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Il Comune di Olbia acquisisce le ville abusive di Patron di Corru.


Sardegna, paesaggio agrario

Finalmente.   Era ora.    Il Comune di Olbia ha dato corso alle sue competenze in tema di abusivismo edilizio (artt. 27 L e 30 L del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i., 18 della legge regionale n. 23/1985 e s.m.i.) e procede all’acquisizione al proprio patrimonio comunale delle strutture e delle relative aree interessate dalla lottizzazione ritenuta abusiva nell’area agricola (zona “E” dello strumento urbanistico comunale) di Patron di Corru, in seguito al mancato ottemperamento alla sospensione dei lavori entro il termine dei 90 giorni. E, anche in Sardegna, in area agricola possono essere realizzate solo strutture legate all’utilizzo agricolo del suolo, come confermato autorevolmente dalla giurisprudenza penale.

D’altro canto, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania insiste con i Comuni galluresi.

Vecchia storia: i Comuni hanno poca voglia di verificare le costruzioni in odore di abusivismo edilizio, ancor meno voglia di eseguire in via amministrativa gli ordini di demolizione contenuti nelle sentenze penali passate in giudicato.   E’ vero, spesso il personale a disposizione è scarso e ancora più scarsa è la disponibilità della Regione autonoma della Sardegna a fornire supporto professionale e materiale. Assolutamente nulla la volontà di eseguire interventi sostitutivi

Bisogna ricordare che, però, sono proprio i Comuni il primo baluardo difensivo per l’abusivismo edilizio.

Sono tutti compiti previsti dalla legge, qui è disponibile un dossier in materia.

Ci pensa, ancora una volta, la magistratura a spingerli verso scelte virtuose.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

 

Gallura, cantiere edile sulla costa

da L’Unione Sarda, 7 agosto 2012

Applicata la norma che toglie gli edifici ai proprietari prima delle sentenze definitive. Ville abusive? Tutte al Comune. Per la lottizzazione di Patron di Corru scatta la confisca.  Chi ha comprato gli edifici costruiti in zona agricola (molti inglesi e tedeschi) perderà tutto, i legali preparano i ricorsi al Tar.

Per i proprietari delle 32 ville di Patron di Corru (secondo la Procura di Tempio, tutte abusive perché costruite in zona agricola, sulla base di concessioni illegittime) le brutte notizie arrivano sempre d’estate. Lo scorso anno, a luglio, la lottizzazione è stata posta sotto sequestro dal Gip di Tempio. Ora, gli acquirenti dei lotti in aperta campagna (la località si trova a metà strada tra Olbia e Arzachena) è stato informato sull’iter avviato dal Comune per la confisca. L’amministrazione municipale olbiese non fa altro che applicare l’articolo 18 della legge regionale 23 del 1985. Chi era stato invitato a sospendere i lavori e non lo ha fatto entro 90 giorni, perde tutto.

LA BATOSTA.   La confisca, in questo caso, è un provvedimento amministrativo e, dunque, il pm che si sta occupando del caso, Roberta Guido, non ha voce in capitolo. Un conto è, infatti, l’indagine penale a carico di quaranta persone (tra le quali l’ex presidente del Consiglio comunale di Olbia Tonino Pizzadili, la moglie Anna Maria Manca, dirigente comunale, e l’ex capo dell’Ufficio tecnico del Comune, l’ingegnere Antonello Zanda), altra questione è il procedimento amministrativo per l’acquisizione del bene. Il Comune può attivarsi anche prima delle sentenze definitive.

LA SORPRESA.   Molti proprietari, avvisati dai loro difensori o dal personale del Corpo Forestale durante gli interrogatori, sono rimasti di sasso. Da un anno stanno facendo di tutto per rientrare nelle villette (il gip Vincenzo Cristiano ha rigettato tutte le istanze) e, ora, hanno saputo che presto potrebbero perdere tutto definitivamente. L’avvocato Agostinangelo Marras assiste buona parte degli indagati, non ha voluto commentare gli ultimi sviluppi della vicenda. A quanto pare si sta preparando a portare il caso davanti al Tar.

