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Lo Stagno di Capoterra in balìa del degrado.


Garzetta (Egretta garzetta)

La piccola zona umida chiamata Stagno di Capoterra, in territorio comunale di Cagliari, è una parte della più ampia zona umida dello Stagno di Santa Gilla (o Stagno di Cagliari), estesa ben 2.940 ettari.

Nonostante la ridotta estensione (70 ettari), è di grandissimo interesse sul piano vegetazionale[1], faunistico[2], ambientale.

E’ tutelato quale zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione internazionale di Ramsar (D.P.R. n. 448/1976; D.M. 1 agosto 1977), con vincolo paesaggistico e dal piano paesaggistico regionale (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), è oasi permanente di protezione faunistica (legge regionale n. 29/1998 e s.m.i.), è destinata a riserva naturale regionale (legge regionale n. 31/1989, allegato A), rientra nel sito di importanza comunitaria – S.I.C. (ITB040023) e nella zona di protezione speciale – Z.P.S. (ITB040003) “Stagno di Cagliari, Saline di Macchiareddu, Laguna di Santa Gilla” (direttiva n. 92/43/CEE, direttiva n. 2009/147/CE).

Una piccola cooperativa di pescatori (la cooperativa “Su Castiau”) ha la concessione regionale di pesca (rep. n. 9/2007 del 25 giugno 2007).

Cagliari, Stagno di Capoterra, protezione in canne semi-divelta

Proprio per le caratteristiche naturalistiche lo Stagno è stato oggetto del progetto LIFE Natura “Gilia” (1996)[3], con piano di gestione (1 dicembre 1998) e un finanziamento di ben 2.885.445,00 euro di fondi comunitari (regolamento LIFE) in favore del consorzio intercomunale fra Cagliari (capofila), Assemini, Elmas e Capoterra, appositamente costituito (1997).

Fra i vari interventi è stato realizzato un percorso naturalistico di visita dello Stagno di Capoterra.  Lo stato del percorso è semplicemente desolante: le canne di protezione sono in gran parte divelte, le postazioni di ricezione e la recinzione sono state semi-distrutte, l’altana per l’avvistamento dell’avifauna è stata cannibalizzata, le auto percorrono gli argini senza alcun controllo, soprattutto argini e acque sono diventati luogo di scarichi illeciti di rifiuti di ogni genere.   Nessuno cura la benché minima vigilanza.

Cagliari, Stagno di Capoterra, scarico illecito di rifiuti vari

Pertanto, le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato (4 ottobre 2012) una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni interventi per giungere alla bonifica ambientale delle discariche abusive, al monitoraggio delle condizioni ambientali e al ripristino e vigilanza dell’area d’interesse naturalistico.

Cagliari, Stagno di Capoterra, barca semiaffondata

Interessati la Commissione europea, il Ministero dell’ambiente, il Servizio regionale conservazione della natura, il Comune di Cagliari e, per gli eventuali aspetti di competenza, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.

Da non dimenticare è comunque la recente adozione del piano urbanistico comunale (P.U.C.) di Capoterra, da analizzare con attenzione visti i reiterati tentativi di pesante urbanizzazione delle sponde dello Stagno e del Rio S. Lucia che lo alimenta[4].

Airone cenerino (Ardea cinerea)

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra svolgeranno tutte le opportune azioni per salvaguardare un patrimonio naturalistico di eccezionale importanza dal degrado e dai rischi di stravolgimento delle condizioni ecologiche.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Cagliari, Stagno di Capoterra, cartello progetto LIFE Natura “Gilia”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(foto S.D., archivio GrIG)

 

 

 


[1]  sono presenti ben 182 specie floristiche, in prevalenza terofite e camefite alofile, l’associazione più rappresentata è il Salicornietum fruticosae, mentre le acque ospitano Ruppia maritima e R. cirrosa  (associazione Ruppietum maritimae) (De Martis et al., 1992).

[2]  Fra le più importanti, sono presenti le seguenti specie di avifauna protetta (direttive n. 92/43/CEE e n. 2009/147/CE, all. I): Cormorano, Cormorano dal ciuffo, Tarabusino, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Garzetta, Airone bianco maggiore, Airone rosso, Cicogna bianca, Mignattaio, Spatola, Fenicottero, Moretta tabaccata, Falco di palude, Falco pescatore, Pellegrino, Gru, Cavaliere d’Italia, Avocetta, Occhione, Pernice di mare, Piviere dorato, Combattente, Piro piro boschereccio, Gabbiano roseo, Gabbiano corso, Sterna zampenere, Beccapesci, Sterna comune, Fraticello, Mignattino piombato, Mignattino, Martin pescatore, Calandra, Calandrella, Calandro, Pettazzurro, Forapaglie castagnolo.

