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Controllo delle specie selvatiche: non si può sparare “a vanvera”.
Importante pronuncia del Consiglio di Stato in tema di controllo delle specie animali selvatiche,
La sentenza Cons. Stato, Sez. V, 5 aprile 2016, n. 1333 ha ricordato che i principali e fondamentali metodi di controllo delle specie appartenenti alla fauna selvatica, “patrimonio indisponibile dello Stato … tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale” (art. 1 della legge n. 157/1992 e s.m.i.), sono quelli “ecologici” e incruenti, anche ai fini della tutela delle produzioni zoo-agro-forestali.
I provvedimenti delle amministrazioni locali tesi a garantire gli interessi delle produzioni zoo-agro-forestali o per motivi sanitari (art. 19, comma 2°, della legge n. 157/1992 e s.m.i.) che comportino il controllo delle specie di fauna selvatica devono esser preventivamente approvati dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – I.S.P.R.A. (già Istituto nazionale per la Fauna Selvatica – I.N.F.S.) e devono avere a oggetto metodologie incruente. Solo “qualora l’Istituto verifichi l’inefficacia dei predetti metodi, le regioni possono autorizzare piani di abbattimento”: il ricorso alle “doppiette”, infatti, riveste carattere eccezionale e deve essere puntualmente motivato. Leggi tutto…
Se viene realizzata un’opera non compresa nella procedura di V.I.A. svolta, si commette reato.
Importante pronuncia della Suprema Corte di cassazione in tema di rapporti fra valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) e tutela del paesaggio.
La fattispecie concreta riguarda l’avvenuta “realizzazione di un’isola artificiale di 110 x 45 metri a 600 metri dalla costa senza le prescritte autorizzazioni su beni paesaggistici comprendenti aree demaniali marittime e porzioni di mare territoriale, nonché su aree naturali protette, riempendo detta isola di sabbie – provenienti da scavi su foce fluviale – contenenti concentrazioni di nichel, cromo, esalclorobenzene, idrocarburi policiclici aromatici e policlorobifeni”. Tale realizzazione è stata effettuata in connessione con un più ampio progetto (Terminal GNL Adriatico) assoggettato a preventivo procedimento di V.I.A., nel quale, però, non era contemplata. Leggi tutto…
Vincolo paesaggistico e vincolo archeologico possono completarsi a vicenda.
Importante sentenza del Consiglio di Stato in materia di rapporti fra vincolo paesaggistico/ambientale e vincolo culturale/archeologico, ambedue contemplati nel decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (codice dei beni culturali e del paesaggio).
La sentenza Cons. Stato, Sez. IV, 2 febbraio 2016, n. 399 ha ricordato che il vincolo paesaggistico e vincolo archeologico sono funzionali all’attuazione di una diversa tipologia di tutela: il primo è finalizzato alla salvaguardia dei beni individuati di interesse archeologico, il secondo difende il contesto territoriale dell’area ove si trovano.
La tutela paesaggistica delle zone di interesse archeologico ha natura e contenuti diversi rispetto al vincolo archeologico specifico e il paesaggio archeologico non dev’essere confuso con il sito archeologico. Il paesaggio archeologico riguarda sia le aree tutelate direttamente da vincoli archeologici, che quelle circostanti che costituiscono il contesto ambientale in cui i siti archeologici s’inseriscono connotando il relativo paesaggio. Leggi tutto…
Irrilevanza delle autorizzazioni in sanatoria per la gestione dei rifiuti.
Punto fermo posto dalla Suprema Corte in materia di gestione dei rifiuti.
Anche un solo trasporto non autorizzato di rifiuti concretizza l’ipotesi di reato di cui all’art. 256, comma 1°, lettera a, del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. a carico del soggetto produttore. Così la sentenza Corte cass., Sez. III, 12 febbraio 2016, n. 5823 ha chiarito che l’autorizzazione al trasporto dei rifiuti dev’essere preventiva e formalizzata, non essendo possibile alcuna autorizzazione postuma in sanatoria, istituto assolutamente non presente in tema di gestione dei rifiuti. Leggi tutto…
Qualsiasi struttura abusiva può sempre esser posta sotto sequestro preventivo.
Importante pronuncia della Corte di cassazione sull’ambito di applicabilità delle disposizioni che dispongono l’adozione di misure cautelari in caso di reati ambientali/paesaggistici.
La sentenza Corte cass,, Sez. III, 4 febbraio 2016, n. 4646 ha ricordato che, per disporre il sequestro preventivo (artt. 321 e ss. cod. proc. pen.) in tema di reati ambientali/paesaggistici (es. artt. 734 cod. pen., 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) , è sufficiente la mera esistenza di strutture abusive per manifestare l’attualità del pericolo, a prescindere dal fatto che siano state ultimate o meno. Leggi tutto…
I resti del Castello catalano-aragonese di Bonaria vanno salvaguardati.
