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Traffico di rifiuti speciali al campo nomadi di Cagliari.


Cagliari, incendio di rifiuti presso il campo nomadi

Dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari e del Nucleo investigativo del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, avviate dopo le puntuali denunce del Gruppo d’Intervento Giuridico e degli Amici della Terra su segnalazione di residenti e operatori economici della zona, il  campo nomadi di Cagliari – di proprietà del Comune di Cagliari – era diventato un attivo crocevia dello smaltimento illecito di rifiuti speciali.   In poche parole, secondo le indagini, le apparecchiature informatiche dismesse della Regione autonoma della Sardegna finivano scarnificate nel campo nomadi (dove venivano recuperati metalli successivamente alienabili) e poi bruciate con roghi quasi quotidiani.

Difficilmente questo avveniva a insaputa dei residenti del campo.

Difficilmente questo avveniva senza che ne avessero il minimo sentòre (quantomeno olfattivo) gli operatori delle varie associazioni che svolgevano assistenza retribuita presso il campo nomadi per conto del Comune di Cagliari, amministratori e dirigenti comunali.

Per anni residenti e operatori economici dei quartieri cagliaritani di Mulinu Becciu e di San Michele sono stati periodicamente affumicati dai roghi accesi nel campo nomadi.  Quel campo nomadi che così è diventato una bomba ecologica, sanitaria, sociale.

Come già detto, un briciolo di autocritica da parte della comunità rom non sarebbe male e sarebbe un buon supporto a quell’importante e doveroso progetto di inclusione sociale che la nuova Amministrazione comunale cagliaritana sta portando avanti con il contributo della Caritas diocesana.

E’ proprio il caso di voltare pagina: diritti e doveri per i rom, come per ogni cittadino.   Senza ipocrisie, falsi buonismi e stupidi razzismi.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

P.S.  e ad Alghero sembra che la situazione non sia idilliaca…

 

Cagliari, rifiuti presso il campo nomadi

da La Nuova Sardegna, 24 agosto 2012

I computer regionali smaltiti dai Rom.   Sette indagati, sotto accusa i responsabili di due imprese. Atti falsi e fuochi notturni per incenerire veleni sulla 554.   L’INCHIESTA. TRAFFICO DI RIFIUTI.  Mauro Lissia

CAGLIARI. La notte arrivavano gli autocarri carichi di computer, monitor, vecchi apparecchi per la videoscrittura recuperati nei magazzini degli uffici regionali. L’operazione di scarico nel campo Rom della 554 durava pochi minuti. Dello smaltimento, del tutto fuori dalla legge, si occupavano i nomadi: recuperati i metalli di un qualche valore, il resto veniva dato alle fiamme. Così l’oscurità era rotta dai bagliori del fuoco e chi abita da quelle parti doveva rassegnarsi a respirare aria avvelenata. Il nucleo investigativo del Corpo Forestale ha raccolto le prove di un traffico andato avanti probabilmente per mesi, un traffico low cost di rifiuti speciali dal produttore alla discarica illegale, finito pochi mesi prima che il sostituto procuratore Marco Cocco disponesse lo sgombero del campo. I fatti sono al centro di un’inchiesta giudiziaria avviata dal pm Giancarlo Moi e ora – dopo il trasferimento di Moi alla Procura generale – passata all’ufficio del collega Guido Pani, della direzione distrettuale antimafia, che presto ordinerà nuove acquisizioni. Ma i documenti messi insieme dagli investigatori, i filmati e le testimonianze parlano già piuttosto chiaro: fino a questo momento sotto accusa ci sono sette persone tra cui i responsabili dell’impresa sarda che ha ottenuto l’affidamento diretto per lo smaltimento dei rifiuti speciali della Regione – classificati come Raee, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche – e quelli della ditta che ha successivamente acquisito il subappalto del lavoro attraverso un complesso gioco di scatole cinesi. Compare nelle carte dell’indagine anche una società russa con sede a Mantova. L’accusa contestata nel rapporto della Forestale è traffico illegale di rifiuti speciali, un reato di competenza della Dda che prevede conseguenze penali pesanti. Ma ora che l’inchiesta è entrata nella fase conclusiva l’accusa potrebbe essere estesa ad alcuni nomadi della comunità che viveva sulla 554: c’è almeno un testimone che dice di aver assistito a trattative economiche tra gli uomini dell’impresa e i Rom. Secondo la Forestale in cambio dello smaltimento clandestino sarebbe stata versata una percentuale del profitto. Poi, per ottenere il pagamento del servizio secondo il contratto, l’impresa avrebbe presentato agli uffici regionali documenti falsi, che certificavano lo smaltimento in discariche autorizzate. La Procura dovrà decidere se unificare il fascicolo sul traffico illegale di rifiuti con quello che ha condotto all’ordinanza di sgombero per ragioni igienico-ambientali. Dipenderà dalle valutazioni del procuratore capo Mauro Mura. La ricostruzione dei fatti è blindata sul piano probatorio perché Forestali e Vigili urbani di Quartu hanno verificato in diretta e filmato quanto è accaduto in un tardo pomeriggio dell’estate scorsa: alcuni autocarri si sono avvicinati al campo Rom, hanno preso accordi sbrigativi con gli abitanti poi hanno scaricato rifiuti a due passi dalla tendopoli dei nomadi, dove si trovavano anche bambini di pochi mesi. In meno di un quarto d’ora sono scivolati giù dai cassoni computer, monitor, componenti di apparecchiature informatiche classificati dal un decreto-legge del settembre 2007 come Raee, materiali da smaltire seguendo procedure rigorose. Prima di portarli al termovalorizzatore o alla discarica vanno difatti resi innocui eliminando dalle componenti elettriche i materiali nocivi o riciclabili come rame, ferro, acciaio, alluminio, vetro, argento, oro, piombo e mercurio oltre che gas e plastiche indicate nelle disposizioni ministeriali. C’è un’azienda che si occupa di «spogliare» i Raee per garantirne lo smaltimento in condizioni di sicurezza, ma gli imprenditori ora sotto inchiesta preferivano tagliare corto, risparmiando tempo e soprattutto denaro: i rifiuti elettronici, scaricati alla chetichella al campo Rom, secondo la Forestale venivano accatastati e bruciati quasi subito. Un fumo nero e denso ha ammorbato per mesi l’atmosfera, spesso anche due-tre volte la settimana. Ma prima che arrivassero i controlli di polizia giudiziaria è stato necessario che gli abitanti della zona si rivolgessero al Gruppo di Intervento giuridico e agli Amici della terra.

