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Posts Tagged ‘giustizia’

Sit in per la giustizia, l’ambiente e la salute pubblica nel Sulcis Iglesiente!


Cagliari, Palazzo di Giustizia, sit in

 

 

Carlofortini Preoccupati, Adiquas Nuraxi Figus e Tabarchin pau ben in cumun promuovono un sit in davanti al Palazzo di Giustizia di Cagliari martedi 16 ottobre 2012 in occasione dell’inizio del dibattimento con rito abbreviato nei confronti dell’amministratore delegato della Portovesme s.r.l. Carlo Lolliri e dell’ex assessore (e oggi consigliere comunale) del Comune di Portoscuso Selena Galizia nell’ambito delle vicende che ruotano intorno la realizzazione di una centrale eolica sul demanio civico di Portoscuso e che vedono quale principale indagato l’ex sindaco di Portoscuso Adriano Puddu.

Sosteniamo il sit in e le richieste di giustizia per un territorio che rischia di essere relegato al ruolo di pattumiera di rifiuti. Leggi tutto…

Può un Presidente di Regione amministrare serenamente la ”cosa pubblica” se indagato?


Cagliari, Castello, l’Elefante sulla Torre

 

 

 

Può un Presidente di Regione amministrare serenamente la res publica se indagato dalla magistratura?

La domanda, naturalmente, può riguardare per analogia qualsiasi amministratore della “cosa pubblica” a tutti i livelli e acquisisce di peso man mano che le cariche e le responsabilità sono più elevate.

La risposta, secondo legge, è chiara: l’essere sottoposto a indagini non impedisce l’esercizio di cariche pubbliche.            Si tratta di un problema di opportunità.

Nelle democrazie occidentali basta molto meno perché l’amministratore pubblico dia immediatamente le dimissioni, in Italia – come abbiamo potuto vedere – un Presidente del Consiglio può andare a giudizio anche per concussione e prostituzione minorile e rimanere tranquillamente al suo posto e rappresentare il nostro Paese all’estero. Leggi tutto…

Il demanio civico di Orosei (NU), quando gli interessi di tutti i cittadini rischiano di passare in secondo piano.


Cavallino della Giara (Equus caballus jara)

Le vicende del demanio civico di Orosei (NU) sono quanto mai travagliate e recentemente hanno visto l’emanazione di un provvedimento da parte del Commissario per gli usi civici per la Sardegna di estremo interesse.

E’ però necessario delineare, almeno sinteticamente, il quadro attuale della vicenda.

La Regione autonoma della Sardegna, nell’ambito delle sue competenze in tema di demani civici e diritti di uso civico (legge n. 1766/1927 e s.m.i., legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.), ha recentemente provveduto ad accertare il demanio civico di Orosei con determinazione Direttore Servizio territorio rurale, ambiente, infrastrutture Ass.to agricoltura e riforma agro-pastorale R.A.S. n. 30498/949 del 20 dicembre 2011, dopo una rettifica rispetto a un precedente provvedimento (2005).

Sono stati individuati quali facenti parte del demanio civico del Comune baroniese ben 1.500 ettari circa, fra i quali pinete costiere (Su Barone) e anche buona parte delle aree litoranee di Sos Alinos, dove – a partire dagli anni ’70 del secolo scorso – sono state realizzati insediamenti turistico-edilizi (Cala Ginepro, Cala Liberotto, parzialmente Sas Linnas Siccas). Leggi tutto…

Dispute sui confini e abusi edilizi in Gallura.


Sardegna, muro a secco di confine

Nei secoli passati chi in Gallura aveva del bestiame che sconfinava in terreni altrui vedeva immancabilmente impoverire il suo gregge o la sua mandria.  Se gli sconfinamenti, nonostante tutto, continuavano, l’agguato fra olivastri, macchie e muretti a secco era pressoché certo.   Era il clima aspro, selvaggio, narrato dagli storici e descritto magistralmente nelle dense pagine di Pietro Casu, nel suo Notte Sarda.

