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Caccia di selezione primaverile ai Cervidi, pura delinquenza ecologico-venatoria.


Capriolo ucciso, a terra

Capriolo ucciso, a terra

Spesso e volentieri in questi ultimi anni da parte delle associazioni venatorie si tenta di dare una riverniciata ecologica alle varie forme di caccia.

Una di queste è la c.d. caccia di selezione, in particolare ai Cervidi, cioè al Cervo europeo (Cervus elaphus), al Daino (Dama dama) e al Capriolo (Capreolus capreolus).

Numero di capi abbattibili (qui il piano di prelievo 2012-2013 della Provincia di Reggio Emilia) predeterminato da censimenti e valutazione della capacità ecologica di mantenimento di una popolazione faunistica su un determinato territorio (carrying capacity), cacciatori preparati, pareri favorevoli dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (I.S.P.R.A.), insomma tutto quanto farebbe dipingere la caccia come ecologica, in pratica necessaria per la stessa sopravvivenza delle specie di altri animali.

Nulla di più falso.

Quest’anno la caccia di selezione ai Cervidi in Emilia-Romagna è stata prorogata (deliberazione Giunta regionale n. 253 dell’11 marzo 2013, conseguenti deliberazioni rispettive Giunte provinciali) fino al 31 marzo 2013, in quanto “è stata fortemente limitata dalle persistenti e prolungate nevicate dei mesi di gennaio e febbraio 2013” e non è stato possibile ammazzarne abbastanza.

Eppure i Cervidi, analogamente a tutte le specie di altri animali, si ostinano a vivere (se non sono impiombati) la loro stagione riproduttiva proprio in questi mesi.

Il piombo ecologico, sparato dai cacciatori ecologici, ammazza così anche parecchie femmine gravide.   Tutt’altro che ecologicamente, men che meno eticamente.

Qui potete trovare una foto di feti di Capriolo estratti da femmine uccise a metà febbraio 2013 e a fine marzo 2013.     Una pila stilo fa intuire le proporzioni.

Abbiamo ritenuto opportuno non renderle immediatamente visibili per le persone particolarmente sensibili: chi se la sente e vuol vedere con i propri occhi il risultato di questa caccia ecologica può cliccare sui rispettivi link.

Ecco che cosa ha scritto la nostra fonte delle immagini:

“Ritengo sia scandaloso che, sino ad oggi, si sia potuto sparare a femmine di cervi e di caprioli, in avanzato stato di gravidanza.

 Come ripeto, nessuna parola sarebbe pugno nello stomaco come una simile immagine; mi auguro che così, presso ISPRA e nelle regioni italiane, MAI PIU’ si consenta di cacciare sino a fine marzo, dato che le nascite iniziano a maggio.

uno dei tanti cacciatori disgustati da questa proroga della caccia al 31 marzo“

Come si vede, gli stessi cacciatori di buon senso sono giustamente disgustati da questa delinquenza ecologico-venatoria.

Basta, è ora di finirla.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Si ringrazia l’avv. Rossella Ognibene per la segnalazione.

Capriolo (Capreolus capreolus)

Capriolo (Capreolus capreolus)

(foto da cacciatore disgustato, L.A.C., S.D., archivio GrIG)

  1. Occhio nudo
    aprile 2, 2013 alle 7:22 am

    Sono barbari. La selezione consiste nell’eliminazione del “problema” alla radice? Uccidendo le femmine gravide? Cosa ci sia di scientifico in tutto questo non si capisce, è una barbarie, nulla di più. E l’ennesimo regalo fatto a chi ha voglia di sparare.

  2. aprile 3, 2013 alle 3:01 pm

    Gea Press, 3 aprile 2013
    Emilia Romagna – la caccia di selezione, .. ai feti di capriolo. Il racconto di un cacciatore disgustato nella denuncia del Centro di Intervento Giuridico Onlus: http://www.geapress.org/caccia/emilia-romagna-la-caccia-di-selezione-ai-feti-di-capriolo/43647

    ___________________________________________

    da Ecologica Piazza Grande, 3 aprile 2013
    Emilia Romagna – la caccia di selezione, .. ai feti di capriolo: http://ecologica.piazzagrande.info/natura/emilia-romagna-la-caccia-di-selezione-ai-feti-di-capriolo/2013/04/03

  1. aprile 2, 2013 alle 5:53 am

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