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L’ordine di demolizione degli abusi edilizi non si prescrive, nemmeno in base alla giurisprudenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo.


Roma, Corte di cassazione

Roma, Corte di cassazione

Rilevante pronuncia della Suprema Corte di cassazione in materia di esecuzione delle ordinanze di demolizione di abusi edilizi contenute in sentenze penali passate in giudicato.

La sentenza Cass. pen., Sez. III, 15 dicembre 2015, n. 49331 ha ribadito che l’ordine di demolizione delle opere abusive presente nelle sentenze penali passate in giudicato non è soggetto alla prescrizione prevista per le sanzioni penali (art. 173 cod. pen.), perché è sanzione di natura amministrativa, finalizzata al ripristino del bene ambientale/territoriale leso dall’azione illecita compiuta.

Si tratta di una funzione autonoma, di carattere reale e senza fini punitivi, potendo avere effetti anche nei confronti di soggetti (es. acquirenti, eredi, ecc.) non autori del comportamento illecito (realizzazione dell’intervento abusivo).

Pertanto, non può costituire una “pena” nel senso indicato dalla giurisprudenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU).

In precedenza, con la sentenza Cass. pen., Sez. III, 9 settembre 2015, n. 36387 il Giudice penale di legittimità ha ricordato che non solo l’ordine di demolizione delle opere abusive presente nelle sentenze penali passate in giudicato non è soggetto alla prescrizione prevista per le sanzioni penali in quanto sanzione di natura amministrativa, ma non è soggetto nemmeno alla prescrizione di cui all’art. 28 della legge n. 689/1981 e s.m.i., riguardante unicamente le sanzioni pecuniare a fini punitivi.

Inoltre, come già statuito con sentenza Cass. pen., Sez. III, 26 marzo 2015, n. 12976 e con la sentenza Cass. pen., Sez. III, 10 febbraio 2015, n. 5931, l’ordine di demolizione contenuto in sentenze penali passate in giudicato mantiene efficacia rispettivamente nei confronti degli eredi e di eventuali terzi aventi diritto.

Elementi giurisprudenziali di forte contrasto all’abusivismo edilizio.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Maracalagonis, demolizione complesso abusivo in loc. Baccu Mandara (2002)

Maracalagonis, demolizione complesso abusivo in loc. Baccu Mandara (2002)

 

dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 5 gennaio 2016

Cass. Sez. III n. 49331 del 15 dicembre 2015 (Cc 10 nov 2015)
Pres. Franco Est. Ramacci Ric. PM in proc. Delorier
Urbanistica. Demolizione del manufatto abusivo e prescrizione.

La  demolizione del manufatto abusivo, anche se disposta dal giudice penale ai sensi dell’art. 31, comma 9, qualora non sia stata altrimenti eseguita, ha natura di sanzione amministrativa che assolve ad un’autonoma funzione ripristinatoria del bene giuridico leso, configura un obbligo di fare, imposto per ragioni di tutela del territorio, non ha finalità punitive ed ha carattere reale, producendo effetti sul soggetto che è in rapporto con il bene, indipendentemente dall’essere stato o meno quest’ultimo l’autore dell’abuso. Per tali sue caratteristiche la demolizione non può ritenersi una «pena» nel senso individuato dalla giurisprudenza della Corte EDU e non è soggetta alla prescrizione stabilita dall’art. 173 cod. pen.

 

anatre_in_voloqui la sentenza Cass. pen., Sez. III, 15 dicembre 2015, n. 49331.

 

 

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. Terrae
    gennaio 19, 2016 alle 12:40 pm

    Dunque sarebbe il caso che non andasse in prescrizione anche la responsabilità dei funzionari addetti ai controlli che invece fanno finta di non vedere o, peggio, attestano verità di comodo (specie se dietro compenso).

  2. Fabrizio De Andrè
    gennaio 20, 2016 alle 11:56 am

    Terrae hai perfettamente rragione ,ma come possono far crollare il Sistema sul quale si regge la Sardegna.Quando si tratta di trovane coltivazioni di Maria imboscate in posti impensabili non si scappa.Lotizzazioni,alberghi sulle coste passano inosservati…Bello eh,questa è la Sardegna

  3. marzo 4, 2016 alle 3:05 pm

    ancora sulla natura dell’ordine di demolizione e ripristino ambientale emanato dal giudice penale.

    dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 4 marzo 2016
    Cass. pen., Sez. III, n. 5735 del 11 febbraio 2016 (Cc 21 gen 2016)
    Pres. Ramacci Est. Mengoni Ric. Cuomo
    Urbanistica. Natura dell’ordine di demolizione delle opere abusive.

    L’ordine di demolizione impartito dal giudice costituisce un provvedimento accessorio rispetto alla condanna principale, esplicitazione di un potere sanzionatorio non residuale o sostitutivo, ma autonomo rispetto a quello dell’autorità amministrativa, attribuito dalla legge al giudice penale: Esso al pari delle altre statuizioni contenute nella sentenza definitiva, è soggetto all’esecuzione nelle forme previste da codice di procedura penale, avendo natura di provvedimento giurisdizionale, ancorché applicativo di sanzione amministrativa); trattasi, ancora, di una sanzione amministrativa di tipo ablatorio (non di una pena accessoria, né di una misura di sicurezza patrimoniale), caratterizzata dalla natura giurisdizionale dell’organo istituzionale al quale ne è attribuita l’applicazione, la cui catalogazione fra i provvedimenti giurisdizionali trova ragione giuridica proprio nella sua accessività alla “sentenza di condanna: http://www.lexambiente.com/materie/urbanistica/160-cassazione-penale160/12013-urbanistica-natura-dell-ordine-di-demolizione-delle-opere-abusive.html

  4. Fabrizio De Andrè
    marzo 4, 2016 alle 3:46 pm

    Chi deve far applicare la legge in casi di abusi edilizi che devono essere demoliti e invece sono in piedi da secoli?

