Home > acqua, alberi, aree urbane, biodiversità, coste, difesa del territorio, diritti civili, energia, giustizia, grandi opere, inquinamento, Italia, mare, paesaggio, pianificazione, rifiuti, salute pubblica, società, sostenibilità ambientale, zone umide > Lettera aperta al Presidente del Consiglio Renzi al Presidente della Regione autonoma della Sardegna Pigliaru, ai Sindacati e ai Lavoratori sulla produzione di alluminio e sul disastroso inquinamento a Portoscuso.

Lettera aperta al Presidente del Consiglio Renzi al Presidente della Regione autonoma della Sardegna Pigliaru, ai Sindacati e ai Lavoratori sulla produzione di alluminio e sul disastroso inquinamento a Portoscuso.


Portovesme, bacino "fanghi rossi" bauxite (foto Raniero Massoli Novelli, 1980)

Portovesme, bacino “fanghi rossi” bauxite (foto Raniero Massoli Novelli, 1980)

anche su Il Manifesto Sardo (“Sulla produzione di alluminio e sull’inquinamento a Portoscuso“), n. 215, 16 maggio 2016

Cagliari, 13 maggio 2016

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi,

al Presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru,

ai Segretari dei Sindacati C.G.I.L., C.I.S.L., U.I.L., C.S.S., C.U.B.,

alla R.S.U. dell’Eurallumina s.p.a.,

alla R.S.U. dell’Alcoa s.p.a.,

 

Gent.mi Presidenti, gent.mi Rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali e dei Lavoratori,

mi rivolgo a Voi quale responsabile dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, da molti anni impegnata per la salvaguardia e corretta gestione dell’ambiente e delle risorse naturali, non disgiunta dalla equilibrata crescita sociale ed economica.

Com’è a tutti noto, anche con aspetti drammatici, la situazione industriale e lavorativa delle Aziende del polo dell’alluminio nel Basso Sulcis (zona industriale di Portovesme) attraversa da anni una profonda crisi che ragionevolmente non appare avere facili vie d’uscita.     Non solo riguarda migliaia di lavoratori delle Aziende (principalmente Eurallumina s.p.a. e Alcoa s.p.a.) e dell’indotto con i loro familiari, ma l’intero Basso Sulcis, zona fra le più depresse d’Italia sotto il profilo economico-sociale e ambientale.

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, impianti Alcoa

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, impianti Alcoa

Com’è altrettanto noto, le motivazioni della crisi industriale risiedono principalmente nell’alto costo dell’energia e nelle condizioni del mercato internazionale dell’alluminio primario, dove il Gruppo Alcoa riveste una posizione di grande rilievo. Alcuni anni fa l’apertura di nuovi impianti in Islanda e in Arabia Saudita, dove l’Azienda beneficia di grandi quantitativi di energia a prezzo ridotto, di fatto ha segnato la sorte degli impianti sardi, ritenuti non più competitivi dalla Multinazionale statunitense.

Grandi speranze appaiono riposte nel “Progetto di ammodernamento della raffineria di produzione di allumina ubicata nel Comune di Portoscuso, ZI Portovesme (CI)[1], presentato dalla Eurallumina s.p.a. nella zona industriale di Portovesme.[2]

Il progetto prevede la realizzazione e l’esercizio di una centrale termica cogenerativa alimentata a carbone (potenza 285 MWh) e opere connesse finalizzata a garantire la totale copertura delle necessità di energia termica ed elettrica degli impianti di lavorazione della bauxite dell’Eurallumina s.p.a., impianti che riprenderebbero la produzione in caso di realizzazione ed entrata in esercizio della nuova centrale.   La centrale esistente sarebbe utilizzata solo in caso di fermata di quella attualmente in progetto, l’impianto di abbattimento delle polveri sarebbe in uso anche per l’abbattimento dei contenuti inquinanti dei fumi dell’attuale centrale.   La ripresa della produzione sarebbe sostenuta da ben 74 milioni di euro di fondi pubblici sui 100 complessivi dell’investimento, grazie al contratto di sviluppo sottoscritto nel dicembre 2015 da Invitalia ed Eurallumina.

Insomma, con la nuova centrale ripartirebbe la produzione di alluminio primario e centinaia di operai (357 addetti diretti + circa 100 addetti nell’indotto) riprenderebbero il lavoro. Però, seppure vi fossero le condizioni del mercato internazionale per sostenere l’impresa (fatto tutto da dimostrare), ambiente e salute ne risentirebbero. E non poco.

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Non solo.    E’ altrettanto ben conosciuta la gravissima situazione di crisi ambientale e sanitaria che affligge il territorio.

Infatti, l’intero territorio comunale di Portoscuso rientra nel sito di interesse nazionale (S.I.N.) per le bonifiche ambientali del Sulcis-Iglesiente-Guspinese (D.M. n. 468/2001)[3].       I siti di interesse nazionale, o S.I.N. rappresentano delle aree contaminate molto estese classificate fra le più pericolose dallo Stato.   Necessitano di interventi di bonifica ambientale del suolo, del sottosuolo e/o delle acque superficiali e sotterranee per evitate danni ambientali e sanitari.   I S.I.N. sono stati definiti dal decreto legislativo n. 22/1997 e s.m.i. (decreto Ronchi) e nel D.M. Ambiente n. 471/1999, poi ripresi dal decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (Codice dell’ambiente), il quale ne stabilisce l’individuazione “in relazione alle caratteristiche del sito, alla quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell’impatto sull’ambiente circostante in termini sanitari e ecologici nonché di pregiudizio per i beni culturali e ambientali”. Caratteristica fondamentale relativa alle aree ricadenti nei S.I.N. è la necessità che i carichi inquinanti diminuiscano anziché aumentare.

Fin d’ora, la situazione ambientale/sanitaria dei residenti di Portoscuso, in particolare della fascia infantile, è già al limite del collasso.

Nel gennaio 2012 (nota stampa ASL n. 7 del 23 gennaio 2012) così avvertiva un comunicato stampa dell’A.S.L. n. 7 di Carbonia, in seguito a comunicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero dell’ambiente: “…si ritiene necessario informare la popolazione di Portoscuso di fare in modo di differenziare la provenienza dei prodotti ortofrutticoli da consumare per la fascia di età dei bambini da 0 a 3 anni. Occorre perciò fare in modo che in questa fascia di età non siano consumati esclusivamente prodotti ortofrutticoli provenienti dai terreni ubicati nel Comune di Portoscuso. Già nel 2008 l’Università di Cagliari (Dipartimento Sanità pubblica, Medicina del lavoro) nel corso di una ricerca (Plinio Carta, Costantino Flore) affermò chiaramente la sussistenza di deficit cognitivi in un campione di bambini di Portoscuso, dovuto a valori di piombo nel sangue superiori a 10 milligrammi per decilitro (vds. “Environmental exposure to inorganic lead and neurobehavioural tests among adolescents living in the Sulcis-Iglesiente, Sardinia” in Giornale italiano di medicina del lavoro ed ergonomia, 15 aprile 2008, in http://www.biowebspin.com/pubadvanced/article/18409826/#sthash.kjkUGkfA.dpuf). La letteratura medica, infatti, indica un’associazione inversa statisticamente significativa tra concentrazione di piombo ematico e riduzione di quoziente intellettivo, corrispondente a 1.29 punti di QI totale per ogni aumento di 1 µg/dl di piomboemia (sulla tossicità del piombo vds. http://www.phyles.ge.cnr.it/htmlita/tossicitadelpiombo.html).

Portoscuso, bacino c.d. fanghi rossi

Portoscuso, bacino c.d. fanghi rossi

Il Rapporto S.E.N.T.I.E.R.I. – studio epidemiologico, Ministero della salute, S.I.N. Sulcis-Iglesiente-Guspinese (2012) ha evidenziato un pesantissimo rischio per la salute, fra cui un “rischio osservato di circa 500 volte l’atteso … per tumore della pleura fra i lavoratori del settore piombo-zinco (Enirisorse, ex Samin), un incremento di mortalità per tumore del pancreasfra i lavoratori del settore alluminio (Alcoa), mentre fra i “produttori di allumina dalla bauxite (Eurallumina) la mortalità per tumore del pancreas e per malattie dell’apparato urinario è risultata in eccesso”.

Ormai è la stessa catena alimentare a esser pesantemente interessata.

La Direzione generale dell’Azienda USL n. 7 di Carbonia aveva reso noto (nota prot. n. PG/201416911 dell’11 giugno 2014) che “gli esiti” dei monitoraggi condotti con la stretta collaborazione dell’I.S.P.R.A. e dell’Istituto Superiore di Sanità hanno portato alla “richiesta al Sindaco del Comune di Portoscuso di adozione di provvedimenti contingibili e urgenti che al momento consistono in:

* divieto di commercializzazione/conferimento del latte ovicaprino prodotto da sette allevamenti operanti sul territorio comunale con avvio a distruzione presso impianto autorizzato;

divieto di movimentazione in vita e di avvio a macellazione dei capi allevati presso le attività produttive del territorio, nelle more della effettuazione di verifiche  mirate sulla eventuale presenza di diossina nelle carni;

* permane il divieto di raccolta dei mitili e dei granchi nel bacino di Boi Cerbus;

*  permane divieto di commercializzazione e raccomandazione di limitazione del consumo di prodotti ortofrutticoli e vitivinicoli prodotti nel territorio”.

In poche parole, di fatto a Portoscuso non si può vendere il latte ovicaprino né fare allevamento ovicaprino, non si possono raccogliere mitili e crostacei, non si possono vendere frutta, verdura e vino, chi li consuma lo fa a rischio e pericolo.

Recenti analisi I.S.P.R.A. e consulenze peritali svolte nell’ambito del procedimento penale n. 10117/2010 R.N.R. (n. 7207/11 G.I.P.) e nei giorni scorsi rese pubbliche[4] hanno evidenziato una gravissima compromissione del suolo, delle falde idriche e dell’ambiente in generale determinata dalla presenza del c.d. bacino dei fanghi rossi, contenente gli scarti della lavorazione della bauxite dell’Eurallumina s.p.a. e contenente elevatissime concentrazioni di arsenico (110 volte il limite tollerabile per le acque sotterranee), cromo esavalente (32 volte superiore al limite), fluoruri, alluminio, mercurio.

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, centrale termoelettrica Enel

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, centrale termoelettrica Enel

Sotto il profilo energetico, basterebbe evidenziare la sentenza Corte Giust. UE, sez. VIII, 12 dicembre 2013, causa C-411/12, recentemente confermata, che ha condannato alla restituzione, quali indebiti aiuti di Stato, gli importi (più di 18 milioni di euro) delle agevolazioni pubbliche per l’acquisto dell’energia nei confronti di varie Aziende del polo industriale di Portovesme.

Quali alternative praticabili allora?

Ci sono e sarebbe opportuna una serena e approfondita valutazione.

L’alluminio è materiale completamente riciclabile e riutilizzabile all’infinito per la produzione di oggetti anche sempre differenti.                       L’Italia (insieme alla Germania) è oggi il terzo Paese al mondo per la produzione di alluminio riciclato, dopo gli Stati Uniti e il Giappone.

Attualmente ben il 90% dell’alluminio utilizzato in Italia (il 50% nel resto dell’Europa occidentale) è alluminio riciclato e ha le stesse proprietà e qualità dell’alluminio originario: viene impiegato nell’industria automobilistica, nell’edilizia, nei casalinghi e per nuovi imballaggi.

La raccolta differenziata, il riciclo e recupero dell’alluminio apportano numerosi benefici alla Collettività in termini economici perché il riciclo dell’alluminio è un’attività particolarmente importante per l’economia del nostro Paese, storicamente carente di materie prime, in termini energetici, perchè permette di risparmiare il 95% dell’energia necessaria a produrlo dalla materia prima[5], nonchè sotto il profilo ambientale in quanto abbatte drasticamente le emissioni inquinanti e necessità di molte meno risorse naturali.

Nel 2014 in Italia sono state recuperate ben 47.100 tonnellate di alluminio, il 74,3% delle 63.400 tonnellate immesse nel mercato nello stesso anno: così sono state evitate emissioni inquinanti pari a 402 mila tonnellate di CO2 ed è stata risparmiata energia per oltre 173 mila tonnellate equivalenti petrolio (dati Consorzio Italiano Imballaggi Alluminio – CIAL, 2015).     Attualmente nel nostro Paese operano undici fonderie che trattano rottami di alluminio riciclato, con una capacità produttiva globale di circa 846 mila tonnellate di alluminio secondario (2014), un fatturato complessivo di oltre 1,57 miliardi di euro e circa 1.500 lavoratori occupati nel settore.

Per quale motivo quantomeno non si valuta la trasformazione del polo industriale dell’alluminio di Portovesme in polo produttivo dell’alluminio riciclato (raccolta, riciclo e riutilizzo, nuovi prodotti)?

Portoscuso, centrale eolica

Portoscuso, centrale eolica

I posti di lavoro sarebbero conservati, i costi di produzione diminuirebbero, l’ambiente e la salute di residenti e lavoratori finalmente ne avrebbero benefici, infine – ma non ultimo per ragioni d’importanza – si smetterà di buttar via soldi pubblici per iniziative industriali fuori mercato da tempo.

Senza considerare i posti di lavoro nell’ambito di quella bonifica ambientale doverosa sotto il profilo ambientale e sociale ma finora praticamente inattuata.

Una considerazione di quanto sopra da parte Vostra sarebbe estremamente importante per l’intera società e l’ambiente in cui viviamo.

Grazie per la cortese attenzione, con i più cordiali saluti.

p. Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Stefano Deliperi

 

______________________________

[1]  In precedenza era stato presentato nello stesso sito il progetto di “costruzione ed esercizio di un impianto di cogenerazione alimentato a carbone di potenza termica pari a 285 MWt” presentato dalla EuralEnergy s.p.a. (Gruppo Eurallumina s.p.a.).

[2] Attualmente la procedura V.I.A. è sospesa, su istanza dell’Azienda, per un periodo di 90 giorni (vds. nota Servizio S.V.A. della Regione autonoma della Sardegna prot. n. 9042 del 9 maggio 2016).

[3]  In realtà da più di 25 anni sono disponibili piani e risorse finanziarie per le bonifiche ambientali: il piano di disinquinamento per il risanamento del territorio del Sulcis – Iglesiente (D.P.C.M. 23 aprile 1993), sulla base della dichiarazione di zona ad alto rischio ambientale (D.P.C.M. 30 novembre 1990, legge regionale n. 7/2002), ed il successivo accordo di programma attuativo (D.P.G.R. 3 maggio 1994, n. 144) hanno in gran parte beneficiato economicamente le medesime industrie responsabili dello stato di inquinamento dell’area. L’obiettivo era quello del disinquinamento e del risanamento ambientale. Obiettivo, a quanto pare, miseramente fallito.

[4]  Vds.  “Eurallumina, l’accusa: ‘Un inferno di veleni sotto il bacino dei fanghi rossi’”, di Piero Loi su Sardinia Post, 1 maggio 2016; ” “Veleni nella falda per tre secoli”, di Veronica Nedrini, su L’Unione Sarda, edizione del 9 maggio 2016, e “Il mistero delle analisi interne”, di Veronica Nedrini, su L’Unione Sarda, edizione del 10 maggio 2016.

[5] la produzione di un kg. di alluminio di riciclo ha un fabbisogno energetico (0,7 kwh) che equivale solo al 5% di quello di un kg. di metallo prodotto a partire dal minerale (14 kwh).

 

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, striscione operai Allumina

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, striscione operai Allumina

 

L'Unione Sarda, 17 maggio 2016

L’Unione Sarda, 17 maggio 2016

(foto Raniero Massoli Novelli, S.D., archivio GrIG)

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  1. Riccardo Pusceddu
    maggio 16, 2016 alle 5:23 am

    Senza contare la distruzione delle foreste vergini nei paesi produttori bauxite! Produrre alluminio dalla bauxite e’ assurdo ma ormai non mi stupisco più di niente: viviamo in un mondo senza senso, dove non si riesce a vedere più in la di qualche decennio!

