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Il Consiglio di Stato sospende parzialmente il calendario venatorio regionale sardo 2012-2013.


Tordo bottaccio (Turdus philomelos)

Tordo bottaccio (Turdus philomelos)

Il Consiglio di Stato – con ordinanza Sez. V, 17 gennaio 2013, n. 165 – ha sospeso il calendario venatorio regionale sardo 2012-2013 relativamente alla caccia al Tordo bottaccio e alla Cesena fino al 31 gennaio 2013, in contrasto immotivato con il parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (nota n. 26029/T-A11 del 10 luglio 2012), il quale ne chiedeva la chiusura al 10 gennaio 2013.

Ora, dopo l’accoglimento in via cautelare del ricorso proposto dall’avv. Massimo Rizzato del Foro di Vicenza per conto della Lega per l’Abolizione della Caccia e dell’Associazione Vittime della Caccia, la Regione autonoma della Sardegna è obbligata alla chiusura anticipata della caccia al Tordo Bottaccio e alla Cesena.

E l’ha già fatto: quattro giornate di caccia in meno, migliaia di altri animali salvati dal piombo.

cartello "oasi permanente di ripopolamento e cattura"

cartello “oasi permanente di ripopolamento e cattura”

In primo grado – con il ricorso davanti al T.A.R. Sardegna da parte delle associazioni ecologiste Lega per l’Abolizione della Caccia (L.A.C.), WWF, Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli (L.I.P.U.), Associazione Vittime della Caccia – erano stati sollevati diversi punti di contestazione, riguardo cui è stato chiesto l’annullamento parziale del calendario venatorio:

*   l’utilizzo di munizioni al piombo per la caccia agli ungulati, in palese contrasto con la richiesta di eliminazione a causa della tossicità per l’uomo e per i rapaci necrofagi proveniente dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.) nell’ambito del parere sostanzialmente vincolante  (nota n. 26029/T-A11 del 10 luglio 2012) comunicato all’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente;

orario di caccia con cadenza quindicinale e non giornaliera, come richiesto dagli artt. 18, comma 7°, e 30 della legge n. 157/1992 e s.m.i. (legge quadro nazionale sulla caccia);

chiusura della caccia al Tordo bottaccio e alla Cesena il 31 gennaio 2013, anziché entro il 10 gennaio 2013, come richiesto dall’I.S.P.R.A. nello specifico parere e dai principi e criteri di cui alla Guida I.S.PR.A., redatta ai sensi dell’art. 42 della legge Comunitaria 2009 (“Guida per la stesura dei calendari venatori ai sensi della legge 157/92, così come modificata dalla legge comunitaria 2009, art. 42”) quale indicazione di disposizioni minime nazionali per il mantenimento o il ripristino dello stato di conservazione favorevole delle specie selvatiche (art. 1 bis della legge 157/1992 e s.m.i.) e della tutela dei loro periodi biologicamente più importanti anche attraverso il divieto assoluto di caccia (art. 18, comma 1 bis, della legge 157/1992 e s.m.i.).

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Tuttavia, il T.A.R. Sardegna non aveva concesso il provvedimento cautelare (ordinanza Sez. II, 7 novembre 2012, n. 353).

Da qui il ricorso in sede cautelare al Consiglio di Stato, accolto.

Avverso il calendario venatorio regionale sardo 2012-2013 è stato inoltrato anche uno specifico ricorso (27 luglio 2012) alla Commissione europea e alla Commissione per le petizioni del Parlamento europeo dalle associazioni ecologiste Amici della TerraE.N.P.A.Gruppo d’Intervento GiuridicoLega per l’Abolizione della CacciaWWF per la perdurante assenza di alcuna valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria nelle aree classificate quali siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e/o zone di protezione speciale (Z.P.S.) rispettivamente ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, come previsto dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale.

Vista la scarsa volontà della Regione autonoma della Sardegna di tutelare efficacemente il patrimonio faunistico isolano, sono i Giudici amministrativi e le Istituzioni comunitarie  a occuparsene.

L.A.C., WWF, L.I.P.U., Associazione Vittime della Caccia, Amici della Terra, E.N.P.A., Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Cons. Stato, sez. V, 17 gennaio 2013, n. 165, ordinanza sospensione calendario venatorio 2012 2013

nota Assessorato della Difesa dell’Ambiente n. 100/Gab. del 18 gennaio 2013

Sardegna, Giara, bosco mediterraneo

Sardegna, Giara, bosco mediterraneo

(foto Raniero Massoli Novelli, http://www.massolinovelli.it, S.D., archivio GrIG)

  1. sergio buscarini
    gennaio 18, 2013 alle 4:39 pm

    Questa è veramente una buona notizia (anche se parziale, purtroppo!)

  2. gennaio 18, 2013 alle 4:42 pm

    dal sito istituzionale web della Regione autonoma della Sardegna, 18 gennaio 2013
    Consiglio di Stato sospende caccia a tordo bottaccio e cesena.
    Il Consiglio di Stato con provvedimento cautelare n. 165/2013 ha accolto il ricorso proposto dall’Associazione LAC e altre associazioni, sospendendo il calendario venatorio limitatamente al tordo bottaccio e alla cesena: http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=218897&v=2&c=39&t=1

    A.N.S.A., 18 gennaio 2013
    Consiglio Stato sospende caccia al tordo. Dopo ricorso associazioni, assessore Ambiente convoca comitato: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2013/01/18/Consiglio-Stato-sospende-caccia-tordo_8097598.html

    da Casteddu online, 18 gennaio 2013
    Sospeso il calendario della caccia nell’isola: quattro giornate in meno: http://www.castedduonline.it/sospeso-calnedario-caccia-nellisola-quattro-giornate-meno

    da CagliariPad, 18 gennaio 2013
    Il Consiglio di Stato blocca le doppiette: sospeso il calendario venatorio regionale. A gennaio stop a caccia al tordo e alla cesena. “Quattro giornate di caccia in meno, migliaia di altri animali salvati dal piombo”, esultano gli ambientalisti: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=958

    da L’Unione Sarda on line, 18 gennaio 2013
    Sospesa caccia a tordo e cesena. Biancareddu convoca comitato faunistico: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/301608

    da Alguer.it, 18 gennaio 2013
    Per disposizione del Consiglio di Stato con provvedimento cautelare n. 165/2013. Convocato il Comitato regionale faunistico il 22 febbraio. Caccia sospesa a Tordo e Cesena: http://notizie.alguer.it/n?id=54829

    da Sardinia Post, 18 gennaio 2013
    IL CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE LA CACCIA A TORDO E CESENA: http://www.sardiniapost.it/cronaca/2675-il-consiglio-di-stato-sospende-la-caccia-a-tordo-e-cesena

  3. maurizio santarelli
    gennaio 18, 2013 alle 4:55 pm

    questa è veramente una buona notizia per tutti i menagrami che godono nel prendere atto, settimana dopo settimana, delle disgrazie che stanno capitando nella caccia in sardegna, utilizzando le stesse per tentare di eliminare la caccia stessa.
    Poveri illusi!

    • gennaio 18, 2013 alle 5:02 pm

      questa è una buona notizia per l’ambiente, gli “altri” animali, la legalità: qui nessuno è felice perchè i cacciatori – e soprattutto i “non cacciatori” – finiscono sparati durante le giornate di caccia.

      Stefano Deliperi

    • Juri
      gennaio 18, 2013 alle 5:41 pm

      Per eliminare la caccia basterebbe che uscissimo dal medioevo legislativo che ancora permette a una piccola minoranza che gode ad ammazzare animali, di esercitare un’attività totalmente anacronistica e soprattutto molto prevaricatrice nei confronti della stragrande maggioranza di cittadini che la caccia la detesta profondamente e con mille ragioni.

    • Pietro Pirredda - Arzachena (SS)
      gennaio 25, 2013 alle 8:02 pm

      Santarelli sei vegetariano????

  4. Paolo Fiori
    gennaio 19, 2013 alle 11:18 am

    non dico che sono felice ma comunque contento che i cacciatori si sparino tra di loro o che siano vittime di incidenti; in ogni caso martedi nel comitato faunistico regionale bisognerà vedere cosa succede perchè non mi meraviglierei che il nuovo assessore all’ambiente decida di “riaprire” in qualche modo la caccia al tordo…..io proporrei di mandare una diffida prima di martedi per evitare giochetti come lo scorso anno, soprattutto adesso che ci sono le elezioni con Oppi, il padrino dell’attuale assessore, candidato …….

  5. gennaio 19, 2013 alle 11:18 am

    da L’Unione Sarda on line, 19 gennaio 2013
    Stop al calendario della caccia al tordo. Accolto il ricorso degli ambientalisti: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/301688

    da L’Unione Sarda, 19 gennaio 2013
    CACCIA. Il Consiglio di Stato sospende il calendario venatorio.

    Stangata in arrivo per i cacciatori sardi. Il Consiglio di Stato, con un provvedimento cautelare, ha accolto ieri il ricorso proposto da alcune associazioni ambientaliste e ha sospeso il calendario venatorio, limitatamente al tordo bottaccio e alla cesena. Secondo il Consiglio di Stato la caccia a queste due specie avrebbe dovuto seguire la tempistica indicata dall’Istituto superiore di protezione ambientale che ne aveva chiesto la chiusura al 10 gennaio. L’assessore regionale dell’Ambiente Andrea Biancareddu ha convocato per martedi il Comitato regionale faunistico. Non è escluso che il Comitato faunistico, come è già successo in passato, decida di riscrivere il calendario per consentire la riapertura della caccia al tordo fino al 31 gennaio. Intanto Lega per l’abolizione della caccia, Lipu e Wwf esultano: “Quattro giornate di caccia in meno, migliaia di altri animali salvati dal piombo”.

    da La Nuova Sardegna, 19 gennaio 2013
    Il Consiglio di Stato impallina la caccia al tordo.
    Accolto in sede cautelare il ricorso delle associazioni ambientaliste contro il calendario venatorio che si discosta dalle indicazioni dell’Ispra. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Vietato cacciare tordi bottacci e cesene: lo stop è stato imposto dall’assessorato regionale all’ambiente dopo la pronuncia del Consiglio di Stato, che con l’ordinanza depositata avantieri ha accolto in sede cautelare il ricorso dell’Associazione vittime della caccia e della Lega per l’abolizione della caccia, patrocinate dall’avvocato Andrea Rizzato, contro il calendario venatorio 2012-2013 perché «si è discostato dal parere dell’Ispra (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) sulla protrazione oltre la data del 10 gennaio 2013 della caccia alle specie indicate senza adeguata motivazione». Per le doppiette della Sardegna è un colpo durissimo: sono quattro giornate di caccia in meno rispetto a quanto previsto nel programma elaborato dalla Regione. Resta invece invariato il calendario della caccia al cinghiale, contro il quale le stesse organizzazioni avevano presentato ricorso. L’assessorato regionale ha preso atto del provvedimento assunto dai giudici di palazzo Spada – il collegio era presieduto da Stefano Beccarini, l’estensore dell’ordinanza è Raffaele Prosperi – e l’assessore Andrea Biancareddu ha convocato una seduta urgente del Comitato faunistico per il 22 gennaio con all’ordine del giorno l’esame del provvedimento. Tutto lascia pensare che la Regione non intenda contrapporsi a un provvedimento cautelare dei massimi giudici amministrativi. Ma sullo sfondo della questione c’è sempre il mancato riconoscimento da parte della Regione delle indicazioni fornite dall’Ispra, che ha studiato i periodi di caccia specie per specie stabilendo limiti temporali precisi. In Sardegna esiste un istituto regionale faunistico che – secondo le interpretazioni delle associazioni venatorie – dovrebbe poter decidere in autonomia, anche in contrasto con l’Ispra. Ma ancora una volta il Consiglio di Stato ha bocciato questa convinzione, stabilendo che i calendari venatori di tutte le regioni italiane devono seguire le indicazioni dell’istituto. Chiusa la stagione alle due specie di volatili, il Tar Sardegna dovrà ora esaminare il merito della questione. Quella ottenuta dalle associazioni anti-caccia e degli ambientalisti è una vittoria, sia pure solo parziale. Nel ricorso al primo grado la Lac, il Wwf e la Lipu avevano chiesto che venisse bandito nella caccia agli ungulati l’uso delle munizioni di piombo, considerate tossiche per l’uomo e per i rapaci necrofagi. Un’altra richiesta riguardava l’orario, che per le associazioni doveva essere stabilito con cadenza quindicinale e non giornaliera. Su questi punti il Consiglio di Stato non si è pronunciato, mentre il Tar aveva respinto nel suo complesso le ragioni del ricorso cautelare. Ora pende sul calendario venatorio un altro ricorso presentato alla Commissione europea da parte di Amici della Terra, Gruppo di intervento giuridico, Lac e Wwf per la mancata valutazione di incidenza ambientale della caccia nei siti di importanza comunitaria.

  6. Nikki
    gennaio 19, 2013 alle 1:22 pm

    bravissimi!!!!

  7. arpia
    gennaio 22, 2013 alle 3:21 am

    Chissa” cosa faranno i cacciatori in questi giorni senza poter ammazzare animali indifesi e persone in vari incidenti?! A che hobby si daranno? Poverini mi dispiace! Che ne dite cari cacciatori di leggervi un libro e fare un pochino di grammatica di base, musica o cultura generale, come passatempo e lasciare le povere bestioline in pace, ne guadagneremmo tutti.

  8. Paolo Fiori
    gennaio 22, 2013 alle 10:38 pm

    questa sera riunione del comitato regionale faunistico per decidere cosa fare dopo l’ordinanza del consiglio di stato; tentativo dell’assessore di trovare una soluzione per permettere la caccia; ma poichè non sono riusciti a trovare delle motivazioni adeguate per confermare la caccia alle due specie tordo bottaccio e cesena fino al 31 gennaio, si è deciso di prendere atto della sentenza e lasciar perdere. In compenso, per dare un contentino ai cacciatori, hanno deciso una giornata in più di caccia grossa al cinghiale il 31 gennaio che è un giovedì; naturalmente noi tre rappresentanti ambientalisti abbiamo votato contro gli altri 23 membri a favore……. spero che i cacciatori ne approfittino e si sparino mortalmente, il record da battere è di 5 morti; ne sono già morti tre, sù, un ultimo sforzo…..

    • gennaio 23, 2013 alle 6:55 pm

      patetici.

      da sito istituzionale web della Regione autonoma della Sardegna, 23 gennaio 2013
      Caccia: comitato faunistico approva modifica calendario venatorioSiglato il decreto che vieta il prelievo venatorio al tordo bottaccio e alla cesena. Lo stesso documento, accogliendo le istanze provenienti dal mondo venatorio, ha modificato il calendario consentendo la caccia al cinghiale nella giornata del prossimo 31 gennaio: http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=219436&v=2&c=39&t=1

      A.N.S.A., 23 gennaio 2013
      Caccia: varato il nuovo calendario. Esclusi tordi a febbraio, un giorno in piu’ per cinghiale: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2013/01/23/Caccia-varato-nuovo-calendario_8126175.html

      da Sardinia Post, 23 gennaio 2013
      Caccia, comitato faunistico approva le modifiche del calendario venatorio: http://www.sardiniapost.it/notizie-in-breve/2775-caccia-comitato-faunistico-approva-le-modifiche-del-calendario-venatorio

      da L’Unione Sarda on line, 23 gennaio 2013
      Tordo e cesena: niente caccia a febbraio. Doppiette contro calendario venatorio. Federcaccia contesta il nuovo calendario venatorio varato dal comitato faunistico regionale dopo lo stop del Consiglio di Stato che aveva accolto il ricorso degli ambientalisti: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/302222

    • quinnipack
      gennaio 25, 2013 alle 12:22 pm

      Queste affermazioni fanno veramente rabbrividire. Vorrei sapere se anche “Gruppo di intervento giuridico” condivida le affermazioni di questo signore. Giusto per capire quanto si sia caduti in basso. E’ veramente triste vivere in una società in cui un componente di una istituzione pubblica (il Comitato Regionale Faunistico) gode ed augura la morte ai rappresentanti di una categoria che svolge una attività tradizionale prevista dalla Costituzione e regolamentata dalle leggi comunitarie, nazionali e regionali.

      • gennaio 25, 2013 alle 2:59 pm

        non siamo per la morte di nessuno, assolutamente.
        Mai.
        Comprendiamo, però, l’esasperazione che c’è e viene sistematicamente ignorata.
        L’ennesimo “incidente di caccia” del 24 gennaio scorso, nel quale un agricoltore ha rischiato di perdere la vita a La Corte (Sassari), dovrebbe aprire gli occhi.
        E non vediamo la minima autocritica da parte del mondo venatorio, purtroppo.

  9. gennaio 24, 2013 alle 2:59 pm

    è la L.A.C., Lega per l’Abolizione della Caccia, ad aver fatto ricorso: la Lav (Lega Anti Vivisezione) non c’entra nulla, tantomeno Legambiente.
    Sarebbe da chiedersi da dove tirino fuori certe notizie.

    da La Nuova Sardegna, 24 gennaio 2013
    DOPO L’ALT DEL CONSIGLIO DI STATO. Varata una serie di modifiche al calendario della caccia.

    CAGLIARI. Il Comitato faunistico regionale ha rimodulato il calendario venatorio per la caccia al tordo bottaccio e alla cesena escludendo la cattura nel mese di febbraio, così come decretato dal Consiglio di Stato che aveva sospeso tutto in seguito al ricorso degli ambientalisti (Enpa, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia, Wwf Italia). Nella stessa riunione il Comitato ha deciso a maggioranza, contrarie tutte le associazioni ambientaliste, di consentire la caccia al cinghiale nella giornata del prossimo 31 gennaio, una in più rispetto al vecchio calendario. Il decreto con le nuove regole è stato già firmato dall’assessore dell’Ambiente, Andrea Biancareddu. Secondo il Consiglio di Stato il calendario venatorio della Sardegna violava in più punti le leggi nazionali e quelle comunitarie, in particolare per l’assenza del parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

  10. Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
    gennaio 25, 2013 alle 4:06 pm

    Cari anti-caccia sappiate che nonostante vi abbiano dato il contentino, non sarete voi a fermare una passione che nasce dalla notte dei tempi. Voi intanto continuate a vedere documentari! Noi continuiamo, rispettando la legge ad andare a caccia. Salutoni

  11. Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
    gennaio 25, 2013 alle 4:27 pm

    Anche per voi è finito il tempo di vacche grasse ecco perchè lo chiamo contentino! Gli studi scientifici ci danno infatti ragione, è solo questione di tempo e anche noi avremo finalmente un calendario venatorio soddisfacente. Saluti

  12. Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
    gennaio 25, 2013 alle 4:34 pm

    gruppodinterventogiuridicoweb :
    non siamo per la morte di nessuno, assolutamente.
    Mai.
    Comprendiamo, però, l’esasperazione che c’è e viene sistematicamente ignorata.
    L’ennesimo “incidente di caccia” del 24 gennaio scorso, nel quale un agricoltore ha rischiato di perdere la vita a La Corte (Sassari), dovrebbe aprire gli occhi.
    E non vediamo la minima autocritica da parte del mondo venatorio, purtroppo.

