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Il diritto di obiezione di coscienza venatoria: fuori la caccia dal mio terreno!


Muflone (Ovis musimon)

Muflone (Ovis musimon)

 

Importantissimo pronunciamento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) in materia di caccia e proprietà privata.

La sentenza CEDU, Grande Camera, 26 giugno 2012, Hermann vs. Germania ha introdotto una sorta di diritto all’obiezione di coscienza venatoria in favore del proprietario dei terreni che non intenda consentirvi l’esercizio della caccia.

Infatti, il proprietario di un fondo rustico non è obbligato a tollerare che altri vi pratichino la caccia, se in contrasto con le proprie convinzioni personali e morali.

Essendo l’attività venatoria esercitata a fini prevalentemente ludici, una legislazione nazionale non può impedire al proprietario di negare l’accesso al proprio fondo quando la caccia è vista da chi non la pratica come una ingerenza sproporzionata di terzi nella propria sfera privata.

Non rileva la considerazione (opinabile) secondo cui la caccia soddisferebbe interessi generali per la tutela delle coltivazioni contro i danni provocati dalla fauna selvatica e nemmeno il conferimento di un compenso per la tolleranza della presenza dei cacciatori rispetto alla perdita del diritto del proprietario terriero a manifestare i propri convincimenti a favore della protezione della fauna selvatica.

I Giudici hanno adottato, quindi, una linea interpretativa che contempla un concetto ampio di proprietà, riconoscendo al titolare non soltanto un diritto reale sul bene (il terreno), ma anche un vero e proprio diritto di esprimere e attuare, attraverso il fondo, le proprie idee. Vengono, cioè, garantiti il diritto a non subire invasioni di terzi nel proprio terreno e il diritto a non lasciare che le convinzioni altrui alterino il proprio rapporto con il fondo e con l’ambiente circostante, che si traduce nella libertà di non rendere disponibile il fondo per la cattura e l’uccisione degli animali selvatici.

La decisione adottata dalla CEDU assume forte rilevanza per l’Italia, fra gli Stati che consentono in via generale al cacciatore di entrare nei terreni altrui senza il consenso del proprietario.

cartello divieto di caccia - fondo chiusoRicordiamo, infatti, che l’articolo 842 del Codice civile, commi 1° e 2°, dispone: “Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno. Egli può sempre opporsi a chi non è munito della licenza rilasciata dall’autorità”.

La previsione generale, in Italia, purtroppo, è in favore del libero ingresso dei cacciatori (e solo di essi) nei terreni altrui per l’esercizio della caccia.    E’ frutto del periodo (il regime fascista) durante il quale venne elaborato e approvato il codice civile (regio decreto 16 marzo 1942, n. 262) e del relativo incoraggiamento dello spirito bellico che dovrebbe permeare chiunque abbia in mano un’arma.

Si tratta di una palese violazione del principio di uguaglianza dei cittadini, sancito dalla Costituzione, che devono godere degli stessi diritti davanti alla legge (art. 3) e devono vedere assicurato il loro diritto alla proprietà privata riconosciuta e garantita dalla Costituzione in maniera esclusiva e temperabile solo per “motivi di carattere generale”  (art. 42).

Come si è fatto finora a riequilibrare le cose, almeno un po’?cartello divieto di caccia

Limitazioni di carattere generale sono l’istituzione di un “fondo chiuso” ovvero la presenza di “colture in atto suscettibili di danno”.

Si ha “fondo chiuso” a termini di legge (art. 15, comma 8°, della legge n. 157/1992 e s.m.i.)[1] quando il proprietario o il conduttore del fondo abbia predisposto lungo tutto il perimetro del terreno una recinzione costituita da muro, rete metallica o altra effettiva chiusura, di altezza non inferiore a metri 1.20, o delimitati da corsi d’acqua perenni dalla profondità di almeno metri 1.50 e larghezza di non meno di 3 metri.    Obblighi in capo al proprietario o al conduttore quelli di tabellazione visibile lungo il perimetro e di comunicazione alla Regione e alle altre amministrazioni pubbliche eventualmente competenti, secondo normativa regionale (in Sardegna l’Assessorato regionale della difesa dell’Ambiente e il Comitato provinciale faunistico, avente sede presso le Amministrazioni provinciali).

