I chioschi non si mettono sulle dune!


Alghero, Il Porticciolo, chioschi temporanei in area dunale (giugno 2014)

Alghero, Il Porticciolo, chioschi temporanei in area dunale (giugno 2014)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, raccogliendo preoccupate segnalazioni, ha inoltrato (2 luglio 2014) una specifica richiesta di revoca o annullamento in via di autotutela della concessione demaniale marittima (determinazione Comune Alghero – Settore V n. 379 del 26 maggio 2014 + allegati) per servizi di supporto alla balneazione sulla spiaggia del Porticciolo, ad Alghero (SS), durante la stagione estiva 2014 in favore della Porticciolo s.r.l., titolare del campeggio nella zona retrostante la spiaggia per un’area pari a mq. 400 (mq. 349,86 di area per posizionamento ombrelloni, ecc. + mq. 50,14 per chioschi amovibili + mq. 29 per condotte interrate).

Interessati il Comune di Alghero, la Direzione generale EE.LL. e Finanze della Regione autonoma della Sardegna, il Servizio valutazione impatti (S.A.V.I.) della Regione autonoma della Sardegna, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, la Direzione generale valutazione impatti del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare.

Alghero, Il Porticciolo, chioschi temporanei in area dunale (giugno 2014)

Alghero, Il Porticciolo, chioschi temporanei in area dunale (giugno 2014)

La concessione demaniale marittima, decisamente parecchio estesa in rapporto alle contenute dimensioni della spiaggia (circa 4-500 mt. di lunghezza), prevede la sistemazione di chioschi temporanei sulle dune e la vegetazione dunale, in palese contrasto con il divieto esplicito contenuto nell’ordinanza balneare 2014 (determinazione Direttore gen.le EE.LL., Finanze della Regione autonoma della Sardegna rep. n. 1304 del 13 giugno 2014)[1].

Eppure il particolare sembra non aver riscosso molto interesse da parte delle amministrazioni pubbliche chiamate a esprimersi sull’istanza di concessione demaniale su un bene di rilievo ambientale: preventivamente al rilascio della concessione, infatti, sono stati acquisiti i pareri favorevoli dell’Agenzia delle Dogane (nota Uff. SS. prot. n. 2350/RU del 10 aprile 2014), dell’Agenzia del Demanio (nota Uff. CA n. 4639 del 21 maggio 2014), dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Alghero (nota n. 2282 dell’1 aprile 2014), dell’Azienda speciale Parco naturale regionale di Porto Conte (nota n. 475 del 4 marzo 2014).

Non si ha notizia dell’acquisizione di alcun parere in sede di valutazione di incidenza ambientale, nonostante la spiaggia rientri nel sito di importanza comunitaria – SIC “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio” (direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, della fauna e della flora). L’area è anche tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993) e fa parte del parco naturale regionale “Porto Conte” (legge regionale n. 4/1999).

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica un rapido intervento delle amministrazioni pubbliche per la revoca/annullamento della presente concessione e un eventuale successivo nuovo atto concessorio nel pieno rispetto delle normative e delle esigenza di tutela del bene ambientale.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

sito di importanza comunitaria - SIC “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio”

sito di importanza comunitaria – SIC “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio”

 

(foto per conto GrIG)

 

 

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[1]       l’art. 3, comma 1°, lettera e, secondo periodo, della determinazione Direttore gen.le EE.LL., Finanze della Regione autonoma della Sardegna rep. n. 1304 del 13 giugno 2014 (ordinanza balneare 2014) dispone: “è sempre vietata la sosta e/o l’occupazione, ancorché temporanea, il calpestio delle dune e della relativa vegetazione. Per dune si intendono accumuli sabbiosi situati nell’area retrostante la spiaggia, disposti parallelamente alla linea di costa, di forma irregolare dipendente dalla direzione dei venti dominanti. Nelle dune indicate con appositi segnali è interdetto il transito e l’attraversamento”.

  1. Juri
    luglio 3, 2014 alle 2:16 pm

    Mi sembra un perfetto esempio di lettura alla rovescia di tutte le prescrizioni regionali poste a tutela degli ambienti dunali: dalle foto pare proprio che venga fatto tutto ciò che esplicitamente vietato fare.
    C’è poi la dimensione delle installazioni, veramente “fuori scala” rispetto al contesto, sia per quanto riguarda la naturalità dei luoghi che la limitata estensione dell’arenile. Il tutto in un’area facente parte di un parco naturale.
    Vien da chiedersi davvero se sia lecito ridurre le varie forme di tutela a un mero esercizio formale privo di sostanza.