Si riproducono le seguenti specie di vertebrati di particolare interesse (direttive n. 92/43/CEE e n. 2009/147/CE):
Anfibi: Discoglosso sardo, Rospo smeraldino, Raganella sarda;

Rettili: Testuggine d’acqua, Testuggine comune, Testuggine marginata, Lucertola campestre, Gongilo ocellato, Biacco, Colubro ferro di cavallo;

Uccelli: Tarabusino, Garzetta, Airone rosso, Falco di palude, Albanella minore, Pollo sultano, Cavaliere d’Italia, Avocetta, Occhione, Pernice di mare, Gabbiano roseo, Sterna zampenere, Sterna comune, Fraticello, Martin pescatore, Calandrella, Calandro, Fenicottero.

[3] I progetti finanziati con il programma comunitario LIFE Natura sono stati finalizzati proprio al mantenimento e miglioramento delle condizioni ecologiche di S.I.C. e Z.P.S. (vds. Il bilancio di LIFE Natura in Italia, 2006)

[4] Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico riuscirono (1993), con infinite azioni legali, a far arretrare oltre la fascia dei mt. 150 dal Rio Santa Lucia ed oltre la fascia dei mt. 300 dal mare le opere edilizie della “lottizzazione Mille” (le attuali Residenze del Sole, I Gabbiani, ecc.), allora rilevate dal gruppo Immobiliareuropea s.p.a. dell’immobiliarista ed editore Sergio Zuncheddu.        Infatti, con i decreti ministeriali 10 febbraio 1993 e 6 aprile 1993 il Ministero per i Beni ed Attività Culturali, su ricorso ecologista, aveva annullato le autorizzazioni paesaggistiche regionali ex art. 7 della legge n. 1497/1939 (note Ass.to P.I. e BB.CC. nn. 6054 del 10 settembre 1992, 6560 del 15 ottobre 1992, 7163 del 29 ottobre 1992) concernenti il  progetto di lottizzazione MILLE, varianti ed opere di urbanizzazione nella parte in cui (mappale n. 36 parte, n. 9, n. 45 del foglio n. 26 e mappale n. 34 parte del foglio n. 20) interessavano la fascia dei mt. 150 dalle sponde del Rio S. Lucia e la fascia dei mt. 300 dalla battigia marina.

Cagliari, Stagno di Capoterra, automobile sugli argini

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  1. Nikki
    ottobre 6, 2012 alle 9:28 am

    ma come? sono stati spesi tutti questi soldi per l’oasi naturale di grande valore e questo è il risultato????

  2. icittadiniprimaditutto
    ottobre 6, 2012 alle 12:45 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Giovanni
    ottobre 6, 2012 alle 2:05 pm

    Nikki, più che spesi qualcuno se li è intascati. E questo qualcuno dovrebbe essere annegato nelle acque dello stagno.

  4. ottobre 6, 2012 alle 3:05 pm

    da Casteddu on line, 6 ottobre 2012
    A Capoterra uno stagno nel degrado e minacciato da altro cemento: sos ecologista, devastati gli argini di S.Gilla. (Jacopo Norfo): http://www.castedduonline.it/index.php/42050-a-capoterra-uno-stagno-nel-degrado-e-minacciato-da-altro-cemento-sos-ecologista-devastati-gli-argini-di-s-gilla/

  5. Sandro
    ottobre 7, 2012 alle 9:27 pm

    Scusate stiamo parlando della zona fronte 195 confinante con costruzione ex liquigas(quella gialla)?

    • ottobre 7, 2012 alle 10:20 pm

      stiamo parlando dello Stagno di Capoterra, compreso fra la S. S. n. 195, la dorsale consortile C.A.C.I.P., il Rio S, Lucia.

  6. ottobre 9, 2012 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 9 ottobre 2012
    Lo stagno di Capoterra vandalizzato. (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121009081843.pdf)
    Gli ambientalisti denunciano la rovina dei percorsi realizzati con i fondi dell’Ue e i rischi di nuove aggressioni urbanistiche.