Cagliari, rifiuti presso il campo nomadi

Inferno di fuoco nel campo nomadi. Il denso fumo ha invaso Fertilia, qualche malore tra i residenti. Ci sono volute ore per spegnere le fiamme.   Andrea Massidda, Sergio Ortu

ALGHERO. Per domare le fiamme che lambivano le baracche del campo nomadi divampando sotto un impressionante cumulo di rifiuti – tra i quali carcasse d’automobili, batterie, elettrodomestici, contenitori di olii esausti e persino bombole del gas – l’altro ieri i vigili del fuoco del distaccamento di via Napoli e gli uomini della Forestale hanno dovuto fare gli straordinari, operando incessantemente dalle due alle sei del mattino. Un inferno, racconta chi era presente. Tanto che per il rifornimento idrico delle autobotti si è resa necessaria una spola continua dei mezzi tra la piazza centrale di Fertilia e la pineta dell’Arenosu, da dove nel frattempo una densa colonna di fumo nero sprigionata dalla combustione di materiale plastico stava letteralmente invadendo la città di fondazione mescolandosi all’afa. Per l’estinzione completa del rogo sono dovuti arrivare rinforzi dal comando provinciale di Sassari e le operazioni di bonifica dell’area si sono protratte sino alla mattinata di ieri. Secondo indiscrezioni ancora tutte da verificare il rogo sarebbe partito proprio da dove di solito la comunità rom brucia i fili di rame. Le proteste. Per l’ennesima volta, dunque, un fuoco notturno carico di sostanze altamente inquinanti ha turbato la quiete della città di fondazione, con le famiglie che per il gran caldo dormivano naturalmente con le finestre aperte e sono state svegliate dall’odore acre del rogo. E infatti mal di testa e nausea sono stati i sintomi accusati da diverse persone, che in alcuni casi sono dovute ricorrere al medico. Una situazione ormai nota da tempo, ma che – come ammettono anche le forze dell’ordine – ultimamente si sta verificando con cadenza periodica. Dall’inizio di quest’anno gli incendi nella zona sono stati almeno una decina, senza contare quelli ancora più numerosi nel 2011. Luciano Solinas, presidente del comitato di Fertilia, parla senza peli sulla lingua e ha già convocato una riunione straordinaria urgente dei cittadini per discutere del problema. «Praticamente ogni giorno c’è qualcosa che brucia – commenta -, ormai non si tratta soltanto di una questione di disagio sociale, la presenza dei rom in pineta è un problema di sicurezza ambientale e di salute pubblica. I fumi inquinanti che partono dai roghi di materiali di ogni genere li respira l’intera comunità della borgata, ma a seconda dei venti raggiungono anche i quartieri del Lido e della Pietraia. Così davvero non si può andare avanti – continua Solinas -, urgono provvedimenti immediati, la gente è esasperata. Per questo adesso chiederemo l’intervento urgente della procura, del prefetto e del Nucleo ecologico dei carabinieri». Il nuovo campo. Il presidente del Comitato di Fertilia affronta anche un’altra questione. «Sono trent’anni – spiega – che si parla di realizzare un campo sosta attrezzato, ma a oggi non c’è chiarezza neanche sulla sua possibile ubicazione». In realtà la precedente amministrazione lo voleva allestire a poche centinaia di metri da quello attuale, ma gli abitanti della borgata si sono mostrati subito contrari. Ora dovrà essere il nuovo sindaco Stefano Lubrano a prendere in mano la situazione. «Auspichiamo che tutto ciò avvenga in tempi rapidissimi – conclude Solinas -, c’è in gioco la salute e l’incolumità dei cittadini, di cui lui è il primo garante».

Comune di Cagliari, bonifica ambientale campo nomadi (2010)

Necessario trovare una soluzione. Il sindaco.  