  2. Riccardo Pusceddu
    maggio 16, 2016 alle 11:18 am

    Spero inoltre che non sia solo il Gruppo d’Intervento Giuridico a farsi promotore di una tale importantissima e sensata proposta. Cosa fanno i diretti interessati, i lavoratori del settore? Ci dovrebbe essere una mobilitazione di massa della gente del posto, come sono stati capaci di fare quando in precedenti episodi. Ma non vedono che con un po’ di cervello si può coniugare la dignità di avere un lavoro con la salute loro e soprattutto dei propri figli?

  3. maggio 16, 2016 alle 3:05 pm

    da Sardinia Post, 16 maggio 2016
    Portoscuso, lettera di Grig a Matteo Renzi: “Basta inquinamento nel Sulcis”: http://www.sardiniapost.it/economia/portoscuso-lettera-grig-matteo-renzi-basta-inquinamento-nel-sulcis/

    ________________________________

    da Sardegna Oggi, 16 maggio 2016
    Sos lavoro e ambiente nel Sulcis, lettera-appello degli ecologisti a Renzi: http://www.sardegnaoggi.it/Economia_e_Lavoro/2016-05-16/32432/Sos_lavoro_e_ambiente_nel_Sulcis_lettera-appello_degli_ecologisti_a_Renzi.html

    ______________________

    dal blog di Pierluigi Marotto, 18 maggio 2016
    Lettera aperta al Presidente del Consiglio Renzi al Presidente della Regione autonoma della Sardegna Pigliaru: https://pierluigimarotto.wordpress.com/2016/05/18/lettera-aperta-al-presidente-del-consiglio-renzi-al-presidente-della-regione-autonoma-della-sardegna-pigliaru-ai-sindacati-e-ai-lavoratori-sulla-produzione-di-alluminio-e-sul-disastroso-inquinamento/

  4. Fabrizio De Andrè
    maggio 16, 2016 alle 3:16 pm

    Forse ti è sfuggito Riccardo,ma l’unica mobilitazione di massa è stata quella degli operai contro I giornalisti dell’Unione Sarda che informavano sul disastro del bacino dei fanghi rossi.SQUADRISTI protetti dal sistema Sulcis dove nessuno vuole mettere le mani.Capisco il vostro non grande,ma grandissimo impegno Grig,ma sarebbe ora di denunciare le omissioni per svoltare con le fabbriche della morte.Quello che c’era da dire per sensibilizzare è stato fatto, ma nulla è successo.Sapete bene che il bacino oltre che di fanghi rossi è un bacino di voti per I fanghi rossi.Dovete decidervi Grig,Fiordalisi insegna.

    • maggio 16, 2016 alle 3:43 pm

      noi stiamo dalla stessa parte da sempre, quella dell’ambiente, della salute e della giustizia.

      • Riccardo Pusceddu
        maggio 16, 2016 alle 4:04 pm

        Esatto. Le tre cose vanno a braccetto, non sono antitetiche. Basta usare un po’ il cervello e guardare non solo a breve termine. Posso capire che gli operai non si fidano delle proposte che garantiscano un futuro a lungo termine e vogliano tutto (quel poco che gli viene offerto) subito. Ma e’ proprio in questo che la proposta del GRiG e’ così interessante: si può fare forse anche prima dell’assurda alternativa di aprire una nuova centrale a carbone e continuare sulla vecchia strada, con più inquinamento e con un futuro occupazionale incerto.

  5. giugiu
    maggio 16, 2016 alle 5:51 pm

    Sono d’accortissimo, anche Sardegna Possibile in campagna elettorale aveva auspicato questa conversione. Speriamo che per una volta prevalga il buon senso, anche se temo che abbia ragione Fabrizio, è più facile (e anche più conveniente) per la classe politica continuare a elemosinare qualche piccola concessione, piuttosto che impegnarsi nella realizzazione di progetti alternativi e di vero sviluppo come quello di cui stiamo parlando. Grazie Grig, grazie per il vostro impegno!

  6. operaio eurallumina
    maggio 17, 2016 alle 1:00 am

    come al solito prevale la non conoscenza delle questioni, e mi rivolgo a tutti i sapientoni commentatori e non, che credono di conoscere le questioni solo perché raccontate a piacimento da un sito/blog/comitato ecc . Ma vi è così difficile pensare che ambiente e industria possano convivere? se un ente autorizza è perché tutto è stato eseguito a norma di legge, ma questo a voi non basta…….no bisogna chiudere tutto , se 2 dirigenti sono rinviati a giudizio che paghino chissenefrega…se hanno sbagliato è giusto così, ma condannare a chiudere un intero progetto di rilancio di una fabbrica è impensabile e ingiusto, ricercare la giustizia non vuol dire condannare anche un intera classe di lavoratori , così come non permettiamo che ci venga detto che barattiamo il posto di lavoro con la salute, ma per chi ci avete preso, siamo noi i primi a chiedere il rispetto delle leggi.
    Ma secondo voi, per fare un esempio, se il dirigente di una casa automobilistica compra pezzi non adatti alle auto che costruisce cosa fate chiudete la fabbrica o estirpate il marcio e si riparte? Per eurallumina è così , ci state buttando addosso tante inesattezze in un calderone che dura da 7 anni mischiando vertenza, fatti, dati e controprove e bonifiche ….eh si perché al contrario di ciò che pensate ne sono state fatte nel bacino fanghi rossi, infatti 2 delle 4 aree sono state già dissequestrate tempo fa, e quindi ? cosa fate aggredite la magistratura? adesso termineranno quelle delle altre aree e quindi a che cosa attaccarsi poi? alla stupidaggine dei 300 anni di veleni? guardate che quei pozzi erano già stati bonificati, quei dati erano vecchi e sorpassati, lo stesso ass. Atzori lo ha ribadito nell Unione sarda qualche giorno fa, e poi basarsi su articoli scritti da chi….da uno che vive pure fuori Sardegna per uno squallido giornalino online di parte …….quel sito è sotto custodia del ministero dell ambiente, prendetevela con loro se avete le prove.
    La mobilitazione di massa che auspica tal Pusceddu non cè perché la gente è dalla nostra parte, perché le stupidaggini che racconta qualche pseudo ambientalista del posto
    in cerca di visibilità e verginità politica stanno a zero. La gente lo sa che vale meno di niente e si viene a parlare di dignità, ma cosa sai anche tu, pensa per te e vai a fare la morale a casa tua ma sopratutto informati anche da altre parti non solo quelle che ti fanno comodo.
    E per quanto riguarda la scemenza dei squadristi che scrive i qualcun altro …….ecco un altro “so tutto io “…… quel giornalista ha capito aglio per cipolla ( per non scrivere altro) scrivendo articoli non veritieri ( cosa tipica dei giornalisti) infatti è stato invitato in fabbrica insieme a esponenti del suo giornale e al presidente della stampa regionale per un chiarimento , tu scrivi squadristi ma le cose non le sai per niente, infatti la denuncia è stata ritirata……eh che grande mobilitazione!!
    Per rispondere di nuovo a Riccardo Pusceddu che lamenta che produrre alluminio dalla bauxite è assurdo, quindi dimmi , conosci un processo diverso dal Bayer per estrarre allumina? dimmi, così lo brevetto subito, e allora perché non rinunci a tutto ciò che è di alluminio se lo disprezzi tanto , butta lo smartphone, la macchina i tuoi elettrodomestici ecc ecc ………..o non vorrai essere complice del disfacimento delle foreste?
    Andate a manifestare di fronte al tribunale giovedì mi raccomando, ma manifestate per le cose giuste, è facile sputare sentenze su cio che non si conosce o viene distorto, infatti su questa bella letterina del grig loro lo sanno bene che stanno mischiando fatti cronologicamente distanti, avete descritto questo posto come l’ inferno sceso sulla terra, coi morti a bordo strada e coi bambini stupidi, ma come vi permettete di creare questo allarmismo, fa comodo sciaccallare sulla pelle delle altre persone vero? avvalersi delle disgrazie altrui per ottenere un secondo fine, volete anche voi il risarcimento dal processo ai dirigenti eurallumina? riguardatevi bene i gli ultimi dati ispra, coi dati sui tumori e guardate quale zona della Sardegna ha il più alto indice………….vi informo che non è il sulcis e guardate a i valori sono in linea coi dati nazionali, nessun picco di malattie , basta con le bugie
    e inoltre specificate che i megawatt 285 sono termici , che elettrici diventano circa 50…questo non è stato specificato, per rendere l’ idea, l’ enel ne produce 900 elettrici , fate un po voi la differenza, e questo cambia già le cose perché si parla di una caldaia e non come fa il solito allarmista psuedo ambientalista di nuova centrale, inoltre i soldi in ballo non sono pubblici come si vuol far credere ma sono un finanziamento da restituire con interessi, così come si fa per gli acquisti di grossa entità, chi non se li può permette in contanti li fa a rate, e allora? che male c’è? sono soldi che rientrano allo stato e anche in più, infilare anche gli aiuti di stato poi è proprio una bella mossa, perché non avete anche scritto che i fatti risalgono ai primi anni 2000 quando il proprietario era un altro e che si sapeva già che si doveva pagare infatti alcune rate erano già state saldate, purtroppo chi è subentrato si è dovuto accollare questi debiti causati non da eurallumina ma dallo stato, e perché non dire che oltre a Italia anche altre nazioni europee sono state condannate, come lo scrivete voi è fuorviante e poco veritiero , ma per chi non conosce le cose associa tutto nell’ unico fascio del NO A TUTTO.
    bravi bravi continuate, cosi , vi riscriverò per un saluto quando arriverà la fine dell’ iter autorizzativo e partiranno i cantieri che porteranno al riavvio,………. e poi li con chi ve la prenderete col SAVI? che ha autorizzato o penate di venire davanti ai cancelli come quella buffonata alla RWM di Domusnovas
    se volete venire vi accoglieremo a braccia aperte.

    • maggio 17, 2016 alle 6:32 am

      abbiamo posto problemi reali e concreti ambientali, sanitari ed economico-sociali: ha da dire qualcosa in proposito o vuol limitarsi ai soliti slogan?

      Stefano Deliperi

    • Occhio nudo
      maggio 17, 2016 alle 9:33 am

      Operaio di eurallumina, ma hai letto quello che c’è scritto nell’articolo?

      • operaio eurallumina
        maggio 17, 2016 alle 11:32 am

        certo che si e tu hai letto bene il mio? l’ informazione non si prende solo da una parte perché potrebbe essere deviata e di tendenzialmente di parte. Vi invito a informarvi meglio, i dati sparati così lasciano il tempo che trovano, ripeto che tutti i dati riportati sono cronologicamente distanti, molte cose sono già cambiate. Poi se non volete vedere oltre e date per oro colato tutto quello scritto qua fate come vi pare, ognuno sulla sua strada.

    • Riccardo Pusceddu
      maggio 20, 2016 alle 3:18 am

      Operaio Euroallumina, non voglio entrare nel merito del rispetto delle leggi perché non e’ cosa nuova che lo Stato non rispetti le proprie leggi e che non faccia i controlli preposti.
      Riciclare alluminio invece che estrarlo dalla bauxite non e’ una proposta “pseudoambientalista”. Se ammiri e auspichi così tanto la continuazione dello status quo allora dovresti farlo a ragion veduta, andandoti ad informare di quanto sia conveniente il riciclaggio dell’alluminio rispetto alla sua estrazione e lavorazione a partire dal minerale grezzo. Non ti vantare di sapere tutto sul meraviglioso progetto di rilancio della produzione di alluminio vergine se sai poco o niente sulle alternative più favorevoli dal punto di vista ambientale e anche occupazionale a lungo termine. Dici di aver letto tutte le migliaia di pagine del progetto di rilancio dello stabilimento ma quante pagine hai letto su quella che tu definisci la sciccheria del riciclaggio dell’alluminio?
      Il GRiG stavolta non ha espresso un NO categorico a tutto, come vuoi far creder tu ma ha proposto un’alternativa concreta e a mio parere di gran lunga migliore sotto i profili occupazionale e ambientale al rilancio degli stabilimenti con la vecchia pratica dell’estrazione dell’alluminio dalla bauxite.
      Mi dispiace ma la tua mi sembra solo fifa dovuta a parziale disinformazione. Fai un piacere a te stesso e ai tuoi figli se ne hai e informati a tutto tondo e non solo nella direzione che ti sembra la migliore basata sulle tue scarse conoscenze in materia di riciclaggio. Allego un link sull’argomento ma ce ne sono centinaia in rete quindi non hai che l’imbarazzo della scelta:
      http://www.cial.it/category/alluminio-e-riciclo/il-riciclo/

      • operaio eurallumina
        maggio 20, 2016 alle 7:57 pm

        Primo si dice eurallumina nn euroallumina, ma vabe può essere un errore di battitura ….. comunque, 2 son le cose o non hai capito o hai lo schermo che mischia le parole……chi ha mai detto che la proposta dell alluminio riciclato è pseudoambientalista, ma che film hai visto……quel termine è riferito a una persona del posto voltabandiera fino all eccesso che oltre ad essere uno scendiletto si attribuisce competenze, ruoli e conoscenze che nn ha e in questo modo spera di rifarsi la verginità politica. Spero sia chiaro e privo di ulteriore fraintendimento.Per chi è conveniente il riciclo? Proporre un alternativa nn significa attuarla. E chi dovrebbe aprire un polo del riciclo? E gli investitori chi sono ?in quanto tempo si trovano? sono affidabili?, e se nn interessa il progetto? , il piano industriale è pronto, le autorizzazioni di VIA e AIA sono già completate? Studi di fattibilità, progetti, tempi burocratici biblici, costruzione , più tutto quello che mi sfugge sia in materia legale che in ulteriori autorizzazioni….quanta roba…….solo in quello che ho elencato ci sono svariati anni di inattività , e intanto i lavoratori che voi tanto identificate come complici del nemico cosa dovrebbero fare , mangiano aria? O veniamo da te o ci stipendia il grig. Pensate che questo sia un business che interessa all azienda per cui lavoro e quindi si debba accollare tutto, ma scherzate? Adesso inizierete con la favola delle bonifiche fatte dagli operai per 40 anni , come dicono quelli toghi. Definire vecchia la pratica di estrazione dell allumina dalla bauxite poi mi sembra alquanto insensato , sarà anche stato inventato alla fine dell 800 ma è ancora oggi il metodo principale e maggiormente usato nel mondo … Anche le vostre auto si basano su un principio di funzionamento dei primi del 900 eppure nn le definite vecchie o superate o in casa avete tutti l auto ibrida? E si proprio fifa Pusceddu, mi sto cacando sotto e poi come ho già detto perchè nn la aprite voi una fabbrica di riciclaggio alluminio, bravi a parlare ma ad agire ci devono sempre pensare gli altri proprio da radical-chic.

