Portoscuso, periferia di Taranto.


 

anche su Il Manifesto Sardo,(“Portoscuso, periferia di Taranto“) n. 128, 1 settembre 2012

 

La vicenda giudiziaria relativa all’acciaieria ILVA di Taranto ha innescato uno scontro sociale e fra poteri dello Stato così duro e trasversale come raramente s’è verificato in Italia.

In molti – in troppi – cercano di contrapporre le esigenze e i diritti fondamentali della tutela dell’ambiente e della salute pubblica (artt. 9 e 32 cost.) alle esigenze del lavoro e della libertà d’impresa (artt. 1, 35, 41cost.), i poteri della magistratura (artt. 101 e ss. cost.) alle competenze della pubblica amministrazione (artt. 97 e ss. cost.).                          In realtà, finora non s’è vista alcuna reale contrapposizione.

C’è una magistratura che è intervenuta in assenza di adeguate ed efficaci iniziative da parte dell’Azienda e delle amministrazioni pubbliche competenti.

Il recente provvedimento da parte del Tribunale del riesame di Taranto è – nella freddezza dei termini giuridici – veramente drammatico.   Qui il testo integrale: Tribunale di Taranto, sez. feriale, in sede di riesame, 20 agosto 2012, n. 98/12 (ord.)

Un vero e proprio disastro ambientale: nei 13 anni esaminati (1998-2010), secondo le stime peritali, nei due quartieri tarantini di Tamburi e Borgo sono stati causati dall’inquinamento dell’ILVA ben 386 decessi totali, in gran parte per cause cardiache (30 all’anno), 237 casi di tumore maligno (18 all’anno), 247 eventi coronarici (19 all’anno) e 937 casi di malattie respiratorie (74 all’anno), in gran parte della popolazione infantile (638 casi totali, 49 all’anno). A Taranto, sempre secondo i periti, la mortalità, per patologie tumorali e del sistema cardiocircolatorio, per malattie ischemiche e dell’apparato respiratorio, è “più alta rispetto alla Puglia”, mentre per la mortalità infantile si registra “un eccesso, soprattutto con riferimento alle malattie respiratorie acute al di sotto dell’anno di età, oltre che a quelle tumorali”.

Taranto, impianti siderurgici ILVA s.p.a.

Pesanti le conseguenze per la salute dei lavoratori del siderurgico che nello stesso periodo hanno accusato malattie respiratorie e tumorali non da asbesto: “tale evidenza può essere collegata all’esposizione dei lavoratori Ilva a cancerogeni ambientali diversi dall’asbesto, in particolare Ipa (idrocarburi policiclici aromatici, n.d.r.) e benzene”.

Le conclusioni peritali sono lapidarie: l’Ilva ha provocato “malattia e morte”.

A questo punto la magistratura, secondo le anime belle come l’ambientalista voltagabbana Chicco Testa, avrebbe dovuto lavarsene le mani.  Invece ha fatto bene il suo lavoro.

Se Taranto, i tarantini e l’acciaieria avranno un futuro, lo dovranno proprio alla magistratura, piaccia o no.

Non può esistere autentico disinquinamento e salute senza giustizia.

Quanto accade a Portoscuso (ma potremmo dire anche a Trieste, con la Ferriera di San Servolo, e in tanti altri posti di questo disgraziato Bel Paese) non è molto diverso, ma – se possibile – la situazione è ancora più grave.

Trieste, la “ferriera” di Servola dal mare

“…si ritiene necessario informare la popolazione di Portoscuso di fare in modo di differenziare la provenienza dei prodotti ortofrutticoli da consumare per la fascia di età dei bambini da 0 a 3 anni. Occorre perciò fare in modo che in questa fascia di età non siano consumati esclusivamente prodotti ortofrutticoli provenienti dai terreni ubicati nel Comune di Portoscuso. Così aveva parlato l’Azienda sanitaria locale n. 7 di Carbonia, dopo aver acquisito i dati di una recente relazione dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero dell’ambiente.

In parole povere, gli alimenti prodotti nella zona di Portoscuso hanno tassi più o meno elevati di inquinamento, ma non si può dire ufficialmente.

In base al regolamento CE n. 466/2001 sono prescritti limiti di tollerabilità degli inquinanti e precisi monitoraggi degli alimentiin varie occasioni le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico ne hanno richiesto lo svolgimento alle amministrazioni pubbliche competenti, sempre con risposte tranquillizzanti.

Eppure la situazione dovrebbe esser ben diversa.