«Il rispetto reciproco deve essere alla base dei rapporti tra la comunità algherese e quella rom. Per il resto, noi amministratori faremo quanto è nelle nostre competenze per definire una situazione che, come è sotto gli occhi di tutti, non è mai stata definita». Così il sindaco Stefano Lubrano replica agli appelli degli abitanti di Fertilia, che chiedono con forza la risoluzione del problema del campo nomadi dell’Arenosu. «Quello che va assolutamente ribadito – aggiunge il primo cittadino – è che le regole vanno rispettate. Su questo proprio non si transige. La comunità rom non può più ritenere che ogni cosa sia permessa perché lo giustifica lo stato di emergenza o le condizioni di vita nel campo. L’inviolabile e sacrosanto diritto a rivendicare condizioni di vita dignitose – conclude Lubrano – non può essere un pretesto per l’esonero dal rispetto delle più elementari norme di sicurezza, igiene e convivenza civile».

 

 

aggiornamento (25 agosto 2012)

 

da L’Unione Sarda, 25 agosto 2012

Un nomade racconta la vita nel villaggio di Mulinu Becciu. Una discarica di Eternit. “Amianto e oli smaltiti nel campo rom”. Parla Safet Ahmetovic: “Tornare a vivere in un nuovo campo nomadi? Io non lo farei mai. Evidentemente qualcuno ha i propri interessi”.  Michele Ruffi

Negli occhi di Safet Ahmetovic, quarantacinque anni e nove figli, c’è ancora il via vai dei camion che quasi ogni notte bussavano alle porte del campo nomadi. I cassoni erano colmi di Eternit, bidoni di olio, vecchie batterie ancora piene di acido. Rifiuti speciali che venivano smaltiti illegalmente nei terreni su cui il Comune ha realizzato, a metà degli anni Novanta, un’area di sosta per le roulottes dei rom. Amhetovic, nato in Bosnia ma in Italia da quarant’anni, racconta come l’area di Mulinu Becciu sia stata trasformata in discarica abusiva e fonte di guadagno per i rom: “La gente pagava cinquecento, anche mille euro per far sparire un carico di rifiuti pericolosi”.

Cosa veniva smaltito nel campo sequestrato e sgomberato a fine giugno?

“Eternit, amianto in tutte le forme, olio bruciato, batterie d’auto. Rifiuti di ogni genere. Ti pagavano 100 euro per un carico di paraurti, di più se c’era da smaltire qualcosa di più pericoloso. Lo facevano tutti. E questo succederebbe anche in un altro campo. Io non dico di essere un santo, ma per molti questo era diventato un lavoro”.

Lascerebbe la sua casa per tornare in un campo?

“Mai. L’era dei campi è finita, come quella dei dinosauri. So come andrebbero le cose: all’inizio sarebbe una meraviglia, ma nel giro di un paio di mesi, un anno al massimo verrebbe ridotto peggio di quello di Mulinu Becciu. Brucerebbero tutto”.

Allora perché a luglio una delegazione di rom, accompagnata da alcune associazioni, ha chiesto di avere un altro campo?

“Evidentemente c’è chi ha il proprio interesse nel riproporre questo modello. Ma se veramente avessimo voluto rimanere nel terreno vicino alla 554, per evitare la chiusura sarebbe bastato ripulire tutto”.

Le famiglie che abitavano al campo si odiavano. E’ vero che tutto è cominciato con un furto d’oro?

“Possiamo dire che ogni problema sia iniziato in quella occasione. Anche se ho qualche dubbio sul fatto che quell’oro sia stato rubato veramente. Si parla di 16 chili:può essere vero che una persona tenga in una baracca un tesoro così? Io non lo so, però dopo questa vicenda i litigi erano all’ordine del giorno. Anche tra bambini e mogli”.

Lei vive con la sua famiglia a Flumini da cinque mesi, è stato il primo a lasciare il campo.

“Sì, e all’inizio avevo paura”.

Perché?

“Perché significa cambiare vita. Pensate: è come se uno di voi dovesse vestirsi sempre con abiti sporchi, lavorare ferro vecchio e fare queste cose. Forse avreste qualche dubbio. La Caritas ci ha aiutato tantissimo, ha trovato le case e ci ha sostenuto in questi mesi”.

I suoi figli vanno a scuola?

“Prima andavano in via Meilogu, ora li devo iscrivere in un istituto qui vicino. Andrò a chiedere il nulla osta nei prossimi giorni. Al campo però in pochi hanno finito le scuole. Anzi, forse nessuno. Tutti hanno mollato alla terza media”.

Il Comune vi aiuterà anche a trovare un lavoro?

“Ci hanno detto così, spero sia vero”.

Si sente rom o cagliaritano?

“Io sono arrivato qui da bambino, stavamo in via San Paolo quando non c’erano ancora i cavalcavia. Abito in Sardegna da 40 anni. Dovrei essere cagliaritano, ma manca un foglio di carta su cui ci sia scritto questo”.

 

 

Cisto (Cistus)

Le indagini. Due inchieste sul traffico clandestino di rifiuti.

