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Archive for the ‘caccia’ Category

I calendari venatori che consentono la caccia nelle aree della Rete Natura 2000 senza valutazione di incidenza sono illegittimi.


branco di Cervi europei (Cervus elaphus)

branco di Cervi europei (Cervus elaphus)

 

 

Importante pronuncia del T.A.R. Sicilia, Sezione I palermitana, sul difficile rapporto fra l’attività venatoria e la  salvaguardia degli habitat e della fauna.

La sentenza T.A.R. Sicilia, PA, Sez. I, 9 luglio 2013, n. 1474 ha ribadito la linea giurisprudenziale che ritiene obbligatoria la preventiva positiva conclusione della procedura di valutazione di incidenza ambientale per ogni ipotesi di caccia che coinvolga le aree appartenenti alla Rete Natura 2000, sia che siano siti di importanza comunitaria (S.I.C.), ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora, sia che siano zone di protezione speciale (Z.P.S.), ai sensi della direttiva n. 2009/147/CE (vds. Corte di Giustizia CE, Sez. II, 14 gennaio 2010, n. 226, proc. C-226/08; Corte di Giustizia CE, 7 settembre 2004, n. 127, proc. C-127/02; T.A.R. Sicilia, PA, Sez. I, 14 maggio 2012, n. 552).

Sulla stessa linea giurisprudenziale è la recentissima sentenza T.A.R. Abruzzo, AQ, Sez. I, 11 luglio 2013, n. 719. Leggi tutto…

Sardegna: calendario venatorio regionale 2013-2014, nuova battaglia legale.


Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Il Comitato regionale faunistico ha deliberato il calendario venatorio regionale 2013-2014 per la Sardegna, segue il decreto assessoriale di approvazione definitiva e la successiva pubblicazione sul B.U.R.A.S.

Tanto per cambiare, come negli anni scorsi, questo calendario venatorio vìola palesemente i principi e i criteri di cui alla Guida I.S.PR.A., redatta ai sensi dell’art. 42 della legge Comunitaria 2009 (“Guida per la stesura dei calendari venatori ai sensi della legge 157/92, così come modificata dalla legge comunitaria 2009, art. 42”) quale indicazione di disposizioni minime nazionali per il mantenimento o il ripristino dello stato di conservazione favorevole delle specie selvatiche (art. 1 bis della legge 157/1992 e s.m.i.) e della tutela dei loro periodi biologicamente più importanti anche attraverso il divieto assoluto di caccia (art. 18, comma 1 bis, della legge 157/1992 e s.m.i.).  Leggi tutto…

Non si può derogare al principio del legame cacciatore-territorio.


Tordo bottaccio (Turdus philomelos)

Tordo bottaccio (Turdus philomelos)

 

 

 

Importante pronuncia della Corte costituzionale in materia di caccia e, in particolare, riguardo il legame cacciatore – territorio.

Con la sentenza n. 142 del 20 giugno 2013, il Giudice delle leggi ha  dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 43, commi 6, 6 bis e 6 ter, della legge regionale Abruzzo 28 gennaio 2004, n. 10 (Normativa organica per l’esercizio dell’attività venatoria, la protezione della fauna selvatica omeoterma e la tutela dell’ambiente), in quanto “la previsione di un unico comparto regionale pone in essere una deroga non consentita alla regolamentazione della caccia alle specie migratorie contenuta nell’art. 14, comma 1, della legge n. 157 del 1992”.

La giurisprudenza costituzionale costante ha riconosciuto nei principi di cui alla legge n. 157/1992 e s.m.i. “il  nucleo minimo di tutela della fauna selvatica vincolante per le Regioni e le Province autonome (vds. per tutte Corte cost. n. 4/2000). Leggi tutto…

La Corte costituzionale impallina la legge regionale veneta salva-altane di caccia.


