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Dura condanna alla speculazione edilizia sul litorale di Chia (Domus de Maria).


Domus de Maria, Chia, foce del Rio Chia e Torre costiera

Pesanti condanne inflitte dal Tribunale penale di Cagliari (Sez. I, presidente Mauro Grandesso) ai responsabili di una lottizzazione abusiva sul litorale di Chia (Comune di Domus de Maria, CA), presso il Rio di Chia: un anno e tre mesi a Gianluca Ambu (41 anni, di Cagliari), responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Domusdemaria, un anno per Antonio Cavaleri (49 anni, pavese), amministratore delegato della S.T.I.M. s.p.a. (titolare del complesso “Chia Laguna” e altri), un anno per Alessandro Cavaleri (38 anni, pavese), progettista, e un anno a Massimo Pisu (di Tortolì), progettista.  L’accusa sostenuta dal p.m. Emanuele Secci è stata accolta dal collegio giudicante: l’originario piano di lottizzazione è stato stravolto, con la previsione dell’edificazione di ben 35 ville al posto delle 8 autorizzate: un gioco di prestigio illecito.

Prevista la demolizione e il ripristino ambientale.

Da qui la nuova condanna per il tecnico comunale Gianluca Ambu, comprensiva dell’interdizione dai pubblici uffici, dopo quella a due anni ottenuta nel maggio 2011 dal Tribunale penale di Cagliari per la lottizzazione abusiva di Setti Ballas, al termine di un procedimento nato proprio da esposti (2004, 2006) delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra.

Domus de Maria, Chia, cartello sequestro preventivo area lavori campo da golf (2007)

Ma è anche una nuova condanna per Antonio Cavaleri, l’amministratore delegato della S.T.I.M. s.p.a. ritenuto responsabile dai Giudici cagliaritani di primo e di secondo grado (dicembre 2009) della realizzazione abusiva di lavori per un campo da golf, sempre a Chia, e sempre al termine di un procedimento nato proprio da esposto (2007) delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra. Intervento abusivo questo che si vorrebbe far magari resuscitare grazie alla legge n. 19/2011 sul golf, sotto giudizio da parte della Corte costituzionale.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra esprimono l’auspicio che si possa giungere presto al completo ripristino ambientale e che la vicenda giudiziaria possa costituire un importante precedente per scongiurare future speculazioni.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Domus de Maria, Chia, veduta panoramica

 

da La Nuova Sardegna, 29 settembre 2012

Processo a Cagliari: Chia, quattro condanne per lottizzazione abusiva. Davanti al giudice per un piano di lottizzazione nel compendio naturalistico di Chia: le accuse vanno dall’abuso d’ufficio alla lottizzazione abusiva.   Mauro Lissia

CAGLIARI. Il piano di lottizzazione prevedeva otto ville, non di più: troppo delicato il compendio naturalistico di Chia perché il cemento potesse andare oltre. Ma alla Stim spa, un’impresa che da molti anni lavora sul mare di Domusdemaria, voleva di più: 35 ville, con un incremento di volumi del 600 per cento e la prospettiva di trasformare un sito pregiatissimo in un villaggio di grandi dimensioni. E’ stata la Sovrintendenza a segnalare quanto stava per accadere, il nucleo investigativo del Corpo forestale ha accertato gli abusi e ieri i responsabili sono stati condannati a pene che vanno considerate esemplari: un anno e tre mesi per il geometra responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Domusdemaria Gianluca Ambu (41 anni) di Cagliari, un anno all’amministratore delegato della Stim Antonio Cavaleri (49), stessa pena al progettista Alessandro Cavaleri (38) – entrambi originari della provincia di Pavia – e al collega Massimo Pisu di Tortolì che aveva elaborato il progetto di variante alla concessione edilizia. Le accuse vanno dall’abuso d’ufficio al falso fino alla lottizzazione abusiva. Il tribunale presieduto da Mauro Grandesso ha nella sostanza accolto le richieste del pm Emanuele Secci, respingendo le istanze di assoluzione sostenute dagli avvocati Guido Manca Bitti, Mario Calgaro e Bruno Pilia. Alla base delle accuse una serie di irregolarità commesse tra il 2004 e il 2005 e riscontrate dagli uomini del commissario Fabrizio Madeddu: volumi non conteggiati, rappresentazioni false dei terreni sui quali si sarebbe dovuto costruire, fino allo stravolgimento del piano attuativo con la violazione dei vincoli stabiliti dal Piano paesaggistico regionale e ancora prima dalla legge salvacoste. Fino alla scelta di richiedere le autorizzazioni scavalcando uffici per evitare i dinieghi che sarebbero sicuramente arrivati. Diversa la posizione di Ambu, capo dell’ufficio tecnico, che secondo l’accusa non avrebbe vigilato sull’applicazione delle norme. I giudici hanno pienamente confermato l’impianto accusatorio della Procura ma hanno assolto un altro progettista, Diego Peruzzo, che è risultato estraneo alle decisioni incriminate. Antonio Cavaleri, organizzatore del premio giornalistico Chia, è stato condannato a dicembre del 2009 dalla corte d’appello a 4 mesi di reclusione e 12mila euro di multa per un reato ancora una volta legato ad abusi edilizi commessi nel 2005.

