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Le strutture balneari non devono esser messe sulle dune.
Importante pronunciamento del Consiglio di Stato su un tema di grande interesse, puntualmente alla ribalta nella stagione estiva: il posizionamento di strutture di servizio alla balneazione (chioschi, servizi igienici, stabilimenti balneari, ecc.) sulle spiagge e, in particolare, sulle dune.
Con la sentenza Sez. IV, 22 settembre 2014, n. 4759, il Consiglio di Stato ha riconosciuto la legittimità del diniego di autorizzazione paesaggistica (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) espresso dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio e per il Patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico per le Province di Lecce, Brindisi e Taranto riguardo il progetto di variante di strutture balneari in area dunale presentante maggiore impatto ambientale del precedente. Leggi tutto…
Le centrali a biomassa vanno assoggettate al preventivo procedimento di V.I.A.
E’ di grande importanza la recente pronuncia del Consiglio di Stato con la quale è stato enucleato il principio giuridico secondo cui le centrali a biomasse sono da sottoporre al preventivo e vincolante procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) anche qualora abbiano una potenza inferiore a 1 MW.
Con la sentenza Sez. IV, 22 settembre 2014, n. 4727, il Consiglio di Stato – dopo il T.A.R. Marche – ha ribadito che “ogni normativa contrastante con la normativa comunitaria in materia ambientale che impone la V.I.A. quale provvedimento volto a valutarla compatibilità degli insediamenti produttivi con le esigenze di tutela dell’ecosistema” deve “pertanto essere disapplicata” in base ai “principi di precauzione e dell’azione preventiva, propri del diritto comunitario, sanciti all’art. 191 del T.F.U.E.” Leggi tutto…
Morte di un cittadino in mano allo Stato.
Stefano Cucchi era un tossicodipendente, è vero.
Non era certo nella migliore forma fisica.
Ma, arrestato il 15 ottobre 2009, è morto il 22 ottobre 2009 durante la detenzione, presso la struttura vigilata dell’Ospedale romano “Sandro Pertini”. Leggi tutto…
L’accertamento di compatibilità paesaggistica relativo ad abusi edilizi ha limiti molto ristretti.
Ancora un’interpretazione giurisprudenziale di grande rilievo riguardo l’accertamento di compatibilità paesaggistica.
Analogamente a quanto in campo penale, anche il giudice amministrativo accoglie la linea interpretativa più rigorosa. Leggi tutto…
Imprenditori senza scrupoli e inquinamento delle nostre acque e del latte che beviamo.
Ignobile vicenda di inquinamento portata alla luce dalla Magistratura campana e dal Corpo forestale dello Stato.
Per chissà quanti anni gli allevamenti zootecnici delle Foreste Molisane hanno scaricato nel Volturno grandi quantitativi di rifiuti di ogni genere.
“Tra le colline ai piedi del Matese, lungo le rive del Volturno, dove il tempo è cadenzato dal ritmo della natura, e dove aria pulita, amore per la vita e rispetto per l’ambiente trovano il loro giusto equilibrio, sorge la nostra grande Azienda Agricola, vero esempio di moderna filiera controllata”, così recita il sito web aziendale, ma la realtà – secondo le indagini – era di scarichi illeciti, pressioni e minacce sui lavoratori, rifiuti e carcasse sotterrati, latte scaduto rivenduto come fresco. Leggi tutto…
Le mafie investono (e non solo) sulle coste della Sardegna.
E’ un po’ la scoperta dell’acqua calda.
La mafia, anzi, le mafie in Sardegna esistono e fanno affari.
Lo testimoniano le indagini svolte e in corso da parte della Direzione distrettuale antimafia, nonché provvedimenti giudiziari.
Lo testimonia la recente (2013) relazione conclusiva dei lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.
Lo testimoniano, purtroppo, le nuove indagini giudiziarie, gli avvisi di garanzia, i sequestri effettuati da Magistratura e Forze dell’ordine. Leggi tutto…
La Corte di cassazione riforma parzialmente le prime condanne per il traffico di rifiuti industriali a Portovesme.
La Corte di cassazione ha depositato il dispositivo dell’udienza dell’8 ottobre 2014 concernente il procedimento penale nei confronti di due dirigenti della Portovesme s.r.l. riguardo al traffico di rifiuti altamente pericolosi prodotti dagli impianti della Portovesme s.r.l. smaltiti illecitamente in cave del Cagliaritano e, addirittura, nella realizzazione di riempimenti stradali e piazzali degli ospedali.
I Giudici di legittimità hanno deciso per la parziale riforma della sentenza della Corte d’Appello di Cagliari, dichiarando prescritto un reato contravvenzionale e rinviando ad altra Sezione della Corte d’Appello per la rideterminazione della pena per il reato di falso e per l’esame dell’ipotesi accusatoria relativa al traffico illecito di rifiuti industriali. Leggi tutto…
Cagliari, Palazzo di Giustizia, 17 ottobre 2014, sit in.