Monte di Malo, località Cima, altana di caccia

Monte di Malo, località Cima, altana di caccia

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 139 del 13 giugno 2013, ha dichiarato l’incostituzionalità della legge regionale 6 luglio 2012, n. 25 nelle parti in cui esenta gli appostamenti per la caccia (capanni, altane) dall’ottenimento dell’autorizzazione paesaggistica (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e dal titolo abilitativo urbanistico-edilizio (D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.).

E’ stato, quindi, accolto il ricorso governativo avverso la legge regionale veneta salva-altane di caccia, effettuato su istanza (18 luglio 2012) dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus nell’ambito della campagna effettuata nel Vicentino per verificare la legittimità urbanistica e paesaggistica di numerose postazioni venatorie con strutture fisse (altane, capanni in muratura e legno). Leggi tutto…

No alla legge regionale veneta che consente la caccia nei parchi naturali!


bosco sotto la neve

bosco sotto la neve

 

 

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato una specifica segnalazione (12 maggio 2013) ampiamente argomentata al Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie  concernente alcuni profili di illegittimità costituzionale della recente legge regionale Veneto 23 aprile 2013, n. 6 “Iniziative per la gestione della fauna selvatica nel territorio regionale precluso all’attività venatoria”.

Interessato anche il Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare.

Con la legge regionale Veneto n. 6/2013, infatti, sono state previste disposizioni tese a sostenere e ampliare le ipotesi di “piani di abbattimento” della fauna selvatica all’interno dei territori preclusi all’esercizio della attività venatoria, comprese (in quanto non esplicitamente escluse) le aree naturali protette nazionali e regionali di cui alla legge n. 394/1991 e s.m.i. in violazione delle competenze statali in materia di tutela dell’ambiente ai sensi dell’art. 117, comma 1°, lettera s, cost. Leggi tutto…

Il piano faunistico venatorio di Oristano contro la fauna e combatte la matematica!


Pernice sarda (Alectoris barbara)

Pernice sarda (Alectoris barbara)

I piani faunistico-venatori – regionale e provinciali – sono strumenti fondamentali per gestire correttamente il patrimonio faunistico ed evitare che l’attività venatoria comprometta la consistenza delle specie di fauna selvatica oggetto di caccia.

In Sardegna – a differenza che in quasi tutte le altre regioni italiane – non sono stati ancora approvati e ciò ha impedito, fra l’altro, la costituzione del previsto legame cacciatore-territorio, estremamente importante per responsabilizzare i cacciatori.

Con estremo ritardo (ben 21 anni dalla legge nazionale n. 157/1992 e s.m.i. e 15 anni dalla legge regionale n. 23/1998 e s.m.i.), comunque, i piani faunistico-venatori provinciali sono in corso di elaborazione. Leggi tutto…

Bambini che sparano, uccidono e muoiono, per gioco.


Keystone Sporting Arms, immagine pubblicitaria

Keystone Sporting Arms, immagine pubblicitaria

Nello Stato americano del Kentucky, un bambino di 5 anni ha ucciso la sorellina di 2 anni con il suo fucile calibro 22, appositamente progettato per bambini dalla Keystone Sporting Arms e regalatogli un anno addietro.

Altro che bambini-soldato in mano a qualche signore della guerra, l’utilizzo dei fucili per bambini che ammazzano come i fucili degli adulti è simpaticamente propagandato. Leggi tutto…

Il diritto di obiezione di coscienza venatoria: fuori la caccia dal mio terreno!


Muflone (Ovis musimon)

Muflone (Ovis musimon)

 

Importantissimo pronunciamento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) in materia di caccia e proprietà privata.

La sentenza CEDU, Grande Camera, 26 giugno 2012, Hermann vs. Germania ha introdotto una sorta di diritto all’obiezione di coscienza venatoria in favore del proprietario dei terreni che non intenda consentirvi l’esercizio della caccia.

Infatti, il proprietario di un fondo rustico non è obbligato a tollerare che altri vi pratichino la caccia, se in contrasto con le proprie convinzioni personali e morali.