  2. luglio 3, 2014 alle 3:03 pm

    da Sardinia Post, 3 luglio 2014
    Chioschi sulle dune a Porticciolo ad Alghero, Grig: “Non possono stare lì”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/chioschi-sulle-dune-porticciolo-ad-alghero-grig-non-possono-stare-li/

    ____________________________________

    da Sardegna Oggi, 3 luglio 2014
    Alghero, un bar sulle dune. Denuncia degli ecologisti: http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2014-07-03/25662/Alghero_un_bar_sulle_dune_Denuncia_degli_ecologisti.html

    ____________________________________

    da Tiscali Notizie, 3 luglio 2014
    Chioschi sulle dune ad Alghero, gli ambientalisti del Gruppo d’Intervento Giuridico presentano un esposto: http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/14/07/03/chioschi-dune.html

  3. luglio 5, 2014 alle 11:27 am

    Spett.le Gruppo di Intervento Giuridico,

    siamo dispiaciuti del fatto che nonostante la nostra attività sia radicata nel territorio da oltre 35 anni, che abbia sempre rispettato tutti i vincoli ambientali (in quanto collocata all’interno del Parco di Porto Conte) e che sia in possesso di tutte la utorizzazioni necessarie (per l’esattezza sette: dal Comune alla Provincia, dal Demanio all’Agenzia delle Dogane, dalle Belle Arti alla Guardia Costiera,dalla Regione e così via), ancora oggi si critica l’operato di una struttura che oltre a offrire un servizio gratuito sia a clienti che al pubblico (servizi igienici, primo soccorso e bagnino), provvede altresì alla sua pulizia, al ritiro rifiuti e alla disinfestazione (attività che al contrario dovrebbero essere svolte dal Comune di Alghero).
    Per quanto riguarda la collocazione dello stabilimento, potrà notare che esso è interamente posizionato su palafitte e che, al contrario di quanto da Voi segnalato, nessun manuefatto è posizionato sulle dune ( a parte il piccolo tubo di acqua potabile utilizzato per offrire a tutti i clienti e non, servizi igienici gratuiti, cosa che peraltro non avviene in molti stabilimenti balneari algheresi).

    Invitiamo personalemente il Sig. Deliperi ( cit. Non si ha notizia dell’acquisizione di alcun parere in sede di valutazione di incidenza ambientale, nonostante la spiaggia rientri nel sito di importanza comunitaria – SIC “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio”. L’area è anche tutelata con vincolo paesaggistico, con vincolo di conservazione integrale e fa parte del parco naturale regionale “Porto Conte” ) e il “Gruppo Giuridico Onlus” a recarsi personalmente presso i nostri uffici per acquisire quante e quali autorizazzioni sono state necessarie propio per evitare un impatto ambientale che ancor prima di conoscere tutte le informazioni del caso.

    Ultima cosa, ma non meno importante, sono i 4 posti di lavoro che vengono dati grazie a questo semplice chiosco e che nonostante la crisi, sono una conferma anno dopo anno.

    Ringraziendovi comunque per la vostra segnalazione e rimanendo a vostra disposizione per fornirvi tutte le informazioni non in vostro possesso, porgiamo distinti saluti.

    Lorenzo Carboni

    • luglio 5, 2014 alle 2:44 pm

      buongiorno Sig. Carboni,

      nessuno “ce l’ha” con la sua attività nè con qualsiasi altra attività che rispetti le normative di tutela ambientale.

      Abbiamo chiesto alle amministrazioni pubbliche competenti di fornirci la documentazione in merito, così come abbiamo citato le autorizzazioni di cui la sua attività è in possesso.

      Converrà che l’ordinanza balneare regionale 2014 sia piuttosto chiara: “è sempre vietata la sosta e/o l’occupazione, ancorché temporanea, il calpestio delle dune e della relativa vegetazione” (art. 3, comma 1°, lettera e) e non vi sia riferimento a palafitte o meno.

      Le spiagge, le dune, i beni ambientali in genere sono patrimonio della collettività, riconosciamo naturalmente che vi si possano svolgere servizi per il turismo, ma, come associazione ecologista e nell’interesse della collettività, è nostro dovere accertare che le amministrazioni pubbliche competenti vigilino sul rispetto delle normative di salvaguardia ambientale.