      • Riccardo Pusceddu
        maggio 20, 2016 alle 11:05 pm

        Caro operaio Eurallumina, mi scuso per il fraintendimento nell’aver attribuito il riciclaggio dell’alluminio essere una proposta pseudoambientalista mentre tu ti riferivi ad una persona concreta. Pero’ penso che questi siano dettagli, come dice Stefano Deliperi col paragone tra la foggia dei sedili degli spettatori di una partita e come viene invece giocata la partita. Voglio chiederti una cosa allora: come definiresti la proposta di optare per il riciclaggio dell’alluminio a Portoscuso invece che optare per un progetto che permette dei rendimenti energetici, se i calcoli del Consorzio Imballaggi in Alluminio sono corretti, molto più redditizi (95% in più per l’alluminio riciclato)? Non credi che un risparmio così consistente non valga la pena di aspettare qualche anno in più anziché attuare una proposta quasi chiavi in mano ma che rischia di affondare nel medio e lungo termine e di produrre altro inquinamento anziché contribuire a ridurlo? Mi hai suggerito di andare a fare la morale a casa mia ma dimentichi che viviamo in un mondo interconnesso sia dal punto di vista ambientale che legislativo. Hai tutto il diritto di danneggiare la tua salute e quella del posto in cui vivi se pero’ non lo fai coi soldi pubblici, sia quelli a fondo perduto sia quelli a prestito agevolato, e non che si debba essere io e Stefano Deliperi a pagare i danni quando l’iniziativa fallirà inevitabilmente sotto il profilo ambientale ma soprattutto economico. Perché un processo industriale che richiede il 95% in più di energia per produrre lo stesso alluminio che si produrrebbe con il riciclaggio, va contro le più elementari regole dell’economia di mercato globale più spicciola, ne convieni? Perché non la apriamo noi una fabbrica per produrre alluminio riciclato? Ma perché non la apri te allora anziché intestardirti a lottare per l’uovo avvelenato oggi anziché la gallina domani? E’ facile parlare quando i costi del fallimento poi li dobbiamo sostenere noi ecologisti chic, in termini di mancato recepimento dei prestiti agevolati e dei costi dovuti ai danni ambientali e sanitari a carico del sistema sanitario nazionale. Facciamo parte di una nazione e abbiamo tutti diritto di dire la nostra in merito a decisioni che ci coinvolgeranno a seguito di scelte sbagliate nel Sulcis o altrove nell’intero territorio nazionale e adesso anche europeo e presto speriamo anche a livello globale.

  7. operaio eurallumina
    maggio 17, 2016 alle 7:55 am

    Ma quali slogan, rileggitti bene il tutto che forse era troppo presto ed eri ancora mezzo addormentato.
    Gli unici slogan sono i vostri che vi sciacquate tanto la bocca con ambiente e giustizia, ma poi nei fatti quando vi mettono davanti qualcosa di buono, lo rifiutate a priori senza nemmeno pensare che possa essere un buon progetto, e quindi giu di lettere a Renzi e regione, il vostro atteggiamento di continuo rifiuto disonora quel’ alto principio morale che è la difesa dell’ ambiente. Che vi piaccia o no il piano energetico regionale parla chiaro, e,come vi ho già scritto sopra , se gli enti preposti ritengono che tutto sia a norma e compatibile con l’ ambiente a cosa vi attaccherete? o pensate che le vostre conoscenze o presunte “verità” siano superiori al ministero dell’ ambiente o all ‘ assessorato regionale all’ ambiente?
    E poi quali sarebbero gli slogan, io ho elencato fatti, così come sono fatti che questo sarà l’ investimento più alto del Sulcis, in una zona dove tutti vogliono andare via un azienda rimane e vuole investire, i fatti sono che ci saranno un centinaio di assunzioni ( e si buttale via) , i fatti sono che 357 persone dirette torneranno al lavoro, che 500 ne girano dall’ indotto, per non contare fornitori, servizi, mense, ecc ecc,…………..questi sono problemi sociali che si possono risolvere…………..eh si sono proprio slogan
    l’ unico slogan ( peraltro ridicolo) è quella vostra presunta offesa del “basta pane avvelenato”…….ha ha ha ma a chi è venuta in mente una frase così insulsa e priva di efficacia, gia vi vedo di fronte al tribunale con i soliti 4 gatti al seguito, dicendo una marea di fesserie, ma tranquilli i fatti dimostrano e dimostreranno altro. Ne riparleremo.

    • Occhio nudo
      maggio 17, 2016 alle 3:51 pm

      Operaio eurallumina, se non fosse che sei in mala fede (perché non hai nemmeno letto quello che c’è scritto nell’articolo e non ti interessa nessun confronto) mi verrebbe da metterti in guardia da tutti quelli che promettono investimenti e ricchezza barattandoli con la vostra salute. I fatti, in quella zona, hanno già dimostrato tanto: inquinamento, malattie, deficit cognitivi, letteralmente “pane avvelenato”, povertà, ma tutto questo ti fa ridere. Pitticu su spassiu.

      • operaio eurallumina
        maggio 17, 2016 alle 5:29 pm

        Occhio nudo, la tua risposta è esattamente quella che mi sarei aspettato……primo mi attribuisci risate a fatti e disgrazie, niente di più falso, inforca gli occhiali e leggi bene riguardo a cosa rido. Secondo, quale sarebbe la malafede? Confronto? Confronto di che? Se vuoi il confronto perche prima nn ti leggi il progetto di rilancio di eurallumina con tutti i parametri, gli investimenti, le ricadute occupazionali, l impatto ambientale ecc . Sono migliaia di pagine di progetto e Io trovi online visto che sono atti pubblici….. poi ne riparliamo quando la tua conoscenza nn sarà limitata alle nozioni presenti in questo gruppo. Io ho esposto un progetto e sapere che le cose nn sono come vengono dipinte da voi ritieni sia malafede? E terzo mettermi in guardia da cosa? Io metto in guardia voi da falsi allarmismi, falsi catastrofismi, falsi personaggi che si attribuiscono competenze e conoscenze che nn hanno.
        Piu passa il tempo più mi rendo conto che nn sapete nulla di questa vertenza ma proprio nulla. continuate a crogiolarvi nelle vostre presunte verità.

    • maggio 17, 2016 alle 9:47 pm

      vedi, anonimo “operaio eurallumina”, stamattina – come al solito – ero sveglio da presto perchè vado a lavorare.
      Lavoro, pago le tasse fino all’ultimo centesimo, così contribuisco a sostenere quel sistema di tutela sociale di cui beneficiano i tanti lavoratori in cassa integrazione e in altre forme di difesa sociale previste dall’Ordinamento italiano.
      Lo faccio volentieri. Penso sia giusto.
      Però Lei non può permettersi alcuna arroganza di alcun genere.
      Lei non s’è degnato di dire una parola su quanto è stato proposto, il ciclo dell’alluminio riciclato.
      E questo la qualifica per quel che è.

      Stefano Deliperi

      • operaio eurallumina - D.
        maggio 18, 2016 alle 1:30 am

        vedi Deliperi, la tua facile ironia mi genera solo nausea. Anche io (come tanti altri miei colleghi e padri di famiglia) mi alzavo presto per andare a lavorare sai, purtroppo ora mi alzo per andare a lottare per riprendermi il mio posto di lavoro, e inoltre se avessi ancora il mio posto di lavoro non perderei tempo a scrivere qui , avrei sicuramente altro di più importante da fare , non rubo il posto di lavoro a nessuno (anzi vorrei proprio sapere come lo sto rubando) e pago lo stesso le tasse o credi che solo perché uno è in CIG non paghi le tasse? o che le paghi solo tu?
        L’ unica arroganza è la vostra che pensate di essere gli unici portatori sani di verità, che non vi va mai bene niente, che
        arrivate e salvate il polo del Sulcis,….. e poi se siete tanto sicuri, perché non vi aprite una bella fabbrica di alluminio riciclato, così vi scontrate anche con la macchina burocratica e vediamo poi quanta voglia vi resta di andare avanti………, io lavoro in una raffineria e li voglio stare, il riciclaggio lascio a voi radical-chic.

        Inoltre per quel “arroignorante” di De Andrè sappi che le risorse per CIGO e CIGS vengono fornite dall’INPS e sono a loro volta finanziate da un contributo pagato da tutti i lavoratori e le imprese (in tutto, sulla busta paga, questi contributi costano circa il 3 per cento dello stipendio). Quando scatta la CIG (in qualsiasi forma) i lavoratori ottengono il diritto a un salario erogato fino a circa un migliaio di euro e comunque mai superiore all’80 per cento
        del salario precedente. Niente assistenzialismo quindi, queste sono solo le classiche frasi fatte dettate dall’ ignoranza, ma meno male che dalla tua cattedra morale “il cantante” si permette di ricordarci che paga le tasse per noi poveri fannulloni ……ora rileggiti le righe sopra e poi fallo di nuovo finche no ti entra in testa. Prima di aprire bocca collega il cervello “arroignorante” che non sei altro …….salvarì

      • maggio 18, 2016 alle 7:07 am

        anonimo “operaio eurallumina”, come non faccio “ironia” su di lei e su qualsiasi lavoratore, non permetto nè a lei nè a nessun altro di farla su di me e il mio lavoro.
        Quanto all’oggetto dell’articolo, basta la sua espressione “io lavoro in una raffineria e li voglio stare, il riciclaggio lascio a voi radical-chic” per capire tutto.
        Mi pare che non ci sia alcuna volontà di confronto.
        Si tenga le sue certezze, buona giornata.

        Stefano Deliperi

  8. Genius Loci
    maggio 17, 2016 alle 11:32 am

    Grazie GrIG!

  9. Fabrizio De Andrè
    maggio 17, 2016 alle 4:21 pm

    Caro Grig questa è la dura realtà,ostaggi di un sistema che ha generato assistenzialismo in cambio di un voto, questo genere di “arroignoranza “.La politica dei partiti del Sulcis e la copertura sul reale stato dei luoghi portata avanti dai FANGHI ROSSI,che hanno sempre minimizzato sull’olocausto in atto e sui danni alla salute,provocat dalla catena alimentare ha generato questo tipo di macchina,lobotomizzata e fedele alla linea che si ammala e fa ammalare I suoi figli perchè non è più in grado di fare altro.Mi dispiace non poter aiutare quel quattro gatti domani a causa del mio impegno lavorativo,inchiodato dalle tasse per mantenere chi non fa nulla da un decennio e ruba il lavoro alla gente onesta.Io non vi ho Mai votato e Mai lo farò

  10. Gian Marco Mocci
    maggio 17, 2016 alle 5:11 pm

    Qualche tempo fa, in rete, mi sono imbattuto in alcune cartine geografiche e tematiche particolari, dove venivano attribuite delle parole diciamo “ rappresentative” ai vari stati o regioni , insomma la prima parola che viene in mente pensando a quello stato o regione. Per esempio , nella cartina europea sopra la Germania vi era scritto “Birra”, sopra la Norvegia “freddo”, sopra l’Italia “Cibo e Musei”. Nella cartina Italiana invece, suddivisa in regioni , sopra la Sardegna c’era la parola “INQUINAMENTO”. Questo è il risultato per il quale anche voi avete contribuito ad ottenere. Che risultato!!! Credete veramente che questo rappresenti la realtà???Visto che vi mettete in bocca parole come “giustizia”, credete che sia una cosa giusta e corretta questa??? Ma venendo al merito delle cose, in particolar modo alla “lettera aperta” inviata al mondo, non posso che concordare con chi mi ha preceduto nei commenti, in modo particolare quando parla di coloro che scrivono e parlano di argomenti che non conoscono, della diffusione di dati non corretti e della rappresentazione di situazioni che, visti i dati reali, non corrispondono alla realtà. Eppure avete pubblicato anche i link per accedere ai documenti ufficiali, dove i dati sono chiari!! Da qui il dubbio che prima di parlare non avete neanche letto la documentazione specifica o peggio ancora, lo avete fatto, ma in malafede pubblicate altro, tralasciando piccoli particolari che il lettore non nota e non conosce, ma che nella valutazione generale però diventano enormi differenze…..ma è chiaro, altrimenti la sensazionalizzazione del tutto perderebbe di efficacia e se non è sensazionale non fa notizia. Continuate a dipingere il Sulcis come un immenso polo industriale identificandolo con Portovesme ( perdete un po di tempo a verificare lo spazio occupato dal polo industriale di Portovesme, vi stupirà!), con un clima ostile alla vita umana in stile post apocalittico, con frasi del tipo “la gravissima crisi ambientale e sanitaria che affligge il territorio” oppure “ la situazione ambientale e sanitaria dei residenti è al limite del collasso” che sembra di rivedere il più famoso film post nucleare The Day After . Si parla di malformazioni dei bambini, di morti che non si sono visti neanche nel medioevo durante l’epidemia della morte nera, incredibile…. e si parla di giustizia. Tanta foga poi nel rappresentare queste situazioni che quasi quasi ti mettono il dubbio nonostante vivi e vedi la realtà che ti circonda ogni giorno, figuriamoci l’impatto che ha sui cittadini che non ne vivono la realtà. Poi ti capita in mano un documento ufficiale, recente ( Febbraio 2016) e che chi si arroga il diritto di parlare di certe cose dovrebbe conoscere, reso pubblico dalla ASL 7 di Carbonia nel proprio sito e relativo al Piano di Rientro ( o di efficientamento) dello stesso Ente Regionale. Il Piano di Rientro della ASL 7, a parte l’importanza che ha relativamente ,appunto, all’efficientamento dello stesso, in premessa traccia la situazione sanitaria del territorio mediante gli ultimi dati consolidati ISTAT che subiscono verifiche e certificazioni scientifiche. Oltre a parlare di ciò che non conoscete, provate ad avere la pazienza di verificare questo documento ( dal punto 4.3 http://www.aslcarbonia.it/index.php?xsl=7&s=50213&v=2&t=1&c=251 clicca “Consulta piano di rientro”) e vi renderete conto che la terribile descrizione del territorio che fate regolarmente, potrà essere considerata per lo meno azzardata, se non fuori luogo o almeno non assimilabile a qualla che viene fuori dai documenti e dalle dichiarazioni ufficiali da parte dell’ente preposto alla verifica e alla tutela sanitaria. Per rispondere alle vostre descrizioni del territorio basterebbe leggere solo ed esclusivamente con la prima frese del paragrafo relativo al CONTESTO EPIDEMIOLOGICO contenuto nel documento e che dice :” Nella Provincia ( Sulcis Iglesiente ndr) i dati non si discostano in maniera sostanziale da quelli nazionali e regionali, con i due gruppi di patologie che maggiormente incidono nella salute delle persone : la malattie cardiovascolari e i tumori.”( Piano di rientro ASL 7 Febbraio 2016). Per non parlare dei dati relativi alla ai tassi mortalità nelle province sarde , dove la Provincia di Carbonia Iglesias è al 4° posto dopo Oristano,Nuoro e Medio Campidano, queste ultime famosissime per avere un’economia basata sull’industria!!! E’ chiaro poi e non ci si nasconde dietro un dito, che la leggera differenza relativa soprattutto a malattie dell’apparato respiratorio sono purtroppo da considerare “fisiologiche” di un territorio che ha avuto una vocazione mineraria da secoli. Come è chiara l’inutilità di negare che in più di 40 anni di attività il polo industriale non abbia avuto un impatto ambientale nel territorio, anche se il tutto va analizzato prendendo in considerazione la scarsa, per non dire assente, normativa di tutela ambientale di quel tempo, insieme ad un altro, vecchio modo di fare industria, con le partecipazioni statali ( periodo peggiore, ambientalmente parlando, del quale ancora si pagano le conseguenze) e l’assenza di sensibilità ambientale, situazione che è nettamente migliorata negli anni. Visto che parliamo di estrazioni minerarie vorrei fare una considerazione relativativamente all’attenzione particolare che alcuni media, ambientalisti (!?!?!?), politici in cerca dello scoop, dedicano al polo industriale di Portovesme ( credo dovuto alla non conoscenza del territorio perchè non voglio parlare nuovamente di malafede..) e alle sue attività in genere che subiscono ( giustamente!!!) centinaia di verifiche e controlli da parte di Arpas, Asl, Noe ( Carabinieri) e Magistratura , insieme all’ausilio di centraline automatiche di rilevazione aerea, a pozzi di captazione per emungimento e verifica falde acquifere ( in molti casi mediante la verifica in tempo reale) e all’opposto la totale “non considerazione” ,sempre da parte degli stessi, di tutti gli abbancamenti presenti nel territorio,senza nessun isolamento, dei residui di lavorazione derivati dalle vecchie attività estrattive di piombo e zinco, quelle si veramente impattanti e non perchè create in modo doloso, ma a causa della mancanza di norme ambientali e di tecnologie dei tempi passati inadatte a sfruttarne al massimo le potenzialità produttive , lasciando all’ interno una quantità tale di materie prime ( Metalli pesanti) tali da poter essere “industrialmente sfruttabili ( vedi fanghi di Monteponi e richiesta da parte della Portovesme srl di poterli prelevare e riutilizzare- richiesta negata), ma che , senza verifiche , controlli, sistemi di monitoraggio, si diffondono in aria col vento e in mare durante le piogge. Come dice mio padre ,vecchio minatore: “si du seusu pappendi a pagu a pagu”, frase che credo renda meglio l’idea. Come mai non vedo ogni giorno banchetti per conferenze stampa, marce per la salute, personaggi con la maschera della morte presso questi siti minerari dismessi? Perchè non leggo articoli o lettere aperte per denunciare con lo stesso tenore utilizzato verso altre situazioni ( vedi sopra)? Certo, per alcuni personaggi noti, trasformisti della politica e dell’ambientalismo, che hanno sempre vissuto e vivono indirettamente dalle industrie e cambiano idea sul chi e cosa inquina a seconda del padrone, è la normalità e me lo posso aspettare! Ma da chi come voi parla di giustizia , no. ……..CONTINUA

    • maggio 17, 2016 alle 10:17 pm

      buonasera Gian Marco Mocci, apprezzo il suo intervenire con nome e cognome.