Vi sono anche i divieti generali di attività venatoria nei terreni in attualità di coltivazione ovvero quei terreni su cui incidono frutteti specializzati, vigneti e uliveti fino alla data del raccolto e in tutti i terreni individuati dalle regioni in attualità di coltivazione (art. 15, commi 7° e 8°, della legge n. 157/1992 e s.m.i.). Per tutti questi terreni il divieto di caccia si suppone nell’interesse delle coltivazioni e tende a prevenire eventuali danni all’agricoltura che causano l’obbligo di risarcimento a spese dello Stato.

cartello "oasi permanente di ripopolamento e cattura"

cartello “oasi permanente di ripopolamento e cattura”

Inoltre, il proprietario o il conduttore può chiedere l’esclusione dei propri terreni dalla c.d. gestione programmata della caccia (art. 15, commi 3° – 6°, della legge n. 157/1992 e s.m.i.): deve inoltrare, entro trenta giorni dalla pubblicazione del piano faunistico- venatorio, al Presidente della Regione richiesta motivata da esaminarsi entro 60 giorni (art. 2 della legge n. 241/1990 e s.m.i.).   La richiesta dev’essere accolta se non ostacola l’attuazione della pianificazione faunistico-venatoria (art. 10 della legge n. 157/1992 e s.m.i.). E’ accolta, inoltre, “in casi specificatamente individuati con norme regionali, quando l’attività venatoria sia in contrasto con l’esigenza di salvaguardia di colture agricole specializzate nonchè di produzioni agricole condotte con sistemi sperimentali o a fine di ricerca scientifica, ovvero quando sia motivo di danno o di disturbo ad attività di rilevante interesse economico, sociale o ambientale”.

Anche in questo caso vanno apposte tabelle, esenti da tasse, a cura del proprietario o conduttore del fondo, le quali delimitino in maniera chiara e visibile il perimetro dell’area interessata.   Ovviamente “nei fondi sottratti alla gestione programmata della caccia è vietato a chiunque, compreso il proprietario o il conduttore, esercitare l’attività venatoria fino al venir meno delle ragioni del divieto”.

Queste ultime ipotesi sono applicabili soltanto in caso di attuazione della c.d. gestione programmata della caccia: in Sardegna, ad esempio, nonostante sia prevista dalla legge regionale n. 23/1998 e s.m.i., non ha ancora avuto esecuzione concreta.

Ora, però, c’è il pronunciamento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) e non si può più far finta di nulla.

Proprietari anti-caccia, è il momento di agire!

Gruppo d’Intervento Giuridico, Lega per l’Abolizione della Caccia, Amici della Terra

 

 

anatre_in_voloqui la sentenza CEDU, Grande Camera, 26 giugno 2012, Hermann vs. Germania

qui il testo con una traduzione a fronte.

 


[1]  “L’esercizio venatorio è vietato a chiunque nei fondi chiusi da muro o da rete metallica o da altra effettiva chiusura di altezza non inferiore a metri 1,20, o da corsi o specchi d’acqua perenni il cui letto abbia la profondità di almeno metri 1,50 e la larghezza di almeno 3 metri. I fondi chiusi esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge e quelli che si intenderà successivamente istituire devono essere notificati ai competenti uffici regionali. I proprietari o i conduttori dei fondi di cui al presente comma provvedono ad apporre a loro carico adeguate tabellazioni esenti da tasse”  (art. 15, comma 8°, della legge n. 157/1992 e s.m.i.).

 

(foto J.I., archivio GrIG)

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  1. max
    aprile 24, 2013 alle 7:24 am

    l’uccisione di un essere vivente x sport non ha + nessuna giustificazione se non economica da parte degli addetti ai lavori; cominciamo ad eliminarla e sara’ il 1°passo vs la presa di coscienza che il passo successivo sara’ la valutazione dell’incongruenza dei macelli e quindi dell’assunzione esagerata di carni sia x motivi etici che salutistici che ambientali ( inquinamento ambientale e depauperamento delle risorse).
    si pensi solo quanto costa smaltire x legge le deiezioni del pollame; spesso equivale all’utile d’impresa, tante’ che molti allevatori hanno chiuso. o quanta acqua occorre x “produrre”una fetta di carne bovina, o cosa succede all’ozono a causa degli allevamenti.

    • linda veg
      aprile 28, 2013 alle 1:38 pm

      pienamente d accordo!!

  2. Mara
    aprile 24, 2013 alle 8:24 am

    dalla Germania una lezione di civiltà.

  3. Shardana
    aprile 24, 2013 alle 11:37 am

    Sono un pò turrau….Da oggi cosa può fare uno che non vuole cacciatori in casa?Per max,quindi un futuro vegetariano per la salvezza del mondo?Scusami ma sarà veramente difficile,la carne piace a tutti….Se chiudi un Mac donalds si che è rivoluzione,altro che paura di grillo ah ah ah🍟🍔🍟🍔🍟🍔🍟🍔🍟🍔,scenderebbero a migliaia in piazza

    • aprile 24, 2013 alle 6:37 pm

      comunica all’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente che vuol istituire un “fondo chiuso” alla caccia per motivi di obiezione di coscienza “venatoria” e provvedi a tabellarlo.

