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Stop alla caccia in tana alla Volpe nel Senese!


Volpe (Vulpes vulpes)

Volpe (Vulpes vulpes)

Dal 2007 la Provincia di Siena (disposizione dirigenziale n. 1206 del 27 agosto 2012) attua una forma di controllo della locale popolazione di Volpe (Vulpes vulpes) tanto crudele quanto inutile: la caccia in tana.

Il metodo è tanto semplice quanto feroce: i cuccioli vengono sbranati nelle loro tane dai cani mentre le volpi adulte vengono eliminate alla vecchia maniera, con una pioggia di piombo, semplice, efficace, veloce.

La caccia avviene sulla base di discutibili pareri I.S.P.R.A. (l’ultimo è il n. 26066 del 10 luglio 2012), mentre la letteratura scientifica più aggiornata (vds. Colombi D., Roppa F., Multinelli F., Zanetti M., La Volpe. Aspetti ecologici, biologici, e gestionali in Friuli Venezia Giulia, Udine, 2009) ritiene controproducente per gli equilibri ecologici una simile caccia.

Le proteste delle associazioni animaliste ed ecologiste sono state sempre più forti e determinate, gli appelli si sono moltiplicati.  Anche il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha recentemente (24 marzo 2013) avviato un’azione legale per cercare di scongiurare l’ennesima vergogna venatoria.

La Provincia di Siena ha deciso una moratoria di un mese per sgombrare il campo da questioni che non aiutano a stare sereni, come ha detto Anna Maria Betti, Assessore alle risorse faunistiche della Provincia di Siena.

La Provincia di Siena rivendica con forza la bontà della sua politica faunistica, affermando d’essere vittima di denigrazione mediatica.

Non c’è alcun pregiudizio, né denigrazione.    Si tratta di contrarietà dettata da motivazioni scientifiche ed etiche.

La Provincia di Siena rinunci definitivamente a una pratica barbara e inutile, allora sì che potremo esser tutti davvero sereni.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

“Fermate la caccia alla volpe in tana: è crudele e sbagliata”: è il titolo della lettera aperta diretta alla Provincia di Siena e promossa dalla redazione di Restiamo animali, trasmissione settimanale in onda in Toscana su Controradio la domenica alle 12.

La lettera è stata sottoscritta da 25 primi firmatari – fra i quali personaggi come la scienziataMargherita Hack, il biologo Gianni Tamino, il filosofo Luigi Lombardi Vallauri, la scrittrice Susanna Tamaro, lo chef Simone Salvini, il cantante vegan Red Canzian, la conduttrice tv Paola Maugeri, il Garante dei diritti animali del Comune di Milano Valerio Pocar, l’eurodeputato Andrea Zanoni – e invita la Giunta provinciale di Siena a sospendere la sua decisione di consentire la caccia alla volpe in tana a partire dal primo aprile.

La lettera contiene sia motivazioni etiche e civili – “Il cammino della civiltà continua il suo corso e include sempre di più gli animali non umani fra i soggetti portatori di diritti” – sia motivazioni tecniche e scientifiche, grazie alla consulenza offerta da alcuni esperti. Si mette in dubbio che le volpi siano davvero in soprannumero (come sono state censite? con quali metodi?), si fa notare che l’Ispra aveva raccomandato metodi non cruenti e che in qualsiasi caso le operazioni si svolgessero da agosto a gennaio per non nuocere a cuccioli e madri, mentre adesso siamo nel pieno dell’allattamento dei cuccioli. Si fa infine notare come siano proprio i ripopolamenti collegati alla caccia a interferire con l’equilibrio ecologico (anche questo aspetto era indicato nel parere fornito dall’Ispra alla Provincia di Siena).

Maremma, bosco

Maremma, bosco

I firmatari sospettano che “il reale obiettivo” dell’autorizzazione della caccia alla volpe in tana, “sia quello di prolungare il diletto dei cacciatori per qualche mese ancora, a spese di una specie inerme” e invitano la giunta provinciale a compiere “un gesto umano e nobile”,  che avrebbe “pubblico apprezzamento: “Come non capire – scrivono – che ormai le pratiche venatorie sono obsolete e destinate a scomparire, viste come barbare e inaccettabili da parte della sensibilità civile?”

La redazione di Restiamo animali accoglie l’invito dell’assessore alla caccia Anna Maria Betti che chiede agli animalisti di dare una mano anziché inviare mail di protesta ed è quindi disponibile a promuovere un servizio civile volontario, a partire dei firmatari dell’appello: cittadini disarmati e amici degli animali possono davvero aiutare a instaurare rapporti non violenti e collaborativi fra le specie e rispetto all’ambiente.

