Archivio

Posts Tagged ‘zone umide’

Il Lago di Baratz e i suoi immissari meritano cura e attenzione.


Baratz, paesaggio

Baratz, paesaggio

 

Lo straordinario gioiello naturale di Baratz merita la massima cura e attenzione, così i suoi immissari, che ne costituiscono il fondamentale apporto idrico.

Negli anni scorsi – dopo le reiterate denunce ecologiste del 2008 – una serie di interventi di pulizia dei corsi d’acqua affluenti (il Rio Cuile Puddighinu, il Rio Cuile de S’Abe e il Rio Bastianeddu) ha ripristinato le condizioni di vivibilità per il lago.

Il progetto complessivo (importo euro 385.000,00) relativo a ”Interventi urgenti per l’alimentazione supplementare del lago di Baratz” è stato assoggettato a procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) conclusa positivamente con condizioni con deliberazione Giunta regionale n. 35/12 del 30 agosto 2011. Leggi tutto…

Ricerche di combustibili fossili Saras ad Arborea: rischi ambientali e sociali.


Fenicotteri (Phoenicopterus roseus) in volo

Fenicotteri (Phoenicopterus roseus) in volo

anche su La Nuova Sardegna (“Progetto Eleonora, dubbi i vantaggi per la Sardegna“), 28 aprile 2013

 

Il 15 aprile 2013 è stato avviato – dopo l’annullamento della procedura incompleta avviata un mese prima su ricorso delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra – il  procedimento di valutazione di impatto ambientale riguardante il progetto di perforazione esplorativa a circa 3.000 metri di profondità relativo al permesso di ricerca di idrocarburi “Eleonora” (44.300 ettari nell’Oristanese) della Saras s.p.a. secondo cui vi sarebbero riserve per 1-3 miliardi di metri cubi di gas naturale, quantomeno “in grado di coprire l’intero fabbisogno della Provincia di Oristano per 25 anni”.

Tutto a beneficio dei sardi, assicura l’Azienda (“La Regione disporrà della risorsa a beneficio della collettività”, La Nuova Sardegna, 21 aprile 2013). Leggi tutto…

Nuove demolizioni in vista per gli abusi edilizi.


S. Anna Arresi, Porto Pino, complesso abusivo

S. Anna Arresi, Porto Pino, complesso abusivo

Le operazioni di demolizione degli abusi edilizi e di ripristino ambientale in seguito a sentenze penali passate in giudicato starebbero per riprendere in Sardegna.

Dopo la positiva esperienza di ripristino della legalità e dell’ambiente condotta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei, sarebbe la volta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari a procedere con gli interventi contro l’abusivismo edilizio.

Il primo caso della lista sarebbe quello del complesso turistico-edilizio abusivo realizzato a Corrumanciu, isolotto nello Stagno di Porto Pino (S. Anna Arresi), la cui demolizione è stata chiesta recentemente dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra. Leggi tutto…

Perforazioni Saras per la ricerca di idrocarburi ad Arborea: un’Isola in svendita.


Garzetta (Egretta garzetta)

Garzetta (Egretta garzetta)

anche su Il Manifesto Sardo  (“Gli idrocarburi ad Arborea“), n. 143, 1 aprile 2013

Sulla Sardegna, come in altre regioni mediterranee, stanno giungendo in questi ultimi anni vere e proprie ondate di progetti di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e di ricerca di combustibili.

Dalla fine degli anni ’90 del secolo scorso è il momento dei progetti di centrali eoliche, sull’Isola e nei mari contigui, poi sono giunti i progetti di centrali a biomassa, di serre fotovoltaiche (non molte, visti gli investimenti necessari) e di centrali solari termodinamiche in aree agricole (e non industriali) e i progetti di ricerca per idrocarburi e gas naturale, attualmente molto gettonati.

C’è da chiedersi in primo luogo quali siano le reali motivazioni di questo interesse così acceso per la Sardegna.

Basti pensare che in tema di produzione energetica oggi l’Isola è del tutto autonoma rispetto alla rete nazionale. Può contare sulla potenza installata di circa 2.200 MW, pur impiegandone ogni giorno di solito 1.730 (e la notte solo 1.300). Con il  potenziamento dei trasporti via cavo (SAPEI e SACOI) fra Sardegna e la Penisola, non ne potranno comunque esser esportati più di 1.000 MW.    Leggi tutto…

La Regione autonoma della Sardegna e il Ministero per i beni e attività culturali provano ad aprire una nuova pagina sulla pianificazione paesaggistica.