      Le rispondo per punti:

      1) Il Rapporto S.E.N.T.I.E.R.I. – studio epidemiologico, Ministero della salute, S.I.N. Sulcis-Iglesiente-Guspinese (2012, aggiornato nel 2014) ha evidenziato un pesantissimo rischio per la salute, fra cui un “rischio osservato di circa 500 volte l’atteso … per tumore della pleura” fra i lavoratori del settore piombo-zinco (Enirisorse, ex Samin), “un incremento di mortalità per tumore del pancreas” fra i lavoratori del settore alluminio (Alcoa), mentre fra i “produttori di allumina dalla bauxite (Eurallumina) la mortalità per tumore del pancreas e per malattie dell’apparato urinario è risultata in eccesso”.
      Lo trova qui: https://gruppodinterventogiuridicoweb.files.wordpress.com/2013/02/studio-epidemiologico-sentieri-risultati-2012.pdf
      Se lo legga, se vuole.

      Già nel 2008 l’Università di Cagliari (Dipartimento Sanità pubblica, Medicina del lavoro) nel corso di una ricerca (Plinio Carta, Costantino Flore) affermò chiaramente la sussistenza di deficit cognitivi in un campione di bambini di Portoscuso, dovuto a valori di piombo nel sangue superiori a 10 milligrammi per decilitro (vds. “Environmental exposure to inorganic lead and neurobehavioural tests among adolescents living in the Sulcis-Iglesiente, Sardinia” in Giornale italiano di medicina del lavoro ed ergonomia, 15 aprile 2008, in http://www.biowebspin.com/pubadvanced/article/18409826/#sthash.kjkUGkfA.dpuf). La letteratura medica, infatti, indica un’associazione inversa statisticamente significativa tra concentrazione di piombo ematico e riduzione di quoziente intellettivo, corrispondente a 1.29 punti di QI totale per ogni aumento di 1 µg/dl di piomboemia (sulla tossicità del piombo vds. http://www.phyles.ge.cnr.it/htmlita/tossicitadelpiombo.html).
      Legga anche questo, se vuole.

      Basta e avanza per descrivere una situazione ambientale-sanitaria non proprio felice.

      2) il fatto che per decenni si sia inquinato in modo devastante non vuol dire che sia necessario continuare così. Anzi.

      3) il progetto di centrale termica cogenerativa alimentata a carbone (potenza 285 MWh) è in http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=612&s=279554&v=2&c=4807&idsito=18.

      4) il sostegno pubblico di ben 74 milioni di euro sui 100 dell’investimento complessivo è in http://www.invitalia.it/site/new/home/chi-siamo/area-media/notizie-e-comunicati-stampa/contratto-sviluppo-eurallumina.html. Il sito web è dell’investitore pubblico, la Società Invitalia.
      Soldi pubblici, soldi dei contribuenti, per l’ennesima volta.

      Ribadisco, ancora una volta non leggo alcuna considerazione sulla proposta effettuata, il ciclo dell’alluminio riciclato.

      Stefano Deliperi

      • Gian Marco Mocci
        maggio 18, 2016 alle 12:16 am

        Buonasera. Non si disturbi ad apprezzare un comportamento che per me rientra nella normalità. Io sono abituato a ” metterci la faccia”. Però mi permetto di darle un suggerimento, visto che è lei a moderare il blog, sarebbe più conveniente e rispettoso verso chi commenta che tutti fossero riconoscibili col proprio nome, altrimenti non è facile biasimare chi si comporta nello stesso modo e tende a mettersi nelle stesse condizioni anonime. Detto questo, vorrei informarla che non vedendo il mio commento pubblicato in breve tempo, ho pensato vi fosse un problema di dimensioni del testo e cosi ho diviso il mio intervento in due commenti separati. Forse la risposta che cerca si trova nella seconda parte. Le rispondo con il suo stesso metodo:
        1) Non valuto nel merito lo studio S.E.N.T.I.E.R.I. perché non sono un medico epidemiologo, posso solo dirle che sicuramente non trova riscontro nel documento riportato nel mio commento precedente e pubblicato dalla ASL7 di Carbonia nel Febbraio 2016, dove si traccia, mediante le ultime statistiche ISTAT certificate, la situazione sanitaria del territorio. Documento del quale non trovo sua valutazione, nonostante abbia fonte certa per quanto riguarda le statistiche e le analisi delle stesse. Sicuramente non risulta la situazione apocalittica descritta anche da qualche altro commentatore, lasciando come punto fermo che la vigilanza e le verifiche sanitarie devono essere sempre un punto di riferimento a garanzia di tutti. Per il resto le dico solo che nel Processo Bayer il piombo praticamente non esiste.
        2) Concordo. L’inquinamento dovuto alle attività industriali è il risultato di periodi passati dove la sensibilità ambientale era nulla e le norme erano praticamente assenti. Da allora tanto è stato fatto e tanto si sta facendo. Noi abbiamo sempre chiesto e preteso il rispetto delle norme e delle leggi, a tutela dei lavoratori e delle persone che vivono nelle vicinanze. Capisco che essere abituati a considerare i lavoratori “servi del padrone” o “avvelenatori della propria terra” , come ci definiscono i suoi colleghi, non permette di accettare certe situazioni, ma ve ne dovete fare una ragione, noi siamo diversi dai vostri stereotipi offensivi. Pensi che anni fa un suo collega che era nell’amministrazione di Portoscuso, era d’accordo ad espandere il bacino dei fanghi rossi a mare , mentre non erano d’accordo i lavoratori! Strano vero??? E pensi che ci sono anche gli articoli che lo testimoniano!!
        3) Guardi, abbia pazienza, si rilegga bene il documento che lei stesso mi ha suggerito relativamente alla presentazione del progetto Eurallumina su Sardegnambiente…….guardi bene…..c’è scritto MW(t) , dove la “t” sta per TERMICI, che è diverso da ELETTRICI o da “h” che vuol dire “ora”. Quindi i 285 MW della caldaia Eurallumina sono TERMICI e c’è una bella differenza con quelli elettrici. Chi fa il vostro importante lavoro non si dovrebbe far sfuggire questi dettagli perché state informando male e in modo fuorviante. Ma capisco che è una svista, anche se reiterata all’infinito è una svista. Avrà modo di rimediare nei prossimi articoli.
        4) Purtroppo i comunicati stampa sono scritti da chi non conosce i documenti e il merito delle cose , facendo cadere nell’errore chi li utilizza come fonte attendibile ( se nota si parla anche di centrale “elettrica” mentre la produzione principale è vapore per il processo chimico). Invitalia è sostanzialmente “una finanziaria” che fa parte del Ministero dello Sviluppo Economico. Per avere il prestito di 74 milioni di euro sono state chieste e ottenute delle garanzie. Solo 8 milioni sono a fondo perduto in linea con le norme europee. Le suggerisco di prendere come riferimento lo stato di attuazione del Piano Sulcis che è più preciso, più serio e aggiornato , ecco il link : http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_117_20150129105600.pdf
        Vada su : Salvaguardia del tessuto produttivo. Grande Impresa.
        Quindi anche su questo continua a sbagliare e di molto.
        Rilegga o legga ( se ancora non lo ha fatto) il commento sotto, c’è la mia considerazione sulla vostra proposta.

        P.S. Si informi bene su come vengono finanziati i diversi ammortizzatori sociali, ai quali partecipano anche aziende e lavoratori, perché sbaglia anche su quello.

      • maggio 18, 2016 alle 7:27 am

        Buongiorno Gian Marco, le risponderò per punti, per esigenza di brevità:

        1) in questo blog – che non è mio personale, ma dell’Associazione – sono consentiti commenti anche sottoscritti con nickname, personalmente preferisco nome e cognome;

        2) lo Studio SENTIERI, così come “Environmental exposure to inorganic lead and neurobehavioural tests among adolescents living in the Sulcis-Iglesiente, Sardinia” sono frutto di ricerche epidemiologiche di lunga data, perchè su temi medio-lunghi si vedono determinati effetti sulla salute. Non sono un medico, ma mi fido della bontà dei lavori e delle verifiche scientifiche a cui sono stati sottoposti e delineano un quadro che non penso abbia bisogno di ulteriori commenti. Quanto al piano ASL n. 7 che cita (e che ha tutt’altra natura, visto che è un piano della performance) si riferisce al breve periodo e, per la precisione e per puro esempio, indica per il 2012 un numero di decessi superiore alla media sarda e nazionale: “Tumori – 29,96 (Sulcis) 28,93 (Sardegna) 29,15 (Italia);

        3) dove mai avremmo detto o scritto “lavoratori servi del padrone”? Abbia pazienza…

        4) approfondiremo la natura dei 74 milioni di euro di fondi pubblici. Anche se fossero”solo” 8 a fondo perduto, la sostanza del ragionamento non cambia: si tratta sempre di soldi pubblici destinati a un’iniziativa privata che da ben poche garanzie – nelle forme attuali – di poter esser competitiva sul mercato e soldi pubblici ne son stati investiti male fin troppi, non crde?

        5) so bene come vengono finanziate le varie forme di ammortizzatori sociali, come so bene che una buona parte delle “entrate” dello Stato derivano dal gettito IRPEF, cioè dai contribuenti;

        6) abbia pazienza, nell’articolo non è stata fatta alcuna distinzione fra “termici” ed “elettrici”, è stata unicamente ripresa la dicitura ufficiale del progetto, pure virgolettata. Non è quello il “succo” del discorso.

        Continuo, purtroppo, a non vedere alcuna valutazione, con un minimo di ragionamento, sulla proposta effettuata. Il ciclo dell’alluminio riciclato consentirebbe meno inquinamento, tutela dei posti di lavoro e avrebbe bisogno di un quantitativo infinitamente minore di energia. Dobbiamo tenerci un bacino dei “fanghi rossi” sempre più esteso e inquinante, tanto per capirci?
        Buona giornata.

        Stefano Deliperi

      • Sulcitano
        maggio 18, 2016 alle 6:41 am

        Dice bene Dott. Deliperi: per l’ennesima volta soldi pubblici dei contribuenti impiegati per creare … buste paga fittizie, voti ai politici interessati e trattenute nelle tasche dei sindacati più “attenti”.
        Una semplice domanda ai sedicenti operai eurallumina: se oggi il Sulcis è una delle aree più povere e arretrate (come sistema economico almeno) di Italia nonostante la valanga di soldi pubblici bruciati dagli anni 60-70, cosa dobbiamo aspettarci da questo nuovo fantomatico progetto industriale di trasformazione di una materia prima proveniente da migliaia di km lontano e un prodotto finito da cedere a clienti a migliaia di km di distanza (non si tiri fuori la ex alcoa perché dopo il suo passaggio nulla cambierebbe), con scarso valore aggiunto e alti costi energetici e ambientali? E i danni alla salute pubblica chi li paga? Il fantomatico investiTore (in realtà prenditore di fondi pubblici) o come accaduto finora la collettività e quindi di nuovo i contribuenti?
        Se c’è miseria, inquinamento e danni alla salute oggi come effetto di quelle politiche industriali fallimentari (nonostante le tante risorse pubbliche bruciate), figuriamoci cosa possiamo aspettarci da questo nuovo fantomatico progetto completamente estraneo e insostenibile! Altri 10 – 15 anni perduti (ma sì, qualcuno riuscirà a piazzare il proprio figlio o nipote assicurandogli qualche anno di busta paga e poi via con gli armotizzatori e nuove proteste e richieste…..) e sempre la solita miseria e presa in giro. Fino a quando sarà possibile proiettare lo stesso film?

        Saluti

      • Gian Marco Mocci
        maggio 18, 2016 alle 7:47 pm

        Sig. Deliperi, mi dispiace di più non posso fare. Lei è palesemente contro l’industria e non importa se segue le norme e le leggi , non importa se le leggi sono state ulteriormente inasprite e giustamente! A lei non interessa. Si tende a sminuire tutto anche i dai certificati ISTAT e utilizzati dalla ASL per fare la situazione attuale ( se lo studio SENTIERI fosse preciso ad oggi i dati sarebbero veramente diversi, perché avendo un carattere di medio lungo termine, da tempo avremo dovuto vederne gli effetti). Ma il risultato sono i dati che le ho mostrato, con tanto di dichiarazioni che ne sottolineano la non sostanziale differenza con quelli regionali e nazionali. I dati che ha estrapolato lei si riferiscono al numero di morti per 10000 abitanti!!! Vuol dire che nel 2012 , nel Sulcis è morta una persona (1 ,03) in più di tumore ogni 10.000 abitanti rispetto alla Sardegna e 0,81 persone in più rispetto all’Italia…….E’ questa la situazione sanitaria al limite del collasso che dice? Ma per favore. Sappiamo leggere uno schema semplice in stile grafico ascisse e ordinate?? Ho capito dai commenti precedenti che ha un pò di problemi con le unità di misura, comprese quelle relative alla potenza elettrica : nel documento di sardegnambiente si parla di MWt ( termici) quindi la differenza la fa!! Ma va colta e va capita! Bisogna studiare, capire e conoscere prima di scrivere, inutile arrampicarsi sugli specchi. Per il discorso soldi pubblici la percentuale erogata è in linea con le norme europee, come succede in tutta Europa verso l’impresa. Il resto sono prestiti da rendere e fondi privati.Che lei sia d’accordo o meno è cosi, poi faccia tutte le ricerche che vuole. Continua a chiedere una valutazione su una proposta che non ha piano di fattibilità che tenga conto di tutti i fattori specifici del caso ( dall’ approvvigionamento delle materie prime, al trasporto dello stesso, al numero degli occupati potenziali ecc ecc). Ad una domanda fatta cosi posso rispondere come ho già fatto : io sono per il riciclo in genere e nel mio piccolo lo faccio tutti i giorni ( non so lei). Parlate di industria come fosse un gioco di società, non avete la minima concezione di cosa voglia dire, di cosa sia il mercato globale, delle forze che lo regolano, insomma parlate senza cognizione di causa. Rimanga della sua idea anti industriale Sig. Deliperi e soprattutto ne sfrutti incoerentemente i frutti, non era certo mia intenzione farle cambiare idea. Era mio interesse far sapere a chi legge che esiste anche un’altra campana, che si basa su dati ufficiali e certificati. Lasciateci fare la nostra lotta in pace perché la stiamo facendo chiedendo il rispetto delle norme ( ma a voi non basta e non basterà mai, avrete sempre da dire) e se proprio avete il bisogno impellente di intervenire, fatelo con dati reali, seri e veri, studiate ( le unità di misura in particolare) e trovate fonti attendibili almeno eviterete brutte figure. Saluti il Grinch!!