Oggi, fortunatamente, agli sconfinamenti si risponde diversamente.

Non sono scomparsi, spesso hanno mutato forma.

E’ il caso che ha visto protagonista Pietro Sotgiu, già sindaco di Trinità d’Agultu (OT) e consigliere provinciale, in passato coinvolto in vicende penali urbanistiche dalle quali uscì pienamente assolto. Leggi tutto…

Ricorso al Governo contro la legge regionale sarda scempia-stagni.


Cagliari, Stagno di Molentargius, nidificazione dei Fenicotteri rosa

Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato (43 voti favorevoli della maggioranza di centro-destra, con voto contrario di S.E.L., astensione del P.D.) il disegno di legge regionale n. 398/A presentato dalla Giunta regionale il 21 giugno 2012 e profondamente modificato dalla IV Commissione consiliare permanente “urbanistica”.

In pratica è rimasto un unico articolo (l’ultimo si riferisce alla mera entrata in vigore della legge), l’articolo 4, con le disposizioni di “interpretazione autentica” della fascia di rispetto spondale degli specchi acquei contenuta nel piano paesaggistico regionale (P.P.R.).

Una vera perla del diritto ambientale, eccola: Leggi tutto…

Case mobili o lottizzazione abusiva?


Alghero, dune e spiaggia di Maria Pia

 

 

104 “case mobili” nel campeggio “Calik Blu”, sulle sponde dello Stagno del Calich, ad Alghero (SS). “Mobili”, ma complete di sottoservizi (fogne, linee elettriche, gas) e sulle rive di una zona umida, sito di importanza comunitario (direttiva n. 92/43/CEE), area tutelata con vincolo paesaggistico e dal piano paesaggistico regionale (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari, nell’ambito di un procedimento penale, ne ha chiesto il sequestro preventivo: il G.I.P. l’ha negato, ma a breve è attesa la pronuncia del Tribunale del riesame. Leggi tutto…

Dopo la “tregua” estiva, riprendono le demolizioni degli abusi edilizi sulla costa ogliastrina.


macchia meditarranea (ginestre, olivastri, cisto)

Nei giorni scorsi sono stati notificati 14 preavvisi di demolizione di abusi edilizi da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei (OG). Fanno parte di un gruppo di 60 demolizioni già effettuate nel periodo aprile-maggio 2012 e di altre 190 ancora da eseguire in forza di ordinanze  contenute in sentenze penali passate in giudicato e riguardanti altrettanti casi di abusivismo sui litorali ogliastrini, in particolare nei territori comunali di Tortolì, Tertenia, Barisardo, Baunei.

Le operazioni di demolizione sono state avviate a iniziare dalla costa di Tortolì, dove nel corso del 2011 e del 2012 sono stati eseguiti – sempre su disposizione della Procura della Repubblica di Lanuseisequestri preventivi di lottizzazioni abusive con complessivamente oltre 300 unità immobiliari, realizzate sotto gli occhi e nel silenzio delle amministrazioni pubbliche competenti. Leggi tutto…

Il piano paesaggistico non deve essere assoggettato a valutazione ambientale strategica.


gemme, acqua, bosco

Riceviamo dallo Studio legale Giuliano di Siracusa e pubblichiamo molto volentieri.      Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Sicilia, con sentenza n. 811 del 27 settembre 2012, ha affermato che il piano paesaggistico non deve essere assoggettato alla procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.), in quanto non dispone norme dirette di gestione territoriale (come i piani urbanistici): “un piano privo di tale contenuto non è assoggettato a VAS, perché non determina alcun impatto sull’ambiente (anzi lo protegge)”.

L’argomento è certo valido sul piano giuridico, quando però sia un autentico piano paesaggistico e non un piano buono solo per difendere gli interessi immobiliari e quelli sottesi alla trasformazione del territorio, come già avvenuto per i piani territoriali paesistici sardi approvati nel 1993 e annullati proprio per i loro contenuti illegittimi anti-paesaggio. Leggi tutto…

Dura condanna alla speculazione edilizia sul litorale di Chia (Domus de Maria).


