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I nuovi lavoratori stagionali in Sardegna. Dalla Romania.


Sardegna, scritta murale

 

 

C’è un fatto che dovrebbe far riflettere i tanti sardi appecoronati e giulivi davanti al dio mattone, da qualsiasi parte provenga.   

Sulla base della direttiva n. 2006/123/CE (la c.d. direttiva Bolkestein), esecutiva in Italia con il decreto legislativo n. 59/2010, è stato profondamente innovato il mercato dei servizi nell’Unione europea.

In buona sostanza, fra le varie disposizioni è stato adottato – seppure in modo molto temperato – il principio del Paese di origine, secondo il quale un prestatore di servizi che si sposta in un altro paese europeo deve rispettare la legge del proprio Paese di origine, qualora abbia sottoscritto il contratto di lavoro (a vario titolo) con un datore di lavoro del proprio Paese, salvi i principi generali di tutela del lavoratore.

E’ il caso, ad esempio, del contratto di somministrazione di lavoro, che porta imprese turistiche (o di altro settore, es. quello ospedaliero) a rifornirsi di manodopera fornita da agenzie specializzate di Paesi con legislazioni che prevedono salari, garanzie previdenziali, ecc. inferiori a quelle italiane. La Romania, ad esempio.

E’ quello che sta accadendo. E’ quello che accadrà sempre di più.

E’ un meccanismo di abbattimento dei costi del lavoro che applicano sempre più le medie-grandi imprese del turismo.    Anche in Sardegna.    Lo farà la Valtur, quest’estate.          Ma, nel recente passato, avrebbe dovuto esser di lezione quanto accaduto nel cantiere della diga di Monte Nieddu – Is Canargius (Sarroch, Pula, Villa S. Pietro): l’A.T.I. Dragados y Fomento, vincitrice della gara d’appalto europea per la realizzazione delle opere, portò numerosi lavoratori dalla Spagna.    Ai sardi solo qualche posto di lavoro come guardiano e per il movimento terra.

Sarroch-Villa S. Pietro, Monte Nieddu, il cantiere della diga

Sindaci, politici regionali e locali, sindacalisti sono tutti avvisati: genuflettervi davanti al benefattore di turno che vuol “valorizzare” con il solito cemento le nostre coste non porterà alcun sicuro posto di lavoro duraturo, nemmeno di lavapiatti.  Il benefattore di turno potrebbe ritenere più conveniente rivolgersi a rumeni o bulgari. Il mondo non gira secondo quanto raccontate voi.  

Cari sardi occupati e non occupati, apriamo gli occhi e la mente.

Gruppo d’Intervento Giuridico

  

Arbus, dune di Piscinas-Scivu

 

 

 

 

da La Nuova Sardegna on line, 21 aprile 2012

Dalla Romania lavoratori a prezzi stracciati. Annicchiarico, responsabile della Direzione del lavoro: «Imprenditori attenti, agli stranieri si applicano i contratti italiani. La normativa di riferimento è uguale per tutti i dipendenti».   Pier Giorgio Pinna (http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/04/21/news/dalla-romania-lavoratori-a-prezzi-stracciati-1.4398312)