    Il mondo venatorio non è composto da persone ignoranti! Gli incidenti accadono anche facendo trekking o arrampicandosi o andando a lavoro. Un incidente in caccia e senz’altro troppo figuriamoci se poi scappa il morto!
    Dico però che alla base di molti incidenti c’è la mancanza di nozioni balistiche che dovrebbero essere obbligatorie per colui il quale si appresta all’esame di maneggio armi che a mio modo di vedere è troppo semplice e superficiale. Suggerirei un corso di 4 settimane(2 lezioni a settimanateoriche e tecnico-pratiche) obbligatorio per tutti coloro che richiedono per la prima volta il porto d’armi!

    • gennaio 25, 2013 alle 4:39 pm

      sfondi porte aperte, dovresti prima convincere proprio le associazioni venatorie, finora restie a qualsiasi cambiamento.

      • Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
        gennaio 25, 2013 alle 5:06 pm

        Vedi alcune delle Associazioni Venatorie hanno di recente organizzato un incontro a Sanluri al quale io ho partecipato dove si è parlato di sicurezza. In tale incontro è emersa questa richiesta di inserire per legge questo corso! Purtroppo la classe politica isolana deve fare molta strada per fare qualcosa di serio per la collettività. Io sono convinto che la caccia è parallela al rispetto per l’ambiente infatti ripeto da tempo che la caccai deve ammodernarsi e seguire i tempi e gli studi scientifici guardando però anche alla tradizione! La caccia ai tordi è possibile infatti fino al 20 febbraio magari non consentendo in tale periodo 30 unita’ al giorno ma 20. Gli studi scientifici di settore infatti confermano la migrazione prenunziale per il tordo bottaccio al 10 febbraio. Al 20 febbraio per il tordo sassello! Altrimenti perchè nulla Corsica del Sud si può praticare tale caccia al 20 febbraio? Credimi i dati francesi sono molto esaustivi e non subiscono mai sentenze della Corte Europea per irregolarità in tal senso. Poi non tentare di dirmi che il tordo impiega 20 giorni a raggiungere la Corsica del sud. Io sono di Arzachena e da sempre abbiamo i tordi in grandi quantità fino anche a metà marzo!

  13. Pietro Pirredda - Arzachena (SS)
    gennaio 25, 2013 alle 8:01 pm

    Invece di commentare questa vittoria effimera del mondo anti-caccia purtroppo voi che vi considerate ambientalisti non dite nulla su ciò che vogliono fare alla mia zona di Arzachena e precisamente località “Razza di Juncu” e Liscia Ruja” dove un arabo, col consenso di Stato- Regione e Comuni di Olbia e Arzachena vorrebbe la costruzione di 4 nuovi alberghi extra lusso sulla costa. trasformare 28 stazzi galluresi in 28 Ranch con piscina ecc. ecc.
    Gli Arzachenesi che hanno venduto il nostro bellissimo territorio sono imprenditori edili, i politici e tutti coloro che vedono e vedevano nell’ediliza il motore trainante dell’economia Arzachenese! CAZZATE!!
    Vogliono costruire l’ultimo angolo di paradiso costiero rimasto nel comune di Arzachena!! Migliorassero invece ciò che c’è già! Dessero i servizi: Acqua potabile dal rubinetto; fogne che funzionano, ADSL (di cui San Pantaleo – paese di Andrea è tutt’oggi sprovista), strade adeguate al traffico. Si facesse in modo che i negozi aprano per almeno 6 mesi invece di vedere già il primo settembre alcuni negozi/ristoran ti/locali notturni già chiusi…per manutenzione che poi dura 10 mesi!!
    Facessero il termovalorizzatore invece di cercare altre aree dove accatastare rifiuti per poi pensarci forse in futuro…intanto corvidi e gabbiani li abbondano e cospargono le zone circostanti di malattie e poi noi ci mangiamo ciò che loro infettano….
    Insomma facessero per una volta del bene alla collettività invece di spargere fumo negli occhi! Anche perchè è vero che il verde spesso non da da mangiare ma dopo che fra 3 anni avranno terminato i lavori e i soldi (veri) saranno finiti nelle tasche dei soliti…ci saranno i soliti Arzachenesi che spinti da altri stranieri o non Galluresi(angeni)che cercheranno altre aree per arricchirsi, distruggere l’ambiente e dire la barzelletta che cosi creano lavoro…….
    Sapete che quella zona è di grande interesse ambientale e accetterei meglio una Oasi di protezione faunistica piuttosto che ciò che stanno per fare.
    In quel settore non si sente mai un ambientalista.. ….
    Lottate e vincete quella battaglia invece di gioire (pochi per fortuna) per i morti e lottare per i tordi che tanto dopo verranno abbondantemente sparati in Corsica

    • gennaio 25, 2013 alle 8:05 pm

      ma di che cosa parli?
      Informati meglio, anche facendoti un giro in questo blog.
      Per esempio: https://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2012/11/28/rimbocchiamoci-le-maniche-per-difendere-lambiente-e-il-territorio-della-sardegna/ .
      Un’associazione venatoria che si occupa di tutela del territorio in senso vero del termine ancora deve esser costituita.
      Prova a chiedere alla Federcaccia, per esempio, di battersi contro la speculazione edilizia…

      Stefano Deliperi

      P.S. nessuno di noi gioisce per nessun morto, siamo molto felici di aver evitato 4 giornate di sparacchiature a Tordi e Cesene.

      • Pietro Pirredda - Arzachena (SS)
        gennaio 25, 2013 alle 9:09 pm

        1) Un’associazione Venatoria si occupa di caccia e tutto ciò che la circonda. Al settore ambiente della Regione-Provincia e Comune invece spetta la gestione e vigilanza di quel settore. 2) Le “sparacchiature” continueranno per il tordo sassello e altre specie autorizzate dal calendario venatorio.
        Chiedo anche a te: Sei vegetariano? Sii sincero però!!
        In fine non so se è il tuo caso me è troppo facile fare l’ambientalista o animalista da salotto. Infatti dalla poltrona non si può capire che la caccia serve per restituire all’ecosistema un pò di regolarità, minata dagli scompensi delle opere dell’uomo.
        Ecco perchè aggiungo che sono maturi i tempi per la caccia di selezione a specie come il Muflone, il Daino e il Cervo Sardo.
        Regioni come l’Emilia Romagna alle quali vennero dati i mufloni dalla Sardegna sono da ormai vari anni che controllano e gestiscono la specie con la caccia di selezione.
        In alcune zone della Sardegna il numero ottimale che dovrebbe esservi (equazione che non stabilisco io ma lo dice l’ispra) è superato in svariate centinaia di esemplari che spesso non godono di buona salute ed anzi indeboliscono il patrimonio genetico della specie perchè si accoppiano tra consanguinei. In quel caso bisognerebbe catturare gli animali in sovrannumero ed irradiarli in altri territori. Abbattere gli animali malati ecc. Tutte cose improntate per la meglior gestione e salute della specie. Certe cose anzidette (catturare e liberare in altre parti) costano soldi quindi la Regione e la Provincia di competenza non spendono. Però il problema persiste e non adoperarsi significa aumentarne il problema a livello esponenziale ogni anno che si va avanti.
        Voi però siete contenti che tali specie aumentano di numero e spesso sono causa di incidenti stradali e gravi danni alle colture. Voi che fate? Create altri parchi, chiudendo alcune zone che a causa della mancanza del cacciatore vedono le specie opportuniste e in sovrannumero creare scompensi all’eco sistema…..ah ma questo che sto dicendo per voi sicuramente non esiste o lo vedo da cacciatore che vuole solo sparare?!?!
        Tra cacciatori e ambientalisti gli obiettivi sono secondo me uguali o per lo meno simili, sta a voi per una volta capire cosa è giusto senza dire sempre: NO!!! Il non fare nulla spesso equivale a cagionarlo!!
        Trovare unità d’intenti è necessario.
        Per i tordi (sassello-bottaccio-cesena) da studi scientifici di settore tutti sanno (perfino voi) che godono di ottima salute, sono prelevabili con l’attività venatoria fino al 10 di febbraio. Sono dati inconfutabili che voi sapete…….

      • Pietro Pirredda - Arzachena (SS)
        gennaio 25, 2013 alle 9:21 pm

        Altro punto, le associaioni venatorie stanno intervenendo da tempo per migliorare l’ambiente in Oasi che a causa della mancanza di pressione venatoria vedono alcune specie aumentare a dismisura mentre altre specie di pregio che in precedenza godevano di ottima salute oggi sono in grossa difficoltà o pressochè scomparse.
        Le Associazioni venatorie si stanno impegando inoltre per il controllo della cornacchia che in certe zone mina la presenza di specie quali la pernice.
        La stessa pernice è oggetto di piani di reinserimento in alcune zone. Le Associazioni venatorie stanno continuando a dire che vi sono troppe zone che prima avevano una grande biodiversità e oggi vengono eccessivamente utilizzate per l’allevamento.
        In tutti questi interventi a cura delle Associazioni Venatorie e dei cacciatori la colpa non è certo dei cacciatori ma come ci tengo a ripetere il cacciatore ama la biodiversità e la rispetta ed è inserito nella natura!

      • gennaio 25, 2013 alle 9:26 pm

        ma lasciate in pace Cornacchie, Volpi e altri pretesi “nocivi”!
        Non esiste alcuna specie “nociva” in Natura se non l’Homo sapiens sapiens…
        Pietro, fatti una sana passeggiata in campagna, nei boschi, nelle zone umide. Lascia stare il fucile, è un peso inutile.

        Stefano Deliperi

  14. gennaio 25, 2013 alle 9:15 pm

    vedi Pietro, penso che fra ecologisti e cacciatori “di buon senso” vi possano essere tanti punti in comune.
    La divergenza è tutta qui, se ti pare poco: uccidere per divertimento – come accade nella caccia in Italia e in tutti i Paesi del c.d. primo mondo – o no.

    Stefano Deliperi

  15. Pietro Pirredda - Arzachena (SS)
    gennaio 25, 2013 alle 9:33 pm

    Stefano la caccia è un’attività ancestrale, va regolata ed è regolata. Per tutto ci vuole un equilibrio. Ma additare i cacciatori…come spesso leggo…crudeli assassini o come dici tu…uccidere per divertimento…questo non è vero. La caccia è una passione che ho da quanto avevo 3 anni. Ce l’ho dentro di me. Ripeto c’è una legge che va seguita e tutti i cacciatori la seguono. (Chi non la segue è bracconiere da non confondere col cacciatore).
    Le leggi spesso poi secondo centi vanno migliorate secondo altri vanno bene cosi. Io e tu siamo le 2 facce della stessa medaglia.
    Quindi: Secondo me (e secondo gli studi di esperti ed onorabili ornitologi che scrivono i fatti )il periodo di migrazione pre-nunziale del tordo bottaccio inizia dalla prima decade di febbraio pertanto la caccia fino a tale periodo è da consentire…semmai dal 1 gennaio al 20 gennaio i capi prelevabili dovrebbero essere 25 a cacciatore(non 30 per la chiusura del merlo al 31/12) e dal 21 gennaio al 10 febbraio dovrebbero essere 20 a cacciatore…ecco dove si potrebbe trovare un accordo….

    • gennaio 25, 2013 alle 9:45 pm

      Pietro, la caccia sarà pure un’attività ancestrale, ma sono cambiati – in Italia, nei Paesi del c.d. primo mondo – le condizioni ambientali e i termini per l’esercizio: prima era una necessità, oggi un hobby, se non vuoi sentir dire il termine “divertimento”.
      La sostanza non cambia.
      Non è più una necessità.
      In più aggiungi il fatto che le associazioni venatorie e i loro referenti politici hanno un atteggiamento “chiuso” verso qualsiasi politica di regolamentazione scientificamente seria, allora è facile comprendere che non facciamo e non possiamo fare “sconti” di alcun genere.
      Per rimanere alla sola Sardegna, quando le Federcaccia, le Sardacaccia, gli Artizzu, gli Sciarra e compagnia bella cambieranno registro, allora forse si potrà discutere.
      Oggi noi facciamo il nostro “gioco” fino in fondo.

      Stefano Deliperi

  16. Pietro Pirredda - Arzachena (SS)
    gennaio 25, 2013 alle 9:38 pm

    gruppodinterventogiuridicoweb :
    ma lasciate in pace Cornacchie, Volpi e altri pretesi “nocivi”!
    Non esiste alcuna specie “nociva” in Natura se non l’Homo sapiens sapiens…
    Pietro, fatti una sana passeggiata in campagna, nei boschi, nelle zone umide. Lascia stare il fucile, è un peso inutile.
    Stefano Deliperi

    la parola “nocivi” l’hai scritta tu non io.
    Tali animali sono opportunistici o in sovrannumero!
    Altro punto amo le armi e la legislazione su di esse.
    Con me oltre al fucile ho spesso il binocolo e la macchina fotografica con la quale ho fatto belle foto ad animali quali mufloni, aquila reale e animali vari nel prorpio habitat.
    Credimi il fucile non da peso quando si cammina in campagna o nei boschi, semmai aiuta a tonificare i muscoli delle gambe e braccia. 😉

    • gennaio 25, 2013 alle 9:48 pm

      porti la macchina fotografica? Bravo.
      Fotografa i tanti scempi edilizi della tua Gallura e chiedine conto ad amministrazioni pubbliche e magistratura.
      Se vuoi, qualche consiglio possiamo dartelo 😉

      Stefano Deliperi

  17. Pietro Pirredda - Arzachena (SS)
    gennaio 25, 2013 alle 9:57 pm

    Un consiglio lo accetto volentieri…..

  18. arpia
    gennaio 26, 2013 alle 12:25 am

    I cacciatori sono dei veri sadici che provano piacere e si sentono forti e virili ad armi impari.
    E’ noto che molti che hanno ucciso esseri umani hanno ucciso animali e’ qualcosa che hanno dentro come una forma mentis perversa, sono come i criminali che non si possono riabilitare non c’e’ verso. La sola speranza che le leggi cambino o che si autoeliminino, Non capiscono nulla perche’ non ci arrivano, sono pochi ma maledetti. Sono tra i piu’ ignoranti del pianeta. Ma poi dicono che cacciano per mangiare! Si mangiano pure le volpi?! Cosa c. le cacciano a fare le volpi? Sono criminali e basta, sadici, massa di ignoranti e basta. Ammazzano per il gusto di ammazzare altro che sport e alimentazione, vi riempirei di insulti e parolacce cari cacciatori dei miei stivali ma il mio commento verrebbe censurato. Avete mai parlato con dei cacciatori? Se si raccontate le vostre esperienze tutti quelli con cui ho avuto il “piacere” di parlare sono ignoranti pazzeschi, frustrati e messi maluccio.

  19. arpia
    gennaio 26, 2013 alle 12:34 am

    Mi era sfuggita la nota di scempi edilizi in gallura da fotografare, ma cari miei voi pensate che questi ignoranti pensino che sono scempi edilizi o abusivismo di cui vergognarsi?! O no questi ignoranti vedono la cementificazione selvaggia come progresso e sono anzi i primi ad ammirare chi ha i mezzi per poter fare certe schifezze. Cemento selvaggio e caccia selvaggia sono amici di pensiero, ignorantissimi e anche pericolosi.

  20. arpia
    gennaio 26, 2013 alle 12:46 am

    Anche cose come la peste bubbonica, defecazione pubblica e fogne all’aperto sono una cosa antica, questo non vuol dire che abbiamo piacere nel portare avanti tutte le cose che esistono da vecchia data. Come dico sempre non tutte le tradizioni son degne di essere tramandate vi sono buone tradizioni e cattive tradizioni, buone e antiche abitudini e cattive abitudini. Se vogliamo fare i veri tradizionalisti veri, eliminiamo le armi che non sono cosi’ tradizionali o cosi’ antiche!