Domus de Maria, Chia, foce del Rio Chia e Torre costiera

Pesanti condanne inflitte dal Tribunale penale di Cagliari (Sez. I, presidente Mauro Grandesso) ai responsabili di una lottizzazione abusiva sul litorale di Chia (Comune di Domus de Maria, CA), presso il Rio di Chia: un anno e tre mesi a Gianluca Ambu (41 anni, di Cagliari), responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Domusdemaria, un anno per Antonio Cavaleri (49 anni, pavese), amministratore delegato della S.T.I.M. s.p.a. (titolare del complesso “Chia Laguna” e altri), un anno per Alessandro Cavaleri (38 anni, pavese), progettista, e un anno a Massimo Pisu (di Tortolì), progettista.  L’accusa sostenuta dal p.m. Emanuele Secci è stata accolta dal collegio giudicante: l’originario piano di lottizzazione è stato stravolto, con la previsione dell’edificazione di ben 35 ville al posto delle 8 autorizzate: un gioco di prestigio illecito.

Prevista la demolizione e il ripristino ambientale. Leggi tutto…

I piani di inserimento degli impianti produttivi di elettrosmog devono rimanere nell’ambito urbanistico.


Cagliari, Pirri (Is Bingias), il “palazzo dei ripetitori”

Importante pronuncia del Giudice amministrativo lombardo in tema di pianificazione degli impianti produttivi di emissioni elettromagnetiche da parte degli Enti locali.

Com’è noto, l’art. 8, comma 6°, della legge n. 36/2001 e s.m.i. (“Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”) consente ai Comuni di “adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.   Leggi tutto…

Il piano paesaggistico non deve essere assoggettato a valutazione di incidenza ambientale.


dune

Riceviamo dallo Studio legale Giuliano di Siracusa e pubblichiamo molto volentieri.      Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Sicilia, con ordinanza 5 settembre 2012, n. 468/12, riguardo l’adozione del piano paesaggistico della Provincia di Siracusa, ha sancito che “l’adozione del piano paesistico non deve essere preceduta dalla valutazione di incidenza ambientale”, in quanto i fini del piano sono prevalenti rispetto a ogni altro interesse di natura sociale, economica, cultruale.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Garzetta (Egretta garzetta)

IL CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA DECIDE:

IL PIANO PAESISTICO

NON VA SOTTOPOSTO A VALUTAZIONE AMBIENTALE Leggi tutto…

Tuerredda e Malfatano (Teulada), ruspe in arrivo per demolire, per ristrutturare e per costruire.


Teulada, Tuerredda, complesso S.I.T.A.S. s.p.a. in costruzione

Novità in arrivo dal litorale di Tuerredda e di Malfatano (Teulada).   Alle spalle della massacrata spiaggia, Ovidio Marras, l’ultimo residente del furriadroxiu di Tuerredda, riavrà il suo stradello di accesso così com’era o quasi: la società immobiliare S.I.T.A.S. s.p.a. – titolare di una delle peggiori speculazioni edilizie a livello nazionale – ormai ha deciso di attuare i provvedimenti cautelari civilistici in favore del teuladino (al centro di altri procedimenti giudiziari) e demolirà le volumetrie realizzate sull’originario tracciato.

Non le potrà ricostruire, piaccia o no, in quanto violerebbero le disposizioni di tutela del piano paesaggistico regionale oltre alle prescrizioni della sentenza dei Giudici amministrativi di primo grado, pur appellata.

E del clima nel quale sono state effettuate le scelte urbanistiche del litorale di Teulada se ne parlerà anche in un aula di giustizia penale. Leggi tutto…

Nel bosco non si fanno speculazioni edilizie.


