Ma che cosa ne vogliamo fare di Portoscuso?


Portoscuso, zona industriale di Portovesme, cartelli bonifica bacino "fanghi rossi"

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, cartelli bonifica bacino “fanghi rossi”

anche su Il Manifesto Sardo (“Ma che cosa ne vogliamo fare di Portoscuso?“), n. 257, 16 marzo 2018

 

L’isola resta una regione virtuosa anche con l’alluminio, confermando il trend di ottime performance sulla raccolta differenziata: un risultato che ci lascia molto soddisfatti e ci conforta sul lavoro portato avanti giorno dopo giorno.  L’alluminio è una frazione ad alto valore economico e che si ricicla per la quasi totalità. Si tratta perciò di una raccolta in cui i principi di economica circolare con cui operiamo si possono concretamente realizzare“.

Così l’Assessore della difesa dell’ambiente Donatella Emma Ignazia Spano ha commentato l’ottimo risultato raggiunto dalla Sardegna nel 2017 per la raccolta differenziata degli imballaggi di alluminio da destinarsi al riciclaggio certificato dal Premio Resa conferito dal Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo dell’Alluminio (CIAL).

L’alluminio, infatti, è materiale completamente riciclabile e riutilizzabile all’infinito per la produzione di oggetti anche sempre differenti.                       L’Italia (insieme alla Germania) è oggi il terzo Paese al mondo per la produzione di alluminio riciclato, dopo gli Stati Uniti e il Giappone.

Attualmente ben il 90% dell’alluminio utilizzato in Italia (il 50% nel resto dell’Europa occidentale) è alluminio riciclato e ha le stesse proprietà e qualità dell’alluminio originario: viene impiegato nell’industria automobilistica, nell’edilizia, nei casalinghi e per nuovi imballaggi.

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, impianti Alcoa

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, impianti Alcoa

La raccolta differenziata, il riciclo e recupero dell’alluminio apportano numerosi benefici alla Collettività in termini economici perché il riciclo dell’alluminio è un’attività particolarmente importante per l’economia del nostro Paese, storicamente carente di materie prime, in termini energetici, perchè permette di risparmiare il 95% dell’energia necessaria a produrlo dalla materia prima[1], nonchè sotto il profilo ambientale in quanto abbatte drasticamente le emissioni inquinanti e necessità di molte meno risorse naturali.

Nel 2016 in Italia sono state recuperate ben 48.700 tonnellate di alluminio, il 73,2% delle 66.500 tonnellate immesse nel mercato nello stesso anno: così sono state evitate emissioni inquinanti pari a 369 mila tonnellate di CO2 ed è stata risparmiata energia per oltre 159 mila tonnellate equivalenti petrolio (dati Consorzio Italiano Imballaggi Alluminio – CIAL, 2017).     La totalità dell’alluminio attualmente prodotto in Italia proviene dal riciclo.     I trend confermano l’Italia al primo posto in Europa con oltre 927 mila tonnellate di rottami riciclati (considerando non soltanto gli imballaggi).

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, centrale termoelettrica Enel

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, centrale termoelettrica Enel

Oggi nel nostro Paese operano dodici fonderie che trattano rottami di alluminio riciclato, con una capacità produttiva globale di circa 808 mila tonnellate di alluminio secondario (2015), un fatturato complessivo di oltre 1,87 miliardi di euro e circa 1.600 lavoratori occupati nel settore.

Ovviamente, il risultato di queste profonde riflessioni e del compiacimento dell’Assessore regionale della difesa dell’ambiente Spano sulla raccolta differenziata dell’alluminio e sul riciclaggio si traducono nel sostegno dell’Amministrazione regionale alla ripresa del ciclo primario dell’alluminio – pesantemente inquinante e costoso – nel polo industriale di Portoscuso.

Il recentissimo (2 marzo 2018) accordo fra Ministero per lo sviluppo economico ed Eurallumina s.p.a. , con il sostegno regionale, significa “un contributo complessivo di 83 milioni di euro, di cui fino a 16 a fondo perduto, a fronte di un investimento complessivo previsto dall’impresa di circa 160 milioni di euro” per continuare a devastare ambiente e salute di Portoscuso e dintorni.

