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Posts Tagged ‘Sulcis’

Centrale eolica off shore al largo della Sardegna, beata ignoranza.


Tal Luisiana Gaita, giornalista poliedrica “nata a Napoli, cresciuta a Torre del Greco, ma anche a Roma, Barcellona, Lecce, Bologna, Milano, Brindisi, Taranto, Londra e ancora Milano” e, già che ci siamo, potremmo aggiungere Spilimbergo e Casino di Terra, nel malaugurato caso seguissimo i suoi parametri giornalistici, ha scritto un ampio articolo su Il Fatto Quotidiano relativamente al progetto di centrale eolica off shore al largo dalla costa sud occidentale della Sardegna.

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Una centrale eolica in mare al largo dell’Isola di San Pietro e del Sulcis?


Mar di Sardegna, progetto di centrale eolica offshore (tratto da documentazione procedura di scoping)

La Ichnusa Wind Power s.r.l., società energetica milanese decisamente minimalista e parca di informazioni, ha presentato un progetto per la realizzazione di una centrale eolica off shore, con 42 “torri eoliche” altre 265 metri, su una superficie marina di 49 mila metri quadri, a circa 35 chilometri (circa 19 miglia marine) dalla costa dell’Isola di San Pietro e del Sulcis (Sardegna sud-occidentale).

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Operai forestali e bracconieri.


CFVA, sequestro bracconieri, aprile 2018

sequestro trofei e altri corpi di reato a bracconieri (aprile 2018, foto C.F.V.A.)

Importante operazione della Magistratura cagliaritana e del Corpo forestale e di vigilanza ambientale. Leggi tutto…

Cervi sardi e Cinghiali muoiono di fame.


Monti fra Capoterra e Sarroch, esemplare di Cervo sardo morto,di inedia (nov. 2017)

Gli effetti della perdurante siccità, interrotta dalle piogge e da qualche nevicata solo in queste ultime settimane, si fanno pesantemente sentire sulla fauna selvatica, in particolare Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus) e Cinghiale (Sus scrofa meridionalis). Leggi tutto…

Industrie e carbone nel Sulcis, un dramma volutamente senza fine.


Portovesme, bacino “fanghi rossi” bauxite (foto Raniero Massoli Novelli, 1980)

Ecco una finestra sulla situazione tanto drammatica quanto penosa delle industrie del Sulcis, aperta da Gian Antonio Stella, colonna de Il Corriere della Sera. Leggi tutto…

Battuta di caccia…alle trappole e ai bracconieri nel Cagliaritano!


Una dozzina di volontari della Lega per l’Abolizione della Caccia – L.A.C. provenienti da Lazio, Piemonte e Lombardia, con il sostegno del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, ha condotto la ventesima campagna anti-bracconaggio nel Cagliaritano che ha portato alla neutralizzazione di oltre 1.200 trappole per avifauna (latziteddus, esattamente 410 lacci in nylon e crine posizionati sugli alberi, centinaia di “armature metalliche” predisposte per il posizionamento dei lacci da albero, 890 trappole a scatto posizionate a terra) e ben 66 trappole per ungulati (sos cropos, cavi d’acciaio per la cattura di cervi e cinghiali).  Leggi tutto…

Addio, il romanzo della fine del lavoro.


Addio

Addio

Addio, di Angelo Ferracuti, è “il romanzo della fine del lavoro”.

Edito da Chiarelettere a fine giugno 2016 (242 pagine, euro 16,60), è un vero e proprio viaggio che l’Autore percorre durante lunghi anni, a più riprese, nel Sulcis ormai relegato a provincia con il più alto tasso di disoccupazione giovanile d’Italia. Il 79,9%.  Leggi tutto…

La Limantria aggredisce i boschi sardi.


Lymantria dispar su un tronco d'albero

Lymantria dispar su un tronco d’albero

Ormai da qualche anno la Limantria (Lymantria dispar), farfalla ampiamente diffusa in mezzo mondo, sta aggredendo i boschi della Sardegna.

La situazione è ben conosciuta dalla Regione autonoma della Sardegna, ma, nonostante più campagne di lotta biologica, l’invasione dei c.d. insetti defogliatori continua dalla Gallura al Sulcis. Leggi tutto…

TV 7 di RAI 1 sul dramma ambientale e socio-economico del Sulcis.


Portovesme, bacino "fanghi rossi" bauxite (foto Raniero Massoli Novelli, 1980)

Venerdi 26 febbraio 2016, alle ore 23.05, TV 7 – il rotocalco settimanale del TG 1 – presenta il dramma ambientale e socio-economico del Sulcis.