Essendo l’attività venatoria esercitata a fini prevalentemente ludici, una legislazione nazionale non può impedire al proprietario di negare l’accesso al proprio fondo quando la caccia è vista da chi non la pratica come una ingerenza sproporzionata di terzi nella propria sfera privata. Leggi tutto…

Ancora capanni di caccia da controllare a Recoaro (VI), mentre decine di costruzioni abusive adibite a uso venatorio sono state rimosse in seguito agli esposti ecologisti.


Recoaro Terme, Rovegliana, capanni di caccia

Recoaro Terme, Rovegliana, capanni di caccia

Una nuova richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti è stata inoltrata (16 aprile 2013) dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus per verificare la legittimità di diversi capanni in legno, metallo e, talvolta, in muratura, quasi certamente utilizzati a fini venatori rinvenuti nei boschi e nei pascoli di Rovegliana, in Comune di Recoaro Terme (VI).

Interessati l’Ufficio urbanistica del Comune di Recoaro, il Corpo forestale dello Stato (N.I.P.A.F.), la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Verona, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza.

Si tratta della continuazione della campagna effettuata nel Vicentino per verificare la legittimità urbanistica e paesaggistica di numerose postazioni venatorie con strutture fisse (altane, capanni in muratura e legno).      Leggi tutto…

Anche ad Ascoli Piceno odiano le Volpi? Facciamoli smettere!


Volpe (Vulpes vulpes)

Volpe (Vulpes vulpes)

 

Come la Provincia di Siena, anche la Provincia di Ascoli Piceno ha adottato un assurdo Programma triennale di controllo della Fauna in soprannumero, in base alla deliberazione Consiglio provinciale n. 27/2008, regolamento sul controllo della fauna in soprannumero, e all’art. 25 della legge regionale Marche n. 7/1995 e s.m.i., finalizzato in particolare alla caccia alla Volpe (Vulpes vulpes), con la crudele modalità della caccia alla tana in pieno periodo riproduttivo, dall’11 aprile al 30 giugno.

Secondo quanto dichiarato pubblicamente dall’Assessore provinciale alla caccia Alessandro Petrucci, sarebbe stato emanato il prescritto parere da parte dell’I.S.P.R.A., mentre la letteratura scientifica più aggiornata (vds. Colombi D., Roppa F., Multinelli F., Zanetti M., La Volpe. Aspetti ecologici, biologici, e gestionali in Friuli Venezia Giulia, Udine, 2009) ritiene controproducente per gli equilibri ecologici una simile caccia. Leggi tutto…

Caccia di selezione primaverile ai Cervidi, pura delinquenza ecologico-venatoria.


Capriolo ucciso, a terra

Capriolo ucciso, a terra

Spesso e volentieri in questi ultimi anni da parte delle associazioni venatorie si tenta di dare una riverniciata ecologica alle varie forme di caccia.

Una di queste è la c.d. caccia di selezione, in particolare ai Cervidi, cioè al Cervo europeo (Cervus elaphus), al Daino (Dama dama) e al Capriolo (Capreolus capreolus).

Numero di capi abbattibili (qui il piano di prelievo 2012-2013 della Provincia di Reggio Emilia) predeterminato da censimenti e valutazione della capacità ecologica di mantenimento di una popolazione faunistica su un determinato territorio (carrying capacity), cacciatori preparati, pareri favorevoli dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (I.S.P.R.A.), insomma tutto quanto farebbe dipingere la caccia come ecologica, in pratica necessaria per la stessa sopravvivenza delle specie di altri animali.

Nulla di più falso. Leggi tutto…

Stop alla caccia in tana alla Volpe nel Senese!


Volpe (Vulpes vulpes)

Volpe (Vulpes vulpes)

Dal 2007 la Provincia di Siena (disposizione dirigenziale n. 1206 del 27 agosto 2012) attua una forma di controllo della locale popolazione di Volpe (Vulpes vulpes) tanto crudele quanto inutile: la caccia in tana.

Il metodo è tanto semplice quanto feroce: i cuccioli vengono sbranati nelle loro tane dai cani mentre le volpi adulte vengono eliminate alla vecchia maniera, con una pioggia di piombo, semplice, efficace, veloce.

