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Ancora una condanna per il traffico di rifiuti industriali a Portovesme.


Portoscuso, porto e zona industriale di Portovesme

Portoscuso, porto e zona industriale di Portovesme

Il Tribunale di Cagliari, Sez. II, in composizione monocratica (giudice Massimo Poddighe), in sostanziale accoglimento delle richieste della pubblica accusa, ha emesso (7 gennaio 2015) sentenza di condanna a due anni e sei mesi di reclusione (pena sospesa) nei confronti di Massimo Pistoia (amministratore unico della Tecnoscavi), Lamberto Barca (gestore della società Gap service s.r.l.) e Danilo Baldini (socio e coordinatore dell’area chimico-analitica del laboratorio di analisi Tecnochem s.r.l.).  Deciso anche il risarcimento di 10 mila euro in favore delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, parti civili nel presente procedimento penale grazie all’avv. Lia Pacifico, mentre per le restanti parti civili (Comuni di Portoscuso e Serramanna, ASL n. 8 di Cagliari) si procederà in separata sede civile, dopo la provvisionale di 10 mila euro.

Assolti Stefano PuggioniGiampaolo PuggioniLarbi El Oualladi (dipendenti della Tecnoscavi).

Si tratta di un troncone (apertosi il 13 marzo 2012) dell’unico procedimento penale n. 5890/2007 G.I.P. (e R.N.R. 2930/2007) concernente l’importantissima indagine condotta dai Carabinieri del N.O.E. di Cagliari su disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo (p.m. Daniele Caria) relativa al più ingente traffico illecito di rifiuti industriali finora riscontrato in Sardegna.

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

15 mila tonnellate di rifiuti con elevati tenòri di zinco, nichel, piombo, cadmio, rame, solfati, floruri provenienti dalle lavorazioni degli impianti della Portovesme s.r.l. smaltiti illecitamente in cave del Cagliaritano e, addirittura, nella realizzazione di riempimenti stradali e piazzali degli ospedali cittadini.

Il restante troncone del procedimento penale ha visto la Corte di cassazione depositare il dispositivo dell’udienza dell’8 ottobre 2014 concernente il procedimento penale nei confronti di due dirigenti della Portovesme s.r.l.      I Giudici di legittimità hanno deciso per la parziale riforma della sentenza della Corte d’Appello di Cagliari, dichiarando prescritto un reato contravvenzionale e rinviando ad altra Sezione della Corte d’Appello per la rideterminazione della pena per il reato di falso e per l’esame dell’ipotesi accusatoria relativa al traffico illecito di rifiuti industriali.

In precedenza, la Corte d’Appello di Cagliari, sez. II penale, aveva sostanzialmente confermato (1 marzo 2013) in sede di appello la condanna del primo grado.

Portoscuso, zona industriale di Portovesme

Portoscuso, zona industriale di Portovesme

Un anno e dieci mesi di reclusione per Maria Vittoria Asara (responsabile della gestione rifiuti dello stabilimento Portovesme s.r.l.) e due anni e due mesi di reclusione per Aldo Zucca (responsabile del sistema Gestione ambientale della Portovesme s.r.l.), 900 euro per spese legali e separata liquidazione in sede civile per il risarcimento in favore delle parti civili.

In primo grado c’era stata la dura sentenza del 28 febbraio 2012 del Tribunale di Cagliari (G.I.P. Giovanni Massidda) al termine del processo con rito abbreviato nei confronti dei due dirigenti della Portovesme s.r.l.due anni e due mesi di reclusione per Maria Vittoria Asara e due anni e otto mesi di reclusione per Aldo Zucca1.800 euro per spese legali e separata liquidazione in sede civile per il risarcimento in favore delle parti civili.

Si ricorda che la Portovesme s.r.l. (gruppo Glencore) è stata più volte coinvolta nell’arrivo di fumi di acciaieria radioattivi in Sardegna.

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

In occasione di numerose udienze si sono svolti sit in promossi dal Comitato popolare Carlofortini preoccupati all’ingresso del Palazzo di Giustizia di Cagliari con le richieste di giustiziamonitoraggi ambientali e sanitarisalute pubblica.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra esprimono un fortissimo auspicio per il raggiungimento di un pronunciamento definitivo in favore della giustizia, della salvaguardia ambientale, della tutela della salute pubblica e assegnano grande importanza alle conclusioni di questi procedimenti penali, i primi in Sardegna relativi a traffici illeciti di rifiuti di origine industriale di tali proporzioni.

Ora si attendono i pronunciamenti definitivi, importantissimi per il popolo inquinato, per l’ambiente, per la salute pubblica.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

 

 

 

a Portoscuso si deve vivere così?!

a Portoscuso si deve vivere così?!

