Ancora tanto carbone nei polmoni di Portoscuso …


Portovesme, bacino "fanghi rossi" bauxite (foto Raniero Massoli Novelli, 1980)

Portovesme, bacino “fanghi rossi” bauxite (foto Raniero Massoli Novelli, 1980)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (21 dicembre 2015) un atto di intervento con “osservazioni” nel procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) relativo al “Progetto di ammodernamento della raffineria di produzione di allumina ubicata nel Comune di Portoscuso, ZI Portovesme (CI)” da parte della Eurallumina s.p.a.         Coinvolti il Servizio regionale di valutazione degli impatti (S.V.A.), la Commissione europea, il Ministero dell’ambiente, il Comune di Portoscuso.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha chiesto la declaratoria di non compatibilità ambientale per gli eccessivi impatti sul territorio e sulla salute pubblica in un’area già a rischio ambientale e sanitario.

Si tratta, in buona sostanza, del riciclaggio del progetto di “costruzione ed esercizio di un impianto di cogenerazione alimentato a carbone di potenza termica pari a 285 MWt” proposto nella primavera 2015 dalla EuralEnergy s.p.a. sempre a Portoscuso (CI), nella zona industriale di Portovesme, e già oggetto di procedimento di V.I.A. riguardo cui l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato l’atto di intervento con “osservazioni” (10 giugno 2015).

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, cartelli bonifica bacino "fanghi rossi"

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, cartelli bonifica bacino “fanghi rossi”

Il progetto prevede la realizzazione e l’esercizio di una centrale termica cogenerativa alimentata a carbone (potenza 285 MWh) e opere connesse finalizzata a garantire la totale copertura delle necessità di energia termica ed elettrica degli impianti di lavorazione della bauxite dell’Eurallumina s.p.a., impianti che riprenderebbero la produzione in caso di realizzazione ed entrata in esercizio della nuova centrale.   La centrale esistente sarebbe utilizzata solo in caso di fermata di quella attualmente in progetto, l’impianto di abbattimento delle polveri sarebbe in uso anche per l’abbattimenti dei contenuti inquinanti dei fumi dell’attuale centrale.

Insomma, con la nuova centrale ripartirebbe l’Alcoa e centinaia di operai riprenderebbero il lavoro. Però, ambiente e salute ne risentirebbero. E non poco.

Infatti, l’intero territorio comunale di Portoscuso rientra nel sito di interesse nazionale (S.I.N.) per le bonifiche ambientali del Sulcis-Iglesiente-Guspinese (D.M. n. 468/2001).       I siti di interesse nazionale, o S.I.N., come noto, rappresentano delle aree contaminate molto estese classificate fra le più pericolose dallo Stato.   Necessitano di interventi di bonifica ambientale del suolo, del sottosuolo e/o delle acque superficiali e sotterranee per evitate danni ambientali e sanitari.   I S.I.N. sono stati definiti dal decreto legislativo n. 22/1997 e s.m.i. (decreto Ronchi) e nel D.M. Ambiente n. 471/1999, poi ripresi dal decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (Codice dell’ambiente), il quale ne stabilisce l’individuazione “in relazione alle caratteristiche del sito, alla quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell’impatto sull’ambiente circostante in termini sanitari e ecologici nonché di pregiudizio per i beni culturali e ambientali”. Caratteristica fondamentale relativa alle aree ricadenti nei S.I.N. è la necessità che i carichi inquinanti diminuiscano anziché aumentare.

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, impianti Alcoa

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, impianti Alcoa

Fin d’ora, la situazione ambientale/sanitaria dei residenti di Portoscuso, in particolare della fascia infantile, è già al limite del collasso.