Cabras, Torre di S. Giovanni di Sinis e Tharros

Cabras, Torre di S. Giovanni di Sinis e Tharros

Sembra decisamente cambiato il clima nell’ambito della pianificazione paesaggistica in Sardegna.

Il piano paesaggistico regionale ha posto importanti basi per la corretta gestione del territorio, mentre è bene ricordare che la speculazione immobiliare sulle coste ha portato solo depredazione del patrimonio ambientale sardo senza creare alcuno “sviluppo” economico-sociale duraturo.

Alla faccia e a spese dei sardi.

In questi anni l’Amministrazione regionale Cappellacci le ha provate un po’ tutte per modificare il piano paesaggistico regionale (P.P.R.), quasi fosse l’unico suo vero collante.

Compresi il c.d. piano per l’edilizia e la leggina sul golf, eversivi della pianificazione paesaggistica e sotto giudizio della Corte costituzionale.

Leggi tutto…

Legalità e ripristino ambientale grazie alla demolizione degli abusi edilizi in Ogliastra.


 

Sono state portate a esecuzione ben 198 sentenze passate in giudicato comportante la demolizione di abusi edilizi e il ripristino ambientale nell’arco di un anno (aprile 2012 – marzo 2013). Sono state ben 130 le residenze abusive demolite, delle quali 104 demolite dai trasgressori e 26 eseguite d’ufficio.  Tutte seconde o terze case, mentre “tredici sentenze con condanna alla demolizione riguardanti famiglie di Tertenia, che non hanno altra abitazione, saranno eseguite nel prossimo mese di novembre, per consentire l’inserimento nel Puc (Piano urbanistico comunale) che potrebbe essere approvato dal consiglio comunale nel mese di ottobre”.

Demoliti anche dighe, recinzioni, muri abusivi, spesso in zone a rischio idrogeologico o sulle coste. Leggi tutto…

Il Giudice amministrativo segue il Giudice penale in materia di violazione del vincolo paesaggistico.


S. Anna Arresi, Porto Pino, complesso abusivo

S. Anna Arresi, Porto Pino, complesso abusivo

anche su Lexambiente, Rivista telematica di diritto ambientale (17 marzo 2013)

 

 

Rilevante pronuncia del T.A.R. Sardegna in materia di vincoli ambientali presenti nelle zone umide.

Con la sentenza Sez. II, 6 marzo 2013, n. 206 il T.A.R. Sardegna ha respinto il ricorso della Isolotto Immobiliare s.r.l. avverso la determinazione del Servizio Tutela del Paesaggio di Cagliari della Regione autonoma della Sardegna n. 66/RE del 3 agosto 2007 con cui era stato negato l’accertamento di compatibilità paesaggistica riguardo l’avvenuta realizzazione di un complesso turistico-edilizio di 45 unità immobiliari (36 residenziali, 9 commerciali) nell’Isoletta di Corrumanciu, entro lo Stagno di Porto Pino, in Comune di S. Anna Arresi (CI). Leggi tutto…

Stop al procedimento di valutazione di impatto ambientale della ricerca idrocarburi Saras a S’Ena Arrubia (Arborea).


Cormorano (Phalacrocorax carbo)

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato (17 marzo 2013) al Servizio S.A.V.I. dell’Assessorato della difesa dell’ambiente della Regione autonoma della Sardegna un primo atto di “osservazioni” nel procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) riguardante il progetto di perforazione esplorativa (a circa 3.000 metri di profondità) concernente il permesso di ricerca di idrocarburi “Eleonora” del Gruppo Saras s.p.a.

E’ stata chiesta la dichiarazione di improcedibilità in quanto l’avviso, il progetto e il relativo studio di impatto ambientale (S.I.A.), a distanza di giorni dalla pubblicazione del relativo avviso sui quotidiani regionali (13 marzo 2013), non sono tuttora disponibili sul sito web istituzionale delle “valutazioni ambientali” della Regione autonoma della Sardegna, così come previsto dalla legge (decreto legislativo n. 52/2006 e s.m.i., deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012)  in contemporanea al deposito per la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale. Leggi tutto…

Cemento per le biciclette a Molentargius.