Pronuncia di particolare interesse quella del T.A.R. Sardegna in ordine al vincolo storico-culturale (artt. 10 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) sui resti recentemente scoperti del Castello catalano-aragonese sul Colle di Bonaria (Cagliari).
La sentenza T.A.R. Sardegna, Sez. II, 3 febbraio 2016, n. 97 ha delineato, infatti, alcuni elementi di grande interesse riguardo la legittimità dei provvedimenti di tutela storico-culturali e la conseguente previsione di inedificabilità delle aree interessate. Leggi tutto…
La Corte di cassazione chiude il cantiere Sitas a Malfatano-Tuerredda (Teulada).
Ultima parola (per ora) sul progetto immobiliare lungo la costa di Malfatano e Tuerredda, in Comune di Teulada (CA)
La Corte di cassazione, a Sezioni unite civili, con sentenza 4 febbraio 2016, n. 2198 ha respinto il ricorso della S.I.T.A.S. s.p.a. in liquidazione per motivi inerenti la giurisdizione (art. 110 e ss. cod. proc. amm.) avverso la sentenza Cons. Stato, sez. IV, 9 gennaio 2014, n. 36, che aveva confermato la sentenza T.A.R. Sardegna, sez. II, 6 febbraio 2012, n. 427. Leggi tutto…
La Compagnia di volo deve rimuovere i rottami dell’aereo precipitato.
Pronuncia di rilevante interesse da parte del Consiglio di Stato in materia di obblighi di bonifica ambientale.
La sentenza Cons. Stato, Sez. V, 11 dicembre 2015, n. 5662 interviene nella vicenda tragica del disastro aereo avvenuto in località Conca d’Oru, in Comune di Sarroch (CA), il 14 settembre 1979. Nella caduta dell’aereo A.T.I. diretto a Cagliari morirono trentuno persone, tutti quelli a bordo del velivolo. Leggi tutto…
La prescrizione “salva” in parte il traffico di rifiuti industriali da Portovesme.
Ecco fatto.
Come prevedibile, la Corte d’Appello di Cagliari non ha potuto far altro che dichiarare l’intervenuta prescrizione per un troncone dell’unico procedimento penale n. 5890/2007 G.I.P. (e R.N.R. 2930/2007) concernente l’importantissima indagine condotta dai Carabinieri del N.O.E. di Cagliari su disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo (p.m. Daniele Caria) relativa al più ingente traffico illecito di rifiuti industriali finora riscontrato in Sardegna. Leggi tutto…
L’ordine di demolizione degli abusi edilizi non si prescrive, nemmeno in base alla giurisprudenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo.
Rilevante pronuncia della Suprema Corte di cassazione in materia di esecuzione delle ordinanze di demolizione di abusi edilizi contenute in sentenze penali passate in giudicato.
La sentenza Cass. pen., Sez. III, 15 dicembre 2015, n. 49331 ha ribadito che l’ordine di demolizione delle opere abusive presente nelle sentenze penali passate in giudicato non è soggetto alla prescrizione prevista per le sanzioni penali (art. 173 cod. pen.), perché è sanzione di natura amministrativa, finalizzata al ripristino del bene ambientale/territoriale leso dall’azione illecita compiuta. Leggi tutto…
Anche in presenza del piano paesaggistico rimane fondamentale la valutazione paesaggistica dei singoli interventi proposti.
Pronuncia di rilevante interesse da parte del massimo Organo di giustizia amministrativa in tema di paesaggio.
La sentenza Cons. Stato, Sez. VI, 22 ottobre 2015, n. 4846 ha, infatti, confermato l’importanza dell’esame paesaggistico dei singoli interventi anche in presenza del piano paesaggistico.
Il piano paesaggistico dispone prescrizioni immediatamente vincolanti nelle aree tutelate con il vincolo paesaggistico/ambientale (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) “per le sole prescrizioni a contenuto generale interdittivo”, cioè per gli interventi individuati astrattamente incompatibili, per tipologia o ubicazione, mentre volta per volta dovrà esser effettuato l’esame di compatibilità paesaggistica. Leggi tutto…
Lo “spontaneo” ripristino ambientale.
In materia di tutela paesaggistica è previsto – a differenza di quanto in materia urbanistico-edilizia – il c.d. ravvedimento operoso, se non per valutare eventuali attenuanti generiche in sede di quantificazione della pena.
