Dieci tentativi di accaparramento dei mari della Sardegna, dieci atti di opposizione.


Balena (da National Geographic)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha presentato (2 luglio 2022) un atto di opposizione al rilascio della concessione demaniale marittima per la realizzazione di una centrale eolica offshore flottanti richiesta dalla società milanese Nurax Wind Power s.r.l. nel mare della Gallura settentrionale, davanti ai litorali dell’Arcipelago della Maddalena, di Arzachena, di Olbia.

La Nurax Wind Power s.r.l. ha chiesto una concessione demaniale marittima di durata trentennale della superficie complessiva di m² 2.579.910,00 per la realizzazione e l’esercizio di un impianto eolico offshore composto da n. 33 aerogeneratori con una potenza elettrica di 14 MW ciascuno, per un totale di 462 MW, muniti di fondazioni galleggianti, e relativo percorso di cavidotti sottomarini per il collegamento del parco eolico offshore al punto di approdo a terra.

Si tratta della decima analoga istanza per i mari sardi.

Dieci tentativi di accaparramento di migliaia e migliaia di ettari di mare della Sardegna, dieci atti di opposizione da parte del GrIG.

Il GrIG in tutti i casi, ha chiesto il diniego della concessione demaniale in assenza di pianificazione e di procedure di valutazione ambientale strategica (V.A.S.) e di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.).

centrale eolica off shore, Germania

L’assalto ai mari della Sardegna.

Nei mari sardi in tutto dieci progetti di centrali eoliche offshore flottanti, 514 “torri eoliche” in progetto, per una potenza complessiva – per quanto si è a conoscenza – pari a 6.971 MW.

Complessivamente sono stati predisposti e depositati presso gli uffici della Capitaneria di Porto di Cagliari ben sei progetti di centrali eoliche offshore nei mari della Sardegna meridionale, con 174 aerogeneratori in tutto previsti.

Altri tre progetti sono stati depositati presso gli uffici della Capitaneria di Porto di Olbia, con 308 aerogeneratori complessivamente previsti.

Un altro progetto è stato depositato presso la Capitaneria di Porto di Porto Torres, con 32 aerogeneratori previsti.

Sardegna meridionale – progetti centrali eoliche offshore presentati (2022, elaborazione Comitato Porto Solky)

Avverso tutte le istanze di concessione demaniale marittima sono stati presentati atti di opposizione (28 gennaio 20213 marzo 202226 marzo 2022, 13 giugno 2022, 28 giugno 2022, 2 luglio 2022) da parte del GrIG:

Repower Renewables.p.a., dell’elvetico Gruppo Repower, un progetto di centrale eolica offshore al largo di Capo Teulada, con 33 aerogeneratori;

Nora Ventu s.r.l., società milanese frutto dell’accordo tra Falck Renewabless.p.a. e BlueFloat Energy, due progetti di centrali eoliche galleggianti offshore con 93 aerogeneratori per una capacità complessiva di 1,4 GW a 18 miglia marine a sud est di Cagliari (Nora 2, 40 aerogeneratori) e a 6 miglia marine a sud di Capo Teulada (Nora 1, 53 aerogeneratori).  Fan balenare ben 4 mila posti di lavoro in fase di realizzazione e 300 in fase di gestione;

Ichnusa Wind Power s.r.l., con sede a Milano, 42 aerogeneratori galleggianti alti 265 metri a circa 35 chilometri dalla costa sulcitana, per una potenza complessiva di 504 MW. L’istanza di concessione demaniale marittima è stata sospesa (aprile 2021) dopo un atto di opposizione presentato dal Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) e da alcuni Comuni rivieraschi (Carloforte, Portoscuso, Buggerru), mentre è stata svolta la fase di definizione dei contenuti dello studio di impatto ambientale (scoping) finalizzata alla successiva procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.);

Tartaruga marina (Caretta caretta)

Seawind Italia s.r.l., con sede a Portoscuso, 48 aerogeneratori in progetto, istanze di concessioni demaniali marittime per due centrali eoliche offshore, la Del Toro 2 a 21 miglia marine a sud ovest dell’Isola di S. Pietro e la Del Toro 1 a 6 miglia marine al largo dell’Isola di S. Antioco;

