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Tuerredda e Malfatano (Teulada), ruspe in arrivo per demolire, per ristrutturare e per costruire.


Teulada, Tuerredda, complesso S.I.T.A.S. s.p.a. in costruzione

Novità in arrivo dal litorale di Tuerredda e di Malfatano (Teulada).   Alle spalle della massacrata spiaggia, Ovidio Marras, l’ultimo residente del furriadroxiu di Tuerredda, riavrà il suo stradello di accesso così com’era o quasi: la società immobiliare S.I.T.A.S. s.p.a. – titolare di una delle peggiori speculazioni edilizie a livello nazionale – ormai ha deciso di attuare i provvedimenti cautelari civilistici in favore del teuladino (al centro di altri procedimenti giudiziari) e demolirà le volumetrie realizzate sull’originario tracciato.

Non le potrà ricostruire, piaccia o no, in quanto violerebbero le disposizioni di tutela del piano paesaggistico regionale oltre alle prescrizioni della sentenza dei Giudici amministrativi di primo grado, pur appellata.

E del clima nel quale sono state effettuate le scelte urbanistiche del litorale di Teulada se ne parlerà anche in un aula di giustizia penale.

Nel mentre, visto che l’obiettivo del c.d. piano per l’edilizia della Giunta Cappellacci (legge regionale n. 4/2009) era quello di aiutare le povere famiglie sarde a realizzar una stanza in più per i pargoli in crescita, Alessandro Benetton ristrutturerà e amplierà la villa a picco sul mare di Tuerredda, già proprietà di uno dei fratelli Monzino, gli originari padroni della costa.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

 

Teulada, Tuerredda, complesso S.I.T.A.S. s.p.a. in costruzione

da La Nuova Sardegna, 7 settembre 2012

Teulada, ha vinto il pastore: giù il resort della Sitas. La società che fa capo ai fratelli Benetton, a Toti e Caltagirone studia come demolire l’edificio che ha cancellato una strada sterrataMauro Lissia

TEULADA. Una parte del resort costruito dalla Sitas a trecento metri dalla spiaggia di Tuerredda, nel compendio naturalistico di Malfatano, sarà demolita per restituire al pastore teuladino Ovidio Marras lo stradello sterrato che l’impresa gli aveva deviato per fare spazio al corpo centrale del complesso turistico. Per la società che fa capo ai fratelli Benetton, a Toti e Caltagirone non c’era altra scelta: l’ordinanza firmata il 22 ottobre 2010 dal giudice civile Susanna Zanda è esecutiva e il ricorso nel merito presentato dai legali della Sitas al tribunale non ne poteva sospendere l’efficacia. Gli ingegneri e gli architetti dell’impresa sono già al lavoro: nei giorni scorsi hanno incontrato Ovidio Marras e i suoi familiari per cercare un accordo che consenta al costruttore di salvare almeno una parte dell’hotel e di rielaborare il progetto senza togliere alla struttura volumetrie considerate essenziali. Il pastore, proprietario dell’area contigua al resort dove si trova il suo antico furriadroxiu, ha accettato il dialogo ma si è mostrato irremovibile: rivuole il suo stradello, lo rivuole uguale a come è sempre stato, il tracciato non deve essere complicato da curve a gomito e da alterazioni arbitrarie. Al massimo – così è emerso dai colloqui coi rappresentanti di Sitas – Ovidio darebbe il proprio assenso per una piccola curva, una modifica appena percettibile del vecchio percorso che l’impresa ha cancellato infilandosi in una controversia giudiziaria dalla quale l’ottantenne Marras è uscito vincente sia al primo che al secondo grado del giudizio cautelare.