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Il piano di disinquinamento per il risanamento del territorio del Sulcis – Iglesiente (D.P.C.M. 23 aprile 1993), sulla base della dichiarazione di zona ad alto rischio ambientale (D.P.C.M. 30 novembre 1990, legge regionale n. 7/2002), ed il successivo accordo di programma attuativo (D.P.G.R. 3 maggio 1994, n. 144) hanno in gran parte beneficiato economicamente le medesime industrie responsabili dello stato di inquinamento dell’area.

Qui, infatti, le industrie primarie sono diverse, a differenza di Taranto, come diversi sono i “carichi inquinanti” che vanno a creare quel “mix” che appesta il territorio.

L’obiettivo era quello del disinquinamento e del risanamento ambientale. Obiettivo, a quanto pare, miseramente fallito, tant’è che risultano tuttora molto negative le caratteristiche qualitative del fondo naturale delle acque e dei suoli, come accertato (2009) dall’A.R.P.A.S. e come indica il Rapporto preliminare sulla salute pubblica nelle aree industriali, minerarie, militari della Regione autonoma della Sardegna (2005).

Di fatto, è sempre peggiore la situazione ambientale e sanitaria di Portoscuso.

In un ambiente ormai fortemente degradato e contaminato, tanto da vantare record poco lusinghieri, anche nel campo del deficit cognitivo infantile e della piomboemia.    Si va dai fumi di acciaieria, che vedono il centro suscitano diventarne la pattumiera d’Europa, al bacino dei fanghi rossi e al relativo inquinamento, dagli sversamenti in mare di inquinanti alle discariche illecite di rifiuti tossico-nocivi, alle nubi di fluoro, ai traffici illeciti di rifiuti industriali.

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

E le preoccupazioni per la qualità dell’ambiente e della salute pubblica, giustamente, si estendono ai Comuni vicini, come Carloforte.

L’unico sprazzo di giustizia, finora, giunge soltanto dal Tribunale di Cagliari, dove un gravissimo caso di traffico illecito di rifiuti industriali è giunto alle prime condanne e a dibattimento penale.

Un po’ troppo poco.

Ma a Portoscuso si giunge alla beffa, plateale e prolungata.

L’Alcoa s.p.a., multinazionale del ciclo dell’alluminio, ha deciso la chiusura dell’impianto[1] alla data del 3 settembre 2012.  Mille lavoratori (450 diretti, 550 dell’indotto) sulla strada, migliaia di persone con maggiori difficoltà economiche in quel Sulcis sempre più a fondo.  In realtà la decisione è di qualche anno fa, ribadita a inizio 2012 insieme alla chiusura degli stabilimenti spagnoli, quando la multinazionale ha puntato sui nuovi poli produttivi dell’Islanda e del Baharain, attratta dal ridotto costo dell’energia[2].

E ora i lavoratori Alcoa bloccano aeroporti, si tuffano in mare nei porti e quant’altro viene in mente per richiamare l’attenzione sul dramma che vivono.

Carbonia, miniera di Serbariu (anni ’50)

Per non parlare dei lavoratori della Carbosulcis s.p.a., l’azienda di proprietà regionale che gestisce l’unica miniera di carbone ancora in attività[3], quella di Monte Sinni.  L’unica speranza è riposta in un progetto (Carbon Capture Storage – C.C.S.) ancora sperimentale e non esente da rischi che comporti l’utilizzo del carbone nella centrale Enel di Portoscuso, con il “sequestro” e lo stoccaggio dell’anidride carbonica (CO2) nelle gallerie minerarie.  Complessivamente 1,5 miliardi di euro di investimenti, un bando di gara internazionale per reperire il soggetto che, a fronte di 200 milioni di euro di contributi pubblici, investa 400 milioni di euro propri: la Commissione europea ha finora giudicato negativamente il progetto[4] e non c’è nessuno che si è dimostrato interessato.    Per non parlare dei rischi di natura ambientale che nessuno finora è in grado di prevedere.

E allora i lavoratori della Carbosulcis sono a turno in un pozzo a 373 metri di profondita, con 690 chili di esplosivo, qualcuno si taglia le vene.     Rimarranno a oltranza.

A oltranza è anche l’insipienza della classe politica regionale, dispensatrice prima di posti di lavoro clientelari e poi di promesse a vanvera quanto desiderosa di pubblicità sulla pelle dei minatori.