Nel gennaio 2012 (nota stampa ASL n. 7 del 23 gennaio 2012) così avvertiva un comunicato stampa dell’A.S.L. n. 7 di Carbonia, in seguito a comunicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero dell’ambiente: “…si ritiene necessario informare la popolazione di Portoscuso di fare in modo di differenziare la provenienza dei prodotti ortofrutticoli da consumare per la fascia di età dei bambini da 0 a 3 anni. Occorre perciò fare in modo che in questa fascia di età non siano consumati esclusivamente prodotti ortofrutticoli provenienti dai terreni ubicati nel Comune di Portoscuso. Già nel 2008 l’Università di Cagliari (Dipartimento Sanità pubblica, Medicina del lavoro) nel corso di una ricerca (Plinio Carta, Costantino Flore) affermò chiaramente la sussistenza di deficit cognitivi in un campione di bambini di Portoscuso, dovuto a valori di piombo nel sangue superiori a 10 milligrammi per decilitro (vds. “Environmental exposure to inorganic lead and neurobehavioural tests among adolescents living in the Sulcis-Iglesiente, Sardinia” in Giornale italiano di medicina del lavoro ed ergonomia, 15 aprile 2008, in http://www.biowebspin.com/pubadvanced/article/18409826/#sthash.kjkUGkfA.dpuf). La letteratura medica, infatti, indica un’associazione inversa statisticamente significativa tra concentrazione di piombo ematico e riduzione di quoziente intellettivo, corrispondente a 1.29 punti di QI totale per ogni aumento di 1 µg/dl di piomboemia (sulla tossicità del piombo vds. http://www.phyles.ge.cnr.it/htmlita/tossicitadelpiombo.html).

Il Rapporto S.E.N.T.I.E.R.I. – studio epidemiologico, Ministero della salute, S.I.N. Sulcis-Iglesiente-Guspinese (2012) ha evidenziato un pesantissimo rischio per la salute, fra cui un “rischio osservato di circa 500 volte l’atteso … per tumore della pleura fra i lavoratori del settore piombo-zinco (Enirisorse, ex Samin), un incremento di mortalità per tumore del pancreasfra i lavoratori del settore alluminio (Alcoa), mentre fra i “produttori di allumina dalla bauxite (Eurallumina) la mortalità per tumore del pancreas e per malattie dell’apparato urinario è risultata in eccesso”.

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, centrale termoelettrica Enel

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, centrale termoelettrica Enel

Ormai è la stessa catena alimentare a esser compromessa.

La Direzione generale dell’Azienda USL n. 7 di Carbonia ha reso noto (nota prot. n. PG/201416911 dell’11 giugno 2014) che “gli esiti” dei monitoraggi condotti con la stretta collaborazione dell’I.S.P.R.A. e dell’Istituto Superiore di Sanità hanno portato alla “richiesta al Sindaco del Comune di Portoscuso di adozione di provvedimenti contingibili e urgenti che al momento consistono in:

* divieto di commercializzazione/conferimento del latte ovicaprino prodotto da sette allevamenti operanti sul territorio comunale con avvio a distruzione presso impianto autorizzato;

divieto di movimentazione in vita e di avvio a macellazione dei capi allevati presso le attività produttive del territorio, nelle more della effettuazione di verifiche  mirate sulla eventuale presenza di diossina nelle carni;

* permane il divieto di raccolta dei mitili e dei granchi nel bacino di Boi Cerbus;

*  permane divieto di commercializzazione e raccomandazione di limitazione del consumo di prodotti ortofrutticoli e vitivinicoli prodotti nel territorio”.

In poche parole,  a Portoscuso non si può vendere il latte ovicaprino né fare allevamento ovicaprino, non si possono raccogliere mitili e crostacei, non si possono vendere frutta, verdura e vino, chi li consuma lo fa a rischio e pericolo.