Riceviamo dal Comitato popolare Carlofortini Preoccupati e pubblichiamo volentieri.
Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
Venerdì 17 ottobre 2014 presso il Palazzo di Giustizia di Cagliari, si aprirà il processo contro l’amministratore delegato della Portovesme srl (controllata della multinazionale svizzera Glencore) Carlo Lolliri con l’accusa di “aver ritardato, omesso ed effettuato in difformità del progetto, le procedure per la bonifica e la messa in sicurezza dei si inquinati”. Leggi tutto…
Le centrali eoliche non possono scempiare le Alpi.
anche sulla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 14 ottobre 2014
Rilevante pronuncia del Consiglio di Stato in tema di tutela del paesaggio, di valutazione degli impatti ambientali ed energia eolica.
Il Consiglio di Stato, con la sentenza Sez. VI, 22 settembre 2014, n. 4775, ha riformato parzialmente la sentenza T.A.R. Trentino-Alto Adige, BZ, 15 novembre 2012, n. 330 e ha confermato alcuni importanti principi relativi alla tutela degli ambienti alpini, di fatto sbarrando la strada alla realizzazione di un grande “parco eolico” (il progetto WPPO UNO s.p.a. prevedeva 22 aerogeneratori alte mt. 100 lungo km. 7 a circa mt. 2.000 di quota) sul crinale del Brennero, in territorio italiano ma prossimo al confine con l’Austria. Leggi tutto…
La Corte dei conti condanna le “nebbie” di Teulada.
La Sezione Giurisdizionale per la Sardegna della Corte dei conti ha condannato – con la sentenza n. 203/2014 del 9 ottobre 2014 – il responsabile del Settore urbanistica del Comune di Teulada (CA) Ovidio Alberto Urru per le vicende relative all’incarico di consulenza affidato dal Comune al raggruppamento temporaneo di imprese Studio legale associato Caso-Ciaglia di Roma e alla Sting Engineering s.r.l. di Cagliari per un importo di euro 185.000 + I.V.A. (222.000 euro) in relazione al noto cantiere turistico-edilizio S.I.T.A.S. s.p.a. sulla costa di Malfatano – Tuerredda, attualmente fermo in seguito alla pronuncia del Consiglio di Stato (sentenza Sez. IV, 9 gennaio 2014, n. 36) che ha giudicato definitivamente illegittima la procedura di approvazione del progetto immobiliare, come sostenuto per anni in varie sedi legali dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra (per chi volesse approfondire: Cronaca di una speculazione edilizia annunciata, Malfatano e Tuerredda, 2011). Leggi tutto…
La Giunta Pigliaru ha revocato lo stravolgimento del piano paesaggistico regionale.
Secondo notizie stampa, la Giunta regionale presieduta da Francesco Pigliaru ha disposto la revoca durante la seduta odierna dello stravolgimento del piano paesaggistico regionale da parte della precedente Amministrazione Cappellacci.
L’ha fatto in prossimità della prima udienza, prevista per il 14 ottobre 2014, davanti al T.A.R. Sardegna (Sezione II) di discussione del ricorso in proposito dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, patrocinato dall’avv. Carlo Augusto Melis Costa. Leggi tutto…
Udienza davanti al TAR Sardegna sul ricorso avverso lo stravolgimento del piano paesaggistico regionale.
E’ prevista per il prossimo 14 ottobre 2014 la prima udienza davanti al T.A.R. Sardegna (Sezione II) di discussione del ricorso dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, patrocinato dall’avv. Carlo Augusto Melis Costa, avverso lo stravolgimento del piano paesaggistico regionale da parte della precedente Amministrazione Cappellacci.
Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva, infatti, inoltrato (febbraio 2014) in proposito ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ma (fine aprile 2014) la nuova Giunta Pigliaru ha chiesto la riassunzione del ricorso (art. 10, comma 1°, del D.P.R. n. 1199/1971 e s.m.i.) entro 60 giorni davanti al T.A.R. Sardegna.
L’abbiamo fatto, nel giugno 2014. Leggi tutto…
Il reato paesaggistico è compiuto a prescindere dal grado dei vincoli ambientali.
Interessante pronuncia della Suprema Corte di cassazione penale in tema di reato paesaggistico (art. 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).
Per la configurabilità del reato paesaggistico non ha alcun riguardo la distinzione fra aree tutelate con vincolo paesaggistico comportante inedificabilità assoluta e aree tutelate con vincolo paesaggistico concernente inedificabilità relativa: l’art. 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i., infatti, sanziona indistintamente i comportamenti illeciti tenuti in danno delle aree tutelate dagli artt. 136 e 142 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. Leggi tutto…
Procedimento penale contro la marea nera nel Golfo dell’Asinara, nuova udienza.
Davanti al Tribunale penale di Sassari in composizione monocratica (dott. Salvatore Marinaro) si è tenuta (23 settembre 2014) una nuova udienza del dibattimento penale riguardante la devastante marea nera che nel gennaio 2011 inquinò il Golfo dell’Asinara.