    • max
      aprile 24, 2013 alle 7:28 pm

      scrivi ad un carnivoro…; pero’ la pancia e’ una cosa la ratio un’altra. certo che non fai cadere la cosa dall’alto ma sensibilizzi la gente su fatti concreti; un po’ alla volta….
      insomma basterebbe mangiarne come quando era un lusso x vedere qualche risultato.
      sto cercando di “disintossicarmi”passando dai mammiferi agli uccelli poi ai pesci, poco alla volta fin dove arrivo.
      provare x credere.

    • antonella furlotti
      agosto 16, 2014 alle 10:20 am

      Per rispondere a chi usa l’espressione “mondo di vegetariani per salvare il mondo” come fosse un’utopia: la carne non piace affatto a tutti. A parte ciò, esistono persone che possiedono un sufficiente livello di razionalità per capire che il piacere di mangiare carne non vale i costi che essa comporta sul piano ambientale, anche tralasciando motivazione di ordine etico. Questione di evoluzione. COmunque, utopia o no, è proprio così: o vegetarismo, o fine. Ormai, anche molti umani carnivori lo sanno

  4. Shardana
    aprile 24, 2013 alle 7:31 pm

    La ringraziamo🐺🐶🐗🐰🐈🐀🐱

  5. Shardana
    aprile 25, 2013 alle 10:55 am

    Caro max il cambiamento non avviene perchè,anche se siamo consapevoli di cosa distrugge il mondo facciamo poco o niente per fermarlo,io compreso.Ci penserà su fammini a farci invertire la rotta a marolla.

    • max
      aprile 28, 2013 alle 1:38 pm

      scusa shardana ma ho una scarsa conoscenza delle lingue estere; ” su fammini” ” a marolla” cosa significa?

  6. dario
    aprile 28, 2013 alle 12:12 pm

    scusate… vorrei sapere perchè la cosa abbia valore giuridico se bisogna piazzare dei cartelli segnaletici e cosa scriverci sopra, grazie.

    • aprile 28, 2013 alle 12:32 pm

      Ricordiamo che occorre anche predisporre una recinzione lungo il perimetro del terreno, come chiarito nell’articolo. Nel cartello puoi inserire la dicitura “fondo chiuso – divieto di caccia” e i riferimenti normativi. Per maggiori chiarimenti, puoi andare nel box che trovi in alto “Le vostre domande” e cliccare sul link relativo alla caccia.

      • dario
        aprile 30, 2013 alle 6:23 pm

        ma allora se bisogna recintare tutto il perimetro non è cambiato niente da quel che prevedeva la legge 157/1992…..

        gruppodinterventogiuridicoweb :
        Ricordiamo che occorre anche predisporre una recinzione lungo il perimetro del terreno, come chiarito nell’articolo. Nel cartello puoi inserire la dicitura “fondo chiuso – divieto di caccia” e i riferimenti normativi. Per maggiori chiarimenti, puoi andare nel box che trovi in alto “Le vostre domande” e cliccare sul link relativo alla caccia.

      • ottobre 26, 2015 alle 8:25 pm

        Una domanda sulla RECINZIONE:
        a parte un muro e una rete metallica (che costa abbastanza, soprattutto se il fondo è grande) ci sono ALTRI SISTEMI che sono passabili come “recinzione”?
        Io ho un bosco: posso prendere, così almeno è a costo zero, dei lunghi rami e creare uno sbarramento alto esattamente quella misura, solo con i pali verticali e 1 solo orizzontale che li congiunge? (di solito nelle palizzate ce ne sono almeno 2, ma mi duplica il lavoro…).
        Chiaro che ci passano sotto facilmente… (ma anche gli animali per fortuna) ma almeno infrangerebbero un divieto e potrei cacciarli.
        Dentro potrei mettere sparsi per tutto il campo Aglio e Zafferano, che non possono essere pestati. (Ma devo avere un’azienda agricola? O posso essere un privato che coltiva solo per produzione propria e va bene comunque per giustificare il disturbo del loro camminare?)

        Detto questo, il sistema che in realtà vorrei fare perchè credo sia molto più efficace e funziona anche quando non ci sono io a guardare, è uno spessore di 1.5 metri di ROVI intorno a tutta la proprietà (chiamiamolo “filo spinato” gentilmente offerto da Madre Natura..) così se mai provassero a passare glielo ricordano i rovi che non dovevano venire a disturbare… 😀

        (Se quest’anno ci riesco, pubblicherò le foto qui sopra: http://www.dettochiaramente.it o nella mia Pagina FB, così chi vuole può copiare 😉

      • ottobre 26, 2015 alle 10:08 pm

        W la fantasia 😀

  7. linda veg
    aprile 28, 2013 alle 1:43 pm

    la differenza la facciamo tutti,non e’ vero che la carne piace a tutti anzi…direi che negli ultimi anni ce stato e ce un cambiamento radicale per tante persone nel proprio stile di vita,per fortuna chi ha cervello e intenet li usa come dovrebbe!!!