Cagliari, Molentargius, basamento in cemento del ponte per pista ciclabile

Cagliari, Molentargius, basamento in cemento del ponte per pista ciclabile

Pensavate che il cemento fosse ancora il filo conduttore solo per i parchi archeologici?

No, quando mai?

Eccolo anche per favorire la mobilità sostenibile anche nel parco naturale regionale “Molentargius – Saline”.

E, possiamo scommetterci, non capiranno nemmeno perché vengono criticati: che male fa un po’ di cemento in un’area naturale protetta per andare in bicicletta? Leggi tutto…

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico chiedono la demolizione degli abusi edilizi di Porto Pino.


S. Anna Arresi, Porto Pino, complesso abusivo

S. Anna Arresi, Porto Pino, complesso abusivo

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno chiesto (istanza del 2 marzo 2013) al Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Cagliari e al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari di porre in esecuzione l’ordine di demolizione degli abusi edilizi e di ripristino ambientale derivante dalla sentenza della Corte di Cassazione, sezione III, 7 ottobre 2009, n. 38921 passata in giudicato nei confronti dell’insediamento (45 unità immobiliari, delle quali 36 residenze stagionali e 9 strutture a destinazione commerciale) realizzato dalla Isolotto Immobiliare s.r.l. sull’Isoletta di Corrumanciu, nello Stagno di Porto Pino, in Comune di Sant’Anna Arresi (CI).

La richiesta è stata inoltrata anche al Direttore generale della pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia ed al Direttore del Servizio governo del territorio e tutela paesaggistica di Cagliari della Regione autonoma della Sardegna ed al Direttore regionale dei beni culturali e paesaggistici per la Sardegna. Leggi tutto…

La concessione edilizia in sanatoria dipende sempre dai vincoli ambientali.


Cabras, Sinis, edificazione nell'agro

Cabras, Sinis, edificazione nell’agro

Pronuncia di sensibile rilievo da parte del Consiglio di Stato in tema di autorizzazioni urbanistico/edilizie e vincoli ambientali: le prime sono sempre condizionate dai secondi, senza alcuna considerazione del momento nel quale sono stati posti.

Infatti, la sentenza Sezione IV, 29 novembre 2012, n. 6082 ha ribadito l’interpretazione secondo cui in sede di emanazione di concessione edilizia in sanatoria riguardo opere abusive situate in aree con vincoli ambientali (art. 32 della legge n. 47/1985 e s.m.i.) l’esistenza del medesimo vincolo va considerata al momento in cui viene esaminata l’istanza di condono, a prescindere dal momento della sua introduzione, anche per le opere abusive eseguite anteriormente all’apposizione del vincolo ambientale in argomento. Leggi tutto…

Il Governo nazionale impantana la legge regionale sarda scempia-stagni.


Airone bianco maggiore, Fenicottero rosa, Garzetta

Airone bianco maggiore, Fenicottero rosa, Garzetta

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 6 dicembre 2012, ha deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge regionale sarda n. 20 del 12 ottobre 2012, la c.d. legge scempia-stagni, perché in palese violazione delle competenze statali in materia di pianificazione paesaggistica e, soprattutto, in tema del rispetto del giudicato amministrativo.

Ancora una volta è stata accolta la segnalazione inoltrata in proposito dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra.

Le stesse Associazioni ecologiste avevano già proceduto a segnalare (27 luglio 2012) il provvedimento regionale in contrasto con il giudicato amministrativo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, che ha avviato un procedimento penale in tema. Leggi tutto…

Stop al moderno “monolito” sulla Laguna Veneta!


Venezia, simulazione del Palais Lumière

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, raccogliendo segnalazioni da parte di residenti e di numerose personalità della cultura di tutta Italia, ha inoltrato (19 novembre 2012) una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il progetto Palais Lumière, proposto dal gruppo Pierre Cardin e consistente in un complesso di torri connesse dall’altezza massima di 245 metri a Marghera, incombente sulla Laguna Veneta e su Venezia.

Sono stati interessati i Ministeri dell’ambiente e dei beni e attività culturali, la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici per il Veneto, l’E.N.A.C., l’Unità V.I.A. della Regione Veneto, il Comune di Venezia, la Soprintendenza per Venezia e la Laguna Veneta, la Commissione europea.

