“Italia – Sardegna: Giustizia, Ambiente, Salute”, a Cagliari.


Sardegna, dune e ginepri sul mare

Sardegna, dune e ginepri sul mare

Promossa dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, si è svolta a Cagliari (sala convegni del Caesar’s Hotel, Via Darwin), martedi 12 novembre 2013 la tavola rotonda “Italia – Sardegna: Giustizia, Ambiente, Salute”, a Cagliari.

Sono intervenuti, davanti a un pubblico folto e partecipe, Daniele Caria (magistrato presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari), Gianfranco Sollai e Rosalia Pacifico (avvocati del Foro di Cagliari), Stefano Deliperi (presidente del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus) e Gian Antonio Stella, fra i più preparati e noti giornalisti italiani (Corriere della Sera), instancabile nella documentata denuncia delle malefatte della nostra società e degli scempi ai danni del povero Bel Paese.

Argomenti del dibattito sono stati i più recenti avvenimenti nazionali e isolani fra giustizia, società, salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, lotta alla speculazione immobiliare, tutela della salute dei cittadini, turismo, alternative a un sistema economico-sociale ormai decotto.

Badesi, dune, pubblicità immobiliare

Badesi, dune, pubblicità immobiliare

Numerosi anche gli interventi dal pubblico. Fra i tanti quelli di Angelo Cremone (sull’inquinamento di Portoscuso), Davide Spano (sul carente sistema turistico sardo), Claudia Zuncheddu (sulla degradata politica ambientale sarda), Mariella Cao (sulle servitù militari), Franco Mura (sulle chiusure della classe politica locale e le conseguenze negative della speculazione edilizia), Fanny Cao (sulle recenti deleterie scelte in tema di pianificazione paesistica).

Un momento importante di informazione, confronto e proposta che incita e invoglia a fare sempre meglio per la nostra Terra e le generazioni future.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

da L’Unione Sarda, 13 novembre 2013

“L’isola deve reagire”. L’inviato del Corriere ieri a un dibattito su ambiente e salute. Gian Antonio Stella: il futuro passa per il turismo.  Sara Marci
La battuta sempre pronta, la rasoiata anche: «Perché la Sardegna è più povera delle Baleari?». Una vita da giornalista d’inchiesta, il dito sulle piaghe di un’Italia sempre più italietta tra abusi, privilegi, pregiudizi e violenze ambientali. Gian Antonio Stella si è già messo in tasca una dozzina di premi ma a sessant’anni non ha ancora intenzione di cambiare strada: «Mi piace cercare la verità».
Ha saputo dello scandalo dei fondi ai gruppi politici sardi?
«Sì, purtroppo».
Soldi spesi con troppa disinvoltura. Due consiglieri sono finiti in carcere, altri hanno paura.
«Il Consiglio regionale sardo a volte interpreta l’autonomia come una licenza di farsi gli affari propri».
È contrario all’autonomia?
«No, lo dico da sostenitore. Ma l’autonomia gestita in questo modo, come una licenza anarchica di fare ognuno ciò che vuole, ha fatto e continua a far danni».
Lei è il giornalista delle pentole scoperchiate, ha abituato i lettori agli scandali.
«Ormai non ci stupiscono più, ma fanno sempre incazzare».
Anche i consiglieri sardi che si compravano gli orologi con i soldi dei partiti?
«Sicuramente. Penso a un pastore o a un operaio di una delle tante aziende chiuse. Se prima si limitavano a imprecare, vedendo certe cose, adesso che non riescono ad arrivare a fine mese vivono come un’offesa certi privilegi. Verso di sé, verso la propria famiglia».
Prima e adesso, i privilegi hanno un senso diverso?
«Prima davano fastidio, con la crisi sono diventati insopportabili».
La Sardegna paga il suo stato insulare.
«Ma anche la Corsica è un’isola. E sta molto meglio. Nel Duemila sono partite alla pari, con lo stesso reddito procapite».
Ora il film è diverso?

«Ci sono ventidue punti di differenza. La Sardegna è sotto».

Cagliari, dibattito “Italia – Sardegna: Giustizia, Ambiente, Salute” (12 novembre 2013)

Cagliari, dibattito “Italia – Sardegna: Giustizia, Ambiente, Salute” (12 novembre 2013)«Ci sono ventidue punti di differenza. La Sardegna è sotto».

Passi diversi nel Mediterraneo.
«Ci sono altri casi simili. Le Baleari. Anche lì il reddito procapite è superiore a quello sardo di 8 mila euro».
Cosa serve in Sardegna?
«Rispondo con una domanda, vi pare possibile che le Baleari, isolate come la Sardegna, mostrino una differenza così enorme?».
L’Isola è piegata dalla crisi che sta colpendo l’Italia. Come se ne esce?
«Sicuramente non con la chimica o con la siderurgia».
Qual è la ricetta?
«Il turismo. Ci sono Paesi che vendono il turismo su internet. La Sardegna potrebbe e non lo fa».
Non basta la bacchetta magica.
«Io sono veneto, l’idea che qualche pezzo della Sardegna diventi come Jesolo non è pensabile. Sbagliare scelta sul turismo è devastante. Ci sono coste meravigliose, anche in Sardegna, che sono state stuprate».

