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Cinghiali radioattivi in Val Sesia.


Cinghiali (Sus scrofa)

Cinghiali (Sus scrofa)

 

E’ una di quelle notizie che da certo da pensare: in ben 27 Cinghiali (Sus scrofa) abbattuti in Val Sesia (VC) fra il 2012 e il 2013 sono stati riscontrati picchi elevati di Cesio 137, materiale radioattivo.

Sono intervenuti il Ministero della salute e i Carabinieri del N.O.E.

Le ipotesi sulle cause sono diverse: dal noto disastro nucleare di Chernobyl (in realtà piuttosto lontano nel tempo e nello spazio) a fughe radioattive (però ufficialmente non riscontrate) dai vicini siti nucleari dismessi di Saluggia e di Trino Vercellese.

Di sicuro non si può minimizzare.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Cinghiale (Sus scrofa)

Cinghiale (Sus scrofa)

 

 

da La Stampa, 8 marzo 2013

Cinghiali radioattivi in Valsesia. È giallo sul “cesio 137”. In 27 capi abbattuti trovate tracce superiori di dieci volte i limiti. Interviene il ministero della Salute: oggi summit con i carabinieri.   

VERCELLI.  Si chiama «cesio 137» ed è il nome di un incubo che riporta al 1986, l’anno di Cernobil. Un isotopo radioattivo. Nucleare. Dista migliaia di chilometri la Valsesia, provincia di Vercelli, terra all’ombra del monte Rosa, eppure hanno trovato tracce di questa sostanza nella lingua e nel diaframma di 27 cinghiali del comprensorio alpino abbattuti dai cacciatori tra il 2012 e il 2013. Tracce così consistenti da costringere il ministro della Salute, Renato Balduzzi, a convocare in fretta e furia i carabinieri del Nas e del Noe. E’ stata superata fino a dieci volte la soglia prevista dai regolamenti in caso di incidente nucleare. Dopo la prima riunione urgente del coordinamento, a Roma, prevista per questa mattina, partirà alla volta delle montagne vercellesi un laboratorio mobile della sezione inquinamento da sostanze radioattive, il nucleo specializzato che fa parte del reparto operativo Noe. Saranno sentiti i cacciatori del comprensorio, sarà tracciata una mappa per ricostruire l’itinerario seguito dagli ungulati e individuare l’area esatta in cui sarebbero venuti in contatto con il terreno. Già, perché come fanno notare gli esperti, è lì che bisogna cercare. La terra. L’erba. Il fantasma di Cernobil, se è da lì che parte tutto, deve aver lasciato tracce del proprio passaggio dove hanno pascolato questi animali.

La scoperta, che per molti è già sconvolgente, è nata quasi per caso. Da un esame di routine dei tecnici del servizio veterinario regionale. I campioni, come sempre accade dopo le battuta di caccia, erano stati prelevati per essere sottoposti a un’indagine sulla trichinellosi, una malattia parassitaria che colpisce per lo più suini e cinghiali. Una prassi, appunto. Poi, come sottolineano dal ministero della Salute, «gli stessi campioni sono stati sottoposti a un test di screening per la ricerca del radionuclide cesio 137, così come previsti da una raccomandazione della Commissione europea». I risultati hanno dell’incredibile: in un numero consistente di campioni (non si conosce ancora il numero esatto) il livello di cesio 137 è da record. Arriva fino a 5.621 Becquerel per Kilo quando il livello di guardia è 600 Bq/Kg. Ne sono stati inviati dieci campioni su ventisette al Centro nazionale di Foggia, che si occupa della ricerca della radioattività nel settore zootecnico veterinario.