    Cagliari è stata scelta come “location” di una pubblicità nazionale sulla compatibilità tra vivere cittadino e ambiente naturale con una bella immagine dei fenicotteri nello stagno e sullo sfondo palazzi e strade (di Quartu). Sempre Cagliari città è segnata sulle mappe del turismo ambientalista europeo per la straordinaria vicinanza di due lagune naturali come Molentargius e Santa Gilla, ma questo non convince nessuno a svoltare nella gestione dei due ecosistemi. Stavolta si parla di Santa Gilla, Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra segnalano l’abbandono della laguna, con un elenco di situazioni sotto gli occhi di tutti. Gli ecologisti hanno inviato una segnalazione a varie entità, procura della Repubblica compresa, perché gli atti di vandalismo e la vigilanza nulla sul ramo capoterrese dello stagno riguardano una zona ampiamente finanziata dalla mano pubblica (europea) perché venissero salvaguardate le specie animali e vegetali che formano l’ecosistema e perché se ne rendesse agevole la visita attraverso percorsi a zero impatto ambientale. Invece Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra hanno accertato che le auto entrano indisturbate nella laguna e percorrono gli argini dei fiumi, hanno fotografato le discariche a cielo aperto che si formano di continuo, hanno annotato la devastazione dei percorsi naturalistici. Le canne di protezione divelte, la recinzione è un colabrodo, le postazioni di ricezione sono distrutte, l’altana per l’avvistamento dell’avifauna è stata quasi annientata. Lo stagno di Capoterra è stato oggetto di un finanziamento col progetto Life Natura di Santa Gilla, quasi 3 milioni di euro sono stati erogati dall’Unione europea in favore del consorzio intercomunale proprio per questo progetto. Del consorzio, costituito apposta per mandare avanti il progetto, fanno tuttora parte Cagliari come capofila, Assemini, Elmas e Capoterra. Minacce all’ecosistema della laguna secondo gli ambientalisti sono contenute anche nel piano urbanistico comunale di Capoterra «da analizzare con attenzione – scrivono nella nota diramata – visti i reiterati tentativi di pesante urbanizzazione delle sponde dello stagno e del rio Santa Lucia che lo alimenta». In passato le due associazioni sono ricorse anche alle vie legali perché le lottizzazioni nascenti sulle sponde del rio Santa Lucia venissero fatte arretrate come era necessario anche per prevenire le tragedie che poi sono immancabilmente avvenute quando nel 2008 ci fu la disastrosa alluvione nella quale la natura si riprese tutti gli spazi che erano stati tolti dalle lottizzazioni San Girolamo e Torre degli Ulivi. Secondo gli ecologisti è il momento di risollevare il livello di guardia.

  7. aprile 25, 2013 alle 5:54 pm

    strutture abusive, scarichi illeciti, depositi incontrollati di rifiuti, degrado denunciati da Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra dal 1996.

    da L’Unione Sarda on line, 25 aprile 2013
    Santa Gilla, abusivismo nella laguna. La Capitaneria chiude 56 “baracche”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/312671

    __________________________________

    da CagliariPad, 25 aprile 2013
    Blitz della Guardia costiera a Sa Illetta: sequestrati otto pontili abusivi.
    Dagli accertamenti effettuati dalla Capitaneria è emerso che diverse opere erano state realizzati senza alcuna autorizzazione sullo stagno di Santa Gilla: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=2452

    _____________________________

    da Casteddu online, 25 aprile 2013
    Blitz della Capitaneria a Santa Gilla: sequestrate 48 casette dei pescatori. (Marta Milia): http://www.castedduonline.it/cagliari/blitz-capitaneria-santa-gilla-sequestrate-50-casette-pescatori

    _______________________________

    • aprile 26, 2013 alle 2:48 pm

      da L’Unione Sarda, 26 aprile 2013
      Santa Gilla. Pescatori sotto choc dopo il sequestro di 48 baracche e 8 pontili non autorizzati
      «C’è la fame,così rovinano le famiglie». (Matteo Vercelli): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130426084602.pdf

      ___________________

      da Sardegna Quotidiano, 26 aprile 2013
      Santa Gilla. Sigilli ai casotti dei pescatori: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130426090246.pdf

      _________________________

      da La Nuova Sardegna, 26 aprile 2013
      Santa Gilla, casotti da pesca abusivi.

      CAGLIARI. I militari del Reparto Operativo e del Nucleo di Polizia Marittima e Giudiziaria della Guardia Costiera hanno praticamente azzerato le strutture del Consorzio Ittico a Sa Illetta. Il personale militare intervenuto ha scoperto 56 manufatti, tra pontili, otto, e casotti metallici prefabbricati, utilizzati per il ricovero di attrezzature da pesca, tutti senza autorizzazioni. Una persona è stata denunciata, perchè le strutture ricadono in un’area tutelata.

  8. febbraio 13, 2015 alle 2:55 pm

    da L’Unione Sarda, 13 febbraio 2015
    CAPOTERRA. Promozione. Fondi regionali per valorizzare la vecchia laguna: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150213082920.pdf

  9. luglio 24, 2015 alle 2:56 pm

    da L’Unione Sarda, 24 luglio 2015
    CAPOTERRA. Pericolo in caso di forti piogge. C’è una morìa di muggini.
    Detriti, fango e canne: così muore “su stagneddu”. (Ivan Murgana): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150724095708.pdf

  10. settembre 30, 2015 alle 2:52 pm

    purtroppo nulla di nuovo.

    da Sardinia Post, 29 settembre 2015
    PHOTOGALLERY. A Santa Gilla i fenicotteri in mezzo alla spazzatura. (Francesca Mulas): http://www.sardiniapost.it/cronaca/photogallery-laguna-di-santa-gilla-i-fenicotteri-in-mezzo-alla-spazzatura/

  1. febbraio 4, 2018 alle 10:35 pm
  2. novembre 7, 2018 alle 4:50 pm
  3. novembre 10, 2018 alle 5:21 pm
  4. marzo 5, 2019 alle 7:12 am
  5. marzo 23, 2019 alle 11:21 pm

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