La caccia avviene sulla base di discutibili pareri I.S.P.R.A. (l’ultimo è il n. 26066 del 10 luglio 2012), mentre la letteratura scientifica più aggiornata (vds. Colombi D., Roppa F., Multinelli F., Zanetti M., La Volpe. Aspetti ecologici, biologici, e gestionali in Friuli Venezia Giulia, Udine, 2009) ritiene controproducente per gli equilibri ecologici una simile caccia. Leggi tutto…

Cinghiali radioattivi in Val Sesia.


Cinghiali (Sus scrofa)

Cinghiali (Sus scrofa)

 

E’ una di quelle notizie che da certo da pensare: in ben 27 Cinghiali (Sus scrofa) abbattuti in Val Sesia (VC) fra il 2012 e il 2013 sono stati riscontrati picchi elevati di Cesio 137, materiale radioattivo.

Sono intervenuti il Ministero della salute e i Carabinieri del N.O.E.

Le ipotesi sulle cause sono diverse: dal noto disastro nucleare di Chernobyl (in realtà piuttosto lontano nel tempo e nello spazio) a fughe radioattive (però ufficialmente non riscontrate) dai vicini siti nucleari dismessi di Saluggia e di Trino Vercellese. Leggi tutto…

Nuove zone per la tutela faunistica sulla costa di Muravera.


Pernice sarda (Alectoris barbara)

Pernice sarda (Alectoris barbara)

Il Comitato faunistico provinciale di Cagliari ha approvato all’unanimità la proposta di revoca della Zona temporanea di ripopolamento e cattura “Feraxi – Tuerra”, in Comune di Muravera (CA), istituita fin dal 2003, ma finora poco valida per il miglioramento delle locali popolazioni faunistiche di specie stanziali e migratorie.

In sua vece il Comitato faunistico provinciale di Cagliari ha approvato ancora all’unanimità la proposta di costituzione della Oasi permanente di protezione faunistica (art. 23 della legge regionale n. 23/1998 e s.m.i.) “Capo Ferrato”, estesa 331,41 ettari, e della contigua Zona temporanea di ripopolamento e cattura (artt. 24-25 della legge regionale n. 23/1998 e s.m.i.)  “Bruncu sa Tuppa”, estesa 1.087 ettari, sempre in Comune di Muravera.

In tali aree sono già presenti consistenti nuclei di Pernice sarda (Alectoris barbara), di Lepre sarda (Lepus canepensis mediterraneus), di Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), nonché di Turdidi e della Beccaccia (Scolopax rusticola), per cui appaiono ben più promettenti per la loro salvaguardia.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Muravera, oasi permanente di protezione faunistica “Capo Ferrato” e zona temporanea di ripopolamento e cattura “Bruncu sa Tuppa”

Muravera, oasi permanente di protezione faunistica “Capo Ferrato” e zona temporanea di ripopolamento e cattura “Bruncu sa Tuppa”

(cartografia aree previste, foto L.A.C.)

Una stagione di caccia con tanti morti e feriti anche “umani”..


Capriolo (Capreolus capreolus)

Capriolo (Capreolus capreolus)

anche su Il Manifesto Sardo (“Una stagione di caccia di morti e feriti anche umani“), n. 139, 1 febbraio 2013

 

 

Andrea, Paolo, Stefano, Giancarlo, Stefano, Giovanni Raimondo, Y.B., Vincenzo, Nicolò, un pensionato jerzese ignoto, Giacomo, Antonio, un ventottenne mogorese, Pierfranco.

Non sono i nomi di caduti in una guerra lontana, né vittime di incidenti stradali.

Sono nomi di involontarie prede della stagione di caccia 2012-2013 nella sola Sardegna.

Morti e feriti in “incidenti di caccia”. Leggi tutto…

Un agricoltore preso “a balla sola”. Caccia in Sardegna stagione 2012-2013, morti e feriti (13).


Pernice sarda (Alectoris barbara)

Pernice sarda (Alectoris barbara)

Continua a correre veloce la contabilità dei morti e feriti umani nel corso della stagione venatoria 2012-2013 in Sardegna.