Eccezionale il tempismo con cui il Presidente della Regione Ugo Cappellacci ha nominato quale amministratore unico della Carbosulcis un carneade fortunatamente dimissionato in breve, per non parlare del deputato sulcitano Mauro Pili, sempre pronto a iniziative “clamorose”, di lotta e di governo, ma dimentico delle sue responsabilità di governo regionale e di sostegno al governo nazionale.  Per il resto, molta  fuffa ma poco o nulla di concreto.

E sulcitani sono – oltre a Cappellacci e Pili (P.d.L.) – anche Giorgio Oppi (padre-padrone dell’U.D.C. isolana), Antonello Mereu (deputato U.D.C.), Antonello Cabras (senatore P.D.), Tore Cherchi (presidente della Provincia, già deputato P.D.), Francesco Sanna (senatore P.D.), Claudia Lombardo (presidente del Consiglio regionale, P.d.L.) e centinaia di altri deputati e senatori, consiglieri regionali e provinciali, sindaci e consiglieri comunali.  Un sistema di potere ramificatissimo.  Basta e avanza.

Vogliamo voltare pagina una buona volta?

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico

 
 
 
 


[1]  L’industria, già Alumix s.p.a., è stata acquisita dalle Partecipazioni statali (1996) con svariate agevolazioni tariffarie (delibera CIP 13/1992) fino al 2005, poi prorogate in varie forme dichiarate illegittime dalla Commissione europea (decisioni 29 novembre 2011 C 38/A/2004 e C36/B/2006).

[2] L’industria dell’alluminio primario, per sua natura, è un’industria energivora. È il costo dell’energia elettrica che incide per oltre il 30% sui costi operativi: la disponibilità energetica a prezzi sostenibili è elemento chiave per la localizzazione dei nuovi impianti di produzione primaria (i cosiddetti smelters) e il principale fattore di sopravvivenza economica degli impianti esistenti.  Le motivazioni della chiusura degli impianti sardi sono legati ai costi, i più alti in Europa (2870 dollari a tonnellata, con una perdita di 56 milioni di dollari negli ultimi anni), e nel costo dell’energia, superiore del 22% ai restanti Paesi. Tale costo è pari a 36 euro/megawattora, contro 30 euro/megawattora della media europea: scaduto il periodo transitorio concordato con l’Unione europea (31 dicembre 2012), il prezzo al megawattora risalirà, praticamente raddoppiando rispetto ai 36 euro/megawattora di oggi.

[3] La Carbosulcis s.p.a., società in house regionale dal 1996 (acquistata dal Gruppo Eni s.p.a.), ha chiuso il bilancio 2011 con una perdita di 25 milioni di euro. Dal 1996 a oggi si stimano in 600 milioni di euro i finanziamenti regionali per tenerla in vita. Già dagli anni ’70 del secolo scorso l’estrazione del carbone era in perdita. Dal 1982 al 1988 smise di produrre. Nel 1985, con la legge mineraria, ricevette un finanziamento di 505 miliardi di lire per la ripresa della produzione, riavviata, però, solo dopo le occupazioni dei minatori (1993, 1994-1995), ma sempre senza alcuna reale prospettiva di crescita economica, come testimoniato anche dal piano operativo Carbosulcis 2012 con la vendita di solo 182.994 tonnellate di carbone in tre anni e mezzo (2009-maggio 2012) su 496.059 tonnellate estratte. I ricavi previsti sono pari a euro 8.008.896 per la vendita di carbone e a euro 12.002.480 per stoccaggio rifiuti.   Più una discarica che una miniera. 

[4]  A fine luglio 2012 la Direzione generale Concorrenza della Commissione europea ha nuovamente contestato all’Italia diversi e “pesanti” punti: vaghezza del progetto, mancata chiarezza sulle forme di finanziamento, violazione del principio della libertà di concorrenza nella bozza di bando internazionale a causa dell’obbligo di acquisto del carbone locale, carenza di efficienza energetica e di riduzione dei consumi, sostegno pubblico non motivato.

(tabella da La Nuova Sardegna, foto da Sardegna Digital Library, da mailing list ambientalista, S.D., archivio GrIG)

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  1. Nikki
    settembre 1, 2012 alle 8:49 am

    è allucinante tutto questo, noi paghiamo, le industrie inquinano anche quando sono pubbliche, ci fanno prendere cancro e altre malattie e poi ci licenziano!! e noi??