      Ci auguriamo che questo avvenga sempre, con il rispetto dell’ambiente e del lavoro di tante imprese turistiche.

      Con i più cordiali saluti.

      p. Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

      Stefano Deliperi

  4. luglio 5, 2014 alle 5:34 pm

    Gentile Sig. Deliperi,

    proprio per il fatto che avete chiesto alle autorità competenti la documentazioni non in vostro possesso, ed è evidente che non l’abbiate ancora ricevuta, come mai avete deciso di uscire con un articolo abbastanza “pesante”, senza documentazione a sostegno della vostra tesi, accusandoci di aver violato determinate regole? E qui chiudo, perchè avete dimostrato l’infondatezza della vostra gogna mediatica.

    Allo stesso tempo, in questi ultimi anni, mai siete intervenuti a difesa della suddetta spiaggia quando il Comune di Alghero ha abbandonato in condizioni pietose i rifiuti portati dal mare, o quando sono stati abbandonati i rifiuti di scarto per la ristrutturazione della Torre, o quando a maggio di ogni anno puliamo a nostre spese l’intera spiaggia (e non solo la parte concessa al nostro stabilimento).

    E’ una coincidenza che lascia poco all’immaginazione.
    Saluti

    Lorenzo Carboni

    • luglio 5, 2014 alle 5:42 pm

      gent.mo Sig. Carboni,

      ha letto l’ordinanza balneare regionale 2014?

      La trova qui: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_422_20140617105108.pdf .

      Come le ho già detto, c’è il tanto per chiedere se è stata rispettata. Senza accuse proprio verso nessuno.

      Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus esiste da più di vent’anni, non certo solo per occuparsi della spiaggia del Porticciolo. Le nostre attività le può vedere sul nostro blog.

      Mi complimento con lei per le attività di pulizia che afferma aver fatto al Porticciolo, ma quello che abbiamo chiesto riguarda il rispetto della normativa a tutela delle spiagge e delle dune in particolare.

      Stefano Deliperi

  5. Giuseppe Congiu
    luglio 6, 2014 alle 9:21 am

    Salude sennor Carboni,
    mi podìes ispricare itte kerides narrer kando faveddaes de “disinfestazione” de sa rena?
    Bos lu pregunto petzi po kuriosidade ka no aìa mai intesu de kusta faìna e no resesso a m’acrarare itte podet essere.

    Salve signor Carboni,
    potrebbe spiegarmi che cosa intende quando parla della disinfestazione della spiaggia?
    Glie lo domando perché non ho mai sentito parlare di questa pratica e non riesco a immaginarmi di cosa possa trattarsi.

  6. luglio 6, 2014 alle 4:17 pm

    Buon pomeriggio Sig. Carboni,
    dopo aver assimilato nei ricordi e nelle foto (2006) ciò che fino ad ieri pensavo di Porticciolo e della bellissima spiaggia, oggi quello che osservo al di fuori del suo campeggio ha lo stesso splendore ma nella spiaggia e la macchia mediterranea che costeggia la sua strada mi mette molta tristezza e comunque al di là delle mie impressioni le regole del Parco Regionale di Porto Conte parlano chiaro e lei ne ha infrante abbastanza. Ho potuto vedere, in quanto atti pubblici, quello che il Parco dichiara nell’esprime parere favorevole, per quanto di competenza, sottolineando la subordinazione di detto
    parere favorevole a specifiche disposizioni indicate nella medesima nota. Le specifiche disposizioni sono legate alla presenza dell’anchusa sardoe in ben determinati areali e in uno di questi areali ci sono i suoi chioschi. Penso che se tutti i pareri positivi che lei ha ottenuto sono dovuti alla buona fede delle istituzioni come quella dell’Ufficio del Parco preposto a dare pareri rispetto ai proponenti, come comunità siamo nei guai.
    La sua attività ricettiva si trova in un sito di inestimabile bellezza e delicatezza tanto che Lei la pubblicizza come all’interno Del Parco di Porto Conte e tale area è per giunta un Sito di Interesse Comunitario; spero per Lei che fra i suoi clienti non ci siano persone consapevoli di cosa significa essere in un parco regionale e per giunta in un SIC altrimenti potrebbero inorridire nel constatare che all’interno della sua area ci sono ginepri ottusamente potati per sembrare pini d’alto fusto e altri vandalismi di questo tipo e in aggiunta la piantumazione di vegetazione alloctona severamente vietata in un sito SIC per non parlare dell’impressionante costruzione nella spiaggia. A tal proposito mi piacerebbe dare uno sguardo alla relazione data dalle Belle Arti, magari andrò di persona a chiedere informazioni. Se si conoscono le regole, e se sopratutto si vogliono rispettare, il lavoro lo si mantiene anche per questi quattro lavoratori che Lei a menzionato in un insediamento balneare che stia alle regole. Una precisazione: tutti gli stabilimenti balneari ad Alghero devono far entrare e comunque fanno entrare liberamente nelle loro bagni clienti e bagnanti di passaggio. Mi viene in mente che i servizi igenici devono essere collegati a una fossa settica e la sua fossa settica l’ha ricavata scavando la duna? Ho notato lungo uno dei sentieri (pubblici) che porta in spiaggia, che i suoi operai usano percorrere con il trattorino per arrivare alla duna, ricoperto per un tratto da Posedonia oceanica, deriva per caso dalla pulizia da voi fatta nella spiaggia?
    Maria Antonietta Alivesi