Una discarica abusiva, pericolosa per la salute e piena di materiali altamente inquinanti, di cui si servivano molte imprese di Cagliari e dell’hinterland per risparmiare sui costi di smaltimento dei rifiuti prodotti. A questo era stata ridotta – secondo l’ipotesi della Procura di Cagliari – l’area del campo nomadi sulla 554 messa sotto sequestro e sgomberata a fine giugno. L’inchiesta, condotta dal pm Marco Cocco è nata in seguito ai numerosi esposti degli abitanti di Mulinu Becciu: stando a quanto accertato dai carabinieri del Noe, tra le baracche dei rom venivano trattati scarti di ogni tipo, che hanno creato una situazione di inquinamento incompatibile con la presenza di esseri umani. Il sospetto è che attorno al villaggio possa essersi creato un traffico clandestino di batteria d’auto, oli esausti, Eternit. E a rafforzarlo c’è quanto emerso in un’altra inchiesta giudiziaria, che potrebbe confluire nella principale, in cui sono già indagate sette persone: nel campo rom sarebbero state smaltite clandestinamente decine di vecchi computer dismessi dalla Regione.

 

(foto per conto GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    agosto 24, 2012 alle 3:28 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. agosto 24, 2012 alle 5:38 pm

    da L’Unione Sarda on line, 24 agosto 2012
    Computer e monitor degli uffici regionali smaltiti nel campo rom di Cagliari: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/285810

    da Casteddu online, 24 agosto 2012
    La procura indaga sui rifiuti speciali al campo Rom: due ditte coinvolte: http://www.castedduonline.it/index.php/cronaca/la-procura-indaga-sui-rifiuti-speciali-al-campo-rom-due-ditte-coinvolte/38917

  3. agosto 24, 2012 alle 6:14 pm

    Certo non è credibile che viveva nel campo non si fosse accorto di nulla come è ancora molto più strano che non sapessero nulla gli amministratori locali che percepivano le tangenti e gli organi di polizia locale!!!

  4. agosto 24, 2012 alle 6:14 pm

    Reblogged this on barbatustirolese.

  5. capitonegatto
    agosto 24, 2012 alle 9:22 pm

    Passera diceva oggi che non ci sara’ crescita senza rigore. Bene . Allora questi cosi detti imprenditori , disonesti e’ dir poco, devono essere radiati dal fare impresa e devono portare un braccialetto per sapere dove sono almeno per tre anni.
    Il rigore non e’ solo economico , ma anche e sopratutto morale.
    Se poi il nomade sapeva o no , non ce ne puo fregar de meno. E’ l’ideatore del crimine che deve pagare. Il nomade diventa ricattato e succube.

  6. agosto 25, 2012 alle 10:07 am

    da L’Unione Sarda on line, 25 agosto 2012
    Campo rom sequestrato nella 554. Un nomade: “Una discarica di Eternit”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/285899

  7. agosto 25, 2012 alle 3:05 pm

    l’articolo è stato aggiornato.
    E’ riportata, per il suo rilevante contenuto, l’intervista a Safet Ahmetovic, già residente nel campo nomadi (“Un nomade racconta la vita nel villaggio di Mulinu Becciu”, di Michele Ruffi, da L’Unione Sarda, 25 agosto 2012).

  8. Occhio nudo
    agosto 25, 2012 alle 6:54 pm

    Quella di Ahmetovic, persona intelligente e coraggiosa, sopratutto per essersi esposto pubblicamente nel dire certe cose, è una testimonianza molto significativa: il campo fa comodo a chi svolge affari sporchi (e su questo dovrebbero riflettere tanti “buonisti” che invocano l’apertura di un nuovo campo) gli altri desiderano solo una vita normale e dignitosa. Lui è qui da quarant’anni, da quando era un bambino, ma viene ancora considerato “straniero” e, in quanto rom, è stato ghettizzato, non mi pare che tutto ciò aiuti l’integrazione.

  9. Andrea Flores
    agosto 28, 2012 alle 7:01 pm

    Ecco come ci si comporta, in paesi + civili del bananistan, con i parassiti sociali che non hanno rispetto nè per le persone nè per l’ambiente in cui vivono (ambiente che devastano per fare soldi)

    http://www.lemonde.fr/societe/article/2012/08/28/devant-l-ancienne-mairie-de-manuel-valls-campent-les-roms-expulses-de-leur-bidonville_1752065_3224.html

  10. agosto 30, 2012 alle 2:54 pm

    mai troppo tardi.

    da L’Unione Sarda, 30 agosto 2012
    CONSIGLIO COMUNALE. «Indaghiamo sul campo rom». (http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/286473)
    Fabrizio Marcello (Pd) chiede una commissione d’inchiesta. Si programma la bonifica: necessari carotaggi e studi. (Michele Ruffi)