* Tibula Energia s.r.l., con sede a Milano, 65 aerogeneratori (975 MW complessivi) in progetto per conto di Falck Renewabless.p.a. e la BlueFloat Energy, nel mare della Gallura. Sfidando realtà e intelligenze altrui, parla di “generazione di migliaia di posti di lavoro stabili nel medio-lungo termine: fino a 3.200 unità per le fasi di fabbricazione, assemblaggio e costruzione; oltre 180 per la manutenzione degli impianti dopo l’entrata in esercizio del parco”, dimenticando ambiente, diportismo nautico, turismo, pesca, buon senso;

* Zefiro Vento s.r.l., con sede a Milano, 210 aerogeneratori in progetto nel mare della Gallura settentrionale per 3150 MW di potenza;

* Acciona Energia Global Italia s.r.l., con sede a Roma e capitale spagnolo, 32 aerogeneratori nel mare occidentale della Sardegna, 480 MW di potenza;

* Nurax Wind Power s.r.l., con sede a Milano, 33 aerogeneratori in progetto nel mare della Gallura settentrionale, 462 MW di potenza.

Qual è l’attuale stato delle procedure di autorizzazione delle centrali eoliche offshore nei mari sardi.

La Capitaneria di Porto di Cagliari – Sez. Demanio ha convocato (note prot. n. 20495 e 20500 del 13 maggio 2022) altre due conferenze di servizi per il rilascio delle concessioni demaniali marittima per la realizzazione di altrettante centrali eoliche offshore flottante nel mare della Sardegna meridionale rispettivamente per il 24 e il 25 agosto 2022.

Le richieste provengono ambedue dalla Seawind Italia s.r.l., con sede a Portoscuso, e riguardano la realizzazione di 48 aerogeneratori in due centrali eoliche offshore, la Del Toro 2 a 21 miglia marine a sud ovest dell’Isola di S. Pietro e la Del Toro 1 a 6 miglia marine al largo dell’Isola di S. Antioco (qui l’avviso relativo all’istanza Del Toro 2, qui l’avviso relativo all’istanza Del Toro 1).

Entro il 13 agosto 2022 le varie Amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali convocate potranno far pervenire i loro pareri e osservazioni.

Finora gli unici atti di opposizione pervenuti sono di Italia Nostra e del Gruppo d’Intervento Giuridico (26 marzo 2022), che ha coinvolto anche il Ministero della Transizione Ecologica, la Regione autonoma della Sardegna, i Comuni rivieraschi (Carloforte, Portoscuso, S. Antioco).

Mar di Sardegna, progetto di centrale eolica offshore (tratto da documentazione procedura di scoping)

Dagli accertamenti svolti dalla Capitaneria di Porto sono emerse varie rilevanti criticità:

“ – la zona di posizionamento del parco eolico, a circa 4,5 mg nautiche a sud di Sant’Antioco, non parrebbe essere attraversata da rotte obbligate, pur essendo interessata da un notevole flusso di navi da pesca e navi mercantili dirette nel sorgitore di Cagliari e nei terminali petroliferi di Sarroch nonché in transito nel Mar Mediterraneo. Si segnala che, nei pressi dello specchio acqueo in esame, sono presenti:

–   a sud della Sardegna, un impianto destinato alla maricoltura (circa 3 miglia nautiche a nord est dal limite esterno dello specchio acqueo richiesto) nonché:

– un’area  di  interdizione  temporanea  per  lo  svolgimento  delle  attività  militari addestrative presso il poligono militare di Capo Teulada (circa 5 miglia nautiche ad est dal limite esterno dello specchio acqueo). 

– criticità  connesse  alle  limitazioni  alle  attività  di  pesca  e  all’ancoraggio  che l’impianto, per la parte ricadente nel mare territoriale, potrebbe arrecare, in virtù della disposizione contenuta nell’art. 152 del D.Lgs. 259/2003;

– necessità di una valutazione dell’impatto acustico delle pale eoliche, in termini di vibrazioni e rumori, sull’ambiente circostante, in particolare, in ordine alle possibili eventuali  interferenze  degli  impianti  con  le  rotte  di  migrazione  del  tonno Rosso (ThunnusthynnusLinnaeus) che è attività di primaria importanza per l’Isola di San Pietro.