  5. marzo 22, 2016 alle 3:01 pm

    dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 17 marzo 2016
    Cass. Sez. III n. 8183 del 29 febbraio 2016 (Ud 20 gen 2016)
    Pres. Ramacci Est. Manzon Ric. Afeltra
    Urbanistica.Competenza all’esecuzione dell’ordine di demolizione. (http://www.lexambiente.com/materie/urbanistica/160-cassazione-penale160/12047-urbanistica-competenza-all-esecuzione-dell-ordine-di-demolizione.html)

    Spetta al P.M. la competenza ad eseguire l’ordine di demolizione del manufatto abusivo disposto con la sentenza di condanna per violazione della normativa urbanistica ed antisismica, in quanto la demolizione disposta ai sensi dell’art. 31, comma nono, del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, attrae anche quella disposta ai sensi dell’art. 98, comma terzo, del citato decreto

  6. Fabrizio De Andrè
    marzo 22, 2016 alle 8:36 pm

    Grazie Grig

  7. settembre 14, 2016 alle 2:58 pm

    ancora sulla natura dell’ordine di demolizione.

    dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 14 settembre 2016
    Cass. pen., Sez. III, n. 35052 del 19 agosto 2016 (CC 10 mar.2016)
    Pres. Rosi Est. Riccardi Ric. De Luca
    Urbanistica.Natura dell’ordine di demolizione del manufatto abusivo.

    La demolizione del manufatto abusivo, anche se disposta dal giudice penale ai sensi dell’art. 31, comma 9, qualora non sia stata altrimenti eseguita, ha natura di sanzione amministrativa, che assolve ad un’autonoma funzione ripristinatoria del bene giuridico leso, configura un obbligo di fare, imposto per ragioni di tutela del territorio, non ha finalità punitive ed ha carattere reale, producendo effetti sul soggetto che è in rapporto con il bene, indipendentemente dall’essere stato o meno quest’ultimo l’autore dell’abuso. Per tali sue caratteristiche la demolizione non può ritenersi una «pena» nel senso individuato dalla giurisprudenza della Corte EDU e non è soggetta alla prescrizione stabilita dall’art. 173 cod. pen.

    in http://www.lexambiente.com/materie/urbanistica/160-cassazione-penale160/12366-urbanistica-natura-dell%E2%80%99ordine-di-demolizione-del-manufatto-abusivo1.html

    —————-

    12 settembre 2016
    Cass. pen., Sez. III, n. 30406 del 18 luglio 2016 (Ud 8 apr. 2016)
    Pres. Fiale Est. Di Nicola Ric. Bianca
    Urbanistica. Natura dell’ordine di demolizione del manufatto abusivo.

    La natura di sanzione amministrativa di carattere reale a contenuto ripristinatorio dell’ordine di demolizione comporta poi che esso conserva la sua efficacia anche nei confronti dell’erede o dante causa del condannato o di chiunque vanti su di esso un diritto reale o personale di godimento, potendo essere revocato solo nel caso in cui siano emanati, dall’ente pubblico cui è affidato il governo del territorio, provvedimenti amministrativi con esso assolutamente incompatibili, sicché detta sanzione è priva di finalità punitive e produce perciò effetti che ricadono sul soggetto che è in rapporto col bene, indipendentemente dal fatto che questi sia l’autore dell’abuso, con la conseguenza che tali caratteristiche dell’ordine di demolizione escludono la sua riconducibilità anche alla nozione convenzionale di “pena” elaborata dalla giurisprudenza della Corte EDU.

    in http://www.lexambiente.com/materie/urbanistica/160-cassazione-penale160/12351-urbanistica-natura-dell%E2%80%99ordine-di-demolizione-del-manufatto-abusivo.html

  8. novembre 2, 2016 alle 2:58 pm

    non si può invocare l’inviolabilità del domicilio per evitare l’esecuzione dell’ordine di demolizione dell’abuso edilizio.

    dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 28 ottobre 2016
    Cass. pen., Sez. III, n. 41498 del 4 ottobre 2016 (Cc 7 giu. 2016)
    Pres. Fiale Est. Riccardi Ric. Moscato ed altri
    Urbanistica. Ordine di demolizione e inviolabilità del domicilio.

    In tema di reati edilizi, non sussiste alcun diritto “assoluto” alla inviolabilità del domicilio, desumibile dalle decisioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, tale da precludere l’esecuzione dell’ordine di demolizione di un immobile abusivo, finalizzato a ristabilire l’ordine giuridico violato: http://www.lexambiente.com/materie/urbanistica/160-cassazione-penale160/12455-urbanistica-ordine-di-demolizione-e-inviolabilit%C3%A0-del-domicilio.html

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