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Archive for the ‘grandi opere’ Category

Il più deciso “no” a “questo” tracciato del gasdotto Snam sull’Appennino!


Appennino, boschi dell’Umbria

Il Comitato interregionale “No Tubo”e l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno inoltrato (13 settembre 2012) un atto di intervento con “osservazioni” nel procedimento di “verifica di assoggettabilità” relativo al progetto di variante del tracciato del gasdotto “Rete Adriatica” (tronco Foligno-Sestino) nei Comuni di Gubbio e Gualdo Tadino (PG)proposto dalla Snam Rete Gas s.p.a.   

La variante è stata determinata dalla prescrizione della Regione Umbria (punto E36) contenuta nel decreto ministeriale del 16 maggio 2011, n. 256 contenente giudizio positivo condizionato di compatibilità ambientale del progetto originario.    Leggi tutto…

Portoscuso, periferia di Taranto.


 

anche su Il Manifesto Sardo,(“Portoscuso, periferia di Taranto“) n. 128, 1 settembre 2012

 

La vicenda giudiziaria relativa all’acciaieria ILVA di Taranto ha innescato uno scontro sociale e fra poteri dello Stato così duro e trasversale come raramente s’è verificato in Italia.

In molti – in troppi – cercano di contrapporre le esigenze e i diritti fondamentali della tutela dell’ambiente e della salute pubblica (artt. 9 e 32 cost.) alle esigenze del lavoro e della libertà d’impresa (artt. 1, 35, 41cost.), i poteri della magistratura (artt. 101 e ss. cost.) alle competenze della pubblica amministrazione (artt. 97 e ss. cost.).                          In realtà, finora non s’è vista alcuna reale contrapposizione.

C’è una magistratura che è intervenuta in assenza di adeguate ed efficaci iniziative da parte dell’Azienda e delle amministrazioni pubbliche competenti. Leggi tutto…

Caro Ministro Passera, ti scrivo…


Umbria, paesaggio appenninico

Maria Rita D’Orsogna è una ricercatrice italo-americana di origini abruzzesi. 

Vive e lavora in California (U.S.A.) e si batte contro la proliferazione dissennata delle trivellazioni petrolifere nella sua Terra. 

Questo è il suo blog: http://dorsogna.blogspot.it/.

Ha letto le recentissime dichiarazioni sul “piano di sviluppo” governativo del Ministro dello sviluppo economico Corrado Passera, da poco indagato per reati fiscali, e ha scritto la seguente lettera aperta.  

La sottoscriviamo anche noi, con una sola precisazione: gli incentivi per le energie rinnovabili non devono esser dati “a pioggia”, altrimenti sono pura speculazione, come quella già vista in Italia.  La migliore fonte di energia rinnovabile è in primo luogo il risparmio energetico, non dimentichiamolo. Leggi tutto…

Bye, bye, gasdotto Galsi?


Cavallo e Gallina prataiola

I padroni del gas, la società di Stato algerina Sonatrach, non sono più tanto convinti di voler realizzare il progetto di gasdotto Algeria – Sardegna – Toscana proposto da Galsi s.p.a. (di cui sono gli azionisti di riferimento).    Il motivo è molto importante, anzi determinante: le formule di prezzo non condivise.

La Sonatrach vorrebbe un “prezzo fisso” garantito, gli altri soci “pesanti” di Galsi s.p.a. (Edison, Enel, Hera) vorrebbero invece un “prezzo variabile” in ragione delle oscillazioni del mercato.  La Regione autonoma della Sardegna (che detiene l’11,6% del capitale sociale mediante la Sfirs s.p.a.) sborsa soldi (ben 150 milioni di euro), non ne ha un beneficio diretto e fà un po’ la figura dell’utile idiota.

Se ne riparlerà nel novembre 2012. Leggi tutto…

No al gasdotto Rete Adriatica nelle zone sismiche!