      • maggio 18, 2016 alle 9:39 pm

        vede sig. Mocci, nemmeno io so che altro dirle.
        Nessuno di noi è “contro l’industria”, tantomeno contro i lavoratori. Però, è ora di finirla con il voler minimizzare la drammatica situazione di crisi ambientale e sanitaria del Basso Sulcis e di Portoscuso in particolare.
        Lei tratta il Rapporto SENTIERI, cioè lo “Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento” dell’Istituto Superiore di Sanità (https://gruppodinterventogiuridicoweb.files.wordpress.com/2013/02/studio-epidemiologico-sentieri-risultati-2012.pdf), come se fosse un giornaletto di fumetti per l’infanzia e afferma che sia superato dal “PERCORSO DI EFFICIENTAMENTO DEL SISTEMA AZIENDALE” della ASL n. 7 (http://www.aslcarbonia.it/documenti/7_49_20160229173251.pdf).
        In parole povere, mischia mele e bulloni solo perchè le sembra che possa tirar acqua al suo mulino, nonostante (tabella 4, pagina 9) nel Sulcis nel 2012 vi siano stati più decessi per tumore che nel resto della Sardegna e nel resto d’Italia.
        Contento lei, contenti tanti (non tutti).
        Le consiglio di leggersi il Rapporto SENTIERI e lo studio “Environmental exposure to inorganic lead and neurobehavioural tests among adolescents living in the Sulcis-Iglesiente, Sardinia” (in Giornale italiano di medicina del lavoro ed ergonomia, 15 aprile 2008, in http://www.biowebspin.com/pubadvanced/article/18409826/#sthash.kjkUGkfA.dpuf), se ne ha voglia. Non c’è pericolo che creda a me, ma chieda consiglio a un medico epidemiologo.
        Altro non so che dirle.
        Lei continua a insistere sul punto, ma nell’articolo non è stata fatta alcuna distinzione fra “termici” ed “elettrici”, è stata unicamente ripresa la dicitura ufficiale del progetto, pure virgolettata. Non è quello il “succo” del discorso.
        E’ come se gli spettatori di una partita di calcio si interessassero morbosamente della forma dei seggiolini per gli spettatori.
        Anche in questo caso, faccia come crede, ma a chi legge interessa davvero poco. A me meno ancora.
        Pretende che le scodelliamo un piano industriale per l’alluminio riciclato, quando stiamo facendo una proposta che meriterebbe tutti gli approfondimenti del caso se vi fosse interesse.
        Ma, almeno da parte sua, non mi pare di vedere il minimo interesse.
        Per lei l’Eurallumina va bene così com’è, con il bacino dei fanghi rossi sempre più ampio (dall’attuale quota di + 36 a + 46 mt. sul livello del mare, vds. deliberazione G.R. n. 21/20 del 6 maggio 2015, http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_274_20150507170411.pdf, http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_274_20150507170617.pdf) e inquinante, con un mercato internazionale che va come pare a lei, con una situazione ambientale e sanitaria del Basso Sulcis che più rosa non si può.
        Magari arrivano pure frotte di turisti per specchiarsi nel bacino dei fanghi rossi.
        Contento lei, contenti tanti (ma non tutti).
        Anche il Servizio Valutazioni Ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna ha qualche “dubbio” (http://www.sardegnaambiente.it/documenti/18_357_20160218132032.pdf e http://www.sardegnaambiente.it/documenti/18_357_20160218132104.pdf).
        Forse ancora per qualche tempo le/vi daranno retta (e soldi pubblici), forse no.
        Il conto ambientale e sanitario lo pagheranno volenti o nolenti tutti gli abitanti del Basso Sulcis, però.
        Il conto finanziario dei soldi pubblici investiti lo pagheremo, come al solito, noi contribuenti italiani.
        Buona serata.

        Stefano Deliperi

  11. Gian Marco Mocci
    maggio 17, 2016 alle 5:14 pm

    SEGUE…Per tornare alle fesserie che sono state scritte, il progetto di riavvio di Eurallumina prevede investimenti per 185 milioni di euro , dei quali 76 sono “PRESTITI” ( da rendere! per capirci!) e di questi 8 sono a fondo perduto, percentuale in linea con le norme europee e utilizzate in tutta europa ( appunto) per non dire nel mondo. Ma quali “ 74 milioni di euro di fondi pubblici”? Ma chi vi da le informazioni? Si continua con la solita storia della centrale della potenza di 285 Mwh…….SONO 285 MEGAWATT -T E R M I C I!!!! Do you know megawatt termici??? Ripassare un po di “unità di misura”, fisica scuola media superiore ( primo anno). I Megawatt elettrici che potenzialmente si possono produrre saranno invece 50, dei quali 35 necessari alla vita dell’impianto come autoproduzione ( per fare un paragone di grandezza la centrale Enel di Portovesme può produrre poco meno di 1000 Mw. Si nota la differenza??? Quindi basta con Megacentrale!), parliamo di uno “scaldabagno” che sarà progettato e costruito secondo le ultime norme ambientali Italiane che hanno recepito le direttive europee di riferimento “dimezzandone e inasprendone” ulteriormente alcuni parametri ( vedi Progetto e link che voi stesso avete pubblicato, basta leggere). Parlate poi di 357 lavoratori diretti e di altri 100 degli appalti…..questi però dovete moltiplicarli per il coefficiente socio-economico specifico del territorio di 1 a 3, dove una busta paga ne genera altre 3!! Fatevi i conti. Per l’affermazione: “una gravissima compromissione del suolo, delle falde idriche e dell’ambiente in generale determinata dalla presenza del c.d. bacino dei fanghi rossi”….avete chiara la posizione del bacino fanghi rossi vero??? avete mai visto la cartina del polo industriale??? Sapete che tutte le industrie sono ubicate “ a monte” del sito di stoccaggio vero??? Sapete che le falde attraversano tutto il polo industriale prima di arrivare all’altezza del sito di stoccaggio?? Sapete che ma maggior parte delle sostanze presenti nelle falde non esistono nel processo produttivo di Eurallumina? Non aggiungo altro. Per chiudere , la vostra proposta contenuta nella lettera aperta. Premetto che mi considero un riciclatore compulsivo, per capirci separo anche la plastica dalla carte nelle buste da lettera e produco circa un sacchetto di indifferenziato ogni mese e mezzo. Se sommate diretti e indiretti Eurallumina ed ex Alcoa avrete come risultato circa 1000 lavoratori……quanto dovrà essere grande questo polo del riciclo? Ma per favore, siamo seri, che si faccia ma come nuova attività nel polo industriale, nessuno lo vieta. Per chiudere, i lavoratori Eurallumina hanno sempre chiesto e preteso il rispetto delle norme insieme alla convivenza della tutela ambientale con la salute e il lavoro, ribadendo che se qualcuno ha sbagliato paghi e sarà la magistratura a decidere. Questa richiesta, prevede anche la possibilità che il progetto non veda la luce e a quel punto , per coerenza, nonostante il disastro per noi e le nostre famiglie, nessuno dirà nulla . Ma lo stesso devono fare coloro che allo stesso modo mirano a non far ripartire la fabbrica, se la fabbrica ripartirà se ne dovranno fare una ragione.

    Gian Marco Mocci
    Operaio Eurallumina 2.

    P.S. Non sono abituato a parlare con chi si nasconde dietro un nome palesemente falso, ma rispondo al Sig De Andre informandolo che l’articolo che ha portato ad incomprensioni col giornalista dell’Unione Sarda locale, non era relativo al bacino dei fanghi rossi. Nei giorni successivi, come testimoniato da ulteriore articolo, la rsu Eurallumina ha incontrato per due giorni i rappresentanti dei giornalisti insieme al giornalista sopra citato, riunione dalla quale è scaturito un documento congiunto (lavoratori Eurallumina/ lavoratori Stampa) rilasciato alla stampa, insieme al ritiro della querela. Visto che li nomina sarà lei ad essere o a vivere in mezzo agli squadristi. Se vuole Sig. De Andrè, ogni 27 del mese, svolgiamo l’assemblea generale dei lavoratori….venga, le farò conoscere tutte le facce dei padri di famiglia che lei apostrofa con queste infami parole.

  12. Fabrizio De Andr
    maggio 18, 2016 alle 10:33 am

    Mi scusi signor Mocci innazitutto non è per nascondermi che uso un nickname e mi creda non ho nessuna voglio imbattermi in interminabili e inutili discussioni che a nulla portano. Capisco la vostra situazione ma non ne condivido la risoluzione.Non le sembra, ma anche in forma diversa e consenziente siete come noi le vittime sacrificali di una classe politica e obsoleta che coperta dal sistema si nutre di dolore per soldi e non come dice il Grig per ignoranza.Dovremmo essere uniti per un futuro migliore ma le ideologie e gli interessi dividono,ma mi dica “di cosa si muore nel sud ovest Sardo?La saluto e le auguro che non abbia a pentirsi delle sue scelte di vita.Qui finisce il mio dialogo,ciao.

    • Gian Marco Mocci
      maggio 18, 2016 alle 6:58 pm

      Se non è per nascondersi sarà per sport o per passione, affari suoi, io non lo faccio. Ecco bravo, capisce ma non condivide, posizione rispettabile. Infatti è la nostra lotta. Per sapere di cosa si muore nel sud ovest sardo legga il report pubblicato dalla ASL 7 (che le sarà sicuramente sfuggito): Si muore di più nell’Oristanese, nel Nuorese e nel medio Campidano, con lo dicono le statistiche ISTAT…..ma come al solito per lei sarà una congiura, un complotto!!! L’importante è scegliere e portare avanti le proprie decisioni, il pentimento non è contemplato. Anche il mio dialogo finisce qui, anzi non sarebbe mai dovuto iniziare visto che parlo con un cantante famoso morto da anni!! Mi saluti Dori Ghezzi!!!Save your self.

  13. Bio IX
    maggio 18, 2016 alle 6:28 pm

    Mi scuso per quello che potrebbe sembrare un OT, ma che tale non è, giusto per farsi un’idea di come operano le “autorità” a livello planetario che “vegliano” sulla nostra salute http://www.rischiocalcolato.it/2016/05/basta-coi-populismi-roundup-e-buono-e-fa-bene.html

  14. Sparviero
    maggio 18, 2016 alle 9:42 pm

    Resistere Resistere Contro la distruzione del territorio… e vorrebbero pure ampliare il bacino dei fanghi tossici… VERGOGNA!

  15. maggio 19, 2016 alle 8:31 am

    Dopo il tempo trascorso dalla fermata della fabbrica ora che, finalmente, si intravede un rilancio dell’attività nel rispetto della normativa vigente, mi sembra che la lettera del GRIG sia perlomeno inopportuna. Condivido perciò quando detto dagli operai e mi auguro che riescano a riprendere il loro posto di lavoro.

    • maggio 19, 2016 alle 3:12 pm

      vede Giannantonio, personalmente trovo molto più “inopportuni” il pesante inquinamento e lo spreco di denaro pubblico.
      Questione di punti di vista.

      Stefano Deliperi

  16. maggio 19, 2016 alle 2:58 pm

    ovviamente non c’è inquinamento a Portoscuso.

    A.N.S.A., 19 maggio 2016
    Disastro ambientale per capi Eurallumina.
    Cagliari,per Pm si aggravano imputazioni “non solo inquinamento”: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/05/19/disastro-ambientale-per-capi-eurallumina_4e4ad198-343b-490c-9b92-eb134f24c665.html

    ________________________________________

    da L’Unione Sarda, 19 maggio 2016
    Portovesme, fanghi rossi e veleni: prescrizione più lontana per i vertici Eurallumina (Veronica Nedrini): http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/05/19/portovesme_fanghi_rossi_e_veleni_prescrizione_pi_lontana_per_i_ve-68-498495.html

    _____________________

    da CagliariPad, 19 maggio 2016
    Veleni Portvesme, vertici Eurallumina a processo per disastro ambientale.
    Una modifica, decisa dal pm Marco Cocco, che ipotizza un reato più grave e che di conseguenza fa anche dilatare i tempi di una eventuale prescrizione. Per effetto della nuova contestazione, il processo verrà trasferito davanti ad un collegio di tre giudici: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=29118

    ______________________

    da Sardinia Post, 19 maggio 2016
    Portovesme, ora i vertici Eurallumina sono accusati di disastro ambientale: http://www.sardiniapost.it/cronaca/veleni-portovesme-nuove-imputazioni-vertici-eurallumina-disastro-ambientale/

  17. maggio 19, 2016 alle 3:05 pm

    per completezza di informazione:

    * “Con il Protocollo d’Intesa del 13 novembre 2012 vengono assegnati al Piano Sulcis, per il finanziamento di investimenti produttivi nell’area del Sulcis Iglesiente, 90 milioni di euro per il rifinanziamento dei Contratti di sviluppo, a valere su risorse liberate dal PON SIL 2000-2006.
    A questi vanno aggiunti ulteriori 15 milioni di euro di fonte regionale derivanti dalla riassegnazione del precedente stanziamento per l’intervento “Infrastrutturazione energetica dell’area industriale di Portovesme” (realizzazione della centrale di cogenerazione), successivamente coperto da fondi nazionali. La Regione Sardegna (Deliberazioni di Giunta n. 24/3 del 26.06.2014 e n. 26/11 del 8.7.2014) e il Governo nazionale hanno, infatti, convenuto di finanziare l’investimento per la “Infrastrutturazione energetica dell’area industriale di Portovesme” con fondi del Piano Sulcis di esclusiva provenienza statale, mediante un prestito erogato da Invitalia nell’ambito di un Contratto di sviluppo, e recuperare il precedente stanziamento di venti milioni di euro di fondi regionali, assegnati dalla L.R. n. 2/2013, e renderlo disponibile per altri impieghi all’interno del Piano Sulcis da individuarsi con successiva deliberazione della Giunta regionale, previa acquisizione del parere del Ministero dello sviluppo economico (art.6 L.R. n. 5/2015). ” (Piano Sulcis, http://www.regione.sardegna.it/index.php?xsl=509&s=1&v=9&c=12504&tb=12487&st=17&pass=0);

    * il contratto di sviluppo sottoscritto fra la finanziaria statale Invitalia e il gruppo Eurallumina-Euralenergy (luglio 2015) vede 74 milioni di euro di investimento pubblico, di cui 7 a fondo perduto: “Il contratto più ricco – 100 milioni di investimenti e 74 di agevolazioni – è proprio quello che riguarda la regione Sardegna e prevede la realizzazione a Portoscuso, nel Sulcis, di un impianto nuovo di zecca per la cogenerazione di energia elettrica e vapore, attraverso l’utilizzo di carbone d’importazione. Il piano, che fa capo a Euralenergy, ha come obiettivo principale quello di produrre energia da cedere prevalentemente ad Eurallumina, la fabbrica di alluminio con sede a Portovesme chiusa dal 2009, in modo da favorire la riapertura dello stabilimento attraverso un abbattimento dei costi. Gli addetti coinvolti, tra salvaguardati e nuovi occupati, sono 357. Le agevolazioni pubbliche ammontano a 74 milioni di euro, di cui 7 milioni a fondo perduto e 67 in finanziamento agevolato” (vds. http://www.governo.it/approfondimento/mezzogiorno-firmati-24-nuovi-contratti-di-sviluppo/3134).

    Stefano Deliperi

  18. Sulcitano
    maggio 19, 2016 alle 3:50 pm

    La frase “…favorire la riapertura dello stabilimento attraverso un abbattimento dei costi” preceduta dall’affermazione che l’obiettivo principale è “quello di produrre energia da cedere prevalentemente ad Eurallumina”, dove rispettivamente “favorire” (non necessariamente riaprire?) e quel “prevalentemente” (senza vincoli di cessionari?) fa nascere qualche ulteriore interrogativo su questo fantomatico progetto industriale destinato a fallire come tutti quelli che si sono succeduti in Sardegna e nel Sulcis (alto Sulcis Dott. Deliperi, non basso Sulcis) finanziati con soldi pubblici e ovviamente con i costi non pagati (dai prenditori di soldi pubblici si intende che faranno sicuramente supervalutare i loro 26 milioni!) all’ambiente e alla salute pubblica. I voti, i politici noti di lungo corso dell’area se li prenderanno di sicuro già con la promessa, mentre i sindacati o loro principali “fiancheggiatori” piazzeranno qualche figlio o nipote (condannandoli alla stessa loro fine di assistiti) per qualche anno di busta paga e dopo qualche ulteriore anno di ammortizzatori sociali! Ripeto: se la miseria e l’arretratezza sono oggi il presente del Sulcis, nonostante la valanga di soldi pubblici bruciata nelle iniziative di industrie inquinanti di Portoscuso o altra area ex industriale, che probabilità ha questo stesso fantomatico progetto industriale di sortire effetti diversi da quelli generati dalle stesse politiche fallimentari che si sono succedono dagli anni 60-70?