E’ stato sentito l’ing. Luciano Cadoni, del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, perito del pubblico ministero, il quale ha confermato le pesanti responsabilità nel disastro ambientale della E.On a causa della scarsa manutenzione degli impianti destinati alla gestione dell’olio combustibile. In precedenza (27 maggio 2014) l’allora ufficiale Capo servizio della sicurezza della Guardia costiera di Porto di Porto Torres, aveva sostanzialmente confermato i fatti avvenuti, così come da relazione resa nell’immediatezza del disastro. Leggi tutto…
La caccia, poi la caccia, dopo la caccia e ancora la caccia…
Vogliamo sperare che a questo signore abbiano almeno revocato il porto d’armi a uso caccia in via cautelativa. Leggi tutto…
Le valutazioni di compatibilità paesaggistica vanno effettuate alla luce del vigente quadro normativo.
anche sulla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 16 settembre 2014
Rilevante decisione del T.A.R. Sardegna riguardo il quadro normativo applicabile per la valutazioni di compatibilità paesaggistica da parte delle Amministrazioni pubbliche competenti per la gestione dei vincoli ambientali.
La sentenza T.A.R. Sardegna, Sez. II, 28 luglio 2014, n. 638 ha riconosciuto legittimo il parere vincolante della Soprintendenza per i beni architettonici paesaggistici storici artistici e etnoantropologici di Cagliari e Oristano prot. n. 9634 del 7 giugno 2012 e dei conseguenti provvedimenti del Comune di Sìnnai (CA) che hanno negato il rinnovo dell’autorizzazione paesaggistica (art. 146 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) per le opere di urbanizzazione di un piano attuativo alberghiero (zona “2F4”) sul litorale di Solanas. Leggi tutto…
La Corte di Giustizia europea condanna la Francia per la mancata protezione delle acque dall’inquinamento derivante dai nitrati usati in campo agricolo.
Anche sulla rivista giuridica online Lexambiente.it .
Con la recente sentenza del 4 settembre 2014 (Causa C237/12, EU:C:2014:2152) la Corte di Giustizia europea ha condannato la Repubblica francese per non aver attuato in modo completo e corretto le disposizioni contenute nella Direttiva 91//676/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole.
La pronuncia risulta di particolare interesse, in quanto evidenzia il fondamentale ruolo dei singoli Stati membri nella tutela delle acque destinate al consumo umano, attraverso la previsione di specifici programmi d’azione, contenenti misure precise e di chiara applicazione da parte degli agricoltori, in modo tale da incoraggiare la buona pratica agricola e renderla compatibile con la tutela della salute umana, delle risorse viventi e degli ecosistemi acquatici, come previsto dalla direttiva 91/676/CEE. Leggi tutto…
Gli impianti a biomassa non sono realizzabili nelle fasce di rispetto delle aree naturali protette.
Interessante pronunciamento del Giudice amministrativo campano in materia di impianti produttivi di energia da fonte alternativa.
La sentenza T.A.R. Campania, SA, Sez. I, 6 giugno 2014, n. 1061 ha riconosciuto legittimo il diniego di autorizzazione unica (art. 12 del decreto legislativo n. 387/2003 e s.m.i.) per la realizzazione di una centrale a biomassa prevista in una fascia di tutela ambientale esterna al parco nazionale del Cilento e Vallo di Diana e Alburni in quanto in quei territori e prevalente e inderogabile l’interesse alla salvaguardia ambientale e naturalistica rispetto anche a interessi ambientali come quello alla produzione di energia da fonti alternative. Leggi tutto…
In area agricola non possono realizzarsi strutture non connesse all’attività agricola e l’accertamento va condotto in concreto.
Linea interpretativa giurisprudenziale di grande rilievo quella proposta dalla Corte d’Appello cagliaritana riguardo gli accertamenti e le verifiche in concreto per stabilire se gli atti di autorizzazione siano o meno pertinenti alla destinazione dichiarata e legittima.
La sentenza Corte App. CA, Sez. II, 18 giugno 2014 riforma la decisione del Giudice di primo grado, censurando l’avvenuto rilascio di autorizzazioni urbanistico-edilizie in favore di un progetto fittiziamente agricolo, ma in realtà residenziale: “lo specifico intervento di miglioramento fondiario contrabbandato con la relazione agronomica … allegata al progetto poi assentito non poteva essere realizzato. Va ricordato che la relazione agronomica prodotta a giustificazione dell’intervento prevedeva in modo specifico la realizzazione di un uliveto su 8.000 dei 10.000 mq del terreno … e che, una volta a regime, i 400 alberi impiantati avrebbero assicurato una produzione annua di 12.000 kg di olive da mensa. Ma si trattava di una previsione a dir poco fantasiosa e, di fatto, di uno spudorato pretesto per carpire la possibilità di edificare opere edilizie che non avrebbero potuto essere realizzate”. Leggi tutto…


















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