Un progetto dall’oggettivo ingombro, un moderno gigantesco monolito, visibile da qualsiasi punto di visuale pubblico dell’area veneziana, modificando sensibilmente l’attuale sky line di un contesto ambientale, storico e culturale unico al mondo. Leggi tutto…

Censimento europeo dei Cormorani, stop agli “sparacchiatori” oristanesi.


Cormorano (Phalacrocorax carbo)

Gli sparacchiatori della Terra di Eleonora, come al solito, volevano scaricare le responsabilità della cattiva gestione della pesca negli Stagni oristanesi, ma hanno ricevuto l’ennesima stroncatura da parte dell’Unione europea e del Ministero dell’ambiente.

Infatti, sta per partire il Progetto CorMan, il censimento europeo dei Cormorani (Phalacrocorax carbo) recentemente avviato presso le Regioni e Province autonome con nota Ministero ambiente – Direzione generale per la protezione della natura e del mare n. 23643 del 28 settembre 2012 in base alla Risoluzione Kindermann del Parlamento europeo.

Prima delle risultanze del censimento e della relativa valutazione degli eventuali danni economici provocati dai Cormorani, coordinati in Italia dall’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale – I.S.P.R.A., che – con nota dell’1 ottobre 2012 – ha avviato le relative procedure, non saranno autorizzate eventuali misure di contenimento della popolazione di Cormorani di alcun genere. Leggi tutto…

Cacciatori-bracconieri allo Stagno di Cabras, colpito anche un Cigno nero.


Cigno nero (Cygnus atratus)

Non ci sono scusanti né eventuali “errori” di tiro, siamo davanti a cacciatori-bracconieri, delinquenti e basta. Dopo i Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) uccisi la scorsa settimana, sulle sponde dello Stagno di Cabras (OR) è stato sparato un Cigno nero (Cygnus atratus) giunto chissà come nella zona umida.

Oltre alle necessarie indagini per scoprire i responsabili di quest’atto delinquenziale, è fondamentale disporre una vigilanza assidua delle Forze dell’ordine (Corpo forestale e di vigilanza ambientale, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia locale) per prevenire atti di bracconaggio spudorato che sembrano esser diventati routine nelle zone umide del Sinis.

Gruppo d’Intervento Giuridico, Lega per l’Abolizione della Caccia, Amici della Terra

vegetazione palustre

 

 

da La Nuova Sardegna on line, 28 ottobre 2012

Dopo i fenicotteri, preso a fucilate anche un cigno nero.

E’ stato trovato ferito nello stagno di Cabras, soccorso e trasportato nella clinica veterinaria di Oristano. Nei giorni scorsi erano stati uccisi cinque fenicotteri rosa. Leggi tutto…

La legge regionale sarda scempia-stagni.


Cagliari, Saline di Molentargius

anche su Il Manifesto Sardo (“La legge scempia-stagni“), n. 132, 16 ottobre 2012

 

 

Fra i tanti tentativi di eversione e di smantellamento del piano paesaggistico regionale (P.P.R.) portati avanti dalla Giunta Cappellacci e dalla sua maggioranza consiliare la legge regionale 4 ottobre 2012 (non ancora pubblicata sul B.U.R.A.S.) occupa certo un posto particolare.

In buona sostanza, infatti, la legge è nata per cercare di salvare dalla demolizione un palazzo di sei piani realizzato a Cagliari, in Via Gallinara, a poche decine di metri dalle Saline di Molentargius dalla Progetto Casa Costruzioni s.r.l. in forza di concessione edilizia non munita di preventiva autorizzazione paesaggistica.

Dopo lunghe vicissitudini giudiziarie, il Consiglio di Stato ha deciso (sentenza sez. IV, 16 aprile 2012, n. 2188) per la necessità della preventiva autorizzazione paesaggistica in quanto area tutelata dal piano paesaggistico regionale (P.P.R.). Leggi tutto…

Gli stagni oristanesi non sono produttivi? Colpa dei Cormorani, ovvio.


Cormorano (Phalacrocorax carbo)

Puntuale come solo gli scaricabarile sanno essere, ecco che arriva la solita richiesta da parte della Provincia di Oristano (deliberazione Giunta provinciale n. 150 del 2 ottobre 2012) di aprire la caccia ai Cormorani (Phalacrocorax carbo), sempre per il monotono motivo: distruggono il patrimonio ittico degli stagni.