Tanto basta perché il ministero convochi i carabinieri con la direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione. Sono loro che dovranno svelare il mistero dei cinghiali radioattivi della Valsesia. La responsabile dell’istituto di Radioprotezione dell’Enea, Elena Fantuzzi, ha un’ipotesi: «Il cesio 137 è prodotto dalla fissione nucleare. Viene rilasciato quindi da siti nucleari. Consideriamo Cernobil ma anche i siti nucleari della zona, pure smantellati. Anche se a livello nazionale ci sono controlli costanti e i valori non sono mai stati preoccupanti». Pure secondo Legambiente «non può essere altro che la ricaduta delle emissioni della centrale di Cernobil. Anche se i livelli riscontrati – sottolinea il presidente della sezione Piemonte e Valle d’Aosta, Gian Piero Godio – mi sembrano inverosimili».  (Alessandro Ballesio)

centrale nucleare

centrale nucleare

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. marzo 8, 2013 alle 4:41 pm

    A.N.S.A., 8 marzo 2013
    Cesio cinghiali: un esito di Chernobyl? Controlli estesi ad altre specie e aree: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/03/07/Tracce-cesio-cinghiali-allarme-Piemonte_8363753.html

    _____________________________________

    da Il Fatto Quotidiano, 8 marzo 2013
    Cinghiali radioattivi a Vercelli, trovate tracce Cesio 137. Indagano i Nas: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/07/cinghiali-radioattivi-a-vercelli-trovate-tracce-cesio-137-attivati-nas-e-noe/523745/

    ____________________________________

    da La Repubblica, 8 marzo 2013
    Summit con il ministero sui cinghiali radioattivi.
    E’ in corso all’Istituto Zooprofilattico di Torino la videoconferenza sul caso degli animali della Valsesia contaminati da tracce di cesio. Il direttore Caramelli: “I cacciatori erano già stati avvertiti di non mangiare la carne”. Secondo l’Arpa si tratterebbe di cesio rilasciato dall’esplosione di Cernobyl nel 1986, non sarebbe una contaminazione dovuta agli ex siti nucleari non lontani di Trino e Saluggia. (Sara Strippoli): http://torino.repubblica.it/cronaca/2013/03/07/news/valsesia_cinghiali_radioattivi_il_ministero_attiva_nas-54076359/?ref=search

  2. Occhio nudo
    marzo 8, 2013 alle 11:29 pm

    se pensano che ci beviamo la storia di Chernobyl..

  3. marzo 10, 2013 alle 7:35 pm

    Comunicato stampa I.S.P.R.A. (8 marzo 2013)

    Presenza di Cesio 137 nei cinghiali della Valsesia. (http://www.isprambiente.gov.it/files/comunicati-stampa/ComunicatoCs137Cinghiali.pdf)

    Si fa riferimento al comunicato stampa del Ministero della Salute n. 51 del 7 marzo 2013 in merito al rilevamento di concentrazioni anomale di radioattività da Cesio 137 in cinghiali nella Valsesia.
    Al riguardo, va tenuto conto che, a seguito degli esperimenti nucleari effettuati in passato in
    atmosfera e dell’incidente occorso alla centrale di Chernobyl nel 1986, la presenza di Cesio 137 nelle matrici ambientali si può riscontrare ovunque.
    Si evidenzia che dette concentrazioni anomale di Cesio 137 in animali selvatici possono essere ricollegate in particolare alle ricadute radioattive del suddetto incidente che, in alcune aree, hanno determinato concentrazioni più elevate del radionuclide in questione in matrici ambientali e in specie vegetali che costituiscono l’habitat nel quale i cinghiali normalmente vivono.
    L’ISPRA, nell’ambito dei propri compiti istituzionali di autorità di controllo nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, precisa inoltre che, dalle valutazioni periodicamente condotte sui risultati delle attività di sorveglianza della radioattività ambientale svolte dagli esercenti delle installazioni nucleari piemontesi dei siti di Saluggia e di Trino (VC) e dai dati della rete di monitoraggio dell’ARPA Piemonte, tali concentrazioni di radioattività non sono riconducibili a dette installazioni.
    L’Istituto, nell’ambito del Sistema Nazionale delle Agenzie Ambientali, effettuerà degli approfondimenti in merito alle concentrazioni di Cesio 137 riscontrate.

  4. luglio 31, 2013 alle 8:58 pm

    da Il Corriere della Sera, 31 luglio 2013
    IN AUSTRIA: VENGONO DALLA BAVIERA. Tirolo: cinghiali radioattivi al cesio-137.
    Probabilmente hanno mangiato funghi contaminati dalle radiazioni di Chernobyl: http://www.corriere.it/ambiente/13_luglio_31/tirolo-austria-cinghiali-radioattivita-chernobyl_a0351af8-f9c0-11e2-b6e7-d24d1d92eac2.shtml

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