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Imprenditori senza scrupoli e inquinamento delle nostre acque e del latte che beviamo.


scarichi fognari

scarichi fognari

 

Ignobile vicenda di inquinamento portata alla luce dalla Magistratura campana e dal Corpo forestale dello Stato.

Per chissà quanti anni gli allevamenti zootecnici delle Foreste Molisane hanno scaricato nel Volturno grandi quantitativi di rifiuti di ogni genere.

“Tra le colline ai piedi del Matese, lungo le rive del Volturno, dove il tempo è cadenzato dal ritmo della natura, e dove aria pulita, amore per la vita e rispetto per l’ambiente trovano il loro giusto equilibrio, sorge la nostra grande Azienda Agricola, vero esempio di moderna filiera controllata”, così recita il sito web aziendale, ma la realtà – secondo le indagini – era di scarichi illeciti, pressioni e minacce sui lavoratori, rifiuti e carcasse sotterrati, latte scaduto rivenduto come fresco.

Ma in tutti questi anni i controlli ambientali dove sono stati?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

letame bovino

letame bovino

 

A.N.S.A., 28 ottobre 2014

Arrestato patron Foreste Molisane. Ai domiciliari per estorsione e smaltimento illecito rifiuti.

Il Corpo Forestale ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli domiciliari, emessa dal gip di Santa Maria Capua Vetere, a carico dell’imprenditore Giuseppe Gravante, 75 anni, patron di “Foreste Molisane”. E’ accusato di vari reati tra cui estorsione e smaltimento illecito di rifiuti, per aver costretto sotto minaccia di licenziamento i dipendenti a sversare rifiuti zootecnici nel Volturno e a sotterrare altro tipo di rifiuti nei terreni della propria azienda agricola.

Dal 1994 a qualche mese fa Giuseppe Gravante avrebbe costretto i lavoratori a sversare nel Volturno gli escrementi provenienti dal suo allevamento bovino, quasi 3500 capi, che ogni giorno hanno prodotto un inquinamento del fiume pari a quello di una città di 24 mila persone. Il dato è stato diffuso dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere.

E’ stato un ex dipendente a dare il via all’inchiesta: l’uomo si è autodenunciato perché “pentito” di aver preso parte negli anni alle condotte illecite ordinate da Gravante, impegnato da oltre 40 anni nel settore zootecnico e proprietario di vari allevamenti e di un grande stabilimento nel comune casertano di Gioia Sannitica dove fino al novembre scorso avveniva l’imbottigliamento di latte rivenduto con il marchio Foreste Molisane. Dopo la prima denuncia sono arrivate le ammissioni di altri dipendenti. Dai racconti concordi è emerso che nel Volturno sarebbero finiti, attraverso un sistema di pompe idrauliche e canalizzazioni, non solo gli escrementi degli animali, ma anche i reflui delle sale di mungitura, e le acque di lavaggio delle stalle contaminate da detergenti ed acidi fortemente tossici. Gli sversamenti, hanno accertato gli investigatori, venivano effettuati soprattutto in orario serale e notturno, al fine di eludere i controlli, o quando pioveva, approfittando del fatto che le acque del fiume erano rese limacciose dalla pioggia, rendendo poco visibile quanto vi veniva introdotto.

“Spesso il reso delle bottiglie veniva nuovamente distribuito per la produzione in corso e mischiato al latte fresco”. A raccontarlo agli inquirenti è uno dei dipendenti di Antonio Gravante. In sostanza, secondo quanto si legge nella nota dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, il testimone ha riferito che il latte scaduto veniva mischiato con quello in lavorazione e poi commercializzato.

 

 

bovini in spiaggia

bovini in spiaggia

 

da Il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2014

Terre Molisane, latte scaduto in vendita e rifiuti chimici nel fiume Volturno.

In manette Giuseppe Gravante, patron del marchio. Escrementi di animali e acidi tossici sversati nel Volturno. Interrati fino a 6,5 quintali di rifiuti al giorno. Gli operai agivano minacciati di licenziamento.