    • Riccardo Pusceddu
      maggio 20, 2016 alle 3:45 am

      Come vorrei che Lei avesse esagerato nelle Sue valutazioni di cui sopra! Il fatto e’ che i lavoratori dell’Euroallumina vogliono tutto subito perché adesso vedono all’orizzonte la ripresa della produzione e non vogliono aspettare che si blocchi tutto un’altra volta anche se si tratterebbe di avere finalmente la tanto agognata gallina domani piuttosto del solito uovo oggi e per giunta avvelenato. Spero che non tutti gli operai dell’Euroallumina siano come i due che hanno lasciato un commento in questo blog ma ahimè sono propenso a ritenere che invece la maggior parte lo sia! Hanno paura che non se ne faccia niente, e’ normale ma il loro e’ un’atteggiamento sbagliato, a breve termine, che non fa che rimandare i problemi alla generazione successiva (se non prima). Dispiace davvero questa cecità dovuta alla disperazione ma non si può non vedere che e’ stato proprio questo atteggiamento a produrre molti dei danni ambientali e sociali che ora i lavoratori attuali si trovano a dover affrontare. C’e’ bisogno di un cambio drastico di direzione, e tanto prima lo si intraprende tanto meglio sarà.

    • Fabrizio De Andr
      maggio 20, 2016 alle 9:37 am

      Grande Sulcitano,allora la STORIA INFINITA della casta sulcitana e della parentopoli e cuginopoli fiancheggia “O SISTEMA” la conosci anche tu.Ma allora lo sanno tütti,proprio tütti………..

  19. Arpia
    maggio 21, 2016 alle 2:36 pm

    Povero Sulcis. Ci ho vissuto un bel po’ di anni fa’ e ho un affetto profondo per i luoghi e la gente. Tenuto in ginocchio per vari interessi, veramente un peccato.

  20. operaio eurallumina - D.
    maggio 22, 2016 alle 1:46 pm

    Mi ero ripromesso di non rispondere più, tanto una cosa è chiara, non esiste nessun confronto o posizioni, si possono fare tutte le congetture che volete, mischiare una cosa per un altra , informarsi da una parte e dall’ altra , tirare fuori il solite frasi su clientelismo, parentopoli, casta, tutto quello che volete pur di legittimarvi e dire qualcosa….. anche se sono solo fesserie. La realtà è semplice: volete vedere chiusa la fabbrica eurallumina e basta, chissenefrega se tanti lavoratori verranno licenziati, a voi va bene così e basta,è ovvio che vivete di altro, dai diciamola tutta, anche se le cose sono e saranno fatte in piena regola e a norma di legge a voi non andrà bene perché non rispecchia i vostri ideali e direte che barattiamo la salute per il lavoro , come avete già detto. Cè un accanimento nei nostri confronti, ma siamo solo dei lavoratori , nessun bacino di voti da fornire al primo venuto come tanti pensano stupidamente, ognuno di noi ha una testa e la userà secondo coscienza, ma sopratutto un accanimento su una fabbrica che in questo momento, anzi da 7 ANNI, è inattiva mentre delle altre realtà a noi vicine nessuno ne parla, industrie che utilizzano ancora tecnologie obsolete e superate quelle si che sono inquinanti e dove lavora anche il favoloso psuedoambientalista del posto che disprezza tanto il carbone per eurallumina però quello dove lavora lui invece va bene, quello è pulito …….assurdo ipocrita scendiletto che non è altro, al contrario di eurallumina che costruirà la caldaia utilizzando le ultime tecnologie conosciute affidando la costruzione a un gruppo leader nel mondo , ma tanto a voi non interessa o peggio non ci credete. Ora si parla solo di eurallumina per il processo ai dirigenti che come dite voi se hanno sbagliato pagheranno, niente di più giusto,sono d’ accordo ma il processo alle persone non ha niente a che vedere col rilancio della fabbrica e delle sue produzioni. Rendiamoci conto che io e i miei colleghi sono 7 anni che aspettiamo l’ avvicinarsi di questo momento, riflettiamo un attimo su cosa sono 7 anni e quante cose avete fatto voi in questo lasso di tempo grazie a una vita lavorativa normale mentre noi eravamo per strada a lottare per il diritto al lavoro e ora, quando tutto sarà in piena regola chiunque si metterà di traverso……bè lascio a voi l’ interpretazione del seguito della frase.
    Ultima chicca prima di chiudere , la favolosa Giulia Moi ha “scoperto” (testuali parole) che eurallumina ha un parco bauxite al suo interno……….cioè rendetevi conto della stupidaggine e del falso scoop sensazionalistico di questa qui per creare solo allarmismo e disinformazione, proprio quella che noi vogliamo estirpare e far conoscere la reale bontà del progetto di rilancio eurallumina.
    Ma volete che una raffineria non abbia a stoccaggio la materia prima ( che poi sono solo poche centinaia di metri cubi) per poter operare, ma sopratutto quel parco è li da quando è nata eurallumina negli anni 70…..e lo scopre ora….ha ha ridicola . Ma lo sa che la bauxite è un minerale inerte che si trova in natura a bocca di miniera, e che la tipologia stoccata non è polverosa, in quanto sono piccole palline (tipologia weipa) ………per chi ne ha voglia si guardi almeno la pagina wikipedia…… potete vedere il parco anche da google maps modalità satellite…………………………..pogarirari.

    • maggio 22, 2016 alle 3:09 pm

      abbi pazienza, anonimo “operaio eurallumina”, nessuno di noi del GrIG vuol far chiudere l’Eurallumina o altre industrie. Il discorso è radicalmente diverso ed é chiaro per chi vuol ascoltarlo.
      La situazione ambientale e sanitaria del Basso Sulcis, sulla base delle ricerche e documenti ufficiali, é già oggi gravissima: vogliamo pensare a una riconversione industriale che inquini meno, consumi meno energia e salvi i posti di lavoro?
      Da qui nasce la proposta del polo dell’alluminio riciclato.
      Il resto c’interessa poco.

      Stefano Deliperi

    • Riccardo Pusceddu
      maggio 24, 2016 alle 1:14 am

      Al caro operaio Eurallumina: capisco la tua rabbia contro noi ambientalisti. 7 anni di attesa e adesso che sembra essere tutto a posto e a “norma di legge” ecco che arriva il GRiG a rompere le uova nel paniere, a fare la morale quando tutto il mondo se ne frega dell’inquinamento e della distruzione del pianeta. Lo capisco, davvero. 7 anni di lotte devono essere sembrati tanti. I problemi sono 2: secondo te e’ giusto rinunciare a lottare se ci si accorge che quello per cui hai lottato e’ una causa ingiusta? Secondo te lo Stato segue sempre gli interessi dei cittadini? Se così fosse non ci sarebbe nulla che non vada, non staremo neppure qui a parlare io e te, adesso.
      Ma quando avete cominciato questa quasi decennale lotta per salvaguardare i vostri posti di lavoro non vi siete informati sulle alternative al lasciare tutto allo status quo seppure con qualche piccolo miglioramento? Perché avete accettato questi piccoli miglioramenti anziché il 95% di risparmio energetico ottenibile col riciclaggio dell’alluminio? L’alluminio lo si riciclava anche 7 anni fa! Non metto in dubbio che la proposta della caldaia sia tutta a norma di legge e che tutto sia in “regola” ma tu come fai a fidarti tanto? Secondo me non ci metti la mano sul fuoco neppure te. Lo fai solo perché sei stanco di aspettare e vuoi quello che la Eurallumina e’ disposta a fare e quello che le hanno permesso di fare. Cerca di capire pero’ che gli altri cittadini che lavorano in settori meno inquinanti come Stefano Deliperi e io non si fidano più delle promesse dello Stato. E non dovresti farlo neanche tu, soprattutto quando c’e’ un’alternativa migliore quale il riciclaggio: 95% in meno di energia e la distruzione di migliaia di ettari di foresta tropicale vergine in Guinea, in Brasile e in Indonesia? Ma suppongo che a te non interessi niente delle foreste tropicali se non ti interessa neppure della salute tua e dei tuoi figli. Ti chiedo solo di riconsiderare le tue posizioni sul riciclo dell’alluminio e di lottare per la gallina domani anziché per l’uovo avvelenato oggi. In fin dei conti io tu e Deliperi siamo tutti sulla stessa barca: si chiama pianeta terra e se affonda, affonderemo tutti insieme, chi prima chi poi.

  21. maggio 24, 2016 alle 8:23 am

    Ma quel che mi chiedo é: se veramente il riciclaggio dell’alluminio é l’opportunità industriale del futuro per il Sulcis come é che, finora, della stessa si sono accorti solamente gli ambientalisti, in buona parte dipendenti pubblici, mentre gli imprenditori, dovendo rischiare in proprio, neanche la considerano?

    • maggio 24, 2016 alle 3:34 pm

      in Italia, Gian Antonio, vi sono undici aziende private che fanno alluminio riciclato, con profitto. Tutti scemi? Eppure non sono enti di beneficenza…

    • Riccardo Pusceddu
      maggio 24, 2016 alle 6:41 pm

      Si questo sarebbe materiale per una bella inchiesta giornalistica. Qualcosa che puzza c’e’: o sono balle che si risparmia il 95% di energia a produrre alluminio da quello riciclato oppure ci sono altri interessi in gioco. Purtroppo sono più propenso sulla seconda possibilità perché ho fatto una breve ricerca online e il dato del risparmio con l’alluminio riciclato salta fuori a più riprese, soprattutto su siti in lingua inglese mentre la convenienza del vecchio metodo si vede molto meno. Magari l’impresa leader nel mondo nella costruzione di caldaie di nuova generazione? Non lo so. Come mai nel continente l’alluminio riciclato lo fanno e in Sardegna invece si preferisce continuare coi vecchi sistemi seppure con qualche piccola ma irrilevante miglioria?

    • Sulcitano
      maggio 24, 2016 alle 9:12 pm

      Domanda a Giannantonio da un privato titolare di partita IVA che rischia ogni giorno lavorando solo con privati: i prenditori di questo fantomatico progetto industriale (destinato a fallire come tutti quelli che si sono preceduti dagli anni 60-70 con immane spreco di soldi pubblici) quanto rischieranno di loro risorse (immagino come saranno valutati i loro 26 milioni e soprattutto quando finanziariamente prenderanno forma !). Non ci spacci questo progetto come imprenditoriale (semmai prenditrice di soldi pubblici, di voti e di trattenute tutto a carico del pubblico ossia di noi cittadini) perché nulla ha a che fare con la vera attività imprenditoriale.

      • maggio 25, 2016 alle 8:31 am

        Sulcitano, ti rispondo da ignorante della materia sperando non attirarmi tutti i rimbrotti dei professori che frequentano il blog: l’attività imprenditoriale presuppone un capitale di rischio (di solito il 30% dell’attivo patrimoniale, nei casi migliori), mentre la restante parte é assicurato dal credito che lo stesso riesce ad ottenere dal mercato (banche/fornitori). Tale fatto é facilmente verificabile se prendi a caso un qualsiasi bilancio di una società.
        Comunque, il mio intervento precedente voleva solo attirare l’attenzione sul fatto che, al momento, nella nostra isola, ritengo non esista la materia prima in misura adeguata (l’alluminio da riciclare) a rendere economicamente valido l’investimento.

      • Riccardo Pusceddu
        maggio 25, 2016 alle 9:35 am

        Ma anche la bauxite mi pare non venga estratta in Sardegna, quindi il problema rimane anche per l’alluminio non riciclato.
        Ci sono pero’ due differenze fondamentali tra i due metodi: 95% di energia in meno necessaria con l’alluminio riciclato rispetto alla produzione di alluminio da bauxite e poi soprattutto che si possa evitare gli immensi danni ambientali causati dall’estrazione di bauxite nei paesi tropicali (e non) dove vengono rase al suolo intere foreste (ma non foreste come quella del Marganai, con tutto il rispetto per le foreste sarde: foreste pluviali VERGINI con una biodiversita’ centinaia di volte superiore alle foreste sarde!). Guardati in giro sul web, c’e’ materiale in abbondanza, oppure deliziati con questo link:
        http://www.walkingtheamazon.com/mineracao-rio-do-norte-amazon-bauxite-mining-case-study

  22. maggio 25, 2016 alle 6:22 pm

    Riccardo Pusceddu il tuo discorso da ambientalista non fa una piega però non mi sembra che rientri tra le priorità di chi dalla propria attività ci deve vivere e, possibilmente, ricavare profitto (é già tanto se rispetta le leggi di tutela ambientale che non mancano).
    Riguardo alla bauxite mi sembra che in Sardegna ci fosse una miniera (ad Olmedo?), non utilizzata nel Sulcis forse per strategie aziendali che privilegiavano il minerale estratto da qualche altra società del gruppo, magari nell’altra parte del mondo.

    • Riccardo Pusceddu
      maggio 26, 2016 alle 1:15 am

      Ho visto in rete che la miniera di bauxite ad Olmedo e’ stata chiusa di recente. Purtroppo non se ne capisce il motivo, almeno dalla lettura degli articoli che ho trovato che pongono tutta l’attenzione su la tragedia umana dei lavoratori sull’orlo della disoccupazione senza invece trattare anche l’altro importantissimo aspetto del perché non sia più conveniente estrarre bauxite (tra l’altro sembrerebbe anche di ottima qualità) ad Olmedo. Io una teoria ce l’avrei. Secondo me e’ perché non e’ una miniera a cielo aperto, almeno leggendo gli articoli, che citano tutti dei minatori barricati nel sottosuolo a 180 metri di profondità. Quindi l’estrazione e’ onerosa rispetto alle miniere a cielo aperto in Giamaica piuttosto che in Guiana o Guinea o Malesia o Brasile. Ah, non dimentichiamoci di quelle in Australia, il più grande produttore mondiale di bauxite, tutte a cielo aperto. La bauxite sarda quindi deve costare di più ergo e’ antieconomica. Perché non coltivare il giacimento a cielo aperto anche a Olmedo? Secondo me perché le leggi di tutela ambientale di questo paese non lo permettono. Allora si importa la bauxite dai paesi tropicali.
      Viviamo purtroppo in un mondo tutto sbagliato, dove la competitività non tiene assolutamente in nessun conto il prezzo ambientale dei materiali e dei processi. La bauxite estratta in Amazonia produce un danno ambientale centinaia e centinaia di volte superiore a quelli che produce quella estratta in Sardegna ma non paga un centesimo di questa distruzione. Arriva a Portoscuso come se fosse stata estratta sulla luna, senza causare alcun danno ambientale! E poi hanno il coraggio di chiamare questa fattispecie di mercato globale “competitivo”! Ma quale competitività! Così sono bravi tutti! La competitività c’e’ solo se tutti giocano con le stesse regole, altrimenti e concorrenza sleale! E questo purtroppo vale non solo per la bauxite ma per tutte le merci, dai prodotti cinesi a bassissimo costo perché prodotti con energia a basso costo ricavata dalla combustione da centinaia di centrali a carbone locate in Cina, fino ai capi di vestiario prodotti in India e Bangladesh da torme di schiavi che lavorano per pochi spiccioli e senza le più elementari norme di sicurezza.
      Non sono invece d’accordo quando dici che il mio discorso non tenga conto delle priorità delle persone che dalla produzione di alluminio ci devono vivere, perché in questo caso ci dovrebbero vivere anche meglio visto che dall’alluminio riciclato si risparmia il 95% di energia. Solo così Portoscuso potrebbe rimanere competitiva con l’alluminio visto che le norme di tutela ambientale in Italia sono più strette che in Amazonia e siamo ben lungi dall’avere una concorrenza leale a livello globale, per i motivi che ho esposto sopra.

  23. Fabrizio De Andrè
    maggio 26, 2016 alle 9:01 am

    Non mancate alla Fiera dell’agroalimentare Sulcitana,mi raccomando.