  21. Pietro Pirredda - Arzachena (SS)
    gennaio 26, 2013 alle 2:21 pm

    Signora ARPIA se leggesse i miei interventi anzichè trascrivere la barzelletta che le hanno raccontato sulla protezione degli animali e che Lei ha memorizzato male….in quel momento capirebbe che in tutte le società civili ci sono persone che ignorano determinate cose ed altre che studiando si fanno una cultura sia a livello generale che nelle materie specifiche. Per come Lei scrive non trascorre molto tempo in campagna come lo trascorro io.
    Le armi poi sono sempre esistite e sempre esisteranno e si evolvono col passare dei tempi e si evolve anche la legge su di esse.
    Faccia una cosa, si “armi” di scarpe da trekking, pantaloni anti acqua, giaccone anti acqua, macchina fotografica, binocolo e non dimentichi il GPS (perchè mi sa tanto che potrebbe perdersi ogni volta che si allontana 100 metri dalle strade-coste-centri abitati).
    Si faccia un giro per la Sardegna camminado nei sentieri anche di notte al chairo di luna. Avvicini un animale (volpe-cervo sardo-muflone-cinghiale-donnola-martora-gatto selvatoco- ecc)arrivandogli sottovento e lo fotografi senza spaventarlo però!!!!
    Rimanga di notte in silenzio per ore nel bosco, ad ascoltare i movimenti o il canto di alcuni animali o presti attenzione al canto delle pernici nel periodo dell’accoppiamento ( a patto che sappia come canta una barbara). Saprà che i cacciatori sanno ammirare e rispettare la natura. A quel punto saprà perchè alcuni animali inseriti tra le specie cacciabili da (persone studiose e capaci) vengono sparati per gestirne il numero che altrimenti risulta deleterio per il bene dell’ecosistema di quel biotopo. Altri animali da rispettare e fotografare, come ad esempio la “gallina prataiola” presente anche dove lavoro in almeno 60 unità in aumento- dove vivono e si riproducono ogni anno, vengono ammirate e preservate da tutti i cacciatori.
    Buona giornata e questo pomeriggio, comodamente seduta nella sua poltrona animalista (magari in pelle di bufalo) non si perda la puntata di Geo & Geo….mi raccomando

  22. arpia
    gennaio 26, 2013 alle 6:59 pm

    LEI NON MI CONOSCE E NON SA’ SE SONO SIGNORE O SIGNORA PRIMO, INFATTI ARPIA E’ UN USERNAME.
    QUESTA STORIA DELLE BARZELLETTE CHE HO SENTITO E MAL MEMORIZZATO DEVE ESSERE UNA SUA FANTASIA, QUA NON SI PARLA NE DI BARZELLETTE NE DI FANTASIA, MI DICA DOVE LE HO SCRITTE O MAL TRASCRITTE LE BARZELLETTE PERCHE’ IO NON LE VEDO PROPRIO. COI CACCIATORI NON HO MAI PARLATO DI BARZELLETTE ANZI DELLA DURA REALTA’, DI POVERI ANIMALI CHE MUOIONO GRAZIE A DEI CRIMINALI, DI COME TENGONO MALE I CANI, NON STO’ A DILUNGARMI CI VORREBBE TROPPO SPAZIO. E POI LEI COSA NE SA DOVE ABITO IO MAGARI HO VISSUTO O VIVO IN CAMPAGNA IN CITTA’ , AL MARE O IN MONTAGNA. SE PARLO E’ PERCHE’ CONOSCO BENE L’AMBIENTE AL CONTRARIO DI QUELLO CHE PENSA LEI. TANTI CACCIATORI NON RISPETTANO, NEANCHE LE POCHE LEGGI CHE ESISTONO E FANNO CIO’ CHE VOGLIONO, INFATTI NON C’E’ CONTROLLO, MA NON SOLO ENTRANO ANCHE IN TERRENI PRIVATI INCLUSI DELLA MIA FAMIGLIA A FARE ANCHE BRACCONAGGIO, NON SOLO CACCIA! NONOSTANTE CHIARI CARTELLI DI DIVIETO. SE ENTRI IN ABITI NORMALI E SENZA ARMI E’ VIOLAZIONE DI PROPRIETA’ PRIVATA, MA SE ENTRI IN MIMETICA E ARMATO ALLORA VA’ BENE, CHE CAVOLO DI DIRITTI SONO QUESTI? PER ARMI INTENDEVO I FUCILI , CHE NON SONO SEMPRE ESISTITI. IO ERA CHIARO CHE PARLASSI DI FUCILI E SIMILI NON DI ARMI COME LE LANCE E ALTRE ARMI PRIMITIVE CHE ESISTONO DA TEMPO E VENGONO E VENIVANO USATE PER NECESSITA’ DI PURA SOPRAVVIVENZA. GUARDI CHE IO CAMMINATE IN CAMPAGNE LE HO FATTE DALL’INFANZIA E NON SOLO NELLA CAMPAGNA SARDA MA IN VARIE PARTI DEL MONDO, CAMMINATE CHE LEI NEANCHE SI IMMAGINA IN CONTINENTI CHE LEI NON SA’ MANCO PUNTARE SULLA CARTA ALTRO CHE GPS! DI SICURO PERO’ LE MIE CAMMINATE NON AVEVANO IN MENTE L’UCCISIONE DI NESSUNO! IL MIO DIVANO E’ DI STOFFA E MI OCCUPO ATTIVAMENTE DI ANIMALI, MA NON SOLO, CERCO ANCHE DI EVITARE TUTTE LE COSE TESTATE SUGLI ANIMALI. ANCHE SE IN ITALIA NON E’ FACILISSIMO. I CINGHIALI DI RAZZA SARDA CHI LI HA STERMINATI SECONDO LEI? IO?!
    NON E’ CHE LEI VA AD ASCOLTARE GLI ANIMALI PENSANDO A COME RICONOSCERE IN DETTAGLIO I SUONI PER POI POTERLI CACCIARE MEGLIO? CHI VERAMENTE AMA GLI ANIMALI LI AMA VIVI E NON MORTI, VUOLE PRESERVARLI , PROTEGGERLI E GARANTIRNE LE MIGLIORI CONDIZIONI, DI SICURO NON AMA CACCIARLI. PER ME I CACCIATORI SONO DEI CODARDI MA SE SIETE TANTO FORTI E VIRILI COME DITE E TANTO SPORTIVI E CORRETTI PERCHE’ IL CINGHIALE NON LO CACCIATE A MANI NUDE, FACCIA A FACCIA NEI BOSCHI VEDI CHE DI SUONI SENTIRESTE SOLO LE VOSTRE URLA DISPERATE , BELLO VERO? E ORA IMMAGINA LE URLA DEI CINGHIALI SPARATI E LA PAURA NELL’ESSERE CACCIATI E INSEGUITI. SCUSATE MA IO IL ROMANTICISMO DEI CACCIATORI NON LO SENTO NE LO VEDO. IO SONO DA SEMPRE E SARO’ SEMPRE DALLA PARTE DEGLI INDIFESI E IN QUESTO CASO DEGLI ANIMALI, I CACCIATORI POSSONO SVIOLINARE QUANTO VOGLIONO! VI SENTITE FORTI IN BRANCO E ARMATI VERO? UN PO’ MENO FORTI VI SENTITE SOLI E SENZA ARMI! CI SONO TANTE BELLE FRASI DI TANTI INTELLETTUALI SUGLI ANIMALI TRA CUI LA BELLA FRASE DEL GENIO DI LEONARDO DA VINCI : “Verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto…” NON MI VORRA’ DIRE CHE ANCHE LEONARDO DA VINCI NON CAPIVA NULLA?!

  23. Andrea fresi Tempio
    gennaio 26, 2013 alle 9:17 pm

    Cara Signora o Signorina ARPÍA, lei per sopravvivere che fa, pascola in campagna brucando l’erba, o mangia qualche bistecca?. Be’ certo c’è differenza tra un vitello allevato per la carne, un pollo, un agnello, un maiale, maiale,,, il prosciutto lo conosce? E un cinghiale prelevato con forma diversa, O pensa che sia fatto dalle vinacce, si ricordi che in natura la frutta e frutto degli alberi, e per migliorare la qualità, le piante vanno potate, così per gli animali, é necessario un controllo, una potatura, gli animali sono frutto della terra e vanno raccolti come il grano le patate etc… Ma lei,,, é sicura di star bene con se stessa?.

  24. Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
    gennaio 26, 2013 alle 10:59 pm

    Sig. /Sig.Ra Arpia , Leonardo Da Vinci è vissuto in altri tempi. Oggi la caccia è al passo con i tempi e spero che Lei possa campare 100 anni per vedere che la caccia continuerà vedendo la fine dei suoi giorni! Come Lei inoltre sa anche Lei quotidianamente con la sua esistenza crea rifiuti ed inquina!
    Lei poi dovrebbe sapere perchè io posso entrare nei suoi terreni privati (art. 1 della Legge 157/92)! Altrimenti paghi la tassa e li faccia diventare fondo chiuso.
    Poi le chiedo cortesemente che qualora dovesse andare un giorno in Alaska o nel Canada mi inviti a caccia di orsi e alci . Se poi magari ci troviamo nel periodo di passo delle oche caccia mo anche quelle che fanno il passo dirette nella terra del fuoco in Patagonia.
    Sa poi in campagna ci viene fame e dopo aver fotografato qualche bel rapace o qualche altro animale non cacciabile in quel giorno, ci arrostiamo qualche bella bistecca accompagnata magari da del buon vino.
    Avrebbe dovuto vedere il documentario pomeridiano andato in onda su Rai 5 dove un naturalista /cacciatore (proprio come me) ha affermato che la terra oggi a causa degli squilibri climatici creati dall’uomo ha necessita’ dei cacciatori. Lo stesso poi ha dichiarato che la caccia di oggi deve essere basata su studi scientifici e mi creda sono d’accordissimo con lui.
    Ecco perche’ questione di poco tempo ci vedrete andare a caccia di tordi fino al 10 di febbraio come da studi scientifici fatti sia in Italia che in Francia…..pertanto si goda questa sua vittoria effimera…..tanti cari saluti Sig./Signora. Arpia!

  25. arpia
    gennaio 27, 2013 alle 12:23 am

    Come ho sempre sostenuto l’ignoranza e’ unica, per tanti criminali , ce lo insegna la storia, capire o negoziare non e’ mai stato possibile con certe “menti”. Per il signore che se infilato essere contro la caccia significa stare bene con se stessi e avere la coscienza pulita se a lei piace ammazzare saranno cavolacci suoi. Non e’ una cosa che mi affascina anzi al contrario ripudio la caccia. Magari io carne no ne mangio da anni, non devo stare qua a dare spiegazioni a lei. Io non vado nei posti o viaggio alla caccia animali a cui fare del male ma vado nei posti per conoscere, quindi la caccia non mi interessa proprio se non si e’ capito. I cacciatori non hanno bisogno di andare a caccia e lo fanno per ammazzare nessuno a risposto sul perche’ sparano ad animali che neanche mangiano altro che mangiare, qua e’ questione che siete una sottospecie con problemi di controllo, se vi tolgono la caccia non so’ dove andreste a scaricare la vostra cattiveria. Io non ho chiesto a nessuno cosa fanno per vivere perche’ non mi interessa, so di certo che al contrario di voi non faccio male ne ho mai fatto male a nessuno. L’inquinamento e’ tutto altro discorso ben diverso dalla caccia io cerco di fare del mio meglio per inquinare il meno possibile riciclando, comprando prodotti locali e comprando prodotti duraturi e col minimo di plastica per ricoprirli, uso prodotti ecologici e poco inquinanti, ognuno cerca di fare cio’ che puo’, basta fare del proprio meglio, la perfezione non esiste, ma non me la sentirei proprio di sparare o scannare e finire un cinghiale o un maiale o spappolare un povero volatile per farmi il sugo! Magari ci metto un po’ di spezie nel sugo! Se uno uso la luce elettrica e non vuole il nucleare, non puo’ farlo? Cosa cacchio c’entra vivere in un pianeta e andare a caccia, siete un po’ fuori tema. Ho detto che i terreni sono della mia famiglia non miei personali se no vi avrei di sicuro attesi al varco! Pensa che non abbiamo mai avuto problemi con cacciatori? E criminali che mettono le trappole? Si sbaglia, vanno anche in giro a prendersela con anziani e gente indifesa, arroganti e violenti.
    Ecologisti cacciatori! Si come i cementificatori ecologisti e amanti della natur! Una vostra fantasia, pura fantascienza!
    Basta ammazzare animali! Altro che vino, il vino uno se lo puo’ bere anche senza ammazzare animali , non e’ che bere il vino e’ la scusa per andare a caccia e’ vantarvi di uccisioni e bere a go go e passare tempo a vantarvi perche’ non avete la capacita’ di parlare o di vantarvi d’altro da sobri?!
    Nel giro di persone vicine non caccia nessuno siamo tutti animalisti, anti-armi, anti-caccia , pacifisti e ecologisti,per quanto possiamo e non abbiamo necessita’ di far soffrire gli indifesi per sentirci vivi.
    E ci possiamo anche bere un bel bicchiere di vino o due con la coscienza pulitissima!

  26. Paolo Fiori
    gennaio 27, 2013 alle 9:03 pm

    siccome tal Pirredda mi cita perchè trova vergognoso che mi compiaccia della morte dei cacciatori, vorrei rassicurarlo che parlo a nome personale e non del Gruppo d’intervento giuridico. Dopodichè le menate sull’ancestralismo venatorio, sul fascino dell’attesa della preda, sul profumo dei lentischi dove è nascosto un fucile che aspetta solo di suonare le lascio a lui ed ai suoi degni sodali…..quello che io vedo, soprattutto nella battute di caccia grossa, è l’alto numero di amanti dell’ars venandi con alto tasso alcolemico nel sangue…. siete disposti a fare la prova del palloncino come si fa per gli automobilisti ai quali sequestrano l’auto? e non le viene per caso il dubbio che se dal 2009 a oggi siamo già a oltre 10 morti, qualcosa evidentemente non funziona?….. naturalmente non è colpa vostra, è colpa degli ambientalisti e dei politici…. la lascio a sparare c………..

  27. Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
    gennaio 27, 2013 alle 11:46 pm

    Paolo Fiori sappia che io fino ad ora non avevo scritto nulla su di Lei e dopo di ciò continuerò a farlo….Lei non merita tanta attenzione….. Chi le ha scritto è comunque un mio rispettabile collega cacciatore.
    Invece per il tale/la tale Arpia dico che io la rispetto per come la pensa Lei non sembra farlo verso di me e verso la categoria di cui mi onoro di far parte i cacciatori! Contenta/o Lei …salutoni e buona vita!

  28. arpia
    gennaio 28, 2013 alle 3:26 am

    Ho letto un paio di altre cose che non sapevo sulla caccia, una riguarda la legge che permette ai cacciatori di entrare a sparare, dove capita! Dentro terreno privato, che pare sia legge fascista e in contrasto con le leggi sul divieto della proprieta’ privata. Altro scopro che oltre tutto i cacciatori inquinano mediamente annualmente parecchio lasciando bossoli costituiti solitamente da polietilene e metallo sul terreno ecc. ecc e si parla di belle quantita’ consistenti. Oltre a cio’ apprendo di regole da rispettare e libretti su cui segnare, regole legate alla asl ecc. ecc. Chissa’ in quanti saranno a rispettare le regole?! Ci sono anche delle norme particolari, fantastiche! Per chi viene in Sardegna a cacciare e vuole portarsi i trofei, (cosi’ li chiama la normativa e suppongo il cacciatore) di cinghiale, per esempio, fuori regione!
    Gia’ se uno definisce trofeo la testa di un cinghiale morto, non mi pare molto messo bene, oltre alla genialita’ hanno anche un gran buon gusto! Ma poi, tutte queste ricche carni che ricordano le abbuffate di un tempo non gli faranno venire il mal di pancia, la pancreatite?! E chiedo a chi ne sa’ piu’ di me, non e’ che vengono venduti questi tanti, troppi, cadaverini anche se la legge lo vieta? Altra cosa, gia’, conoscendo tanti fantastici esemplari di cacciatori noto che la natura non e’ stata tanto graziosa, vedo che in piu’ non e’ che ci siano degli attenti esami di valutazione di idoneita’ nel permettergli di maneggiare un’arma. Pare infatti che se una persona non e’ stata trattata per problemi psichici clinicamente e non abbia precedenti penali, (se sbaglio correggetemi) possa avere il porto d’armi, bello! Vi assicuro che ho conosciuto gente pericolosissima in giro alcolizzata e con altri problemi seri a cui il fucile non si dovrebbe mai far vedere neanche in fotografia. Sommiamo poi a quanto sopra detto, le bevande alcoliche al fattore di rischio dell’eta’, spesso alta, il fattore di rischio di portare bambini , la vista non sempre ottima, la mancanza di organismi attivi di controllo per far rispettare le regole, vedi tipi di proiettile da usare , distanze da mantenere, abiti per la visibilta’ ecc, ecc. E gia’ con questi pochi fattori di rischio si puo’ vedere che si e’ creato un cocktail esplosivo non da poco. Due paiono invece per fortuna i dati positivi, la diminuzione del numero dei cacciatori e il fatto che l’85% circa degli Italiani sia contro la caccia, speriamo di migliorare sempre di piu’ questi ultimi due dati.

  29. marco
    gennaio 28, 2013 alle 8:22 pm

    Pietro-Andrea perche continuate a parlare con certa gente non sono all’altezza di poter comunicare con voi son anticaccia da salotto non distinguono una gallina da un cavallo sono totalmente all’oscuro da normative leggi e regole venatorie oggi essere anbientalisti é una moda non una vocazione.

    • gennaio 28, 2013 alle 8:31 pm

      attendevamo proprio un commento simile: ci sono cacciatori che ragionano e fa sempre piacere confrontarsi civilmente. Ci sono poi persone che non collegano cervello e bocca. Si qualificano da sole e possiamo serenamente salutarle insieme a gallina e cavallo.

      Stefano Deliperi

  30. Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
    gennaio 28, 2013 alle 9:06 pm

    marco :
    Pietro-Andrea perche continuate a parlare con certa gente non sono all’altezza di poter comunicare con voi son anticaccia da salotto non distinguono una gallina da un cavallo sono totalmente all’oscuro da normative leggi e regole venatorie oggi essere anbientalisti é una moda non una vocazione.

    Marco invece ti sbagli, è bello confrontarsi con persone che non la pensano come Noi cacciatori. Come in tutte le comunità vi sono anche tra la categoria degli “anti-caccia” persone con le quali è bello confrontarsi (vedi il Sig. Deliperi) ed altre che è giusto ignorare….
     

  31. tartaruga61
    gennaio 29, 2013 alle 2:20 pm

    Avete fatto spendere una barca di soldi a Stato, Regione ed Associazioni, per ottenere 3/4 giornate di caccia in meno ai tordi avete avuto il coraggio di chiedere anche il patrocinio gratuito (per fortuna non accolto), tra l’altro siete in piedi grazie al contributo (5,16 per ogni cacciatore da dividere tra associazioni venatorie ed ambientaliste) per ogni cacciatore….Ma non avevate altro di meglio da fare….ad esempio verificare quando una stadio di calcio viene ampliato dentro il Parco di Molentargius….quindi credo in zona protetta…Io non caccio ed in famiglia non ho parenti cacciatori ed amo gli animali …ma sinceramente tutto questo accanirsi contro la caccia in Sardegna (tra l’altro è la regione dove si caccia meno) mi sembra fuori luogo.
    tartaruga61

    • gennaio 29, 2013 alle 4:12 pm

      sei solo una bugiarda: non godiamo di alcun contributo di 5,16 euro nè di 0,01 euro per cacciatore.
      E’ non è certo una patetica bugiarda a stabilire che cosa dobbiamo fare.