STRANIERI DISPERATI.   Di recente, gli investigatori dell’Ispettorato forestale di Tempio, coordinati dal direttore Giancarlo Muntoni, hanno sentito alcuni indagati. Si tratta di un gruppo di stranieri, inglesi e tedeschi, che hanno comprato gli edifici. Stando all’ipotesi del pm, il consorzio per la produzione di olio (a Patron di Corru era previsto l’impianto di oliveti) è rimasto sulla carta, mentre nella zona è sorto un piccolo borgo rurale. Una coppia di inglesi ha spiegato: «Abbiamo venduto la casa a Londra per poter vivere qui, lavorando in campagna». Persone in buona fede, dunque. Ma c’è il problema della lottizzazione abusiva e la confisca immediata potrebbe essere applicata non solo a Patron di Corru.     A.B.

 

 

Gallura, costa

Procura.

I pm insistono con i sindaci: «Demolizioni obbligatorie».

La Procura della Repubblica si sta occupando da mesi delle sentenze di condanna, passate in giudicato, per abusi edilizi piccoli e grandi. Il problema, soprattutto nei centri costieri, è che molti provvedimenti sono finiti nel dimenticatoio. Il procuratore Riccardo Rossi ha chiesto agli amministratori e ai dirigenti comunali di Olbia, Santa Teresa, Arzachena, Palau, La Maddalena e altri paesi della Gallura, un’azione efficace per dare esecuzione alle sentenze. A quanto pare proprio l’amministrazione municipale olbiese ha risposto alle richieste del pm Rossi con una certa difficoltà. Le ordinanze che, per la Procura, devono essere eseguite non sono poche. L’alternativa alla confisca, per opere piccole e grandi, è la demolizione. ( a. b. )

(foto per conto GrIG)

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  1. icittadiniprimaditutto
    agosto 7, 2012 alle 10:29 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. agosto 7, 2012 alle 10:33 pm

    LA SARDEGNA E’ UNA TERRA MERAVIGLIOSA, MA GLI ABITANTI NON MI SONO MAI PIACIUTI. QUANDO PENSO AI SEQUESTRI DI PERSONA CHE ANNI ADDIETRO HANNO FATTO, RITENGO CHE SI TRATTA DI UNA COSA ORRIPILANTE. LORO PUNTANO SU CIFRE MILIARDARIE, NON SI ACCONTENTANO DI UNO STIPENDIO NORMALE. ANCHE NEGLI ALBERGHI NON HO TROVATO PERSONALE GENTILE, NON SONO AFFATTO DISPONIBILI COME AD ESEMPIO I NAPOLETANI O GLI ISCHITANI.

    • agosto 7, 2012 alle 11:17 pm

      per pura informazione, Benedetta, non tutti i sardi sono sequestratori di persone, così come non tutti i napoletani sono camorristi, così come non tutti i siciliani sono mafiosi, così come non tutti gli arabi sono terroristi suicidi, così come…gli stereotipi sono sempre un po’ stupidi 😉 non è vero?

    • Occhio nudo
      agosto 8, 2012 alle 12:56 pm

      La Sardegna è una terra meravigliosa, abitata da sardi. Sarebbe bello se fosse piena di napoletani o di ischitani o, magari, di finlandesi però, purtroppo per te, cara Benedetta, ci siamo noi a gestirla, a viverla, ogni giorno dell’anno, con il sole, con la pioggia, con il vento, e con vari eventi nefasti da affrontare, come la siccità, la disoccupazione, e le visite di gente come te.

    • Carlos Cesar Formica
      agosto 9, 2012 alle 12:38 pm

      Benedetta, io penso tutto l’opposto, dopo di essere qua 21 anni e per lavoro devo “vivere” tanto tempo a Napoli. Mi sembra che como Napoletana ai una trava davanti a gl’occhi, non vedi niente per te stessa. Prova ha capire, la terra da figli como Lei. Credo che i sardi ti vedono come sei e cosa rapresenti, figlia di terra piena di cemento e cultura di camorra, con su violenza, mancanza di educazione e sopraffazione.
      Fatti la domanda perche non ci sono qua questi secondi stati.
      Non sono sardo e como capisci, ho fatto la mia scelta con i miei occhi e il mio cuore.

  3. Carlo Foderà - Trapani - Sicilia
    agosto 9, 2012 alle 12:11 am

    Risposta grandiosa !!!! Non servono commenti.

