Come probabilmente saprete già, si è tenuto a Malles Venosta (BZ) il referendum per mettere al bando i pesticidi nel territorio comunale con il 75% di Sì e con un’alta affluenza di votanti nonostante il partito unico, sottobanco, aveva cercato prima di impedire il referendum in modo subdolo e poi fi fare una propaganda sporca contraria.
    Ci sono adesso delle difficoltà per un esposto alla magistratura dei produttori di mele che chiederebbero addirittura i danni ai membri del Comitato promotore.
    Ho segnalato la V/s mail perchè vi contattino e Vi sarò grato se potrete dare loro i consigli del caso occupandovene. Grazie.

  26. dicembre 4, 2014 alle 10:58 am

    ciao! io voglio venire sono fotografa e uno scrittore si trova….
    anche la prossima settimana!
    o nel periodo vacanze !

  27. carlo floris
    luglio 14, 2015 alle 6:07 am

    AVREI NECESSITA DI CONTATTARE L’ASSOCIAZIONE PER ILLUSTRARE LO SCEMPIO DI UNA VIA (VIA RISORGIMENTO)NEL CENTRO STORICO (ZONA CENTRO MATRICE) DOVE DI FATTO LE ISTITUZIONI HANNO APPROVATO LO SVENTRAMENTO DI UNA VIA POTETE CONTATTARMI? O DARMI UN APPUNTAMENTO? 3393960083 CARLO FLORIS

  28. carlo floris
    luglio 14, 2015 alle 6:08 am

    IL COMUNE IN OGGETTO E PORTOSCUSO SCUSATE GRAZIE

  29. Mario
    luglio 19, 2015 alle 3:16 pm

    Dai uno sguardo a questo articolo de L’Unione Sarda:
    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/07/19/carloforte_chiuso_dai_carabinieri_il_chiosco_del_consigliere_comu-68-426431.html

    il chiosco è permanente posizionato su dune di sabbia mentre da un vostro articolo (che non trovo più) andrebbero tolti dopo ogni stagione o sbaglio?

  30. maggio 1, 2016 alle 11:15 am

    La verità sul PAESAGGISMO

    Infoltendosi ogni giorno di più iniziative in difesa del paesaggio, suolo e territorio, facciamo attenzione: controlliamo con cura che in esse preliminarmente si chiarisca che a massacrare paesaggio, suolo e territorio sono stati ENTI FINTO PUBBLICI (in mano ai noti burocrati, meglio qualificati come carrieristi, come assunti a vita nello Stato, nelle Regioni, nelle Province, nei Comuni) ed IMPRESE PRIVATE. Per tale ragione sono entrambi questi gruppi a dover essere fermati e costretti a rimediare ai loro errori. Al contrario va gridato forte che gli esseri umani, i singoli individui con le loro FAMIGLIE e SAZIGLIE, hanno sempre custodito, difeso e migliorato il territorio quando vi si sono installati. Per la qual cosa va riaffermato il fondamentale diritto di ogni essere umano di vivere sulla propria terra.

    Chi desideri vivere su di un proprio terreno ha il diritto di farlo, un diritto fondamentale che nasce con l’essere vivente e che non può essere estirpato senza serie conseguenze per il singolo e la collettività. Badiamo: l’amore per l’ambiente non può indurci ad andare contro il nostro essere naturale, non possiamo recidere le radici fisiche, oltre che affettive, che ci legano alla natura, al suolo, alla terra. Non possiamo farci questo male poiché esso genererebbe altro male ancora, direttamente ed indirettamente, alla natura, suolo e territorio. Gli esseri umani sono parte bella e buona del paesaggio, al contrario di tante enormi strutture pubbliche e private.

    Proviamo a fare alcune considerazioni, cercando di oltrepassare l’affettata ed economicamente interessata cortina dei comunicati stampa dei paesaggisti.