  7. Michele Gaias
    luglio 7, 2014 alle 1:28 am

    Salve sig. Carboni,
    La tecnica che mettete in campo, Lei ed anche altri gestori di campeggi o di Hotel che non sarebbero dovuti esistere in tali siti di particolare bellezza naturalistica o diciamo pure unici, é sempre la solita quando qualcuno vuole richiamare dal torpore i preposti ai controlli:
    -siamo presenti da oltre 35 anni;
    -abbiamo sempre rispettato i vincoli ambientali, infatti abbiamo ben sette autorizzazioni;
    -abbiamo disposto diversi servizi gratuiti;
    -puliamo e disinfestiamo la spiaggia, anche se non ci competerebbe;
    -i manufatti non sono sulla sabbia ma su palafitte;
    -i servizi offerti sono gratuiti anche per i non clienti;
    e così via, poi la ciliegina;
    -facciamo presente che il chiosco sulle dune genera quattro posti di lavoro, anno dopo anno.
    Anche dall’insieme di quanto Lei ha elencato traspare che la sua gestione non è conforme al protocollo e velatamente traspare un ricatto, ossia “se devo togliere il chiosco, licenzio quattro persone”, come se il chiosco venisse costruito ogni giorno dai quattro “malcapitati”.
    Sono ad Alghero dal 1980 e fu proprio questa bellezza costiera a farmi decidere a stabilirmi quà, e poichè la natura è il mio credo, vivo tutto il mio tempo libero osservando queste meraviglie costiere in lungo e in largo e quasi ogni giorno nuoto nel mare; tutto questo per dire che vedo il modificarsi, purtroppo in peggio per causa dell’uomo, la naturalezza dei luoghi e tra questi anche il sito che Lei “governa”.
    a) Personalmente non avrei mai richiesto autorizzazioni in un sito così bello, sensibile e sotto tutele, avrei sofferto l’insonnia.
    b) Ad ogni modo mai le avrebbero dovuto concedere alcuna licenza, è cosa buona e giusta che le venga revocata prima possibile.
    c) Le autorizzazioni sono esageratamente troppe, e quando sono troppi gli Enti che le rilasciano, scatta in giuochino all’italiana , ossia nessuno é il responsabile. Forse ricorda il progetto della Casa della Musica davanti alla spiaggetta di P. Negra dove i lavori erano iniziati, quindi c’erano tutte le autorizzazioni del caso , ma c’è stata una opposizione principalmente spontanea che ha poi bloccato il colpo di mano alla cementificazione. Anche se dopo, con un giuoco delle tre carte, qualcuno ha sfilato la pineta fronte mare a vantaggio della proprietà hotel P.Negra. I nostri Amministratori, chissà perché, son rimasti passivi anzi non collaboravano alle nostre ( comitato spontaneo)indagini. L’autorizzazione la dovrebbe rilasciare un solo Ente, che sarebbe unico responsabile.
    d)Non so perchè parla di manufatti su palafitte , poichè dovrebbe sapere che sotto non crescono esseri vegetali ed inoltre non ha dovuto scavare delle bucche per posizionare i pali ?
    d) L’offerta gratuita di certi servizi è parte della pubblicità che fatte, è una calamita per futuri clienti, non sono “donazioni” di beneficenza.
    e) Per i 4, sotto la Vostra spada, ci dispiacerebbe se gli tagliaste la testa ma non possono costituire motivo di scambio con un Ente qualsiasi perchè chiuda uno occhio o anche due
    (o finga di essersi addormentato) e non vi richiami al rispetto delle norme vigenti.