  2. settembre 1, 2012 alle 10:04 am

    su Il Manifesto Sardo, n. 128, 1 settembre 2012
    Sulcis, lotta esplosiva. (Marco Ligas): http://www.manifestosardo.org/?p=14962

    inoltra vari link ad articoli comparsi su Il Manifesto, fra cui “Sulcis, lotta esplosiva” (Marco Ligas, 28 agosto 2012): http://www.manifestosardo.org/wp-content/uploads/2012/08/28-08-2012-1.pdf

  3. settembre 1, 2012 alle 10:22 am

    A.N.S.A., 1 settembre 2012
    Sulcis, verso stop occupazione.
    Sarà rivisto il progetto carbone pulito “per aggiornarlo e renderlo compatibile con le migliori tecnologie ed economicamente sostenibile”: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/08/26/Operai-occupano-miniera-Carbosulcis-400-metri-_7382538.html

    Alcoa, stop da lunedì. Azienda rifiuta proroga.
    L’azienda interessata si è riservata di fornire le proprie valutazioni entro una settimana: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/08/31/Alcoa-assedio-ministero-Sviene-operaio_7403602.html

    Sulcis: Clini perplesso su cattura Co2.
    Sarà rivisto il progetto carbone pulito “per aggiornarlo e renderlo compatibile con le migliori tecnologie ed economicamente sostenibile”: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/08/26/Operai-occupano-miniera-Carbosulcis-400-metri-_7382538.html

    A.G.I., 1 settembre 2012
    Sulcis: Clini, lavoro va difeso ma se c’e’ una prospettiva: http://www.agi.it/ultime/notizie/201209011942-eco-rom0083-sulcis_clini_lavoro_va_difeso_ma_se_c_e_una_prospettiva

    da CagliariPad, 1 settembre 2012
    La Sardegna torna da Roma con una batosta e mezza: da lunedì Alcoa ferma gli impianti. (Francesca Zoccheddu): http://www.cagliaripad.it/it/news/agosto/31/alcoa/

    da L’Unione Sarda on line, 1 settembre 2012
    Alcoa, nuvole cupe sull’impianto di Portovesme. Operai in assemblea dopo l’annuncio dello stop: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/286672

    Carbosulcis, Governo tenta il salvataggio. Cappellacci incontra minatori nella notte: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/286674

    da La Nuova Sardegna on line, 1 settembre 2012
    Alcoa, azienda rifiuta proroga: da lunedì si avvia la chiusura.
    I vertici dell’azienda Usa hanno rifiutato la richiesta avanzata dalla Regione dopo il vertice di oggi a Roma e l’interessamento della Glencore: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/08/31/news/alcoa-azienda-rifiuta-proroga-da-lunedi-si-avvia-la-chiusura-1.5619999

    Alcoa: «Avviate già oggi le procedure di fermo dell’azienda».
    Il processo di fermata sarà completato entro poche settimane Gli operai convocati in assemblea per decidere cosa fare: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/09/01/news/alcoa-avviate-gia-oggi-le-procedure-di-fermo-dell-azienda-1.5624791

    Carbosulcis, Passera: «La miniera non chiuderà il 31 dicembre».
    Il progetto sarà aggiornato con le migliori tecnologie e sarà reso economicamente sostenibile: http://lanuovasardegna.gelocal.it/carbonia/cronaca/2012/08/31/news/carbosulcis-passera-la-miniera-non-chiudera-il-31-dicembre-1.5619743

  4. icittadiniprimaditutto
    settembre 1, 2012 alle 10:36 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  5. settembre 1, 2012 alle 3:47 pm

    Il paragone con Taranto e’ simile nella drammaticita’ degli eventi scaturiti dall’inquinamento per aver contaminato cibi,acque e catena alimentare in generale deteriorandoli..
    Ma credo che Taranto abbia dalla sua un record:avere una industria che ha inglobato una citta’ intera,visto che l’Ilva e’ due volte e mezzo Taranto stessa.Il ricatto occupazionale e’ alto e evidente e l’intreccio tra Riva e politica,chiesa e stampa sara’ l’ultimo capitolo che ci riservera’ delle sorprese.Comunque questo articolo e’ molto utile e bello,complimenti e ciao.

    • settembre 1, 2012 alle 3:55 pm

      grazie, ho cercato di rendere una realtà complessa e anche sfuggente (Portoscuso), piena di ambiguità, di incapacità, di veleno e di grandi fortune.

      Stefano Deliperi

      • settembre 1, 2012 alle 3:59 pm

        si Stefano e’ il destino delle piccole e grandi citta’ industriali:perdere i loro tesori naturali per esigenze di produzione e profitti.ciao e buona domenica.