Toscana, Castell’Azzara, bosco e cavalli

Importante pronunciamento del Consiglio di Stato sull’individuazione in concreto del concetto di bosco sotto il profilo giuridico,  ripreso dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente: dev’essere presa in considerazione l’intera area interessata e non il mero ambito spaziale oggetto di eventuale trasformazione. In caso diverso, sarebbe agevole “ritagliare” ambiti ridotti (inferiori ai mq. 2.000 previsti dall’art. 2, comma 6°, del decreto legislativo n. 227/2001 e s.m.i.) destinati – per esempio – all’edificazione.

E la definizione “residuale” di bosco sul piano giuridico, ove non siano intervenute definizioni normative regionali, è competenza dello Stato, come ribadito anche dalla sentenza della Corte di cassazione penale, sez. III, 23 gennaio 2007, n. 1874. Leggi tutto…

Traffico di rifiuti speciali al campo nomadi di Cagliari.


Cagliari, incendio di rifiuti presso il campo nomadi

Dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari e del Nucleo investigativo del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, avviate dopo le puntuali denunce del Gruppo d’Intervento Giuridico e degli Amici della Terra su segnalazione di residenti e operatori economici della zona, il  campo nomadi di Cagliari – di proprietà del Comune di Cagliari – era diventato un attivo crocevia dello smaltimento illecito di rifiuti speciali.   In poche parole, secondo le indagini, le apparecchiature informatiche dismesse della Regione autonoma della Sardegna finivano scarnificate nel campo nomadi (dove venivano recuperati metalli successivamente alienabili) e poi bruciate con roghi quasi quotidiani.

Difficilmente questo avveniva a insaputa dei residenti del campo. Leggi tutto…

ILVA di Taranto, fabbrica dei veleni: il sequestro per il risanamento.


La vicenda giudiziaria relativa all’acciaieria ILVA di Taranto ha innescato uno scontro sociale e fra poteri dello Stato così duro e trasversale come raramente s’è verificato in Italia.

In molti – in troppi – cercano di contrapporre le esigenze e i diritti fondamentali della tutela dell’ambiente e della salute pubblica (artt. 9 e 32 cost.) alle esigenze del lavoro e della libertà d’impresa (artt. 1, 35, 41cost.), i poteri della magistratura (artt. 101 e ss. cost.) alle competenze della pubblica amministrazione (artt. 97 e ss. cost.).                          In realtà, finora non s’è vista alcuna reale contrapposizione.

C’è una magistratura che è intervenuta in assenza di adeguate ed efficaci iniziative da parte dell’Azienda e delle amministrazioni pubbliche competenti. Leggi tutto…

Confermato il sequestro penale dell’allevamento Green Hill.


Fra gli interessi dell’industria cosmetica e i diritti degli animali una volta tanto sono questi ultimi a prevalere.

E’ una vittoria da cani, letteralmente.  Difficile, contrastatissima, al termine di una vicenda pluriennale, che ha visto duramente impegnato il movimento animalista italiano.

Riportiamo qui l’importante ordinanza adottata dal Tribunale del riesame di Brescia che ha confermato il sequestro preventivo dell’allevamento.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Beagle

 

Tribunale di Brescia, Sezione feriale penale (procedure ex artt. 309, 310, 324 c.p.p.), 1 agosto 2012, ordinanza.

 

 

(foto da mailing list animalista)

Si apre il processo sullo “strano” inquinamento di Quirra.


Quirra, cartello

anche su Il Manifesto Sardo (“Un inquinamento poligonale”), n. 127, 1 agosto 2012

 

Si è aperto in questo settimane presso il Tribunale di Lanusei il procedimento penale relativo allo  “strano” inquinamentodi Quirra.

Il G.U.P. del Tribunale di Lanusei dott. Nicola Clivio ha aperto il 20 giugno 2012 e proseguito in successive convocazioni, l’udienza preliminare che dovrà verificare se vi siano gli estremi per giungere al dibattimento pubblico.