  24. operaio eurallumina - D.
    maggio 26, 2016 alle 10:08 pm

    Niente, è più forte di me, anche se non volevo mi trovo “costretto” a replicare ad alcune frasi di pura fantasia e disinformazione.
    iniziamo col caro Riccardo Pusceddu: 1° non odio nessun ambientalista, ma questo dove lo avrei scritto? o cosa facciamo le tifoserie avversarie ambientalisti contro industria…..forse ciò che non sopporto è l’ integralismo che ne fate di ogni questione, cioè o è così o niente,
    il nostro è bello il vostro brutto, e inoltre il grig non sta rompendo proprio niente, ma cosa credete che 2 articoli gonfiati o un europarlamentare che “scopre” il parco bauxite facciano differenza di fronte ai fatti documentati che in questo momento sono al vaglio del Savi? forse non lo avete ancora capito che quando l’ iter si concluderà positivamente, perché le cose richieste si stanno facendo e bene , il grig e tutti quelli che millantano conoscenze sulla questione se ne dovranno fare una ragione.
    Ci si sciacqua tanto la bocca con questa fantomatica alternativa, e allora ditemi voi perché in 7 anni a nessun imprenditore locale o nazionale è venuto in mente di creare nel sulcis il polo dell’ alluminio riciclato? o credete che basti dire “si lo voglio”, che si fiondano all’ assalto frotte di imprenditori a sgomitare per poterlo fare….mi sembra che non se ne sia presentato neanche uno, o credete lo faccia lo Stato, così poi tutti a brontolare sullo spreco di soldi pubblici e si ricomincia …….
    Non ci sono interessi diversi in gioco semplicemente ognuno fa il suo business, eurallumina è una raffineria di alluminio primario punto, niente alluminio riciclato, quando si presenterà un investitore per un progetto del genere ne riparliamo ma adesso è inutile stare dietro al si o al no, altrimenti si va all’ infinito. Poi se 11 aziende vogliono fare profitto in questo modo buon per loro , è il loro business.

    Trovo inoltre alquanto inutile e poco divertente l’ allusione all’ impresa leader per la costruzione della caldaia, cosa vuol dire questo per spiegare bene: che eurallumina dato che sta facendo le cose per bene affida la costruzione della caldaia ad un gruppo fra i migliori al mondo….non all’ ultima impresa ma ad un gruppo fra i migliori al mondo detto questo , nessun secondo fine, nessuna convenienza, semplicemente si può avvalere di alcuni fra migliori tecnici progettisti esistenti e scusatemi se è poco….ma tanto voi credete come al solito che sotto c è qualche manfrina, e inoltre 200 milioni di investimento ( in parte finanziato da Invitalia e da restituire con interessi e il restante privato) non mi sembrano destinati ad una piccola miglioria irrilevante.
    Wow le tue aspettative di vita quotidiana e lavorativa Pusceddu devono essere altissime per giudicare questo progetto “piccole migliorie irrilevanti” , sarei proprio curioso di sapere che lavoro fai? lavori in alta finanza, sei un top analista finanziario , un supertecnico progettista ? sai già che quali sono le migliorie da apportare e cosa comportano a livello tecnico tra alta e bassa pressione, punto di attacco, precipitazione …… complimenti.

    tue parole:
    “Come mai nel continente l’alluminio riciclato lo fanno e in Sardegna invece si preferisce continuare coi vecchi sistemi “; Primo perché ci sono e sono ancora convenienti efficienti, competitivi e di strategicità nazionale, e secondo semplicemente perché in Sardegna nessun imprenditore vuole investire in questo ramo, gli unici che ancora vogliono investire sono la Rusal eurallumina con 200 milioni per l’ ammodernamento della raffineria.

    Veniamo alla questione bauxite:
    Anche qua si fanno teorie fantasiose, Olmedo non Olmedo. La risposta è semplice e priva di fraintendimento , nessuna speculazione, nessun secondo fine, nessuna onerosità, semplicemente la differenza sta nella forma in cui le bauxiti contengono l’ idrato di alluminio, cioè dicesi mono-idrato o tri-idrato , quella di Olmedo era in una forma che non rispecchiava le caratteristiche necessarie per essere utilizzata nell’ impianto eurallumina, per poter ottenere il massimo attacco della bauxite in autoclave, e quindi resa di allumina.
    Questa è la risposta, evitiamo quindi di fare teorie assurde.

    A Sulcitano invece neanche rispondo perché ha scritto buffonate e frasi fatte, e poi tu tifi per il fallimento, benissimo, anche io sai tifo per il fallimento della tua attività , ogni giorno da oggi ti dedicherò un pensiero chissà che non venga esaudito,così ti unirai all’ esercito di partite IVA che ha dovuto cessare l’ attività , ma almeno loro sono stati onesti e riconoscono che le buste paga che generavano le industrie servivano anche al loro sostentamento, fatti un giro in via Gramsci a Carbonia e ricordati come era la via fino a 15 anni fa .
    Ti lamenti tanto dei soldi pubblici ( che in questo investimento sono da restituire con interessi) ma dimentichi che ne usufruisci anche tu con gli sgravi fiscali della legge di stabilità 2016, quelli però non ti fanno schifo vero?

    Fabrizio de Andrè scrive:
    “Non mancate alla Fiera dell’agroalimentare Sulcitana,mi raccomando,” certo invitaci pure ad andare ma anche qua è la stessa storia,
    la gente ci sarà sicuramente ma la disponibilità economica non è più quella di una volta, se uno non ha un lavoro o è in CIG, state sicuri che centellinerà ogni suo acquisto, oppure come ho sentito più volte dagli esercenti degli stand , “la gente passa ma non compra”. La crisi cè ancora e le industrie servono . Nel rispetto delle leggi, ambiente, salute, industria e turismo possono convivere.
    Tutte le altre chiacchiere stanno a zero.

    • maggio 26, 2016 alle 10:28 pm

      tanto rispettano le leggi che un giorno sì e l’altro pure frequentano il Palazzo di Giustizia cagliaritano.
      A me pare tanto, anonimo “operaio eurallumina”, che a te integralisticamente interessi “questo” progetto industriale e il resto può anche andare a farsi benedire. Compresi salute e i soldi pubblici (7 milioni a fondo perduto, gli ennesimi soldi a fondo perduto per industrie inquinanti del Sulcis).
      Certo, le industrie servono, ma non so proprio a chi servano “queste” industrie con “questi” processi industriali.

      Stefano Deliperi

      • operaio eurallumina - D.
        maggio 26, 2016 alle 11:52 pm

        ha ha ancora , un disco rotto……….mi stai prendendo per sfinimento a forza di ripetermi le stesse cose…
        comunque i 7 milioni a fondo perduto sono in percentuale in linea con le norme europee e utilizzate in tutta europa, come ti ricorda l’ amico GianMarco nei post sopra, e si che è stato spiegato bene, e poi in tribunale ci sono i dirigenti, non un intera fabbrica, chi sbaglia paga, anche questo è stato già detto più e più volte …..oh ma bisogna sempre ripetere le stesse cose. Ancora una volta : i processi alle persone non riguardano il rilancio di una fabbrica…..i dirigenti si possono anche sostituire o possono frequentare una stanza a Uta, a me non mi importa………..ma cosa bisogna fare per evitare di farvi ripetere sempre la stessa pappardella….

        Hai detto bene però, a me interessa e molto questo progetto industriale perché mi permetterà di rientrare nel ciclo lavorativo e produttivo e contribuire inoltre a creare basi per un futuro più solido, poi se vuoi fare la solita battuta del baratto della salute col lavoro sei libero di farla tanto ormai
        le 4 frasi che sapete mettere insieme sono queste, non mi tocca più.

        “Certo, le industrie servono, ma non so proprio a chi servano “queste” industrie con “questi” processi industriali.”
        e be non sono quelle che volete voi quindi niente da fare………..questo conferma l’ avervi inquadrato in integralisti ambientali e conferma che per voi si deve solo chiudere.

      • maggio 27, 2016 alle 6:36 am

        quanto a ripetizioni e integralismo potresti ammazzare un toro. A te va bene così, “su connottu” dell’industria con il contorno dell’inquinamento, dei danni alla salute, della crisi che puntualmente riaffiora dopo qualche anno.
        Senza vie d’uscita, senza speranza.
        Buona giornata.

        Stefano Deliperi

      • Fabrizio De Andrè
        maggio 27, 2016 alle 9:12 am

        Ma come non sai a chi servono le industrie Stefano?!?!?!È stato definito “Sistema”,I giornali scrivono nomi,cognomi di una parentopoli che ha ridotto il Sulcis allo stato di assistenzialismo e ancora ti chiedi?Se gli facessero restituire i soldi rubati a questi papponi si potrebbe reinvestire in futuro,lo stesso che hanno rubato…….Compagni di che…….

    • Riccardo Pusceddu
      maggio 27, 2016 alle 2:36 am

      Haha, anch’io non riesco a smettere di replicare, quindi ti capisco su questo. Ti capisco meno quando dici cose tipo che noi ambientalisti siamo “o così o niente” quando invece proprio questo articolo smentisce questo fatto proponendo una soluzione alternativa che ben lungi dall’essere quel “niente” a cui ti riferisci te, potrebbe invece rappresentare la tanto attesa svolta nelle politiche industriali tutte fallimentari che si sono succedute fino ad oggi, anche se tutte erano a norma delle leggi in vigore all’epoca in cui furono attuate.
      Io e il GRiG non “millantiamo” conoscenze sulla faccenda ma ci documentiamo, io nel mio piccolo e Stefano Deliperi molto più in profondità visto che e’ il suo lavoro, sulle risorse presenti in rete. Deliperi poi avrà anche la possibilità di consultare gli esperti di persona, credo. “Ognuno fa il suo business”? Ma che razza di business e’ quello di optare per un processo di produzione che e’ solo il 5% più energicamente vantaggioso della sua controparte (riciclaggio)? Come fai a dire che se si presenta qualche impresa disposta a fare il riciclaggio allora “ne riparliamo”? E della centrale termoelettrica a carbone da affiancare alla produzione prevista nel progetto attuale, che ne facciamo? Se e’ discutibile costruirla per alimentare un processo produttivo svantaggioso in partenza, lo e’ ancora di più costruirla e poi non usarla quando “ne riparliamo” come dici tu. Bisogna riparlarne adesso, prima di scialacquare denari pubblici (i 7 milioni a fondo perduto di cui parla Deliperi) e non dopo. Sono regole elementari di ragionamento queste. Io sono solo un umile disegnatore edile ma mi documento da quelli che ne sanno più di me, come ho fatto per verificare la correttezza dell’informazione di questo articolo nel punto in cui cita il famoso 95%. Tu invece da dove ti documenti? Mi puoi mandare qualche link che spezzi una lancia sulla competitività della produzione di alluminio da bauxite rispetto a quella da alluminio riciclato? Informazione non di parte possibilmente. Le “piccole migliorie irrilevanti” si riferivano al confronto tra il 95% di rendimento energetico da alluminio riciclato rispetto a quello da alluminio non riciclato che se la matematica non e’ un’opinione, dovrebbe essere del 95% meno redditizio, energicamente parlando. Correggimi se sbaglio visto che la matematica non e’ il mio forte. Per finire sai dirmi da dove dovrebbe arrivare la bauxite che verrebbe usata nel nuovo stabilimento?

      • Riccardo Pusceddu
        maggio 27, 2016 alle 4:19 pm

        Scusa, volevo dire da dove dovrebbe arrivare il particolato di alluminio.

    • Sulcitano
      maggio 27, 2016 alle 6:26 am

      Illustre operaio dell’eurallumina, ho posto un semplice quesito a lei e ai suoi colleghi, senza sparare sentenze e senza avere ricevuto ad oggi alcuna risposta: se oggi il Sulcis vive di miseria, arretratezza e alti danni ambientali e alla salute (inclusi i deficit cognitivi della popolazione più giovane e più esposta), come conseguenza della valanga di soldi pubblici bruciata dagli anni 60-70 in industrie inquinanti, che probabilità ha un progetto industriale identico (trasformazione di materia prima da migliaia di chilometri, a basso valore aggiunto, ad alti costi energetici ed ambientali, senza alcun vantaggio ma anzi costi aggiuntivi dalla localizzazione e ovviamente finanziato dai contribuenti) di produrre effetti diversi nel futuro?

  25. Fabrizio De Andrè
    maggio 27, 2016 alle 10:34 am

    Negli anni 80,90,2000,2010 ci hanno sputato sopra.

  26. giugno 9, 2016 alle 3:44 pm

    da L’Unione Sarda, 9 giugno 2016
    Portovesme, sit in degli operai Eurallumina a Cagliari: “Serve decidere”: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/06/09/portovesme_sit_in_degli_operai_eurallumina_a_cagliari_serve_decid-68-505095.html

  27. Mara
    giugno 15, 2016 alle 9:45 pm

    Carissimo GRIG, a distanza di oltre un mese: ha avuto qualche effetto la lettera aperta? E’ terribile leggere tutto il carteggio qui sopra. Un discorso fra sordi, qualcuno anche aggressivo. A Portoscuso sono morte prematuramente 5 delle persone che conoscevo. Sarà stato l’odore del tonno…..

  28. giugno 23, 2016 alle 2:48 pm

    A.N.S.A., 23 giugno 2016
    Eurallumina: operai in piazza a Cagliari.
    Presidio davanti assessorato Ambiente per riavvio stabilimento: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/06/23/eurallumina-operai-in-piazza-a-cagliari_23302e68-5ecc-49c3-8630-c6b5bd122686.html

  29. luglio 25, 2016 alle 6:05 pm

    A.N.S.A., 25 luglio 2016
    Eurallumina: nuovo presidio a Cagliari.
    Lavoratori e Rsu in pressing per sblocco autorizzazioni: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/07/25/eurallumina-nuovo-presidio-a-cagliari_e116a2da-fb8d-4d81-8e1a-811299438b6c.html

  30. agosto 22, 2016 alle 10:12 pm

    A.N.S.A., 22 agosto 2016
    Alcoa: inizia dismissione Portovesme.
    Bear, nessun acquirente dopo 4 anni. Ora nuovi business: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/08/22/alcoa-inizia-dismissione-portovesme_1b0ca5d6-1ab0-4946-a5ca-952f7cbc6f19.html

    _______________

    da Il Fatto Quotidiano, 22 agosto 2016
    Alcoa, la multinazionale Usa dice addio a Portovesme e Glencore prende tempo. “Una farsa le promesse del governo”.
    Il gruppo scrive di aver “constatato l’impossibilità di trovare un acquirente”, nonostante gli sconti sull’energia offerti dall’esecutivo (l’ultimo tentativo a giugno) al potenziale compratore anglo-svizzero. Il partito regionalista Unidos: “Renzi e la Regione responsabili e protagonisti di un imbroglio senza precedenti ai danni dei lavoratori e di un intero territorio”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/22/alcoa-la-multinazionale-usa-dice-addio-a-portovesme-e-glencore-prende-tempo-una-farsa-le-promesse-del-governo/2989546/

    __________________________________

    da L’Unione Sarda, 22 agosto 2016
    Alcoa smantella fabbrica Portovesme. Governo sorpreso: incontro a settembre: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/08/22/alcoa_fine_delle_speranze_di_ripresa_via_allo_smantellamento_dell-68-526402.html

    ____________________

    da Sardinia Post, 22 agosto 2016
    Alcoa, ora si smantella la fabbrica: doccia fredda sull’eterna trattativa: http://www.sardiniapost.it/economia/alcoa-ora-si-smantella-la-fabbrica-doccia-fredda-sulleterna-trattativa/

    __________________

    da La Nuova Sardegna, 22 agosto 2016
    Alcoa inizia la dismissione dell’impianto di Portovesme.
    Il sito verrà riqualificato per lo sviluppo di nuove opportunità di business: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2016/08/22/news/alcoa-inizia-la-dismissione-dell-impianto-di-portovesme-1.13997018

  31. Mara
    agosto 23, 2016 alle 8:25 am

    La Storia Infinita. Renzi troppo occupato a pavoneggiarsi in mare e altrove, gli operai sull’orlo della disperazione, Portoscuso sempre più lebbrosa e abbandonata. Quanto tempo ci vorrà ancora perché tutti capiscano che E’ ORA di smantellare tutto e impiegare risorse ed operai a ripristinare condizioni ambientali decenti? C’è lavoro per i prossimi 10 anni almeno, poi si svolta verso il turismo. Chi conosce la zona sa che le potenzialità sono enormi. I luoghi sono di una bellezza commovente, ancora più straziante se si pensa a quanto sono stati violentati dalla stupidità umana.