  6. settembre 2, 2012 alle 5:45 pm

    da leggere.

    da La Nuova Sardegna on line, 2 settembre 2012
    Carbosulcis, si aspetta un nuovo piano per la miniera.
    Oggi i minatori decideranno se continuare l’occupazione dei pozzi. Il direttore Porcu: secondo progetto pronto a novembre: http://lanuovasardegna.gelocal.it/carbonia/cronaca/2012/09/02/news/carbosulcis-si-aspetta-un-nuovo-piano-per-la-miniera-nbsp-1.5629717

    da Fuori dalla scatola, idee di sviluppo per la Sardegna, 30 agosto 2012
    Sulcis, sto dalla parte dei minatori. Ma c’è un altro futuro possibile? Ecco chi ci ha provato. Riuscendoci. (Andrea Zironi): http://www.fuoridallascatola.it/2012/08/30/sulcis-sto-dalla-parte-dei-minatori-ma-ce-un-altro-futuro-possibile-ecco-chi-ci-ha-provato-riuscendoci/

  7. settembre 3, 2012 alle 2:43 pm

    A.N.S.A., 3 settembre 2012
    Sulcis: stop occupazione miniera Nuraxi Figus.
    Sospesa occupazione dei pozzi di Nuraxi Figus, per una settimana hanno vissuto a -373 metri: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/08/26/Operai-occupano-miniera-Carbosulcis-400-metri-_7382538.html

    Alcoa: rinviato al 10/9 incontro al Mise. Piu’ tempo per le trattative con la Glencore: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/09/03/Alcoa-rinviato-10-9-incontro-Mise_7418343.html

    da L’Unione Sarda, 3 settembre 2012
    L’esperto. Mura, consulente per il piano energetico: le tecnologie non abbassano i costi.
    «Senza aiuti, carbone antieconomico»: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_370_20120903080759.pdf

    Il piano Css. Il ministro dell’Ambiente ha messo in dubbio la fattibilità del progetto.
    Carbosulcis, scontro Pili-Clini. Il deputato del Pdl: «Fu il governo a dare il via libera»: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_370_20120903080715.pdf

    da La Nuova Sardegna, 3 settembre 2012
    UN MODELLO DI SVILUPPO SENZA RINUNCE. (sen. Francesco Sanna): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120903080703.pdf

    Alcoa, l’azienda conferma la fermata degli impianti.
    Si è chiuso l’incontro in Confindustria tra i vertici della multinazionale americana dell’alluminio e i sindacati. Alla manifestazione di Roma previsto un migliaio di persone: http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2012/09/03/news/alcoa-l-azienda-conferma-la-fermata-degli-impianti-1.5635636

  8. settembre 4, 2012 alle 2:55 pm

    da L’Unione Sarda on line, 4 settembre 2012
    Alcoa, rinviato l’incontro al ministero. “Glencore non dà risposte da marzo”. Secondo fonti vicine al Mise il rinvio al 10 settembre servirebbe a far guadagnare tempo per le trattative con Glencore, la multinazionale svizzera interessata all’acquisto dello stabilimento di Portovesme. Ma a smentire è la stessa Alcoa attraverso il responsabile degli affari europei della multinazionale Usa, Alessandro Profili: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/286903

    Carbosulcis, stop occupazione in miniera. Clini: “In cantiere c’è un nuovo progetto”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/286986

    da La Nuova Sardegna on line, 4 settembre 2012
    Carbosulcis, il ministro Clini: «Al lavoro per un nuovo progetto».
    Il ministro all’Ambiente Corrado Clini, intervenuto al telefono su Canale 5, parla di un impianto per la produzione di energia elettrica con il carbone del Sulcis che impiegherà tecnologie molto avanzate: http://lanuovasardegna.gelocal.it/carbonia/cronaca/2012/09/04/news/carbosulcis-il-ministro-clini-al-lavoro-per-un-nuovo-progetto-1.5640209

  9. settembre 4, 2012 alle 5:23 pm

    ecco, hanno capito che non c’è nessuna prospettiva di acquisto degli impianti Alcoa.