L’appello può essere firmato inviando una mail all’indirizzo restiamoanimali@gmail.com
Sarà diffuso via twitter con l’hashtag #sosvolpi
L’elenco delle adesioni sarà aggiornato sul sito restiamoanimali.wordpress.com, sul quale saranno disponibili anche materiali informativi.

Per informazioni: Camilla Lattanzi 3476717132

 

il-gatto-e-la-volpe-e-pinocchio

IL TESTO DELLA LETTERA E I FIRMATARI 

FERMATE LA CACCIA ALLA VOLPE: E’ CRUDELE E SBAGLIATA

Lettera aperta alla GIUNTA della Provincia di Siena, ai suoi funzionari
e a tutti gli organi di stampa locali e nazionali

E’ appena terminata la stagione venatoria 2012-2013, con le sue 118 vittime che ancora insistiamo a chiamare “incidenti”, e veniamo a sapere che la Provincia di Siena dal 1°Aprile 2013 apre la “caccia alla volpe in tana”.
La Volpe, in quanto fauna selvatica, è patrimonio indisponibile dello Stato e tutelata dalla legge n. 157 dell’11 febbraio 1992 (NORME PER LA PROTEZIONE DELLA FAUNA SELVATICA OMEOTERMA E PER IL PRELIEVO VENATORIO, G.U.. 25 febbraio 1992, n. 46 – S.O. n. 41) recepita dalla Regione Toscana  con Legge Regionale 03/1994. Tali regolamenti ne vietano la cattura, l’uccisione e la detenzione, pur prevedendo che nel periodo compreso tra la terza domenica di settembre e la fine di gennaio, possa essere oggetto di prelievo venatorio.
Da gennaio in poi la volpe entra nel pieno del periodo riproduttivo e la caccia di tale animale è proibita. La Provincia di Siena però apre la “caccia in tana” proponendola come un “controllo numerico”, ma di caccia si tratta perché in modo nemmeno velato nelle Disposizioni Dirigenziali della Provincia numero 1206 e 1207 del 2012 si parla di “cerca con cani e persone di notte”. Non si tratta dunque di un serio controllo selettivo fatto da postazioni, capanni e punti di foraggiamento predisposti, ma di persone armate che girano di notte a sparare. Siamo completamente fuori dallo spirito della 157/1992 (si spara solo di giorno…non si spara in tana).  Il sospetto è che il reale obiettivo di questa decisione sia quello di prolungare il diletto dei cacciatori per qualche mese ancora, a spese di una specie inerme, nel momento in cui è più indifesa, nel pieno periodo riproduttivo e di svezzamento.
La delibera della Provincia contravviene anche il parere dell’ISPRA che raccomandava “metodi ecologici ,selettivi e incruenti” e solo nel periodo “tra agosto e marzo onde evitare abbattimenti di femmine i cui cuccioli sono ancora strettamente dipendenti”. 
Per capire quanto la caccia in tana sia poco “ecologica selettiva e incruenta” guardate questo filmato: 

 

 

 