Pierfranco Arca Sedda, un agricoltore (30 anni) di Sassari, è stato ferito a un polpaccio nel proprio podere a Campo Calvaggiu, presso la borgata di La Corte (Sassari), da una fucilata a balla sola sparata da un cacciatore (del quale non sono state pubblicizzate le generalità) di 50 anni di Porto Torres (SS).

E’ stato soccorso e trasportato all’Ospedale “SS. Annunziata” di Sassari. Indagano i Carabinieri. Leggi tutto…

Il Consiglio di Stato sospende parzialmente il calendario venatorio regionale sardo 2012-2013.


Tordo bottaccio (Turdus philomelos)

Tordo bottaccio (Turdus philomelos)

Il Consiglio di Stato – con ordinanza Sez. V, 17 gennaio 2013, n. 165 – ha sospeso il calendario venatorio regionale sardo 2012-2013 relativamente alla caccia al Tordo bottaccio e alla Cesena fino al 31 gennaio 2013, in contrasto immotivato con il parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (nota n. 26029/T-A11 del 10 luglio 2012), il quale ne chiedeva la chiusura al 10 gennaio 2013. Leggi tutto…

Avanti con un nuovo incidente di caccia. Caccia in Sardegna stagione 2012-2013, morti e feriti (12).


Folaga (Fulica atra)

Folaga (Fulica atra)

Continua a esser aggiornata la contabilità dei morti e feriti umani nel corso della stagione venatoria 2012-2013 in Sardegna.

Un cacciatore di Mogoro (28 anni) del quale non sono ancora note le generalità è stato ferito da pallini durante una battuta di caccia agli anatidi nelle zone umide del Cirras, in Comune di S. Giusta (OR).  E’ stato soccorso e trasportato all’Ospedale “S. Martino” di Oristano, dove è stato curato e gli sono stati assegnati sette giorni di convalescenza. Leggi tutto…

Ecco un nuovo incidente di caccia. Caccia in Sardegna stagione 2012-2013, morti e feriti (11).


Cinghiali (Sus scrofa)

Cinghiali (Sus scrofa)

 

 

E’ iniziato l’anno nuovo e non poteva mancare l’ennesimo incidente di caccia.

Scorre veloce la contabilità dei morti e feriti umani nel corso della stagione venatoria 2012-2013 in Sardegna.

Antonio Figus (27 anni) è stato ferito a una gamba durante una battuta di caccia nei boschi di Aritzo (NU).   E’ stato soccorso rapidamente da un elicottero del 118 e trasportato in ospedale.   Indagano i Carabinieri della Compagnia di Tonara.

A novembre era, purtroppo, giunto addirittura il primo bambino morto a causa della caccia, ma l’invito –intelligente quanto giusto – degli stessi cacciatori dell’autogestita di Irgoli per uno stop alla caccia per una domenica per ricordare il povero Andrea Cadinu e per riflettere su un’attività sempre più rischiosa era stato accolto dai colleghi cacciatori con nuovi lutti.

Purtroppo la riflessione è stata sparata da un calibro 12.

Purtroppo ancora non si comprende e non si vuol capire come la caccia sia l’unico divertimento che procura morte. Leggi tutto…

Può esistere l’Africa senza i Leoni?


Leone (Panthera leo)

Leone (Panthera leo)

E’ difficile l’inizio del nuovo anno per il Leone africano (Panthera leo).

Il re della savana, il più emblematico fra i carnivori, al vertice della catena alimentare, è a gravissimo rischio di estinzione, come riportato nel recente rapporto di LionAid, associazione ambientalista britannica.

Le cause sono evidenti e conosciute: la progressiva perdita degli habitat (savana, boscaglie, macchie, ecc.) e la caccia.   In origine (I-II sec. d.C.) il Leone era presente in tutta l’area del Mediterraneo, in Asia (con la sottospecie Panthera leo persica) e in tutta l’Africa (con la sottospecie Panthera leo leo). Leggi tutto…