Anche sotto il profilo energetico non emerge quella necessità di nuovi impianti produttivi, a fronte di un eccesso del 21,3% di energia prodotta in Sardegna rispetto al fabbisogno e già oggi esportata verso la Penisola e la Corsica (dati P.E.A.R.S., gennaio 2014), per giunta un impianto alimentato da combustibile fossile come il carbone, foriero di ulteriori emissioni di CO2 e di altri elementi non favorevoli al miglioramento qualitativo dell’aria e delle altre componenti ambientali, con indubbi riflessi sulla salute pubblica.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, striscione operai Allumina

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, striscione operai Allumina

 

Cagliari, Palazzo di Giustizia, sit in

Cagliari, Palazzo di Giustizia, sit in

 

(foto Raniero Massoli Novelli, S.D., archivio GrIG)

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  1. Mara
    dicembre 21, 2015 alle 8:35 am

    Sarà una battaglia durissima, perché la fame di lavoro nel Sulcis è allucinante e spiace moltissimo per le famiglie coinvolte. Ma la posizione degli ambientalisti è l’unica che potrà dare – anche se molto faticosamente – un futuro al territorio. Ho sentito una volta un operaio dire, a proposito della centrale a carbone: “Meglio morire forse di cancro che sicuramente di fame”.
    Dal suo punto di vista… ineccepibile MA: e i figli, i nipoti? Il futuro? La strada della chiusura di tutte le fabbriche inquinanti e immediato disinquinamento è l’unica percorribile. Con obbligo di impiego di tutte le maestranze che perderebbero il lavoro. CHI PAGHERA’ quest’opera immane? Forse il nostro ciarliero Premier potebbe dedicare un tweet all’argomento, tralasciando per un po’ le cazzate del Ponte sullo Stretto e altre amenità tipo la TAV.

    • Sulcitano
      dicembre 22, 2015 alle 2:44 pm

      Carissima Mara, più che fame di lavoro, nel Sulcis c’è tantissima assuefazione alle prebende, alle indennità e ai falsi (perché non corrispondenti ad un’attività di lavoro vero) stipendi!
      Grazie GrIG per provare a bloccare questo folle piano che non fa acqua (magari! Purtroppo fa altre emissioni ben peggiori!) da tutte le parti: film già visto. Ci guadagneranno i politici (voti), i sindacalisti (trattenute) e naturalmente i prenditori dei fondi pubblici (che includono gli sconti su tariffe elettriche in quanto pagati alla fine della fiera dai contribuenti, nonché ovviamente tutti i costi ambientali e alla salute pubblica che non purtroppo non pagheranno mai!).
      Ultimo pensiero a quanto giustamente osservato da Mara: come è possibile accettare che siano avvelenati i nostri figli? E’ del tutto contro la natura umana e sembra che nel Sulcis sia stato da tempo superato anche questo limite!

  2. Shardana
    dicembre 21, 2015 alle 11:09 am

    Non vorrei contraddirti Mara,ma a parte il GRIG non vedo molte associazioni ambientaliste Battersi per i problemi legati all’inquinamento di portovesme,solo associazioni e gruppi di cittadini.L’inquinamento riguarda tutto il Sulcis,carloforte,isola oncologica compresa,anche se continuano a negarne per meri scopi turistici ed economici le ricadute inquinanti.Nessuno vieta all’operaio discegliere come suicidarsi,nessuno gli impedisce di farlo,ma per un pugno di lavoratori,con il tutto il rispetto per le loro famiglie,non si può continuare ad uccidere consapevolmente.Chiudere le fabbriche vuol dire fare tabula rasa al sostentamento illegale di gruppi di potere,partiti e sindacalisti che pescano dai nuclei famigliari come in un vero e proprio “SISTEMA” e con i loro paraocchi hanno ridotto il sud ovest sardo ad una terra di assistiti.NO A TUTTO QUELLO che mette a repentaglio la salute della gente,altro che la mancanza di lavoro uccide la dignità.Se ci fosse dignità non esisterebbero le fabbriche della morte.LAVORO DALLA BONIFICA DEL TERRITORIO