    A.N.S.A., 4 settembre 2012
    Alcoa: Passera, situazione quasi impossibile. Cresce protesta operai salgono su silos: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/09/04/Alcoa-due-operai-protesta-silos-70-metri_7420979.html

    da La Nuova Sardegna on line, 4 settembre 2012
    Alcoa, Passera: «Situazione quasi impossibile».
    Il ministro per lo Sviluppo economico è pessimista sulla sorte dell’impianto di Portovesme. «Intendiamo rispettare i patti»: http://lanuovasardegna.gelocal.it/carbonia/cronaca/2012/09/04/news/alcoa-passera-situazione-quasi-impossibile-1.5640787

    Alcoa, tre gli operai sul silo a 70 metri d’altezza per protesta.
    Uno di loro soffre di vertigini: «Ma non possiamo cedere» Chiedono garanzie per il lavoro, la situazione è critica: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/09/04/news/alcoa-tre-gli-operai-sul-silo-a-70-metri-d-altezza-per-protesta-1.5641268

    da L’Unione Sarda on line, 4 settembre 2012
    Due operai dell’Alcoa su un silos a 70 metri. Passera: “Una soluzione è quasi impossibile”.
    Nuova, clamorosa iniziativa di due lavoratori dello stabilimento di Portovesme. “Disperati e pronti a farsi del male”, li ha definiti un sindacalista. Nel pomeriggio il ministro dello Sviluppo economico Passera gela tutti: “Sulla vicenda Alcoa non dobbiamo nasconderci che si tratta di una situazione di scarsissimo interesse per gli investitori”. Ma gli operai insistono e la macchina organizzativa per la trasferta a Roma del 10 settembre è già all’opera: sono attesi nella capitale cinquecento manifestanti: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/287032

  10. settembre 5, 2012 alle 2:45 pm

    A.N.S.A., 5 settembre 2012
    Carbosulcis: protesta continua, bloccata discarica gessi. Domani a Cagliari vertice Regione-sindacati: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2012/09/05/Carbosulcis-protesta-continua-bloccata-discarica-gessi_7426999.html

    Alcoa: prima notte operai su silos sfidando pioggia e vento. “Disposti a tutto”, chiedono garanzie su slittamento fermata: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2012/09/05/Alcoa-prima-notte-operai-silos-sfidando-pioggia-vento_7426458.html

    da La Nuova Sardegna, 5 settembre 2012
    Carbosulcis, devastati uffici di 2 tecnici. Messe a soqquadro le stanze di impiegati che avevano espresso parere contrario al progetto per il rilancio del sito. (Giuseppe Centore, Erminio Ariu): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120905083533.pdf

    Alfano, Bersani e Casini: «Il Sulcis non può essere abbandonato»: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120905082300.pdf

    C02, al lavoro un pool di esperti. L’assessore Zedda: «Il nuovo piano sarà pronto tra quattro settimane»: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120905082358.pdf

    da L’Unione Sarda, 5 settembre 2012
    Carbosulcis. Domani incontro in Regione con azienda e sindacati. Miniera, tecnici al lavoro.
    E Clini rivaluta il progetto Co2: si può fare: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20120905091407.pdf

  11. settembre 5, 2012 alle 2:58 pm

    qui il rapporto ENEA – Ministero dello sviluppo economico “Progetto di immagazinamento geologico dell’anidride carbonica con estrazione di metano nel bacino carbonifero del Sulcis. Proposta di un sistema di monitoraggio del processo di iniezione della CO2 e delle eventuali riemissioni in atmosfera” (R. Ciccu, S. Fais, A. Mazzella, P. Valera) del marzo 2009: http://www.enea.it/it/Ricerca_sviluppo/documenti/ricerca-di-sistema-elettrico/centrali-carbone-costi/rse155.pdf

  12. settembre 5, 2012 alle 10:24 pm

    A.N.S.A., 5 settembre 2012
    Alcoa, Glencore manifesta interesse.
    3 nodi a trattativa: costi elettrici, infrastrutture, efficienza: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/09/04/Alcoa-due-operai-protesta-silos-70-metri_7420979.html

  13. settembre 6, 2012 alle 2:55 pm

    A.N.S.A., 6 settembre 2012
    Alcoa, operaio sta male, arriva medico su silos a 70 metri.
    Difficolta’ per farlo scendere con problemi di cuore: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/09/04/Alcoa-due-operai-protesta-silos-70-metri_7420979.html

    da L’Unione Sarda, 6 settembre 2012
    Alcoa, giallo sulle offerte. Il Mise gela la proposta della Glencore, in campo anche Klesch
    Sciopero della fame per gli operai barricati a 70 metri d’altezza. (Antonella Pani): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_370_20120906082738.pdf

    da La Nuova Sardegna, 6 settembre 2012
    Alcoa, i pretendenti adesso sono due. Al governo le note di interesse di Klesh e Portovesme srl. (Giuseppe Centore): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120906080646.pdf