Sardegna, costa meridionale

Sardegna, costa meridionale

Il nuovo Piano paesaggistico regionale fa discutere i sardi.
«Credo sia un provvedimento sbagliato, profondamente sbagliato. Le norme devono restare come sono».
Portovesme, Portoscuso e Ottana pagano ancora dazio per le industrie nate e morte. Scelte sbagliate?
«Non si può pretendere che chi fa la fame faccia la fame per conservare la bellezza del territorio».
La lezione?
«Il modello di sviluppo portato avanti sino a ora non ha funzionato».
Cosa pensa delle spiagge in vendita?
«Sono assolutamente e irrevocabilmente contrario. Va bene affittare pezzi di spiagge, ma devono restare di proprietà degli italiani. E l’affitto deve essere commisurato al vero valore».
In Sardegna vendono Budelli, con la sua Spiaggia Rosa.
«L’importante è che il vincolo sia rigidissimo e che resti parco naturale».
Da quelle parti si fanno ancora i conti con lo scandalo del G8 mai fatto.
«Quello che è stato fatto alla Maddalena è ignobile. Avevano promesso di assumere mille persone, hanno tirato un pacco enorme».
A Quirra gli agnelli a due teste, a Sarroch le alterazioni al Dna dei bambini. Cosa c’è di sbagliato?
«Non conosco abbastanza bene l’argomento».
In Campania c’è l’incubo delle verdure tossiche.
«È un tema enorme, era ora che anche la popolazione si ribellasse. La situazione è più pesante di quanto si immagini».
In che senso?
«C’è un medico, Luigi Costanzo, che non riuscendo a ottenere il registro dei tumori ha cercato con un trucco di valutare la portata della faccenda».
Come?
«Ha cercato all’Asl il numero di chi ha chiesto l’esenzione per la chemioterapia».
Cosa è emerso?
«Quei dati dicono che sono triplicati negli ultimissimi anni».
Il boss di Camorra Schiavone nel ’97 disse davanti alla Commissione ecomafia che nel giro di vent’anni sarebbero tutti morti di cancro nel Casertano.
«Le prime denunce le fece anche prima. Ma non sono mai state rese pubbliche per evitare rivolte popolari».

Costa Paradiso, cantiere edilizio

Costa Paradiso, cantiere edilizio

Più di sedici anni di silenzio. Lo scandalo sono i rifiuti radioattivi sottoterra o lo Stato che ha nascosto tutto?
«Entrambe le cose. Con tutti i soldi spesi è stato bonificato appena l’uno e mezzo per cento».
Di che cifra si parla?
«Ci sono varie opinioni, nel 2011 Saviano parlava di otto miliardi, Legambiente dice undici. L’idea che mi sono fatto io è che abbia ragione Legambiente. Undici miliardi, per bonificare l’uno e mezzo della merda messa».
Abusivismo edilizio, una piaga dilagante.
«La ruspa fa perdere i voti. Non la mandano volentieri i sindaci del Nord come quelli del Sud».
Differenze?
«Al Nord fanno le porcherie coi timbri, al sud senza. Anzi, a volte li usano anche al Sud».

 

 

Cagliari, dibattito “Italia – Sardegna: Giustizia, Ambiente, Salute” (12 novembre 2013)

Cagliari, dibattito “Italia – Sardegna: Giustizia, Ambiente, Salute” (12 novembre 2013)

 

 

Deliperi (Gruppo d’intervento giuridico): «L’abusivismo è dilagante». La giustizia fa fatica. Il pm Caria: troppe pratiche di poca importanza.

Giustizia, ambiente, salute. Tre temi forti, uniti da un filo rosso e spesso. «Il terreno è piuttosto vasto. Credo di essere stato invitato perché da una ventina d’anni mi sono occupato a vario titolo di indagini che hanno riguardato tutti i settori». Daniele Caria, sostituto procuratore del Tribunale di Cagliari, interviene al dibattito del Caesar’s hotel. «La scelta legislativa di lasciare l’attività giudiziaria come baluardo di tutela per questi beni primari, secondo me non premia molto», fa notare il magistrato. «L’autorità giudiziaria dovrebbe arrivare per casi residuali, invece si occupa indistintamente della veranda abusiva, del villaggio di Santa Anna Arresi, del problema di salute legato ai poli industriali o ai poligoni militari».

Sullo schermo scorrono le immagini degli scempi dell’Isola. Tuvixeddu, Porto Pino, colate di cemento sulle coste. «Tutto questo ci dovrebbe servire per capire e mettere le mani avanti davanti alle tante sirene», commenta stizzito Stefano Deliperi, presidente del Gruppo d’intervento giuridico, che ha organizzato il convegno: «Come mai continua a esserci una costante tendenza all’abusivismo e al non rispetto delle regole?», domanda sarcastico Caria. La risposta la dà lui: «Perché alla fine è conveniente. Il sistema repressivo, per quanto sia uno spauracchio teorico molto forte, alla fine dà la sensazione che non succeda nulla, e che tutto si riduca a un interminabile giro di carte, avvocati e processi».