      Stefano Deliperi

  32. marco
    gennaio 29, 2013 alle 3:29 pm

    Pietro mi sono spiegato male io ho smesso di discutere con persone come arpia e altre che scrivono come lei o lui ,
    come fai ad afrontare un discorso con persone come loro che dicono di lasciar perdere le cornacchie poverine quando nella mia zona stanno facendo strage di piccoli coniglietti o di nidi di pernici in collaborazione con i cinghiali che si sono riprodotti a dismisura .
    e per quanto riguarda i bossoli vanno racolti e smaltiti e quantaltro ,la caccia ha delle regole che vanno rispettate come il codice della strada le regole delle piste da sci ,alpinisti che devono gurdare il meteo e non essere cause di valanghe i bar non devono dare alcolici ai minori ecc ecc.cosa faciamo speriamo che muoiano tutti?.

  33. hunter
    gennaio 29, 2013 alle 6:48 pm

    IN SARDEGNA LA CACCIA AL TORDO SIETE RIUSCITI A FARLA SOSPENDERE.BENE !!! IN CORSICA A 12MIGLIA DI DISTANZA E’ APERTA FINO AL 20 FEBBRAIO, COSI’ PURE IN FRANCIA ,PORTOGALLO E SPAGNA,ADESSO MI CHIEDO ,MA NOI FACCIAMO PARTE DELL ‘ EUROPA..??DOVREMO SPENDERE I NOSTRI SOLDI IN QUEI PAESI.? FORSE LORO SI SONO INVENTATI DEI PRETESTI ASSURDI,CERTO SARANNO TUTTI IGNORANTI,E ASSASSINI PER CONCEDERE LA CACCIA A FEBBRAIO.., DA DOMANI VERDURA!!E SCARPE IN CARTONE ….LA SEVAGGINA CHE IL CACCIATORE PRELEVA LA MANGIA ,NON LA LASCIA AGLI UCCELLI NEGROFAGI…I BOSSOLI PER LEGGE VANNO RACCOLTI DA TERRA,CHI NON LO FA E’ SANZIONABILE COSI’ PURE IL BRACCONAGGIO………I BRACCONIERI NON SONO CACCIATORI ,
    NB IL TORDO CATTURATO SI MANGIA,IL POLLO CATTURATO DOPO TRE GIORNI VIENE BUTTATO, QUAL’E’ LA DIFFERENZA????FORSE IL POLLO NON VI INTERESSA?

    • gennaio 29, 2013 alle 9:51 pm

      caro Hunter, calmati. Respira profondamente. Rilassati. Starai meglio.

      Stefano Deliperi

      P.S. se è l’invidia che ti rode, ti tranquillizzo: il giorno che ci gira storto ci occupiamo anche della Corsica. 😉

  34. Mario Atzeni
    gennaio 29, 2013 alle 7:28 pm

    Salve. VOI giustficate voi stessi e il rispetto e l’ amore degli animali con una parola: empatia. Con questa parola vi differenziate da tutti gli altri animali e uomini che uccidono per nutrirsi sia cacciatori e non. Dov’è la vostra empatia davanti alla morte di un uomo?? Perche si vedono commenti ironici o di gioia davanti alla morte di un cacciatore? Dov’è la vostra empatia davanti alle stragi del sabato sera? Perché voi animalisti, amanti della vita, non proteggete tanti ragazzi dalla tossico dipendenza? Signori i tempi stanno cambiando per tutti, anche per voi. La biodiversità è un patrimonio dei cacciatori e non, ma non solo dal punto di vista naturalistico, ma anche alimentare. I migliaia di esemplari di cinghiali e di altra selvaggina cacciata in Sardagna sfama molteplici famiglie. Quegli animali morti non son cadaveri, ma carne = cibo. La caccia in Sardegna sta diventando una risorsa. Di quei “cadaveri” a differenza delle bestie ammazzate per essere trasformare in qualche hamburger non si spreca niente. In Sardegna siamo tutti o quasi figli o nipoti di pastori. Persone rispettose, che allevavano e uccidevano i propri animali. Nonostante le recenti norme sul benessere animale, perché non vi fate un giro negli ovili e guardate quanti di loro usano uccidere i propri animali come insegnato dal padre o dal nonno, appendendolo a testa in giù e recidendoli la carotidecon la “leppa”? Tutti. Fino a 3-4 decenni fa questa era un usanza comune in tutte le case. I bambini di allora vedevano fare questo dal padre o dal nonno. Voi avrete visto senz altro qualche bel cartone della walt Disney. Ecco da dove nasce l’empatia. Nonostante i tempi siano cambiati, e la vostra empatia ha ripudiato quelle pratiche l’ alimentazione umana è sempre restata uguale e sempre lo sarà. L’uomo uccide, non per sport, ma per mangiare. La caccia è finalizzata alla nutrizione. Mai ho visto un uomo buttar via un coniglio, una lepre o un cinghiale. Soprattutto qui in Sardegna, soprattutto in questi tempi e con questo altissimo tasso di disoccupazione dove la gente per mangiare fa di tutto. Oltre la caccilla gente sta cercando di vivere di altre piccole cose che un tempo erano passioni. Non so se voi avete mai visto la 131 all’altezza di Abbasanta in tempo di funghi di carne. O altre località nel periodo dei porcini. Non so se avete visto le campagne di Arborea durante il tempo delle lumache, o la Costa Verde durante il periodo dei ricci o ancora alcuni stagni durante il periodo estivo per le arselle, c’è la gente a spinta. Quest anno non ho mai visto talmente tanta gente raccogliendo il mirto, sembravano storni. Mangiare naturale, sia carne, sia funghi, che il resto significa mangiare sano e…gratis. La caccia ha bisogno di seri studi scientifici per incrementare la selvaggina e recuperare tanti biotipi persi non per colpa dei cacciatori. La caccia del futuro, quella ecosostenibile vedrà coinvolti tanti ragazzi amanti della natura e dell’ambiente, tanti laureati in scienze naturali, che studieranno per migliorare la Sardegna ricordandosi che gli equilibri naturali possono e deveno essere gestiti dall’uomo e che inoltre un animale selvatico va ammirato quand’è in vita, ma dal momento che perde la vita esso finisce di essere ciò che era ma diventa carne, cibo per l’uomo. Il cerchio della natura.

    • gennaio 29, 2013 alle 9:56 pm

      Mario Atzeni, calmati pure te.
      Da tempo, in Italia e in tutto il c.d. primo mondo nessuno vive di caccia.
      E’ solo un divertimento, un hobby, chiamalo come vuoi.
      E i “capipopolo” delle associazioni venatorie vi hanno fatto passare ogni limite tollerabile.
      Lo sapete bene come lo sappiamo noi.
      E noi faremo tutto il possibile per fermare questo scempio.

      Stefano Deliperi

  35. arpia
    gennaio 29, 2013 alle 8:26 pm

    Ma vai a farti una bella vendemmiata che ti fa’ meglio, ognuno parla con chi vuole non sei tu il direttore generale dei commenti. Avra’ il suo cervello e le p….e che ha per sparare le avra’ anche per parlare . Tu continua ad ammazzare e a sparae c….e. Non mi sembri il genio del talk show!
    Le migliori armi da usare quando uno va’ in giro sono i propri sensi e non ci si sente di sicuro vivi ammazzando. E vedo che la televisione ti ha ben influenzato nel dire che la gente che ama gli animali e li difende, ha idee da salotto. Ma che salotto e salotto. I bossoli , vanno bla bla bla le leggi vanno bla bla bla… vadano anche i cacciatori a vergognarsi. Cosa te ne frega a te di come si regolano gli animali in natura? Lasciali fare, non e’ tuo di certo ne per fortuna il compito di dirigere la natura. Quindi se in natura gli animali cacciano tu li vuoi ammazzare per questo? Giusto? Quindi secondo il tuo principio ,democratico, un altro deve ammazzare a sua volta pure i cacciatori o non ti quadra? C’e’ la popolazione umana in sovrannumero nel mondo e tanti deliquenti e che fanno piu’ danni di qualsiasi animale, ti hanno dato la licenza di sparare pure a quelli o con quelli non ti azzardi? Codardo.

  36. Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
    gennaio 29, 2013 alle 11:01 pm

    Avviso ai naviganti: il porto d’armi uso caccia (per chi non lo sapesse) è rilasciato dal Questore della Provincia in cui il richiedente vive o in sua vece dal Dirigente del Commissariato di zona.
    Qualcuno ha da dire qualcosa nei confronti dell’operato di queste rispettabilissime persone???

  37. Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
    gennaio 29, 2013 alle 11:19 pm

    gruppodinterventogiuridicoweb :
    Mario Atzeni, calmati pure te.
    Da tempo, in Italia e in tutto il c.d. primo mondo nessuno vive di caccia.
    E’ solo un divertimento, un hobby, chiamalo come vuoi.
    E i “capipopolo” delle associazioni venatorie vi hanno fatto passare ogni limite tollerabile.
    Lo sapete bene come lo sappiamo noi.
    E noi faremo tutto il possibile per fermare questo scempio.
    Stefano Deliperi

    Stefano purtroppo ci sono certe persone italiane che in molti paesi della Sardegna, a causa delle difficoltà sopravvenute per la crisi e per gli aumenti su tutto, stanno andando alle mense della caritas. Alcuni pertanto vanno a caccia nel periodo consentito dal calendario venatorio per sopravvivenza. Certo stiamo parlando di una bassissima percentuale ma ci sono. Ricordo per esempio che in Alaska (stato appartenente agli Stati Uniti d’America ) vi è un calendario venatorio che i cacciatori devono rispettare, ma se il guardiacaccia trova una persona con un Alice o Cervo il periodo di caccia chiusa e lo stesso giustifica sigificativamente che l’abbattimento è stato praticato per sfamarsi, il capo gli spetta di diritto a patto che spacchi il “trofeo” (composto dalla testa e dalle eventuali corna) per impedirne la vendita!

    • gennaio 29, 2013 alle 11:29 pm

      Pietro, lo so bene che crescono purtroppo i “nuovi poveri”. Le mense della Caritas e di altre splendide realtà del Volontariato sono sempre più frequentate. Ne abbiamo parlato parecchie volte anche su questo blog, denunciando la crescente aridità della politica.
      Tuttavia, non si può sostenere che qui si “viva di caccia”: può certo accadere che qualcuno integri durante la stagione venatoria, ma questo non vuol dire che leghi la propria sopravvivenza alla caccia, cosa avvenuta invece spesso durante il periodo dell’ultima guerra e negli anni successivi.
      Grazie al Cielo non siamo ancora a questo punto.

      Stefano Deliperi

      • Mario Atzeni
        gennaio 30, 2013 alle 3:06 pm

        Caro Stefano. La caccia è si un hobby ma è finalizzato alla nutrizione. È qui che si nasconde il suo senso etico. Non ho mai sentito nelle lezioni universitarie, docenti criticare l’attività venatoria come fuori tempo e fuori luogo anzi..ti chiedo una cosa. Sai se è vero che nel basso Sulcis e nella Costa verde stanno trovando esemplari di cervi sardi morti non per opera dei pallettoni dei bracconieri ma per malattie genetiche causate dai vari accoppiamenti tra animali consanguinei causata dal sovranumero? È vero che l’Ente foreste sottostima gli esemplari durante i censimenti?? perché? Un’altra cosa Stefano. Non so se tu oggi giorno frequenti realtà del centro Sardegna, del Goceano, della Barbagia per renderti conto della fame che c’è a causa della disoccupazione, e che cosa significano quèi 5-10 kg di carne alla settimana che si riescono a portare a casa per una famiglia che non riesce ad arrivare a fine mese. La caccia deve migliorare, voi dovete contribuire in ciò e metterci tutta la vostra passione affinché ciò che avvenga. Dovete ricostruire tanti di quèi corridoi biologici distrutti dall’agricoltura selvaggia e dal cemento oltre che dagli incendi boschivi. La caccia fa parte della tradizione sarda, è figlia di una cultura e in Sardegna da Teulada fino a Castelsardo esiste in ogni dove. Non finirà mai, come non finirà mai uccidere nell’ovile l’agnello per pasqua, o il maialetto da mettere sullo spiedo a discapito di tutte le norme sul benessere animale…perché? Inciviltà dirai..no Cultura e tradizione direi io.

  38. arpia
    gennaio 30, 2013 alle 12:15 am

    Come straborda la gente, si parla di caccia e si finisce con discorsi che non hanno nulla a che fare con la caccia, praticamente sempre alla trullalera e trullala! Non e’ che il titolo del tema e’ caccia e lo svolgimento del tema, la disoccupazione, la fame nel mondo, la tossicodipendenza . i danni dei farmaci, il carnevale ecc ecc! Capisco la tecnica di cambiare soggetto! Si puo’ qualche volta seguire una logica o si fa’ come si dice in certe zone della Gallura prendere c…. per fischi di treno nei discorsi! Mamma mia.

    • Mario Atzeni
      gennaio 30, 2013 alle 5:16 pm

      Arpia non è strabordare. Voi siete un gruppo che dite “si alla vita”, siete per “la difesa dei più deboli” siete “animalisti” allora perché non salvaguardare l’uomo animale. Perché non proteggerlo dalla droga, e da tutte le rovine della società? Perché quando si parla di uomo animale non esce fuori la vostra “empatia!” perché non vi commovete davanti alla morte di un uomo, ma versata fiumi di lacrime per un animale destinato all’alimentazione? Sai sono uno di quelli che crede, che il regno animale sia uguale in tutte le sue forme. Uomini e animali dal punto di vista biologico sono molto affini. Dal punto di vista sentimentale la scienza ci sta dimostrando nuove realtà in cui la sfera emotiva degli animali sia simile a quella umana. Ma ciò non toglie che la morte ai fini della nutrizione esista in Natura. Se l’amore materno esiste nell uomo. esiste anche tra le volpi ma esiste anche tra i conigli, ma ciò non toglie che la volpe pur avendo quèi sentimenti non uccida il coniglie per nutrirsene. sono uno di quèi giovani, che crede che sia arrivato il momento di imparare a nutrirci con coscienza. Mangiare carne o meno è una scelta plausibile in quanto l’uomo nacque fruggivoro ma si è evoluto diventando onnivoro. Non condivido e critico quel ragazzo che si compra il panino dal Mc Donald senza sapere cosa ci sia dentro, cos’era quell’hamburger e come ci sia arrivato. Non condivido neanche quèi 70% di onnivori contrari alla caccia, che vanno ai supermercati e comprano la propria bistecca nel polistirolo inconsciamente come se fosse un pacco di pasta, magari non sapendo spennare un pollo o macellare un coniglio. Questi sono i veri contro senso della società, non l’esistenza della caccia nel 2013. Invito chi mi sta intorno a riflettere su queste cose, e non essere schiavi del sistema. Una vita animale sacrificata durante la caccia viene contemplata nel momento in cui si trova in tavola, e si rende onore non sprecando niente. Neanche la testa. Tutto ciò non accade nelle nostre tavole. Mi da un fastidio quando sono a tavola e vedo il mio amico che butta la carne perché è sazio, o quel pezzo perché è troppo grasso o un altro perchè li fa senso. Era una vita. Ogni giorno per farci trovare le nostre porzioni di carne nei supermarket vengono uccisi milioni di animali che in nome di un surplus alimentare hanno perso la vita per niente. Questo non è etico. Non la caccia. Cacciare significa anche mangiare con coscienza! In quèsta società abbiamo tutti bisogno di sgranare gli occhi!

  39. tartaruga61
    gennaio 30, 2013 alle 9:01 am

    gruppodinterventogiuridicoweb :sei solo una bugiarda: non godiamo di alcun contributo di 5,16 euro nè di 0,01 euro per cacciatore.E’ non è certo una patetica bugiarda a stabilire che cosa dobbiamo fare.
    Stefano Deliperi

    Non sono bugiarda o bugiardo, forse ho esagerato ma è anche vero che per la legge nazionale il 4% dell’addizionale che pagano tutti i cacciatori viene utilizzato per il funzionamento dei compiti istituzionali del Comitato Tecnico faunistico venatorio… che precisamente non so cosa sia ma presumo che sia lo stesso che ogni anno emette parere su come fare i calendari venatori …..e .non se se dentro questo organismo ci siate anche voi…. Certo non sarò io a stabilire cosa dovete o non dovete fare , quale causa difendere o decidere di lasciar perdere ….ma certamente chi vi sostiene dovrà stare sveglio… Poi ho visto gli altri messaggi…. forse è lei che ha bisogno di una camomilla.. Complimenti per i vostri toni pacati!!! da persone civili!!

    • gennaio 30, 2013 alle 3:05 pm

      lei ha affermato testualmente: “siete in piedi grazie al contributo (5,16 per ogni cacciatore da dividere tra associazioni venatorie ed ambientaliste) per ogni cacciatore”.
      Significa, in italiano, che, secondo lei, riceveremmo un contributo determinato dalla divisione dell’importo di 5,16 euro per cacciatore fra associazioni venatorie e associazioni ambientaliste.
      Significa che lei ha detto una balla, una bugia, una falsità. La chiami come vuole.
      Non provi a rigirare la frittata, perchè non siamo nati ieri.
      E alle balle replichiamo con il tono che meritano. I toni civili li utilizziamo spesso e volentieri, con chi si confronta civilmente.
      I Comitati faunistico-venatori sono organi delle amministrazioni pubbliche (Regioni, Province) e i soldi per il loro funzionamento non sono certo gestiti dalle associazioni ambientaliste.

      Stefano Deliperi

  40. hunter
    gennaio 30, 2013 alle 10:05 am

    Arpia dovresti fare due chiacchiere con i pastori quando stormi di cornacchie si aggirano sugli agnellini, o agricoltori e olivicultori quando miriadi di storni si abbattono sulle proprie colture,o nei campi di grano e di mais quando entra una mandria di cinghiali e vicino alle oasi anche cervi e daini,il danno che fanno.Evidentemente vivi in citta’ e non hai la piu’ pallida idea dei problemi veri che affliggono queste persone e non hai rispetto del loro lavoro..i cacciatori sono i veri amici che gli rendono un servizio efficiente e per lo piu’ anche pagando..

