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Anche ad Ascoli Piceno odiano le Volpi? Facciamoli smettere!


Volpe (Vulpes vulpes)

Volpe (Vulpes vulpes)

 

Come la Provincia di Siena, anche la Provincia di Ascoli Piceno ha adottato un assurdo Programma triennale di controllo della Fauna in soprannumero, in base alla deliberazione Consiglio provinciale n. 27/2008, regolamento sul controllo della fauna in soprannumero, e all’art. 25 della legge regionale Marche n. 7/1995 e s.m.i., finalizzato in particolare alla caccia alla Volpe (Vulpes vulpes), con la crudele modalità della caccia alla tana in pieno periodo riproduttivo, dall’11 aprile al 30 giugno.

Secondo quanto dichiarato pubblicamente dall’Assessore provinciale alla caccia Alessandro Petrucci, sarebbe stato emanato il prescritto parere da parte dell’I.S.P.R.A., mentre la letteratura scientifica più aggiornata (vds. Colombi D., Roppa F., Multinelli F., Zanetti M., La Volpe. Aspetti ecologici, biologici, e gestionali in Friuli Venezia Giulia, Udine, 2009) ritiene controproducente per gli equilibri ecologici una simile caccia.

Comunque, sempre Secondo quanto dichiarato pubblicamente dall’Assessore Petrucci, la modalità della caccia in tana non viene utilizzata perché sconosciuta nella zona.    Da chiedersi, allora, in base a quale perverso motivo l’abbiano prevista.

Numerose le proteste provenienti da tutta Italia, ma non bastano ancora.

Come per il caso senese, cerchiamo di fermare questa pratica barbara e anti-ecologica: scriviamo e facciamo scrivere alla Provincia di Ascoli Piceno il nostro più forte dissenso!

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Volpe (Vulpes vulpes), cuccioli

Volpe (Vulpes vulpes), cuccioli

 

 

 

 

 

 

 

INDIRIZZI A CUI INVIARE LA PROTESTA:
piero.celani@provincia.ap.it; bruno.gabrielli@provincia.ap.it; giuseppe.mariani@provincia.ap.it; aleandro.petrucci@provincia.ap.it; andreamaria.antonini@provincia.ap.it;  serafino.rosati@provincia.ap.it; annamaria.lelii@provincia.ap.it; roberto.giovannozzi@provincia.ap.it; armando.falcioni@provincia.ap.it

ascoli@ilmessaggero.it; cronaca.ascolipiceno@ilcarlino.net; ascoli@corriereadriatico.it; redazione@primapaginaonline.it; redazione@picusonline.it; info@metonimia.com;  redazione.ap@ilquotidiano.it; info@picenooggi.it; info@lindiscreto.it; redazione@viveremarche.it;  info@gomarche.it; larepubblica@repubblica.it; online@quotidiano.net; redazioneweb@ilmessaggero.it;

