Stop al nuovo pesante inquinamento ambientale a Portoscuso!


Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

L’intero territorio comunale di Portoscuso rientra nel sito di interesse nazionale (S.I.N.) per le bonifiche ambientali del Sulcis-Iglesiente-Guspinese (D.M. n. 468/2001).      

siti di interesse nazionale, o S.I.N., come noto, rappresentano delle aree contaminate molto estese classificate fra le più pericolose dallo Stato.   Necessitano di interventi di bonifica ambientale del suolo, del sottosuolo e/o delle acque superficiali e sotterranee per evitate danni ambientali e sanitari.

Caratteristica fondamentale relativa alle aree ricadenti nei S.I.N. è la necessità che i carichi inquinanti diminuiscano anziché aumentare.

Con la realizzazione del “Progetto di ammodernamento della raffineria di produzione di allumina ubicata nel Comune di Portoscuso, ZI Portovesme (CI)” da parte della Eurallumina s.p.a., accadrebbe esattamente il contrario, l’inquinamento ambientale aumenterebbe.

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, cartelli bonifica bacino "fanghi rossi"

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, cartelli bonifica bacino “fanghi rossi”

Si tratta della terza variante del progetto, dopo le prime due del 2015: l’attuale versione del progetto non prevede più una nuova centrale a carbone, ma un vaporodotto in collegamento con l’esistente centrale elettrica ENEL.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha ancora una volta inoltrato (24 ottobre 2018) un atto di intervento nel relativo procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) attualmente in corso presso il Servizio valutazioni ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna.

La situazione ambientale e sanitaria della zona di Portoscuso, in particolare della fascia infantile, è vicina al collasso.

Nel gennaio 2012 (nota stampa ASL n. 7 del 23 gennaio 2012) così avvertiva un comunicato stampa dell’A.S.L. n. 7 di Carbonia, in seguito a comunicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero dell’ambiente: “…si ritiene necessario informare la popolazione di Portoscuso di fare in modo di differenziare la provenienza dei prodotti ortofrutticoli da consumare per la fascia di età dei bambini da 0 a 3 anni. Occorre perciò fare in modo che in questa fascia di età non siano consumati esclusivamente prodotti ortofrutticoli provenienti dai terreni ubicati nel Comune di Portoscuso.

Portovesme,  bacino "fanghi rossi" bauxite (foto Raniero Massoli Novelli, 1980)

Portovesme, bacino “fanghi rossi” bauxite (foto Raniero Massoli Novelli, 1980)

Già nel 2008 L’Università di Cagliari (Dipartimento Sanità pubblica, Medicina del lavoro) nel corso di una ricerca (Plinio Carta, Costantino Flore) affermò chiaramente la sussistenza di deficit cognitivi in un campione di bambini di Portoscuso, dovuto a valori di piombo nel sangue superiori a 10 milligrammi per decilitro (vds. “Environmental exposure to inorganic lead and neurobehavioural tests among adolescents living in the Sulcis-Iglesiente, Sardinia” in Giornale italiano di medicina del lavoro ed ergonomia, 15 aprile 2008, in http://www.biowebspin.com/pubadvanced/article/18409826/#sthash.kjkUGkfA.dpuf).

La letteratura medica, infatti, indica un’associazione inversa statisticamente significativa tra concentrazione di piombo ematico e riduzione di quoziente intellettivo, corrispondente a 1.29 punti di QI totale per ogni aumento di 1 µg/dl di piomboemia (sulla tossicità del piombo vds. http://www.phyles.ge.cnr.it/htmlita/tossicitadelpiombo.html).

Il Rapporto S.E.N.T.I.E.R.I. – studio epidemiologico, Ministero della salute, S.I.N. Sulcis-Iglesiente-Guspinese (pp. 130-133, 2012) ha evidenziato un pesantissimo rischio per la salute, fra cui un “rischio osservato di circa 500 volte l’atteso … per tumore della pleura fra i lavoratori del settore piombo-zinco (Enirisorse, ex Samin), un incremento di mortalità per tumore del pancreasfra i lavoratori del settore alluminio (Alcoa), mentre fra i “produttori di allumina dalla bauxite (Eurallumina) la mortalità per tumore del pancreas e per malattie dell’apparato urinario è risultata in eccesso”.

Portoscuso, porto e zona industriale di Portovesme

Portoscuso, porto e zona industriale di Portovesme

La relazione A.R.P.A.S. di monitoraggio ambientale (2014) indica per le aree Eurallumina sistematici superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di metalli pesanti (Ferro, Manganese, Piombo), di Arsenico, Fluoruri e Alluminio, mentre la perizia e le analisi predisposte dal prof. Mario Manassero per la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari (2016) hanno delineato un devastante quadro degli inquinamenti delle falde idriche anche e soprattutto presso il c.d. bacino fanghi rossi, la discarica della lavorazione della bauxite dell’Eurallumina.