  41. gennaio 30, 2013 alle 2:52 pm

    ecco qui, l’immancabile inizio del carnevale sardesco.

    da La Nuova Sardegna, 30 gennaio 2013
    REGIONE. Caccia aperta a febbraio, nuova richiesta.

    CAGLIARI. Una deroga per alcune giornate di caccia al tordo nel mese di febbraio. L’ha chiesta ieri sera la commissione Ambiente del Consiglio regionale con l’approvazione di una risoluzione. La richiesta, è detto nel documento, è fondata sui contenuti della legge 5/2011 e dei «dati scientifici in possesso della Regione riguardanti l’inizio della migrazione prenuziale del tordo». La parola passa ora all’assessore all’Ambiente, al quale è stata rivolta la risoluzione sull’avvio delle procedure.

    da L’Unione Sarda, 30 gennaio 2013
    Invito della commissione all’assessore. «Caccia a febbraio. Subito la deroga»: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20130130090812.pdf

  42. Andrea fresi Tempio
    gennaio 30, 2013 alle 3:23 pm

    Deliperi,,,,come mai non passi i miei post? Di cosa hai paura?.

    • gennaio 30, 2013 alle 10:20 pm

      Andrea Fresi da Tempio, non faresti paura a una mosca: semplicemente le squallide allusioni a sfondo sessuale su una commentatrice ti hanno fatto finire nello spam. E ci resterai, se non cambi registro.

      Stefano Deliperi

  43. arpia
    gennaio 30, 2013 alle 9:57 pm

    Un paio di punti, primo rimanere in tema, due non capisco dove sia la connessione tra tossicodipendenza e caccia, se non quella tra ubriaconi con fucile. Ora qua si parla di caccia non di terapie detox o delle lunghe liste di attesa alla ASL! E chi pu’ ne ha piu’ ne metta. Chi dice che l’amore per gli animali sia in antitesi con quello per gli esseri umani? Siamo in particolare amanti degli esseri sensibili, fragili. intelligenti, fantasiosi, un po’ meno dei i killers arroganti e sadici. Io difendo gli animali che non hanno voce per farlo. L’uomo non caccia per necessita’ e nonostante voi veniate fuori col discorso che siete bravissimi e rispettosi delle leggi molte volte i cacciatori si fondono con i bracconieri, lo dico per esperienza e spesso i cacciatori non rispettano le regole perche’ non sono controllati. Inutile che raccontiate storielle. Quelli che cacciano lo fanno per sadismo non per necessita’. Chi di voi se non andasse in caccia morirebbe di fame? Non conosco la vostra personale situazione economica ma di sicuro se siete sinceri, nessuno! Sbaglio? Non conosco neanche un cacciatore che sia affamato se non va’ in caccia, infatti lavorano tutti o per se o per altri e fanno anche lavori extra. spesso cash, pero’ tendono a non essere dei geni anche quelli muniti di studio privato e titoli di studio. Io invece conosco allevatori e agricoltori particolarmente in…..ti coi cacciatori ai quali nonostante dicano di tenersi lontani dal bestiame, i campi coltivati e le case subiscono minacce gravi e hanno paura per se e la propria famiglia e hanno anche paura di deunuciarli per paura di ritorsioni. Io ebbi anni fa’ un bel contatto con un bel cacciatore e si fece un po’ di anni al fresco per il suo bel comportamento da gentleman. Gli umani, alcuni si possono difendere, ma gli animali no. Alcuni di noi pensano che con i cacciatori sia occhio per occhio dente per dente, ma le nostre sono parole, non ho mai visto un anti-caccia con fucile a sparare a un cacciatore, mentre voi sparate e ammazzate. Che poi le carni cacciate siano sane e’ altro discorso conosco infatti cacciatori e parenti di cacciatori malati e morti per infezioni date proprio dalla cacciaigione. Ho amici con laurea e masters che non trovano lavoro fisso e mai nessuno ha proposto la caccia come modo di sopravvivenza, sara’ la necessita’ o la mentalita’?

    • Mario Atzeni
      gennaio 30, 2013 alle 11:23 pm

      Arpia tu hai in testa il cacciatore degli anni 50 quello che non conosce leggi, ma che fa fuori tutto ciò che si muove per il gusto di sparare. Mi da l’impressione che ha in mente la figura di un cacciatore stereotipata da bar, da vecchio ubriacone, che maltratta i cani e massacra gli animali…che picchia la moglie e anche i bambini. Dammi retta certe figure lasciale alla fantasia. Non ti è mai saltato in mente, che ci sono dei nuovi ragazzi appassionati all’ars venandi che frequentano l’università e quindi dotati di una certa cultura? È finito il tempo di stereotipàre tutto anche la natura. È arrivato il momento di vivere la natura, di essere protagonisti e non spettatori. Vivere la natura significa cacciare, nutrirsi. La natura è una risorsa anche per l’uomo animale. Gli animali non hanno bisogno di te per difendersi. Non penso che tu ti metti a piangere quando in tv vedi un animale dare la caccia ad un altro animale. Non dovresti farlo neanche per l’uomo. L’uomo ha il diritto di nutrirsi in natura in quanto e ospite come qualsiasi altro animale. Biologicamente necessità della carne, almeno che tutti i docenti di biochimica della nutrizione sono incompetenti. Il mondo venatorio, deve sviluppare nuove idee per migliorare la natura, in modo tale che la biodiversità presente si ripopoli e sia abbondante. Tutto ciò non deve essere fatto solo a scopo venatorio, ma perché la biodiversità è un patrimonio indisponibile dello stato e ancor prima dei sardi. Inoltre non bisogna dimenticare che la Natura è una risorsa. La Natura alleva le specie l’uomo ha il diritto di prelevare per alimentarsi, non per giocare, come qualsiasi altro essere vivente. Io ritengo più etico cacciare che allevare in gabbia. Ritengo che sia più etico uccidere macellare e cucinarsi la propria bistecca piuttosto che chiudere gli occhi e vedersela magicamente nel piatto. Secondo te un allevatore che vede nascere, crescere e poi uccidere un agnello lo fa per sadismo? No. Lo fa per la nutrizione. Nel caso un domani la popolazione diventasse vegana mi spieghi come potrebbe sopravivere una regione come la Sardegna? Come potrebbe esistere un equilibrio faunistico, se per esempio i cinghiali sono già in conflitto con le attività umane in quanto in continua espansione, nonostante la fortissima pressione antropica??

  44. arpia
    gennaio 30, 2013 alle 10:13 pm

    PS Per chi continua a dire che vivo in citta’ e faccio discorsi da salotto ho gia’ detto che sono cavolate, ho vissuto nella mia vita in campagna, citta’, metropoli, montagna, mare, collina ecc. in Sardegna, in altri posti in Italia in Europa e fuori dall’Europa e forse questo mi permette di avere una visione un po’ piu’ ampia sulle cose, non ho i paraocchi come il cacciatore assetati di sangue! Uscite un po’. possibilmente non nell’Est europeo dove vi fate riconoscere con le ca… di caccia e pacchetti completi di tutto!

  45. arpia
    gennaio 31, 2013 alle 12:01 am

    No, visione attuale purtroppo, ancora non li ho 70 anni o piu’. Darei nomi e indirizzi di cacciatori bracconieri e di cacciatori che tengono malissimo i cani e vedo 30enni e 40enni ecc. belli sbronzi altro che anni “50! Altra cosa ma i cacciatori entrando in un sito ambientalista e anti caccia cosa credevano di trovare dei compagnoni? Non si capisce. Per la nota sugli insulti sessisti del tempiese si vede che non ha argomentazioni valide, ma non mi sorprendono uscite omofobe, razziste e misogene, vanno col territorio. Quando vado a tempio lo cerco e gli faccio un mazzo tanto, battuta, si intende!!!!!!!!!

    • Mario Atzeni
      gennaio 31, 2013 alle 11:20 am

      Arpia sei a conoscenza del fatto che i cacciatori devono avere un certificato anamnestico dal medico di famiglia e poi devono fare una visita psico attitudinale all’Asl? Gente che ha problemi in testa il porto d’armi non ce l’ha. Se poi per te avere problemi in testa significa andare e bere al bar dopo la fine della caccia per festeggiare i cinghiali abbattuti è un altro discorso. I cacciatori bevono in allegria tra amici, come si beve in allegria tra i parenti il giorno delle feste, come i ragazzi bevono in allegria il sabato notte, come tutta la società in momenti di festa beve in allegria. Tu dirai che delle persone che festeggiano per la morte di un animale sono dei sadici malati, ma non riesci a capire che essere allegri, la festa fa parte della caccia, si rende onore alle prede, si gioisce della carne. Durante la macellazione di un cinghiale non siamo a un funerale ma siamo felici. Si pulisce il cinghiale con rispetto, e lo si fa per il meglio. Non so se tu sei sarda. Ma ti posso fare un paragone. È la stessa identica situazione di festa e di allegria che succedeva anni fa nelle case quando i parenti si riunivano per uccidere il maiale. Era una gran festa, una gioia, non una malattia!

  46. arpia
    gennaio 31, 2013 alle 3:55 pm

    Che i cacciatori siano privi di problemi e’ una storia che si puo’ raccontare ai bmbini di 2 anni sempre che se la bevono. Bella l’uccisione del maiale, pure quella. Tra’ il romanticismo della caccia, quello della macellazione e la festa al morto non saprei sinceramente quale scegliere, mi tentano tutte, tutte troppo belle. Devo dire che a leggere questi commenti tutte le mie idee vengono confermate e rafforzate ancor piu’, non so’ se sia cosi’ anche per gli altri ant-caccia.

    • Mario Atzeni
      gennaio 31, 2013 alle 5:30 pm

      Arpia, la tua ostilità nella figura del cacciatore, si nasconde in quello che ti ho detto. La caccia in Sardegna non è un safari non assomiglia neanche lontanamente ad altre forme di caccia (se le conosci) d’oltre. La caccia in sardegna è festa. La caccia in Sardegna è figlia di una tradizione che non morirà mai. La caccia in molte realtà dell’ isola dilaniate dalla disoccupazione e dallo spopolamento rappresenta un punto d’incontro di tutta la società. Una festa paesana, proprio come quella che ti ho raccontato sul maiale. Dopo la caccia in molti centri si fa una grande cena dove partecipano donne e bambini, e si beve, si canta e si balla fino a tarda notte. Che male c’è? È morto un cinghiale? È distanato alla nutrizione. Volere della natura. Se per quel cinghiale sparato si canta si balla e si beve, si fa festa e si mangia per quèi milioni di animali che finiscon nei nostri piatti, finiti con un chiodo in testa, senza possibiltà di fuga, uccisi in silenzio in nome dell busness economico…chi rende onore alle loro vite?! Non credi che dal punto di vista etico e soprattutto della morale ci sia una bella differenza?

  47. Paolo Fiori
    gennaio 31, 2013 alle 6:06 pm

    mamma mia che cumulo di idiozie!……

    • Mario Atzeni
      gennaio 31, 2013 alle 7:24 pm

      quali idiozie? Fiori se non consci le realtà interne della Sardegna guardati un paio di video su you tube. La caccia per molti è veramente una festa paesana, un rendere onore, un avere etica e rispetto della vita animale sacrificata in favore della nutrizione. Se tu non l’avessi ancora capito è proprio per questo motivo che la Chiesa come istituzione non si è mai schierata contro. Perché il rapporto tra caccia morte animale, è questo! se la caccia era tutta quèsta crudeltà nei confronti degli animali del creato e della natura, stai pur tranquillo che avrebbero espresso il loro dissenso. Se sei un ecologista, un naturalista, saprai benissimo, che in natura la morte di un essere è la vita di un altro. E nel 2013 la caccia è l’unica pratica in cui ci si nutre avendo coscienza, etica e morale. Merita rispetto.

  48. Occhio nudo
    gennaio 31, 2013 alle 6:45 pm

    Non amo la caccia ma ammetto che, se fosse veramente un modo utilizzato dall’uomo per procacciarsi il cibo, sarebbe eticamente più accettabile degli allevamenti intensivi, dove i poveri animali vengono tenuti in condizioni disumane e uccisi anche in modo peggiore. Il problema è che i cacciatori, oltre ad andare a caccia, fanno pure visita al macellaio, e allora, non raccontiamoci favole.

    • Mario Atzeni
      gennaio 31, 2013 alle 7:10 pm

      i cacciatori se vanno dal macellaio, hanno la consapevolezza di ciò che fanno. Sono onnivori coscienti. Io ripudio la gallina del market ma mangio quella di nonno, idem per il maiale. Mangio agnelli e carne di pecora rigorosamente sarda, perché so che in Sardegna le pecore pascolano nei campi, vengono uccise con un certo spirito e con un etica dal pastore, così come il maiale e il pollo. Mangio la selvaggina che caccio in quanto sono animali che hanno avuto la loro dignità, la loro vita..e io in quanto uomo e membro della natura ho usato la loro vita per nutrirmene ne per giocarci ne per specularci. Quèsta è l’etica del cacciatore. Che poi si festeggi, che si cacci per nutrirsi divertendosi ma in sintonia con la natura e sopratutto con un etica. Al contrario di chi mangia ogni giorno nelle tavole il pezzo di carne credendo che cresca negli alberi.

      • Occhio nudo
        febbraio 1, 2013 alle 9:52 am

        Dai, Mario “i cacciatori se vanno dal macellaio, hanno la consapevolezza di ciò che fanno” non le sembra un po’ esagerato? Con le sue parole mi fa capire che non va a caccia per procacciarsi il cibo, perchè ci sono anche gli acquisti “consapevoli” in macelleria, le galline e i maiali di nonno, gli agnelli e le pecore del pastore sardo (fossi in lei, tra l’altro, mi farei un giretto negli ovili per vedere come tengono animali da allevamento e cani, le garantisco che l’idea romantica del pastore con l’etica e il “certo spirito” verrebbe cancellata al volo) insomma la carne non le manca, e allora la caccia agli animali selvatici mi sembra un passatempo in più, non un modo per nutrirsi. Sembra che nella dieta dell’essere umano debba necessariamente esserci una bestia al giorno, non è così e tra l’altro troppa carne fa pure male a chi la mangia. Ci ripensi.

  49. Paolo Fiori
    gennaio 31, 2013 alle 7:18 pm

    e continua a sparare idiozie……

    • Mario Atzeni
      gennaio 31, 2013 alle 9:37 pm

      scusi ma lei è il membro del comitato faunistico che ha stava aspettando la morte del 5 o 6 cacciatore? Questa è idiozia e cattiveria!

  50. arpia
    febbraio 1, 2013 alle 12:25 am

    Mi sembra il tipico sardo che racconta la sardegna a un turista, non sono un turista ne un imbecille, che si beve l’idea della festa, della tradizione, fatevi la festa del torrone! ottimo torrone. O del fungo! O di lu baddu tundu! Sinceramente l’odore, la vista del sangue e le carcasse non mi fanno eccitare come eccitano voi cacciatori. Si e’ gia’ parlato del senso delle tradizioni, del fatto della non necessita’ in questa societa’, del fatto che si uccidono anche animali che non si mangiano, vedi lunghissima lista di post precedenti. Io ho anche degli incubi legati ai poveri cinghiali che facevano passare sulle macchine in processione con gente esaltata con sangue che colava, meno male che pure quella moda grottesca e’ passata. Credo, cosi’ mi dicono.
    Pare siano 46.000 i cacciatori in Sardegna, il resto per fortuna fa’ festa in altro modo. Cosa c”entra la chiesa? Non e’ che la chiesa detenga il primato della moralita’ o indichi cosa sia giusto o non giusto, la chiesa cattolica su tanti temi ha idee contrastanti, c’e’ stato il papa che diceva di amare e rispettare gli animali perche’ hanno un’anima ecc. e in contrasto esiste il sacrificio degli animali in alcune celebrazioni. Se per questo la chiesa non ha preso posizione neanche su osceni scandali nella sua lunga storia. Non baso la mia vita o idee su cio’ che detta la chiesa cattolica. Capisco che qua il tema sia ampio e infinito………

    • Mario Atzeni
      febbraio 1, 2013 alle 9:45 am

      Arpia continui a farmi vedere da come parli che non sei sardo. I sardi hanno ripudiato modi e stili di caccia del resto d’Italia. In Sardegna si caccia ciò che la natura alleva per l’uomo. Non ciò che l’uomo alleva e immete in natura. In Sardegna non esistono ATC. Quella processione che vedeva il passeggiare il cinghiale morto, era fatto per elogiare la preda, non per l’ego del cacciatore. I sardi, sono tutti un pò più svegli, e di certo non sono solo i cacciatori che si “eccitano” davanti a una carcassa, ma tutta la comunità, cacciatori e non. Sul discorso della Chiesa in parte mi vedi d’accordo su tantissimi errori, ma io ho tentato di spiegarti perché essa non si sia mai schierata contro quèsta forma di caccia. Le creature del creato, vengono uccise, ma con un etica, vengono macellate con rispetto..e soprattutto con consapevolezza. I cacciatori sardi sono a favore del rispetto faunistico dell’isola. Ci son tante cose da fare in quèsta terra logorata dal cemento e dagli incendi. Voi come associazioni ambientaliste, ecologiste e animaliste dovreste aiutarci, e non avere schifo di ciò che facciamo. Le vere piaghe della Natura e della Società sono ben altre non la caccia, figlia della tradizione sarda.

  51. Occhio nudo
    febbraio 1, 2013 alle 10:00 am

    Dimenticavo: la Chiesa ha impiegato solo seicento anni ad accorgersi che l’Inquisizione non era una cosa bella, si è distratta sulla pedofilia e sui delinquenti sepolti accanto ai papi, inizialmente non amava San Francesco che amava i lupi, quindi c’è tempo.