    Sig. Carboni, la invito a leggersi attentamente tutti i commenti e dentro di sè dirà che non sono invezioni scritte da cittadini che la odiano, perchè per esempio i ginepri ottusamente potati sono là a testimoniare una delle tante malefatte.
    Michele Gaias

  8. Gianmario
    luglio 12, 2014 alle 10:38 pm

    Salve a tutti, leggendo questo articolo non posso fare a meno di scorgere un accanimento ingiustificato nei confronti di un’ attività che ha tutte le carte in regola, anche se tutti voi continuiate a dire che c’è qualcosa di strano, e che offre in questo periodo così difficile dal punto di vista economico, quattro posti di lavoro ad altrettante famiglie che sicuramente non sarebbero felici di perdere il loro posto di lavoro per il bene superiore delle dune, comunque sia tutelato da tutti gli enti ed anche dal campeggio in questione, visto che con quel tratto di spiaggia ci lavora ed ha tutto l’interesse a che le bellezze rimangano intatte ed il paesaggio non venga stravolto e dalle foto che avete postato non vedo nulla che vada a stravolgere sia l’ambiente che il paesaggio circostante.
    Io personalmente mi preoccupo molto di più degli ungulanti presenti all’interno del parco di Porto Conte, che naturalmente non rimangono nei confini del parco, non attraversano la strada sulle strisce pedonali (con grave rischio di incidente, quando va bene solo alla macchina, per tutti quelli che usufruiscono quotidianamente o anche solo saltuariamente di quelle strade, ed oltre al danno l’automibilista di turno si deve pagare anche i danni visto che nessun ente risarcisce il danno!!!), che vanno a distruggere nel vero senso della parola i raccolti degli agricoltori che naturalmente anche in questo caso nessun ente risarcisce; quindi io prima di scandalizzarmi per un chiosco a quanto ho letto TEMPORANEO e non permanente che ha, lo ribadisco ancora, TUTTE LE CARTE IN REGOLA per stare dove sta, andrei a guardare i cassonetti delle borgate di alghero che sono sempre stracolmi e maleodoranti, cercherei i depositi di materiale inquinante sparsi all’interno delle città ed in quel caso avreste tutto il mio appoggio e sostegno!!
    La mia naturalmente non vuole essere una difesa al signor Lorenzo Carboni o al campeggio che lui rappresenta, ma solo una considerazione personale per dire che molte volte i gruppi ambientalisti potrebbero occuparsi di problemi realmente seri legati all’inquinamento ambientale oppure alla cementificazione irrazionale e sconsiderata di certe aree della nostra splendida isola ed in quel caso io sarei in prima fila ad offrire il mio sostegno e contributo, ma in questo caso specifico l’accanimento mi sembra esagerato.

    Cordiali saluti

    • luglio 12, 2014 alle 10:53 pm

      Non c’è alcun accanimento da parte nostra, solo una richiesta di informazioni alle amministrazioni competenti. Come potrà leggere su questo blog, la nostra associazione si occupa di diverse vicende di inquinamento, speculazione, attacchi all’ambiente e alla salute pubblica. Lo facciamo anche per Lei, anche se non riceveremo nessun grazie. Buona serata.

    • luglio 12, 2014 alle 10:54 pm

      basta con queste “considerazioni” piuttosto ben mirate! Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus si occupa di speculazioni immobiliari, di inquinamenti, di discariche abusive e di tanti altri attentati all’ambiente e alla salute dei cittadini.
      Si occupa anche della salvaguardia delle dune e delle spiagge, anche nei confronti di attività che possono – e soprattutto devono – essere realizzate senza far danno a quei valori ambientali che si afferma di voler proteggere.
      Se le norme dicono che non si deve realizzare una struttura, anche temporanea, sulle dune, non si realizza. Punto e basta.
      E’ così difficile capirlo e farlo?
      L’ambiente è di tutti e si deve rispettare. Punto e basta.