Per gli esclusivi aspetti di competenza, sotto il profilo di sicurezza della navigazione marittima, salvaguardia della vita umana in mare e di polizia marittima si evidenzia … la necessità di una pianificazione preliminare delle aree da destinare all’ubicazione degli impianti eolici, dal momento che la loro coesistenza potrebbe in futuro interferire sui traffici e sulle attività di pesca (ad es. rendere necessaria l’istituzione di rotte obbligate) nonché avere interazioni con lo spazio marittimo di altri Stati”.

Tonno rosso (Thunnus thynnus)

Nel maggio scorso la Capitaneria di Porto di Cagliari – Sez. Demanio ha convocato (nota prot. n. 18987 del 5 maggio 2022) un’altra conferenza di servizi per il rilascio della concessione demaniale marittima per la realizzazione di una centrale eolica offshore flottante nel Golfo di Cagliari per il prossimo 18 luglio 2022.

La richiesta proviene dalla Repower Renewables.p.a., dell’elvetico Gruppo Repower, e riguarda un progetto di centrale eolica offshore al largo di Capo Teulada, con 33 aerogeneratori (qui l’avviso relativo all’istanza).

Finora gli unici atti di opposizione pervenuti sono del Comune di Domus de Maria e dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (3 marzo 2022), che ha coinvolto anche il Ministero della Transizione Ecologica, la Regione autonoma della Sardegna, i Comuni rivieraschi (Cagliari, Quartu S. Elena, Maracalagonis, Sinnai, Villasimius, Capoterra, Sarroch, Pula, Domus de Maria, Teulada).

Dagli accertamenti svolti dalla Capitaneria di Porto è emerso che “per quanto riguarda il posizionamento del cavo sottomarino, recapitante, come detto, nel Comune di Sarroch, lo stesso attraversa un’area di ancoraggio (denominata ‘Echo’) attualmente destinata ed utilizzata dalle navi che approdano nei terminali petroliferi di Sarroch (ordinanza Capitaneria di Porto Cagliari nr. 09/2021 del 28/01/2021). Inoltre, lo specchio acqueo richiesto dista circa 9 miglia nautiche dal limite esterno di un’area di interdizione temporanea per lo svolgimento delle attività militari addestrative presso il poligono militare di Capo TeuladaCon riferimento all’Ufficio Circondariale Marittimo di Sant’Antioco, lo stesso ha evidenziato criticità legate all’eventuale restrizione alle attività di pesca derivanti dal posizionamento dell’impianto, in virtù della disposizione contenuta nell’art. 152 del D.Lgs. 259/2003”.

Inoltre, “con riferimento al traffico navale, dall’analisi dei dati, sono emersi flussi di traffico di unità navali che, pur non attraversando rotte obbligate, interessano comunque lo specchio acqueo relativo all’istanza in argomento, ubicato a circa 20 miglia a sud della Sardegna”.

Gabbiano reale mediterraneo (Larus michahellis)

Un autentico Far West.

Si tratta di una delle più rilevanti conseguenze della volontà ormai di fatto conclamata di voler destinare la Sardegna e i mari sardi al ruolo di piattaforma di produzione energetica.

In ogni caso, per legge, i progetti di centrali eoliche off shore in argomento dovranno essere assoggettati a una procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.) e ai rispettivi e vincolanti procedimenti di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), con considerazione degli impatti cumulativi (artt. 21 e ss. del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).

Tuttora nessuna procedura di V.A.S., nessun procedimento di V.I.A. è stato neppure avviato.

Oltre il sensibile impatto ambientale e agli impatti sulle attività turistiche e sulla navigazione commerciale, assolutamente tuttora non valutati, sarebbe oltremodo assurdo vincolare una così ampia estensione di aree demaniali, di mare territoriale e d’interesse nazionale per così lunghi termini temporali (30 e 40 anni) in assenza di qualsiasi autorizzazione per la realizzazione e la gestione della progettata centrale eolica off shore, in violazione dell’obbligo di congrua motivazione vigente per qualsiasi atto amministrativo (art. 3 della legge n. 241/1990 e s.m.i.).