    • Mario Atzeni
      febbraio 1, 2013 alle 11:21 am

      occhio nudo. Io ribadisco il concetto. Siamo fruggivori evoluti come onnivori. In quèsta società la stragrande maggioranza degli onnivori è contro la caccia. I vegani e latto ovo vegetariani, sono solo l’8% se ci arrivano!! Secondo te in quèsta società quali sono le poche persone che mangiano carne consapevolmente e con rispetto, e sanno ciò che si introducono in gola? I cacciatori. Cercano, cacciano, uccidono la preda, (se gli va bene), la macellano con le loro mani, la cucinano e la mangiano. Questo è nutrirsi con etica. In più ti stai nutrendo con un animale che ha avuto una sua dignità, una sua vita, un suo ruolo..che ha gioito, ha procreato, ha fatto tutto ciò che doveva fare in natura, a differenza di tutti i robot utilizzati dagli allevamenti intensivi che siamo abituati a trovare nei market. Probabilmente le loro condizioni di vita erano tali da non accorgersi nemmen di essere animali. È etico questo? Quanti onnivori ci sono che chiudono gli occhi e dicono “poverino” ma si mangiano a 4 ganasce il sugo di cinghiale? La caccia non è eticamente sbagliata, la chiesa lo sa, alcune persone stanno cominciando a capirlo, è strettamente correlata alla nutrizione. Ciò che c’è di sbagliato è tutto il resto. Un altra cosa. Una pecora rumena si sognerebbe dieci mila volte di vivere al posto di una pecora sarda, nel peggior ovile della Sardegna. Perché? Perché in sardegna le pecore sono ancora pecore, non robot! La caccia, in superfice da chi non la conosce sembra l’hobby, il passatempo della domenica, le feste al bar..ma sotto sotto continua a essere Caccia con tutti i valori che ho descritto negli altri post..dell’etica rispetto della preda etc..non è certamente uno sport!

  52. Occhio nudo
    febbraio 1, 2013 alle 4:11 pm

    Posto che, come ho già scritto, ritengo più etico cacciare un animale (uno) per sfamare una famiglia piuttosto che allevare mille manzi e buttarne via più della metà, credo che, oggi, questo comportamento etico non sia praticato dai cacciatori che, non solo cacciano grandi quantità di animali selvatici ma alimentano anche il commercio di quelli allevati, seppure con la convinzione di fare acquisti in modo più consapevole rispetto agli altri individui. Il cacciatore mangia la pernice e in frigo ha anche il pollo e la bistecca di cavallo, questo è etico? Non sarebbe meglio ridurre il consumo di carne e lo sterminio di animali? Mi dispiace per le pecore rumene ma anche quelle sarde non sono messe molto meglio e nemmeno i cani da pastore, li ho visti con i miei occhi e avrei preferito non vederli, così come ho visto cani da caccia tenuti in vere e proprie celle e alla fame “perchè così sono più adatti alla caccia”. Questo è etico?

    • Mario Atzeni
      febbraio 1, 2013 alle 6:23 pm

      Occhio nudo ti potei obbiettare dicendoti se sia etico, d’altro canto, privare ad un animale della propria dignità. Un cane è nato come cane e deve vivere come un cane. Nel senso che l’uomo deve provvedere alla sua nutrizione e alla sua pulizia. stop. E’ etico umanizzarli? vestirli con le tutine, portarli a fare la pedicure o dal parrucchiere o ancora peggio cibarli con cibi VEGANI?!? (come molti vegani animalisti fanno!). Significa amare un animale questo? Una pecora, deve vivere da pecora. La pecora è nata grazie all’uomo e la sua esistenza è strettamente connessa all’uomo. se non esistesse l’uomo in Natura una pecora vivrebbe pochissimo sarebbe schiacciata dalla selezione naturale. Per far una vita da pecora, quella dorme nell’ovile, dove fa le feci (per intenderci), perchè saprai benissimo che la pecora è come il coniglio, mangia e defeca continuamente e un pastore certamente non può stare con la paletta dietro ogni animale per raccoglierne le feci. Inoltre deve socializzare con le altre pecore e deve morire da pecora. Questa è la vita di una pecora. Lo sterminio di animali, va ridotto ma non va abolita l’uccisione di animali, in quanto la nutrizione umana lo prevede ed è un diritto sacrosanto della razza umana, Mamme pudiche nel vedere un maialetto morto ne ho visto tante, ma mamme che hanno negato l’omogeneizzato al proprio figlio, io personalmente, MAI! dovremo come società metterci d’accordo con il cervello!

      • Occhio nudo
        febbraio 2, 2013 alle 12:06 pm

        Ok, come società mettiamoci d’accordo con il cervello ma, prima di farlo, accordiamoci sui presupposti: per quanto mi riguarda, la dignità di un’animale è quella di vivere in modo sereno, possibilmente libero, senza costrizioni, senza maltrattamenti e se un uomo decide di prendersi cura di lui o di sfruttarlo per il proprio lavoro o per farci dei soldi, allora deve trattarlo con rispetto, non tenerlo chiuso in una gabbia, o legato a una catena, tra i propri escrementi, con un tozzo di pane come pranzo e cena. Stranamente, poi, il buon cacciatore, per saper cacciare bene non rimane a dieta, è abbastanza pasciuto. Dobbiamo intenderci sul significato di dignità, perchè mi sa che abbiamo concetti molto diversi. La Natura, o se vuoi il Creatore, non ha deciso che la pecora o il cane o il cinghiale debbano vivere o morire atrocemente per servire l’uomo. Ci sono delle vie di mezzo tra il parrucchiere e la catena, spero che te ne renda conto.

  53. arpia
    febbraio 1, 2013 alle 4:52 pm

    Che il cinghiale sia stato contento di essere festeggiato morto e sulla macchina non credo proprio i cinghiali che vedo io mi dicono che sono belli vivaci vivi e che vorrebbero starlo il piu’ possibile, grazie! se il cinghiale e’ morto non e’ che sia tanto in festa. Sara’ che a me le feste piacciono possibilmente senza il cadavere! Non capisco perche’ tu pensi a me come persona non sarda, la mia nascita mi definisce persona Sarda come pure il mio albero genelaogico, ho la pecca di no avere ancora imparato la lingua sarda, ma e’ uno dei miei obbiettivi, ma posso parlare il dialetto locale, la mia mentalita’ e’ una fusione della mia parte di vita in sardegna e in altri posti come ho gia’ detto e questo forse ti fa’ pensare che non lo sia. Amo la Sardegna e a amo e rispetto alcune tradizioni, come amo iniziative nuove e rinfrescati. Ma non amo ne rispetto altre o altri atti che a me non piacciono. Non amo la caccia in generale ovunque, posso capire quando e’ usata da alcuni popoli nel mondo per la mera sopravvivenza. Come tu sai gli incendi , la cementificazione oltre al turismo di massa e vari tipi di disastri piccoli e grandi stanno portando alla desertificazione di questa terra, cio’ significa che avremo una terra sempre piu’ morta e sterile invivibile per tutti. Gi animali si devono difendere gia’ da tutto questo e pure dai cacciatori.
    Se tu sei un bravo cristiano e cioe’ che segue la dottrina dell’insegnamento di Jesus, Gesu’ o Yeshua, nome originale ebraico, dovresti sapere che era vegetariano e lo erano pure i suoi apostoli.
    La societa’ vegetariana fondata nel 1847 in Gran Bretagna ebbe delle influenze importanti da parte di elementi di chiesa cristiana. Il cattolicesimo con i suoi cambiamenti e interpretazione che spesso discostano dal messaggio originale non sono semplici da interpretare in dettaglio e spesso contrastanti. Piccola nota, non solo i cacciatori vanno pure dal macellaio ma tanti macellai sono pure cacciatori, passano dal mattatoio alle fucilate e sgozzate. in campagna , la passione non so’ se sia di piu’ mangiare e festeggiare o un altra!!

    • Mario Atzeni
      febbraio 1, 2013 alle 6:30 pm

      Nella mia squadra di caccia grossa, la media è dei 30 anni, Ci sono molti muratori, disoccupati, uno che studia scienze Naturali e uno in agraria. Ma conosco tanti avvocati e persino medici. L’altro giorno frugando su google ho visto una foto degli anni 60 di un prete cacciatore, con il saio e la cartucciera!!! Altre squadre sono composte da pensionati e da una miriade di disoccupati dell’ Alcoa, della Scaini e via dicendo,. macellai pochi. Sai una cosa, quando sento dire uno che gioisce mentre si assapora la coscia dell’agnello o quella del pollo, senza sapere da dove proviene o peggio ancora sapendo che non riuscirebbe a spennare il pollo o a scuoiare l’agnello con le sue mani, perchè non saprebbe nemmeno da dove incominciare, mi verrebbe da dargli una pappina.

  54. Mario Atzeni
    febbraio 1, 2013 alle 6:11 pm

    Si so che la nostra Terra è afflitta da tante piaghe, So che le origini dei sardi bene o male sono uguali per tutti la PASTORIZIA. Ci sono delle pratiche dei modi di fare, dei modi di mangiare, dei modi di macellare di avere rispetto per il pane, per il vino e per la carne, tutelate dalle tradizioni, e tramandate di generazione in generazione. Sono un giovane, che crede che la caccia sia un attività ECO SOSTENIBILE diversamente non esisterebbero più tante specie faunistiche, Credo che la caccia sia etica e morale, sia rispetto per la Natura e anche per l’ecosistema. Esempio io sono un cacciatore che spegne gli incendi estivi, e come ce ne sono tanti. Sono un appassionato del coniglio selvatico, mi piace tanto cacciarlo, che mangiarlo che ammirarlo nelle sere d’estate o in primavera. quand’è tranquillo. Ogni anno passa una peste, la Mixomatosi, che decima i conigli avendo tassi di mortalità elevatissimi. Non ho mai visto un associazione ambientalista dire investiamo un tot di soldi nella ricerca per porre fine a questa piaga, Perchè? il coniglio fa forse più schifo di un animale protetto? o non trovate sia corretto curarli per poi finire nelle padelle dei cacciatori? Vedete ho visto in questi anni una lotta sfrenata alla caccia ma nessuna iniziativa per difendere la biodiversità e gestirla. I conigli quando sono veramente abbondanti sono una calamità, vedi Spagna, Australia. Svezia etc, così come le pernici per i campi di grano, i tordi per gli olivi, i cinghiali e via dicendo. Non ho mai sentito un associazione animalista o meglio ecologista affermare che controllare un certo biotopo, anche con la caccia, per destinare quelle prede alla alimentazione umana, piuttosto che aspettare che un giorno arrivi una bella malattia, che causa tassi di mortalità elevatissimi. Sinceramente è forse più etico vedere animali malati nelle campagne, moribondi perchè magari non c’è cibo a sufficienza per la sopravvivenza piuttosto che selezionare la specie e garantire una vita più decorosa all’intero ecosistema. Per anni avete vissuto con il paraocchi. Ciò che non mandate giù è causato proprio dalla vostra empatia, che vi limita molto. Non accettate la morte di un animale per la nutrizione umana, direi che dopo 30 anni di allevamenti intensivi non avete neanche tutti i torti. Ma la nutrizione umana, prevede il cibarsi di carne, con i limiti dovuti ovvio ma lo prevede. Non c’è vegano o Veronesi che tenga nel riuscire a dimostrare il contrario. L’umanità è onnivora, che poi cibarsi con carne di allevamenti intensivi non sia ecologico avete pienamente ragione perchè sappiamo quanto costa in termini di risorse idriche etc produrre un kg di carne. Ma vi chiedo una cosa: per produrre un kg di carne di cinghiale, o un kg di carne di lepre o di coniglio, quanta acqua consumiamo? quanto spendiamo? E’ ecologico? Per rispondere a occhio nudo. Il nostro pianeta migliorerebbe tantissimo, se la caccia diventasse eco-sostenibile…come? con l’ausilio della scienza! della ricerca, del rispetto dell’ambiente, se tanti paraocchi venissero tolti sia da una sponda che dall’altra. Il nostro pianeta, la nostra salute, l’inquinamento, la biodiversità migliorerebbe ancor di più se ritornassero gli allevamenti familiari del nonno, a scapito dei lager dei Mc Donald, dei milioni di animali di cui si nutrono covo di malattie e micro patogeni emergenti. E in tutto questo migliorerebbe anche la nostra Etica.

  55. Paolo Fiori
    febbraio 1, 2013 alle 10:35 pm

    mi scusi signor Atzeni, ma lei tutte queste ……… le spara solo qui?……

    • Mario Atzeni
      febbraio 1, 2013 alle 11:55 pm

      Fiori apra un pò la mente! E tiri fuori un pò del suo lato ecologista, naturalista, e sopratutto umano!!!

  56. arpia
    febbraio 2, 2013 alle 1:25 am

    Il saio lo aveva pure San Francesco e non sparava ma amava gli animali, la chiesa é un luogo di contraddizioni e la cosa non mi sorprende, preti che hanno fatto da complici durante tristi periodi storici, preti che vanno a caccia di prede indifese!!!!!!!!!!!!! Lo racconta la storia! La frugalità e come diceva anche occhio nudo la limitazione dell’uso di carne ora spesso abusata e sprecata sono esempi da seguire per chi non è vegetariano o vegano a mio parere. Bisogna che limitiamo lo spreco delle risorse globalmente dagli animali all’acqua. I cacciatori rimarranno tali e chi non ama la caccia non la amerà mai, inutile discutere. I cacciatori vengono qua a parlare perchè nei siti di caccia se ci siete stai sono freddi e noiosi!!!!!!!!!!!!!!!!! Non dinamici come questo bel sito del Grig che pazientemente ci accoglie!!!!!!!!!!!!!!!!! Ricordiamoci ogni tanto che le risorse non sono tutte nostre ma dobbiamo dividerle col resto del pianeta e che il pianeta non è nostra proprietà privata ma una risorsa da preservare al meglio per le future generazioni flora e fauna inclusa. Dai! Un paio abbandoneranno la caccia e si daranno a passatempo meno crudeli come birdwatching, il nuoto, la fotografia e tante altre attività che non richiedono la doppietta.

    • Mario Atzeni
      febbraio 2, 2013 alle 11:30 am

      mi piace avere un contradditorio, confrontarmi con idee diverse dalle mie. Penso che la cosa più importante sia la consapevolezza. La caccia sta cambiando. Una generazione di pensionati sta lasciando il posto a tanti giovani consapevoli. Avente piena cognizione di cosa significa avere un fucile in mano. Avente lo stesso rispetto della preda abbattuta, come tramandato dai vecchi. Avente coscienza di quel pezzo di carne. La caccia resterà sempre figlia di quella tradizione culturale. In quèsta società, dove coloro che stanno iniziando a riflettere sul consumo di carni derivati da torture, antibiotici e quant’altro, la caccia da la possibilità per chi ama cibarsi con la carne di riflettere. Inoltre insegna anche il rispetto per il patrimonio faunistico. Ci tengo che le generazioni successive conoscono la selvaggina che caccio. Mi piacerebbe che molti più giovani si fermassero a guardare le pernici o i conigli. Mi ha dato inoltre la possibilità di riflettere di quanto la natura abbia sofferto la pressione antropica, e non da parte delle doppiette, perché è stata sempre abbondante nonostante la caccia, ma a causa dei trattori, che in vent anni di pastorizia e agricoltura selvaggia, con trattori sempre più potenti, hanno distrutt e avvelenato i campi..hanno estirpato la macchia, portando a conseguenze molto gravi. È mai possibile che voi amanti della natura e degli animali non siate riusciti in vent’anni ad accorgervi di questo, ma avete aperto la bocca per gridare solo “no alla caccia!”??

  57. febbraio 2, 2013 alle 10:20 am

    forse sarebbe il caso che ci si esprimesse su un problema molto, molto più grave di quattro giornate di caccia al Tordo: https://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2013/02/02/una-stagione-di-caccia-con-tanti-morti-e-feriti-anche-umani

    Stefano Deliperi

    • Mario Atzeni
      febbraio 2, 2013 alle 11:13 am

      stefano ma si muore solo di caccia? Magari ci sono delle vittime innocenti, che magari non erano neanche a caccia, ma a funghi, varie passeggiate dirai, vittime evitabili? Credo nel destino.Si muore in tutti modi possibili. Se dovessimo pensare solamente agli incidenti stradali, che hanno coinvolto terzi in maniera fortuita e casuale, la lista sarebbe di gran lunga più lunga!! In sardegna si muore a caccia, e in altri mille modi differenti, nelle alpi si può morire sciando, a causa di tanti fattori, si può morire anche da semplice naturalista facendo traking. Cadere e sbattere la testa è facile, l’infarto può venire al cacciatore come al normale cittadino..l’elenco è lunghissimo. Ma perché sdegnarci delle vittime della caccia e trascurare le altre vittime?? Perché si pensa che la morte a caccia sia più cruenta? Perché per voi uno è morto “giocando” e tutti coloro che incontrano la morte accidentale durante lo svolgimento della propria passione?? Perché sono trasparenti! Valgono meno degli altri? O siete voi che sollevate un grande polverone e lo utilizzate come pretesto contro la caccia?

      • febbraio 2, 2013 alle 11:22 am

        Mario, la tua è la perfetta risposta del cacciatore che preferisce metter la testa sotto la sabbia.
        Tutto va bene, madama la marchesa.
        Continuate così, a far andare i bambini a caccia e a chiamare certe tragedie “destino”.

        Stefano Deliperi

      • Occhio nudo
        febbraio 2, 2013 alle 12:13 pm

        Dovremmo iniziare a pensare di proporre una specifica forma di risarcimento per le vittime da caccia praticata in modo scriteriato, come d’altra parte si fa con gli incidenti stradali. Un cacciatore in stato di ubriachezza viene controllato? Viene fermato? Ecco, per esempio, anche la caccia in stato di ebbrezza andrebbe punita, andrebbe anche a vantaggio dei cacciatori sobri e seri, perchè non rifletterci seriamente?

    • febbraio 2, 2013 alle 10:37 pm

      prendiamo atto che – a parte qualche rara eccezione – ai cacciatori poco interessa ragionare sui tanti, troppi, morti e feriti “umani” a causa dell’attività venatoria.
      Sinceramente dispiace molto.