  4. giovanni
    agosto 9, 2012 alle 1:25 am

    occhio nudo, concordo al 100%

  5. febbraio 20, 2013 alle 2:49 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 20 febbraio 2013
    Falsi agricoltori nella lottizzazione abusiva di Palau, 64 denunciati.
    Blitz della Forestale in un terreno inedificabile con vista sul mare. Nella zona sono consentite solo costruzioni rurali: l’inchiesta è partita quando a chiedere la deroga erano state persone di diverse parti del mondo tutt’altro che agricoltori. (Giampiero Cocco): http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2013/02/20/news/falsi-agricoltori-nella-lottizzazione-abusiva-di-palau-64-denunciati-1.6568828

    • febbraio 21, 2013 alle 2:53 pm

      da La Nuova Sardegna, 21 febbraio 2013
      Palau, ora l’insediamento abusivo potrebbe essere confiscato.

      PALAU. L’insediamento agricolo abusivo sulle alture tra Porto Pollo e Scopa non sarà realizzato, almeno stando alle richieste avanzate dagli investigatori del corpo forestale regionale, che hanno chiesto alla magistratura gallurese il sequestro giudiziario dell’intera area. L’indagine che ha portato alla denuncia di 64 persone tra venditori e acquirenti dei lotti di terreno frazionati illegalmente – non esiste infatti alcuna richiesta in tal senso avanzata al comune di competenza, quello di Palau – sugli oltre cento ettari di terrreni a destinazione agricola compresi nel quadrilatero Scopa, Barrabisa, Monte Altura e Porto Pollo potrebbero finire con una confisca, se i realizzatori della “bonifica agraria” dovessero risultare colpevoli e condannati. L’inchiesta della procura della Repubblica di Tempio era nata dopo la segnalazione dei responsabili dell’ufficio tecnico del comune di Palau che avevano rilevato delle incongruenze in diverse richieste di concessione edilizia in deroga riguardanti insediamenti rurali sul territorio. Insediamenti tutti concentrati su una fascia ben precisa, i vasti terreni appartenenti ad una nota famiglia di Palau che li aveva eredita dopo il decesso di un loro parente. In troppi, considerato il particolare stato del terreno, ricco di graniti e dirupi, avevano sostenuto d’essere contadini pur di aggirare le norme edilizie regionali esistenti sulla zona, che limita alle case coloniche (cento metri quadri per un ettaro) le concessioni edilizie licenziabili dall’amministrazione comunale competente. (g.p.c.)

  6. marzo 8, 2013 alle 2:58 pm

    un’altra lottizzazione ritenuta abusiva in zona agricola, a Loiri – Porto S. Paolo (OT).

    da La Nuova Sardegna, 8 marzo 2013
    L’assalto alle coste. Lottizzazione abusiva, 18 denunciati. Blitz del corpo di vigilanza ambientale a «Giaddoni», un’altura a Porto San Paolo con vista mozzafiato su Tavolara. (Giampiero Cocco)