Sulmona, manifestazione contro il gasdotto “Rete Adriatica”

Il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha votato all’unanimità la legge regionale 5 giugno 2012 (non ancora pubblicata) con la quale viene inibito il necessario conseguimento dell’intesa Stato – Regione (art. 52 quinques, comma 6°, del D.P.R. n. 327/2001 e s.m.i.) per la realizzazione del gasdotto Snam Brindisi-Minerbio (gasdotto “Rete Adriatica” o gasdotto Appeninico) in zona sismica “1”, cioè in buona parte dell’Abruzzo e del tratto appenninico dell’assurdo progetto.

E’ uno degli argomenti principali dell’opposizione manifestata in tutte le sedi legali, istituzionali, pubbliche da parte del Comitato interregionale “No Tubo”, dei Comitati per l’ambiente di Sulmona, del Gruppo d’Intervento Giuridico e di tante altre realtà associazionistiche ed Enti locali.  Compresa la Camera dei Deputati, per quel che vale. Leggi tutto…

lettera aperta al Ministro dell’ambiente Corrado Clini sul gasdotto “Rete Adriatica”.


simulazione posa gasdotto (Studio Newton, Fano)

Associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – Via Cocco Ortu n. 32 – 09128 Cagliari – posta elettronica grigsardegna5@gmail.com.

                                                          Prof. Corrado Clini

                                                       Ministro dell’Ambiente e della Tutela del

                                                      Territorio e del Mare                                                                                                

Gent.mo Signor Ministro,

riteniamo giustamente fondate le Sue preoccupazioni in merito ad alcuni progetti del settore energetico che dovrebbero essere realizzati nelle aree dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto dei giorni scorsi. Leggi tutto…

La Commissione europea sta esaminando la diga di Monte Nieddu – Is Canargius.


Il Commissario europeo all’Ambiente Janez Potočnik ha risposto alla durissima interrogazione parlamentare presentata il 13 marzo 2012 dall’eurodeputato ecologista Andrea Zanoni (I.d.V.) sul progetto e il cantiere della diga di Monte Nieddu – Is Canargius (Pula, Villa S. Pietro, Sarroch, CA): “la Commissione è a conoscenza del progetto cui l’onorevole parlamentare fa riferimento e sta attualmente valutando una denuncia (quella del 23 gennaio 2012 delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, L.A.C. e Amici della Terra, n.d.r.) in merito”, inoltre “per quanto concerne l’uso delle risorse idriche in Sardegna, nel 2007[1] la Commissione ha pubblicato una comunicazione sul problema della carenza idrica e della siccità nella quale propone una gerarchizzazione delle scelte idriche che favorisca il risparmio d’acqua piuttosto che l’utilizzo di nuove sorgenti”.

Bisogna poi ricordare che la direttiva 2000/60/CE (la direttiva quadro in materia di acque)[2] impone comunque agli Stati membri di raggiungere un buono stato di tutti i corpi idrici entro il 2015 e di applicare nel frattempo il principio di non deterioramento (articolo 4). Pertanto, qualsiasi progetto che possa incidere negativamente sullo stato di un corpo idrico è soggetto alle disposizioni ed eccezioni di cui all’articolo 4 della direttiva quadro in materia di acque”.   Sulla base delle risultanze degli attuali accertamenti, “la Commissione deciderà … le prossime misure da prendere” nei confronti del progetto e dei lavori contestati. Leggi tutto…

La consultazione pubblica preventiva, un metodo per il miglioramento e la condivisione delle grandi opere.


Italia, linea ferroviaria

 

anche su Il Manifesto Sardo (“La consultazione pubblica sulle grandi opere“), n. 122, 16 maggio 2012

 

Non c’è dubbio che il governo Monti presenti luci e ombre, dovute alla pesantissima crisi economico-sociale lasciata in eredità avvelenata dal precedente governo Berlusconi.

Una delle luci, però, potrebbe scaturire dal disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 marzo 2012 sulla consultazione pubblica preventiva in materia di grandi opere proposte.

Una forma di democrazia partecipativa, che punta al coinvolgimento delle popolazioni interessate, di comitati e associazioni ecologiste, per diminuire le conflittualità, migliorare le progettazioni, evitare opere inutili, dispendiose, devastanti.