    Quintali di immondezza stoccati e bruciati sistematicamente, per anni. Eternit smaltito e nascosto nei terreni imbevuti di olio e acidi di batterie, alla faccia di qualsiasi norma. Non è solo la Procura e il Noe a voler capire come sia potuto succedere tutto questo al campo nomadi di Mulinu Becciu: «Serve una commissione d’inchiesta sull’inquinamento nel villaggio dei rom», spiega Fabrizio Marcello (Pd), presidente della commissione Servizi tecnologici del Comune. «Come è stato fatto per i frammenti di cemento-amianto trovati al Poetto, credo sia necessario istituire un collegio speciale per far luce sulle cause e sulle eventuali responsabilità delle condizioni di quell’area».
    LA BONIFICA. Nelle prossime settimane in Municipio verrà programmata la bonifica del campo. I tempi saranno sicuramente lunghi. Alla conferenza di servizi parteciperanno Provincia, Arpas e Asl. Per prima cosa sarà necessario definire i contorni dell’inquinamento: fino a quale profondità i terreni hanno assorbito polveri e liquami? Per stabilirlo bisognerà portare a termine dei carotaggi, che diranno una volta per tutte cosa c’è sotto un primo strato di terra annerita e maleodorante. «Solo così si potrà fare una stima attendibile dei costi», chiarisce Marcello. Le stime per ora parlano di due milioni di euro.
    LE CASE E LA PROTESTA. Nel frattempo quasi tutti i nomadi sgomberati a fine giugno dalle baracche di Mulini Becciu hanno trovato una casa. Rimangono senza un alloggio circa trenta persone, che per ora sono state ospitate da amici o nel seminario Saveriano di Is Mirrionis. In alcuni casi sono stati gli stessi rom a cercare le abitazioni da prendere in affitto (i canoni verranno anticipati dalla Caritas e poi finanziati dal Comune), a dimostrazione di come quasi tutti gli ex abitanti del campo abbiano accettato il programma di inclusione sociale. Non tutti però: alcuni starebbero pensando a una nuova manifestazione come quelle di inizio estate (sotto i portici di Palazzo Bacaredda) per chiedere una nuova area dove realizzare un piccolo villaggio. Ipotesi che per ora il Municipio non prende in considerazione, anche perché il rischio di trasformare il campo-bis in discarica abusiva, come è successo nell’area della Statale 554, è altissimo.
    IL CONSIGLIO. Intanto il Consiglio comunale è pronto a riprendere le attività. Il presidente Ninni Depau ha convocato per oggi la riunione dei capigruppo. Un incontro che servirà per programmare la prossima seduta – che potrebbe essere convocata per martedì prossimo – e per discutere delle priorità per il prossimo autunno. «Piano particolareggiato del centro storico, Pul, commissione sulla qualità architettonica, Tuvixeddu», elenca sinteticamente Depau. In aula è atteso anche l’intervento del sindaco, che verrà chiamato a riferire di fronte a maggioranza e opposizione del primo anno al governo della città. La relazione di Massimo Zedda era già stata richiesta prima delle ferie estive, ma è stata rimandata anche per permettere al Consiglio di approvare entro agosto alcuni provvedimenti importanti, come la variazione di bilancio che ha dato il via libera al finanziamento del progetto di inclusione sociale dei nomadi e (tra le altre cose) al sostegno dei cantieri comunali che verranno affidati alle cooperative sociali, a cui andranno circa 700 mila euro.
    LE COMMISSIONI. Oggi riprenderà a lavorare anche la commissione Statuto, che discuterà del nuovo Regolamento consiliare e del Regolamento sugli istituti di partecipazione dei cittadini. Domani sarà il turno della commissione Traffico: all’ordine del giorno un dibattito sui problemi legati alla viabilità e ai parcheggi in piazza Yenne e alle Zone a traffico limitato della città. Martedì prossimo invece la commissione Servizi tecnologici sarà chiamata a esprimersi sulla commissione d’inchiesta sull’Eternit al Poetto. Subito dopo potrebbe essere il Consiglio a esprimersi e dare il via libera al lavoro del collegio speciale.

  11. settembre 1, 2012 alle 10:57 am

    parole sagge.

    da La Nuova Sardegna, 1 settembre 2012
    Tolleranza zero con i rom: devono rispettare le regole.
    Il sindaco Stefano Lubrano a Fertilia per un’assemblea convocata dal Comitato. «Mai più roghi nel campo o chiederò l’intervento dell’autorità giudiziaria».
    L’EMERGENZA. TUTELA DELLA SALUTE. (Andrea Massidda)