Sappiamo che la caccia è ancora legale nel nostro Paese, ma v’invitiamo a considerare come tutto questo accada a dispetto e nonostante l’80% degli italiani sia del tutto contrario a queste pratiche. Avete visto quale tipo di mobilitazione si è avuta per gli animali oggetto di vivisezione di Greenhill. Anche la vivisezione è consentita dalla legge ma come la caccia è ormai obsoleta e invisa alla popolazione civile. Il cammino della civiltà continua il suo corso e nel suo progredire include sempre di più gli animali non umani tra i soggetti portatori di diritti. Saprete che l’art. 13 del Trattato di Lisbona (2007) dichiara gli animali “esseri senzienti” e che la dichiarazione di Cambridge (2012), firmata dai massimi scienziati al mondo, sostiene che “gli animali non umani hanno una coscienza”.
Fareste un gesto civile e popolare se ripensaste a questa scelta e impediste lo sterminio delle volpi in tana, un gesto redditizio anche dal punto di vista elettorale e comunque dal punto di vista del pubblico apprezzamento. Come non capire che ormai le pratiche venatorie sono obsolete e destinate a scomparire, viste come barbare e inaccettabili da parte della sensibilità civile?
Ci sono due possibilità: scegliere l’inerzia e agire di retroguardia, in attesa che le leggi Europee e Italiane proibiscano del tutto d’imbracciare le carabine per uccidere gli altri animali, oppure anticipare i tempi e farsi pionieri in questo inarrestabile cammino della civiltà, cominciando intanto a fermare la mattanza di queste volpi e dei loro cuccioli. Fareste solo un gesto umano e nobile, di maggior peso proprio in quanto – al momento – facoltativo e anticipatore rispetto a un cambiamento che è già avviato ed è ormai inarrestabile.
Si accusano le volpi di essere in “soprannumero”. Ma le volpi non possono essere in soprannumero in un determinato territorio poiché sono animali solitari, non amano convivere e si spostano cercando spazi dove insediarsi senza concorrenza. Vivono soli sia i soggetti maschili sia quelli femminili, cercandosi solo nella stagione degli amori e frequentando eventuali fonti di cibo in orari diversi (fonte: Félix Rodrìguez de la Fuente). Come molti predatori dunque, il numero delle volpi è controllato dalla pressione sociale, dalle malattie, dalla disponibilità di cibo. La scienza insegna che ogni popolazione animale segue un accrescimento descritto come una curva sigmoide che una volta raggiunto un punto di massima capacità portante si stabilizza.
In base a quale criterio scientifico si può parlare di “soprannumero di volpi”se la capacità portante non è ancora stata raggiunta, o se è stata raggiunta? Per essere seri e credibili bisognerebbe capire rispetto a cosa viene stabilito il sovrannumero. E se una popolazione animale cresce è proprio perché in un determinato territorio è aumentato il suo spazio biologico, è aumentata la sua possibilità di nutrimento. Questa si chiama “ecologia”!

Toscana, Castell'Azzara, bosco e cavalli

Toscana, Castell’Azzara, bosco e cavalli

Perfino il sito della Federcaccia riporta la seguente affermazione: L’abbattimento d’individui con lo scopo del controllo numerico si è rilevato inutile, mentre risulta efficace il controllo demografico per mezzo del contenimento delle fonti alimentari e del controllo sanitario attraverso vaccinazioni.  Parola di cacciatore!
Fonte: http://www.federcaccia.org/fauna_cacciabile.php?ida=45
E’ semmai la caccia a compromettere gli equilibri naturali ed ecologici, creando in modo innaturale territori di “ripopolamento” dove viene fatto aumentare a dismisura e forzatamente il numero di fagiani e lepri, e con essi semmai il numero dei loro predatori, per poi utilizzare il “sovrannumero” come argomento  per ottenere un lasciapassare per lo sterminio. Non c’è nulla di più innaturale di questo. Se si lasciasse fare alla natura, senza interferire, l’equilibrio ecologico verrebbe raggiunto senza spendere un Euro in armi e polvere da sparo!
Qual è poi il metodo di censimento delle volpi a cui si è ricorsi? Dagli studi fatti risulta impossibile contare le volpi in modo accurato se non con spese gigantesche, catture e uso di collari, ma vogliamo sperare che i soldi pubblici non vengano dilapidati a questi fini. Il metodo “economico” – che non ha nulla di accurato e di scientifico – consiste nel contare sia le tane, sia gli escrementi, sia le volpi stesse (come se fossero riconoscibili una per una!), rischiando di triplicare – come minimo –  il loro numero rispetto al reale, dato che escrementi e tana possono coincidere con una stessa volpe già contata, con l’aggravante che le volpi non sono facilmente riconoscibili l’una dall’altra.
Non ci bastano le occupazioni di suolo che abbiamo già realizzato? Vogliamo “controllare” e gestire in modo sconsiderato anche lo scarso territorio selvatico che ci è rimasto?

