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Si apre il processo sullo “strano” inquinamento di Quirra.


Quirra, cartello

anche su Il Manifesto Sardo (“Un inquinamento poligonale”), n. 127, 1 agosto 2012

 

Si è aperto in questo settimane presso il Tribunale di Lanusei il procedimento penale relativo allo  “strano” inquinamentodi Quirra.

Il G.U.P. del Tribunale di Lanusei dott. Nicola Clivio ha aperto il 20 giugno 2012 e proseguito in successive convocazioni, l’udienza preliminare che dovrà verificare se vi siano gli estremi per giungere al dibattimento pubblico.

I risultati delle indagini, condotte dal Procuratore della Repubblica di Lanusei Domenico Fiordalisi con l’ausilio di polizia giudiziaria e di numerosi consulenti tecnici, hanno condotto alla richiesta di rinvio a giudizio di venti persone, fra militari, amministratori locali, medici, docenti universitari.

Ecco le accuse:

Quirra, lancio missile (da http://www.nsd.it)

* omissione aggravata di cautele contro infortuni e disastri: Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Walter Mauloni, Carlo Landi, Paolo Ricci (generali comandanti del P.I.S.Q.); Gianfranco Fois, Francesco Fulvio Ragazzon (colonnelli comandanti il distaccamento P.I.S.Q. di Capo S. Lorenzo); Walter Carta, tenente responsabile del Servizio prevenzione e sicurezza del P.I.S.Q.); Francesco Riccobono, Giuseppe Protano, Fabio Baroni, Luigi Antonello Di Lella (esperti e docenti universitari di Siena); gen. Giuseppe Di Donato, Vittorio Sabbatini, magg. Vincenzo Mauro (componenti Commissione ministeriale);

* falso ideologico aggravato in atto pubblico e ostacolo aggravato alla difesa da un disastro: Gilberto Nobile e Gabriella Fasciani (chimici della Soc. SGS);

* omissione di atti d’ufficio dovuti per ragioni di sanità e igiene: Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi (generali comandanti del P.I.S.Q.);

* omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri e omissione di atti d’ufficio dovuti per ragioni di sanità e igiene: prof. Pierluigi Cocco (medico competente del P.I.S.Q.);

* ostacolo aggravato alla difesa da un disastro e favoreggiamento aggravato: prof. Pierluigi Cocco (medico competente del P.I.S.Q.) e Walter Mura (già Sindaco di Perdasdefogu).

La vicenda è sicuramente molto complessa, come noto, e riguarda ipotizzati effetti negativi sull’ambiente e sulla salute pubblica determinati da attività svoltesi nel Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze di Quirra.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha presentato – grazie al prezioso operato degli avvocati Carlo Augusto Melis Costa, Alberto Mossa, Guendalina Garauistanza di costituzione di parte civile nel procedimento penale relativo allo  “strano” inquinamento di Quirra davanti al G.U.P. del Tribunale di Lanusei dott. Nicola Clivio durante l’udienza del 18 luglio 2012.

Insolitamente dura l’opposizione manifestata dall’Avvocato dello Stato Francesco Caput (assessore all’urbanistica del Comune di Quartu S. Elena, area P.d.L.) nei confronti delle associazioni ecologiste e comitati popolari che avevano chiesto di esserne parte.

Infine istanza respinta, insieme a quelle delle altre associazioni e comitati ambientalisti: il G.U.P. ha seguito una linea giurisprudenziale “restrittiva” secondo cui solo il Ministero dell’ambiente (per lo Stato) e gli altri Enti territoriali sono titolati a costituirsi parte civile per la tutela del “bene ambiente”.      Respinta l’istanza della Regione autonoma della Sardegna perchè tardiva.   Il che dice tutto.

L’udienza preliminare proseguirà e si concluderà nelle prossime convocazioni e non vi sono previsioni altamente probabili.

Men che meno c’è da avere troppa fiducia nelle enunciazioni senatoriali, almeno così come sono state presentate dai mass media.

Quirra, spiaggia di Murtas

La Commissione senatoriale d’inchiesta sull’uranio impoverito avrebbe sentenziato nelle settimane scorse la chiusura dei poligoni militari di Capo Teulada e di Capo Frasca, nonché la riconversione immediata di quello del Salto di Quirra, dove indaga la magistratura per ipotesi di reato ambientale e ai danni della salute pubblica.  Così hanno raccontato i mass media e ha dichiarato il sen. Gianpiero Scanu (P.D.), componente della Commissione e relatore.

Il sindaco di Teulada Gianni Albai già auspica attività turistiche ricettive. E abbiamo già visto a Tuerredda e dintorni di che son capaci.

Ma è vero?  E dove sta scritto?

Nella RELAZIONE DI MEDIO TERMINE SULLA SITUAZIONE DEI POLIGONI DI TIRO, approvata il 30 maggio 2012 non c’è scritto questo.

Di seguito le conclusioni della “relazione”.     Da nessuna parte c’è scritto che i poligoni militari di Teulada e Capo Frasca saranno chiusi.

Quirra, poligono

“In sintesi, la Commissione formula le seguenti proposte ed indicazioni:

per quanto riguarda l’area di Salto di Quirra:
• procedere al definitivo divieto di tutte le attività suscettibili di produrre grave pregiudizio alla salute e all’ambiente;

• avviare, senza alcun ulteriore indugio, l’opera di bonifica radicale, coerentemente con le indicazioni sulla criticità della condizione ambientale, delle zone emerse dai progetti di caratterizzazione condotti e dall’indagine della Procura della Repubblica di Lanusei;

• concludere in tempi brevi l’indagine epidemiologica ad hoc e al tempo stesso intraprendere le iniziative necessarie per il conseguimento della certificazione ISO 14001 del PISQ e l’attivazione del sistema informativo ambientale finalizzato al monitoraggio delle condizioni ambientali del territorio anche accessibili in tempo reale agli organi istituzionali di controllo;

• riqualificare l’intera area attualmente soggetta a servitù militare, pervenendo anche ad una suo ridimensionamento e destinando le aree non più soggette a vincolo ad usi civili o di tipo duale, con particolare riferimento allo sviluppo di attività attinenti alla protezione civile, alla ricerca scientifica e tecnologica in settori innovativi, ivi compresa l’elettronica, alla sperimentazione di aerei UAV, alla ricerca per il miglioramento delle condizioni di sicurezza dei militari impegnati nelle missioni internazionali, alla tutela delle iniziative imprenditoriali e delle competenze tecniche e professionali sviluppati nei territori interessati;

per quanto riguarda più in generale il sistema dei poligoni di tiro:

• ripensare il ruolo e la funzione strategica di un sistema progettato ed attuato oltre cinquant’anni fa, in un contesto geopolitico del tutto diverso da quello attuale, e, alla luce della generale esigenza di snellimento e razionalizzazione degli apparati pubblici, procedere alla ridimensionamento delle servitù militari in Sardegna, anche mediante la progressiva riduzione dei Poligoni di Capo Frasca e di Capo Teulada e la concentrazione di tutte le attività sostenibili nel Poligono Interforze di Salto di Quirra, secondo le modalità sopra indicate;