  8. aprile 30, 2013 alle 8:48 pm

    dario :

    ma allora se bisogna recintare tutto il perimetro non è cambiato niente da quel che prevedeva la legge 157/1992…..

    gruppodinterventogiuridicoweb :
    Ricordiamo che occorre anche predisporre una recinzione lungo il perimetro del terreno, come chiarito nell’articolo. Nel cartello puoi inserire la dicitura “fondo chiuso – divieto di caccia” e i riferimenti normativi. Per maggiori chiarimenti, puoi andare nel box che trovi in alto “Le vostre domande” e cliccare sul link relativo alla caccia.

    attualmente il procedimento per impedire l’attività venatoria sul proprio terreno è quello previsto dall’art. 15, comma 8°, della legge n. 157/1992 e s.m.i. (c.d. fondo chiuso).
    Grazie alla sentenza CEDU, Grande Camera, 26 giugno 2012, Hermann vs. Germania è possibile esternare alle amministrazioni pubbliche competenti (Regione e Provincia) il proprio convincimento personale contro la caccia e affermare quindi la volontà di sottrarre il proprio fondo all’esercizio venatorio.
    In caso di accoglimento della richiesta, la caccia sarà vietata e, dopo il provvedimento di divieto di caccia, basterà la tabellazione di legge.
    In caso di diniego, sarà necessario impugnare il provvedimento negativo con ricorso al T.A.R. o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, utilizzando l’autorevole pronunciamento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo quale principio giurisprudenziale.

    • dario
      maggio 1, 2013 alle 3:54 pm

      grazie, molto gentile, saluti

  9. Shardana
    maggio 1, 2013 alle 4:39 pm

    Scusa max,in sardiano nella mia zona la fame,per forza….penso

  10. Shardana
    maggio 1, 2013 alle 4:46 pm

    Non capisco perchè tutto deve ricadere sempre sul cittadino.Nei piccoli appezzamenti i caccianimali(più che tori)non dovrebbero entrare,eppure lo fanno.Mi dirà il GrIG,basta chiamare i controlli….che sicuramente arriveranno ma dopo che i caccia fuori se ne son già andati.Succede succede

  11. donatella nardi
    maggio 13, 2013 alle 3:31 pm

    questa è la mia domanda: visto che il pronunciamento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) in materia di caccia ha introdotto una sorta di diritto all’obiezione di coscienza venatoria in favore del proprietario dei terreni che non intenda consentirvi l’esercizio della caccia se in contrasto con le proprie convinzioni personali e morali ..può la collettività di un comune chiedere che il comune stesso deliberi l’obiezione di coscienza alla caccia in territorio pubblico per ragioni morali?

  12. sergio flamigni
    maggio 31, 2013 alle 4:31 pm

    Visto la sentenza CEDU del 26 giugno 2012, vorrei capire bene cosa dovrei fare per impedire l’ingresso nel mio terreno ai cacciatori. Finalmente si difendono i diritti di chi non vuole essere partecipe alla caccia sul proprio terreno. Aspetto chiarimenti. Grazie Sergio Flamigni

    • giugno 1, 2013 alle 11:31 am

      buongiorno Sergio,
      le soluzioni possono essere due:

      * può inviare una raccomandata a.r. alla Regione e alla Provincia territorialmente competenti (Assessorati ambiente/caccia) dove afferma la sua convinzione morale contro la caccia e comunica che nei suoi terreni (indicazioni luogo, catastali, ecc.) non intende consentire l’attività venatoria e avverte che intende posizionare cartelli con la dicitura “divieto di caccia”.
      Qualora – come probabile – la Regione e/o la Provincia le contestino l’iniziativa, dovrà esser proposta impugnativa avverso gli atti regionali/provinciali davanti al competente T.A.R. o davanti al Giudice di Pace (dipende dalla natura dell’atto da impugnare), avvalendosi della pronuncia della C.E.D.U.;

      * oppure può seguire quanto indicato in https://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2011/10/07/come-faccio-a-vietare-la-caccia-sul-mio-terreno/ .

      Per ulteriori informazioni, chiarimenti, sostegno, può contattarci all’indirizzo e-mail grigsardegna5@gmail.com.

      Stefano Deliperi

  13. max
    giugno 1, 2013 alle 11:17 am

    se fosse mio il fondo e non potessi recingere neppure con un filo di ferro semplice che evidenziasse i confini metterei alcune scritte tipo:
    -propieta’ privata: si declina ogni responsabilita’per danni a persone o cose
    -attenzione : cani sciolti
    -fondo ad accesso interdetto
    -terreno pericoloso
    -attenzione: derattizzazione perenne con esche avvelenate.