Questo assalto al mare sotto il profilo energetico contribuisce a delineare fortemente quello scenario di servitù energetica che pare destinarsi alla Sardegna ed è, purtroppo, conseguenza della scarsa e ben poco adeguata pianificazione delle reali esigenze energetiche, della deficitaria promozione del risparmio di energia, della inadeguata diversificazioni delle fonti di produzione, della mancanza di sistemi di accumulo energetico e, soprattutto, di una efficace individuazione delle aree di rilievo naturalistico, ambientale, paesaggistico sottratte a qualsiasi tipologia di produzione di energia.

La stessa Capitaneria di Porto di Cagliari ha chiaramente evidenziato “la necessità di una pianificazione preliminare delle aree da destinare all’ubicazione degli impianti eolici”.

Invece è un vero e proprio Far West nel Mediterraneo, dove ogni società energetica sembra poter fare quello che vuole.

Sterna comune (Sterna hirundo)

Una scandalosa speculazione energetica.

Qualche dato per chi volesse capire le reali dimensioni della speculazione energetica attualmente in corso.  Basti pensare che complessivamente i dieci progetti per centrali eoliche offshore finora presentati dichiarano una potenza pari a circa 7 mila MW.

Questa la “fotografia” attuale del sistema di produzione energetica sardo: energia richiesta in Sardegna: GWh 9.171,5 energia prodotta in più rispetto alla richiesta: GWh +3.491,5 (dati TERNA 2019), oltre il 38% dell’energia oggi prodotta “non serve” all’Isola e viene esportato verso la Penisola grazie alle connessioni oggi esistenti ovvero viene disperso in quanto non utilizzato (i sistemi di accumulo e conservazione sono ancora in fase di studio o sperimentale).

Terna s.p.a., progetti centrali eoliche offshore (2021)

Con la realizzazione del Thyrrenian Link, il nuovo doppio cavo sottomarino di Terna s.p.a. con portata 1000 MW, 950 chilometri di lunghezza complessiva, da Torre Tuscia Magazzeno (Battipaglia – Eboli) a Termini Imerese, alla costa meridionale sarda.   Dovrebbe esser pronto nel 2027-2028, insieme al SA.CO.I. 3, l’ammodernamento e potenziamento del collegamento fra Sardegna, Corsica e Penisola con portata 400 MW, che rientra fra i progetti d’interesse europeo.

Al termine dei lavori, considerando l’altro collegamento già esistente, il SA.PE.I. con portata 1000 MW, la Sardegna avrà collegamenti con una portata complessiva di 2.400 MW.  Non di più.

centrale eolica a mare

In Sardegna, al 20 maggio 2021, risultavano presentate ben 21 istanze di pronuncia di compatibilità ambientale di competenza nazionale o regionale per altrettante centrali eoliche, per una potenza complessiva superiore a 1.600 MW, corrispondente a un assurdo incremento del 150% del già ingente comparto eolico isolano. 

Complessivamente dovrebbero esser interessati più di 10 mila ettari di boschi e terreni agricoli da. un’ottantina di richieste di autorizzazioni per nuovi impianti fotovoltaici.

Le istanze di connessione di nuovi impianti presentate a Terna s.p.a. (gestore della rete elettrica nazionale) al 31 agosto 2021 risultavano complessivamente pari a 5.464 MW di energia eolica + altri 10.098 MW di energia solare fotovoltaica, cioè 15.561 MW di nuova potenza da fonte rinnovabile, a cui devono sommarsi  i dieci progetti per centrali eoliche offshore finora presentati dichiarano una potenza pari a circa 7 mila MW.

In tutto sono più di 22.500 MW, cioè più di undici volte i 1.926 MW esistenti (1.054 MW di energia eolica + 872 di energia solare fotovoltaica, dati Terna, 2021).

Significa energia che non potrà essere tutta utilizzata in Sardegna, non potrà esser trasferita verso la Penisola, non potrà essere conservata.   Significa energia che dovrà esser pagata dal gestore unico della Rete (cioè lo Stato, cioè la Collettività di tutti noi) per essere in buona parte sprecata. Gli unici che guadagneranno in ogni caso saranno le società energetiche.