• individuare, nell’ambito dello Stato maggiore della Difesa ed eventualmente degli Stati Maggiori di Arma, le funzioni preposte alla programmazione, al coordinamento ed all’attuazione delle bonifiche dei poligoni di tiro, in tutta Italia, procedendo ad una ricognizione a carattere nazionale sulla situazione ambientale delle aree dove sono insediate tali installazioni, anche utilizzando il modello offerto dal progetto di caratterizzazione ambientale di Salto di Quirra;

• potenziare, soprattutto con riferimento ai poligoni, le funzioni centrali di indirizzo, coordinamento e programmazione presso l’amministrazione della Difesa rivolte a rafforzare le attività finalizzate a realizzare una completa ed aggiornata valutazione dei rischi e a rendere più efficienti i servizi di prevenzione e protezione, eventualmente attraverso la formulazione da parte del Ministero della difesa, di un piano nazionale di intervento;

• assicurare, anche attraverso il coordinamento con le altre amministrazioni, con le Regioni e con gli enti locali, il pieno mantenimento dei livelli occupazionali presenti nelle aree e nelle zone limitrofe ai poligoni interessati a forme di riconversione o di ristrutturazione;

• impegnare il Governo all’inserimento, a partire dalla prossima Legge di Stabilità 2013, di un congruo ed adeguato finanziamento pluriennale dedicato alle opere di bonifica dei poligoni militari;

Sull’attuazione delle predette indicazioni, il Governo riferisce, una prima volta, entro il 30 settembre 2012, e successivamente con periodicità annuale, mediante una relazione al Parlamento.”

Pie intenzioni, il resto è tutto da vedere.   Come nel procedimento penale.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Quirra, Stagno di Murtas

(foto da www.nsd.it, per conto GrIG)

 

  1. agosto 9, 2012 alle 9:51 am

    Reblogged this on barbatustirolese.

  2. icittadiniprimaditutto
    agosto 9, 2012 alle 11:15 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. capitonegatto
    agosto 9, 2012 alle 1:14 pm

    No , non e’ strano. Mi sembra talmente evidente che dove ci sono interessi dominanti, questi vengono perseguiti senza badare ai danni collaterali su cose ,persone,animali. Nel centro di Quirra sono state svolte attivita’ militari con armi , i cui residui non sono soggetti a controlli e raccolta differenziata, quindi questi residui non innoqui sono stati dispersi, sotterrati, dati a chi non vedeva e non sapeva, mentre chi sapeva taceva.
    Lo stesso dicansi per l’Ilva di Taranto, stessa finalita’ , stesso metodo , stessa conclusione tragica.
    Interessi dei fabbricanti d’armi, interesse al profitto, non importa . E’ importante raggiungere gli obiettivi , anche i piu scellerati.

  4. agosto 11, 2012 alle 10:38 am

    da La Nuova Sardegna, 11 agosto 2012
    Quirra, in giudizio il ministero della Difesa Il dirigente dell’Osservatorio militare Dom.enico Leggiero: «Consegneremo un dossier al procuratore». (Pier Giorgio Pinna)

    PERDASDEFOGU. Caso Quirra: altre novità clamorose. Il ministero della Difesa, l’università di Pisa e la Sgs entrano come responsabili civili nel processo sul presunto disastro ambientale nel poligono interforze. Esclusa invece la presidenza del consiglio dei Ministri (la sua citazione era stata chiesta dalle parti civili). Sciogliendo la riserva il gup di Lanusei, Nicola Clivio, ha infatti depositato ieri mattina in cancelleria il provvedimento che autorizza a citare i responsabili civili indicati. La prossima udienza è fissata per il 31 ottobre. La Sgs spa, che ha due tecnici imputati, in passato aveva svolto controlli nell’area del poligono per conto della Difesa. Finora sono 20 le richieste di rinvio a giudizio formulate dal procuratore Fiordalisi. Diverse le parti civili ammesse al procedimento sui veleni di Quirra. Tra loro, i Comuni di Tertenia, Ulassai, Villaputzu, Villagrande, Ballao, Escalaplano. Oltre alla Provincia di Cagliari, la Asl di Lanusei, la Coldiretti e tutte le vittime e i parenti delle vittime che ne avevano fatto richiesta. È stata invece respinta la richiesta della Regione perché giudicata presentata in ritardo rispetto ai tempi concessi. «Se sarà possibile, ci costituiremo anche noi parte civile per assistere i soldati e i loro familiari: quel che è successo a Quirra, e che la magistratura di Lanusei sta mettendo a nudo, è di eccezionale gravità». Anche Domenico Leggiero, responsabile nazionale del comparto difesa dell’Osservatorio militare, è deciso ad andare sino in fondo. Da anni, insieme con un ristretto gruppo di colleghi che hanno fatto parte delle forze armate italiane, tutela con l’associazione le vittime della Sindrome dei Balcani, i congedati che sono stati colpiti in teatri di guerra da linfomi e altre gravissime forme tumorali, i parenti di persone morte e altre rimaste inabili a causa delle conseguenze derivate dall’uso di sostanze belliche estremamente nocive per la salute. Si va dall’uranio impoverito alle polveri sottili che si possono sprigionare dalle deflagrazioni ad altissime temperature: alcune delle ipotesi fatte dagli investigatori per l’area del Pisq, dove è stato supposto un disastro ambientale, con una raffica d’incriminazioni nei confronti di vertici militari e civili. «Nelle prossime settimane, forse già in settembre, consegneremo al procuratore della Repubblica, Domenico Fiordalisi, il dossier che abbiamo raccolto sino a oggi sul poligono di Perdasdefogu – afferma ancora Leggiero – E in quella o in un’altra occasione chiederemo di essere sentiti: abbiamo tantissime cose interessanti ai fini delle indagini da riferire alla magistratura, che con onestà, trasparenza ed encomiabile impegno sta lavorando per scoperchiare finalmente i tanti misteri rimasti celati in questo splendido territorio dell’isola». In questi giorni il dirigente dell’Osservatorio trascorre un breve periodo di vacanze proprio in Sardegna, sulla costa gallurese. «E per questo, dopo aver assistito alla tecnica inadeguata con cui l’attuale classe politica si occupa del caso sul fronte dell’accertamento delle responsabilità e degli indennizzi spettanti ai militari, abbiamo deciso di metterci a disposizione totale degli inquirenti – aggiunge Domenico Leggiero – In passato io stesso ho fatto parte di una commissione parlamentare alla quale fu impedito l’ingresso a Quirra, in una parte destinata a siti civili, con la motivazione che l’intera zona non era accessibile per ragioni di sicurezza militare – continua – Nella storia degli accertamenti e dei controlli sugli ordigni e sulle tecniche impiegate in quel poligono in passato si è fatto passare quasi sotto silenzio il ruolo svolto da multinazionali che con i compiti della Difesa hanno poco o nulla a che vedere». «Basti pensare – conclude Leggiero – a quelle che hanno sperimentato in quella parte di Sardegna gli effetti di esplosioni su metanodotti, anche per quanto riguarda la contaminazione dei siti».