A.N.S.A., 7 gennaio 2015

Traffico rifiuti tossici Sardegna, 3 condanne e 3 assoluzioni. 15mila tonnellate usate per fondi stradali e piazzale ospedale.

 

da La Nuova Sardegna, 7 gennaio 2015

PORTOVESME. Traffico di rifiuti tossici, tre condanne e tre assoluzioni.     Quindicimila tonnellate furono utilizzate per i fondi stradali e il piazzale dell’ospedale.

 

da L’Unione Sarda, 7 gennaio 2015

Traffico di rifiuti tossici. Tre persone condannate.

 

da Sardinia Post, 7 gennaio 2015

Traffico di rifiuti tossici in Sardegna. Tre condanne e tre assoluzioni.

 

 

Portoscuso, Guroneddu-Capo Altano, corso d'acqua ancora alterato (28 giugno 2012)

Portoscuso, Guroneddu-Capo Altano, corso d’acqua ancora alterato (28 giugno 2012)

 

 

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. mara
    gennaio 8, 2015 alle 9:44 am

    Lenta e incomprensibile… ma a volte la Giustizia funziona. Più di tutto mi piacciono i 10mila euro alle associazioni ambientaliste. Soldi che ben spesi ritorneranno ai cittadini!
    Viva il GRIG.

  2. gennaio 8, 2015 alle 2:57 pm

    da CagliarIpad, 7 gennaio 2015
    Rifiuti tossici Portovesme per strade e piazzale ospedale: tre condanne.
    Il giudice ha inflitto due anni e sei mesi ciascuno, con pena sospesa, a Massimo Pistoia, amministratore unico della Tecnoscavi, Lamberto Barca, gestore della società Gap service e a Danilo Baldini, socio dell’area chimico-analitica di Tecnochem: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=14210

  3. gennaio 8, 2015 alle 3:05 pm

    da L’Unione Sarda, 8 gennaio 2015
    PORTOSCUSO. Smaltivano a Serramanna e Settimo San Pietro i detriti della ex Enichem
    Traco di riuti pericolosi, tre condanne a due anni e mezzo. (Veronica Nedrini) (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150108085127.pdf)

    Con tre condanne, tre assoluzioni e una pioggia di risarcimenti si è conclusa anche la seconda e ultima tranche del processo per il traffico di rifiuti pericolosi che dallo stabilimento ex Enichem di Portovesme venivano smaltiti illegalmente nel Cagliaritano. Detriti tossici, scaricati nelle cave di Serramanna e Settimo San Pietro, e lì miscelati ad altri inerti per essere riutilizzati come riempimento per fondi stradali e parcheggi, persino nei cantieri della Asl. Un maxi traffico di rifiuti finalizzato al risparmio di centinaia di migliaia di euro che aveva portato 15mila tonnellate di scarti inquinanti sotto terra, senza tener minimamente conto degli effetti che avrebbero potuto produrre (o hanno già prodotto) le altissime concentrazioni di arsenico, piombo, zinco, cadmio, rame, nichel e solfati presenti.

    LA SENTENZA. Tutti gli imputati ieri mattina erano presenti in Tribunale a Cagliari, quando il giudice Massimo Poddighe ha letto il verdetto: condanna a due anni e sei mesi per l’amministratore unico della Tecnoscavi, Massimo Pistoia, 53 anni, di Monserrato; per il gestore della società Gap service srl, Lamberto Barca, 63 anni, di Quartu; e per il coordinatore dell’area chimico-analitica del laboratorio di analisi Tecnochem srl, Danilo Baldini, 58 anni di Iglesias (difesi dagli avvocati Riccardo Floris, Massimo Ledda e Francesco Secci). Per Baldini, in particolare, il giudice è andato anche oltre le richieste del pm Daniele Caria, che ne aveva chiesto la condanna a due anni.

    I PROSCIOLTI. Sono stati invece assolti gli autisti, dipendenti della Tecnoscavi, Stefano e Giampaolo Puggioni, rispettivamente di 29 e 64 anni, entrambi di Quartu, e Larbi El Qualladi, marocchino di 43 anni residente a Selargius. I tre imputati, assistiti dal legale Riccardo Floris, che secondo l’accusa dovevano essere condannati, anche se a una pena inferiore rispetto agli altri.