Una vergognosa speculazione energetica con un bel po’ di soldi pubblici e incentivi, tanto per cambiare.

E il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani tace, mentre il Presidente della Regione autonoma della Sardegna Christian Solinas non ha nulla da dire.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

L’Unione Sarda, 3 luglio 2022
Occhiate (Oblada melanura)

(foto da National Geographic, da mailing list ambientalista, S.D., archivio GrIG)

  1. sardo
    luglio 3, 2022 alle 6:36 PM

    Complimenti GRIG! Purtroppo dopo la prima invasione di numerosi disastrosi impianti nelle terre alte, con il placet delle principali autorizzazioni ed un solo risultato quello di una vera e propria espropriazione industriale del paesaggio della Sardegna, ecco le centrali off-shore su tutte le più importanti e selvagge linee di costa della nostra Isola. Il completamento della distruzione anche ai danni di flora e fauna marina è servito. Speriamo che riusciate a portare a casa qualche risultato non tanto per una regione finora inerte quanto per i suoi abitanti.

  2. luglio 3, 2022 alle 11:04 PM

    da Olbia.it, 2 luglio 2022
    Grig contro i 10 parchi eolici offshore: “speculazione energetica”.
    Presentata opposizione anche per il progetto Nurax, il terzo in Gallura: https://www.olbia.it/grig-contro-i-10-parchi-eolici-offshore-speculazione-energetica

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    da Sassari Notizie, 2 luglio 2022
    GrIG: Dieci tentativi di accaparramento dei mari della Sardegna, dieci atti di opposizione: http://www.sassarinotizie.com/articolo-69095-grig_dieci_tentativi_di_accaparramento_dei_mari_della_sardegna_dieci_atti_di_opposizione.aspx

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    da Alghero Live, 2 luglio 2022
    Dieci tentativi di accaparramento dei mari della Sardegna, migliaia e migliaia di ettari di mare: https://algherolive.it/2022/07/02/dieci-tentativi-di-accaparramento-dei-mari-della-sardegna-migliaia-e-migliaia-di-ettari-di-mare/

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    da Sardegnagol, 3 luglio 2022
    Centrali eoliche, GrIG: “Tentativi di accaparramento dei mari dell’Isola”: https://www.sardegnagol.eu/lotta-stile-libero-simone-piroddu-e-campione-deuropa-u20/

  3. Antioco PIRAS
    luglio 4, 2022 alle 11:36 am

    Io ancora non riesco a capire i miei connazionali Sardi che restano inermi nei confronti di questa corsa sfrenata alla totale distruzione del nostro patrimonio naturale che chi l’ha creato ci ha dato in dono.
    Io sono un imprenditore e per poter fare redito e riuscire ad assicurare lo stipendio a cinque famiglie sono spesso o quasi sempre in giro per l’Europa e non mi sognerei mai di fare qualcosa che danneggi la mia terra, però sono disposto a rimetterci qualcosa di mio per poterla difendere e lasciarla così com’è la sua bellezza alle future generazioni.
    Se serve contattatemi pure senza problemi sarò sempre al fianco di chi difende la mia terra.

  4. luglio 4, 2022 alle 4:48 PM

    Condivido le battaglie del Grig e seguo e sostengo l’impegno di chi si propone di difendere il nostro territorio, come parte del mondo che è il nostro bene comune e perciò di tutti. Tuttavia volevo aggiungere una considerazione che parte da una sensazione nata ascoltando gli amministratori locali intervistati in questi giorni, soprattutto nei territori della Gallura, ossia che ci si opponga a questo “assalto” per dare il via libera ad un altro tipo di invasione, fatta dal turismo nautico, con la paura che le limitazioni del traffico possano interferire con le rotte dei natanti o che possano sminuirne la bellezza ma non in assoluto (pensando alla salvaguardia del territorio marino e dei paesaggi) ma perchè  le renderanno meno appetibili per quel tipo di fruizione. Ho pensato male? hanno veramente a cuore la protezione del mare, degli ecosistemi e del sistema ambientale nella sua globalità o al momento è solo una battaglia funzionale ad altri interessi di sviluppo diverso?Arriverà un tempo per il cittadino medio, (non per GRIG, che lo fa da sempre e bene), per mettere in discussione quel modello di sviluppo e di fruizione di quei territori, o anche solo ragionarci in termini di “sostenibilità”? dobbiamo aspettare uno scempio ambientale per accorgerci di quello che abbiamo ereditato e dovremo tutelare nella sua complessità? 