Nemmeno la minima considerazione per la trasformazione del polo dell’alluminio primario in polo dell’alluminio riciclato, proposta avanzata fin dal maggio 2016 proprio dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, che avrebbe permesso la salvaguardia dei posti di lavoro, infinitamente minori consumi energetici e, soprattutto, infinitamente minori impatti ambientali e sanitari.

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Se non è schizofrenia istituzionale, che cos’è?

E che cosa ne pensa la forza politica che ha sbancato il Sulcis-Iglesiente e Portoscuso in particolare (44,68% dei voti) alle ultime elezioni politiche?   Non risulta che il Movimento 5 Stelle abbia mai detto una parola in proposito.

Governare significa fare delle scelte, per chi non l’avesse capito.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

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[1] la produzione di un kg. di alluminio di riciclo ha un fabbisogno energetico (0,7 kwh) che equivale solo al 5% di quello di un kg. di metallo prodotto a partire dal minerale (14 kwh).

 

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, striscione operai Allumina

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, striscione operai Allumina

dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna

Differenziata, alluminio: Sardegna tra le migliori performance premiate da Cial.

Premia soprattutto la Sardegna la speciale classifica stilata da CIAL – Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo dell’Alluminio, sui dati 2017 per individuare le migliori performance quantitative e qualitative di raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio: lattine per bevande, vaschette e scatolette per il cibo, tubetti, bombolette spray, tappi, chiusure ed anche il foglio sottile.

Cagliari, 12 marzo 2018 – Premia soprattutto la Sardegna la speciale classifica stilata da CIAL – Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo dell’Alluminio, sui dati 2017 per individuare le migliori performance quantitative e qualitative di raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio: lattine per bevande, vaschette e scatolette per il cibo, tubetti, bombolette spray, tappi, chiusure ed anche il foglio sottile.

Sulla base di tale classifica, CIAL ha infatti assegnato il cosiddetto “Premio Resa”, un incentivo economico per incoraggiare, su tutto il territorio nazionale, modelli di raccolta differenziata intensivi, in grado di valorizzare le piene potenzialità dei singoli ambiti territoriali.

Tra le varie realtà nazionali premiate, merita un discorso a parte la Sardegna, regione nella quale il 46% dei Comuni (172 su 377) rientra nella gestione di società o ambiti territoriali premiati da CIAL per i buoni risultati raggiunti nel 2017. Fra i Comuni sardi più virtuosi si segnalano Alghero, Cagliari, Nuoro e Oristano.

Inoltre hanno ricevuto il premio di CIAL: la società Ecosansperate, 93 Comuni per 750mila abitanti fra le province di Cagliari e Carbonia-Iglesias; la Ichnos Ambiente di Uta (Cagliari), 37 Comuni e 170mila abitanti serviti; la Gesam di Sassari, e il Consorzio Industriale Provinciale Oristanese che, nonostante il recente avvio della piattaforma di selezione ha subito raggiunto risultati lusinghieri attestandosi costantemente nelle fasce più alte di qualità, e l’Unione Territoriale Intercomunale Alta Gallura.

I commenti. “L’isola resta una regione virtuosa anche con l’alluminio, confermando il trend di ottime performance sulla raccolta differenziata: un risultato che ci lascia molto soddisfatti e ci conforta sul lavoro portato avanti giorno dopo giorno”, commenta l’assessora della Difesa dell’ambiente della Regione Sardegna, Donatella Spano, che prosegue: “L’alluminio è una frazione ad alto valore economico e che si ricicla per la quasi totalità. Si tratta perciò di una raccolta in cui i principi di economica circolare con cui operiamo si possono concretamente realizzare”.

“La raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio continua a crescere su tutto il territorio nazionale – ha dichiarato Gino Schiona, direttore generale di CIAL – sia in termini quantitativi sia qualitativi, ed è per questo motivo che lo scorso ottobre, a seguito di un trend particolarmente soddisfacente per quanto riguarda la qualità del materiale conferito al Consorzio che, attualmente, si attesta ad oltre il 96% di “purezza”, abbiamo deciso di operare una revisione dei valori economici di questo “premio”, incrementandolo del 20% già da quest’anno”.

Grazie al “Premio Resa” ai 64 soggetti premiati verranno corrisposti circa 372mila euro. Un corrispettivo aggiuntivo rispetto a quello già previsto dall’Accordo Quadro Anci-Conai, di cui il 53% nei confronti di Comuni e operatori di raccolta del Nord Italia, il 37% nei confronti di soggetti del Sud Italia e il 10% verso Comuni del Centro.