    • Tonino
      agosto 29, 2013 alle 10:16 pm

      scusami sei propio un coglione.1) I cani sciolti non si possono tenere , Solo nei terreni recintati totalmente.2) Terreno pericoloso, ci vuole una carta ufficialmente redatta da un geologo.3) le esce avvelenate non si possono buttare a vanvera pene molto severe per chi le lancia. Come vedi vatti a rivedere un pò le leggi Italiane e poi proponiti.

      • max
        ottobre 27, 2015 alle 6:23 am

        scusami tonino ma stai parlando con me e non con tuo padre; quindi assicurati che certi epiteti ( trova il significato sul dizionario) siano rivolti a lui.

  14. Tonino
    agosto 29, 2013 alle 10:22 pm

    I Cacciatori Italiani oltre che dare lavoro ad un sacco di gente come: Allevamenti,INDUSTRIE MANGIMISTICHE ,VETERINARI, CONSUMI VARI DI MEZZI E CARBURANTI , PAGANO LE TASSE REGIONALI PER ESPLETARE TALI COSE.pERTANTO SE NON VUOI CACCIATORI ATTIENITI A QUELLO, CHE LA LEGGE TI DICE. dOCUMENTATEVI GENTE.

  15. flora colafati
    settembre 3, 2013 alle 7:00 pm

    Cosa deve fare chi abita in un bosco, regolarmente recintato con muri alti, per evitare che durante il periodo della caccia, mentre passeggia anche con bambini, si trovi sotto una pioggia di pallini che finiscono anche tra le lenti e gli occhi? Ovviamente sparano appostati esternamente.

    • settembre 3, 2013 alle 8:44 pm

      il muro dev’essere alto almeno mt. 1,20 e dev’essere apposta la prevista tabellazione con cartelli visibili, a intervalli regolari (per sicurezza almeno uno ogni mt. 50).
      Deve poi essere comunicata la creazione del “fondo chiuso” alla Regione e alla Provincia territorialmente competente.
      Se i cacciatori continuano a sparacchiare, bisogna chiamare i Carabinieri (112) o la Polizia di Stato (113) o il Corpo forestale territorialmente competente (1515).

  16. Francesco Montecchio
    settembre 26, 2013 alle 7:25 pm

    Vorrei sapere se è necessario far ricorso alla Corte per avere il riconoscimento del diritto di “obiezione” e se c’è un sistema più immediato. Grazie

    • settembre 27, 2013 alle 3:01 pm

      buongiorno Francesco,

      come già detto, le soluzioni possono essere due:

      * può inviare una raccomandata a.r. alla Regione e alla Provincia territorialmente competenti (Assessorati ambiente/caccia) dove afferma la sua convinzione morale contro la caccia e comunica che nei suoi terreni (indicazioni luogo, catastali, ecc.) non intende consentire l’attività venatoria e avverte che intende posizionare cartelli con la dicitura “divieto di caccia”.
      Qualora – come probabile – la Regione e/o la Provincia le contestino l’iniziativa, dovrà esser proposta impugnativa avverso gli atti regionali/provinciali davanti al competente T.A.R. o davanti al Giudice di Pace (dipende dalla natura dell’atto da impugnare), avvalendosi della pronuncia della C.E.D.U.;

      * oppure può seguire quanto indicato in https://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2011/10/07/come-faccio-a-vietare-la-caccia-sul-mio-terreno/ .

      Per ulteriori informazioni, chiarimenti, sostegno, può contattarci all’indirizzo e-mail grigsardegna5@gmail.com.

      Stefano Deliperi

  17. Gianni
    gennaio 22, 2014 alle 2:08 pm

    Gianni,volevo sapere solo a quanti metri si deve distanziare una nuova tabellazione di un fondo chiuso da un’autogestita già esistente.

  18. Giuseppe
    settembre 24, 2014 alle 12:36 pm

    Bene, avrei 3 ettari di bosco da sottrarre ai cacciatori locali e non solo (Toscani e lombardi in Sardegna..) Da emerito ignorante in materia vorrei consigli e delucidazioni 😉

    • settembre 24, 2014 alle 10:34 pm

      buonasera Giuseppe,

      come già detto, le soluzioni possono essere due:

      * può inviare una raccomandata a.r. alla Regione e alla Provincia territorialmente competenti (Assessorati ambiente/caccia) dove afferma la sua convinzione morale contro la caccia e comunica che nei suoi terreni (indicazioni luogo, catastali, ecc.) non intende consentire l’attività venatoria e avverte che intende posizionare cartelli con la dicitura “divieto di caccia”.
      Qualora – come probabile – la Regione e/o la Provincia le contestino l’iniziativa, dovrà esser proposta impugnativa avverso gli atti regionali/provinciali davanti al competente T.A.R. o davanti al Giudice di Pace (dipende dalla natura dell’atto da impugnare), avvalendosi della pronuncia della C.E.D.U.;

      * oppure può seguire quanto indicato in https://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2011/10/07/come-faccio-a-vietare-la-caccia-sul-mio-terreno/ .