Eppure una seria possibilità da valutare per coniugare rispetto dell’ambiente, produzione industriale e lavoro c’è e viene colpevolmente snobbata da anni da amministrazioni pubbliche, aziende, sindacati.

Il recente (2 marzo 2018) accordo fra Ministero per lo sviluppo economico ed Eurallumina s.p.a. , con il sostegno regionale, significa “un contributo complessivo di 83 milioni di euro, di cui fino a 16 a fondo perduto, a fronte di un investimento complessivo previsto dall’impresa di circa 160 milioni di euro” per continuare a devastare ambiente e salute di Portoscuso e dintorni.

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, striscione operai Allumina

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, striscione operai Allumina

L’alluminio, però, è materiale completamente riciclabile e riutilizzabile all’infinito per la produzione di oggetti anche sempre differenti.                       L’Italia (insieme alla Germania) è oggi il terzo Paese al mondo per la produzione di alluminio riciclato, dopo gli Stati Uniti e il Giappone.

Attualmente ben il 90% dell’alluminio utilizzato in Italia (il 50% nel resto dell’Europa occidentale) è alluminio riciclato e ha le stesse proprietà e qualità dell’alluminio originario: viene impiegato nell’industria automobilistica, nell’edilizia, nei casalinghi e per nuovi imballaggi.

La raccolta differenziata, il riciclo e recupero dell’alluminio apportano numerosi benefici alla Collettività in termini economici perché il riciclo dell’alluminio è un’attività particolarmente importante per l’economia del nostro Paese, storicamente carente di materie prime, in termini energetici, perchè permette di risparmiare il 95% dell’energia necessaria a produrlo dalla materia prima[1], nonchè sotto il profilo ambientale in quanto abbatte drasticamente le emissioni inquinanti e necessità di molte meno risorse naturali.

Nel 2016 in Italia sono state recuperate ben 48.700 tonnellate di alluminio, il 73,2% delle 66.500 tonnellate immesse nel mercato nello stesso anno: così sono state evitate emissioni inquinanti pari a 369 mila tonnellate di CO2 ed è stata risparmiata energia per oltre 159 mila tonnellate equivalenti petrolio (dati Consorzio Italiano Imballaggi Alluminio – CIAL, 2017).

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, impianti Alcoa

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, impianti Alcoa

La totalità dell’alluminio attualmente prodotto in Italia proviene dal riciclo.

I trend confermano l’Italia al primo posto in Europa con oltre 927 mila tonnellate di rottami riciclati (considerando non soltanto gli imballaggi).

Oggi nel nostro Paese operano dodici fonderie che trattano rottami di alluminio riciclato, con una capacità produttiva globale di circa 808 mila tonnellate di alluminio secondario (2015), un fatturato complessivo di oltre 1,87 miliardi di euro e circa 1.600 lavoratori occupati nel settore.

Sarebbe quantomeno da verificare concretamente la possibilità della trasformazione del polo dell’alluminio primario di Portoscuso in polo dell’alluminio riciclato, proposta avanzata fin dal maggio 2016 proprio dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, che permetterebbe la salvaguardia dei posti di lavoro, infinitamente minori consumi energetici e, soprattutto, infinitamente minori impatti ambientali e sanitari.

Portoscuso, centrale eolica

Portoscuso, centrale eolica

Ma a Portoscuso, almeno quanto nello Yemen, si continua serenamente a bombardare quotidianamente di piombo i bambini senza che nessuno – lavoratori, sindacalisti, intellettuali, esponenti politici e delle associazioni, uomini di Chiesa, chi più ne ha più ne metta – abbia nulla da dire rispetto a quanto avvenga a due passi da casa.

Anzi, a sostener questo ignobile stato di cose vien pure scomodata la Madonna, recentemente condottadalle tute verdi all’interno dello stabilimento di raffinazione” e accolta nei locali Eurallumina dall’“‘amministratore delegato Luca Vincenzi e del rappresentante della Rsu Antonello Pirotto”.

I bambini di Portoscuso evidentemente valgono meno.    Per noi no.

Fino a quando, dunque, saremo disposti a sacrificare la vita dei nostri figli per un posto di lavoro?

Questa storia ricorda tanto il sacrificio di Isacco, dove Dio chiede ad Abramo di uccidere suo figlio: in questo caso è il dio denaro che chiede di sacrificare le nuove generazioni, ma di sicuro nessuno interverrà alla fine per salvarli.

Voltare pagina è il minimo che si possa fare.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

_______________________________

[1] la produzione di un kg. di alluminio di riciclo ha un fabbisogno energetico (0,7 kwh) che equivale solo al 5% di quello di un kg. di metallo prodotto a partire dal minerale (14 kwh).