“La Regione Sardegna crede molto nel supporto del sistema dei consorzi per rafforzare la raccolta differenziata nel territorio regionale”, precisa l’assessora Spano, e conclude: “I premi erogati nel nostro territorio confermano non solo la bravura dei sardi ma anche la bontà delle scelte dell’Assessorato che, nel 2016, ha rinnovato l’accordo di programma con il Conai esistente sin dal 2003”.

Il Premio Resa di CIAL mostra quanto sia diffusa e ben organizzata la raccolta differenziata dell’alluminio in Italia. Ad oggi, sono infatti 6.741 i Comuni italiani nei quali è attiva la raccolta (l’84% del totale) con il coinvolgimento di circa 53,4 milioni di abitanti (l’88% della popolazione italiana). Si tratta di un’indicazione importante che dimostra la validità del sistema di gestione alla base dell’Accordo Quadro Anci-Conai per garantire una crescita ed un consolidamento dei servizi di raccolta e di trattamento dei rifiuti con risultati e performance crescenti e in linea con gli standard europei.

– L’elenco completo dei vincitori del Premio Resa CIAL

 

Portovesme,  bacino "fanghi rossi" bauxite (foto Raniero Massoli Novelli, 1980)

Portovesme, bacino “fanghi rossi” bauxite (foto Raniero Massoli Novelli, 1980)

(foto Raniero Massoli Novelli, S.D., archivio GrIG)

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  1. aprile 10, 2018 alle 2:52 pm

    i lavoratori coinvolti nel capitale sociale. Così, magari, saranno coinvolti nelle future potenziali perdite. Geniale.

    da Sardinia Post, 9 aprile 2018
    Ex Alcoa, Calenda: “Nella nuova società ai lavoratori il 5% di quote”: http://www.sardiniapost.it/economia/ex-alcoa-calenda-nella-nuova-societa-ai-lavoratori-5-quote/

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    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
    Alcoa, Pigliaru oggi al Mise: soddisfazione per prospettive solide ed innovative condivise col ministro Calenda.
    “La proposta di far entrare Invitalia nel capitale di quella che sarà la nuova azienda, la Sider Alloys Italia, è un elemento di garanzia che giudichiamo positivamente – ha detto il presidente Pigliaru -, così come la proposta di un 5% di azioni ai lavoratori in forma totalmente gratuita: mi auguro che venga accettata, perché significherebbe realizzare una formula del tutto nuova per l’intero Paese nel coinvolgere e responsabilizzare i lavoratori rispetto ai risultati aziendali, una formula che in altri Paesi ha prodotto risultati molto interessanti”. (https://www.regione.sardegna.it/j/v/2568?s=362523&v=2&c=6578&t=1)

    ROMA, 9 APRILE 2018 – “Oggi al tavolo convocato dal ministro Calenda è stata confermata e consolidata una prospettiva molto positiva, frutto di un lavoro lungo e complesso che abbiamo condiviso fin dal primo giorno.” Lo ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru, questo pomeriggio al Mise, al termine dell’incontro con il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e le organizzazioni sindacali ex Alcoa.
    “La proposta di far entrare Invitalia nel capitale di quella che sarà la nuova azienda, la Sider Alloys Italia, è un elemento di garanzia che giudichiamo positivamente – ha proseguito il presidente Pigliaru -, così come la proposta di un 5% di azioni ai lavoratori in forma totalmente gratuita: mi auguro che venga accettata, perché significherebbe realizzare una formula del tutto nuova per l’intero Paese nel coinvolgere e responsabilizzare i lavoratori rispetto ai risultati aziendali, una formula che in altri Paesi ha prodotto risultati molto interessanti. Sappiamo che da qui al 3 maggio c’è molto lavoro da portare avanti – ha concluso Francesco Pigliaru – e la Regione continuerà a fare la sua parte, come ha sempre fatto negli anni della nostra azione di governo.”

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    da L’Unione Sarda, 10 aprile 2018
    Alcoa, botta e risposta sui social. Cgil contro l’annuncio di Calenda: http://www.unionesarda.it/articolo/notizie_economia/2018/04/10/alcoa_botta_e_risposta_sui_social_la_cgil_contro_l_annuncio_di_ca-2-716345.html

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