Domus de Maria, Chia, lavori abusivi per il campo da golf (2007)

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    settembre 29, 2012 alle 4:49 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Giovanni
    settembre 29, 2012 alle 5:53 pm

    bene ! ma se li devono fare tutti in galera però, non ai domiciliari.!

  3. settembre 29, 2012 alle 11:06 pm

    da L’Unione Sarda, 29 settembre 2012
    D. DE MARIA. Violazione paesaggistica e urbanistica: un anno a tre architetti. Villette e abusi, 4 condanne. Inflitto un anno e tre mesi al geometra comunale. Condannati in Tribunale per violazione paesaggistica e urbanistica il geometra Gianluca Ambu e gli architetti Antonio Cavaleri, Massimo Pisu e Alessandro Cavaleri. (Andrea Piras)

    Volevano costruire un complesso residenziale nelle immediate vicinanze del rio Chia e si apprestavano a innalzare trentacinque villette in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico. In quel terreno, tra l’altro, stando al piano di lottizzazione, di abitazioni ne sarebbero dovute sorgere appena otto. Un miracolo urbanistico, insomma, capace di far lievitare l’incremento volumetrico (vedi alla voce metri cubi di cemento) del seicento per cento. Per quel progetto evidentemente non del tutto regolare finirono nel mirino della Forestale e della magistratura, quattro persone (condannate ieri in Tribunale): l’amministratore delegato della società Stim spa (società committente dei lavori e proprietaria dei terreni), l’architetto Antonio Cavaleri, il tecnico progettista e architetto Alessandro Cavaleri, l’architetto Massimo Pisu, anche lui tecnico progettista. Con loro Gianluca Ambu, il geometra responsabile dell’Ufficio tecnico di Domus de Maria. Un anno di indagini e ieri mattina il processo. E la condanna.
    LA SENTENZA. La prima sezione del Tribunale di Cagliari presieduta dal giudice Mauro Grandesso ha ritenuto gli imputati colpevoli di violazione paesaggistica e urbanistica. Pesante la sentenza: un anno all’amministratore della Stim difeso dall’avvocato Guido Manca Bitti, un anno ai due progettisti difesi rispettivamente dagli avvocati Mario Calgaro e Bruno Pilia. E un anno e tre mesi di reclusione sono stati inflitti al geometra comunale (Berria e Fois i legali). Per Ambu anche l’interdizione dai pubblici uffici.
    LA SEGNALAZIONE. L’indagine era cominciata oltre un anno fa su segnalazione della Soprintendenza ai Beni paesaggistici, chiamata a rilasciare parte delle autorizzazioni per poter dare il via alla lottizzazione. Ebbene, qualcosa in quelle carte non andava proprio bene. Il tentativo, venuto a galla immediatamente ed emerso con sempre maggiore chiarezza, era quello di aggirare le severe e rigide norme di salvaguardia introdotte dalla legge Salvacoste e dal Piano paesaggistico regionale. Per gli specialisti del nucleo investigativo del Servizio ispettorato di Cagliari del Corpo forestale e di vigilanza ambientale (guidati dall’ispettore Fabrizio Madeddu) c’era in atto una vera e propria operazione di speculazione immobiliare in una zona preclusa ormai a qualsiasi trasformazione. Per il pubblico ministero Emanuele Secci (coordinatore dell’inchiesta) le prove erano schiaccianti. Intanto la variante al piano attuativo originario, costituito dal piano di lottizzazione che mirava a un aumento spropositato di unità abitative e di conseguenza del numero di persone che si sarebbero insediati in quell’area. Il capo dell’Ufficio tecnico comunale di Domus de Marisa, Gianluca Ambu (è stato lui il funzionario che ha rilasciato la concessione edilizia), è stato condannato anche per abuso d’ufficio.

  4. Porico
    settembre 30, 2012 alle 8:05 pm

    Siamo alle solite. Questi personaggi continuano a collezionare condanne e ad accumulare notevoli richezze con il mattone selvaggio.

  5. francesco
    ottobre 1, 2012 alle 1:20 am

    Troppo poco, pene leggere, e poi tornano a lavorare li dove hanno commesso i vari crimini? io gli darei 20 anni perita del lavoro e li lascerei in mutande, manifesti su tutti i muri del paese, maledetti

  6. Vic
    ottobre 1, 2012 alle 11:46 am

    Pene ridicole.
    Leggi italiane da Sardistan

  7. ottobre 1, 2012 alle 8:48 pm

    RIDICOLO COSì COME è RIDICOLO CHE NON ABBIANO BLOCCATO PRIMA I LAVORI.
    A COSA SERVIRA’ IL RIPRISTINO AMBIENTALE DOPO CHE HAN SFONDATO TUTTO?