      Per ulteriori informazioni, chiarimenti, sostegno, può contattarci all’indirizzo e-mail grigsardegna5@gmail.com.

      Stefano Deliperi

  19. ottobre 21, 2014 alle 8:39 pm

    da Blogeko.it, 22 settembre 2014
    Fuori la caccia dal mio terreno. L’Europa introduce l’obiezione di coscienza venatoria: http://blogeko.iljournal.it/fuori-la-caccia-dal-mio-terreno-leuropa-introduce-lobiezione-di-coscienza-venatoria/76722

  20. Alessandra
    novembre 3, 2014 alle 5:57 pm

    scusatemi io avrei una domanda: ho un fondo rurale (definito sulle carte comunali come abitazione fatiscente) tutto recintato a norma di legge, dove per altro tengo un grande pollaio, e un cane sciolto per il perimetro. ora ovviamente nessuno entra dentro ( il maremmano è un ottimo deterrente) ma nei periodi di caccia sovente trovo uccellini morti dentro il mio territorio. ciò vuole dire che sparano verso l’ interno ( è un lotto molto grande) non solo giorni fa (ero li a pranzo) ho sentito un richiamo per anatre, visto che non è una zona da anatre, perchè le uniche che ci sono sono le mie nel pollaio, e alla luce del fatto che parecchi anni fa mio padre dovette togliere i piccioni perchè i cacciatori cacciavano quelli, come posso tutelarmi? devo cartellare, a chi chiedo? e poi?

  21. Gallina dalle uova d oro
    gennaio 10, 2015 alle 3:37 pm

    Cara Alessandra ti preoccupi di difendere la tua piccola propieta ( da egoista e anti sociale) e non vedi i grandi problemi che tutti i giorni si presentano in Italia ; dai posti di lavoro x i giovani , alle famiglie Ecc . ……..rilflettici bene ? Almeno i tanti odiati cacciatori pagano le tasse e portano lavoro in diversi settori industriali . Tu non uccidi gli animali col fucile ma tendoli prigionieri del tuoooo fondo !

    • max
      gennaio 10, 2015 alle 5:23 pm

      Cara Gallina dalle uova d’oro i problemi del mondo non devono ASSOLUTAMENTE ledere la propieta’ privata quindi il tuo intervento e’ o da veterocomunista fuori tempo massimo o da disturbata *.Cosa fa Alessandra con i suoi polli, essendo legale , sono c…i suoi ed il paragone con i cacciatori mi porta a propendere per la seconda mia ipotesi sopra formulata*. Se io fossi stata Alessandra quando i cacciatori facevano il tiro al piccione ( mio) io avrei fatto la sniper ( one shot one kill).

    • Alessandra
      gennaio 11, 2015 alle 1:50 am

      Scusa perché dove pensi che le tengano le galline quelli che producono le uova per venderle? Almeno le mie hanno tanto spazio a loro disposizione, stanno nel pulito e quando non fanno più le uova continuano a vivere liberamente senza essere brutalmente uccise o bruciate vive come spesso avviene nelle grandi produzioni. Poi egoista e anti sociale sarai te e i tuoi amici cacciatori che non rispettano nessuno è continuano a fare i loro porci comodi nelle proprietà altrui. Poi mi spieghi in quali settori porterebbero lavoro ? In più sei sicuro che i tuoi amici paghino le tasse? Perché io te ne potrei presentare almeno una decina che non lo fanno, anzi fanno i gradassi, se ne fregano dei diritti degli altri e non rispettano nessuna delle leggi che tutelano anche il settore venatorio. Non fare di tutta un erba un fascio. In Italia bisognerebbe cominciare a pensare che “i propri diritti finiscono dove cominciano quelli degli altri” ( come dice anche la nostra costituzione) riflettori tu e già che ci sei rifletti anche sul fatto che tutti noi viviamo in una democrazia dove le proprietà private devono essere rispettate come tutto il resto compreso il lavoro e la famiglia. Se no diventiamo comunisti!!!!!!

  22. ottobre 9, 2015 alle 3:05 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 8 ottobre 2015
    Caccia: l’Italia e la democrazia negata. (Fabio Balocco) (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/08/caccia-litalia-e-la-democrazia-negata/2106175/)

    Qualcuno dei miei lettori mi accusa di essere fissato con il problema della caccia. Altri mi accusano addirittura di considerarla un problema. E’ vero. Al di là del fatto che il mio istinto si ribelli all’idea di uccidere un animale per il gusto di ucciderlo, per me la caccia è un problema serio in quanto rappresenta un caso esemplare di democrazia negata. Ed altresì un caso esemplare di come chi governa sia assoggettato alle lobby anziché all’idea di perseguire il bene comune.