Latte scaduto mischiato con quello in lavorazione e poi venduto. Animali sommersi dai loro liquami. Operai costretti sotto minaccia di licenziamento a sversare nel fiume Volturno gli escrementi dell’allevamento, producendo un inquinamento pari a quello di una città di 24mila persone. Sono alcuni dei passaggi dell’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, che ha portato ai domiciliari l’imprenditore casertano Giuseppe Gravante, impegnato da oltre 40 anni nel settore zootecnico e proprietario di vari allevamenti e di un grande stabilimento nel comune casertano di Gioia Sannitica, dove fino al novembre scorso avveniva l’imbottigliamento di latte rivenduto con il marchio Foreste Molisane. Insieme a Gravante sono indagate altre 4 persone.

È stato un ex dipendente a dare il via all’inchiesta. L’uomo si è autodenunciato perché “pentito” di aver preso parte ai comportamenti illegali a cui Gravante obbligava i dipendenti. Dopo la prima denuncia sono arrivate le conferme anche di altri operai. Dai racconti è emerso che nel Volturno sarebbero finiti, attraverso un sistema di pompe idrauliche e canalizzazioni, non solo gli escrementi degli animali, ma anche i reflui delle sale di mungitura, nonché le acque di lavaggio delle stalle contaminate da detergenti acidi fortemente tossici. Sversamenti che erano fatti soprattutto di sera o nelle ore notturne, per eludere i controlli. Non solo: sarebbero stati interrati o bruciati tutti gli scarti dell’attività di imbottigliamento con il marchio Foreste Molisane (bottiglie in tetrapak o in pet ed etichette in carta e plastica) per un totale di circa 6,5 quintali di rifiuti al giorno.

Un sistema che avrebbe permesso a Gravante di risparmiare in 15 anni un milione di euro, soldi che avrebbe dovuto spendere per smaltire regolarmente i residui dell’attività. “L’indagato – scrive il Gip nell’ordinanza di arresto – in realtà non voleva proprio sentir parlare del problema dei rifiuti. Pretendeva che gli scarichi fossero eliminati”. Era talmente ben congegnato il metodo di scarico di escrementi e rifiuti nel fiume Volturno, che neppure i droni dell’Università o gli aerei della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto erano riusciti a individuarli. E ciò nonostante i continui voli sul territorio iniziati nel 2011 dopo le denunce del Wwf sullo stato di degrado del fiume.

“Da martedì mattina – ha spiegato il comandante del Corpo Forestale di Caserta Michele Capasso – i nostri mezzi stanno scavando nell’azienda di Gioia Sannitica alla ricerca dei rifiuti interrati”. Tra i rifiuti già trovati anche carcasse di bufale. Dalle indagini sono inoltre emerse anche le pessime condizioni in cui venivano tenuti gli animali. Secondo un ex addetto, si legge nell’ordinanza di arresto, “la situazione era insostenibile, gli animali erano sommersi di liquami, e intanto il Gravante riceveva un sussidio pubblico di 70 euro per il benessere di ciascun animale”.

ispezione del Corpo forestale dello Stato e dell'A.R.P.A. Campania

ispezione del Corpo forestale dello Stato e dell’A.R.P.A. Campania

 

(foto da Il Fatto Quotidiano, mailing list ambientalista, S.D., archivio GrIG)

 

  1. Occhio nudo
    ottobre 30, 2014 alle 7:22 am

    Infatti, dove sono stati per tutto questo tempo??

  2. Shardana
    ottobre 30, 2014 alle 8:44 PM

    Bohhhhh?!?!?!?Ok,poniamo che non sapessero nulla,ma nel sulcis sanno tutto perchè sono anni che angelo cremone,i carlofortini preoccupati,lostesso Grig e vari sindaci di portoscuso denunciano falde acquifere e catena alimentare inquinata.Sarà il caso di vedere complicità nei silenzi delle istituzioni?La storia è la stessa della zona industriale di portovesme con molte fabbriche apparentemente chiuse,altre ancora in piena attività nello smaltimento di fumi di acciaieria.Quando cadrete dalle nuvole spero vi facciate male

  3. Shardana
    novembre 1, 2014 alle 3:54 PM

    Con il dissequestro del bacino dei fanghi rossi la storia sicuramente migliorerà per gli imprenditori scrupolosi del Sulcis iglesiente.Chissà quanti milioni di € dovranno ancora papparsi sulle nostre spalle e la nostra salute.Mi raccomando signor presidente,si ricordi che anche quì l’hanno votato e quindi………..se pò fà.

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