bosco sotto la neve

bosco sotto la neve

Si accusano le volpi di causare danni alla fauna e al pollame. Ma come vengono quantificati tali danni? Con quale metodologia? Esiste un dettaglio dei presunti danni che potete esibire a giustificazione di questa carneficina? Tutti sanno che le volpi sono onnivore http://it.wikipedia.org/wiki/Volpe e che non mangiano lepri e fagiani se non in alcuni brevi periodi, mentre per il resto dell’anno si nutrono di frutta. Esiste – per esempio – uno studio dell’Università di Trieste dal quale emerge che la Volpe non influenza le dinamiche di popolazione della Lepre (vedi Craighero T., 2007. Studio delle relazioni tra le dinamiche di popolazione di Volpe (Vulpes vulpes) e Lepre (Lepus europaeus) nell’ambito della gestione venatoria in Friuli Venezia Giulia. Università degli Studi di Trieste). Piuttosto: la dieta estremamente flessibile della volpe prevede un suo utile contributo nel mantenimento degli equilibri di altre specie come invertebrati (insetti, lombrichi), anfibi, rettili, topi, nutrie, uccelli. Una drastica riduzione delle volpi significa spesso sbilanciare la presenza di altre specie, con effetti sicuramente dannosi a livello di ecosistema.
Gli animali umani sono oggi sette miliardi e saranno dieci miliardi tra breve. Qual è la specie davvero invasiva nel territorio? Non certo le volpi.
Ma oggi potete ancora decidere da che parte stare. E’ sempre più evidente che la lobby dei cacciatori, il cui numero si sta restringendo e la cui età media è in costante aumento, sta facendo pressione per ottenere gli ultimi spazi per esercitare la sua azione violenta e sanguinaria, irrispettosa dei rapporti ecologici naturali. Per fortuna i giovani hanno ripugno per queste pratiche violente, e aumenta con la cultura e la civiltà, il numero delle persone contrarie alla caccia. Crescono gli animalisti, i vegetariani, i vegani e sempre più persone ammettono che gli umani non hanno il diritto di fare strage di altri animali e di interferire così pesantemente nell’equilibrio ecologico naturale. E la vostra scelta sta, paradossalmente, allargando la campagna animalista e la sta nutrendo: messaggi come quello che vi stiamo scrivendo e che circolerà rapidamente in tutto il web, attirerà sempre più simpatie e attenzioni rispetto alla vostra decisione così disturbante e anacronistica.
Per le ragioni di cui sopra vi chiediamo di sospendere l’avvio della caccia alla volpe in tana previsto per il 1° Aprile 2013.
Troviamo incivile far passare l’idea che uccidere un vivente sia non solo normale ma addirittura “consigliabile”. Potete ancora opporvi allo sterminio di animali inermi mediante l’utilizzo di armi e polvere da sparo, non solo per sensibilità verso gli animali ma anche e soprattutto perché l’utilizzo di armi fa sempre emergere la parte brutale e feroce dell’essere umano.

foglie nel bosco

foglie nel bosco

La redazione di Restiamo animali assieme ai seguenti 25 primi firmatari:
Margherita Hack, Trieste, Scienziata
Andrea Zanoni, Treviso, Presidente Lac Veneto, Deputato al Parlamento Europeo
Annamaria Manzoni, Milano, Psicologa e Psicoterapeuta
Annamaria Rivera, Roma, Antropologa, Saggista, Scrittrice
Antonio De Marco, Rieti, biologo, ricercatore, ex membro CITES
Daniela Poggi, Roma, Attrice
Fabrizio Bonetto, Cavour TO, Guardia Faunistico Ambientale Zoofila
Gatto Panceri, Monza, Autore e cantante
Gianfranco Laccone, Roma, Agronomo al Ministero dell’Agricoltura
Gianni Tamino, Padova, Biologo
Giuseppe Fanelli, Avellino, ex Guardia Zoofila, Esperto in fauna esotica e selvatica
Leonardo Caffo, Torino, Dipartimento di Filosofia dell’Universita’ di Torino
Lorenzo Guadagnucci, Firenze, Giornalista
Luciana Baroni, Mirano VE, Medico
Luigi Lombardi Vallauri, Firenze, Filosofo
Marco Verdone, Pisa, Veterinario
Massimo Tettamanti, Varese, Chimico ambientale e criminologo forense
Massimo Terrile, Milano, fondatore del Movimento Antispecista
Paola Maugeri, Catania, Presentatrice e deejay
Red Canzian, Treviso, Cantante e musicista
Renata Balducci, Terni, presidente Associazione vegani italiani
Simone Salvini, chef Organic Academy, Milano
Stefano Cagno, Milano, Medico, Psichiatra
Susanna Tamaro, Orvieto, Scrittrice
Valerio Pocar, Milano, Sociologo e Garante dei Diritti degli Animali al Comune di Milano
Altri firmatari
Angelo Tartabini, Parma, docente di Psicologia Generale e Psicologia evoluzionistica
Anna Romano, S.Casciano Val di Pesa FI, Medico
Arianna De Marco, Rieti, primatologa
Barbara Cavallini, Modena, responsabile progetto scuola ACV Emilia romagna
Cecilia Veracini, Firenze, Antropologa ricercatrice
Christiana Soccini, Tarquinia VT, insegnante e ricercatrice naturalista
Cristina Beretta, Milano, Operatrice artistico-culturale
Elena Baistrocchi, Scandicci FI, Biologa
Elisabetta Longari, Milano, Storica dell’Arte docente all’Accademia di Brera
Enrico Aversa, Milano, Medico Psicoterapeuta, docente Milano Bicocca
Francesca Zintu,  Ornitologa, dott. in Scienze Ambientali, Master gestione aree naturali protette
Franco Libero Manco, presidente Associazione Vegetariana Animalista, Roma
Giacomo Crocchini, titolare azienda agricola
Giovanna Rosi, Piacenza, Insegnante
Giuliana De Marco, Roma, impiegata
Luca A. Borchi, Pavia, scrittore
Marco Celentano, Terni, Ricercatore
Marilena Bogazzi, Presidente Associazione cattolici vegetariani
Michele Turazza, Verona-Siena, Ispettore di Polizia municipale, Giornalista
Riccardo Trespidi, Verona, Medico
Roberta Galli, Brescia, Dog-sitter
Sauro Martella, Terni, Imprenditore
Silvia Amodio, Firenze, Giornalista
Silvia Buzzelli, Milano, Professoressa Dip. Sistemi Giuridici Milano Bicocca
Susanna Penco, Genova, Biologa,  Ricercatrice Univ. Genova
Valeria Ramaccioni, Robbiate (LC), Medico Pediatra
Vincenzo Ferri, Tarquinia VT, dottore naturalista, zoologo ed ecologo
Walter Ciardo, S.Casciano Val di Pesa FI, Psichiatra
Partito animalista europeo