    Cominciamo col dire che se effettivamente vivessimo in un regime democratico, cioè se a comandare fosse il popolo, si sarebbe consentito l’esercizio del diritto referendario in Piemonte, in cui, pur di evitare che la popolazione si esprimesse, si è eliminata addirittura la legge! Ditemi voi, sì anche voi cacciatori, se questa è democrazia…

    Ma, astraiamoci dal livello locale, dato che mi si accusa anche di guadare troppo alla realtà locale, e guardiamo al livello nazionale. La stragrande maggioranza degli italiani è contraria alla caccia. Secondo l’Eurispes nel 2014 gli italiani contrari alla caccia erano il 74,3 %. E’ democratico continuare a sostenere che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato (così recita la legge quadro sulla caccia) e poi, nonostante questo e nonostante la contrarietà della stragrande maggioranza dei cittadini, continuare ad autorizzare la caccia tout court? Non sarebbe più sensato e democratico, se proprio si vuole accontentare la minoranza sparante, limitarne l’intervento alla caccia di selezione?

    Ma andiamo oltre ed analizziamo il problema da un’altra angolazione. L’art. 842 del Codice Civile, anacronisticamente, afferma che un pescatore non può entrare in un fondo privato senza il consenso del proprietario. Il cacciatore sì. Anacronistico perché risalente ad un epoca in cui la caccia aveva una valenza ben diversa rispetto ad oggi, in cui si guardava con favore all’uso delle armi, in cui la fauna era decisamente più numerosa rispetto ad oggi. Poi è subentrata la Carta costituzionale, con il suo art. 3, ed i suoi cittadini tutti uguali davanti alla legge. Ma quei cacciatori sono rimasti diversi dai pescatori…

    Ma non basta. Abbiamo da sempre governi in Italia che difendono a spada tratta la proprietà privata. Perché se in campo c’è l’esercizio della caccia esso deve prevalere sulla tutela della proprietà privata? A tale proposito, persino la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è espressa affermando il principio che il proprietario di un fondo rustico non è obbligato a tollerare che altri vi pratichino la caccia, se in contrasto con le proprie convinzioni personali e morali. Ma il nostro legislatore continua a fare orecchie da mercante. I nostri governanti l’Europa la tirano in ballo solo quando gli fa comodo.

    Ma quello della caccia in fondo non è che un esempio, seppure uno dei più eclatanti, di democrazia negata. Di recente abbiamo avuto l’introduzione all’ultimo momento nello “Sblocca Italia” delle trivellazioni in mare. Gli italiani sono forse d’accordo? Oppure ancora: gli stessi italiani sono d’accordo che ogni anno si spendano 18 miliardi per rinforzare l’esercito, come previsto dall’ultima legge di stabilità? È per il bene comune che si prendono tante, troppe decisioni in Italia o per favorire determinati e ben conosciuti portatori di interessi? Come si definisce questa domanda? “Pleonastica”? Ecco, sì, pleonastica.

  23. simone bonazzi
    ottobre 2, 2016 alle 12:22 am

    io e cinzia vaccari da anni siamo in guerra, perché è di vera guerra che si deve parlare quando si ha a che fare con gente armata, peccato che noi non lo siamo..è un incubo trascorrere i mesi in cui è aperta la caccia con gente che ti spara a distanza ravvicinata, che si diverte sadicamente ad ucciderti delle povere creature sotto gli occhi,che ti minaccia perché ti ribelli, che ti prende a pugni(a noi è successo anche questo), le istituzioni esistono solo per salassare i cittadini, ma ci negano da sempre qualsiasi aiuto o protezione…le abbiamo provate tutte, tra l’altro noi abbiamo la certificazione biologica e portiamo avanti un discorso di rispetto per l’ambiente e la vita che per noi è uno stile, una filosofia di vita, figuriamoci se i nostri lungimiranti politici lo capiscono..cerchiamo qualcuno che voglia lottare con noi attivamente contro l’abuso di potere di questi delinquenti legalizzati..ah, ormai la RER si augura la nostra morte figuriamoci se accoglierà la nostra richiesta per motivi di obiezione di coscienza.E poi qualcuno è in grado di consigliarci un avvocato con i m…..?

    • ottobre 2, 2016 alle 12:16 pm

      buongiorno Simone,

      comprendiamo bene il tuo stato d’animo, le difficoltà, la frustrazione, perchè la tua situazione è analoga a tante altre che ci vengono segnalate.