SASSARI. Dipendenti stranieri nei villaggi turistici sardi? «Può darsi che arrivino già quest’estate, ma la vigilanza sui loro salari e sulla sicurezza dovrà in ogni caso venire garantita». Lo ha ricordato, ieri mattina, il responsabile della Direzione del lavoro per le province di Sassari e Olbia-Tempio. «Le leggi di riferimento in questo caso sono le nostre, non dei Paesi di provenienza, e prevedono un trattamento equivalente per tutti: italiani, comunitari ed extracomunitari – ha tenuto a puntualizzare Eugenio Annicchiarico nel convegno promosso dall’Inps – Se non fosse così, ci sarebbe un rischio molto grave: consentire che nasca un nuovo mercato degli schiavi».  Parole forti. Che a Sassari non sono passate sotto silenzio. E come poteva essere altrimenti dato che la mattinata era dedicata ai temi della previdenza, della solidarietà, del sommerso e alle analisi della rete di abusi e violazioni che nel campo dei diritti sociali tocca gran parte dell’isola? Questioni scottanti. Soprattutto dopo la polemica nata alla Maddalena e lungo le coste orientali che da Golfo Aranci arrivano sino all’Ogliastra per l’ipotesi di un ricorso a romeni da impiegare nell’industria delle vacanze. Fenomeno che sinora in Sardegna ha registrato tassi d’incidenza senza adeguati controlli nell’edilizia e nell’allevamento. E che adesso minaccia di estendersi sempre più, in una deregulation senza freni. L’ha dimostrato lo stesso direttore della Dtl con la sua pubblica denuncia, leggendo in sala un “pacchetto-offerta” circolato tra imprenditori e presentato da una società di Bucarest per la «somministrazione di lavoro» (o affitto di manodopera): sotto traccia, ma neppure troppo, si ventilano prezzi stracciati per il costo del lavoro e aperti contrasti con le norme che in Italia danno a ogni dipendente precise garanzie.  Insomma, l’altra faccia del problema è questa: sbagliano, e fanno male i conti, quei grandi gruppi e quei singoli titolari di aziende che sperano di risparmiare sugli stipendi del personale, di poter sorvolare su qualche aspetto delle disposizioni che disciplinano straordinari e sicurezza, o magari di cambiare le regole in corsa. «Perché le uniche leggi dello Stato d’origine dei lavoratori da tenere presenti in Italia sono quelle che riguardano la previdenza», ha rammentato Annicchiarico. Nel caso dei romeni, gli imprenditori che assumono attraverso società interinali di quel Paese dovranno fare riferimento alle normative di Bucarest.  Ma in tutti gli altri casi vanno applicati contratti, disposizioni e strumenti ordinari italiani. Non c’è “sconto” o manodopera low cost che tenga. A meno di trasgredire all’articolo del codice penale che per queste situazioni prevede condanne da 5 a 8 anni di reclusione.

Alghero, Capo Caccia

 

 

 

 

da La Nuova Sardegna on line, 6 aprile 2012

Valtur, 300 assunzioni ma saranno tutti romeni.

Addio camerieri e operai sardi nei villaggi di Golfo Aranci e Santo Stefano: affidato a una società di Bucarest il reclutamento del personale stagionale. Alessandro Pirina (http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2012/04/06/news/valtur-300-assunzioni-ma-saranno-tutti-romeni-1.3782195)

OLBIA. Il cameriere sardo era una figura onnipresente nei film vacanzieri anni ’80 dei Vanzina e Jerry Calà. Che la zona fosse la Versilia o la Puglia non mancavano mai un Gavino o un Efisio in giacca nera e camicia bianca, che finivano spesso bistrattati dal “cumenda“ lombardo o dal borgataro romano arricchito. Oggi la figura del cameriere sardo è a rischio di estinzione. Non al cinema, ma nella realtà. Da questa estate nei tre villaggi Valtur del nord dell’isola si parlerà solo ed esclusivamente romeno. Per chi negli anni ha fatto la stagione a Golfo Aranci al Colonna Beach, nell’isola di Santo Stefano o al Baia di Conte di Alghero le porte dei villaggi potrebbero restare chiuse: 300 sono le persone che rischiano di rimanere a spasso. Lancia l’allarme è il segretario regionale Fisascat Cisl, l’olbiese Marco Demurtas. «La Valtur è una società sotto commissariamento _ spiega il dirigente sindacale _. Nelle scorse settimane il commissario ha dato l’ok per l’apertura estiva. Fin qui tutto bene, ma il reclutamento del personale è stato affidato a una società romena, che assume secondo le norme esistenti in Romania». Insomma, a Golfo Aranci, La Maddalena e Alghero la legge di Bucarest potrebbe avere la meglio su quella di Roma. A prima vista sembrerebbe un’assurdità giuridica, ma così non è. Tutto, infatti, ha origine nella direttiva Bolkestein, dal nome di un liberista olandese, commissario europeo ai tempi di Prodi presidente, che sancisce la libera circolazione dei servizi in ambito europeo. La direttiva, recepita un anno fa dall’Italia, adotta il principio del paese di origine: l’imprenditore che si sposta in un diverso paese europeo deve rispettare la legge del suo stato. «Inevitabilmente la società assumerà lavoratori romeni _ spiega Demurtas _. In Romania i salari sono più bassi e di conseguenza si preferirà procedere all’assunzione di loro concittadini. Due anni fa avevamo scongiurato il pericolo, mentre nella passata stagione i romeni erano già numerosi. Quest’anno, però, il rischio è che dei vecchi stagionali non ne resti neanche uno. Questo è uno svuotamento inaccettabile e la politica non può fare finta di niente. In una terra come la nostra, già alle prese con una disoccupazione che non ha precedenti, non si può assistere in silenzio a questo scenario. Nulla contro i romeni, loro vengono a lavorare per la pagnotta, ma dividere la pagnotta dove non c’è mi sembra una cosa inammissibile. I sindaci di Golfo Aranci e La Maddalena devono difendere i loro cittadini, magari chiedendo anche un confronto col commissario della Valtur per illustrare la situazione nell’isola. Non è solo un problema sindacale, ma è una questione sociale _ conclude Demurtas, affiancato in questa battaglia dalla dirigente Fisascat Eleonora Careddu _. Se dovesse passare il principio della direttiva dovremmo riconsiderare quali benefici portano strutture come la Valtur all’economia dell’isola. Sfruttano il nostro territorio senza lasciare nulla». I 3 villaggi Valtur isolani apriranno i battenti il 4 giugno per chiudere a metà settembre. Appena 3 mesi di stagione che, però, per 300 lavoratori ne valgono 12.