Questa volta c’è uno specifico studio commissionato alla cooperativa Alea, ma non pare molto di più.

Le associazioni ecologiste Amici della TerraLega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico, in caso di malaugurato accoglimento da parte dell’Assessorato regionale della disfesa dell’ambiente,  si rivolgeranno con specifico ricorso ai sensi dell’art. 226 del trattato U.E. alla Commissione Europea.  E si aprirà, con elevata probabilità, una nuova procedura d’infrazione con il rischio di pesanti conseguenze per responsabilità in sede comunitaria dell’Italia e della Regione autonoma della Sardegna. Leggi tutto…

Lo Stagno di Capoterra in balìa del degrado.


Garzetta (Egretta garzetta)

La piccola zona umida chiamata Stagno di Capoterra, in territorio comunale di Cagliari, è una parte della più ampia zona umida dello Stagno di Santa Gilla (o Stagno di Cagliari), estesa ben 2.940 ettari.

Nonostante la ridotta estensione (70 ettari), è di grandissimo interesse sul piano vegetazionale[1], faunistico[2], ambientale.

E’ tutelato quale zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione internazionale di Ramsar (D.P.R. n. 448/1976; D.M. 1 agosto 1977), con vincolo paesaggistico e dal piano paesaggistico regionale (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), è oasi permanente di protezione faunistica (legge regionale n. 29/1998 e s.m.i.), è destinata a riserva naturale regionale (legge regionale n. 31/1989, allegato A), rientra nel sito di importanza comunitaria – S.I.C. (ITB040023) e nella zona di protezione speciale – Z.P.S. (ITB040003) “Stagno di Cagliari, Saline di Macchiareddu, Laguna di Santa Gilla” (direttiva n. 92/43/CEE, direttiva n. 2009/147/CE). Leggi tutto…

Ricorso al Governo contro la legge regionale sarda scempia-stagni.


Cagliari, Stagno di Molentargius, nidificazione dei Fenicotteri rosa

Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato (43 voti favorevoli della maggioranza di centro-destra, con voto contrario di S.E.L., astensione del P.D.) il disegno di legge regionale n. 398/A presentato dalla Giunta regionale il 21 giugno 2012 e profondamente modificato dalla IV Commissione consiliare permanente “urbanistica”.

In pratica è rimasto un unico articolo (l’ultimo si riferisce alla mera entrata in vigore della legge), l’articolo 4, con le disposizioni di “interpretazione autentica” della fascia di rispetto spondale degli specchi acquei contenuta nel piano paesaggistico regionale (P.P.R.).

Una vera perla del diritto ambientale, eccola: Leggi tutto…

Le fasce spondali delle zone umide devono essere protette!


Molentargius, impianti salinieri

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno inoltrato (27 luglio 2012) specifico esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari avverso la deliberazione della deliberazione Giunta regionale della Sardegna n. 25/15 del 12 giugno 2012, con cui – incredibilmente – l’Esecutivo regionale della Sardegna ha deciso, insieme all’approvazione di un disegno di legge regionale, di

“− di interpretare autenticamente, nelle more della definizione dell’iter di approvazione del  suddetto disegno di legge, la lettera g), comma 3, dell’articolo 17 delle norme di attuazione del  piano paesaggistico regionale nel senso che lafascia della profondità dei 300 metri dalla linea  di battigia è da riferirsi esclusivamente ai laghi naturali e agli invasi artificiali, come già stabilito  negli atti ed elaborati del piano paesaggistico regionale;

− di stabilire che l’articolo 17, comma 3, lettera g) delle norme di attuazione del piano  paesaggistico regionale, come interpretato ai sensi del precedente punto, si applica con effetti  retroattivi ai titoli abilitativi rilasciati a decorrere dal 24 maggio 2006, data di adozione del  piano paesaggistico regionale e che i Comuni sono tenuti ad adottare i necessari atti  conseguenti.

In poche parole, la Giunta regionale – senza averne il benché minimo potere – ha deciso di fregarsene altamente della sentenza Cons. Stato, sez. IV, 16 aprile 2012, n. 2188 con cui il massimo Organo della Giustizia amministrativa italiana ha interpretato le disposizioni del piano paesaggistico regionale (P.P.R.) relative alle zone umide (stagni, lagune, saline). Leggi tutto…