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Il piano faunistico venatorio di Oristano contro la fauna e combatte la matematica!


Pernice sarda (Alectoris barbara)

Pernice sarda (Alectoris barbara)

I piani faunistico-venatori – regionale e provinciali – sono strumenti fondamentali per gestire correttamente il patrimonio faunistico ed evitare che l’attività venatoria comprometta la consistenza delle specie di fauna selvatica oggetto di caccia.

In Sardegna – a differenza che in quasi tutte le altre regioni italiane – non sono stati ancora approvati e ciò ha impedito, fra l’altro, la costituzione del previsto legame cacciatore-territorio, estremamente importante per responsabilizzare i cacciatori.

Con estremo ritardo (ben 21 anni dalla legge nazionale n. 157/1992 e s.m.i. e 15 anni dalla legge regionale n. 23/1998 e s.m.i.), comunque, i piani faunistico-venatori provinciali sono in corso di elaborazione.

Anche la Provincia di Oristano sta predisponendo il suo piano faunistico-venatorio, adottato con deliberazione Consiglio provinciale n. 20 del 2012 e attualmente assoggettato alla procedura di valutazione ambientale strategica.

Sardegna, bosco

Sardegna, bosco

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno inoltrato in proposito alla Provincia di Oristano e al Servizio valutazione impatti dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente uno specifico atto di “osservazioni” (2 maggio 2013), chiedendo approfondite modifiche del piano.

Infatti, dal piano adottato non emergono dati certi e aggiornati riguardo l’effettiva consistenza delle popolazioni faunistiche. A parte l’avifauna acquatica, per la quale sussistono dati aggiornati al 2011, per tutte le altre specie faunistiche – in particolare per la c.d. nobile stanziale (Pernice sarda, Lepre) i dati sono relativi al solo 2008.    Dal 2008 si sono verificati eventi fortemente negativi sull’ambiente, sulle varie componenti ambientali (acqua, suolo, ecc.) e sulla fauna selvatica: incendi, antropizzazione del territorio, utilizzo di inquinanti chimici, ecc.

Per avere un’impostazione corretta del piano è fondamentale avere dati certi, aggiornati e – in particolare – una loro sede storica articolata almeno in un triennio, così da consentire una considerazione delle tendenze evolutive delle popolazioni faunistiche e, di conseguenza, una valida previsione di interventi per la corretta gestione del patrimonio faunistico.

Merlo femmina (Turdus merula)

Merlo femmina (Turdus merula)

Non solo, il piano faunistico-venatorio della Provincia di Oristano, così come adottato, combatte la matematica.

Infatti, non risulta rispettato l’obbligo di della sottrazione alla caccia di almeno il 20% della superficie agro-silvo-pastorale provinciale previsti dall’art. 22 della legge regionale n. 23/1998 e s.m.i.

Infatti, l’articolo prevede che “l’estensione complessiva del territorio destinato a protezione della fauna selvatica comprenda le oasi di permanenti di protezione faunistica e di cattura, parchi e riserve naturali, fondi chiusi, ecc.”.

Tuttavia, la percentuale minima non è assolutamente raggiunta, perché nelle Zone di Ripolamento e Cattura, che concorrono in gran parte (10,92% della superficie agro-silvo-pastorale) a limitare la pressione venatoria, in realtà l’attività di caccia è permessa, come certificato dalle autorizzazioni a effettuare gare cinofile su selvaggina naturale. Ciò succede dal 2003 in seguito alla Direttiva regionale n. 21/60 del 16/07/2003 – Istituzione delle zone per l’allenamento e l’addestramento dei cani e per le prove cinofile (art. 5, penultimo comma).

Merlo (Turdus merula)

Merlo (Turdus merula)

Inoltre, è palesemente fuorviante l’inclusione fra le aree escluse dall’attività venatoria di ben 4.811 ettari (1,64% della superficie agro-silvo-pastorale) quali “aree naturali protette nazionali e regionali” quando non ne sussiste alcuna formalmente istituita nel territorio provinciale.

In realtà la superficie agro-silvo-pastorale provinciale destinata alla permanente protezione faunistica non supera il 7,62%, ben al di sotto del 20,00% minimo di legge.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno chiesto la modifica del piano faunistico-venatorio della Provincia di Oristano, l’effettuazione di aggiornati censimenti faunistici e l’incremento della superficie agro-silvo-pastorale provinciale destinata effettivamente alla permanente salvaguardia della fauna selvatica.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Sintesi non tecnica del Rapporto Ambientale (genn. 2013) del Piano faunistico-venatorio provinciale di Oristano (pag. 22)

Cod,

Tipologia Istituto faunistico

numero

Superficie interessata (in ettari)

%Sup.

ASP

%Sup.

terr.