  5. settembre 4, 2012 alle 2:46 pm

    da L’Unione Sarda, 4 settembre 2012
    Villaputzu. La Procura indaga su recinzioni e una pista di 12 chilometri.
    Quirra, un’altra inchiesta. Lavori a Monte Cardiga senza i permessi di legge: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20120904095230.pdf

  6. settembre 12, 2012 alle 2:55 pm

    da La Nuova Sardegna, 12 settembre 2012
    Tortolì, un biglietto per Fiordalisi: prima o poiti becco. Era scritto su una busta trovata accanto a 900 grammi di marijuana durante la perquisizione in una casa: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120912083048.pdf

  7. ottobre 31, 2012 alle 2:46 pm

    da L’Unione Sarda, 31 ottobre 2012
    Quirra, processo ai veleni: parola al pm.

    Veleni di Quirra: è il giorno del pm. Sarà il sostituto procuratore della Repubblica Domenico Fiordalisi a prendere la parola questa mattina nell’aula dell’udienza preliminare del tribunale di Lanusei. Il magistrato illustrerà davanti al gup Nicola Clivio una sintesi dei 52 faldoni che costituiscono l’indagine sul presunto disastro ambientale provocato dall’attività militare del poligono. Nella ricostruzione del magistrato verranno ripercorse le tappe che hanno condotto all’iscrizione nel registro degli indagati di Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni, Carlo Landi, Paolo Ricci, Gianfranco Fois, Fulvio Francesco Ragazzon, Giuseppe Di Donato, Vittorio Sabbatini, Vincenzo Mauro, Francesco Riccobono, Giuseppe Protano, Fabio Baroni, Antonello Luigi Di Lella, Gilberto Nobile, Gabriella Fasciani, Pierluigi Cocco, Walter Mura, Walter Carta.

  8. novembre 1, 2012 alle 10:32 am

    da La Nuova Sardegna, 1 novembre 2012
    Perdas, nuova accusa per l’ex sindaco Mura.
    Indagato per abuso d’ufficio: il suo avvocato nel processo per i veleni di Quirra è pagato dal Comune. (Valeria Gianoglio)

    LANUSEI. La nuova sorpresa, nella complicata inchiesta sul caso Quirra, arriva ai margini della quarta udienza preliminare, ieri mattina a Lanusei. In mezzo alla furiosa battaglia a colpi di eccezioni procedurali con la quale il plotone di avvocati dei venti indagati tenta, con tutti i mezzi consentiti dalla legge, di chiedere «la nullità delle richieste di rinvio a giudizio perché alcune intercettazioni non sono state allegate», lo spostamento del processo ad altra sede, come Cagliari, Torino, Siena, per una supposta incompetenza territoriale di Lanusei, la perizia di un geochimico perché «certifichi finalmente se questo poligono abbia o meno tracce di uranio e torio, e se sì in quali percentuali. Perché sinora nessun professionista titolato in materia l’ha accertato». I nuovi indagati. La nuova sorpresa è un avviso di chiusura indagini firmato dal procuratore Domenico Fiordalisi, e preceduto da un’iscrizione nel registro degli indagati per l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio, per uno degli attuali imputati nel caso Quirra, l’ex sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura, insieme a tre suoi collaboratori della passata amministrazione civica: l’ex assessore agli Affari generali Bruno Chillotti, l’ex assessore Salvatore Mura e la funzionaria-contabile Marinella Palmas. Secondo la tesi del procuratore, in sostanza, i quattro, ognuno per il proprio ruolo di competenza, lo scorso 28 marzo, avevano adottato o comunque espresso parere favorevole a una delibera, la numero 24, con la quale il Comune di Perdasdefogu concedeva il patrocinio legale all’allora sindaco Walter Mura, indagato per la vicenda di Quirra, e nella stessa delibera veniva nominato contestualmente come legale di Mura, il decano dei penalisti sardi e insigne docente universitario, Luigi Concas. «Un danno per i cittadini». In altri termini, secondo l’accusa, il Comune si sarebbe accollato un costo di spese legali da 30mila euro che secondo l’accusa, norme alla mano, non si sarebbe affatto dovuto accollare. E per farlo, aveva apportato una variazione al bilancio dello stesso ente locale, destinando la somma di 30mila euro alla difesa tecnica del sindaco, sottraendo quella stessa somma, di fatto, ai cittadini di Perdasdefogu. La procura di Lanusei ipotizza dunque un danno evidente anche per i cittadini, ai quali la somma in questione sarebbe stata sottratta prima del tempo per evitare al primo cittadino di anticipare le spese legali. Secondo l’accusa il sindaco avrebbe dovuto pagare da sé le proprie spese legali, e in seguito, e solo nel caso di una sua assoluzione e accertamento della buona fede nel suo operato, dell’assenza di un conflitto di interessi e della presenza di un nesso causale tra le mansioni da lui svolte e l’oggetto della contestazione. Ieri mattina, per la prima volta da quando l’inchiesta su Quirra è arrivata al filtro delicato dell’udienza del gup che dovrà decidere sugli eventuali rinvii a giudizio, l’ex sindaco Mura non era in aula. Né era presente il suo avvocato di fiducia, Luigi Concas. Ed entrambe le assenze si sono fatte sentire: più di qualcuno, tra i banchi, ne ha chiesto conto. A rappresentare la difesa dell’ex primo cittadino di Perdasdefogu c’era invece, per la prima volta, l’avvocato Francesco Serrau. «Ci vuole una nuova perizia». Sorprese dell’ultimo minuto a parte, per il resto, l’udienza di ieri sul caso Quirra, si trascina dalle 11 per circa quattro ore tra una selva di eccezioni sollevate dagli avvocati dei venti indagati per i quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per reati che vanno dall’omissione dolosa di cautele contro infortuni e disastri, al falso ideologico in atto pubblico, passando per l’ostacolo aggravato alla difesa da un disastro. Tra le varie richieste sollevate, quella che fa più discutere le parti in causa è sollevata sul finale dell’udienza dall’avvocato senese Fabio Pisillo, legale dei quattro docenti universitari di Siena accusati di omissione aggravata di cautele contro infortuni e disastri in relazione a uno studio sul poligono di Quirra. «In questa vicenda – chiede l’avvocato Pisillo – serve una perizia fatta finalmente da un esperto geochimico, qualcuno titolato per stabilire se quel poligono abbia o meno traccia di uranio e torio, e se sono anomale. Questa perizia deve essere fatta in sede di incidente probatorio, ma noi la riteniamo determinante perché tocca il cuore del processo: ci si sta accusando di non aver cercato bene l’uranio e il torio. Ma se una perizia dovesse stabilire che non ci sono, allora il processo finisce qua». Il procuratore Fiordalisi, a quel punto si alza in piedi e replica deciso. «Questo genere di richieste – dice – fanno parte della stessa tecnica utilizzata sinora dallo Stato per bloccare tutto. In realtà i dati esistono già, non abbiamo affatto bisogno di nuove perizie». Il gup Nicola Clivio deciderà su tutte le eccezioni in una prossima udienza

  9. novembre 8, 2012 alle 2:45 pm

    da Sardegna Oggi, 7 novembre 2012
    Quirra, dal ministero 25 milioni per le bonifiche. Dal Ministro alla Difesa Di Paola piena conferma allo stanziamento di 25 milioni di euro nel 2013 per le opere di bonifica del territorio di Quirra. L’annuncio del ministro è arrivato a seguito di un’interrogazione del deputato sardo del Pdl, Salvatore Cicu: http://www.sardegnaoggi.it/Politica/2012-11-07/19895/Quirra_dal_ministero_25_milioni_per_le_bonifiche.html

    da La Nuova Sardegna, 8 novembre 2012
    Garanzie da Di Paola. Il ministro: «A Quirra da gennaio via alle bonifiche»: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121108083107.pdf