Arianna Gambelli, Siena, commessa

Enrico Cassina, Milano, Photoeditor

Andrea Cucini, Colle val d’Elsa Siena, Guardia Ambientale in collab. CRAS locali

 

 

l'albero, la collina e la luna

l’albero, la collina e la luna

 

 

Provincia di Siena, 28 marzo 2013

Contenimento della volpe: la Provincia di Siena verso una moratoria 

La Provincia di Siena dispone una moratoria per il contenimento della volpe con il metodo della tana, previsto dal 1° aprile al 31 luglio. Un mese di sospensione per sgombrare il campo dalle polemiche, riportando l’attenzione sulla gestione di tutta la fauna selvatica sul territorio, e cercare soluzioni con tutti i soggetti coinvolti nella gestione faunistica, dal Tavolo provinciale ai rappresentanti regionali e nazionali, compreso il Prefetto. L’annuncio è stato dato questa mattina, giovedì 28 marzo dall’assessore provinciale all’agricoltura, alle risorse faunistiche e aree protette Anna Maria Betti nel corso di una conferenza stampa convocata per intervenire su una questione che, da alcune settimane, ha suscitato una forte mobilitazione di cittadini e associazioni ambientaliste e animaliste.

La Legge regionale n.3 del 1994, che recepisce la legge n.157 del 1992, impone alle Province di destinare una quota non inferiore al 20 per cento del territorio agro-silvo-pastorale alla protezione della fauna. La Provincia di Siena, da quasi 20 anni, ha raggiunto questa quota attraverso il Piano faunistico venatorio, che prevede l’istituzione delle Zone di ripopolamento e cattura (Zrc) – destinate alla produzione della fauna selvatica allo stato naturale, alla ricostituzione e alla stabilizzazione della densità faunistica ottimale per il territorio – e le Zone di rispetto venatorio (Zrv). La gestione comporta miglioramenti ambientali, vigilanza, censimenti e controllo dei predatori, fra cui la volpe, e coinvolge agricoltori, cacciatori, tecnici faunistici degli Atc, personale della Provincia, Guardie Venatorie e Guardie Ambientali. Su queste aree, vige il divieto di caccia – totale per le Zone di ripopolamento e cattura e parziale per le Zone di rispetto venatorio – ed è solo su alcune di queste, ed esclusivamente in quelle a riproduzione naturale, che il provvedimento contestato autorizza i contenimenti, con il parere favorevole e le indicazioni su modalità e tempi ricevuti dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che fa capo al Ministero per l’Ambiente.