      Come già detto, le soluzioni possono essere due:

      * può inviare una raccomandata a.r. alla Regione e alla Provincia territorialmente competenti (Assessorati ambiente/caccia) dove afferma la sua convinzione morale contro la caccia e comunica che nei suoi terreni (indicazioni luogo, catastali, ecc.) non intende consentire l’attività venatoria e avverte che intende posizionare cartelli con la dicitura “divieto di caccia”.
      Qualora – come probabile – la Regione e/o la Provincia le contestino l’iniziativa, dovrà esser proposta impugnativa avverso gli atti regionali/provinciali davanti al competente T.A.R. o davanti al Giudice di Pace (dipende dalla natura dell’atto da impugnare), avvalendosi della pronuncia della C.E.D.U.;

      * oppure può seguire quanto indicato in https://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2011/10/07/come-faccio-a-vietare-la-caccia-sul-mio-terreno/, in particolare per la realizzazione di un “fondo chiuso”.

      Per ulteriori informazioni, chiarimenti, sostegno, può contattarci all’indirizzo e-mail grigsardegna5@gmail.com.

      Stefano Deliperi

    • Duo
      ottobre 2, 2016 alle 9:27 pm

      Tanto non fa nulla nessuno. L’anno scorso ero alla vigna ,posto collocato al di sotto di una strada statale poco trafficata , ad un certo punto ho sentito un gran casino e dopo poco i cani e le fucilate di una battuta di caccia in avvicinamento. Pensando che stessero venendo nella mia direzione ho lasciato quello che stavo facendo e mi sono recata in macchina per tornare a casa e …..ci sono finita in mezzo, stavano cacciando direttamente sulla strada statale!!!!! Al che impaurita ho accelerato e appena arrivata a casa ho chiamato il numero di emergenza della forestale dove, mi hanno risposto in malo modo scocciati che anche se avessero mandato una pattuglia( calcolando che prima di un paio d’ore non sarebbe arrivata) Non avrebbero avuto prove che la caccia si fosse tenuta proprio lì e che visto che dovevo rilasciare nome e cognome per farli intervenire e che loro avrebbero dovuto riferirlo ai cacciatori e io rischiavo una querela e una multa poiché avevo fatto spostare una loro auto per niente.ovviamente non mi sono fatta intimidire e anzi mi sono incazzata e ho cominciato a chiedergli nome e matricola ( che lui non voleva darmi) al che ha cambiato atteggiamento è conciliante mi ha suggerito alcuni passi da effettuare in modo da non rischiare multe . Passi che ovviamente ho fatto è che mi hanno portato via tempo e denaro. Passi che non sono serviti a niente visto che i controlli non sono aumentati ( dalla’ inizio della caccia non si è mai visto nessuno) e che i cacciatori continuano a fare ciò che vogliono cacciando sempre anche sulla strada.ho provato a fare anche quello che consigliate voi sopra ma mi hanno riferito che per ottenere il divieto di caccia sulla proprietà bisogna avere un minimo di 100 ettari di terreno altrimenti non prendono in considerazione nemmeno la richiesta, e che l’ obiezione di coscienza non esiste. Così è stato risposto a me dalla guardia forestale e dal mio comune.

      • ottobre 2, 2016 alle 10:31 pm

        semplicemente le hanno riferito male.
        Faccia una richiesta scritta, a cui le devono rispondere per iscritto…

  24. simone bonazzi
    ottobre 2, 2016 alle 10:52 pm

    proprio oggi ci è successo di vedere cacciatori che cacciavano sulla strada, telefonato alla forestale, nessuna pattuglia da mandare,etc etc. ma qui la situazione va presa sul serio, se tutti noi cittadini non insorgiamo saremo sempre calpestati da delinquenti e istituzioni..ora noi proveremo anche a mandare la richiesta scritta, ma abbiamo già mandato talmente tante lettere che dubitiamo seriamente che la nostra domanda venga considerata…ovvio tentare non costa niente e lo faremo, ma se servirà il ricorso come facciamo a pagarcelo, e soprattutto ripeto, dove lo troviamo un AVVOCATO che non ci prenda in giro e che creda nella causa?

  25. Giuseppe
    novembre 18, 2016 alle 8:13 pm

    Salve io faccio parte di una associazione onlus che si occupa di ambiente e controllo sul territorio a livello nazionale in materia ittica e venatoria e tanto altro .E siamo riconosciuti dal Mìnistero dell’ambiente .Chi è interessato a partecipare attivamente come volontario ,facciamo corsi preparatori al conseguimento di specifici decreti ,per diverse mansioni .Chi fosse interessato io essendo il dirigente Provinciale nella provincia di Pisa ,può mettersi in contatto al 3935010289 Giuseppe .Saluti !

  1. settembre 18, 2013 alle 1:38 pm
  2. ottobre 8, 2015 alle 6:15 pm
  3. febbraio 7, 2017 alle 4:42 pm

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