Il modello è il francese debat public, la c.d. legge Barnier, approvata nel 1995 e parzialmente modificata nel 2001, che – secondo stime di esperti – ha ridotto dell’80% la conflittualità relativa ai progetti con sensibile impatto ambientale.  Leggi tutto…

Terre e rocce da scavo, forse un po’ di chiarezza, finalmente.


Firenze, manifestazione contro alta velocità in sotterranea (2010)

Recentemente il Consiglio di Stato, in sede consultiva, ha emesso il prescritto parere sul regolamento relativo all’utilizzo delle c.d. terre e rocce da scavo, che a breve verrà emanato dai Ministeri dell’ambiente e delle infrastrutture.  Per essere riutilizzati i materiali frutto di scavi dovranno esser conformi a quanto previsto dal Codice dell’ambiente.    Una lunga e dura guerra, in ogni caso, fra chi sostiene da anni il riutilizzo disinvolto dei materiali escavati e chi – giustamente – pretende il rispetto di tutte le garanzie ambientali.

Nel mentre, la Regione Toscana accoglie le istanze provenienti dalle associazioni ecologiste, fra cui il Gruppo d’Intervento Giuridico, e – con deliberazione Giunta regionale n. 316 del 23 aprile 2012 – dichiara non direttamente riutilizzabile il materiale estratto (smarino) dalla gigantesca fresa della linea ad alta velocità del nodo fiorentino in quanto avente le caratteristiche di “rifiuto”.  Altro che “rimodellamento” ambientale della miniera dismessa di S. Barbara! Leggi tutto…

I nuovi lavoratori stagionali in Sardegna. Dalla Romania.


Sardegna, scritta murale

 

 

C’è un fatto che dovrebbe far riflettere i tanti sardi appecoronati e giulivi davanti al dio mattone, da qualsiasi parte provenga.   

Sulla base della direttiva n. 2006/123/CE (la c.d. direttiva Bolkestein), esecutiva in Italia con il decreto legislativo n. 59/2010, è stato profondamente innovato il mercato dei servizi nell’Unione europea.

In buona sostanza, fra le varie disposizioni è stato adottato – seppure in modo molto temperato – il principio del Paese di origine, secondo il quale un prestatore di servizi che si sposta in un altro paese europeo deve rispettare la legge del proprio Paese di origine, qualora abbia sottoscritto il contratto di lavoro (a vario titolo) con un datore di lavoro del proprio Paese, salvi i principi generali di tutela del lavoratore.

E’ il caso, ad esempio, del contratto di somministrazione di lavoro, che porta imprese turistiche (o di altro settore, es. quello ospedaliero) a rifornirsi di manodopera fornita da agenzie specializzate di Paesi con legislazioni che prevedono salari, garanzie previdenziali, ecc. inferiori a quelle italiane. La Romania, ad esempio.

E’ quello che sta accadendo. E’ quello che accadrà sempre di più. Leggi tutto…

Enel e Impregilo unite contro la foresta amazzonica, in Colombia.


Il gruppo Enel s.p.a. (tramite la controllata Endesa s.p.a.) e l’Impregilo s.p.a. stanno realizzando una centrale idroelettrica a El Quimbo, in Colombia.  Ai danni della Riserva Forestale Amazzonica e di migliaia di residenti locali.  Speculatori internazionali, distruttori di habitat preziosi e di comunità locali.

Se volete, potete far sapere al gruppo ENEL s.p.a. che cosa ne pensate scrivendo all’indirizzo di posta elettronica csr@enel.com, inviando per conoscenza a grigsardegna5@gmail.com.  Daremo spazio alle vostre voci.  

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

da www.salvaleforeste.it, 4 aprile 2012

Le foreste dell’Enel. Leggi tutto…

La corsa all’oro nero in Basilicata.