    ALGHERO. Tolleranza zero nei confronti di chi, all’interno del campo nomadi, adotterà comportamenti deleteri per gli abitanti di Fertilia e per gli stessi rom che rispettano le più elementari regole di convivenza civile. Dopo lo spaventoso incendio divampato la settimana scorsa nella pineta dell’Arenosu, con i vigili del fuoco impegnati a domare le fiamme dalle due alle sei del mattino, l’amministrazione guidata da Stefano Lubrano annuncia provvedimenti rigidi. Tanto che giovedì pomeriggio, il sindaco – accompagnato dall’assessore ai Servizi sociali Romina Caula e da quello ai Rapporti con il territorio Pietro Monte – ha prima incontrato alcune famiglie che risiedono nell’area sosta e poi ha partecipato a una riunione organizzata dal Comitato della borgata giuliana con l’intento di fare il punto della situazione. «Non voglio apparire come lo sceriffo cattivo – spiega Lubrano – ma ho detto chiaramente ad alcuni rappresentanti della comunità rom che da ora in avanti se si verificheranno episodi capaci di inasprire gli animi degli abitanti di Fertilia chiederò un intervento formale dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine affinché la legge venga fatta rispettare. Per il resto – continua – posso assicurare che la giunta prenderà in considerazione i problemi del campo nomadi nella loro complessità e in maniera profonda. Cosa che sinora non è accaduta». Dalle parole del primo cittadino sembra di cogliere una frecciatina indirizzata all’amministrazione precedente. «Dico soltanto – precisa Lubrano – che non vogliamo illudere i residenti di Fertilia come è già successo tante volte. Insomma, basta con le prese in giro: ci faremo carico della questione affrontando i temi dell’integrazione, dell’ambiente, del rispetto reciproco e del non meno importante aspetto amministrativo legato alla permanenza dei residenti nel campo alle porte della borgata». Per il sindaco certi problemi sono da affrontare in modo organico e non con interventi occasionali. «Non faremo proclami eclatanti – chiarisce lui stesso ripetendo quanto detto giovedì pomeriggio nel corso dell’assemblea con il Comitato di quartiere presieduto da Luciano Solinas -, e non promettiamo ciò che poi non saremo in grado di mantenere, tuttavia è ben che si sappia che il nostro impegno per trovare soluzioni sarà totale». Per ribadire il concetto, Lubrano venerdì tornerà a far visita al campo nomadi. «Fertilia – conclude – paga a caro prezzo lo stato di abbandono che per troppi anni ha subito. C’è tanto da fare per quanto riguarda la qualità della vita nel quartiere, e i problemi non sono necessariamente legati alla presenza dei rom». Intanto l’assessore Caula ha preso contatto con i singoli residenti del campo. Obiettivo: «Ascoltare le esigenze di ognuno di loro».

    da Alguer.it, 1 settembre 2012
    I problemi della Comunità Rom e della borgata di Fertilia da oggi vengono presi in considerazione nella loro complessità ed in maniera profonda: lo hanno assicurato sindaco e assessori. Su Alguer.it le immagini dell´incontro.
    Fertilia e Rom: si riparte dal ghetto: http://notizie.alguer.it/n?id=51373

  12. settembre 2, 2012 alle 6:46 am

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  13. valentina
    settembre 2, 2012 alle 6:59 pm

    Cari amici del Grig, ecco confermata dalla testimonianza di un Rom, ex abitante del campo della 554, l’inopportunità, da noi sostenuta, di creare un nuovo campo dove allocare i nomadi sfollati. L’abbattimento del campo-discarica-inceneritore deve diventare un’opportunità di miglioramento delle condizioni di vita e d’integrazione degli ex abitanti del campo; non un terreno di scontro dove alla fine chi ci rimette sono soltanto i Rom.

  14. settembre 4, 2012 alle 2:51 pm

    da L’Unione Sarda on line, 4 settembre 2012
    I Rom sotto il Municipio: “Ora Zedda deve incontrarci”. Una delegazione di Rom, guidata dal presidente dell’Asce, Antonello Pabis, chiederà questa mattina alle 11 un incontro al sindaco di Cagliari con un sit-in sotto il Municipio. Rom, pressing sul comune di Cagliari “Sindaco Zedda, non siamo numeri”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/287008

  15. settembre 5, 2012 alle 2:53 pm

    da L’Unione Sarda, 5 settembre 2012
    I rom: «Zedda ci ascolti». Mobilitazione di alcune famiglie: per ora salta il confronto col sindaco. Sit-in in via Roma: chiarezza sul nostro futuro. (Giulio Zasso): http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=27432

    COMUNE. Campo nomadi. «Mezzo milione per pianificare la bonifica»: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=27433

    da La Nuova Sardegna, 5 settembre 2012
    I rom chiedono un incontro con il sindaco Zedda: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=27417

    da Casteddu online, 4 settembre 2012
    Nuovo blitz dei Rom sotto il Comune: “Zedda, vogliamo risposte sull’inclusione sociale: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=27430

    Inquinamento nel campo Rom sulla 554, l’assessore Tolu: “La bonifica non spetta alla Provincia: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=27427

    I Rom sotto il Municipio, il Pdl, accusa: “Le case non bastano, un flop l’inclusione sociale targata: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=27431

  16. settembre 5, 2012 alle 5:39 pm

    da CagliariPad, 5 settembre 2012
    Pandemonium, tornano i Rom: http://www.cagliaripad.it/it/news/settembre/05/caseromok/

  17. settembre 15, 2012 alle 11:45 am

    da L’Unione Sarda on line, 15 settembre 2012
    Cagliari, casa e lavoro nel futuro dei rom. Nel piano corsi di formazione e impresa. Ci sono anche progetti di formazione e inserimento al lavoro nel piano di inclusione sociale presentato dal Comune alla Regione: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/288125

  18. settembre 20, 2012 alle 2:50 pm

    da La Nuova Sardegna, 20 settembre 2012
    Minacce ai Rom del Pandemonium: la procura indaga. Inchiesta aperta dopo la denuncia di un capofamiglia e gli esposti delle associazioni che assistono la comunità: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=27689

  19. settembre 28, 2012 alle 8:24 pm

    pazzesco.

    da L’Unione Sarda on line, 28 settembre 2012
    Marsiglia, incendio in un campo rom. Residenti appiccano fuoco per cacciarli. Orrore a Marsiglia, dove un gruppo composto da una cinquantina di abitanti del quartiere Saint-Louis, hanno espulso un gruppo di rom che abitavano nei dintorni ed hanno poi dato fuoco al loro campo: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/289369