  10. novembre 14, 2012 alle 6:19 pm

    da Radio Press, 14 novembre 2012
    QUIRRA, FIORDALISI CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO DEI 20 IMPUTATI. IL PROCESSO RESTA A LANUSEI: http://www.radiopress.it/2012/11/quirra-fiordalisi-chiede-il-rinvio-a-giudizio-dei-20-imputati-il-processo-resta-a-lanusei/

    da La Nuova Sardegna on line, 14 novembre 2012
    Disastro ambientale a Quirra, chiesti 20 rinvii a giudizio. La requisitoria del procuratore Fiordalisi al processo in corso a Lanusei sull’inquinamento nei territori vicini al poligono militare: http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2012/11/14/news/disastro-ambientale-a-quirra-chiesti-20-rinvii-a-giudizio-1.6028237

  11. dicembre 8, 2012 alle 12:21 pm

    da La Nuova Sardegna, 8 dicembre 2012
    Bonifiche di Quirra: stanziati 75 milioni.

    Cagliari. Sono previsti 75 milioni di euro per il triennio per le bonifiche nel poligono sperimentale interforze del Salto di Quirra, fra le province di Cagliari e Ogliastra. L’ha confermato il capo di gabinetto della Difesa, generale Pasquale Preziosa, che ieri ha partecipato nel poligono a un incontro con i sindaci del territorio, presente anche il senatore Gian Piero Scanu (Pd) della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito. I fondi saranno stanziati per la messa a norma delle aree, secondo protocolli stabiliti. Un tavolo permanente che si riunirà periodicamente fornirà le necessarie informazioni alle popolazioni e stabilirà il percorso da seguire. Con la caratterizzazione, le aree sono state chiuse e ora dovranno essere bonificate. Si è aggiunto così un nuovo importantissimo tassello per arrivare al completamento del progetto che dovrà garantire alle popolazioni il rispetto delle norme necessarie per la tutela della salute.

  12. dicembre 13, 2012 alle 2:59 pm

    da La Nuova Sardegna, 13 dicembre 2012
    Quirra: l’archivio Nato resterà top secret. Nessun documento potrà essere aggiunto nel fascicolo del processo sul poligono in corso a Lanusei. (Valeria Gianoglio): http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2012/12/13/news/quirra-l-archivio-nato-restera-top-secret-1.6186579

  13. dicembre 13, 2012 alle 11:14 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 13 dicembre 2012
    Morti sospette a Quirra, slitta l’indagine regionale.
    I funzionari hanno spiegato ai membri della commissione parlamentare le difficoltà a reperire le cartelle cliniche: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/12/13/news/morti-sospette-a-quirra-slitta-l-indagine-regionale-1.6191337

  14. dicembre 14, 2012 alle 2:52 pm

    da La Nuova Sardegna, 14 dicembre 2012
    Quirra,slitterà di sei mesi l’indagine epidemiologica. Doveva essere conclusa quest’anno,ma la Regione e l’Istituto superiore di sanità ammettono di essere molto in ritardo. Sconcerto della commissione d’inchiesta. (Umberto Aime): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121214085548.pdf

  15. dicembre 15, 2012 alle 11:01 am

    da La Nuova Sardegna, 15 dicembre 2012
    CASO QUIRRA. La Regione striglia le Asl: «Accelerate l’indagine».

    CAGLIARI. La denuncia del ritardo nell’indagine epidemiologica sulle morti sospette nei Comuni intorno al poligono di Quirra ha avuto un primo effetto. Ieri l’assessorato regionale alla sanità ha annunciato di «aver inviato alle Asl una nuova nota urgente per sollecitare l’invio dei referti di comparazione» e «allo stesso tempo accelerare i tempi del parere dei comitati etici sugli stessi dossier». Dunque, la Regione sostiene di aver dato uno scossone al «sistema burocratico» che finora non avrebbe permesso al comitato scientifico di rispettare i tempi dell’indagine sul territorio. Indagine che doveva concludersi, era stata la promessa, entro quest’anno e che invece, come ammesso dai ricercatori davanti alla commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito, non sarà consegnata prima della prossima estate. Sulle presunte colpe della burocrazia, ha preso posizione l’eurodeputato dell’Idv Giommaria Uggias: «Oggi più che mai i sardi hanno il diritto di sapere la verità e non possono esserci altri alibi». Alibi contestati anche dal deputato del Pd Caterina Pes, che, in un comunicato, ha denunciato: «Il segreto imposto dalla Nato sugli esperimenti effettuati nel poligono è un altro ostacolo soprattutto alla luce del processo penale in corso a Lanusei». Infine, la Coldiretti ha annunciato che sul sito della Regione è stato pubblicato il bando per chiedere gli anticipi degli indennizzi a favore delle aziende agricole dell’area del poligono.

    da L’Unione Sarda on line, 15 dicembre 2012
    Uranio, domande indennizzi su Quirra. Regione pubblica bando per le aziende. Gli allevatori che hanno la loro azienda nell’area del Poligono di Quirra possono presentare le domande per accedere all’anticipazione degli indennizzi: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/298275

  16. dicembre 16, 2012 alle 1:49 pm

    da La Nuova Sardegna, 16 dicembre 2012
    «Al posto del poligono? Un distretto aerospaziale». Villaputzu, la proposta è stata formulata ieri dal sindaco durante il convegno dedicato al tema della bonifica del territorio militarizzato di Capo San Lorenzo. (Giancarlo Bulla)

    VILLAPUTZU. «Per bonificare i siti inquinati attualmente occupati dai poligoni militari di Capo Frasca,Capo Teulada e del Salto di Quirra, escluse le zone a mare e quelle con inquinamento radioattivo, occorrono 910 milioni di euro». Lo ha sottolineato ieri mattina il sindaco Fernando Luigi Codonesu nel corso del suo intervento al convegno dal titolo “Bonifiche, Distretto tecnologico e aerospaziale. Sviluppo del territorio per un progetto partecipato e condiviso”, che si è svolto nella sala polifunzionale della scuola primaria di via Nazionale. Il primo cittadino del paese del Sarrabus ha riproposto con forza la realizzazione di un progetto di riqualificazione e sviluppo compatibile con gli strumenti regionali di pianificazione del territorio (Ppr, Sic, Zif ), la riperimetrazione del poligono sperimentale e di addestramento interforze del salto di Quirra, il couso dei terreni soggetti a servitù militare e la ripresa delle attività militari a patto che queste siano compatibili con l’ambiente. Tutte proposte che la nuova amministrazione comunale sta facendo dal la terza decade del mese di giugno, ossia da quando si è ufficialmente insediata. Fernando Luigi Codonesu ha proposto anche di realizzare nel distaccamento a mare di Capo San Lorenzo un distretto tecnologico per la ricerca aerospaziale, la ricerca scientifica e tecnologica e la ricerca sanitaria militare, nonchè per la protezione civile, le tecnologie satellitari antincendio la formazione e lo spin off sulle attività di bonifica. Nell’ambito del distretto tecnologico assumeranno una grande rilevanza le tecnologie aerospaziali duali, il progetto Dedalo, le smart cities e l’immagazzinamento dell’energia, il solare termodinamico. Secondo il sindaco il distaccamento di Capo San Lorenzo dovrebbe diventare anche la sede di uno dei data center nazionali. Il distretto tecnologico e aerospaziale non è però sufficiente da solo per far decollare il territorio. Per attrarre le imprese nell’area, è stato proposto, occorre l’istituzione di una zona franca urbana in sintonia con il mantenimento, la razionalizzazione e lo sviluppo delle attività imprenditoriali identitarie come l’agricoltura, l’allevamento e la pesca con la realizzazione di politiche di marchio,e filiere corte a km zero.