Teulada, Capo Malfatano

Un cosa è certa: Sitas dovrà andare incontro a costi di demolizione e di ristrutturazione piuttosto pesanti. Soprattutto, se i proprietari decideranno di recuperare le volumetrie sull’area di Tuerredda, sarà indispensabile ripetere la procedura di autorizzazione e non è detto che questa volta l’ufficio regionale tutela del paesaggio e le sovrintendenze concedano i nullaosta. Sul piano immobiliare incombe infatti la sentenza emessa dal Tar il 7 febbraio scorso, che accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati Filippo Satta e Carlo Dore per Italia Nostra ha bloccato i lavori per l’illegittimità della procedura seguita dall’ufficio Sivea della Regione nella valutazione dell’impatto ambientale. Il progetto è stato valutato in cinque parti e non nel suo complesso. Sitas ha ricorso al Consiglio di Stato, nel frattempo però le imprese di Teulada che lavoravano a Tuerredda sono state costrette a fermarsi. L’ipotesi è che Sitas si limiti a “tagliare” l’edificio che ha invaso lo stradello di cui Ovidio è comproprietario senza recuperare lo spazio altrove. Questa scelta garantirebbe la salvezza di quanto è stato costruito finora in attesa che i giudici amministrativi di secondo grado si pronuncino. Gli avvocati Mario Sannino e Riccardo Montanaro, per conto di Sitas, hanno sostenuto che i cinque piani di lottizzazione sui 720 ettari della proprietà sono divisi l’uno dall’altro, quindi dovevano essere esaminati separatamente.

Teulada, Tuerredda, chiosco e stabilimenti balneare

TEULADA. E grazie al piano casa Benetton allarga la villa. 

TEULADA. Dopo Silvio Berlusconi coi suoi tukul da realizzare alla Certosa di Porto Rotondo, anche l’industriale Alessandro Benetton si appresta a beneficiare delle norme sul piano casa elaborate dall’amministrazione Cappellacci: la splendida villa costruita negli anni Sessanta sulla scogliera vicinissima alla spiaggia di Tuerredda dall’ex proprietario della Rinascente Francesco Emanuele Monzino e acquistata anni fa da Benetton sarà drasticamente ristrutturata e ampliata sulla base di un progetto firmato dal celebre architetto francese Savin Couelle, notissimo in Gallura per le sue opere e per essere il figlio dell’ideatore della Costa Smeralda ai tempi dell’Aga Khan. I lavori stanno per cominciare, le autorizzazioni comunali e regionali sono arrivate a tempo di record dopo la richiesta presentata dal rappresentante di Benetton – Piergiorgio Piga – il 3 agosto 2010 al Comune di Teulada. Dieci giorni dopo la pratica è passata alla Regione e nella primavera dell’anno scorso sono stati perfezionati i nullaosta, compreso quello paesaggistico: la pratica è stata licenziata dai Beni Culturali con parere positivo il 26 maggio 2011. Benetton potrà ingrandire e trasformare la vecchia villa che si affaccia sul lido di Tuerredda.

Teulada, Tuerredda, cantiere Sitas s.p.a.

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    settembre 7, 2012 alle 8:43 PM

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Giovanni
    settembre 8, 2012 alle 10:13 am

    vorrei disporre di qualche kg di tritolo, ci penserei io a risolvere il problema.

  3. Occhio nudo
    settembre 9, 2012 alle 5:40 PM

    Grande Ovidio!

  4. Nora Gugume
    settembre 9, 2012 alle 7:52 PM

    Ampliamenti? l’art.2-comma 5 della L.R. n°4 (Piano casa) consente,nella fascia dei 300 m.dal mare ampliamenti massimi fino al 10%
    delle volumetrie esistenti. E allora….E la piscina poi?
    O Dei che state nell’olimpo dei pubblici uffici e dispensate preziose autorizzazioni rivolgete
    il vostro sguardo e la vostra benevolenza anche ai comune mortali indigeni . “Fattece capìì”!

  5. dicembre 19, 2012 alle 2:51 PM

    da La Nuova Sardegna on line, 19 dicembre 2012
    Il pastore Marras vince anche contro il suo ex avvocato. Dopo averla spuntata contro la Sitas, che bloccava la stradina di accesso al suo ovile, ottiene 300mila euro dal legale che voleva impadronirsi dei terreni di Malfatano, dopo avergli fatto firmare un contratto capestro. (Mauro Lissia): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2012/12/19/news/il-pastore-marras-vince-anche-contro-il-suo-ex-avvocato-1.6222454

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