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Nuove zone per la tutela faunistica sulla costa di Muravera.


Pernice sarda (Alectoris barbara)

Pernice sarda (Alectoris barbara)

Il Comitato faunistico provinciale di Cagliari ha approvato all’unanimità la proposta di revoca della Zona temporanea di ripopolamento e cattura “Feraxi – Tuerra”, in Comune di Muravera (CA), istituita fin dal 2003, ma finora poco valida per il miglioramento delle locali popolazioni faunistiche di specie stanziali e migratorie.

In sua vece il Comitato faunistico provinciale di Cagliari ha approvato ancora all’unanimità la proposta di costituzione della Oasi permanente di protezione faunistica (art. 23 della legge regionale n. 23/1998 e s.m.i.) “Capo Ferrato”, estesa 331,41 ettari, e della contigua Zona temporanea di ripopolamento e cattura (artt. 24-25 della legge regionale n. 23/1998 e s.m.i.)  “Bruncu sa Tuppa”, estesa 1.087 ettari, sempre in Comune di Muravera.

In tali aree sono già presenti consistenti nuclei di Pernice sarda (Alectoris barbara), di Lepre sarda (Lepus canepensis mediterraneus), di Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), nonché di Turdidi e della Beccaccia (Scolopax rusticola), per cui appaiono ben più promettenti per la loro salvaguardia.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Muravera, oasi permanente di protezione faunistica “Capo Ferrato” e zona temporanea di ripopolamento e cattura “Bruncu sa Tuppa”

Muravera, oasi permanente di protezione faunistica “Capo Ferrato” e zona temporanea di ripopolamento e cattura “Bruncu sa Tuppa”

(cartografia aree previste, foto L.A.C.)

  1. Mara
    marzo 4, 2013 alle 3:18 pm

    Benissimo!
    Intanto chiedo a tutti voi di leggere e firmare la petizione contro la vile e inammissibile strage di uccelli in Spagna. Il video girato dai volontari non ha bisogno di molte spiegazioni….
    Mara

    Gentili soci, sostenitori, volontari e simpatizzanti,

    nello scorso ottobre abbiamo intensificato i nostri sforzi per contrastare il bracconaggio nei paranys valenziani, in Spagna.
    Oggi pubblichiamo un video che racconta cosa succede di notte in queste strutture, una realtà che non è quella romantica e innocente che il governo valenziano presenta al pubblico per giustificare come mai – dopo 10 anni dacché la caccia nei paranys è illegale – ancora almeno 1.000 di questi impianti di cattura sono attivi e indisturbati:

    Per vedere le immagini uniche che hanno girato i volontari del CABS intrufolandosi di notte in queste strutture, seguite questo link:
    http://www.komitee.de/it/youtube/video-spagna

    Per partecipare con una mail alla campagna di protesta che rivolgiamo alla responsabile per l’ambiente del Parlamento valenziano Isabel Bonig, seguite il seguente link:

    http://www.komitee.de/it/proteste/protesta-contro-i-parany

    Lo staff del CABS

  2. marzo 5, 2013 alle 2:54 pm

    la Provincia di Oristano, invece, continua la sua politica “filo-venatoria”.

    Qui la proposta di piano faunistico provinciale: http://www.provincia.or.it/Comunicazione/Notizie/ArchivioNotizie/2013/02-Febbraio/attivitaproduttive02.html

    ___________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 5 marzo 2013
    Piano faunistico, un solo ambito provinciale. Pubblicato sul sito dell’ente il documento che regolerà l’attività venatoria nel territorio.

    ORISTANO. Pubblicato nei giorni scorsi e già oggetto di polemiche. Ma del resto l’aula è sovrana e il consiglio provinciale, seppure a maggioranza, aveva deciso che il Piano faunistico provinciale dovesse essere costituito di un unico ambito di competenza. Una sorta di stravolgimento di quanto sino a quel momento deciso, che potrebbe aprire la strada a polemiche. Questo pomeriggio, ad esempio, c’è la riunione del comitato faunistico provinciale, durante la quale si parlerà proprio del documento che il Settore Sviluppo sostenibile, servizio per la gestione della fauna selvatica, ha pubblicato proprio nei giorni scorsi nel sito dell’amministrazione provinciale. È un documento corposo, diviso in quattro parti. Nella prima, suddivisa a sua volta in altrettanti paragrafi, ci sono le introduzioni e le disposizioni generali. È lì che si spiega il perché del Piano e la sua vocazione ad essere lo strumento di una gestione faunistica e venatoria condivisa e sostenibile. C’è poi il quadro normativo di riferimento con il ruolo che la Provincia è chiamata a svolgere, quindi l’orientamento generale scelto per l’aggiornamento del Piano e infine chi ha fatto parte del gruppo tecnico di lavoro. Nella seconda parte viene invece spiegata la realtà territoriale della provincia. La terza riguarda la pianificazione faunistica in generale, con le proposte di destinazione e di vocazione, della pianificazione e gestione faunistica e venatoria sostenibile. L’ultima parte è invece dedicata all’incidenza e all’impatto ambientale che hanno le attività venatorie previste dal Piano sui siti della rete Natura 2000. Insomma, un documento alquanto ampio fatto di oltre trecento pagine. Per quanto possa essere assai dettagliato, quel che sinora sembra aver scontentato una parte dei componenti del Comitato faunistico provinciale è però il fatto che l’orientamento politico abbia disconosciuto le indicazioni che da più parti erano arrivate. Lo stesso ufficio incaricato della stesura del Piano aveva chiesto che gli ambiti provinciali fossero almeno due perché il territorio da controllare con un unico ambito è considerato troppo vasto. Ma in aula ha prevalso la linea di un solo ambito esteso a tutto il territorio provinciale. Sembra per quanto riguarda la gestione del patrimonio faunistico selvatico, la Provincia ha istituito un corso di preparazione per coadiutori nell’attività di controllo. Il corso si svolgerà all’istituto Agrario di Nuraxinieddu e riguarderà il controllo di alcune specie animali particolarmente temute per il loro impatto sull’ambiente e per l’incotrollata proliferazione. Tra queste vi sono le cornacchie grigie, le nutrie e in più il cinghiale. Le domande vanno presentate entro giovedì, poi sarà avviato il corso che consentirà a coloro che lo frequenteranno con successo di controllare la fauna selvatica. Saranno date autorizzazioni speciali all’abbattimento anche in zone protette o in periodi in cui l’attività venatoria è sospesa.

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