      Stefano Deliperi

  58. Mario Atzeni
    febbraio 2, 2013 alle 11:40 am

    Ma no, non son d’accordo con te. I bambini sono sempre andati a caccia. La caccia mi ha insegnato talmente tante cose, sia a livello naturalistico, sia a livello pratico, sia come relazionarmi con la natura, i suoi significati e quant’altro. La caccia responsabilizza, Avere un fucile in mano, è una tale responsabilità che pochi capiscono. In frazioni di secondo devi prendere una decisione. Si ha la vita della persona che ti sta affianco nell’indice della mano destra. Sei tu che devi capire se si può o no calcare il grilletto. L’errore è umano, le conseguenze sono gravi. Ma la morte a caccia non è l’unica morte di cui bisognerebbe sdegnarsi. Inoltre la caccia ha si strappato migliaia di vite ma ne ha salvate moltissime. Conosco ragazzi che all’ecstasy e alla cocaina hanno preferito la doppietta.

    • febbraio 2, 2013 alle 2:56 pm

      Mario, ma sei serio quando parli di cocaina e caccia?
      Io non mi sono mai drogato, eppure non sono nemmeno mai andato a caccia.
      A mio parere – e a parere di tutti noi ecologisti – sarebbe fondamentale, oggi e ora, rivisitare completamente realtà, regole, esami preventivi, forme della caccia perchè è anche un vero e proprio problema di sicurezza pubblica.
      I primi che dovrebbero rendersene conto sono proprio i cacciatori, ma evidentemente non è così. E dispiace.

      Stefano Deliperi

      • Mario Atzeni
        febbraio 2, 2013 alle 3:07 pm

        La caccia non è un problema di sicurezza pubblica. I cacciatori per poter andare a caccia pagano le tasse allo stato. Un cacciatore, ha diritto a stare in campagna, la domenica o il giovedì. Proprio perchè paga. Molte volte ho assistito a delle critiche da parte del mondo animalista o ambientalista dicendo che sono prepotenti e quant’altro. Ti racconto una storia. Una volta, i primi anni di porto d’armi ero a caccia grossa, Un gruppo di ciclisti passa e io ho avvisato loro che c’era una battuta in atto. All’epoca ero ragazzino e sono stato trattato in malo modo. Io ho avvisato per la loro incolumità perchè sapendo bene cosa succede all’interno di una battuta, mai mi metterei in mezzo. Cani, cinghiali, proiettili gente di tutto! Beh dal giorno mi sto zitto. E’ un loro diritto passeggiare? benissimo! Lo facciano, La legge non mi autorizza ad avvisare gli altri, che cosa sto facendo con un fucile il mano, mi dice solamente di stare attento e rispettare delle distanze. Punto. Solamente il buon senso! Molte volte viene a mancare dall’altra parte o frainteso. Anche per questo motivo, noi cacciatori veniamo presi per prepotenti e arroganti.A volte si sollevano i toni, ma l’obbiettivo è salvaguardare l’incolumità dell’altro. Se uno vuole farsi una passeggiata ci va il sabato, o nei giorni non dedicati alla caccia. Altrimenti si aspetta la Primavera o l’Estate.

      • febbraio 2, 2013 alle 4:26 pm

        complimenti, bel modo di vedere le cose.
        Poi ti meravigli e vi meravigliate voi cacciatori, che i cittadini “comuni” (che sono la stragrande maggioranza) ne abbiano le scatole piene della caccia.
        Entrate dove cavolo vi pare, anche nei terreni altrui, impedite di fatto anche una semplice passeggiata in campagna e pensate anche di dover essere ringraziati.
        La caccia oggi in Italia “è” anche un problema di sicurezza pubblica. Ed è grave che non ve ne rendiate conto.

        Stefano Deliperi

  59. Mario Atzeni
    febbraio 2, 2013 alle 12:07 pm

    Stefano mi piacerebbe chiederti una cosa. Tu, sarai senz’altro un amante della natura. Penso che tu sia anche un vegetariano se non vegano. Sono sicuro che tu riusciresti a riconoscere, come me, distinguere una pastura di un cinghiale, se è della notte o di qualche giorno. Saprai riconoscere le sue orme, saprai come capire in quale cespuglio ha dormito o si è fatto il giaciglio, saprai distinguere le feci di un coniglio da quelle di una lepre. Saprai capire che quei due graffi per terra sono stati fatti da un coniglio o una lepre oppure dalle pernici (sa cerridura) saprai anche riconoscere il bramito del cervo, il canto del tordo e quant’altro. Lo ammetto che non bisogna essere cacciatori per saperlo fare ma che bisogna avere solo passione per gli animali. Io so anche distinguere un latrato di un cane, e capire se sta rincorrendo un cinghiale o una lepre, so interpretare i suoi segni, so dove poter cercare la selvaggina a seconda delle previsioni del meteo. Inoltre sò come spennare un tordo, o una pernice, so come scuoiare una lepre o un coniglio, so come pulire un cinghiale, So anche come si cucina o come si deve mettere la carne nello spiedo. Ora chiedo quanti ragazzi sanno fare queste cose? Quanti ONNIVORI mangiatori di carne saprebbero fare questo? Ti assicuro che non ho seguito un corso da nessun Macellaio, studio all’università, tutto questo me l’ha insegnato la caccia, Ti sembrerà stupido ma ne sono grato di saper fare queste cose, per me è un bagaglio culturale: saper lavorare ciò che mi mangio. E’ lo vedo come una cosa così scontata, così banale ma che oggi non esiste più o almeno non per tutti, Questo è uno dei tanti insegnamenti della caccia.

    • febbraio 2, 2013 alle 1:05 pm

      li so riconoscere, ma, se è per questo, so anche riconoscere le tracce lasciate da un bracconiere quando “ha armato” un sentiero.
      Non è necessario essere un cacciatore per saperlo fare.
      Per me rimane la scriminante fondamentale: è comprensibile uccidere per necessità, come da Natura, non lo è senza necessità, per divertimento.

      Stefano Deliperi

      • Mario Atzeni
        febbraio 2, 2013 alle 1:17 pm

        Ammiro il lavoro che fate, perchè difendete anche i cacciatori onesti quelli che pagano le tasse allo stato. Sai quanti disoccupati dell’Alcoa ci sono che non avendo stipendio fanno sacrifici e lavoretti per poter riuscire ad avere quelle 300 euro per rinnovare moltissimi. La Natura ti da le prede di cui uno necessita e spesso da quella carne ci mangiano anche amici e parenti. Non c’è spreco. Tu da ecologista, credi in una caccia ecosostenibile? ossia che riesca a preservare il patrimonio faunistico alle generazioni future, e continui ad insegnare negli anni a venire ciò che ha insegnato me? credi che possa esserci un passo avanti sia dalla sponda animal ambientalista nel settore scientifico, nella ricerca a favore della tutela della biodiversità. Credi che si possano unire le forze per contrastare gli effetti nocivi dell’agricoltura e della pastorizia “selvaggia?” Secondo me, questo nel 2013 è possibile. Una caccia eco sostenibile significa, un prelievo venatorio secondo degli studi scientifici. Un calendario flessibile, a seconda della disponibilità faunistica e delle esigenze di ogni specie! E’ un obbiettivo raggiungibile in Sardegna? il resto d’Italia è distrutto da cemento, da politiche venatorie del ca.. e quant’altro. E anche questa moda dell’animalismo esasperato e ridicolo deve finire. Ok salvaguardare i diritti degli animali..ma con un limite.

  60. Mario Atzeni
    febbraio 2, 2013 alle 12:26 pm

    Occhio nudo :
    Dovremmo iniziare a pensare di proporre una specifica forma di risarcimento per le vittime da caccia praticata in modo scriteriato, come d’altra parte si fa con gli incidenti stradali. Un cacciatore in stato di ubriachezza viene controllato? Viene fermato? Ecco, per esempio, anche la caccia in stato di ebbrezza andrebbe punita, andrebbe anche a vantaggio dei cacciatori sobri e seri, perchè non rifletterci seriamente?

    Occhio nudo mi vedi d’accordo con te!!! credo che sia difficile trovare un cacciatore in stato di ebrezza, la mattina alle 5 del mattino! In questo caso sarebbe un pericolo! ma non ne ho mai visto! Dico la verità! ne ho visto tanti in “stato di ebrezza” la sera, nei bar, o alla fine del pranzo, quando ormai la caccia è finita e il fucile è nella federa. Probabilmente, almeno che tu non giri alle 5 o alle 6 del mattino, hai visto loro. Te l’ho già spiegato. La caccia è una grande festa, sopratutto alla fine si mangia e si beve, si ride e si sta insieme. Quindi chi vede i cacciatori la sera, pensa che siano una massa di alcolizzati ma non è così. E’ talmente alta la responsabilità quando si caccia, che ritengo che una figura sbronza o sballata sia allontanata al più presto per la sicurezza di tutti. C’è da dire però che i cacciatori che si spostano dal cagliaritano su nel nuorese, devono stare attenti per la sicurezza pubblica nel non alzare il gomito poichè poi devono tornare a casa in auto. La polizia stradale nella 131 sta facendo molti controlli e chi fermava spesso la domenica sono i cacciatori, perchè sanno l’usanza di festeggiare. Ma come vengono fermati i cacciatori vengono fermati i giovani il sabato notte. Il modo di festeggiare è simile, non uguale, meno male!

  61. Mario Atzeni
    febbraio 2, 2013 alle 12:36 pm

    Occhio nudo :
    Ok, come società mettiamoci d’accordo con il cervello ma, prima di farlo, accordiamoci sui presupposti: per quanto mi riguarda, la dignità di un’animale è quella di vivere in modo sereno, possibilmente libero, senza costrizioni, senza maltrattamenti e se un uomo decide di prendersi cura di lui o di sfruttarlo per il proprio lavoro o per farci dei soldi, allora deve trattarlo con rispetto, non tenerlo chiuso in una gabbia, o legato a una catena, tra i propri escrementi, con un tozzo di pane come pranzo e cena. Stranamente, poi, il buon cacciatore, per saper cacciare bene non rimane a dieta, è abbastanza pasciuto. Dobbiamo intenderci sul significato di dignità, perchè mi sa che abbiamo concetti molto diversi. La Natura, o se vuoi il Creatore, non ha deciso che la pecora o il cane o il cinghiale debbano vivere o morire atrocemente per servire l’uomo. Ci sono delle vie di mezzo tra il parrucchiere e la catena, spero che te ne renda conto.

    Certo che me ne rendo conto! e son d’accordo con te. I canili stanno scoppiando di cani e spesso i cacciatori ne hanno molti. E’ un sacrificio economico ed è anche un impegno, non indifferente accudire un cane. La natura è più crudele di quanto pensiamo ma ti dico due cose. In natura, la morte è controllata da processi biochimici. Gli animali quando vengono stanati, scovati o rincorsi, hanno degli stati d’animo come noi uomini: uno di questi é la Paura. La paura di esser predato, si traduce in una cascata ormonale. Uno di questi ormoni è l’adrenalina: lotta o fuggi. Oltre a essere la benzina della fuga essa serve per anestetizzare l’animale. E’ un po la stessa cosa che accade ad un uomo dopo un incidente stradale. All’inizio non si sente niente, siamo sotto shock, poi dopo vari minuti sentiamo i dolori. A caccia la morte è istantanea, il cane scova la preda, ed accade ciò una fucilata non viene percepita tant’è che a “sangue caldo” un animale tenta di correre anche se è impossibilitato in quanto colpito. Non lo sente e la morte arriva veloce. I leoni spesso dilaniano una zebra ancora viva e questa scalcia. ma subito viene soffocata. La morte è più lunga. E in un mattatoio? ha paura un animale? hanno il tempo di capire cosa succede loro? si accorgono, quando sono in fila, dell’odore del sangue degli altri animali? In natura la morte è etica e giustificata, tant’è che essa protegge, e quando l’uomo devia la Natura?

  62. Mario Atzeni
    febbraio 2, 2013 alle 4:44 pm

    gruppodinterventogiuridicoweb :
    complimenti, bel modo di vedere le cose.
    Poi ti meravigli e vi meravigliate voi cacciatori, che i cittadini “comuni” (che sono la stragrande maggioranza) ne abbiano le scatole piene della caccia.
    Entrate dove cavolo vi pare, anche nei terreni altrui, impedite di fatto anche una semplice passeggiata in campagna e pensate anche di dover essere ringraziati.
    La caccia oggi in Italia “è” anche un problema di sicurezza pubblica. Ed è grave che non ve ne rendiate conto.
    Stefano Deliperi

    Ma scusami cosa c’è di sbagliato in quello che ho detto? Viviamo in un paese democratico? Allora o i ciclisti o chiunque voglia farsi la passeggiata paga una tassa, o aboliamo la tassa per i cacciatori. In una conrizione di equità, il cacciatore dovrebbe abbondanare il luogo di caccia, in quanto è diritto di qualunque altro cittadino. Ma dal momento che si paga una tassa vi è una condizione differente. Questo vale solo la domenica e il giovedì, per pochi mesi all’anno! Tu entreresti in mezzo ad una battuta? Il cacciatore non è tenuto ne ad avvisarti ne tanto meno a proibirti! Il buon senso si! Se puoi, tu, cosciente di tutto e dei rischi decidi di tua volontà di intruffolarti, la responsabilità è la tua! Concordi con me?

    • febbraio 2, 2013 alle 4:54 pm

      la tassa annuale c’è perchè voi cacciatori esercitate un ‘attività in concessione dallo Stato.
      La fauna è “patrimonio indisponibile” dello Stato (art. 1 della legge n. 157/1992 e s.m.i.), tutelata nell’interesse della collettività nazionale e internazionale.
      Non c’è perchè possiate andare dappertutto e sparare come vi pare a scapito di tutti gli altri cittadini.
      Ci sono ogni anno decine e decine di morti e feriti, così come tantissimi screzi fra “cacciatori” e la stragrande maggioranza di “non cacciatori” in tutta Italia.
      C’è un problema di “regole”, di “rispetto delle regole”, di “sicurezza pubblica”: ripeto, è grave che non ve ne rendiate conto.
      Tanto per capirci, quel bambino non doveva essere in mezzo a una battuta di caccia al cinghiale l’11 novembre 2012, è proprio grave che non ve ne rendiate conto.

      Stefano Deliperi

    • Juri
      febbraio 2, 2013 alle 6:07 pm

      I territori aperti alla caccia, in particolare alla c.d. caccia grossa, sono di fatto interdetti ai normali cittadini perché una piccolissima minoranza di persona se ne impadronisce per svolgere attività altamente pericolose. Chi si azzarda a non rinunciare al diritto di farsi una passeggiata rischia la propria incolumità e deve fare i conti con l’ostilità di pessimi personaggi che pensano di essere i padroni del territorio solo perché imbracciano un fucile. Ciò, molto semplicemente, in un paese civile, rappresenta un abominio giuridico e sociale, ancora permesso a causa di una legislazione che su questa materia è ferma ad altri periodi storici.
      I territori frequentati da cacciatori sono discariche diffuse costituite da cumuli di bossoli e rifiuti vari esito delle “consumazioni” post-battuta (bottiglie, bicchieri, pacchetti di sigarette, etc, etc).
      I territori frequentati da cacciatori sono poverissimi di fauna, sia per gli abbattimenti sia per l’alterazione dell’ecosistema che la caccia, per definizione, determina.
      I territori frequentati da cacciatori presentano un elevato inquinamento da piombo dei suoli e delle acque.
      Sono fatti oggettivi, evidenti e ben noti a tutti quelli che da settembre a febbraio devono rinunciare a visitare splendidi luoghi dell’entroterra a causa della presenza dei cacciatori.

      • Mario Atzeni
        febbraio 2, 2013 alle 7:52 pm

        Juri, ti contraddico. In tutti i punti. Come ho già detto a Stefano chi ama la natura e vuole visitarla la domenica tra settembre e gennaio possiede svariate aree non concesse alla caccia. La caccia occupa 2 giorni alla settimana per 5 mesi all’anno. Il territorio comunale aperto alla caccia, non è del tutto occupato dai cacciatori. Spesso esiste un unica squadra per comune, ergo se si trova in una località non può trovarsi contemporaneamente in altre località. I cacciatori non son prepotenti ma ti avvisano per la tua incolumità, e non son tenuti a farlo!!. Sai come funziona una battuta? Sei a conoscenza dei rischi a cui vai incontro entrandoci dentro? Si! Se tu entri la responsabilità è tua, la vita è la tua, non scaricare responsabilità a terzi. La domenica da settembre a febbraio hai pazienza e se vuoi fare un escursione cambia località. Oltre tutto con le urla capire dove si svolge una battuta non è difficile! I cacciatori che abbondonano sigarette, bottiglie etc che sporcano la natura sono incivili, ma la natura viene sporcata non solo dai cacciatori ma anche da chi la vive:cercatori di funghi, pastori, escursionisti etc etc…non sono mica tutti santi. Per i bossoli esiste la legge. Per l’inquinamento da piombo ti inviterei a farti un giro nelle zone minerarie per renderti conto in che stato sono le falde acquifere e se la responsabilità è della caccia!

  63. Mario Atzeni
    febbraio 2, 2013 alle 5:29 pm

    gruppodinterventogiuridicoweb :
    la tassa annuale c’è perchè voi cacciatori esercitate un ‘attività in concessione dallo Stato.
    La fauna è “patrimonio indisponibile” dello Stato (art. 1 della legge n. 157/1992 e s.m.i.), tutelata nell’interesse della collettività nazionale e internazionale.
    Non c’è perchè possiate andare dappertutto e sparare come vi pare a scapito di tutti gli altri cittadini.
    Ci sono ogni anno decine e decine di morti e feriti, così come tantissimi screzi fra “cacciatori” e la stragrande maggioranza di “non cacciatori” in tutta Italia.
    C’è un problema di “regole”, di “rispetto delle regole”, di “sicurezza pubblica”: ripeto, è grave che non ve ne rendiate conto.
    Tanto per capirci, quel bambino non doveva essere in mezzo a una battuta di caccia al cinghiale l’11 novembre 2012, è proprio grave che non ve ne rendiate conto.
    Stefano Deliperi

    Proprio perché noi esecitiamo un attività venatoria, come concessione dallo Stato, abbiamo dei diritti per legge. O sbaglio? Ma inratti noi non possiamo esercitare la dacciain ogni dove.Stefano, non prendiamoci in giro. Ci deve essere rispetto da ambe le parti. La Sardegna è ricca di parchi e oasi dove poter fare passeggiate e dove la caccia è proibita.La gente che ama la Natura o che vuole passeggiare serenamente si informi e vada in queste aree. Chi li disturba? Da Gennaio a Settembre possono uscire allegramente e in tutta tranquillità. Bisogna venirsi in contro. Quel bambino era con il padre. La responsabilità è del genitore. Solitamente i bambini sono lontani dalle poste ma vicino ai battitori. È stra pieno di bambini che vanno a caccia, non per ignoranza, ma per tradizione culturale e paesana, soprattutto nel centro Sardegna. Cosa pensi che siano forzati dai genitori? Ti sbagli.
    All’età di Andrea se mio padre mi lasciava in casa mi facevo tanti di quei pianti che nemmeno ti immagini. I cacciatori sono 44000, e se contiamo tutti coloro che partecipano alle battute, senza fucile (battitori) quanti saranno?