I risultati delle indagini, condotte dal Procuratore della Repubblica di Lanusei Domenico Fiordalisi con l’ausilio di polizia giudiziaria e di numerosi consulenti tecnici, hanno condotto alla richiesta di rinvio a giudizio di venti persone, fra militari, amministratori locali, medici, docenti universitari.

Ecco le accuse: Leggi tutto…

Il Comune di Olbia acquisisce le ville abusive di Patron di Corru.


Sardegna, paesaggio agrario

Finalmente.   Era ora.    Il Comune di Olbia ha dato corso alle sue competenze in tema di abusivismo edilizio (artt. 27 L e 30 L del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i., 18 della legge regionale n. 23/1985 e s.m.i.) e procede all’acquisizione al proprio patrimonio comunale delle strutture e delle relative aree interessate dalla lottizzazione ritenuta abusiva nell’area agricola (zona “E” dello strumento urbanistico comunale) di Patron di Corru, in seguito al mancato ottemperamento alla sospensione dei lavori entro il termine dei 90 giorni. E, anche in Sardegna, in area agricola possono essere realizzate solo strutture legate all’utilizzo agricolo del suolo, come confermato autorevolmente dalla giurisprudenza penale.

D’altro canto, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania insiste con i Comuni galluresi. Leggi tutto…

Le fasce spondali delle zone umide devono essere protette!


Molentargius, impianti salinieri

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno inoltrato (27 luglio 2012) specifico esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari avverso la deliberazione della deliberazione Giunta regionale della Sardegna n. 25/15 del 12 giugno 2012, con cui – incredibilmente – l’Esecutivo regionale della Sardegna ha deciso, insieme all’approvazione di un disegno di legge regionale, di

“− di interpretare autenticamente, nelle more della definizione dell’iter di approvazione del  suddetto disegno di legge, la lettera g), comma 3, dell’articolo 17 delle norme di attuazione del  piano paesaggistico regionale nel senso che lafascia della profondità dei 300 metri dalla linea  di battigia è da riferirsi esclusivamente ai laghi naturali e agli invasi artificiali, come già stabilito  negli atti ed elaborati del piano paesaggistico regionale;

− di stabilire che l’articolo 17, comma 3, lettera g) delle norme di attuazione del piano  paesaggistico regionale, come interpretato ai sensi del precedente punto, si applica con effetti  retroattivi ai titoli abilitativi rilasciati a decorrere dal 24 maggio 2006, data di adozione del  piano paesaggistico regionale e che i Comuni sono tenuti ad adottare i necessari atti  conseguenti.

In poche parole, la Giunta regionale – senza averne il benché minimo potere – ha deciso di fregarsene altamente della sentenza Cons. Stato, sez. IV, 16 aprile 2012, n. 2188 con cui il massimo Organo della Giustizia amministrativa italiana ha interpretato le disposizioni del piano paesaggistico regionale (P.P.R.) relative alle zone umide (stagni, lagune, saline). Leggi tutto…

Italia, fogne fuorilegge e melma.


Buggerru, condotta di scarico rotta

Come ampiamente previsto, è giunta la condanna da parte della Corte di Giustizia europea (sentenza Corte giust. UE, sez. VII, 19 luglio 2012, causa C-565/10).

Allucinante.    In realtà, ancora oggi ben 159 agglomerati urbani italiani sopra i 15 mila abitanti è privo di un decente sistema di depurazione, in violazione della direttiva n. 91/271/CEE, come modificata dal regolamento n. CE/1137/2008.    Se non si provvederà entro il 2016, arriverà una pesantissima sanzione pecuniaria da parte dell’Unione europea.   Molti sono i Comuni a “vocazione turistica”.

Ne aveva parlato nei mesi scorsi un’interessantissima inchiesta di Alessandro Agostinelli, per L’Espresso.  Da leggere bene.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

 

A.N.S.A., 20 luglio 2012

Italia condannata, non rispetta norme Ue su acque reflue. Reti fognarie fuorilegge in 100 localita’ da Trieste a Ragusa. Leggi tutto…