    I DANNI DA PAGARE. A Barca, Pistoia e Baldini spetta anche il risarcimento dei danni. Il Tribunale ha deciso che ciascuna parte civile, l’Asl 8 di Cagliari, i Comuni di Serramanna e Portoscuso, le associazioni Amici della terra e il Gruppo di intervento giuridico, dovrà avere subito una provvisionale di 10mila euro, e in seguito un risarcimento da quantificarsi davanti al Tribunale civile. Dove ancora una volta siedono dalla parte delle vittime le associazioni ecologiste, vittoriose anche in occasione della precedente condanna (col rito abbreviato) del responsabile del sistema Gestione ambientale della Portovesme srl, Aldo Zucca, e della responsabile della gestione rifiuti dello stabilimento, Maria Vittoria Asara. Le indagini di Procura e Noe avevano permesso di scoprire un viavai di camion carichi di rifiuti, che dallo stabilimento del Sulcis scaricavano nel Cagliaritano. Un reato per il quale rischiavano pene anche più severe, ma il Tribunale ha ridotto il periodo temporale contestato al solo anno 2007.

  4. gennaio 14, 2015 alle 2:55 pm

    da L’Unione Sarda, 14 gennaio 2015
    Indagata anche la società per gestione non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi.
    Portovesme srl, sigilli a 2.100 tonnellate di veleni. (Veronica Nedrini): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20150114100244.pdf

  5. Fabrizio De Andrè
    gennaio 14, 2015 alle 6:19 pm

    Anche questi,che continuano a seminare il terrore tra la gente continuando a smaltire veleni con la massima tranquillità,ora basta FERMATE STI DELINQUENTI.

  6. Carlo Forte
    gennaio 15, 2015 alle 1:59 pm

    Capisco ora tutto quel materiale accatastato di fianco all’imbarco dei traghetti per carloforte,erano ************ che la portovesme continua a smaltire in estrema tranquillità ed ogni tanto ne becchiamo qualcuno per far credere che sono controllati.Poveri noi.

  7. febbraio 10, 2015 alle 2:52 pm

    chi controlla il tasso di radioattività dei fumi di acciaieria diretti alla Portovesme s.r.l.?

    da L’Unione Sarda, 10 febbraio 2015
    Radioattività, il caos controlli. (Enrico Fresu): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150210083316.pdf

  8. febbraio 19, 2015 alle 2:48 pm

    da L’Unione Sarda, 19 febbraio 2015
    IGLESIAS. Lolliri: se volete chiudere la fabbrica assumetevene la responsabilità.
    Portovesme srl, dibattito in Aula sulla discarica. (Cinzia Simbula): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20150219084037.pdf

  9. febbraio 20, 2015 alle 10:24 pm

    A.N.S.A., 20 febbraio 2015
    Bonifiche Portovesme srl: tutti assolti.
    Niente prescrizione nel processo a Cagliari su gestione rifiuti. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/02/20/bonifiche-portovesme-srl-tutti-assolti_6ae5ff9e-b5e7-41c6-8587-480ba262fcaa.html)

    CAGLIARI, 20 FEB – Respinta la richiesta di prescrizione dei reati per il presunto traffico di rifiuti e le mancate bonifiche alla Portovesme srl: il giudice del Tribunale di Cagliari, Sandra Angioni, ha detto no al Pm Enrico Lussu e si è pronunciata nel merito assolvendo con formula piena “per non aver commesso il fatto” entrambi gli imputati, l’amministratore delegato dell’azienda Carlo Lolliri e il responsabile tecnico dello stabilimento Aldo Zucca.

    La decisione è stata assunta dopo una breve camera di consiglio. Bisognerà attendere 15 giorni per conoscere la motivazione, tuttavia dalla formula assolutoria appare chiara la commissione dei reati – quindi l’inquinamento c’è stato – ma non sono riconducibili a Lolliri e Zucca.
    L’inchiesta era stata aperta nel 2010, ma i reati sarebbero stati commessi in un periodo precedente, dopo un accertamento in alcune aree nelle vicinanze della fabbrica. Le contestazioni riguardano “le procedure per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti inquinati” e la gestione di “una ingente quantità di rifiuti speciali pericolosi”.
    All’esterno del Palazzo di giustizia, nuovo presidio del Comitato ambientalista “Chi inquina paga”, una trentina di persone in rappresentanza di associazioni, cittadini e istituzioni che sono costituiti parte civile.