 

Spesso e volentieri le grandi opere, i grandi programmi, portano alle grandi fregature.   La lezione della corsa all’oro neroin Basilicata.  Nel bel mezzo del parco nazionale dell’Appennino Lucano, Val d’Agri e Lagonegrese.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

da Il Fatto Quotidiano, 29 marzo 2012

Il bluff dell’oro nero lucano: non ha portato né lavoro né soldi. E i giovani emigrano. Altro che “Libia di casa nostra” come diceva il governatore Pd De Filippo: le royalties sono troppo basse, alla regione restano le briciole di un grande business che arricchisce multinazionali e Stato italiano. Così la Basilicata resta la più povera d’ItaliaEnrico Fierro Leggi tutto…

Diga di Monte Nieddu – Is Canargius, il Sardistàn alla ribalta nazionale.


Poiana (Buteo buteo)

Grazie a Monia Melis e a Il Fatto Quotidiano l’opinione pubblica nazionale ora conosce le gesta riguardanti quello spreco di denaro pubblico e di patrimonio naturale rappresentato dalla diga di Monte Nieddu – Is Canargius (Sarroch, Capoterra, Pula – CA).

Leggete e diffondete.

Gruppo d’Intervento Giuridico

da Il Fatto Quotidiano

AMBIENTE & VELENI | di Monia Melis | 21 marzo 2012

Cagliari, 80 milioni per “resuscitare” la diga abbandonata. “Uno scempio e uno spreco”.              L’Idv presenta un’interrogazione europea sulla ripresa di un progetto fermo da dieci anni, l’invaso Monte Nieddu-Is Canargius. “Va bloccato, non c’è neppure la valutazione di impatto ambientale”. Leggi tutto…

Quanti cadaveri ci vogliono per la TAV?


copertina del libro "Le scarpe dei suicidi"

Riceviamo, tramite il blogger Cordialdo, la lettera del leader No Tav Alberto Perino a Beppe Grillo e pubblichiamo volentieri.  Scempio finanziario, scempio ambientale, questa Tav quanti morti chiede?

Gruppo d’Intervento Giuridico

“Beppe, abbiamo bisogno del tuo aiuto e dell’aiuto del Blog per Tobia Imperato, arrestato il 26 gennaio. Dal 13 febbraio Tobia è agli arresti domiciliari in isolamento assoluto con un’accusa ridicola: ha afferrato “per un braccio un operatore di polizia allo scopo di ostacolarne l’avanzata” nel corso dello sgombero del presidio della Maddalena il 27 giugno 2011.    Il contatto in questione avviene su un ripido pendio a fianco dell’autostrada ed è preceduto da un intervento piuttosto rude di alcuni poliziotti che hanno appena buttato per terra un manifestante con le mani alzate. Il contatto dura solo un paio di secondi, senza che si possa apprezzare alcun intento violento da parte di Tobia. Tobia ha sostenuto, con dichiarazione spontanea resa in interrogatorio, di essersi aggrappato al poliziotto perché stava scivolando all’indietro. In effetti, dal filmato si vede che, immediatamente dopo aver appoggiato la mano sul poliziotto, egli cade all’indietro e scivola giù per la scarpata. Leggi tutto…

L’Unione europea si occuperà dell’ignobile diga di Monte Nieddu – Is Canargius.


Ci sono delle opere pubbliche inutili, distruttive dell’ambiente, occasione di spreco di denaro pubblico che con ottusa testardaggine vengono perseguite contro ogni evidenza e a ogni costo, tanto pagano i cittadini e la natura.

Così la diga di Monte Nieddu – Is Canargius, nel Sulcis, già teatro negli ultimi anni di uno degli scempi ambientali e finanziari più scandalosi d’Italia, con centinaia di milioni di euro già letteralmente sprecati fra lavori non conclusi (sono stati realizzati al 19,46%), contenziosi con le imprese esecutrici (oltre 60 milioni di risarcimento danni richiesto), mancanza di reti di distribuzione.

Il 12 marzo 2012 l’eurodeputato ecologista Andrea Zanoni (I.d.V.) ha presentato in proposito una durissima interrogazione parlamentare: infatti, come avevamo preannunciato, il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale ha bandito una nuova gara d’appalto (56,6 milioni di euro a base d’asta) per la realizzazione delle opere priva di preventivi e vincolanti procedimenti di valutazione d’impatto ambientale cumulativa con le reti di distribuzione idrica (nemmeno progettate e finanziate), di valutazione ambientale strategica, di valutazione di incidenza. Leggi tutto…

La ”consultazione pubblica” preventiva sulle “grandi opere” proposte.


