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Ex ILVA di Taranto: risultato storico per la tutela della salute e dell’ambiente. Il Gruppo di Intervento Giuridico protagonista nella battaglia legale.


Taranto, acciaieria ex Ilva

Il Gruppo di Intervento Giuridico (GrIG) esprime profonda soddisfazione per il decreto del 26 febbraio 2026 emesso dal Tribunale di Milano – Sezione XV civile, specializzata in materia di impresa – che ha disposto la parziale disapplicazione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA 2025) e ordinato la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico ex ILVA di Taranto, con efficacia a decorrere dal 24 agosto 2026, qualora non vengano adottate le necessarie misure di adeguamento ambientale e sanitario.

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Arzachena, rimozione della struttura sul mare di Poltu Quatu.


Arzachena, Poltu Quatu, Verde Beach (luglio 2025)

Era ora, quella struttura denominata Verde Beach, presente praticamente sulla battigia e sul mare della raccolta insenatura di Poltu Quatu, sul litorale di Arzachena (OT), va rimossa. Subito.

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Arzachena, sospese le autorizzazioni per quella struttura sul mare di Poltu Quatu.


Arzachena, Poltu Quatu, Verde Beach (luglio 2025)

Sì, vicenda piuttosto singolare quella relativa a una struttura denominata Verde Beach presente praticamente sulla battigia della raccolta insenatura di Poltu Quatu, sul litorale di Arzachena (SS).

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Terre e rocce da scavo, ecco il parere del Consiglio di Stato sulle procedure semplificate.


Firenze, Due Macelli, taglio degli alberi e primi scavi (marzo 2010)

Firenze, Due Macelli, taglio degli alberi e primi scavi (marzo 2010)

Com’è noto, è un argomento borderline del diritto ambientale, a cavallo fra disciplina di gestione dei rifiuti e normativa in tema di difesa del suolo, e costituisce da tempo oggetto di confronti anche particolarmente aspri.

Dopo l’entrata entrato in vigore (6 ottobre 2012, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale n. 221 del 21 settembre 2012) del decreto del Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare 10 agosto 2012, n. 161, concernente il Regolamento recante la disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavo, si pensava al raggiungimento di un punto di equilibrio[1].

Ma le pressioni da parte imprenditoriale e un’inconfessabile tendenza al malaffare (il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus se ne occupa da tempo riguardo l’alta velocità ferroviaria fiorentina) portano ancora a una serie di tentativi di diluizione del contenuto della normativa di tutela, fino alla legge n. 98/2013 ed alla legge n. 164/2014. Leggi tutto…