Igor Staglianò ha percorso la realtà di una delle zone più disastrate d’Italia, fra inquinamenti, industrie ormai fuori mercato, cassintegrati, soldi pubblici male utilizzati, clientelismo elettorale, malattie e avvelenamenti. Leggi tutto…

Una petizione per difendere la Foresta demaniale di Is Cannoneris!


foresta mediterranea del Sulcis

foresta mediterranea del Sulcis

La Foresta demaniale di Is Cannoneris, parte del più grande complesso di Gutturu Mannu, forse la più estesa foresta del Mediterraneo, corre il grave rischio di vedere il taglio di ben 374 ettari di bosco per produrre legname. Leggi tutto…

Più di 370 ettari da tagliare. Anche per la Foresta demaniale di Is Cannoneris un piano forestale che desta non poche preoccupazioni.


foresta mediterranea

foresta mediterranea

Recentemente (21 dicembre 2015) sono state convocate dall’Ente Foreste della Sardegna (E.F.S.) le ultime quattro conferenze di servizi per l’approvazione dei piani forestali particolareggiati relativi ad altrettante Foreste demaniali sarde (Sette Fratelli, Is Cannoneris, Montarbu, Monte Arci).

Si tratta degli atti di pianificazione forestale che attuano la nuova politica di gestione delle foreste demaniali e che destano forti preoccupazioni non solo nel Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, ma anche in tantissimi cittadini ed esperti del settore.

Ben 374 ettari di foresta destinata al taglio raso, di cui 79 ettari nel decennio 2014-2023. É ciò che emerge dalla lettura della relazione sul Piano forestale relativo alla Foresta demaniale di Is Cannoneris, un’ampia area boschiva che fa parte del più grande complesso di Gutturu Mannu, forse la più estesa foresta del Mediterraneo.  Leggi tutto…

I fondi comunitari per la salvaguardia delle foreste e il lavoro.


Sardegna, bosco

Sardegna, bosco

Dopo l’articolo di Gian Antonio Stella (IL CASO. La selva preistorica del Sulcis che diventa legna da ardere, Il Corriere della Sera, 7 settembre 2015) sulla vicenda dei tagli boschivi nella Foresta demaniale del Marganai (Iglesias, Domusnovas, Fluminimaggiore) e della fabbrica di pellet, casualmente  in progetto a Domusnovas, in molti ci han chiesto se davvero i fondi comunitari potrebbero essere utilizzati in alternativa ai tagli boschivi per sostenere lavoro e difesa delle foreste.

La risposta è sì. Leggi tutto…

Com’è l’aria del Sulcis? Lo dicono le Api.


Ape (Apis mellifera L.)

Ape (Apis mellifera L.)

Ilaria Negri è un’entomologa parmense e ha recentemente condotto una ricerca scientifica concernente il monitoraggio delle polveri inquinanti a Iglesias utilizzando le Api (gen. Apis).

Lo studio rivela una forte contaminazione di questi insetti causata da polveri contenenti metalli pesanti, derivanti dall’antica attività mineraria, ma anche dal polo industriale di Portoscuso-Portovesme.

I risultati sono in linea con gli studi epidemiologici del Progetto Sentieri (Min. Salute, 2011). Leggi tutto…

Al Sulcis manca solo di diventare un bel “gruviera”.


Cisto (Cistus)

Cisto (Cistus)

La Sotacarbo s.p.a., società della Regione autonoma della Sardegna e dell’E.N.E.A. della ricerca nel settore carbonifero, ha depositato (9 luglio 2015) presso il Servizio delle valutazioni ambientali (S.V.A.) dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente lo studio preliminare ambientale relativo al “Progetto di indagini per la caratterizzazione dell’area del permesso di ricerca mineraria ‘Monte Ulmus’”, nei Comuni di Carbonia, Portoscuso e S. Giovanni Suergiu (CI).

Forti dell’interesse cinese per lo stoccaggio nel sottosuolo dell’anidride carbonica (CO2), vogliono bucherellare mezzo Sulcis per vedere che succede quando si “spara” dentro l’anidride carbonica e, magari, trovare gas naturale. Leggi tutto…

Diga di Monte Nieddu – Is Canargius, scempi ambientali e finanziari avanti tutta!


Giovedi 18 dicembre 2014 è stato firmato il contratto per la ripresa e il completamento dei lavori della diga di Monte Nieddu – Is Canargius, fra i monti del Sulcis fra il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale e l’Astaldi s.p.a.