Sarroch-Villa S. Pietro, Monte Nieddu, il cantiere della diga

Non c’è dubbio che il Governo Monti presenti luci e ombre, dovute anche alla pesantissima crisi economico-sociale lasciata dal precedente Governo Berlusconi. Una delle luci, però, potrebbe esser costituita da un provvedimento legislativo in corso di elaborazione sulla consultazione pubblica preventiva in materia di grandi opere proposte.  Una forma di democrazia partecipativa che punta al coinvolgimento delle popolazioni interessate, di comitati e associazion ecologiste, per diminuire le conflittualità, migliorare le progettazioni, evitare opere inutili, dispendiose e devastanti.  Il modello è il francese debàt public. Leggi tutto…

Ripascimento story: passato, presente e futuro del “ripascimento” del Poetto (Cagliari).


Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri. Del “ripascimento” della spiaggia del Poetto si è parlato molto, si è fatto qualcosa sul relativo disastro: a dieci anni di distanza si possono tirare le somme, soprattutto per evitare di compiere gli stessi errori.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

Le Edizioni Della Torre sono liete di invitare la S.V.

alla presentazione del volume

Gli 80 passi

che hanno cambiato il Poetto

di Maria Francesca Chiappe e Lello Caravano Leggi tutto…

No alla TAV, ecco perché.


Il progetto “alta velocità” ferroviaria Torino – Lione, la TAV, è una delle peggiori grandi opere nazionali. Inutile, devastante per l’ambiente e soprattutto per le casse pubbliche. Buona per far correre su rotaie a 300 km. orari i barattoli di pomodori e far fare i soliti affari.

Clamorosi autogol come quelli accaduti nei giorni scorsi non possono e non devono far dimenticare i pesantissimi motivi per cui quest’ennesima ciofeca tecnico-amministrativa non dev’essere fatta così com’è, dal Piemonte alla Toscana.   Ne riportiamo alcuni.

Gruppo d’Intervento Giuridico

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L’idiota che aiuta la T.A.V.


Fa il giro d’Italia il video del manifestante no-TAV che insulta il carabiniere impassibile.

Incredibile e straordinario autogol, che favorisce il progetto “alta velocità” ferroviaria Torino – Lione, una delle peggiori grandi opere nazionali, inutile, devastante per l’ambiente e soprattutto per le casse pubbliche. Buona per far correre su rotaie a 300 km. orari i barattoli di pomodori.

Ha proprio aperto la bocca per dare aria ai denti, complimenti.

Gruppo d’Intervento Giuridico

La storia di un’importante opera pubblica cagliaritana: il recupero del Colle e del Castello di San Michele.


Cagliari, Colle e Castello di S. Michele

 

anche su Il Manifesto Sardo (“La storia di un’opera pubblica “), n. 117, 1 marzo 2012

 

Ci sono delle vicende che possono costituire l’apertura di una vera e propria “finestra” su come vengano gestiti interessi e poteri pubblici, iniziative imprenditoriali e relazioni fra pubblico e privato.

Un caso di rilievo per Cagliari e la Sardegna – anche perché approfonditamente esaminato dalla magistratura di controllo – è quello del restauro e del recupero conservativo del Colle e del Castello di San Michele, opera di grande rilievo perché ha permesso la realizzazione di un grande parco pubblico e il recupero di un Castello di grande valore storico-culturale, da adibire a sede di mostre e manifestazioni aperte al pubblico.

L’intero sviluppo dell’importante opera pubblica è stato oggetto di ripetute indagini di controllo sulla gestione (art. 3 della legge n. 20/1994 e s.m.i.) da parte della Sezione di controllo della Corte dei conti per la Sardegna (vds. deliberazioni n. 10/2005 del 24 maggio 2005, n. 216/1999 del 22 aprile 1999, n. 185/1997 del 10 dicembre 1997).

E la realtà emersa ha delineato il tipico quadro di una “grande opera” di quegli anni in questa nostra Sardegna. Leggi tutto…