  3. Mara
    dicembre 21, 2015 alle 5:05 pm

    Non mi contraddici, Shardana. La penso proprio come te, solo che forse non mi sono spiegata bene. Specie per quanto riguarda i politici e la loro corte dei miracoli: ho lavorato a Portovesme per 10 anni e conosco benissimo il territorio. Prima della sciagurata decisione di trasformarlo nell’immondezzaio chimico d’Italia, doveva essere un Paradiso Terrestre, altro che Costa Smeralda…
    Abiti a Carloforte La Bella vero? Ti prego: fai una sniffata di fainé a mio nome, appena puoi!:)

    • Shardana
      dicembre 22, 2015 alle 10:13 am

      Buondì Mara,per la “faino”nessun problema,ne mangerò un pò per te.Carloforte la Bella avrebbe bisogno di un pò più di attenzione da parte di tutti i tabarchin per poter essere chiamata cosi.Il Sulcis è tutto bello,con i suoi paesini e la sua storia.Peccato che sia ostaggio dei gruppi di potere e mi dispiace per quei pochi che lottano contro i mulini a vento,Angelo Cremone in testa senza ottenere nessun risultato.Ritorno nell’oblio senza più nessuna speranza per il cambiamento.GRIG non mollarci,almeno tu continua con l’informazione.

  4. dicembre 21, 2015 alle 9:48 pm

    da La Nuova Sardegna, 21 dicembre 2015
    Portovesme, ambientalisti: la nuova centrale Eurallumina pericolosa per la salute.
    Il Gruppo di intervento giuridico entra nel merito della valutazione di impatto ambientale in corso all’assessorato regionale, dall’impianto dipende la ripresa produttiva di Alcoa: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2015/12/21/news/portovesme-ambientalisti-la-nuova-centrale-eurallumina-pericolosa-per-la-salute-1.12657527?ref=hfnscaec-2

    ____________________________________________________________________

    da Sardinia Post, 21 dicembre 2015
    Eurallumina, ambientalisti contro la nuova centrale: “Nociva per la salute”: http://www.sardiniapost.it/ambiente/eurallumina-ambientalisti-contro-la-nuova-centrale-nociva-per-la-salute/

    ____________________________________________________________________

    da CagliariPad, 21 dicembre 2015
    Eurallumina, ecologisti contro nuovo progetto.
    “L’associazione – spiegano gli ambientalisti – ha chiesto la declaratoria di non compatibilità ambientale per gli eccessivi impatti sul territorio e sulla salute pubblica in un’area già a rischio ambientale e sanitario”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=24688

  5. Giorgio Zintu
    dicembre 21, 2015 alle 10:26 pm

    Sembra davvero che i peggioi nemici dell’ambiente siano proprio gli operai, una volta tanto attenti alla sicurezza e oggi inconsapevoli protagonisti della fine del pianeta. E’ probabile che nessuno di loro pensi ai costi sociali e sanitari che sono a carico delle famiglie.La società dei consumi arruola sempre più disperati. Sarebbe economicamente più sostenibile impegnare gli stessi operai nella bonifica del territorio o addirittura mantenerli a casa piuttosto che ingaggiarli in una straordinaria opera di demlolizione del proprio corredo genetico e di altri inconsapevoli cittadini di quella’area.

  6. Carlo Forte
    dicembre 22, 2015 alle 12:09 pm

    Il carbone è nei polmoni e nella catena alimentare di tutto il Sulcis,non solo di portoscuso.Oggi poi con l’incendio di ieri alla centrale Disgrazia Deledda l’aria sarà più fine.