Il provvedimento in questione risale all’agosto 2012 e non si differenzia molto rispetto a quelli degli anni passati, se non per una riduzione dei tempi prescritti dall’Ispra per le tecniche “della cerca” e “dell’aspetto”. Come negli anni passati, il provvedimento è stato oggetto di un ricorso presentato dalla LAC, Lega per l’abolizione della caccia e dall’Associazione Vittime della caccia. Il Tar Toscano lo ha respinto, giudicando il provvedimento ‘pienamente in linea con le finalità per cui sono istituite le Zone di ripopolamento e di rispetto faunistico’ e che ‘non si tratta di attività di caccia, ma di attività di pubblico controllo delle specie selvatiche’.

“La Provincia di Siena – spiega l’assessore Anna Maria Betti – ha sempre agito in coerenza e nel rispetto della normativa per una gestione equilibrata della fauna selvatica, unendo grande scrupolo e continua attenzione alle esigenze e sensibilità dei diversi mondi coinvolti – agricolo, ambientalista e venatorio – che collaborano fra loro negli Atc e con la stessa Provincia attraverso il Tavolo di concertazione provinciale”.

“Dopo la sentenza del Tar – continua Betti – molti soggetti e alcune associazioni ambientaliste hanno intrapreso un’azione di mail-bombing contro la Provincia di Siena, esprimendo contrarietà per i contenimenti e, in particolare, per la modalità ‘alla tana’. La protesta si è estesa a livello nazionale, raggiungendo anche toni che sono andati spesso oltre una civile e corretta dialettica, cosa che sovente accade o si vuole che accada quando ci si muove con un approccio parziale e dogmatico, indifferente alla scienza e al diritto, rispetto a temi molto sensibili e a materie complesse come l’ambiente, la biodiversità e l’ecosistema con tutte le sue componenti”.

“Ho detto con forza – aggiunge Betti – che la Provincia di Siena non ci sta a prendere lezioni su questi temi. Non è arroganza, come qualcuno ha detto, ma consapevolezza di una storia lunga decenni e un impegno, sicuramente non privo di inciampi ed errori, irto di ostacoli oggettivi, normativi e burocratici, di decine e centinaia di persone impegnate concretamente ogni giorno, con ruoli diversi e differenti esigenze o sensibilità, nella gestione della fauna selvatica e, più in generale, nella cura di un territorio composto per il 90 per cento da bosco e campagna, tanto vasto quanto poco abitato, e di un ecosistema che riteniamo un prezioso patrimonio e un bene comune da tutelare. Tutto questo va ben oltre gli obblighi di legge”.

“Per questo non ci sto, la Provincia di Siena non ci sta – dice ancora Betti parafrasando molte delle mail giunte – E’ intollerabile e paradossale che la Provincia, gli Atc e tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nel prezioso quanto difficile compito affidato loro dalle leggi, oltre a dover far fronte, con risorse sempre più scarse e con la sola collaborazione di cacciatori, ambientalisti, agricoltori, Guardie Ambientali Volontarie e Guardie Venatorie Volontarie siano al centro di una simile denigrazione mediatica per lo svolgimento, a titolo volontario, di una funzione istituzionale e di un servizio di interesse pubblico”.

“Con il Tavolo provinciale che si è svolto ieri pomeriggio – conclude Betti – si è avviato un percorso che, attraverso la moratoria, punta a ricreare quella serenità necessaria per un confronto costruttivo su temi non meno urgenti e importanti. Mi riferisco alla questione ungulati, e quindi, ai danni alle coltivazioni e ai boschi, incidenti stradali, squilibrio interspecifico e nell’ecosistema. Lo scorso agosto abbiamo risollevato il problema nei confronti del legislatore nazionale, anche attraverso il Prefetto. Adesso, stiamo tentando diverse strade con la Regione. Subito dopo Pasqua riconvocherò il Tavolo e proporrò che rimanga insediato in via permanente: una sorta di tavolo di crisi aziendale perché ambiente, uomini, animali e piante sono l’azienda più grande della nostra provincia, un’azienda che sta soffrendo pesantemente e di cui non possiamo né vogliamo fare a meno. Ripartiremo dal Tavolo e dalle sue componenti coinvolgendo i rappresentanti istituzionali e associativi, sia regionali che nazionali, per un confronto sereno e costruttivo che permetta di giungere rapidamente a soluzioni che diano certezza di diritto e di risorse a chi si trova a operare sul territorio”.

Del Tavolo di concertazione provinciale per la gestione della fauna fanno parte gli Atc, le associazioni agricole, venatorie e ambientaliste rappresentate a livello provinciale (Wwf, Legambiente, Ecoclub ed Enpa). Il rappresentante di Enpa non era presente al Tavolo di ieri pomeriggio.