  5. capitonegatto
    luglio 4, 2022 alle 5:15 PM

    Visto che il nostro partito dei Verdi e’ inesistente, e che nessun partito o movimento politico abbia voglia di parlare di ecologia , perche’ il GIG non fonda un vero movimento , che porti avanti degnamente forti instanze ecologiste sostenibili ?

  6. sardo
    luglio 5, 2022 alle 4:59 PM

    Un’altra sensazione ascoltando gli amministratori locali è che l’opposizione alle centrali eoliche off-shore e terrestri da questi è sostenuta solo perchè non è prevista una adeguata contropartita economica alle popolazioni locali. E già ma “gli indigeni sardi del 2022″…chiedono collanine…? Sorge quindi altrettanto obbligatoria una considerazione ancora più forte ovvero che a fronte di una distruzione cosi’ pervasiva del nostro territorio mari compresi non vi potrà essere mai alcun ristoro economico per le genti locali perchè stanno perdendo tutto ora ovvero ciò che non potrà essere più ristorato in futuro: la dignità.
    E in termini di “sostenibilità” non può essere che tutta la co2 prodotta dall’Italia debba essere abbattuta dalla Sardegna! Forse che l’antropocentrismo sardo purtroppo dobbiamo ribattezzarlo con altro nome?

  7. luglio 5, 2022 alle 7:24 PM

    senza parole.

    dal sito web istituzionale del Consiglio regionale della Sardegna

    * Mozione n. 599

    DERIU – MELONI – COMANDINI – CORRIAS – GANAU – MORICONI – PINNA – LAI – COCCO – SATTA Gian Franco – AGUS – PIU – ORRÙ – CADDEO – ZEDDA Massimo – LI GIOI – MANCA Desiré Alma – CIUSA – SOLINAS Alessandro sul progetto inerente ai parchi eolici marini di fronte alla Costa Smeralda, alla Gallura e alla Baronia: https://www.consregsardegna.it/xvilegislatura/mozioni/599/

    —————————–

    * Mozione n. 598

    FANCELLO – MULA – CHESSA – GALLUS – LANCIONI – MAIELI – MARRAS – SATTA Giovanni – SCHIRRU – USAI sulla necessità di impegnare il Presidente della Regione e la Giunta ad assumere tutte le iniziative politiche necessarie presso il Governo italiano, per rivendicare la più ferma opposizione al rilascio delle concessioni demaniali marittime per l’installazione di parchi eolici off-shore al largo delle coste sarde: https://www.consregsardegna.it/xvilegislatura/mozioni/598/

    ———————————–

    * Mozione n. 539

    MANCA Desiré Alma – CIUSA – LI GIOI – SOLINAS Alessandro sulla necessità di ribadire la specialità della Sardegna e del suo Statuto, di difendere e preservare il patrimonio ambientale, identitario, storico culturale e paesaggistico dell’Isola: https://www.consregsardegna.it/xvilegislatura/mozioni/539/

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    da L’Unione Sarda, 5 luglio 2022
    Assalto eolico, in consiglio passa l’odg, ma non c’è l’unanimità.
    Tutti d’accordo sul “no alle pale offshore”, a dividere è il metodo e il ruolo ricoperto dalla giunta Solinas: https://www.unionesarda.it/politica/assalto-eolico-in-consiglio-passa-lodg-ma-non-ce-lunanimita-ooab4bq8

  8. Porico.
    luglio 6, 2022 alle 12:31 PM

    Ma perché tutto deve avvenire sempre in Sardegna? Siamo un campo sperimentale al servizio di capitali senza scrupoli in cerca di guadagni facili, o siamo pure una Regione Autonoma?