  17. dicembre 18, 2012 alle 2:50 pm

    da Sardinia Post, 18 dicembre 2012
    “I 75 MILIONI PER LA BONIFICA DI QUIRRA? UN BLUFF. IN SARDEGNA NON PIÙ DI 5 MILIONI, MISERABILE E GROTTESCA ELEMOSINA”. (Pablo Sole): http://www.sardiniapost.it/politica/2155-i-75-milioni-per-la-bonifica-di-quirra-un-bluff-in-sardegna-non-piu-di-5-milioni-miserabile-e-grottesca-elemosina

  18. dicembre 20, 2012 alle 2:51 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 20 dicembre 2012
    Quirra: la difesa ora parte al contrattacco. Lanusei, in aula gli avvocati della commissione ministeriale che doveva valutare i rilievi sul poligono. (Valeria Gianoglio): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/12/20/news/quirra-la-difesa-ora-parte-al-contrattacco-1.6223746

  19. dicembre 22, 2012 alle 2:50 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 22 dicembre 2012
    Uranio, 25 milioni per le bonifiche nei poligoni militari. Il ministro alla Difesa Di Paola, durante un’audizione in commissione d’inchiesta, ha annunciato che i siti saranno “ripuliti” tra il 2013 e il 2015: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2012/12/22/news/uranio-25-milioni-per-le-bonifiche-nei-poligoni-militari-1.6238206

  20. gennaio 9, 2013 alle 2:58 pm

    da La Nuova Sardegna, 9 gennaio 2013
    LANUSEI – PARLA LA DIFESA. «Quirra poteva essere un caso giudiziario per discarica abusiva». (Valeria Gianoglio) (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20130109083931.pdf)

    LANUSEI. «Questo, tutt’al più, poteva essere un processo per discarica abusiva e inquinamento come c’è da tante altre parti, non certo per le gravi ipotesi di reato per le quali oggi si discute. Perché a Quirra, lo dicono persino le carte del pm, non solo non c’è stato un disastro, ma neppure un pericolo di disastro. Tanto che lo stesso pm, nel formulare i capi di imputazione, ha abbandonato la pista iniziale del disastro ambientale, e ha chiesto l’archiviazione dello stralcio dell’inchiesta per l’omicidio volontario, quindi ammette che neppure le morti si possono ricollegare all’inquinamento eventuale». Docente universitario di procedura penale e avvocato di esperienza, alle 13.40 di ieri, davanti al gup Nicola Clivio che dovrà decidere sui rinvii a giudizio per l’inchiesta sul caso Quirra, Leonardo Filippi tira le somme della sua arringa. Difende Pierluigi Cocco, il professor Filippi. Cocco è l’ex medico competente per il poligono di Quirra, e docente universitario accusato di “omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri”, di “omissione di atti d’ufficio per motivi di igiene e sanità”, di “ostacolo aggravato alla difesa da un disastro” e di favoreggiamento. «All’inizio – spiega Filippi – rimasi allarmato dalla gravità dei reati che si attribuivano al mio assistito, poi leggendo le carte, ho visto che di questo “disastro ambientale” non c’era alcuna traccia. Questa ipotesi del disastro è insostenibile per lo stesso pm Fiordalisi, tant’è che è costretto a cambiare più volte strada, e nel corso dell’inchiesta abbandona prima la strada del disastro, poi chiede pure l’archiviazione per lo stralcio dedicato all’ipotesi di omicidio volontario, poi, a dibattimento confessa di non poter provare neppure il pericolo di disastro, ecco perché si deve arrampicare sugli specchi, citando il principio di precauzione. E sostenendo, in sostanza, che il professor Cocco, così come altri indagati, avrebbero dovuto mettere in atto diverse cautele, perché il principio di precauzione stabilisce proprio questo: le cautele vanno adottate anche in assenza di prove del disastro, e in presenza del solo rischio potenziale». «Il problema – continua l’avvocato Filippi – è che in questo processo non possiamo applicare il principio di precauzione per la semplice ragione che non esiste una norma di legge che ne imponga la sua applicazione». In ogni caso, aggiunge, al suo assistito, Pierluigi Cocco, «il pm ha attribuito erroneamente la qualità di pubblico ufficiale. Ma il professor Cocco è solo un medico che ha svolto un’attività di tipo privatistico per il poligono. Quindi cade il reato di omissione d’atti d’ufficio. Ma al di là di tutto, sono inesistenti le omissioni che secondo l’accusa avrebbe commesso. Una su tutte: il pm dice che Cocco avrebbe dovuto chiedere i tipi di armi utilizzate nel poligono. Ma non rientrava nelle sue competenze. Secondo il pm avrebbe omesso anche di controllare il rispetto delle disposizioni date dal Cisam per rimuovere alcune valvole radar che il pm ha considerato pericolose. Ebbene non solo il Cisam non aveva mai dato quelle disposizioni, ma le stesse valvole non erano affatto pericolose visto che le aveva richieste l’università di Cagliari per metterle nel suo museo». A difendere la posizione del medico Cocco, ieri pomeriggio, oltre a Filippi c’è anche l’avvocato Andrea Chelo. «Cocco è stato accusato anche di avere impedito ai cittadini di difendersi dal disastro, perché aveva pronunciato affermazioni che secondo il pm erano prive di fondamento. Il professor Cocco, in realtà, ha sempre detto soltanto la verità scientifica: non esiste alcuna evidenza scientifica che provi una correlazione tra il torio inalato o ingerito e i tumori. È nocivo solo se iniettato come liquido di contrasto». Sempre ieri ha discusso anche l’avvocato Stefano Oliva, che difende il maggiore Vincenzo Mauro della commissione della Difesa che aveva valutato lo studio sul poligono fatto dall’università di Siena. Nella discussione ha ricordato come «persino le carte del pm attestano che nel poligono non c’è alcuna anomalia, e l’istituto superiore di sanità dice che i valori di mortalità sono nella norma».