Toscana, oliveto

Toscana, oliveto

(foto S.L., E.R., S.D., archivio GrIG)

  1. Monica
    marzo 30, 2013 alle 12:40 pm

    Vorrei poter leggere di quanto sono belle le volpi anziché dovermi continuamente indignare per queste cose. È l ‘ora di smettere o meglio di far smettere queste barbarie nei confronti di animali indifesi !!!!!

  2. Manuel Zanella
    marzo 30, 2013 alle 3:20 pm

    Anche le altre Provincie d’Italia dovrebbero smettere di praticare questa crudeltà che a volte passa inosservata, solo perchè accade alla mattina presto mentre non ce ne accorgiamo.

  3. Claudia
    marzo 30, 2013 alle 3:59 pm

    L’ennesimo favore ai cacciatori.

  4. marzo 30, 2013 alle 9:39 pm

    Caccia alla volpe, la Provincia di Siena fa un passo indietro. Zanoni: “Ce l’abbiamo fatta. Ma non abbassiamo la guardia”.

    Dopo l’appello di Zanoni e altri personaggi pubblici firmato da migliaia di cittadini, la Provincia di Siena annuncia una moratoria della caccia alla volpe in tana prevista per il 1 aprile. Zanoni: “Uniti ce l’abbiamo fatta, ma non abbassiamo la guardia, la lobby dei cacciatori è sempre in agguato”
    L’eurodeputato Andrea Zanoni plaude alla moratoria decisa dalla Provincia di Siena sulla caccia alla volpe in tana programmata per il 1 aprile e per la quale l’eurodeputato aveva sottoscritto un appello pubblico. “L’unione fa la forza. Grazie all’appello che ho sottoscritto insieme ad altri personaggi pubblici e a migliaia di cittadini, abbiamo indotto la provincia a fare un passo indietro sospendendo una decisione assurda e ingiustificabile”.
    La Provincia di Siena ha annunciato una moratoria sulla caccia alla volpe in tana, che sarebbe dovuta partire il 1° aprile, di fronte alla imponente e impressionante mobilitazione dei cittadini che si sono opposti con estrema determinazione al massacro dei cuccioli di volpe e delle loro madri.
    “Uccidere a Pasqua dei cuccioli è la peggiore delle azioni che si possano fare contro la natura – attacca Zanoni – Niente compassione, niente pietà, nessuna sensibilità. E poi questi signori si dichiarano pure ambientalisti e difensori della natura”.
    L’eurodeputato, che al Parlamento europeo è anche vice presidente dell’intergruppo Benessere degli Animali, invita cittadini e associazioni a “non abbassare la guardia”. “La moratoria della Provincia ha legalmente carattere temporaneo. Dobbiamo stare attenti che non si tratti di un mero escamotage per far passare la tempesta delle proteste per poi riproporla qualche mese più tardi”.
    “Purtroppo la lobby dei cacciatori, ai quali la Provincia voleva fare un regalo, è ancora forte in Italia, anche se sempre meno numerosa – conclude Zanoni – Per questo invito tutti coloro che hanno a cuore il benessere dei nostri amici animali a stare sempre in allerta. Personalmente sarò il primo a farlo denunciando in Europa le violazioni alle normative comunitarie sulla caccia”.
    L’appello è stata sottoscritta da 25 primi firmatari, tra i quali, oltre ad Andrea Zanoni, troviamo la scienziata Margherita Hack, il biologo Gianni Tamino, il filosofo Luigi Lombardi Vallauri, la scrittrice Susanna Tamaro, lo chef Simone Salvini, il cantante vegan Red Canzian, la conduttrice tv Paola Maugeri, il Garante dei diritti animali del Comune di Milano Valerio Pocar.

    Ufficio Stampa Eurodeputato Andrea Zanoni
    Email stampa@andreazanoni.it
    Tel (Bruxelles) +32 (0)2 284 56 04
    Tel (Italia) +39 0422 59 11 19
    Blog http://www.andreazanoni.it
    Twitter Andrea_Zanoni
    Facebook Andrea Zanoni
    Youtube AndreaZanoniTV

  5. marzo 30, 2013 alle 11:45 pm

    da Il Tirreno on line, 30 marzo 2013
    Caccia alla volpe, manifestazione degli animalisti. Hanno protestato sotto la sede della Provincia di Siena per circa tre ore. Presenti associazioni animaliste provenienti da diverse zone della Toscana: http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2013/03/30/news/caccia-alla-volpe-manifestazione-degli-animalisti-1.6794841

  6. aprile 3, 2013 alle 10:29 am

    Finiamola col dare la caccia e delle piccole e indifese creature quali le volpi, attaccandole in modo così crudo e brutale un consiglio hai miei “amici” cacciatori sparate ai nostri politici italiani, si una bella ripulita al parlamento!!