  7. uno dei tanti
    dicembre 23, 2015 alle 12:02 am

    Stranamente tutti si accaniscono contro eurallumina che si appresta alla costruzione di una caldaia con tecnologie 2015 ma nessuno punta il dito verso l’ enel dove caso strano ci lavora uno dei cosiddetti “ambientalisti” che tanto si accaniscono contro il carbone, ( materia prima dell ‘enel e che sopratutto è costruita con tecnologie obsolete. Vi dico che la caldaia eurallumina produrrà 50 mW
    contro i 900 dell’ enel e ci si ostina a dire che inquina di più la prima. cercatevi la normativa vigente sulle emissioni e il progetto che sarà creato , le ricadute occupazionali e i benefici su tutto l’ indotto ……..frugate tanto in rete per altre cose quindi cercatevi anche queste, siamo noi stessi dipendenti i primi a volere la massima trasparenza , sicurezza e rispetto delle leggi e non permettiamo di venire additati come quelli che barattano la vita per il lavoro,il progetto è valido e rispettoso dell ambiente, tutte le cose dette per screditarlo fanno parte semplicemente dell’ essere contrari a tutto, ma proprio non riuscite a capire che se fatto tutto a norma di legge ci può stare sia industria che turismo ? , e non venite a dire la solita storia che il carbone è inquinante…..ci saranno filtri che permetteranno di rimanere nei valori di norma, anche la vostra auto senza sistemi di antiinquinamento farebbe molto peggio e quindi cosa fate? non usate più la macchina? esistono le normative da seguire, e smettetela anche con la favola delle bonifiche fatte dai dipendenti, ma credete che lavori del genere li diano a chi non sa nulla di bonifica o a ditte specializzate in smantellamento e bonifica,…… dai siamo seri.
    Invito davvero a riflettere se si è davvero contrari a tutto, anche sapendo che tutto è a regola d’ arte, l’ iter autorizzativo stabilirà proprio questo, e poi ricordate che se qualcuno in passato ha sbagliato è giusto che paghi ma i processi a carico delle persone non hanno niente a che vedere col rilancio della fabbrica, nessuno è insostituibile.

    • dicembre 23, 2015 alle 6:53 am

      vedi, anonimo “uno dei tanti”, noi non “ce la prendiamo” con l’Eurallumina perché non sappiamo come passare il tempo.
      Se hai avuto la pazienza di leggere quel che c’è scritto nell’articolo, avrai letto alcuni dei “numeri” del disastro ambientale e sanitario del Basso Sulcis.
      É una situazione quasi al punto di non ritorno che necessita scelte drastiche, se si vuol salvare la salute.
      Questo vale per Enel, per Eurallumina, per tutte le industrie del polo di Portovesme. Se dai un’occhiata in questo blog, potrai vedere che non ci occupiamo solo di questo progetto.
      E quando diciamo “no” é perché ambiente e salute non sono barattabili, per noi.

      • uno dei tanti
        dicembre 23, 2015 alle 5:13 pm

        Volevo rispondervi , ma ho cancellato tutto, mi è bastato leggere la fesseria del baratto, il baratto implica uno scambio e noi non stiamo scambiando proprio niente, vogliamo il posto di lavoro nel rispetto delle norme ambientali….voi solo la chiusura. Complimenti per le larghe vedute.

      • dicembre 23, 2015 alle 5:28 pm

        noi vogliamo che il lavoro non sia a discapito della salute e dell’ambiente.
        Se non lo comprendi non possiamo farci nulla.

    • shardana
      dicembre 25, 2015 alle 11:19 am

      La vediamo nella quotidianità la trasparenza che volete,uno dei tanti.Bacini fuorilegge,smaltimento illegale di rifiuti tossici,soldi rubati all’Europa per tenere il carrozzone in strada,catena alimentare inquinata,appalti illegali…….questo è quello che non vogliamo.L’enel è una cacca come tutte le altre industrie che hanno affossato il territorio per mantenere operai che timbrano e fanno “spuntini”…..Questa è l’unica cosa trasparente sotto gli occhi di tutti tutto l’altro è “SISTEMA”