    ____________________________________________

    da L’Unione Sarda, 20 febbraio 2015
    Portovesme srl, processo per bonifiche. Nessuna prescrizione: tutti assolti: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2015/02/20/portovesme_srl_processo_per_bonifiche_rischio_prescrizione_protes-6-408653.html

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    Bonifiche Portovesme: tutti assolti. Ambientalisti: “Faremo ricorso in appello”: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2015/02/20/bonifiche_portovesme_tutti_assolti_ambientalisti_faremo_ricorso_i-6-408728.html

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    da Sardinia Post, 20 febbraio 2015
    Bonifiche Portovesme srl, niente prescrizione: imputati tutti assolti: http://www.sardiniapost.it/cronaca/bonifiche-portovesme-srl-niente-prescrizione-imputati-tutti-assolti/

  10. febbraio 23, 2015 alle 2:54 pm

    da La Nuova Sardegna, 21 febbraio 2015
    Veleni a Portovesme, 2 assolti. Gli ecologisti: «Al Quirinale»: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/108021_Veleni_a_Portovesme_2_assolti_Gli_ecologist.pdf

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    da L’Unione Sarda, 21 febbraio 2015
    «Non hanno inquinato: assolti». (Veronica Nedrini): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/108052_Non_hanno_inquinato_assolti.pdf

  11. febbraio 26, 2015 alle 2:54 pm

    da L’Unione Sarda, 26 febbraio 2015
    PORTOVESME SRL. L’ad Carlo Lolliri: il sito dovrà essere operativo entro il 2017.
    Addio discarica Genna Luas, a Carbonia il nuovo impianto. (Roberto Ripa): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150226085256.pdf

    ——————————

    PORTOVESME. I lavoratori: basta allarmismi infondati: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150226085340.pdf

  12. Fabrizio De Andrè
    febbraio 26, 2015 alle 7:19 pm

    “BASTA ALLARMISMI”,avete ragione,in effetti oramai è accertato che state avvelenando il sulcis e la sua popolazione.Siete una minima parte della forza lavoro,tra l’altro non produttiva e tra condanne per rifiuti tossici scaricati abusivamente,soldi dati dalla regione illegalmente e che l’Europa vuole indietro,controlli di finanza per evasione fiscale,avete ancora il coraggio di parlare e accusare gli ambientalisti?Abbiate la dignità di stare zitti…..c’è gente che non riesce più a portare avanti le proprie attività dalle tasse che paga per mantenere in piedi un castello di carte.Le attenzioni della regione sono solo per gli operai del sulcis,perchè come soldatini di piombo sono malleabili ai voleri dei potenti.Ma vi và male le ultime inchieste in corso parlano chiaro,vi siete venduti il nostro futuro delinquenti.

  13. febbraio 27, 2015 alle 2:59 pm

    se lo dice, dobbiamo crederci…..

    da L’Unione Sarda, 27 febbraio 2015
    «Senza l’industria, qui non c’è futuro La chimica è compatibile col turismo». (Roberto Ripa): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/108372_Senza_lindustria_qui_non_ce_futuro_La_chimi.pdf

  14. Fabrizio De Andrè
    febbraio 28, 2015 alle 10:54 am

    Che faccia da fumi di acciaieria,sembra quasi una persona che fà del bene.Ringrazi il suo confessore e tutta la chiesa.Ma lo sà il Papa quallo che combinate nel Sulcis e dintorni?

  15. Fabrizio De Andrè
    febbraio 28, 2015 alle 11:01 am

    Come mai nella lettera dei lavoratori che gira su FB ci sono solo una trentina di firme?Stando ai dati che pubblicate dovrebbero essere più di mille.

  16. marzo 5, 2015 alle 2:56 pm

    da L’Unione Sarda, 5 marzo 2015
    Genna Luas due, la maxi-gemella. (Ilenia Mura): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150305093939.pdf

    ——————————

    Il Comitato costituito nel 1999 e le proteste rimaste senza seguito da vent’anni.
    Una lunga storia di lotte in nome di salute e ambiente: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150305094050.pdf

  17. marzo 9, 2015 alle 2:56 pm

    A.N.S.A., 7 marzo 2015
    Fisco: Portovesme,presunta maxi evasione.
    Lo riporta l’Unione sarda. Indagato l’Ad Lolliri: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/03/07/fisco-portovesmepresunta-maxi-evasione_41c3c353-2c5e-4a2a-9b3e-ccc4162957c0.html

    _____________________________________________

    da L’Unione Sarda, 7 marzo 2015
    Un’evasione da 120 milioni? (Ilenia Mura): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/108889_Unevasione_da_120_milioni.pdf

  18. Carlo Forte
    marzo 9, 2015 alle 6:45 pm

    Ma nò,non è così gli operai hanno ragione la colpa è degli ambientalisti che parlano parlano e girano in macchina fatta di alluminio,ah ah ah ah.È proprio vero più si è delinquenti e più si galleggia sul mare di merda che stà avanzando come uno tsunami..Non solo la portovesme smaltisce rifiuti,usufruisce in maniera illegale di soldi pubblici,soldi che l’Europa vuole indietro,evade 120milionidi€ ma continua a minacciare con fare mafioso appoggiato da una corte dei miracoli nella quale grosse parti dello stato sono presenti e parteci ai ricchi banchetti.È veramente umiliante fare parte di questo stato…..delle cose.

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