 

Portoscuso, zona industriale di Portovesme

Portoscuso, zona industriale di Portovesme

(foto Raniero Massoli Novelli, S.D., archivio GrIG)

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  1. ottobre 25, 2018 alle 3:01 pm

    da Cagliaripad, 24 ottobre 2018
    Portoscuso, il Grig: “Stop al nuovo pesante inquinamento ambientale”: https://www.cagliaripad.it/343134/stop-al-pesante-inquinamento-ambientale-portoscuso

    ________________________

    da Casteddu online, 24 ottobre 2018
    Raffineria di Portoscuso: “Col nuovo progetto più inquinamento. Rischi per i bambini”.
    Grig: “Con la realizzazione del “Progetto di ammodernamento della raffineria di produzione di allumina” l’inquinamento ambientale aumenterebbe. e la situazione ambientale e sanitaria della zona di Portoscuso, in particolare della fascia infantile, è vicina al collasso”: http://www.castedduonline.it/portoscuso-raffineria/

  2. ottobre 26, 2018 alle 3:05 pm

    da L’Unione Sarda, 26 ottobre 2018
    Portoscuso. Il Gruppo di intervento giuridico contro il piano Eurallumina. “A Portovesme potrebbe aumentare l’inquinamento”. (Antonella Pani)

    “Nei Siti di Interesse Nazionale, in cui rientra Portovesme, l’inquinamento ambientale dovrebbe diminuire. Invece con il nuovo piano di rilancio dell’Eurallumina l’inquinamento è destinato ad aumentare”.
    Il Gruppo di intervento giuridico boccia senza appello il nuovo progetto di ammodernamento della raffineria di proprietà della Rusal. Ha già inviato le proprie osservazioni contrarie al Servizio Valutazioni Ambientali della Regione, nell’ambito del Via. Infatti, dopo la pubblicazione del progetto e la presentazione al pubblico, c’è tempo fino a metà novembre per presentare osservazioni.
    Il Grig si dichiara contrario, il progetto (rivisto e privo della centrale a carbone) non incontra il favore. “La situazione ambientale e sanitaria della zona di Portoscuso – si legge nella nota del Gruppo di intervento giuridico – è vicina al collasso. Già nel 2012 una nota della Asl 7 invitava i genitori a non far consumare ai bambini prodotti ortofrutticoli provenienti esclusivamente da Portoscuso”.
    Si citano inoltre lo studio epidemiologico del Rapporto Sentieri (che mise in luce un rischio atteso di malattie tumorali molto più alto per gli ex lavoratori delle fabbriche), così come la relazione Arpas del 2014 che evidenziava superamenti frequenti dei limiti di legge previsti per i metalli pesanti, L’associazione ambientalista propone infine di verificare la possibilità di trasformare il polo dell’alluminio primario di Portoscuso nel polo dell’alluminio riciclato.
    Nei giorni scorsi anche l’associazione Sardegna Pulita ha presentato delle osservazioni sul progetto Eurallumina.

  3. ottobre 27, 2018 alle 5:06 pm

    da Terre di Frontiera, 25 ottobre 2018
    Il nuovo pesante inquinamento ambientale di Portoscuso: https://www.terredifrontiera.info/inquinamento-ambientale-di-portoscuso/

  4. novembre 11, 2018 alle 6:18 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 11 novembre 2018
    Portovesme e i veleni della sua industria in crisi: nell’Ilva sarda terre intossicate e piombo nel sangue dei giovani.
    L’ex provincia di Carbonia-Iglesias raccoglieva le fabbriche specializzate nella lavorazione di piombo, zinco, cadmio, alluminio, che negli anni hanno inquinato l’ambiente e avvelenato terreni e salute degli abitanti. Però manca un registro tumori, mentre i dati sugli eccessi di mortalità (anche dei feti) e sulle concentrazioni nel sangue rimangono inascoltati. Intanto si cerca di risolvere il dramma occupazionale e far ripartire la produzione. Lavoro e salute, una volta di più, uno contro l’altra. (Eleonora Savona): https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/11/portovesme-e-i-veleni-della-sua-industria-in-crisi-nellilva-sarda-terre-intossicate-e-piombo-nel-sangue-dei-giovani/4602834/

  5. novembre 13, 2018 alle 6:12 pm

    il Libro dei Sogni, il Libro degli Incubi…

    da Sardinia Post, 13 novembre 2018
    Piano Sulcis: interventi per 1,2 miliardi, stimati 4.500 posti di lavoro: https://www.sardiniapost.it/in-evidenza-2/piano-sulcis-interventi-12-miliardi-stimati-4-500-posti-lavoro/

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