Riparte uno dei peggiori e misconosciuti scempi ambientali e finanziari di tutta Italia. Centinaia di milioni di euro letteralmente buttati per realizzare un inutile scempio ambientale. Leggi tutto…

Questa volta andiamo noi a caccia, di bracconieri e trappole!


trappola "armata" a terra (con un corbezzolo per esca)

trappola “armata” a terra (con un corbezzolo per esca)

Una quindicina di volontari della Lega per l’Abolizione della Caccia – L.A.C. ha condotto la diciottesima campagna anti-bracconaggio nel Cagliaritano che ha portato, nonostante giorni di tempo incerto, alla neutralizzazione di oltre 1.700 trappole per avifauna (latziteddus, esattamente 305 lacci in nylon e crine posizionati sugli alberi, oltre un migliaio di “armature metalliche” predisposte per il posizionamento dei lacci da albero, e 387 lacci a scatto posizionati a terra), 1 rete per l’uccellagione e ben 81 trappole per ungulati (sos cropos, cavi d’acciaio per la cattura di cervi e cinghiali).

Dalle trappole per gli ungulati è stata liberata e reintrodotta in natura una femmina di Cinghiale (Sus scrofa meridionalis) nei pressi della riserva naturale WWF di Monte Arcosu, mentre sono stati rinvenuti due esemplari di Cinghiale deceduti. Leggi tutto…

Diga di Monte Nieddu – Is Canargius, l’ora dello scempio ambientale e finanziario.


Sarroch-Villa S. Pietro, cantiere diga Monte Nieddu, cartello "inizio lavori"

Sarroch-Villa S. Pietro, cantiere diga Monte Nieddu, cartello “inizio lavori”

E’ giunta la conclusione della procedura di accertamento EU-Pilot 5437/13/ENVI avviata su ricorso della associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus da parte della Commissione europea sulla diga di Monte Nieddu – Is Canargius, fra i monti del Sulcis.

Come prevedibile, si è conclusa con la presa d’atto della progettazione in assenza di procedura di valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.), entrata in vigore nel 1988 (direttiva n. 85/337/CEE), in quanto risalente al 1960 (sì, proprio 54 anni fa…), mentre l’approvazione da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici è del 1970 e la concessione di derivazione dell’acqua è del 1975.

Insomma, un reperto archeologico progettistico basta e avanza per realizzarla. Leggi tutto…

Il disastro ottuso del carbone in Sardegna.


Carbonia, miniera di Serbariu, anni '50

Carbonia, miniera di Serbariu, anni ’50

Per decenni si è insistito nell’utilizzo del carbone Sulcis e nella prospettiva di un suo utilizzo pulito, sequestrandone le emissioni di anidride carbonica (Co 2), fra i principali responsabili dei cambiamenti climatici.  La Sotacarbo s.p.a. (proprietà ENEA e Regione autonoma della Sardegna, ambedue al 50 %) è stata fra i principali animatori di questa politica energetica.

Politica di utilizzo del carbone Sulcis pesante in termini ambientali e molto costosa in termini finanziari.  Ma la tecnologia per il sequestro di Co 2 è lungi dall’esser ora attuabile e, quando lo sarà, sarà forse troppo tardi per le condizioni climatiche del Pianeta.  Leggi tutto…

Reportage Sulcis.


Portoscuso, zona industriale di Portovesme

Portoscuso, zona industriale di Portovesme

Marco Corrias, per le Inchieste di La Repubblica, ci presenta “Il paradiso inquinato”, un bel reportage sull’inquinamento nel Sulcis.

Da leggere e da vedere.  Poi un pizzico di riflessione è doveroso.  E, se qualcuno vuole rimboccarsi le maniche e fare qualcosa di concreto, noi siamo qui.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

da La Repubblica – inchieste, 3 giugno 2013

Viaggio nel Sulcis terra avvelenata. Chiudono le fabbriche, restano i rifiuti.  Marco Corrias Leggi tutto…

Il silenzio dei sardi sui propri bambini avvelenati.


Sarroch, raffineria gruppo Saras

Sarroch, raffineria gruppo Saras

anche su Il Manifesto Sardo (“Il silenzio dei sardi sui bambini avvelenati“), n. 147, 1 giugno 2013

 

 

Eccola, la Sardegna.

E’ l’isola del sole, del mare e delle vacanze, dove si respira aria buona, ricca di iodio. L’isola della buona tavola, dei banditi e dei nuraghi. Magari i trasporti sono costosi e difficili, ma è un paradiso.

Questo pensano moltissimi continentali, italiani e stranieri, della nostra Isola, lì nel mezzo del Mediterraneo.

Luoghi comuni, ma anche mezze verità.

Però in Sardegna avvengono cose che altrove avrebbero provocato quasi certamente reazioni molto dure e determinate.

Qui, invece, il silenzio di quasi tutti. Leggi tutto…