  32. Carlo Forte
    agosto 23, 2016 alle 9:57 am

    Complici tutti…..

  33. Carlo Forte
    agosto 23, 2016 alle 2:40 pm

    Cara Mara,a nessuno importa il futuro del territorio e della sua gente.L’assisenzialismo ha creato un bel bacino di voti per i Rossi per questo nulla cambierà,godiamoci fabbriche improduttive e basi militari almeno sanno dove smaltire I rifiuti radioattivi.

    • Terrae
      agosto 23, 2016 alle 5:04 pm

      Rossi in prevalenza ma, più o meno, tutti ci hanno inzuppato il pane entrando nella pentola coi piedi.

      L’Alcoa smantella? Era ora!
      E subito le bonifiche di suolo e falda acquifera e una seria indagine su 50 anni di inquinatori, mangioni e profittatori. Anche questo è fare bonifica.

      Liberamus!

  34. settembre 2, 2016 alle 2:38 pm

    A.N.S.A., 2 settembre 2016
    Operai Alcoa in piazza, Glencore decidi.
    In vista dell’incontro del 13 settembre al Mise: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/09/02/operai-alcoa-in-piazza-glencore-decidi_b6c4f6c7-f2f6-4b48-a734-7844b6b91cc4.html

  35. settembre 13, 2016 alle 10:40 pm

    A.N.S.A., 13 settembre 2016
    Alcoa:no Glencore ma stop smantellamento.
    Vertice al Mise, Governo si impegna a trovare un compratore: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/09/13/alcoano-glencore-ma-stop-smantellamento_92173ca5-c698-45d5-a9c6-7eff20b44856.html

    __________________

    da L’Unione Sarda, 13 settembre 2016
    Ex Alcoa: stop allo smantellamento.
    Glencore non risponde ed è fuori. (Antonella Pani): http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/09/12/alcoa_l_ultima_battaglia_degli_ex_operai_a_roma_per_capire_se_c_u-68-532704.html

    • Riccardo Pusceddu
      settembre 13, 2016 alle 10:52 pm

      Nessuno sta prendendo neppure in considerazione la sensata proposta del GrIG. Grrrr!!! Mi sembra che non ne parli nessuno sui giornali e alla tv.

      • settembre 13, 2016 alle 10:59 pm

        qui si preferisce “su connottu”, nulla di nuovo 😉

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 13, 2016 alle 11:03 pm

        Siamo proprio condannati a stare arretrati. L’uovo oggi e pure in fretta prima che vada a male, invece della gallina domani. 😦

  36. Riccardo Pusceddu
    settembre 13, 2016 alle 11:23 pm

    Anzi mi correggo: il fatidico uovo oggi se sara’ deposto lo sara’ in uno stato gia’ avariato.

  37. Terrae
    settembre 14, 2016 alle 5:10 pm

    L’unica cosa sensata è smantellare e bonificare.

    E, dato che i suoli per qualche decennio non saranno disponibili per insediamenti residenziali, agricoltura, allevamento, turismo, etc., magari si riesce a trovare anche quei 250-260 ettari per la centrale termodinamica di Virdis.

    Basta che non ci arroventi l’aria e che a fine vita dell’impianto si smantelli tutto per benino.

    Mi pare che così, tanti cinquantenni verrebbero accompagnati alla pensione e si possa garantire un futuro lavorativo qualitativamente migliore per i più giovani, nuove opportunità e un ambiente più salubre per tutti.

    • Riccardo Pusceddu
      settembre 15, 2016 alle 12:40 am

      Un’ottima idea, mi sembra, quella di mettere la centrale termodinamica li ma la bonifica ambientale chi la paga?

      • Terrae
        settembre 15, 2016 alle 5:22 pm

        Come da legge: chi ha inquinato.

        Comunque faccio notare che la sola centrale termodinamica prevista a Decimoputzu-Villasor avrebbe un’estensione più che doppia rispetto al vecchio bacino dei fanghi rossi Eurallumina.

        Certo con un impatto sul suolo neanche lontanamente paragonabile, ma immagino un vero mostro capace di scaldare di qualche grado l’aria intorno.

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 15, 2016 alle 5:59 pm

        E se chi ha inquinato non c’ha soldi, chi paga e quando? C’e’ bisogno di queste centrali ora! Magari si potrebbe costruire sul bacino dei fanghi rossi direttamente, senza bonifica ambientale se si decidesse di non coltivare niente sotto agli specchi.
        A rigor di logica una centrale termodinamica non riscalda l’ambiente attorno di neppure un grado in piu. Semplicemente crea un minore incursione termica nell’arco della giornata e fra giorno e notte, in quanto la quantita’ di radiazione solare incidente sul terreno rimarrebbe la stessa. Il sole insomma non irradia piu energia sopra le centrali di quanto non faccia dove di centrali non ce ne sono.

  38. settembre 15, 2016 alle 4:01 pm

    A.N.S.A., 15 settembre 2016
    Eurallumina: sit-in per rilancio azienda.
    Operai in mobilitazione permanente davanti assessorato Ambiente: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/09/15/eurallumina-sit-in-per-rilancio-azienda_860d6202-4051-419b-9dfc-337d9dd00cd1.html

  39. ottobre 13, 2016 alle 2:42 pm

    A.N.S.A., 13 ottobre 2016
    Cagliari, sit-in Eurallumina per riavvio.
    Prosegue pressing per vertenza stabilimento Portovesme: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/10/13/cagliari-sit-in-eurallumina-per-riavvio_d34fc4d7-1526-4977-9560-a2569bf8c2d0.html

  40. ottobre 28, 2016 alle 2:44 pm

    A.N.S.A., 28 ottobre 2016
    Eurallumina: rumorosa protesta operai.
    Cagliari invasa pacificamente da tute verdi Portovesme: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/10/28/eurallumina-rumorosa-protesta-operai_65144afd-3dfe-4078-bfb2-3d96c2c18177.html

  41. novembre 3, 2016 alle 2:54 pm

    avessero fatto mai almeno un mezzo sit-in contro l’inquinamento e i conseguenti tumori…

    A.N.S.A., 3 novembre 2016
    Eurallumina: nuovo pressing per riavvio.
    Sit-in davanti all’Assessorato dell’Ambiente a Cagliari: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/11/03/eurallumina-nuovo-pressing-per-riavvio_b926e7b0-18e0-4dcd-bec7-2dae81808294.html

    • Carlo Forte
      novembre 3, 2016 alle 8:33 pm

      Avessero mai lavorato…….

      • Riccardo Pusceddu
        novembre 4, 2016 alle 1:16 am

        Hahaha, questa era cattiva ma non priva di verita’, haha.

  42. novembre 21, 2016 alle 2:50 pm

    A.N.S.A., 21 novembre 2016
    Eurallumina: pressing per riavvio.
    Da oggi e sino al 28 novembre sit-in tute blu a Cagliari: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/11/21/eurallumina-pressing-per-riavvio_54894e83-beef-453f-865f-fb96c56e4b92.html

  43. novembre 28, 2016 alle 2:46 pm

    A.N.S.A., 28 novembre 2016
    Eurallumina: assemblea operai a Cagliari.
    Scadono 60 giorni per verifica integrazione progetto per riavvio: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/11/28/eurallumina-assemblea-operai-a-cagliari_89d11b61-3912-4848-912d-de68bc9978e2.html

  44. dicembre 7, 2016 alle 2:52 pm

    l’Eurallumina s.p.a. è ancora carente.

    dal sito istituzionale Sardegna Ambiente, 6 dicembre 2016 (http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=612&s=291633&v=2&c=4807&t=1)

    Riscontro alla nota della Soc. Eurallimina SpA D-101/16 del 30 novembre 2016.
    Nota congiunta SVA e Area Ambiente della Provincia Sud Sardegna prot. n. 23781 del 06/12/2016: http://www.sardegnaambiente.it/documenti/18_357_20161207104131.pdf

  45. dicembre 13, 2016 alle 2:44 pm

    A.N.S.A., 13 dicembre 2016
    Eurallumina: occupata sala assessorato.
    Incontro con Spano, conferenza di servizi in tempi brevi: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/12/13/eurallumina-occupata-sala-assessorato_30b850b4-e6b4-4228-a65c-19c830ad57eb.html

    • dicembre 14, 2016 alle 2:44 pm

      dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
      Eurallumina, Spano: tempi amministrativi rispettati, ora attendiamo risposta di Enel.
      L’iter autorizzativo per la partenza degli investimenti, e la conseguente ripresa produttiva dello stabilimento, è legato all’esplorazione delle alternative energetiche rispetto all’uso del carbone che l’azienda sta portando avanti con Enel. (http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=324783&v=2&c=205&t=1)

      CAGLIARI, 13 DICEMBRE 2016 – “L’Assessorato della Difesa dell’Ambiente è in attesa di una risposta da Enel per il proseguo dell’iter autorizzativo di Eurallumina. Nel frattempo abbiamo informato anche oggi con il Ministero dello Sviluppo economico. Stiamo seguendo con molta attenzione la vicenda che coinvolge i lavoratori e delle loro famiglie e i nostri Uffici hanno sempre garantito la puntualità dei tempi amministrativi della procedura tecnica”. Lo ha dichiarato l’assessora regionale Donatella Spano nell’incontro, questa mattina nell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, con la rappresentanza sindacale unitaria e i lavoratorari dell’Eurallimina di Portovesme.

      L’iter autorizzativo per la partenza degli investimenti, e la conseguente ripresa produttiva dello stabilimento, è legato all’esplorazione delle alternative energetiche rispetto all’uso del carbone che l’azienda sta portando avanti con Enel.

      “Adesso auspichiamo che Enel risponda con puntualità in modo che l’iter prosegua. Nonostante l’impegno da noi profuso e riconosciuto dalle Rsu – ha concluso Donatella Spano -, questa è una partita anche nazionale e, di conseguenza, attendiamo risposte”.

  46. Mara
    dicembre 13, 2016 alle 4:22 pm

    Adesso che Renzi è EX, bisognerà scrivere al suo Avatar….

  47. Carlo Forte
    dicembre 14, 2016 alle 12:57 pm

    Perchè non occupano il bacino dei fanghi rossi e danno inizio alla bonifica?Cosí ci sarà lavoro anche per i figli della crisi.Meglio vivere di assistenzialismo con la gente chiude le attività perchè non riesce più a vivere per mantenere voi……e il sistema politico che vi sostiene per galleggiare.

  48. dicembre 15, 2016 alle 9:52 pm

    A.N.S.A., 15 dicembre 2016
    Eurallumina: arrivata risposta Enel.
    Spano, “ora tocca alla società dare un riscontro”: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/12/15/eurallumina-arrivata-risposta-enel_ee3bf8ed-1bd4-4887-817b-b02db2b763d7.html

  49. gennaio 31, 2017 alle 2:52 pm

    A.N.S.A., 31 gennaio 2017
    Eurallumina: ore di attesa per futuro.
    Al via conferenza servizi, tute verdi in corteo a Cagliari: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/01/30/eurallumina-ore-di-attesa-per-futuro_366216c4-5729-40af-8cae-a15d7dcd38c9.html

  50. febbraio 1, 2017 alle 2:44 pm

    A.N.S.A., 1 febbraio 2017
    Eurallumina: fumata grigia su riavvio, si decide tra 5 giorni.
    La Rsu dei lavoratori ha deciso di occupare la sala riunioni e di restare lì ad oltranza: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/01/30/eurallumina-ore-di-attesa-per-futuro_366216c4-5729-40af-8cae-a15d7dcd38c9.html

    ___________________

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
    Eurallumina, Erriu: la gravissima presa di posizione del Mibact rischia di generare conseguenze negative sul futuro industriale del Sulcis.
    “Dai resoconti della riunione – prosegue Erriu – è emersa una contrapposizione tra i due rami dell’Amministrazione, regionale da una parte e statale dall’altra, con la prima che nell’esercizio delle sue funzioni in materia di paesaggio, attraverso gli uffici della Tutela, ha dato il via libera, mentre la seconda si è assunta la responsabilità di interpretare unilateralmente le disposizioni del Piano Paesaggistico regionale disconoscendo, peraltro, precedenti proprie decisioni.” (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7874)

    CAGLIARI, 1 FEBBRAIO 2017 – “In attesa dell’esito della Conferenza sull’ampliamento della vasca di deposito dei fanghi di lavorazione dell’alluminio, necessaria per la ripresa dell’attività produttiva, rimane la forte preoccupazione per la posizione espressa dal Ministero dei Beni culturali che potrebbe metterla in discussione o addirittura vanificarla”. Così l’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu interviene sulla vicenda Eurallumina.

    “Dai resoconti della riunione – prosegue Erriu – è emersa una contrapposizione tra i due rami dell’Amministrazione, regionale da una parte e statale dall’altra, con la prima che nell’esercizio delle sue funzioni in materia di paesaggio, attraverso gli uffici della Tutela, ha dato il via libera, mentre la seconda si è assunta la responsabilità di interpretare unilateralmente le disposizioni del Piano Paesaggistico regionale disconoscendo, peraltro, precedenti proprie decisioni. Il parere positivo dell’Ufficio Tutela paesaggio della Regione si aggiunge a quello favorevole delle altre Amministrazioni convenute, pur, in alcuni casi, con le necessarie prescrizioni e giuste cautele. Così, se la Regione Autonoma della Sardegna ritiene esclusa dalla fascia costiera la zona industriale di Portovesme, il Ministero dei Beni culturali, prescindendo dalla posizione della Regione, pretende di applicarne la disciplina. Nonostante la Regione, il Ministero e il Comune di Portoscuso, con un’attività di verifica puntuale, abbiano escluso la presenza in tale sito di beni repertoriati nel Piano Paesaggistico regionale, il Ministero si ostina a voler applicare un regime di salvaguardia a tutela di beni che non esistono solo perché tale assenza non è stata ancora recepita formalmente nel PUC”.

    L’assessore Erriu sottolinea che “gli indirizzi contenuti nelle schede d’ambito del PPR vengono letti come se avessero contenuto prescrittivo, e quindi si arriva al paradosso che il polo industriale di Portovesme, una zona con il più alto tasso di crisi sociale ed economica di tutta Italia, diviene per il Ministero dei Beni culturali un’area oggetto di semplice ed esclusiva ‘rinaturalizzazione’. Tutto ciò non avviene in un’area vergine ma in un vasto comparto produttivo che esiste da diversi decenni e che ha necessità di questo intervento programmato per continuare a esistere appunto come area produttiva e non come deserto industriale. In questo modo i rappresentanti del Governo italiano, con atteggiamento schizofrenico, contraddicono le parole e i comportamenti di apertura, in direzione del consolidamento del polo dell’alluminio del Sulcis, alla cui difesa da molti mesi sono impegnati direttamente il Ministero dello Sviluppo economico e la stessa Presidenza del Consiglio dei ministri, oggetto per altro di accordi e intese proposti e sottoscritti dallo stesso Governo nazionale. Ciascuno – conclude Erriu – deve essere ora chiamato alla responsabilità delle proprie scelte amministrative di fronte a territori che attendono risposte in modo univoco, chiaro e coerente”.

  1. maggio 17, 2016 alle 9:57 pm
  2. maggio 18, 2016 alle 12:08 pm
  3. giugno 21, 2016 alle 2:11 pm
  4. giugno 21, 2016 alle 7:19 pm
  5. settembre 27, 2017 alle 9:23 pm

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