  21. gennaio 9, 2013 alle 5:51 pm

    A.N.S.A., 9 gennaio 2013
    Uranio:Commissione,non rilevate tracce. Secondo Ministero mai usate nei poligoni munizioni impoverite: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2013/01/09/Uranio-Commissione-rilevate-tracce_8047089.html

    da L’Unione Sarda on line,9 gennaio 2013
    Quirra, per Commissione non c’è uranio. Associazione vittime: dati contraddittori: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/300809

    da CagliariPad, 9 gennaio 2013
    Uranio impoverito, la Commissione parlamentare d’inchiesta: “Non ce n’è traccia nei poligoni sardi”.
    Votato all’unanimità in Senato il documento finale che da ragione a quanto sempre affermato dalla Difesa. Rimane impossibile asserire o escludere con certezza il nesso causale tra esposizione e patologie tumorali: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=840

  22. gennaio 18, 2013 alle 2:56 pm

    da La Nuova Sardegna, 18 gennaio 2013
    La difesa: a Quirra nessuna omissione da parte dei generali. (Valeria Gianoglio)

    LANUSEI. Una piccola premessa per affermare che sì, il pm è «ispirato da nobili intenti» ma che questa indagine, è stata segnata da «un forte inquinamento emotivo». «Perché – aggiunge – se ci lasciamo trascinare dall’emotività sociale, allora il pm avrebbe dovuto avere il coraggio di bloccare le esercitazioni militari». E poi una scrupolosa analisi dei capi di imputazione che vengono contestati ai suoi otto assistiti, i generali dell’Aeronautica Alessio Cecchetti, Fabio Molteni, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni, Carlo Landi, Paolo Ricci, e i colonnelli Gianfranco Fois e Francesco Ragazzon. Tutti, a vario titolo, accusati di omissioni dolose a di cautele contro infortuni e disastri, omissioni di atti di ufficio, ostacolo aggravato alla difesa da un disastro. «Ma quali omissioni? – si chiede l’avvocato Francesco Caput, prima di chiedere al gup di disporre una indagine epidemiologica – se da nessuna parte c’era scritto che avrebbero dovuto recintare tutto, e poi non competeva ai generali». È il giorno della difesa degli ex comandanti del poligono – rappresentati da Francesco Caput, dell’avvocatura di Stato – quella di ieri nell’udienza preliminare sul caso Quirra. La penultima tappa prima delle repliche finali, il 20 febbraio. Ieri, dunque, è il turno degli ultimi difensori. Poco prima di Caput, prende la parola l’avvocato Fabio Pisillo, che difende i geochimici dell’università di Siena che avevano fatto uno studio sul poligono senza trovare dati allarmanti o anomalie soprattutto per quanto riguarda i livelli di torio, che erano «ben entro i limiti, e comunque non c’era alcuna differenza tra i valori interni ed esterni al poligono». E che avessero detto la verità, sostiene il legale, lo provano «sette dichiarazioni di esperti di geochimica, ma anche studi internazionali. Le stesse conclusioni della commissione parlamentare provano che non esiste nemmeno l’uranio». «Per questo – aggiunge – mi aspettavo che fosse anche il pm a chiedere una perizia in incidente probatorio. Perché non si può immaginare di fare un processo senza aver trovato nulla». Il suo assistito, Francesco Riccobono, rende dichiarazioni spontanee. «Sono stato accusato – dice – anche di aver adoperato tecniche diverse da quelle del Kossovo per fare i rilievi. Di aver usato “maglie” diverse, ma non è vero. In realtà nel Kossovo non abbiamo dovuto usare maglie perché ci era stato indicato qual era il cuore dell’anomalia». A chiudere l’udienza, è l’avvocato Caput. «Ai miei assistiti – dice – sono contestate diverse omissioni, ma non c’era alcuna imposizione, per cui i comandanti non si possono essere macchiati di una condotta omissiva. E poi non c’era una situazione conclamata di pericolo. Ma se anche assumiamo che ci fosse, i generali non erano l’autorità competente per la tutela ambientale. Chi doveva intervenire era la Regione, l’Arpas, i sindaci, il ministero. Quanto alla mancata recinzione, ci sono ragioni storiche: il poligono è nato così. Poi i singoli comuni hanno fatto le convenzioni, i generali erano solo i soggetti attuatori delle concessioni, non potevano sindacarle, né vietare l’accesso ai pastori». «Quanto ai brillamenti – aggiunge – ricordo che da sempre, l’attività di brillamento delle munizioni obsolete è uno dei compiti dei poligoni, si fa lì perché sono luoghi sicuri».

  23. febbraio 5, 2013 alle 9:00 pm

    da CagliariPad, 5 febbraio 2013
    Poligono di Quirra, la De Francisci chiede alle Asl nuovi dati sui casi di tumore nella zona.
    L’assessorato alla Sanità dà il via a una nuova fase operativa dopo lo studio dei dati di mortalità Istat. Il periodo in esame sarà dal 2003 al 2011: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1150

    da Sardinia Post, 5 febbraio 2013
    Uranio, De Francisci scrive alle Asl: far chiarezza sulle morti sospette a Quirra: http://www.sardiniapost.it/politica/quirra-de-francisci-scrive-alle-asl-far-chiarezza-sulle-morti-sospette-per-uranio/

  24. febbraio 7, 2013 alle 2:59 pm

    da L’Unione Sarda, 7 febbraio 2013
    Perdasdefogu. Lo sbancamento sarebbe stato eseguito senza concessioni. Poligono, nuova inchiesta. Indagini della Forestale sui lavori per le recinzioni. (Mariella Careddu): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130207091436.pdf

  25. febbraio 14, 2013 alle 2:56 pm

    da La Nuova Sardegna, 14 febbraio 2013
    Nata malformata, muore dopo 25 anni. (http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2013/02/14/news/quirra-muore-a-25-anni-donna-simbolo-era-nata-malformata-1.6532872) I veleni di Quirra, il caso di Maria Grazia di Escalaplano è stato inserito dalla Procura di Lanusei nell’inchiesta. (Valeria Gianoglio)

    PERDASDEFOGU. Venticinque anni fa, quando era venuta alla luce, in ospedale, con poco tatto, alla mamma avevano detto che non era esattamente un angioletto dal volto aggraziato. E che forse, con quelle malformazioni così evidenti, non sarebbe riuscita a starci per molto, al mondo. Eppure, la mamma se l’era voluta portare a casa, se l’era stretta al petto come un dono prezioso e, per venticinque lunghi anni sino a ieri, quando purtroppo la giovane ha esalato l’ultimo respiro, l’ha accudita come una principessa. Anche dopo essere rimasta vedova e dunque con meno sostegno tra le pareti domestiche. Quand’era incinta della sua bimba, un giorno, guardando dalla finestra della sua casa di Escalaplano, la mamma aveva avuto come un brutto presagio e, tempo dopo, lo avrebbe raccontato anche al procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi che poi aveva inserito quella testimonianza nel fascicolo sul caso Quirra: «Ho visto una nube di fumo che si levava dal poligono e si posava sopra la nostra casa», aveva raccontato al magistrato. Una settimana dopo aver visto quella nube, aveva partorito la sua Maria Grazia. La bimba era nata con malformazioni evidentissime alla testa e con una lista di altri problemi di salute che avevano fatto pronunciare ai medici previsioni nefaste. C’era chi diceva che la neonata non sarebbe sopravvissuta a lungo, c’era chi gridava all’impossibile, c’era anche chi cominciava già a chiedersi se la vicinanza del poligono di Quirra e la presenza di altri casi di tumori infantili in quel periodo – siamo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta – non fossero solo una coincidenza. Certo è che la piccola Maria Grazia e la sua storia dolorosa, fatta di medicine, di cure sfiancanti, di una vita condotta nella sua casa, con poche distrazioni ma molto affetto, è diventata il simbolo di una vicenda, quella di Quirra, e dell’ indagine aperta dal procuratore Fiordalisi. Confluita nel fascicolo d’inchiesta dopo che il magistrato, con molto tatto ma altrettanta tenacia, aveva convinto la mamma a parlare e a raccontare la sua storia. È per questo che la morte di Maria Grazia ha scosso molto la stessa procura ogliastrina. Ed è una morte che giunge, tra le altre cose, a pochi giorni dall’ultima udienza preliminare sui veleni del poligono, al termine della quale il gup Nicola Clivio dovrà decidere se rinviare o prosciogliere i venti imputati. Anche se in questo caso, non si tratta di imputati per “omicidio colposo” ma per reati legati al presunto disastro ambientale. Perché per l’altra tranche dell’inchiesta, quella riservata all’omicidio colposo, lo stesso procuratore ha chiesto l’archiviazione. Per ragioni piuttosto semplici: per la scienza, attualmente, è difficile se non impossibile stabilire un eventuale nesso di causalità tra la presenza di un poligono e l’insorgenza dei tumori. Né, come hanno accertato le conclusioni della commissione parlamentare d’inchiesta, all’interno del poligono di Quirra c’erano tracce di uranio impoverito, ma altre sostanze. Per la difesa rientrano nei limiti della normalità, per l’accusa, invece, no.