dune

(foto da mailing list sociale,  S.D., archivio GrIG)

  1. aprile 22, 2012 alle 10:45 am

    senza tanti giri di parole.

    da La Nuova Sardegna, 21 aprile 2012
    Lettera shock dalla Romania alle imprese: personale offerto a prezzi stracciati.

    Che cosa si sostiene con esattezza nella lettera “made in Romania”? «La proposta è stata presentata a diverse aziende, anche nel settore turistico sardo _ ha rivelato il direttore dell’Ufficio del lavoro di Sassari, senza pubblicizzare date e nomi precisi _. La società di somministrazione sostiene di essere italiana ma con sede in Romania e di detenere una banca-dati con 129mila curricula: la selezione avviene con l’ausilio di esperti psicologi». Il personale, è qui evidenziato, «è molto motivato e non ha paura se deve fare qualche ora in più al giorno, anzi». «Voi non vi dovete preoccupare di assumere , sottolinea l’agenzia ai responsabili delle risorse umane, né delle tredicesime o delle quattordicesime: affitterete solo il personale, per il periodo che vi servirà, senza anticipi – ha letto ancora Annicchiarico –. Dovete solo sottoscrivere un contratto con noi, attraverso una formula che ci consente di essere competitive per la spesa da affrontare». Segue un listino prezzi definito da Annicchiarico «adatto a un moderno mercato degli schiavi. Nel quale – è la conclusione del dirigente – si arriva a precisare che è tutto compreso: tassazione, contributi e così via. Ma, secondo le direttive nazionali ed europee, le condizioni e i trattamenti retributivi sono quelli stabiliti dai contratti nazionali del luogo dove si svolge la prestazione. Cioè, in questo caso, l’Italia. E allora? Allora dobbiamo mantenere alta l’attenzione contro queste nuove forme di lavoro nero.

  2. icittadiniprimaditutto
    aprile 22, 2012 alle 6:20 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. giovanna campus
    aprile 28, 2012 alle 6:15 pm

    i dipendenti valtur, devono impadronirsi del vill, non fare entrare i rumeni. riguardo ai politici, dove sono?la ditta ke assume i RUMENI e’ ITALIANA, MA ANNO FATTO IN MODO E’ maniera ke figuri la ditta rumena, ma e’ TUTTA UNA TRUFFA AI DANNI DEI DIPENDENTI STAGIONALI.CI VUOLE UNA BUONA RIVOLTA, FATTA BENE CON L’ AIUTO DEI POLITICI ke a quanto pare a mio avviso sembrano ke abbiano la malattia del sonno.

  4. ilaria
    agosto 24, 2012 alle 2:41 pm

    quello che sta accadendo in sardegna , accade anche in altri settori dipendenti romeni a costi bassissimi, le buste paghe sono solo delle facciate , noi lavoratori italiani costiamo troppo tanti anni di sacrifici e ti chiudono la porta in faccia come se non fossi nulla.E’ una vergogna, nella costituzione italiana c’é la parola dignità ma ci state togliendo anche questa cosa ci rimane,ecosa resterà ai nostri figli.

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