  8. uno dei tanti
    dicembre 25, 2015 alle 7:54 pm

    Mi sembra ovvio che siate poco informati e buttate tutto in un unico calderone senza differenziare le vertenze in essere a Portovesme, solo per creare terrorismo mediatico verso chi non conosce la realtà dei fatti e crede che ciò che diciate sia pura verità.
    In merito alla vostra risposta, non volete il lavoro a discapito della salute e ambiente…… ma se esistono delle leggi da seguire in ambito ambientale e se sono rispettate quale è il problema? se sei nei parametri consentiti è quindi tutto legale, cioè, se si facessero le cose contro la legge posso anche essere d’ accordo che chi sbaglia paga ( e pagherà) , ma sappiate anche che il corso degli eventi è cambiato che le cose sono state fatte secondo leggi italiane ed europee , per cui perchè non supportare queste realta? Se non capite questo è proprio vero che siete per il no a tutto. Se poi in passato ci sono stati personaggi che hanno sbagliato pagheranno, i furbetti ci sono ovunque, ma affossare una realtà strategica di interesse nazionale per colpa di alcuni è troppo,
    Per rispondere a Shardana invece, come sempre si fa confusione credendo che siano tutti la stessa cosa, ciò a cui ti riferisci sono avvenimenti del 2009, le cose sono cambiate parecchio da allora e poi quali soldi l’ eurallumina ha rubato all’ europa? se sai di appalti illegali perche non li denunci? Affossato il territorio? per cosa, o sei uno di quelli che crede di vivere 365 gg all’ anno di turismo in queste zone , con quali strutture poi ? costruiscilo tu un albergo e vediamo quanto duri o sei probabilmente uno di quelli che ormai è in pensione e si è improvvisamente risvegliato guerrigliero pseudo ambientalista insieme a quell’ opportunista di cremone l’ importante che l’ inps eroghi il 1° vero?

    • dicembre 25, 2015 alle 8:27 pm

      meno male che ci sei tu, anonimo, che ci spieghi com’è fatto il mondo senza portare uno straccio di argomentazione basata su dati, ma con sillogismi (“se la legge è rispettata, che problema c’è?”) che ti qualificano da solo.
      Il mix pluridecennale di emissioni in atmosfera, nel suolo, nell’acqua, nel mare ha “prodotto” decessi, ambiente inquinato, verdure e latte oggetto più di procedimenti penali che di riconoscimenti di qualità, piomboemie infantili e quant’altro ormai è ben noto a tutti tranne che a te.
      Tutte emissioni “legittime” e questo è il risultato.
      Leggiti qualche dato contenuto nell’articolo e leggiti ancora meglio l’ultimo rapporto SENTIERI (vds. https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2014/05/20/ecco-il-iii-rapporto-sentieri-su-inquinamento-e-salute-in-italia-anche-in-sardegna-sempre-peggio/).
      L’unica cosa seria da fare sarebbe ridurre i carichi inquinanti prima solo di pensare a nuovi impianti industriali: la nuova centrale a carbone è “pulita” e diminuisce l’inquinamento?
      Davvero?
      E quali impianti inquinanti chiudono definitivamente?
      Nessuno.
      E tu pontifichi di “terrorismo mediatico”?
      Buon Natale anche a te, ma senza ipocrisie e senza prendere per i fondelli.

      Stefano Deliperi

  9. uno dei tanti
    dicembre 26, 2015 alle 9:14 am

    eh gia! ma ora sono arrivati salvatori della patria ……………ah ha ridicoli,
    pogarirari…………patetico……. dai chiudiamo tutto, aboliamo tutto, al bando le auto e ogni industria italiana…..
    Argomentare? e perchè non siete intervenuti il 26/11 alla presentazione del progetto presso il consorzio industriale, forse potevate imparare qualcosa da persone e professori molto più illustri e competenti di voi, ma è stato più facile scappare che rendersi ancora più ridicoli con pseudo personaggi che sono solo in cerca di visibilità
    Visto la mancanza di un minimo senso di comprensione me ne guarderò bene dal riaprire questa pagina o commentare ulteriormente.

    • dicembre 26, 2015 alle 5:44 pm

      siamo intervenuti con un formale atto nel procedimento di V.I.A.
      Nero su bianco, sottoscritto con nome e cognome, non come un anonimo, cioè nulla e nessuno.
      Non ti basta?
      Non sei in grado di tirar fuori uno straccio di argomento su quanto di concreto, molto concreto (pure troppo) viene obiettato.
      Buon viaggio di ritorno nel nulla pieno d’interessi da cui sei venuto.