    I difensori del paesaggio hanno mai speso una parola per denunciare l’indegna URBANISTICA TIRANNICA che costringe le persone a vivere al bordo di strade supertrafficate, sottoposti a mefitici smog e ad un caotico rumore da indurre la pazzia? Si sono mai ribellati, i paesaggisti, contro quell’urbanistica che ammucchia e comprime gli umani sotto le mura del palazzo del tiranno, una urbanistica che li priva dello spazio necessario ad una buona vita, ad un minimo di AUTOSUFFICIENZA ALIMENTARE ed ECONOMICA? Non si sono forse sempre ben guardati dall’invocare una URBANISTICA DEMOCRATICA, che lascia gli umani liberi di vivere dove meglio possono, hanno mai invocato una LIBERA DISTRIBUZIONE ANTROPICA sul TERRITORIO piuttosto che un disumano ammassamento nei lager urbani, in ghetti in cui la scarsità di spazio toglie ogni energia ed ispirazione?

    I paesaggisti portano avanti la MEZZA VERITA’ della necessità di difendere il paesaggio senza dir chiaro che, poiché a distruggerlo sono stati gli enti finto pubblici (indebitamente accaparrati a vita, in una democrazia) e le imprese private, sono entrambe queste entità a dover essere fermate mentre, avendolo gli umani sempre preservato, va difeso il loro diritto di VIVERE SULLA TERRA. Non più estromessi come ora. Verità è che i PAESAGGISTI sono mandati dalle ELITE a recuperare le terre che esse perdettero con le democratiche riforme agrarie. I paesaggisti portano avanti il processo inverso: tolgono la terra ai poveri per riportarne il controllo ai potenti ed ai ricchi. Non stanno forse svuotando le campagne da coloro che non producono il cibo per il tiranno, da coloro che non accettano d’essere servi della gleba?

    “FATEVI PIÙ IN LÀ, TOGLIETEVI DI MEZZO!”

    impongono i paesaggisti agli esseri umani.
    Con una giustificazione che sembra uno scherzo:

    “PERCHE’ CI ROVINATE IL PAESAGGIO”.

    Mbhé, costoro non l’avranno vinta. Essi oggi fanno leva sulle associazioni, i cui MEMBRI vengono facilmente, metodicamente raggirati col metodo della MEZZA VERITA’: si dice loro quel tanto che legittima il loro coinvolgimento, dirigendoli però contro i loro stessi interessi. Ma questa indegna situazione non può durare. Forum, blog, social cominciano ad essere più importanti che non le tradizionali associazioni. Il potere attuale di queste ultime non durerà, perché è giusto non ne abbiano affatto.

    A scopo di progresso cerchiamo allora di frequentare quanti più ambienti culturali e politici ci sia possibile. Ampliamo le nostre coscienze. Evitiamo di mantenerci chiusi in specializzazioni che non fanno che privarci di importanti consapevolezze senza le quali non possiamo produrre una buona azione politica. E se oggi i tecnici hanno preso il potere, domani questi stessi tecnici non potranno nemmeno avvicinarsi ad un ambiente politico. Perché sarà evidente l’immane conflitto di interessi che li coinvolge (visibilissimo mentre si litigano appalti e commesse) qualunque sia la specializzazione di cui si fanno rappresentanti. Compresa la difesa dell’ambiente.

    Ordunque: chi desidera fare politica, indirizzare le politiche, sarebbe a dire: INFLUENZARE la VITA delle PERSONE, non si limiti ad essere uno specialista. Coltivi invece la ricca molteplicità dell’essere umano, per divenire capace di considerare ogni aspetto di quel complesso ed interconnesso fenomeno che è la vita. Ricordiamolo: non c’è mai stata una sola volta nella Storia che, a tempo debito, i vari “…isti” che si sono succeduti, imponendo le loro ristrette e totalitarie vedute, non abbiano avuto il fatto loro. Ognuno ha sempre avuto, infine, quel che meritava. In quanto esseri umani, sono tanti gli aspetti che dobbiamo considerare. La politica, modificando il corso della vita delle persone, va condotta con la più neutra e raffinata delle sensibilità, non con la brutale forza con la quale sono use muoversi associazioni colme di ottusi membri, protagonisti di quella ben nota dittatura di una maggioranza che ogni cricca, elite, lobby e mafia sa agevolmente pilotare.

    Quindi:

    si comprenda che paesaggio, suolo e territorio
    sono stati distrutti dalla mancanza di democrazia;

    si studino allora i principi della democrazia,
    impegnandoci a concretizzarli nella nostra società.