    LOIRI PORTO SAN PAOLO. Arnie e oliveti, per produrre miele sardo e olio extravergine, queste le attività che un ingegnoso gruppo di aspiranti bioagricoltori era intenzionato a portare avanti sulla collina di “Giaddoni”, tra Loiri e Porto San Paolo. Una altura panoramica con vista mozzafiato sul golfo di Olbia, sull’area marina protetta di Coda Cavallo e, all’orizzonte, le isole di Tavolara e Molara. In diciotto, tra lottizzanti e acquirenti, sono stati denunciati nei giorni scorsi alla procura della Repubblica di Tempio dagli uomini del corpo forestale regionale che, seguendo le tracce offerte loro dall’ufficio tecnico comunali di Loiri Porto San Paolo, hanno individuato una nuova maxi lottizzazione abusiva nell’entroterra. A “Giaddoni” i proprietari degli oltre 50 ettari di terreno agricolo (Zona E) avevano già provveduto a realizzare una strada panoramica, che dalla provinciale porta direttamente in cima alla collina. Qui, attraverso un frazionamento abusivo, avevano realizzato 26 lotti, sedici dei quali già venduti ad “apicoltori” della Val Brembana, svizzeri, austriaci e tedeschi, mentre altrettanti lotti, da trasformare in oliveti, erano stati venduti a “contadini” provenienti da Francia, Regno Unito, Italia e Belgio. Gli agenti del corpo di vigilanza ambientale hanno portato avanti la loro indagine per oltre un anno, scoprendo che nei lotti tra cisti e graniti di monte “Giaddoni” erano in procinto d’essere realizzate quattro abitazioni su altrettanti ruderi, ingrandendoli con il piano casa. Un progetto, questo, che aveva messo in allarme gli addetti all’ufficio tecnico comunale di Loiri i quali, dopo aver ricevuto i primi progetti, avevano inoltrato una segnalazione alla procura delle Repubblica che aveva dato il via alle indagini, affidando gli accertamenti al corpo forestale. Al momento un provvedimento di sequestro preventivo è scattato, d’iniziativa del corpo di vigilanza ambientale della stazione di Padru, per la stradina che si inerpica sinuosamente, come un serpente, sulla collina. Anche questa realizzata in dispregio ad ogni regolamento urbanistico, ambientale e paesaggistico. A realizzare l’insediamento rurale sarebbero stati i proprietari dei terreni, tre persone che sono state denunciate alla magistratura gallurese per lottizzazione abusiva cartolare e falso in atti pubblico, mentre quindici acquirenti dovranno rispondere di concorso in questi reati. Il caso è similare a quello appena scoperto e denunciato alla magistratura nelle colline di Palau, dove gli eredi di una immensa proprietà rurale di oltre cento ettari avevano trovato il modo di frazionare e lottizzare abusivamente i loro terreni con vista sull’arcipelago della Maddalena. In quel caso le domande giunte all’ufficio tecnico del comune di Palau riguardavano un progetto di insediamento rurale in deroga, in pratica agricoltori che avrebbero dovuto realizzare campi di grano e mais, con stazzo annesso.

    • marzo 9, 2013 alle 2:47 pm

      da La Nuova Sardegna, 9 marzo 2013
      L’INCHIESTA. Cemento sulle coste, la procura setaccia altre lottizzazioni. (Giampiero Cocco)

      OLBIA. Il giro di vite sugli abusi edilizi l’aveva imposto, poco meno di un anno fa, la procura della Repubblica di Tempio. Il capo dell’ufficio inquirente, Riccardo Rossi, aveva convocato al palazzo di giustizia i dirigenti degli uffici tecnici di una decine di comuni costieri e dell’interno e i responsabili della polizia municipale (oggi polizia locale, ma il concetto e il servizio sul territorio non cambia) ed aveva spiegato loro una cosa molto semplice. Essendo bloccati, in Procura, oltre un migliaio di fascicoli processuali riguardanti denunce per abusi edilizi, ed essendo rimaste inevase la maggioranza delle richieste di informative inviate dagli uffici inquirenti ai vari settori delle amministrazioni comunali, oltre ad aver constatato che decine e decine di sentenze passate in giudicato e che prevedevano l’abbattimento del manufatto abusivo o la sua acquisizione al patrimonio comunale, perché oggetto di confisca, non erano state eseguite, il magistrato aveva sollecitato risposte certe e in tempi rapidi. Detto e fatto. In poco meno di sei mesi sono arrivate decine di segnalazioni nonchè altrettante risposte da tempo inevase, da qui le nuove e più incisive indagini affidate al corpo di vigilanza ambientale della Regione Sarda per “stanare” gli abusivi, anche quelli in itinere, come coloro che, in due casi (ci sarebbe un’altra inchiesta che riguarderebbe una mega lottizzazione abusiva sulla Costa) avrebbe messo a nudo i progetti per realizzare, in terreni agricoli, insediamenti “rurali” facendoli passare per costruzioni annesse a terreni destinati a colture agricole. Oliveti, campi di grano e, come nel caso di Loiri Porto San Paolo, postazioni di arnie per produrre il miele d’asfodelo. La legge regionale è chiara: per realizzare una abitazione rurale da cento metri quadri basta un ettaro di terreno, purchè il richiedente sia iscritto all’albo dei coltivatori diretti o degli allevatori.E così, negli anni, decine di vecchi stazzi e nuovi stazzi sono stati resi confortevoli e abitabili da professionisti, manager, artigiani, impiegati e decine di altre persone che, con una semplice dichiarazione, hanno ottenuto licenze in deroga e, in alcuni casi, anche finanziamenti regionali per dotare la loro casa di attrezzature agricole. Il controllo finale su questi “braccianti abusivi” spetta alle amministrazioni comunali, che hanno il compito di verificare, attraverso i loro uffici tecnici e ispettivi (i vigili urbani) se quello stazzi in cima alla collina e nello sperduto angolo del territorio sia funzionale, o meno, alla attività, dichiarata per poter accedere all’edilizia rurale. «Questo controllo è facilitato nei piccoli comuni – spiega un esperto in urbanistica –, che condono poche licenze edilizie, più complesso per le grandi amministrazioni, che dovrebbero disporre di una adeguata struttura ispettiva che verifichi, caso per caso, ogni licenza rilasciata». Sembrerebbe ovvio, ma così non è stato, finora