da Il Resto del Carlino, 9 aprile 2013

da Il Resto del Carlino, 9 aprile 2013

LETTERA DI PROTESTA – RICHIESTA di SOSPENSIONE dell’ABBATTIMENTO delle VOLPI
Al Presidente della Provincia di Ascoli Piceno
agli Assessori in indirizzo
al Presidente del Consiglio Provinciale
ai Dirigenti dei Servizi in indirizzo
e p.c. agli Organi di Stampa
Esprimiamo il nostro più forte dissenso in merito alla decisione della Provincia di Ascoli Piceno di autorizzare l’abbattimento di 277 volpi, a caccia chiusa ed in pieno periodo riproduttivo, delicato per tutte le specie di fauna selvatica. In particolare suscita profondo sconcerto e sdegno, pur essendo apprezzabile il gesto di civiltà della Dirigenza di non autorizzare l’uso delle trappole, la decisione di adottare il metodo della caccia in tana.  Si tratta di una caccia atroce, contro la quale si stanno mobilitando in tutta Italia associazioni, cittadini e anche politici: nei mesi in cui la volpe sta svezzando i suoi volpacchiotti, i cacciatori/operatori faunistici  sono autorizzati a sterminare la famigliola, mandando cani appositamente addestrati dentro le tane dove mamme e cuccioli sono rifugiati, e facendoli sbranare vivi. Chi riesce a scappare fuori muore sotto i colpi dei cacciatori. Altrettanto dolorosa sarà la sorte dei poveri cuccioli nel caso improbabile riescano scampare l’attacco di cani e operatori, perché, rimasti soli, moriranno inevitabilmente di fame.
Riteniamo che l’uccisione di queste volpi non abbia alcun fondamento scientifico, né alcuna utilità.
Non possono infatti le volpi essere in sovrannumero, sia perché i censimenti che ne decretano la morte sono effettuati dagli stessi cacciatori in persona che partecipano all’uccisione, sia perché esse sono territoriali, e dunque ogni esemplare vive da solo nella sua area.
Né la volpe può essere considerata dannosa; viceversa, celebri studi effettuati da Enti non di parte, hanno ampiamente dimostrato che essa; come del resto tutte le specie viventi, apporta un  utile contributo nel mantenimento degli equilibri di altre specie e nel fondamentale ruolo di “spazzino”.
E’ provato che l’uccisione delle volpi, ai fini della loro riduzione numerica, è completamente inutile a causa della loro territorialità, poiché l’area lasciata libera viene immediatamente occupata da una volpe vicina. Proprio per questo motivo, infatti,  l’uccisione delle volpi è addirittura altamente sconsigliata da un importante studio della Regione Friuli Venezia Giulia, per evitare la diffusione di malattie conseguente all’innescarsi di spostamenti a catena.
La decisione della Provincia di Ascoli Piceno è espressamente volta ad eliminare le potenziali concorrenti dei cacciatori, i quali vogliono, e ottengono, l’esclusiva di uccidere le migliaia di fagiani e lepri, completamente estranei all’ambiente, ma rilasciati ogni anno nelle nostre campagne per il loro divertimento. Del resto, se esistesse veramente l’esigenza di difendere l’ambiente dai danni delle volpi, i cacciatori potrebbero intervenire con i loro fucili durante ben cinque mesi di apertura della caccia.
La fauna selvatica, comprese le volpi, è un patrimonio che appartiene a tutti i cittadini e, come tale, va tutelata nell’interesse della collettività. Se i cacciatori lamentano danni  dalle predazioni delle volpi, tra l’altro ipotetici essendo ampiamente provato che la volpe è onnivora, il loro è interesse minoritario che, come stabilito dal Consiglio di Stato, deve soccombere rispetto all’interesse collettivo generale.
Il mondo venatorio, pur rappresentando solo l’1% della popolazione italiana e sempre più numericamente in declino, continua ad essere accontentato dai nostri politici con concessioni ormai anacronistiche e altamente lesive degli interessi di intere categorie di cittadini: agricoltori, proprietari di agriturismi, b&b , maneggi, escursionisti, cercatori di funghi, tartufai o semplicemente residenti in campagna. Tutti sono obbligati a subire impotenti, non solo per i cinque mesi di caccia vera e propria, ma praticamente per tutto l’anno,  a causa di questa “caccia” a cui è stato cambiato il  nome in modo che non valgano più le leggi e i divieti venatori. La collettività è stanca, e l’insufficienza delle pattuglie di Polizia Provinciale e CFS ad accorrere alle richieste di aiuto dei cittadini ne è una prova.
Ma quando, pur di accontentare una minoranza, si arriva addirittura a far morire gli animali con modalità così spietate, e raccapriccianti per tutte le persone che non trovano di per sé divertente  uccidere, come dimostra la mobilitazione di massa che si è attivata in Toscana, l’offesa alla dignità e alla sensibilità della maggioranza dei cittadini richiederebbe un gesto di rispetto e civiltà.
Chiediamo agli Amministratori della Provincia di Ascoli Piceno, per quanto di propria competenza, di interrompere immediatamente le battute di caccia alla volpe, perché altamente lesive di tutte le specie di fauna selvatica che sono in periodo di riproduzione; di revocare il provvedimento di autorizzazione della caccia in tana perché in contrasto con le leggi sul maltrattamento degli animali ed eticamente inaccettabile; di escludere dal Regolamento Provinciale n 55/2008  la possibilità di effettuare gli abbattimenti delle volpi mediante la caccia in tana, nonché  mediante l’altrettanto atroce metodo delle trappole, sia per quanto attiene alle volpi che ai corvidi.

nome e cognome

 

Appennino umbro-marchigiano

(foto da mailing list animalista, A.C., S.D. , archivio GrIG)

  1. Cati
    aprile 14, 2013 alle 1:06 am

    Ho inviato la mail di protesta e diffuso l’appello. Grazie del lavoro che fate.

    • marzo 11, 2014 alle 2:55 PM

      Ho richiesto la conferma di lettura. Purtroppo alcuni Organi di “Informazione” hanno rigettato/cestinato la lettera, senza neppure aprirla! Non si sono presi neppure la briga di voler leggere neppure il firmatario della lettera!
      I miei complimenti alla MIA città, Ascoli Piceno! I miei complimenti (quelli veri e sinceri) a chi, l’informazione la fa veramente.
      Grazie a Stefano Deliperi e a tutto il GRiG, grazie a chi ha il coraggio di sé e grazie a chi è davvero stanco di delegare le proprie responsabilità.

      Eli

      • marzo 11, 2014 alle 2:57 PM

        Ehm… i miei complimenti anche a me (ho scritto ben tre volte “neppure”).

  2. marzo 11, 2014 alle 1:15 PM

    Me lo ero perso!
    Grande, GRiG!!!

  3. marzo 11, 2014 alle 1:34 PM

    No comment.

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