    • faber
      ottobre 6, 2012 alle 1:10 am

      Per il fatto specifico è bene sapere che si è intervenuti e arrivati a condanna prima che iniziassero i lavori!

  8. davide
    ottobre 7, 2012 alle 1:44 pm

    Mi chiedevo se l’interdizione dai pubblici uffici inflitta al tecnico comunale sia immediatamente esecutiva oppure egli possa ancora continuare con il suo operato. Vigilate sempre..Questi piccoli comuni sono ricchi di personaggi che fanno il buono e il cattivo tempo, infisciandosene seneramente delle leggi dello stato.

  9. davide
    ottobre 25, 2012 alle 9:38 pm

    Mi chiedo come mai, dopo la sentenza di condanna del maggio del 2011 e dopo questa nuova sentenza del 2012, il responsabile dell’ufficio tecnico di Domus de Maria sia ancora al suo posto e continui ad gestire la COSA PUBBLICA.

    ATTENDO RISPOSTA, GRAZIE.

    • ottobre 25, 2012 alle 9:44 pm

      perchè le sentenze di condanna non sono definitive, non sono passate in giudicato. Il Comune di Domus de Maria, comunque, può sospenderlo dal servizio in via cautelativa o spostarlo ad altre mansioni.

  10. Davide
    dicembre 5, 2012 alle 5:33 pm

    Ci sono novità in merito a questa vicenda?
    Perchè mi pare che non sia cambiato assolutamente nulla.
    Vigilate!

  11. Marco
    febbraio 23, 2013 alle 7:28 pm

    Figurati se gli fanno qualcosa… sarà ancora lì…

  12. rossana
    aprile 12, 2013 alle 7:29 pm

    era per me la più bella costa della Sardegna e andava tutelata, un habitat naturale d’incanto, ormai ora è comunque un dolore vederla e quindi ci potrebbero costruire pure i grattaceli con pista d’atterraggio. Nel mare antistante c’erano i cavallucci marini ora ci fanno caccia subacquea con tutta la famiglia e in mare ci sono le bottiglie e gli assorbenti, mentre sulla spiaggia la folla con file di ombrelloni senza interruzione di continuità come in Emilia…che non ci si vende in Sardegna!
    O buttate giù tutto o fate quello che vi pare a Chia, magari se lasciate in pace Piscinas o altri posti incontaminati o quasi non sarebbe male! i soldi, se sono i soldi che interessano, vengono anche dalla unicità dei posti.

  13. giugno 27, 2013 alle 3:22 pm

    da comunicazione dell’avv. Ubaldo De Murtas – inviata il 18 giugno 2013 e ricevuta in data odierna – apprendiamo che l’arch. Massimo Pisu è stato assolto.
    Come del tutto evidente, questo blog ha ripreso la notizia dalla Stampa regionale e volentieri rettifica quanto riportato nell’articolo.

    da La Nuova Sardegna, 27 giugno 2013
    Abusi edilizi a Domus de Maria l’architetto Pisu è stato assolto.

    CAGLIARI. Il 29 settembre dell’anno scorso la Nuova Sardegna ha dato notizia di una sentenza di condanna che riguardava quattro persone per abusi edilizi e altri reati legati alla realizzazione di una grande lottizzazione sul mare di Domus de Maria. A distanza di quasi nove mesi dalla conclusione del dibattimento pubblico l’avvocato Ubaldo De Murtas ha scritto alla direzione del giornale per segnalare un errore di cui, in mancanza della sua nota di rettifica, non ci saremmo accorti: uno degli imputati, l’architetto Massimo Pisu di Tortolì, non è stato condannato ma al contrario assolto perché il fatto non sussiste. L’avvocato ha ragione: l’autore del servizio, come anche i colleghi delle altre testate che hanno diffuso la notizia, è incorso in un errore del tutto involontario dovuto a un malaugurato difetto di comunicazione. Se la segnalazione fosse arrivata subito anche la rettifica sarebbe stata fatta, come sempre, immediatamente. Il pubblico ministero peraltro non ha ricorso contro la sentenza del tribunale di Cagliari, quindi la sentenza di assoluzione è diventata per l’architetto Pisu definitiva. Naturalmente ci scusiamo per l’errore con l’architetto Pisu e con i nostri lettori.

  14. Davide
    luglio 2, 2013 alle 11:04 pm

    Ciò che lascia l’amaro in bocca è che nulla è cambiato. Il Comune se ne guarda bene dall’allontanare chi ha commesso illeciti !!! E’ un atteggiamento vergognoso.
    Vigilate Vigilate Vigilate.

  15. Davide
    aprile 8, 2014 alle 11:37 am

    Dal mio ultimo commento (2 luglio 2013) su questa vicenda vedo che nulla è cambiato.
    L’Onestà sembra fuori moda.
    Aggiornateci!

  16. Davide
    febbraio 2, 2015 alle 6:39 pm

    La vergogna continua! Nulla è cambiato! Tutti al loro posto come se nulla fosse!
    Vigilate e aggiornateci!

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