    Chi davvero ama la natura è questo che deve fare. Di sicuro non deve più farsi truffare da chi approfitta della dabbenaggine altrui per conseguire risultati non dichiarati. Da un punto di vista politico, la nostra firma è l’unica cosa che ci è rimasta. Non lasciamocela portar via da chi usa la nostra sensibilità per fini suoi.

    Danilo D’Antonio
    +39 339 5014947

    PER APPARATI STATALI DEMOCRATICI
    http://hyperlinker.com/ars/index_it.htm

    La prima Associazione d’Italia
    http://hyperlinker.com/ars/repubblica.htm

    La saziglia ed il child-sharing
    http://hyperlinker.com/change/child-sharing.htm

    • maggio 1, 2016 alle 11:45 am

      boh.

      • eulab
        maggio 1, 2016 alle 6:03 pm

        Signor Gruppo, un ragionamento completo, qualcosa di più del semplice “spegni la luce e salva il pianeta”, è cosa troppo difficile da capire per te? La vita è un fenomeno complesso e se non sei in grado di recepirla appieno è meglio che ti stai politicamente fermo. Altrimenti fai solo danni.

      • maggio 1, 2016 alle 6:24 pm

        un paio di suggerimenti concreti? Troppo complicato?

      • Danilo D'Antonio
        maggio 3, 2016 alle 11:29 am

        Grazie per l’attenzione. Innanzitutto dire la verità: i responsabili dei danni ambientali sono Enti Pubblici ed Imprese Private, riconoscendo invece all’essere umano il ruolo che nella maggior parte delle volte è stato proprio quello di custode del proprio terreno e difensore del proprio territorio. Di conseguenza vedendo di buon occhio l’insediamento di persone su terreni propri, continuando a considerarli positivamente come si faceva fino a poco tempo fa. Se la popolazione del Pianeta è cresciuta ciò non significa che gli umani vanno privati di una risorsa fondamentale come il vivere sulla propria terra.

        Ringrazio e saluto nuovamente, a vostra disposizione per sviluppare iniziative a prova di critica.

        Danilo D’Antonio

        La Celebrazione del Nostro Territorio
        http://hyperlinker.tk/cnt/index.htm

        Il Calendario della Terra
        http://hyperlinker.tk/tec/index.htm

  31. Albino Centauri
    luglio 4, 2016 alle 10:06 am

    Mostrate la bruttezza dei vostri territori e dei comportamenti dei sardi usando l’hashtag #bruttasardegna.
    Le foto migliori dei luoghi peggiori (possibilmente quadrate) verranno pubblicate sul nostro profilo Instagram @bruttasardegna e rilanciati su Facebook e Twitter.
    https://www.facebook.com/Brutta-Sardegna-159777467768845/
    https://instagram.com/bruttasardegna

  32. settembre 25, 2016 alle 12:06 am

    Salve volevo segnalare che nella mia città Bari stanno espiantando delle palme enormi dalla via Sparano per una riqualificazione urbana. Siamo in tanti contrari ma nessuno ci ascolta. Io sono Chiarastella Massari, Notaio a Molfetta. Potete fare qualcosa per dare risonanza a questa vicenda e bloccare gli ulteriori espianti ? Faccio parte di un gruppo facebook che sta lottando per salvare le palme
    https://www.facebook.com/groups/978774908886559/

  33. rosamaria maggio
    dicembre 13, 2016 alle 1:18 pm

    Buongiorno, vorrei sapere se ,avendo intenzione di realizzare un piccolo Parco Naturalistico in un terreno di 25 ettari, posso vietare l’accesso ai cacciatori ,in considerazione del fatto che vorrei essere tranquilla facendo entrare, gruppi, scolaresche e famiglie.
    Vi sarò grata se potrete indicarmi la normativa di riferimento.
    saluti
    Rosa

    • dicembre 13, 2016 alle 4:36 pm

      buonasera Rosa, ottima idea 😊
      La soluzione più opportuna potrebbe esser quella del “fondo chiuso” ai sensi dell’art. 15 della legge n. 157/1992 e s.m.i.

  34. g
    febbraio 6, 2017 alle 1:53 pm

    Ho notato un discreto fervore edilizio a Baia Chia dove parrebbero venir su dei bungalow . La nota appesa sul cancello invece parla di lavori di riqulificazione”….

  35. LB
    febbraio 15, 2017 alle 12:18 am

    Cosa ne pensate di quanto affermato in quest’articolo?

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