  7. aprile 3, 2013 alle 11:10 pm

    da L’Unione Sarda on line, 3 aprile 2013
    Lottizzazione abusiva tra Telti e Olbia. Dieci iscritti nel registro degli indagati: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/310224

    • aprile 4, 2013 alle 1:08 pm

      da La Nuova Sardegna, 4 aprile 2013
      Tecnici e amministratori nei guai per i lotti abusivi a «Conchiggjoli». Telti, l’inchiesta del corpo forestale avviata un anno fa dopo un dettagliato esposto in Procura Su quattro ettari di terreno agricolo sarebbero state concesse, illecitamente, diverse licenze edilizie. (Giampiero Cocco)

      TELTI. L’ennesima lottizzazione abusiva scoperta in Gallura dal corpo di vigilanza ambientale riguarda un appezzamento di terreno, poco meno di 4 ettari, dove un gruppo di “braccianti agricoli” voleva realizzare 4 villette residenziali. Sono dieci le persone denunciate alla procura della Repubblica per lottizzazione abusiva, e nel caso di Telti le ipotesi di reato sono state estese anche ad alcuni esponenti dell’amministrazione comunale, denunciati per rifiuto d’atti d’ufficio, falsità materiale e abuso d’ufficio. L’inchiesta, nata poco meno di un anno fa dopo una dettagliata denuncia, vede coinvolti i proprietari del terreno, un geometra, alcuni amministratori comunali e tre acquirenti dei lotti che, stando agli accertamenti compiuti dal corpo forestale, avrebbero avuto come finalità la costruzione, nelle campagne attorno a Telti, di alcune villette su terreni destinati all’agricoltura. Il tutto – stando alle indagini portate avanti dalla vigilanza ambientale –, aggirando la legge regionale con l’espediente della cessione dei lotti a persone che figurerebbero come agricoltori, da qui la possibilità di realizzare villette monofamiliari e per le quali sarebbero già state firmate le relative licenze edilizie. Una pratica, questa, che ha portato gli uomini della vigilanza ambientale del Nipas (il nucleo investigativo di polizia ambientale forestale) dentro gli uffici tecnici del Comune di Telti dove sono state acquisite le diverse pratiche relative alle concessioni edilizie rilasciate per la località di “Conchiggjoli”, una zona impervia a pochi chilometri da centro abitato. Nelle grane giudiziarie sono finiti i proprietari del terreno (tre persone), alcuni amministratori comunali, tra i quali l’ex assessore all’urbanistica, un professionista del posto e la moglie di quest’ultimo. Tutti denunciati alla magistratura per lottizzazione cartolare abusiva, mentre le ulteriori contestazioni riguardano soltanto gli amministratori comunali. Il caso di “Conchiggjoli” era stato evidenziato in un esposto presentato al corpo forestale, esposto che parlava esplicitamente di favoritismi nel rilascio di licenze edilizie per edificare in zone agricole ad una persona che risultava, a tutti gli effetti, come coltivatore diretto ma, una volta ottenuta la licenza edilizia, questa veniva ceduta a terze persone, che poco avevano a che fare con la coltivazione di cavoli o cipolle. Ora non resta che attendere le decisioni della magistratura chiamata, nel giro di pochi mesi, a valutare la consistenza o meno delle accuse mosse dal corpo forestale nei confronti di un centinaio di falsi agricoltori internazionali che hanno acquistato, tra Palau, Loiri Porto San Paolo e ora anche a Telti (ma in questo caso gli acquirenti sono originari dell’isola) il loro piccolo orticello da coltivare