    ____________________________

    da L’Unione Sarda, 14 febbraio 2013
    Lanusei. Astensione dalle udienze dei penalisti del foro ogliastrino. Quirra,si può attendere. Slitta la decisione sul rinvio a giudizio degli indagati: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20130214090134.pdf

  26. marzo 11, 2013 alle 2:56 pm

    disposta una nuova perizia.

    da L’Unione Sarda on line, 11 marzo 2013
    Quirra, slitta decisione sui 20 indagati. Il gup ha ammesso una nuova perizia.
    E’ slittata la decisione del gup sul rinvio a giudizio dei venti indagati per il disastro ambientale provocato dalle attività svolte nel poligono militare di Perdasdefogu: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/307332

    ________________________________________________

    da CagliariPad, 11 marzo 2013
    Poligono di Quirra e veleni, slittano 20 rinvii a giudizio al Tribunale di Lanusei.
    Il Gup Nicola Clivio ha accolto l’istanza presentata in Aula per una nuova perizia. L’incarico sarà affidato a un esperto che dovrà stabilire se la presenza militare sia stata “disastrosa” per l’ambiente circostante: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1643

    _____________________________________

    da Sardinia Post, 11 marzo 2013
    Veleni di Quirra, rinviata l’udienza sui venti rinvii a giudizio: http://www.sardiniapost.it/cronaca/veleni-di-quirra-rinviata-ludienza-sui-venti-rinvii-a-giudizio/

    ——————————————————

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    Indagine Quirra: giudice ordina perizia. Sgs: finalmente.

    Lanusei, 11 marzo – Si è conclusa oggi a Lanusei l’udienza preliminare del procedimento per “omissione dolosa di cautele contro infortuni e disastri” relativo al Poligono militare di Salto di Quirra, in Sardegna.
    Con riferimento ai due tecnici di SGS Italia, Gilberto Nobile e Gabriella Fasciani, indagati per “falsità ideologica in atto pubblico”, il giudice per le indagini preliminari Nicola Clivio ha ordinato una perizia per accertare la presenza di inquinamento e la correttezza delle analisi svolte da SGS e Università di Siena.
    L’avvocato dei due professionisti, Giovanni Dallera, del foro di Milano, ha così commentato la decisione del giudice:
    Finalmente potremo dimostrare che SGS ha sempre lavorato alla luce del sole.
    Si sgombra il campo da pregiudizi e leggende metropolitane e si fa l’unica cosa sensata in questo procedimento: una verifica scientifica delle analisi svolte dai tecnici SGS. Per i miei assistiti questa è la soluzione più gradita in quanto consentirà di accertare che il loro operato è stato corretto e senza ombre. Del resto ogni attività si è sempre svolta alla luce del sole, sotto il controllo dei comitati, delle istituzioni locali e dell’Arpas, e seguendo alla lettera il capitolato di gara.
    In secondo luogo, permetterà alla cittadinanza di avere finalmente una risposta chiara e oggettiva sulla questione.
    Significativo in ogni caso è che il giudice abbia evidentemente ritenuto di non poter condividere le conclusioni del PM e dei suoi consulenti: oltre 40 professionisti il cui operato, pagato con denaro pubblico, si è rivelato di fatto sterile.

    Per informazioni:
    Giovanni Landolfi
    T (39) 340 7878304
    StampaFinanziaria – studio giornalisti associati
    Viale Regina Giovanna 39, 20129 Milano
    landolfi@stampafinanziaria.it

  27. marzo 12, 2013 alle 2:48 pm

    da La Nuova Sardegna, 12 marzo 2013
    Disastro ambientale a Quirra, il gip ordina una superperizia. (Valeria Gianoglio): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/70980_Disastro_ambientale_a_Quirra_il_gip_ordina_u.pdf

    _________________________________

    da L’Unione Sarda, 12 marzo 2013
    Lanusei. Slitta il verdetto. Veleni a Quirra, nuova perizia disposta dal gup: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130312084512.pdf

  28. novembre 13, 2013 alle 2:43 pm

    da Sardinia Post, 13 novembre 2013
    Quirra, disastro ambientale: sul rinvio a giudizio dei 20 indagati slitta il verdetto: http://www.sardiniapost.it/cronaca/quirra-20-indagati-per-disastro-ambientale-sul-rinvio-giudizio-la-decisione-slitta-ancora/

  29. novembre 17, 2013 alle 10:54 pm

    da L’Unione Sarda, 17 novembre 2013
    LANUSEI. L’esperto d’ufficio chiede una proroga: i campioni sono aumentatiQuirra, la perizia infinita. Slitta di sei mesi la decisione sul rinvio a giudizio La proroga è dettata dalla necessità di analizzare un numero di campioni di suolo e acque superiore alla stima iniziale (132 anziché 100) e nuovi sondaggi ambientali. (Simone Loi)