La recente politica legislativa ha privilegiato il conseguimento dell’obiettivo del ripristino ambientale attraverso analogamente il c.d. ravvedimento operoso nei reati ambientali, sia per l’ottenimento di attenuanti (art. 192 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. per la bonifica di aree inquinate, vds. Cass. pen., Sez. III, 30 marzo 2010, n. 12446), sia per la medesima estinzione del reato (art. 181, comma 1 quinques, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. per la violazione del vincolo paesaggistico/ambientale, vds. Cass. pen., Sez. III, 8 febbraio 2013, n. 6298), a patto che l’effettivo ripristino ambientale dei luoghi sia stato effettuato dal trasgressore prima della realizzazione d’ufficio da parte della pubblica amministrazione o prima della sentenza di condanna penale. Leggi tutto…
La procedura di valutazione di incidenza ambientale deve considerare tutti gli impatti, anche quelli cumulativi, sull’ambiente naturale.
La procedura della valutazione di incidenza ambientale (V.Inc.A.) è necessaria, preventiva e vincolante, rispetto agli interventi in progetto che possano avere influenza diretta o indiretta sui valori naturalistici ed ecologici dei siti di importanza comunitaria (S.I.C.), individuati ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora, e delle zone di protezione speciale (Z.P.S.), individuate in base alla direttiva n. 79/409/CEE – ora la n. 09/147/CE – sulla salvaguardia dell’avifauna selvatica.
Il complesso delle aree naturali protette così tutelato costituisce la Rete Natura 2000. Leggi tutto…
La differenza fra discarica abusiva e abbandono di rifiuti.
La Suprema Corte di cassazione penale è intervenuta per delineare la differenza fra discarica abusiva e l’abbandono incontrollato di rifiuti.
Secondo Cass. pen., Sez. III, 23 ottobre 2015, n. 42719, l’elemento distintivo è individuato in base ad alcuni criteri: la modalità della condotta offensiva verso l’ambiente e la salute pubblica (es. il deposito estemporaneo di rifiuti), la quantità di rifiuti (ridotta nell’ipotesi dell’abbandono), la sistematicità del comportamento illecito (plurimi conferimenti o preparazione del sito anche con un solo conferimento, nel caso della discarica abusiva). Leggi tutto…
Case e casette “mobili”: vanno autorizzate singolarmente sul piano urbanistico e paesaggistico a meno che non rientrino in una struttura ricettiva.
Sembra che in questo povero Bel Paese sia ormai facilissimo aggirare le normative di tutela del paesaggio e del territorio.
Vuoi realizzare il tuo intervento speculativo ambientalmente compatibile, come s’usa definirlo?
Basta realizzare un bel po’ di “case mobili” e il gioco è fatto.
Così accade sul litorale toscano, sul Mincio, sulle sponde del Calich, in tante altre parti d’Italia.
Come mai?
In realtà il quadro normativo vigente non è permissivo come sembrerebbe a prima vista. Leggi tutto…
Esemplare condanna per incendio colposo.
Il Tribunale penale di Oristano ha condannato Massimo ed Ezio Demelas, imprenditori di Pau (OR), per aver colposamente causato il devastante incendio che il 23 luglio 2009 mandò al rogo 2.500 ettari di bosco sul Monte Arci.
Un anno e sei mesi di reclusione, ma soprattutto 4.618.000,00 euro di risarcimento dei danni (il più alto importo finora previsto per tali reati in Sardegna) in favore della Regione autonoma della Sardegna e dei Comuni di Pau, Villaverde, Villaurbana, Usellus. Leggi tutto…
Il cartello inizio lavori deve essere esposto.
La Corte di cassazione si è recentemente pronunciata ancora una volta sull’obbligo di esposizione del cartello “inizio lavori” nei cantieri che riguardino interventi di trasformazione del territorio.
La sentenza Cass. pen., Sez. III, 22 settembre 2015, n. 38380 ha ribadito che la disposizione dell’art. 27, comma 4°, del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i. prevede tale obbligo di esposizione inderogabilmente, con sanzione penale. Leggi tutto…
Il vincolo idrogeologico tutela i versanti costieri.
Pronuncia di rilevante interesse del Consiglio di Stato riguardo il vincolo idrogeologico e la salvaguardia delle aree boscate lungo i versanti costieri.
La vicenda riguarda il progetto turistico-edilizio (residenze stagionali) della Costa Rey s.r.l. (società immobiliare ora in procedura fallimentare) in località Costa Rey – Bellavista, lungo il litorale di Muravera (CA). Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, nel 2008, oppose un diniego all’istanza di radicale modifica dell’area coperta da macchia mediterranea evoluta nel bacino del Rio Prumaneddu e da emergenze rocciose tutelata con vincolo idrogeologico (art. 182 del regio decreto n. 3267/1923 e s.m.i.), in un versante dalle ripide pendenze. Leggi tutto…

















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