  8. gennaio 23, 2014 alle 2:57 pm

    da La Nuova Sardegna, 23 gennaio 2014
    «Patron di Corru», rinviato il processo. Mancata notifica per sette dei cinquantadue indagati per il residence di “agricoltori” realizzato nella collina di Cugnana. (Giampiero Cocco)

    OLBIA. Sui 52 notifiche, tanti sono infatti gli indagati nel mega processo per gli abusi edilizi di “Patron di Corru”, la collina di Cugnana trasformata in lotti ceduti a falsi “agricoltori”, 7 non sono andate a buon fine. L’udienza preliminare tenuta ieri dal gup Marco Contu è stata quindi aggiornata al 4 maggio prossimo, quando anche gli ultimi sette “coloni”, residenti in diverse zone dell’Europa, saranno informati che al tribunale di Tempio è aperto un processo che li vede indagati di abusi edilizi, falso in atto pubblici e lottizzazione abusiva. L’inchiesta, che vede tra gli indagati l’ex capo dell’ufficio tecnico di Olbia Antonio Giovanni Zanda, l’attuale consigliere comunale di “Unidos”, già presidente Pdl del consiglio comunale di Olbia Tonino Pizzadili nonchè cinquanta tra imprenditori, manager, casalinghe, possidenti, geometri, professionisti, avvocati e magnati della penisola e di tutte le nazione dell’Europa, compresa una modella dell’Ucraina, venne aperta nel 2010 dagli uomini della vigilanza ambientale su denuncia di un legale di Roma che raccontava come i terreni confinanti con la sua proprietà, nelle alture di Patron di Corru a Cugnana, si erano trasformati in una ridente e attrezzata località di villeggiatura, nonostante fossero aree ad uso prettamente agricolo. Gli accertamenti da parte degli agenti del corpo di vigilanza ambientale regionale si conclusero con un gigantesco sequestro disposto dalla magistratura gallurese sull’intera area, una sessantina di ettari, dove erano state realizzate strade, reti fognarie, impianti elettrici e decine di villette con tanto di piscina e, annesso, un piccolo giardino con piante di olivo. Tanto per dare la parvenza di un vero insediamento agricolo, così come era stato dichiarato all’ufficio tecnico di Olbia al momento di richiedere le licenze edilizie. Nella mega lottizzazione abusiva, che rischia di finire confiscata, anzichè piantare cipolle e cavolfiori era stato distribuito, a pioggia, cemento e mattoni, un complesso residenziale con tanto di ville, piscine, giardini e dependance utilizzato, nella stagione estiva, da “agricoltori” di messa Europa,Nessuno dell’ufficio tecnico comunale di Olbia aveva mai effettuato ispezioni nella lottizzazione abusiva trasformata in pochi anni in residence agreste occupato pocjhi mesi loanno, e non per le 1900 ore annue previste dall’edilizia agraria. Un centro dove erano molti i turisti che prendevano in affitto dai proprietari le case in collina con vista mare.

  9. maggio 16, 2014 alle 2:57 pm

    A.N.S.A., 16 maggio 2014
    Lotti abusivi in Gallura, 54 indagati. Terreni agricoli acquistati anche da tedeschi e francesi: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2014/05/16/lotti-abusivi-in-gallura-54-indagati_674b0719-4db7-4acd-a3df-426ad6aeee36.html

    _________________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 16 maggio 2014
    Maxi-lottizzazione con vista sull’arcipelago: 54 indagati.
    Oltre 120 ettari di terreno a destinazione agricola a Palau sarebbero stati trasformati in un insediamento residenziale. (Giampiero Cocco): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/05/16/news/maxi-lottizzazione-con-vista-sull-arcipelago-54-indagati-1.9237141

  10. marzo 20, 2017 alle 2:48 pm

    ed ecco che arriva la “santa” prescrizione.

    da La Nuova Sardegna, 18 marzo 2017
    Processo per abusi edilizi dissequestrate otto ville.
    Il provvedimento del Riesame emesso sulle “case rurali” di Patron di Corru L’avvocato degli indagati ha fatto rilevare l’intervenuta prescrizione del reato. (Giampiero Cocco): http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2017/03/18/news/processo-per-abusi-edilizi-dissequestrate-otto-ville-1.15054156

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