    LANUSEI. Tutti d’accordo, dai consulenti d’ufficio ai tecnici di parte: serve più tempo per valutare l’entità dei danni ambientali al Poligono di Quirra. Altri sei mesi per scrutare il passato nelle viscere del terreno e decidere se processare venti indagati.Mario Mariani, il docente del Politecnico di Milano a cui il gip Nicola Clivio ha dato l’incarico di valutare l’entità del disastro ambientale causato dalle attività militari, ha chiesto una proroga dettata dalla necessità di analizzare un numero di campioni di suolo e acque superiore alla stima iniziale (132 anziché 100). Poi ci sarebbero 6 sondaggi ambientali a diverse profondità. Hanno prodotto trenta carote di terreno da cui si potrebbero ricavare altri 30 campioni sui quali deve essere compiuta un’indagine analitica tesa ad appurare la presenza di residui di esplosivi. A questa fase seguirà quella di elaborazione e stesura dei dati. Una mole di lavoro tale da richiedere sei mesi di tempo.Nell’udienza di domani al Tribunale di Lanusei la richiesta dovrà essere vagliata (e con ogni probabilità accolta) dal giudice Nicola Clivio. È quindi destinata a slittare a data da destinarsi (presumibilmente sei mesi) la decisione sul rinvio a giudizio delle venti persone indagate dal procuratore della Repubblica Domenico Fiordalisi nell’ambito dell’inchiesta sul Poligono.
    SUPER PERIZIA. La super perizia è la chiave di volta dell’inchiesta. Dovrà stabilire se nei terreni e nelle falde acquifere c’è traccia di uranio impoverito, torio e cadmio. Deve inoltre valutare l’efficacia dei metodi utilizzati dai ricercatori incaricati dal Ministero della Difesa dell’indagine chimica dei terreni contestata dalla magistratura. Le analisi sono affidate ad esperti e docenti di fama. Stanno studiando la terra, l’acqua, l’aria di Quirra per verificare quanto sia fondate le argomentazioni dell’accusa in un processo simbolo che vuole far luce sulle presunta relazione tra l’aumento delle patologie tumorali e le esercitazioni militari nella base interforze. La Procura di Lanusei ipotizza il reato di disastro ambientale come conseguenza delle esercitazioni.
    GLI INDAGATI. La relazione del perito sarà decisiva per Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni, Carlo Landi, Paolo Ricci, Gianfranco Fois, Fulvio Francesco Ragazzon, Giuseppe Di Donato, Vittorio Sabbatini e Vincenzo Mauro, Francesco Riccobono, Giuseppe Protano, Fabio Baroni e Luigi Antonello Di Lella, Gilberto Nobile, Gabriella Fasciani, Pierluigi Cocco, Walter Carta e Walter Mura, i venti indagati che aspettano di sapere se il gup disporrà il rinvio a giudizio oppure no.

    ______________________________

    da Sardinia Post, 17 novembre 2013
    Veleni di Quirra, i tempi si allungano. Si va a caccia di torio e cadmio: http://www.sardiniapost.it/cronaca/quirra-tempi-si-allungano/

  30. billi
    maggio 15, 2014 alle 12:54 am

    Sardegna: la Chernobyl italiana.

    Il poligono militare è un poligono SPERIMENTALE. Il che significa che vi possono usare pressoché qualunque cosa che vogliano SPERIMENTARE. La Sardegna con il poligono di Quirra è diventata la “discarica abusiva” di materiali altamente inquinanti. Le nanoparticelle ritrovate sui cappelli di un certo numero di cittadini (ho visto i documenti personalmente) che abitano il territorio circostante sono costituite da: Tungsteno, Uranio 238, Torio, Arsenico, e vari altri metalli pesanti usati negli armamenti sperimentali.
    Trace di quei materiali sono stati rinvenuti in varie parti dell’Ogliastra e nelle zone vicine, fino ad arrivare al Cologone di Nuoro.
    Normalmente tali nanoparticelle sono diffuse in quantità variabile sulla base delle direzioni dei venti principali ed in quantià proporzionale alla forza con cui spirano i venti che le veicolano. Oltre al territorio interno è colpito anche il mare, anche questo ampiamente usato per le sperimentazioni poiché anche esso coperto da servitù militare. infatti il mare ormai è pressoché deserto rispetto a 20 – 25 anni fa.
    La chiusura e bonifica del mero poligono non è più sufficiente. Dovrebbero essere bonificati anche tutti i territori di una bella fetta della Sardegna. Ma per farlo non basterebbe il bilancio dell’intera Unione europea.
    Pertanto la gente di quei territori Sardi ormai è carne morta… per malattie… E’ solo questione di tempo. Ma quando riuscirete ad ammetterlo con voi stessi e soprattutto con l’opinione pubblica saranno prescritti i termini per presentare ricorso…
    Quindi caro Anedda se tu si un foghesino capisco perfettamente perché tu voglia il poligono visto il sostanzioso guadagno che viene dato al tuo comune. Tuttavia quella scelta sta UCCIDENDO le persone, anche e soprattutto tuoi conterranei. inoltre sta anche uccidendo il turismo in tutta la zona inquinata. La gente che va per turismo in Sardegna non è cieca come la gente che la abita, ostaggio delle scelte politiche sbagliate del passato. Io e la mia famiglia è da un pezzo che non torniamo più in Sardegna. E credimi, non ci torneremo più, Se vuoi continuare a sorbirti l’Uranio 238 fai pure ma di certo non accetto la falsa informazione che viene fatta in FAVORE del poligono che ha UCCISO in pochi decenni quella splendida regione che ERA la Sardegna un tempo.

    Per quanto riguarda Fiordalisi ti ricordo che è stato ostacolato in tutti i modi possibili ed immaginabili e la sua inchiesta è stata insabbiata proprio quando stava scavando poco al di sotto il pelo della VERSIONE UFFICIALE, compreso l’apposizione del segreto su certe pratiche che lui ha richiesto al fine di accertare i fatti. E poiché i ricercatori hanno trovato, come detto, diverse tracce di nanoparticelle di certo NON PROVENIENTI da industria civile ma, è assolutamente certo, da industria bellica fatti due conti e forse anche tu ti renderai conto che il giro di affari che gira intorno al poligono PISQ è sufficiente ad insabbiare qualsiasi tentativo di ricerca della verità perpetrata di chicchessia.

    Aprite gli occhi gente sarda, ne va del vostro futuro: alle aziende o agli stati che vanno a sperimentare la loro produzione bellica nel vostro territorio non gliene frega ASSOLUTAMENTE NULLA se voi che quel territorio abitate vivete o morite prematuramente sullo stesso, per loro l’importante è il business.

  31. Perdasdefogu
    maggio 15, 2014 alle 10:37 am

    Sardegna colonia così è stato così sarà.Anche qui stanno cercando di insabbiare tutto e a nulla sono servite le energie di fiordalisi e del comitato gettiamo le basi,ma come può uno stato condannare se stesso,stà già lavorando per fare cadere tutto in prescrizione.La sardegna è una discarica a cielo aperto,grazie alle fabbriche inquinanti che non sono altro che bruciatori di materie tossiche e, servono solo a smaltire veleni ,veleni che nessuno vuole a casa propria e noi terzo mondo per l’Italia li ospitiamo per un pugno di posti di lavoro.Nonostante ciò si parla ancora di aumentare il carico inquinante in zone già segnate da malattie e morte come portotorres e portovesme dove sembra vogliono installare gassificatori.Hai ragione billi a dire che chi vive intorno a questi luoghi dimenticati dal mondo è “carne morta” e non lo sà,zombie che non si curano del proprio futuro e nemmeno di quello dei loro figli.Il 18 di giugno ci sarà se non sbaglio il processo a lanusei per il caso veleni a quirra,tutti i sardi dovrebbero essere presenti altro che festeggiare sa Diè e sa sardinia, siamo ancora sotto il dominio degli oppressori che ci continuano a sfruttare.La grossa vergogna,oltre ai politici e la sanitá sono le associazioni ambientaliste,che non fanno assolutamente nulla per denunciare questi casi di avvelenamento del territoTORIO perchè anche per il loro silenzio ci sarà sicuramente un tornaconto.

  1. novembre 12, 2012 alle 8:16 pm

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