  20. settembre 30, 2012 alle 11:10 pm

    da CagliariPad, 30 settembre 2012
    Rissa tra rom in via Po. Aggredita una donna incinta: http://www.cagliaripad.it/it/news/settembre/30/romrissaa/

  21. ottobre 9, 2012 alle 2:52 pm

    ad Alghero…

    da La Nuova Sardegna, 9 ottobre 2012
    «Il campo nomadi dilaga Abbattuti alberi e reti».
    Il Comitato di quartiere si appella alla Procura, al prefetto e al sindaco Lubrano. «Nuovi inquilini abusivi, sparsa anche ghiaia per sistemare camper e roulotte».
    La Paura. LA DENUNCIA. PROTESTE A FERTILIA. Ed è sempre allarme per incendi e fumo. (Sergio Ortu)

    L’ultimo incendio di una certa rilevanza registrato nel campo rom dell’Arenosu risale alla notte tra il 22 e il 23 agosto, quando per domare le fiamme che lambivano le baracche divampando sotto impressionanti cumoli di rifiuti – tra i quali carcasse d’automobili, batterie, bombole del gase persino elettrodomestici – i vigili del fuoco del distaccamento di via Napoli e gli uomini della Forestale hanno dovuto fare gli straordinari, operando ininterrottamente dalle due alle sei del mattino. In quella stessa occasione parecchi abitanti di Fertilia erano stati improvvisamente svegliati dall’odore acre del fumo, accusando nausea e mal di testa al punto da dover ricorrere a un medico. (a.m.)

    ALGHERO. Avrebbero divelto la recinzione del campo nomadi per poi tagliare alberi, numerose piante di macchia mediterranea e spargere sul terreno la ghiaia utile a parcheggiare roulotte e camper. Stando a quanto denuncia il Comitato di quartiere di Fertilia attraverso una lettera – l’ennesima – indirizzata anche alla procura della Repubblica, al prefetto e al sindaco Stefano Lubrano, da qualche giorno nell’area riservata alla comunità rom dell’Arenosu ci sarebbero nuovi inquilini. «Una “famiglia” che cresce abusivamente in una situazione di emergenza – spiega Luciano Solinas, presidente del Comitato – , e purtroppo aggravando il problema ancora irrisolto dell’area sosta. Stiamo assistendo all’allargamento del campo su fronte strada notando che per organizzare lo spazio sono stati abbattuti alberi e cespugli di macchia mediterranea insieme allo sfondamento di parte della recinzione realizzata dall’impresa incaricata dall’Agenzia Laore, titolare dei terreni, per le operazioni di bonifica fatte nei mesi scorsi». Per gli abitanti di Fertilia, ormai sull’orlo di una crisi di nervi, aumenta dunque il disordine complessivo nell’ormai quasi defunta porzione di pineta. «E tutto – ribadiscono dal Comitato – in barba al regolamento comunale del campo, che non sarebbe in regola sia per la mancanza di alcuni passaggi burocratici, sia perché ad Alghero l’area è da oltre trent’anni provvisoria, e ancora ci si dibatte su dove dovrà nascere un campo sosta a norma». Per Solinas, urgono controlli. «L’assenza di un censimento della popolazione residente all’interno della pineta – spiega – continua a favorire il proliferare di azioni illecite, con ripercussioni di ordine ambientale di non poco conto. Nessuno sa quanti siano i nuovi arrivati, nè da dove vengano, mentre nonostante le diffide si alzano ancora e spesso fumi tossici altamente nocivi causati da roghi». Le questioni igienico-sanitarie sembrano prioritarie. « Non essendoci bagni – aggiunge il presidente del Comitato – è facile intuire dove e come le oltre cento persone che vi abitano espletino i loro bisogni fisiologici». Intanto ieri sera nei locali del centro sociale «10 Febbraio» si è svolto il primo incontro ufficiale tra il Comitato di Fertilia e la giunta comunale. Sul tavolo, ovviamente, il problema del campo nomadi, ma anche le altre numerose questioni irrisolte: dal progetto di riuso turistico della borgata (per il quale erano già stati stanziati due milioni di euro ancora fermi a Cagliari) sino alla nuova toponomastica. «Servono correzioni urgenti – conclude Solinas – così come occorre dare il nome ad alcune vie dell’agro».

    • novembre 16, 2012 alle 2:47 pm

      da Alguer.it, 14 novembre 2012
      Nell´area dell´Arenosu sarebbero abbondantemente superati i limiti ammessi dalla legge in ordine ad alcune sostanze altamente tossiche. Il sindaco sarà costretto ad emettere ´ordinanza. Inquinamento: Rom verso lo sgombero: http://notizie.alguer.it/n?id=53228

  22. ottobre 11, 2012 alle 2:56 pm

    da CagliariPad, 11 ottobre 2012
    Il vecchio campo rom sulla 554 in totale abbandono e ancora non bonificato (Alessandra Ghiani, Simone Spiga): http://www.cagliaripad.it/it/news/ottobre/11/reportage-rom/