OA

Oasi di ripopolamento e cattura

  19

              23.389

7,97

         7,73

ZRC

Zone di ripopolamento e cattura

  29

30.593

   10,92

10,12

CAL

Centri pubblici e privati di

Riproduzione della fauna selvatica

     2

     5

  0,00

0,00

ANP

Aree Naturali Protette nazionali e regionali

     4

4.811

1,64

1,59

FNC

Fondi chiusi

     4

   414

0,14

 0,14

Totali

59.212

 20,18

  19,58

(foto L.A.C., S.D., archivio GrIG)

  1. maggio 6, 2013 alle 5:54 pm

    da Cagliari Globalist, 5 maggio 2013
    Il piano faunistico venatorio di Oristano contro la fauna.
    Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno chiesto la modifica del piano faunistico-venatorio della Provincia di Oristano: http://cagliari.globalist.it/Detail_News_Display?ID=73573&typeb=0&Il-piano-faunistico-venatorio-di-Oristano-contro-la-fauna

    ___________________

    da Link Oristano, 6 maggio 2013
    Le associazioni ambientaliste chiedono la revisione del Piano faunistico: http://www.linkoristano.it/prima-categoria/2013/05/06/piano-faunistico-2/#.UYfSo6KeO-k

    ____________________

    da La Nuova Sardegna, 18 aprile 2013
    Il Piano faunistico nasce male tra ricorsi al Tar e polemiche.
    La presentazione della valutazione ambientale strategica nell’aula consiliare della Provincia Scattano i 60 giorni di tempo previsti dalla legge per la presentazione delle osservazioni. (Claudio Zoccheddu): http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2013/04/18/news/il-piano-faunistico-nasce-male-tra-ricorsi-al-tar-e-polemiche-1.6909339

  2. maggio 7, 2013 alle 5:44 pm

    da La Nuova Sardegna, 7 maggio 2013
    Piano faunistico da modificare. La richiesta arriva dagli ambientalisti del Gruppo di intervento giuridico.

    ORISTANO. Come avevano preannunciato, nel corso della presentazione ufficiale, le associazioni ecologiste Amici della terra e Gruppo d’intervento giuridico hanno contestato all’amministrazione provinciale di Oristano e alla Regione la bozza del Piano venatorio-faunistico provinciale. Gli ambientalisti hanno inviato anche delle osservazioni chiedendo approfondite modifiche del piano. Nell’elaborato, adottato dagli uffici non emergerebbero dati certi e aggiornati riguardo l’effettiva consistenza delle popolazioni faunistiche. «A parte l’avifauna acquatica, per la quale sussistono dati aggiornati al 2011, per tutte le altre specie faunistiche, in particolare per la nobile stanziale (pernice sarda, lepre), i dati sono relativi addirittura al 2008 – si legge in una nota scritta da Stefano Deliperi, presidente del Gruppo d’intervento giuridico –. Nello stesso anno, inoltre, si sono verificati eventi fortemente negativi sull’ambiente, e sulla fauna selvatica quali: incendi, antropizzazione del territorio, utilizzo ed di inquinanti chimici. Per avere così un’impostazione corretta del piano è fondamentale avere dati certi, aggiornati – ha osservato Deliperi – in particolare una loro sede storica articolata almeno in un triennio, così da consentire una considerazione delle tendenze evolutive delle popolazioni faunistiche e, di conseguenza, una valida previsione di interventi per la corretta gestione del patrimonio faunistico». Nelle osservazioni inviate a Oristano e Cagliari, gli ambientalisti hanno, inoltre, messo in evidenza come il piano faunistico-venatorio della Provincia, così come adottato, non avrebbe rispettato l’obbligo della sottrazione alla caccia di almeno il 20 per cento della superficie agro-silvo-pastorale provinciale previsti dalla Legge regionale 23. «Il piano faunistico venatorio in questo caso è contro la fauna e combatte la matematica – ha ironizzato Stefano Deliperi –. I piani faunistico-venatori, regionale e provinciali, sono strumenti fondamentali per gestire correttamente il patrimonio faunistico ed evitare che l’attività venatoria comprometta la consistenza delle specie di fauna selvatica oggetto di caccia. In Sardegna, a differenza di quasi tutte le altre regioni italiane, non sono stati ancora approvati e ciò ha impedito, fra l’altro, la costituzione del previsto legame cacciatore-territorio – ha osservato Deliperi – fattore estremamente importante per poter responsabilizzare i cacciatori».

  3. M.A.
    maggio 8, 2013 alle 5:37 pm

    Gli ATC non si faranno perché oltre ai cacciatori si stanno mobilitando anche i pastori contro lecloro istituzioni. Se i pastori si vedessero i pascoli invasi 5 giorni su 7, grazie all’attuazione in toto della 157/92 potrebbero succedere grandi problemi di sicurezza, per non parlare del l’ingresso dei cacciatori continentali che per legge devono essere accolti, in quanto i cacciatori sardi sono “solo” 45000, troppo pochi per saturare il territorio disponibile per l’attività venatoria in base al rapporto cacciatore territorio stabilito dalla legge. Se gli ATC non son stati fatti è solo un bene! Chi ci rimette è solamente qualche politico (trombato) in cerca di poltrone. Sono una mangiatoia di denaro, immissione di selvaggina allevata che rovina i ceppi autoctoni. Questi sarebbero stati un ottimo business solo per qualche delinquente, nei furti di fucili e cani, e una pessima pubblicità per la Sardegna!

  1. maggio 4, 2013 alle 7:16 am

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