  64. Mario Atzeni
    febbraio 2, 2013 alle 6:07 pm

    Stefano, tu non puoi sostituirti alla veci del genitore. la legge 157/92 è per coloro che esercitano attivamente la caccia, e quindi prelevano legalmente “patrimonio indisponibile dello Stato”, descrive come si può prelevare, i periodi e quali sono i requisitti per essere cacciatore e sostenere l’esame all’abilitazione venatoria: “aver compiuto il diciottesimo anno d’età”.
    Le leggi nazionali e internazionali non prevedono articolo dove sia scritto: “è fatto divieto di partecipare in maniera attiva o passiva alla caccia a tutti coloro che non siano muniti di porto d’armi.”

    • febbraio 2, 2013 alle 7:57 pm

      appunto Mario, bisogna subito aprire una “sana” discussione su modalità di caccia che provocano lutti: è così difficile capirlo e ammetterlo?
      Quanti altri bambini devono morire per “incidenti di caccia”?

      Stefano Deliperi

      • Mario Atzeni
        febbraio 2, 2013 alle 8:39 pm

        In molte realtà dell’isola tu saprai meglio di me che questo è improponibile. Ragazzi di 15 o 16 anni vanno a caccia come battitori, pensionati non cacciatori idem. In molte realtà la caccia è l’hobby della comunità. Privare quelle comunità della caccia sarebbe come spogliarli. La caccia nell’entroterra unisce tutta la comunità, persone di svariate età, appartenentia fasce sociali differenti, si riuniscono tutti insieme. TU pensa cosa significa privarli di questo, in realtà già massacrate da disoccupazione e spopolamento…allora si che nascerebbe un gran casino!

  65. arpia
    febbraio 2, 2013 alle 6:36 pm

    Noto che alcune persone hanno il pallino delle droghe diverse dall’alchool come piaga sociale ma se guardiamo la realta’ delle statistiche vediamo che gli stupefacenti fanno 1000 morti all’anno incidenti stradali dai 3000 ai 5000, il dato varia e le morti da alchool sono 20000! Ci sarebbe da riflettere. Ogni storia e una storia a se non sta’ a me giudicare le motivazioni o le scelte altrui in questo senso ma i dati parlano chiaro. Il problema e’ che l’abuso di alchool viene sottovalutato. L’achool pubblicizzato e accettato socialmente ma e’ un enorme problema in tanti paesi.

  66. vic
    febbraio 2, 2013 alle 7:09 pm

    l`unica sensiblita` del cacciatore e` quella del dito sul grilletto

  67. Mario Atzeni
    febbraio 2, 2013 alle 8:31 pm

    Sempre per Juri:” i territori frequentati dai cacciatori sono poverissimi di fauna sia per gli abbattimenti sia per l’alterazione dell’ecosistema che la caccia, per definizione, determina..” Alla fine degli anni 60 mio nonno andava a caccia tutti giorni, i cacciatori a causa della povertà non ersno molti, ma i “bracconieri” erano tantissimi. Tutti mettevano cavetti per i conigli, gli archetti per i tordi e la fauna è stata sempre abbondante. La fauna è stata molto molto abbondante fino agli inizi degli anni 90. Ciò che ha causato una diminuzione della fauna è stata la pressione antropica. Come la storia ci insegna caccia e patrimonio faunistico hanno sempre convissuto. La carenza di fauna selvatica è attribuibile a ben altri fattori: cementificazione, costruzione di strade, rottura di corridoi biologici, incendi, bracconaggio e agricoltura selvaggia. Con i contributi stanziati dalla CE nei primi anni 90, la crescita delle aziende con i loro macchinari hanno portato a conseguenze gravissime. Nel campidano sono state estirpate migliaia di ettari informazioni di macchia mediterranea in favore dell’agricoltura, sono stati utilizzati pesticidi e diserbanti che hanno causato la scomparsa della materia prima: l’erba. Questa veniva avvelenata. Idem per le vecchie recinzioni fatte con gli arbusti che delimitevano i confini dei campi e dove trovavano riparo un gran numero di specie selvatiche. Confini sostituiti da reticelle metalliche. Gli incendi sono stati un ulteriore piaga. Nelle operazioni di spegnimento molti cacciatori partecipano, in quanto conoscono il territorio, i sentieri e facilitano le operazioni. Il braconaggio c’è da parlare per giorni. Un bracconiere Può essere un cacciatore. Spesso in questi casi è volpa di una passione morbosa, che porta il soggetto a trasgredire la legge. In altri casi può essere l’uomo disoccupato che campa una famiglia vendendo 50 tordi o un cinghiale all agriturismo, che va a raccogliere funghi..etc etc. In altri casi, si tratta di stupidità, di follia. Un bracconiere in Sardegna può essere la figura più stramba. Vi invito a recarvi nel vedere cosa accade in certi luoghi in primavera quando durante la mietitura o durante la fresatura. Ci sono veri e propri inseguimenti di conigli o lepri, e quelli non sono cacciatori, ma conosco tante storie riguardanti, gente comune, o ragazzi che escono dalla discoteca e che la notte o al mattino si fanno “il giro lepre”. Il mondo venatorio cerca di contrastare tutto ciò perché va contro i suoi stessi interessi.

  68. febbraio 2, 2013 alle 10:23 pm

    saremmo proprio messi bene se impedire ai bambini di partecipare alle battute di caccia al cinghiale vorrebbe dire “spogliare” una comunità.
    Personalmente non credo che sia così e penso che prima si prende atto dell’esistenza di questi gravi problemi e meglio sia.

    Stefano Deliperi

    • Mario Atzeni
      febbraio 2, 2013 alle 10:38 pm

      Stefano per chiarire i tuoi dubbi recati di persona nei comuni dell’interno e non solo, ed esponi la tua proposta nel limitare la caccia grossa ai soli detentori di porto d’armi, per vedere se trovi un appoggio da parte dell’opinione pubblica. Io, conoscendo certe realtà, credo e penso propio di no.

      • febbraio 2, 2013 alle 10:44 pm

        paradossalmente ho trovato maggiore sensibilità proprio nei cacciatori dei piccoli paesi sardi, quelli che dicono che c’è troppa leggerezza nel portare bambini e ragazzi a caccia e nel vedere troppi “istranzos” sbarcare da SUV e sparare più o meno a tutto quello che si muove.
        E le associazioni venatorie sarde non hanno mai voluto gli ambiti territoriali di caccia (A.T.C.), nè alcun legame cacciatore – territorio.
        Paradossalmente siete i peggiori nemici di voi stessi 😉

        Stefano Deliperi

      • Mario Atzeni
        febbraio 2, 2013 alle 10:54 pm

        stefano se sei un ecologista e sai cosa sono gli A.T.C. Ti rimangeresti ciò che hai detto. A.T.C. significa allevare “polli” e introdurli in natura pronti pronti per essere sparati. Sono un teatrinò della politica, che potrebbe dare qualche poltroncina a qualche membro di associazioni venatorie e ambientaliste, e svariati politici trombati. Gli ATC vanno contro la caccia in senso stretto. gli ATC sono fonti di inquinamenti genetici. Abbiamo visto cos’ hanno causato nel resto d’Italia, vedi Starna, scomparsa dei ceppi autoctoni. La sardegna non ha bisogno inoltre di essere frazionata come il resto d’Italia, perché è già un Isola, oltrettutto avente un unica cultura e tradizione. I Sardi sono un popolo unito. Molla certe idee di qualche politico trombato

      • febbraio 2, 2013 alle 11:24 pm

        so bene che cosa sono gli A.T.C. e so ancora meglio quanto possa essere fondamentale il legame cacciatore – territorio, proprio quello che le associazioni venatorie non vogliono in Sardegna.
        Proprio per questo, innanzitutto per responsabilizzare i cacciatori, sono assolutamente a favore del legame cacciatore – territorio, anche mediante gli A.T.C.

        Stefano Deliperi

      • Mario Atzeni
        febbraio 2, 2013 alle 11:09 pm

        ho qualche dubbio :-)! In certe località, un uomo cacciatore è un uomo “balente”. Molti ragazzini a 15 anni, sanno scuoiare agnell e pulire maialetti, vivono in realtà dove è radicata una certa cultura pastorale che non mi ci ritrovo in ciò che hai detto! 😉

      • febbraio 2, 2013 alle 11:22 pm

        grazie al Cielo, tutti hanno dubbi, anche sulla caccia in quest’Isola, a parte Ignazio Artizzu 😉
        e ti assicuro che conosco cacciatori residenti in piccoli centri sardi che dicono peste e corna di com’è la caccia oggi in Sardegna.

        Stefano Deliperi

  69. Mario Atzeni
    febbraio 2, 2013 alle 11:32 pm

    Stefano io da cacciatore, ti posso dire che non vedo l’ora che passi la nuova legge. Non vedo l’ora che si stabiliscano comitati comunali faunistici al fine di coperare tra comuni, per il ripopolamento della specie e della qualità genetica di interesse faunistico venatorio. Mi auguro che vengano abolite le autogestit o mal gestite che dir si voglia, che venga rivalorizzata la campagna, i biotipi e alcune colture tipiche. Mi auguro che prendano avvio metodi agricoli meno invasivi, più ecosostenibili, credo nella ricerca scientifica per la cura di molte malattie della fauna selvatica e spero che si sviluppino anche nella caccia materiali biodegradabili ed ecocompatibili.

  70. Paolo Fiori
    febbraio 3, 2013 alle 10:30 am

    devo fare i miei complimenti a Mario Atzeni perchè sono bombardato da telefonate ed sms di persone che leggendolo mi chiedono: ma chi è questo……….. ? pensavo di raccogliere queste “perle” in una cartella e farne oggetto di analisi antropologica ed anche clinica……

  71. Mario Atzeni
    febbraio 3, 2013 alle 11:19 am

    Ahahahah addirittura? io invece credo che uno specialista servirebbe a lei Fiori. La differenza tra me e lei, è che io non auguro la morte a un mio simile, inoltre so distinguere ciò che è lecito ed etico da ciò che non lo è! Mi pare che la sua empatia funzioni a intermittenza!

  72. arpia
    febbraio 3, 2013 alle 7:51 pm

    Mi fa’ ridere tutta l’ostilita’ nei confronti di certi, non faccio nomi in caso ci siano ritorsioni, ma con un cognome cosi’ volete che non ami la natura? Peace.

  73. aprile 18, 2013 alle 9:39 am

    da La Nuova Sardegna, 18 aprile 2013
    Il Piano faunistico nasce male tra ricorsi al Tar e polemiche.
    La presentazione della valutazione ambientale strategica nell’aula consiliare della Provincia. Scattano i 60 giorni di tempo previsti dalla legge per la presentazione delle osservazioni.

    ORISTANO. Un ricorso al Tar e le contestazioni delle associazioni ambientalistiche. Non c’è pace per la proposta di definizione del Piano faunistico provincial. La valutazione ambientale strategica, atto indispensabile per concludere la fase di approvazione del Piano, già pubblicata sul Buras, è stata illustrata nell’aula consiliare della Provincia a sede di via Carboni: entro la fine del mese di aprile, dopo le osservazioni, la palla passerà al consiglio provinciale al quale spetta l’approvazione del Piano che sarà poi inviato alla Regione. È stato l’assessore alle attività produttive, Gianfranco Attene, a ricordare l’iter che ha portato i tecnici dell’assessorato a predisporre il Piano, dopo diversi incontri ed assemblee territoriali. Un lavoro avviato nel lontano 2002 e che in questi dieci anni ha subito radicali modifiche e aggiornamenti. «Abbiamo avviato le fasi della consultazioni con gli enti e le associazioni – ha spiegato nella sua introduzione l’assessore Attene – e dopo la discussione attenderemo le eventuali osservazioni che dovranno arrivare entro 60 giorni dalla pubblicazione sul Buras». È stato il tecnico dalla Provincia, Sergio Cossu, a illustrare la valutazione ambientale strategica sugli impatti e gli effetti per l’ambiente provocati dagli interventi e dalle azioni previste. Sulla base dell’analisi ambientale e faunistica, sono stati individuati quattro comprensori faunistici omogenei: Planargia-Montiferru, Abbasanta-Guilcer-Omodeo-Barigadu, Penisola del Sinis-Campidano e Monte Arci-Sarcidano-Marmilla. Mentre è unico l’ambito territoriale di caccia e 11 sono le oasi faunistiche individuate. Ancora; sono 8 le aziende agri-turistico –venatorie e infine sono 49 le zone in concessione autogestite per l’esercizio della caccia, il 15 per cento del territorio. Sono invece 2 le zone temporanee di ripopolamento e cattura. I cacciatori censiti in provincia di Oristano, sono invece 5.496, di cui 602 nel capoluogo, con un rapporto per abitanti del 3,4 per cento. Nella filosofia del Piano vanno tutelate le biodiversità, il rispetto e l’integrazione con le attività economiche locali, come la pesca, il turismo e la piaga degli incendi. Secondo la bozza sarebbero in aumento i danni provocati dalla selvaggina alle colture: nel 2011 sono costate alle casse della Provincia 188 mila euro. Le contestazioni alla Vas sono arrivate da Marco Pianu, segretario regionale Sarda caccia e da Giancarlo Fantoni. Il primo ha annunciato il ricorso al Tar e denunciato la mancata convocazione della associazione alle fasi di consultazione. Per Fantoni, infine, i dati utilizzati risalgono a 5 anni fa e non sono quindi aggiornati.

  74. giugno 9, 2013 alle 8:26 am

    semplicemente pazzesco.
    L’Assessore regionale della difesa dell’ambiente che afferma che la normativa sulla caccia non sarà mai applicata.
    Miracoli della campagna elettorale.

    da La Nuova Sardegna, 9 giugno 2013
    Biancareddu: no alle oasi, ai piani faunistici e agli Atc.
    Per l’assessore regionale e Pro territorio le Province sono ormai delegittimate La promessa davanti a un pubblico di cacciatori. Già raccolte 3000 firme. (Angelo Mavuli)

    TEMPIO. I piani faunistici venatori provinciali, le oasi permanenti di protezione faunistica e gli Atc (Ambiti territoriali di caccia), non vedranno mai la luce e moriranno sul tavolo dell’assessorato regionale alla difesa dell’Ambiente. Ad annunciarne il “de profundis”, motivando giuridicamente la sua determinazione, è stato Andrea Biancareddu, assessoreregionale all’ambiente, al termine di una affollatissima assemblea convocata dal movimento sardo “Pro territorio”, dall’associazione venatoria “Caccia pesca ambiente”, da Federcaccia e dall’Unione cacciatori sardi. Ai lavori hanno partecipato una settantina di cacciatori, provenienti dai vari Comuni della provincia Olbia Tempio. L’assemblea di Tempio, l’ultima di una serie di incontri svoltisi in diversi Comuni della provincia, aveva lo scopo di presentare ufficialmente una petizione (ancora in corso e già arrivata ad oltre tremila firme) di cacciatori e proprietari terrieri che chiedono una serie di interventi sulla caccia: la modifica integrale della legislazione nazionale e regionale sull’argomento, l’annullamento del piano faunistico provinciale (costato sinora 44mila euro) ed infine l’opposizione ferma all’istituzione di nuove oasi e di ambiti territoriali di caccia. «Siamo stati costretti alla raccolta di firme e alla mobilitazione – spiega Alessio Pasella, coordinatore regionale del movimento sardo “Pro territorio” – dalla predisposizione di un piano, privo di legittimazione politica (le Province stanno per giungere al capolinea, come ha fatto notare lo stesso assessore Biancareddu) e non corrispondente alla realtà fisica del nostro territorio». Il piano provinciale per la creazione delle oasi, inoltre, fa notare Alessio Pasella, «non tiene conto della superficie agro-silvo-pastorale realmente utile sulla quale eventualmente operare. Non calcola cioè i terreni boschivi percorsi da incendi negli ultimi dieci anni, i terreni di battigia, per una profondità di cinquecento metri, le agroturistiche, le autogestite venatorie e i terreni inquinati o potenzialmente tali. Tutti dati imposti per legge e la cui inosservanza inficia qualsiasi atto». Alessio Pasella che nella conferenza stampa ha coordinato i lavori e gli interventi, ha evidenziato anche le ragioni del “no” agli ambiti territoriali di caccia «che comporterebbero un ulteriore aggravio delle tasse a carico dei cacciatori, i quali dovrebbero pagare anche i danni provocati dalla selvaggina». Oltre Pasella sono intervenuti Mario Mandaresu, presidente provinciale del Cpa, Piero Cossa e Benedetto Fois del movimento sardo “Pro territorio” e Giovanni Serra, vice presidente della Federcaccia di Sassari e Gallura. L’intervento finale dell’assessore Andrea Biancareddu, accolto con un applauso da stadio, ha concluso l’incontro.

  75. giugno 12, 2013 alle 6:45 pm

    figuriamoci se s’interessa ai morti e feriti “umani” a causa della caccia.

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna, 12 giugno 2013
    Caccia, Biancareddu: evitare disparità tra cacciatori sardi e corsi.
    “Essendo la rotta migratoria Sardegna – Corsica la stessa, appare quanto mai lampante la disparità nelle date di chiusura della caccia ai tordi. Tale iniquo trattamento tra i cacciatori delle due regioni confinanti determina una grave penalizzazione del mondo venatorio sardo a fronte di un paradossale premio per i cacciatori corsi”. Così l’assessore: http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=231168&v=2&c=39&t=1

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