    I carabinieri alla Carbosulcis. Indagini sulla devastazione degli uci dei due impiegati perplessi sul progetto: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120906080841.pdf

    Il cavo Sapei ha calmierato i prezzi. Ma l’Autorità dell’energia sospetta alterazioni del mercato e apre un’indagine. (Giuseppe Centore): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120906081056.pdf

  14. settembre 7, 2012 alle 2:55 pm

    mah…

    da La Nuova Sardegna, 7 settembre 2012
    La Glencore è pronta ma vuole le garanzie. Gli svizzeri hanno formalizzato la proposta di acquisto: tra le pregiudiziali il costo dell’energia. (Erminio Ariu)

    PORTOVESME. Adesso Glencore scende in campo ufficialmente per l’acquisizione della fabbrica di alluminio primario, smentendo Alcoa e lo stesso ministro Corrado Passera che negavano l’esistenza di manifestazioni d’interesse da parte della multinazionale svizzera. Ieri mattina, rinfrescando la nota inviata, il giorno prima, al Mise e ad Alcoa con la carta intestata Portovesme srl, al Ministro, al sottosegretario Claudio De Vincenti, al presidente della Regione Ugo Cappellacci, la multinazionale elvetica ha ribadito la proposta di acquisto con una lettera firmata dal responsabile del settore alluminio, Daniel Goldberg. La lettera è partita da Ginevra ed è stata notificata direttamente alla proprietà Alcoa e alle autorità politiche. Nell’oggetto della nota Glencore si riporta: «Stabilimento Alcoa di Portovesme- acquisizione, interesse». Goldberg scrive che «si fa seguito alle convocazioni di Codesto Spettabile Ministero del gennaio, aprile e 31 agosto 2012 e, con specifico riferimento, agli esiti di quest’ultimo incontro, ribadiamo la nostra posizione sull’argomento, che è rimasta immutata fin dall’origine. I problemi che sono stati sollevati nella presentazione fatta, il 12 aprile 2012, rimangono ancora in piedi e, conseguentemente e concretamente con quanto sempre sostenuto, alla Vostra domanda sul nostro interessamento all’acquisizione dello stabilimento Alcoa. Vi riconfermiamo l’interesse a condizione che vengano risolte le diseconomie legate alle problematiche sugli alti costi energetici, sul personale e sulle deficienze infrastrutturali». In altri termini la soluzione della vertenza è di natura politica. La multinazionale svizzera, nonostante i pretesti messi in campo da terzi, ora esce allo scoperto e in modo ufficiale, rafforzando le precedenti affermazioni di interesse. C’è un lungo carteggio che smentisce i politici e mette in difficoltà Alcoa. Il 1 febbraio scorso la Portovesme srl si è premurata di effettuare una valutazione della proposta di acquisto dello stabilimento e il 12 aprile invia alla Ras e al Mise una scheda «Esame delle questioni chiave sull’impianto Alcoa». A quel carteggio non sono seguite storture di naso per l’intromissione della Portovesme srl nessuno ha contesto firme e logo. A Roma si tace e da Portovesme partono, il 5 e il 16 maggio, alcuni solleciti al ministro. Nulla di fatto. La risposta è un invito ad attendere. Nove giorni dopo, con sorpresa generale, Alcoa annuncia di essere corteggiata da Aurelius. La trattativa dura meno di un mese e il 19 luglio la multinazionale austriaca esplode come una bolla di sapone. A Glencore arriva un nuovo invito di riprendere i contatti il 6 agosto. L’incontro è del 31 agosto quando entrano a regime le restrizioni della multinazionale americana. Carlo Lolliri, ad della Portovesme srl ha confermato, ieri pomeriggio, la piena disponibilità del gruppo a rilevare la fabbrica. di alluminio: «Ci sono tre punti da analizzare e superare. Il primo riguarda il prezzo dell’energia elettrica. Questo deve essere costante nel tempo senza modifica alcuna negli anni. Per fare impresa occorre disporre di dati certi sui costi dell’energia; il secondo punto riguarda le infrastrutture nell’area di Portovesme. Questi due aspetti devono essere risolti dal governo. Una volta superata questa duplice fase si può trattare con Alcoa. Chi vuole vendere deve essere convinto di volerlo fare e dare corso alla trattativa». Nel progetto Glencore si prevedono esuberi di personale legati alla necessità di produrre 150 mila tonnellate/anno di alluminio. Per Alcoa è urgente liberarsi degli stabilimenti europei per ridurre le scorte di magazzino valutate intorno ai 10 milioni di tonnellate.