      Stefano Deliperi

      • Gianmario
        luglio 13, 2014 alle 12:59 pm

        L’ambiente è di tutti e si deve rispettare senza ombra di dubbio, ma mi piacerebbe che Lei rispondesse anche alle mie domande sulla fauna selvatica. Il mio lavoro in agricoltura non viene rispettato ne dai cinghiali ne dai daini e tantomeno dalle cornacchie e quando un’imprenditore agricolo solleva questi problemi e chiede che venga fatto un abbattimento selettivo, subito insorgono gruppi di intervento animalisti ed ambientalisti, come quello che Lei rappresenta, che chiedono di non toccare quelle specie, in quanto secondo voi potrebbero in qualche modo avere non so quali problemi. Gli unici problemi li possono avere gli agricoltori, che anno dopo anno registrano un aumento dei danni dovuti alle specie da me prima citate; bisogna inoltre dire che tali specie sono in numero sempre maggiore anche perchè non avendo predatori naturali il loro numero è destinato inevitabilmente ad aumentare esponenzialmente. Secondo me è ora che le associazioni come la sua, si siedano intorno ad un tavolo e discutano serenamente e in maniera obiettiva dei problemi che la fauna arreca sia agli agricoltori, che dal lavoro sulla terra ci campa, sia all’ambiente visto che un numero così elevato di cinghiali e daini dovrà pur campare e magari uno di questi giorni gli vien voglia di fare un giretto sulle dune di sabbia per vedere se l’erba che ci cresce sopra è buona o meno!!

      • luglio 13, 2014 alle 1:58 pm

        Gianmario, con tutto il rispetto, in questo articolo si parla di chioschi, spiagge, dune.
        Di presenze di specie selvatiche in eccesso se ne parla altrove, per esempio: https://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2014/06/30/ma-e-un-parco-naturale-o-una-macelleria-ecologicamente-sostenibile/ , https://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2014/01/09/cacciare-il-cinghiale-limita-davvero-i-danni-allagricoltura/ .
        Altrimenti potrei risponderLe chiedendo che cosa pensa dell’acqua pubblica o dell’inefficace acquedotto di Alghero e non la finiremmo più.

        Stefano Deliperi

  9. Genius Loci
    luglio 13, 2014 alle 10:09 am

    Amo le dune di sabbia e conosco tutta la vegetazione che, in una sorta di “sequenza meccanica”, contribuisce alla formazione e al consolidamento dei sistemi dunali.
    E’ qualcosa di affascinante.
    Si tratta anche degli ecosistemi più fragili in assoluto perché fortemente sottoposti all’azione del vento e degli …… umani, dunque facilmente modificabili.
    Ritengo che sono assolutamente da tutelare e bene fa il GrIG a metterci il naso, così come fa con tutti i sistemi costieri e sull’ambiente generale.
    Saluti.

  10. ottobre 15, 2014 alle 2:52 pm

    da Alguer.it, 14 ottobre 2014
    Il provvedimento era stato adottato dal Corpo Forestale. Ora una decina di case mobili del camping verranno rimosse e spostate in un’area destinata alla ricettività.
    Revoca sequestro Camping, case mobili da spostare: http://notizie.alguer.it/n?id=79031

    _________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 15 ottobre 2014
    Porticciolo, la Forestale mette i sigilli al campeggio.
    La società che gestisce la struttura ha presentato un ricorso contro il sequestro La case mobili sarebbero state realizzate in violazione alla normativa edilizia. (Gianni Olandi): http://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2014/10/14/news/porticciolo-la-forestale-mette-i-sigilli-al-campeggio-1.10117973

  11. ottobre 15, 2014 alle 7:51 pm

    Il corpo forestale ha messo il naso nelle costruzioni all’interno del campeggio (su segnalazione di terzi?). Ma perchè, visto che ha fatto tanta strada per arrivare a Porticciolo, non ha dato un’occhiatina allo scempio che ha subito una duna o lo scempio subito dal ginepreto lungo la strada che porta al campeggio o lo scempio di una stradina di accesso alla spiaggia che è stata vergognosamente allargata a discapito di diverse piante di ginepro e di lentisco???

    • luigi picinelli
      agosto 4, 2016 alle 7:41 pm

      E come mai lei non pone le stesse domande per quello che riguarda il muro costruito, con relativa inferriata, in pieno parco di Porto Conte ? Forse quelle piante abbattute non hanno la stessa dignità ?

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