      Stefano Deliperi

    • Mara
      dicembre 26, 2015 alle 9:12 pm

      OTTIMO! Uno dei tanti in meno. A essere sincera spero che sia uno dei POCHI, con la mentalità ottusa e retrograda che si ritrova. Poveretto.

  10. Fabrizio De Andrè
    dicembre 26, 2015 alle 10:57 am

    Ora capisco perchè ti chiami UNO DEI TANTI,sei uno di quelli della grande famiglia……Peccato che la legge,e tutte quelle parti di stato con nomi strani e stipendi assicurati,chiesa compresa siano dalla parte del potere e oscurano i dati reali dell’olocausto sulcitano.Non aggiungo nomi se no il grig mi censura,ma li hai letti sui quotidiani tutti i nomi di quelli che hanno rubato e rubano a piene mani soldi pubblici oltre che vite umane.Ex ila,carbosulcis,parco geominerario parenti e fratelli di politici e sindacalisti,nipoti scambisti di voti,cassaintegrati che non hanno mai lavorato,insomma una vera e proprio sistema con i suoi affiliati…..Ma cosa stò a perdere tempo a parlare,credo nella primavera e prima o poi spunteranno fiordalisi anche nel Sulcis Buon natale e pace in terra

  11. Shardana
    dicembre 26, 2015 alle 3:01 pm

    Non credo alla monocultura del turismo,ma pesca,agricoltura,enogastronomia,cultura e archeologia dovrebbero essere il motore trainante della nostra economia,peccato che ci si debbano rimboccare le maniche per farlo partire…È molto più facile occupare un pozzo o una ciminiera per elemosinare quello che non spetterebbe ma che viene dato per grazia ricevuta..Per quanta riguarda gli alberghi sono anacronistici nel nostro territorio,credo nell’albergo diffuso,nelle pensioni nei b&b dove sono i locali ad essere testimoni attivi e non gruppi di potere che costruiscono abusivamente con i soldi di stato per poi sparire.Gli avvenimenti sono sempre attuali e mi sembra che sulla tua cattiva fede non ci sia da dubitare,sicuramente “tetti”anche tu come minatori,pescatori, pastori dall’assistenzialismo crea consenso dello stato.Non conosco a fondo cremone,ma il suo impegno ventennale ha portato alla luce molte vergogne,che in maniera “vergognosa “vengono accantonate.Non sono pensionato,sono uno che si spacca la schiena per sopravviver e mantenere con il proprio sudore quelli che oltre ad essere cassa integrati svolgono altri lavori e li sottraggono a gente come me.

  12. dicembre 30, 2015 alle 11:08 pm

    A.N.S.A., 30 dicembre 2015
    Eurallumina: stabilimento può riaprire.
    Primo via libera conferenza servizi, esultano gli operai. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/12/30/eurallumina-stabilimento-puo-riaprire_7b2eee1f-0296-4dcd-a2f1-528173b00286.html)

    CAGLIARI, 30 DIC – Un boato di gioia da parte degli operai dopo due giorni di presidio sotto la Regione: la valutazione della conferenza di servizi, chiamata a valutare se il progetto di rilancio di Eurallumina ha le carte in regola per andare avanti sotto il profilo ambientale, è positiva. C’è il nulla osta condizionato però all’adempimento di alcune prescrizioni. L’iter non è concluso: l’organismo composto da 21 enti ha fornito una serie di indicazioni che saranno depositate ufficialmente l’11 gennaio.

    _________________________________________________________

    da L’Unione Sarda, 30 dicembre 2015
    Eurallumina, conferenza di servizi in Regione: nulla osta ma condizionato: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/12/30/eurallumina_nulla_osta_con_prescrizioni_dalla_conferenza_dei_serv-68-454607.html

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