  9. luglio 6, 2022 alle 2:46 PM

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
    La Regione presenterà ricorso contro il Decreto Energia per tutelare il diritto dei sardi ad una soluzione strutturale del problema energetico.
    La Regione sta predisponendo il ricorso contro il ‘Decreto Energia’, che presenterà formalmente nei prossimi giorni. L’obiettivo è quello di tutelare i diritti dei sardi ad avere una soluzione definitiva e strutturale al problema energetico, tale da poter garantire un futuro adeguato al territorio e al sistema produttivo. (https://www.regione.sardegna.it/j/v/2568?s=438273&v=2&c=3697&t=1)

    Cagliari, 5 luglio 2022 – La Regione sta predisponendo il ricorso contro il ‘Decreto Energia’, che presenterà formalmente nei prossimi giorni. L’obiettivo è quello di tutelare i diritti dei sardi ad avere una soluzione definitiva e strutturale al problema energetico, tale da poter garantire un futuro adeguato al territorio e al sistema produttivo.
    “La Regione Sardegna ha avuto un ruolo decisivo sul tema energetico all’interno della Commissione Energia nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni – ha sottolineato l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, coordinatrice della Commissione nazionale, in risposta ad alcune polemiche sollevate dall’opposizione durante il dibattito – Abbiamo guidato la Commissione ad esprimere i pareri su tutti i decreti energia, evidenziando in particolare la posizione di contrarietà, espressa da tutte le Regioni, al metodo che il Governo nazionale ha utilizzato per implementare le rinnovabili e per rispondere all’emergenza energetica nel territorio nazionale”.
    “Il Governo non può accantonare la leale collaborazione istituzionale, non può venir meno ai principi che sono sanciti dalla Carta costituzionale e non può dimenticare che la materia energetica è una materia concorrente – ha aggiunto l’assessore Pili – La Regione vuole rivendicare i suoi diritti con forza in tutti i tavoli”.
    “E’ innegabile che la Sardegna sia stata protagonista in tutte le occasioni in cui è stato necessario rivendicare la propria autonomia, i propri diritti e lo ha fatto in maniera concreta”, ha aggiunto l’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis, coordinatore della Commissione Ambiente nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni.

  10. luglio 6, 2022 alle 10:32 PM

    da La Nuova Sardegna, 6 luglio 2022
    «Sui progetti di valenza nazionale la decisione spetta allo Stato»
    Intervista con Massimiliano Atelli, presidente della Commissione Via-Vas. «Sulle proposte che riguardano l’isola daremo un parere, poi ci sarà un decreto». (Giuseppe Centore) (https://www.lanuovasardegna.it/regione/2022/07/06/news/sui-progetti-di-valenza-nazionale-la-decisione-spetta-allo-stato-1.100047738)

    Cagliari. «Questi progetti sono di valenza nazionale e strategica. La sicurezza e l’indipendenza energetica sono il cuore della sovranità di uno Stato, come purtroppo questi mesi ci stanno dimostrando. Questo non vuol dire che non si abbia il diritto, e direi il dovere, di far sentire e conoscere il proprio parere, ma la decisione, come le procedure, sono nazionali». Massimiliano Atelli è il procuratore regionale della Val d’Aosta della Corte dei Conti. Esperto di diritto ambientale, di amministrazione pubblica e di giustizia contabile. È stato capo dell’ufficio legislativo al ministero dell’Ambiente, consulente giuridico della Presidenza del Consiglio. Da un anno e mezzo è presidente della Commissione Via-Vas, la commissione che dà il nulla osta ai progetti di impatto ambientale significativo. Da pochi mesi è anche a capo della altra Commissione, sempre del Ministero per la Transizione Ecologica, che valuta i progetti legati al Pnrr e al piano per l’energia e il clima. Sul suo tavolo transiteranno tutti i progetti presentati in questi mesi in Sardegna sull’eolico, a terra e a mare.

    I progetti di grandi impianti eolici, off-shore, sono una novità per questo paese, a differenza di altre aree europee. Come pensate di muovervi?
    «Ci siamo già occupati di eolico off-shore nel basso Adriatico concludendo una procedura preliminare di verifica di un progetto da 2,5 gigawatt al largo di Brindisi, dando raccomandazioni per il progetto definitivo. La Sardegna è la regione più ventosa del nostro paese e siccome il vento per sua natura non è democratico o costante, ma è presente solo in alcuni punti con certe caratteristiche, è chiaro che nelle aree dove c’è la possibilità di sfruttare questa risorsa non pulita ma pulitissima, ci sono più richieste. Direi che è un fatto, questo sì, naturale».