  15. settembre 7, 2012 alle 8:43 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 7 settembre 2012
    Alcoa: “Nessuna nuova manifestazione d’interesse Avanti con lo spegnimento”.
    “Dal 1° agosto non abbiamo ricevuto nessuna vera e concreta manifestazione d’interesse”. Così i dirigenti di Alcoa ribadiscono la decisione di proseguire con lo spegnimento dell’impianto: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/09/07/news/alcoa-nessuna-nuova-manifestazione-d-interesse-avanti-con-lo-spegnimento-in-attesa-di-vere-offerte-1.5657077

    Alcoa, finisce la protesta dei tre operai sul silo. Le precarie condizioni di uno degli operai hanno convinto gli altri due a interrompere la protesta a 70 metri d’altezza: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/09/07/news/alcoa-finisce-la-protesta-dei-tre-operai-sul-silo-1.5657273

  16. settembre 8, 2012 alle 6:46 pm

    A.N.S.A., 8 settembre 2012
    Ordigno all’Alcoa. Cancellieri: ‘Rischio violenze’. Scoperto dopo una segnalazione all’ANSA: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/09/04/Alcoa-involucro-sospetto-vicino-stabilimento_7444562.html

    da La Nuova Sardegna on line, 8 settembre 2012
    Alcoa, 8 candelotti sospetti in un traliccio. Dopo i controlli: solo mastice, non potevano esplodere. Due telefonate anonime segnalavano la presenza di esplosivo Scatta l’allarme, poi i controlli degli artificieri: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/09/08/news/pacco-sospetto-a-portovesme-dopo-una-segnalazione-anonima-1.5661618

    da L’Unione Sarda on line, 8 settembre 2012
    Alcoa, telefonata anonima: “C’è una bomba”. Trovati 8 candelotti, ma dentro c’è solo mastice: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/287100

  17. settembre 10, 2012 alle 2:45 pm

    A.N.S.A., 10 settembre 2012
    Alcoa: Scontri in piazza a Roma.
    Lancio di bombe carta, 4 feriti. Azienda tratta con Klesch. Fassina spintonato: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/09/04/Alcoa-involucro-sospetto-vicino-stabilimento_7444562.html

    da CagliariPad, 10 settembre 2012
    Alcoa, primi scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, la polizia usa i manganelli per disperdere gli operai: http://www.cagliaripad.it/it/news/settembre/10/alcoa-roma-scontri/

    qui il video: http://www.youtube.com/watch?v=U-JjbuKWrLQ&feature=youtu.be

  18. settembre 12, 2012 alle 2:52 pm

    da L’Unione Sarda on line, 12 settembre 2012
    Alcoa, concluso vertice tra Glencore e Regione. Società torinese pronta a rilevare l’impianto.
    La vertenza Alcoa non conosce pause, la trattativa procede serrata: dopo il vertice al ministero dello Sviluppo, a Villa Devoto si è concluso il tavolo tecnico tra il presidente Cappellacci, l’assessore all’industria Zedda e i rappresentanti della Portovesme srl. Nel frattempo (dopo Glencore e il gruppo americano di Gary Klesch) spunta una terza società interessata all’impianto. Si tratta della Kite Gen Research di Chieri (Torino), titolare di brevetti per lo sfruttamento dell’energia eolica ad alta quota: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/287527

    A.N.S.A., 12 settembre 2012
    Alcoa, due sindacalisti su un silos a 70 metri d’altezza. Sono i segretari territoriali della Fiom Cgil e Fim Cisl: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/09/04/Alcoa-involucro-sospetto-vicino-stabilimento_7444562.html

  19. settembre 13, 2012 alle 2:51 pm

    da La Nuova Sardegna, 13 settembre 2012
    Un esercito di 100mila cassintegrati.
    Nessun settore è stato risparmiato dalla crisi, a fine anno altri ventimila potrebbero usufruire della cig in deroga: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120913082408.pdf

  20. settembre 14, 2012 alle 10:27 pm
  21. novembre 21, 2012 alle 2:44 pm

    da L’Unione Sarda, 21 novembre 2012
    Portovesme. Il bacino è sotto sequestro dal 2009, ora la società può entrare. Fanghi rossi, riapre l’area. Il gip: la Rusal termini il progetto per la bonifica. (Andrea Manunza): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121121083904.pdf

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