  7. rossana
    aprile 7, 2013 alle 7:25 pm

    Non conosco le iniziative per fermare questo scempio della caccia alla volpe in tana. raccapricciante.
    credo che si potrebbe lanciare un boicottaggio al turismo nella provincia di siena.

  8. aprile 18, 2013 alle 2:51 pm

    da Il Tirreno, 17 aprile 2013
    Caccia alla volpe, animalisti incatenati. A Siena sospesa la seduta del consiglio provinciale che discuteva sull’abolizione. (http://iltirreno.gelocal.it/regione/2013/04/17/news/caccia-alla-volpe-animalisti-incatenati-1.6905255)

    SIENA. La seduta del Consiglio Provinciale di Siena è stata sospesa ieri da alcuni manifestanti animalisti, che si sono incatenati per manifestare contro la caccia e lo sterminio dei cuccioli di volpe nella tana.
    L’interruzione è arrivata dopo l’intervento con cui Lorenzo Rosso, di Fratelli d’Italia, ha presentato una mozione chiedendo l’immediata abolizione della pratica definita «barbara», ricordando che Siena è «candidata a capitale della Cultura Europea 2019 e ciò non gioverebbe all’immagine dell’intero territorio».
    La Provincia aveva programmato l’apertura alla caccia dei cuccioli di volpe nell’ottica del “ contenimento alla tana” ritenuto,strumento utile per tutelare la biodiversità. In un primo momento l’apertura era prevista dal primo aprile al 31 luglio, ma a seguito di proteste di associazioni ambientaliste e di numerosi cittadini, l’assessore alla caccia Anna Betti aveva deciso di far slittare di un mese la pratica venatoria, facendola iniziare dal prossimo primo maggio.
    Le proteste però non si sono placate e il consigliere di Fratelli d’Italia ha presentato la mozione contro «una pratica, barbara come lo stanamento e lo sterminio e soppressione dei piccoli cuccioli di volpe nelle loro tane».
    La mozione termina con la richiesta «che il Consiglio Provinciale di Siena impegni la Giunta ad annullare del tutto e per sempre la barbara attività della caccia dei cuccioli di volpe in tana nell’intero territorio della Provincia di Siena ed a pubblicizzare l’avvenuta cancellazione nei modi più estesi possibili, con comunicati e prese di posizione su giornali, televisioni, radio, social network, utilizzando anche le strutture di ufficio stampa all’uopo preposte».
    Nel corso della discussione ieri mattina è esplosa la protesta degli animalisti. L’apice si è toccato durante l’intervento del consigliere del Pd Mauro Banchi, quando i manifestanti, alcune decine, hanno urlato «vergogna» e «la caccia va abolita», poi si sono incatenati costringendo il presidente del Consiglio Provinciale Riccardo Burresi a interrompere la seduta. Il consigliere e segretario provinciale del Pd Niccolò Guicciardini ha scritto sulla sua pagina Facebook: «Sono stato aggredito verbalmente da alcuni (pochissimi per fortuna) ’animalisti’ che auspicavano mi uccidessero i figli e che andassi in galera. La seduta del consiglio è stata sospesa per intemperanze. Bella la democrazia, eh sì! Sarò fuori moda, ma preferisco esprimere le mie opinioni in modo civile».

  9. aprile 28, 2013 alle 11:12 pm

    un po’ di buon senso – finalmente – alla Provincia di Siena!
    Qui la deliberazione Giunta provinciale di Siena n. 94 del 23 aprile 2014 di sospensione definitiva della caccia alla Volpe: http://93.187.25.146/dati/iride/oggetti/000205/204547.pdf

    ______________________________________________

    da La Nazione, 23 aprile 2013
    Stop alla caccia alla volpe in tana.
    La ha deciso la Provincia dopo una lunga serie di tavoli di concertazione e incontri con le diverse associazioni ambientaliste, agricole e venatorie. Il 26 marzo scorso era stata decisa una moratoria: http://www.lanazione.it/siena/cronaca/2013/04/23/878221-caccia-volpe-tana-stop.shtml

  1. marzo 30, 2013 alle 6:52 am

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