    Da quali principi parte il vostro ragionamento alla base delle vostre scelte?
    «Intanto una premessa, poi parlerò delle procedure. L’eolico off-shore ha caratteristiche diverse da quello a terra: ha impatto visivo meno evidente; a mare non vi sono interferenze di alcun tipo, non vi sono limiti fisici; necessita perciò di dimensioni molto grandi, con potenze in termini di gigawatt. Il corollario naturale è che più grande è la taglia di un progetto più è evidente che questo ha a che fare con interessi strategici nazionali, non solo locali. Avere in esercizio un impianto da 3 gigawatt o non averlo fa molta differenza per il Paese intero».

    Premessa ricevuta. Ma qual è la procedura? Chi decide? Chi boccia o promuove un progetto?
    «Non decidiamo solo noi, diamo il parere, motivato, compiuto e ponderato, ma è solo un parere. Successivamente c’è un decreto. Sino a ieri il decreto era del ministro dell’ambiente. Adesso è del direttore generale del Ministero per la Transizione Ecologica che può anche discostarsi dal parere della commissione. Nel caso della Valutazione di Impatto Ambientale nazionale il decreto è di due direttori generali del Mite e del Ministero della Cultura, che operano su parità e che devono trovare una sintesi. Quando la sintesi non la trovano in quel caso l’atto conclusivo non è nemmeno il decreto ma una delibera del Consiglio dei Ministri, esattamente come è accaduto per il via libera per il rinnovato parco eolico di Nulvi-Ploaghe ad aprile».

    Ma che ruolo hanno gli enti locali in questi passaggi autorizzativi?
    «Nel procedimento tutti hanno diritto a far sentire la loro voce sia i singoli che le comunità locali, per assumere la decisione migliore che, però, ripeto, viene comunque presa a livello statale. In ogni caso quando il progetto è di concorrente interesse nazionale e regionale ai 40 commissari si aggiunge un 41esimo commissario, con gli stessi diritti, designato dalla regione limitatamente a quel procedimento. Nessuno però ha diritto di veto. Sono capitate, non di rado situazioni dialettiche anche dentro agli ambiti regionali, ma non per la regione Sardegna. È successo che quando la procedura prevedesse un parere degli uffici regionali questo poi sia andato a confliggere col parere del rappresentante regionale».

    E come avete risolto il problema?
    «Si va avanti, rispettando i tempi di legge e facendo sintesi, visto che spesso poi i pareri vengono assunti all’unanimità. Di certo non mettiamo la parola fine sulla vicenda. Allo stesso modo è evidente che se diversi progetti ricadono su uno stesso specchio di mare e hanno una concentrazione esagerata, in assenza di punti di riferimento normativi chiari, siamo costretti a operare basandoci sul buon senso, collaborando con le Regioni, come gli esempi di Toscana, Puglia e Basilicata dimostrano».

  11. Mara machtub
    luglio 9, 2022 alle 5:29 PM

    PAROLE, parole, parole. Il risveglio tardivo di parte della Regione forse segue un sondaggio che dimostra come la maggioranza dei sardi sia contraria all’occupazione forzata del proprio bellissimo mare. Progetti di valenza nazionale? E’ una tesi sbalorditiva: ignora il fatto che la Sardegna ha già raggiunto l’autonomia energetica e vuole imporre una schiavitù a beneficio di alcuni speculatori.
    Per fortuna c’è il GRIG, che di parole a vuoto non ne spreca mai. Avanti tutta, grazie GRIG!

  12. agosto 1, 2022 alle 11:57 am

    da Il Sole 24 Ore, 16 luglio 2022
    Sardegna, dieci impianti eolici bloccati in attesa delle autorizzazioni. In Sardegna, parte la mobilitazione contro i parchi eolici off-shore da costruire al largo delle coste. A sostenerla un fronte che va dai Comuni alla Regione. (Davide Madeddu): https://amp24.ilsole24ore.com/pagina/AEjpVRmB

  1. luglio 15, 2022 alle 8:47 am

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