  23. ottobre 15, 2012 alle 2:45 pm

    da Casteddu online, 15 ottobre 2012
    Nasce a Cagliari la cooperativa dei Rom: lavoro per tutti i nomadi grazie alla Provincia, è la vera inclusione sociale. (Federica Lai): http://www.castedduonline.it/index.php/42717-nasce-a-cagliari-la-cooperativa-dei-rom-lavoro-per-tutti-i-nomadi-grazie-alla-provincia-e-la-vera-inclusione-sociale/

  24. ottobre 16, 2012 alle 2:51 pm

    ovviamente ci sarà qualcuno che cercherà le più felici giustificazioni.

    da CagliariPad, 16 ottobre 2012
    Raccolte 117 tonnellate di rifiuti dal campo Rom sulla 554. )Andrea Deidda): http://www.cagliaripad.it/it/news/ottobre/16/campo-rom/

    da Casteddu online, 16 ottobre 2012
    Check up del Comune, l’ex campo Rom è ancora inquinato. Porcelli: portiamo i Rom a ripulire. Carta (Pd): chi inquina paga. (Alessia Corbu): http://www.castedduonline.it/index.php/42788-check-up-del-comune-lex-campo-rom-e-ancora-inquinato-porcelli-portiamo-i-rom-a-ripulire-carta-pd-chi-inquina-paga/

  25. novembre 7, 2012 alle 2:43 pm

    da Sardinia Post, 7 novembre 2012
    “AGLI ZINGARI VILLA CON PISCINA”, APERTO PROCEDIMENTO DISCIPLINARE CONTRO DUE GIORNALISTI DELL’UNIONE SARDA: http://www.sardiniapost.it/cronaca/1361-agli-zingari-villa-con-piscina-aperto-procedimento-disciplinare-contro-due-giornalisti-dell-unione-sarda

  26. novembre 12, 2012 alle 2:47 pm

    da La Nuova Sardegna, 12 novembre 2012
    Monserrato. Fumo denso sulla 387 fuoco al campo Rom.

    CAGLIARI. Una colonna di fumo nero è stata vista intorno alle 17 dalla strada 387 Dolianova-Monserrato, sembrava che «stesse bruciando una petroliera», dicevano alcuni automobilisti di passaggio che hanno avvertito i vigili del fuoco, l’incendio era stato appiccato nel campo nomadi che esiste da diversi anni alle porte di Monserrato, alcune gomme di camion sono state incendiate per recuperare il cerchione di ferro. Una vecchia pratica, sempre fuorilegge, che in passato era consueta nel campo Rom della 554 oggi smantellato e che non era mai stata adottata nel campo di Monserrato. Gli pneumatici incendiati non erano molti e quindi i vigili del fuoco in un’ora sono riusciti a spegnere l’incendio e a bonificare il terreno, quindi a evitare pericolose riprese, ma il fumo nero ci ha messo un po’ a diradarsi e numerose sono state le proteste degli abitanti della zona che hanno continuato a telefonare ai vigili del fuoco chiedendo che si intervenisse per abbattere il fumo. Ieri infatti le condizioni atmosferiche non erano favorevoli: non c’era vento e soltanto a tarda sera ha cominciato a disperdersi. Il problema degli incendi di materiali inquinanti, le discariche a cielo aperto dove vengono lasciate anche sostanze che avrebbero bisogno di uno smaltimento particolare, sono diventati occasione di controlli mirato da parte di agenti del Corpo forestali e carabinieri del Nucleo ecologico. Un problema in sé sono i materiali per l’edilizia, alcune zone periferiche vengono individuate in maniera spontanea e diventano centro di riferimento per piccoli cantieri che, per ridurre i costi, si aggiustano evitando le spese di smaltimento. La difficoltà di controllare tutti i cantieri e i camion in entrata e in uscita rende più facile questa forma di inquinamento dell’ambiente. Gli stagni di Santa Gilla e meno spesso quello di Molentargius fanno le spese di questa situazione. A Molentargius sono più frequenti i roghi, si dà fuoco per pulire un terreno privato.

  27. novembre 22, 2012 alle 4:53 pm

    da CagliariPad, 22 novembre 2012
    Ecco il progetto per i Rom: alloggi, cure mediche, scuole per i bimbi e lotta alla discriminazione. Il Comune dice sì al piano triennale redatto dalla Caritas che si articola su 6 diverse linee guida. La Regione ha stanziato 300 mila euro. (Ennio Neri): http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=345

  28. giugno 18, 2014 alle 2:53 pm

    in tanti “trafficano” rifiuti in modo disinvolto.

    da La Nuova Sardegna, 18 giugno 2014
    Rifiuti, sequestrati beni di un’azienda per 1,6 milioni di euro.
    Emerse irregolarità nello smaltimento di rifiuti metallici alla In.Sa. srl di Domusnovas. L’operazione è stata eseguita dalla Guardia di finanza: http://lanuovasardegna.gelocal.it/carbonia/cronaca/2014/06/18/news/rifiuti-sequestrati-beni-di-un-azienda-per-1-6-milioni-di-euro-1.9445962

    ______________________

    da Sardinia Post, 18 giugno 2014
    Smaltimento irregolare di ferro, giro da 1,6 milioni. Azienda chiusa e 2 denunce: http://www.sardiniapost.it/cronaca/smaltimento-irregolare-ferro-giro-16-milioni-azienda-chiusa-2-denunce/

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