 

 

Sarroch, raffineria gruppo Saras

Sarroch, raffineria gruppo Saras

 

 

 

da La Nuova Sardegna13 novembre 2013

«Gli arenili diamoli in affitto».  Il giornalista Gian Antonio Stella a Cagliari: «Il Pps è profondamente sbagliato».  Stefano Ambu

CAGLIARI. No alla vendita delle spiagge, al massimo si possono dare in affitto. E Budelli in vendita? Ma che se la comprino pure: l’importante è che rimanga un paradiso naturale e che non ci piazzino nemmeno una tendina da campeggio. Gian Antonio Stella (nella foto), giornalista del Corriere della Sera, autore insieme a Sergio Rizzo del bestseller “La casta”, se la ride sotto i baffoni. Ma sugli arenili con la scritta vendesi per fare soldi diventa improvvisamente serio. «Sono totalmente in disaccordo sulla vendita – spiega a margine della tavola rotonda organizzata dal Gruppo d’intervento giuridico e dagli Amici della terra sul tema Sardegna: giustizia, ambiente e salute –. Caro Stato: la spiaggia è roba mia e tu non la vendi. Potrei magari pensare a un’ipotesi di affitto. Sempre che poi non si facciano pasticci, è molto probabile, con le tariffe. E sempre che le concessioni siano date al vero valore: non vorrei che fossero date per un tozzo di pane e poi magari se vuoi entrare devi pagare cento euro». Budelli? «La prelazione dello Stato? E perché lo Stato dovrebbe comprarla? L’importante è che sia tutelata e faccia parte del parco». Tante le novità sull’arcipelago: c’è anche quella della Maddalena come maxi archivio telematico dei dati sensibili delle amministrazioni. «Con la velocità di internet in Italia – ci scherza su – li vorrei proprio vedere questi archivisti». Un riferimento a quanto aveva detto poco prima durante il dibattito: “La media di scaricamento dati- aveva spiegato- nell’unione europea è di 21 mega al secondo, in Italia siamo quasi a 7. E siamo al 93esimo posto nel mondo: il Mali, per dire, è al 97esimo. Come si fa a vendere turismo al mondo con questi mezzi?». Tornando alla Maddalena, Stella, questa volta sul serio, non la manda a dire: «Hanno tirato un pacco micidiale – ha detto– si sono presentati dicendo che avrebbero assunto mille persone. Facendo le debite proporzioni è come se uno arrivasse in Italia e dicesse: assumo otto milioni di lavoratori. Erano i tempi di Bertolaso: tutti vediamo come è andata a finire». E il nuovo Pps? Stella conosce anche le ultime evoluzioni: «Credo che sia una scelta profondamente sbagliata. La vera industria emergente è il turismo. Un turismo mite, sobrio, intelligente. Nessuno dice che il turismo in senso stretto dà occupazione in misura sette volte superiore rispetto alla chimica. Per non parlare del turismo in senso più largo. In un paese come il nostro il ministro al Turismo dovrebbe essere una sorta di ministro del petrolio nel Texas. Ecco, mi sembra che non sia proprio così».

 

 

da Sardinia Post, 13 novembre 2013

Il giornalista de ‘La Casta’: “In Italia anziché fare turismo si rifilano pacchi ai turisti”. Piero Loi

Il nuovo Piano paesaggistico, le trivelle della Saras ad Arborea, l’area archeologica di Tuvixeddu soffocata dai palazzi, le mutazionidel Dna nei bambini cresciuti faccia alla Saras, il lago di cianuro nelle colline di Furtei. Di questo (e altro) si è parlato ieri durante l’incontro promosso dall’associazione ecologista “Gruppo d’intervento giuridico”, da decenni impegnata a difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini. Ospite d’eccezione Gian Antonio Stella, giornalista del Corriere della Sera e autore de “La Casta” , il quale ha proposto la sua ricetta per curare i mali che affliggono l’isola.

“Anche qui in Sardegna – ha esordito Stella – è d’obbligo puntare su turismo e cultura, e per farlo occorre cambiare mentalità“. Alla premessa è seguita una bacchetta: “Noi – ha continuato il giornalista riferendosi all’approccio italiano – non sfruttiamo i siti Unesco, se non per fregiarci di un bollino, non valorizziamo le bellezze di cui disponiamo e siamo sempre pronti a rifilare ‘pacchi’, ad esempio presentando conti salatissimi al ristorante. Così i turisti vanno altrove”.

Tuili - Gesturi, Giara, Pauli Maiori, bosco, sullo sfondo il Gennargentu innevato

Tuili – Gesturi, Giara, Pauli Maiori, bosco, sullo sfondo il Gennargentu innevato

Insomma, per Stella bisogna cambiare: “In Italia – il turismo incide sul Pil solo per il 3,3%, ma si tratta di un dato inaccettabile. Nel caso della Sardegna, è necessario che l’Isola risolva la questione dei trasporti, un tassello fondamentale per realizzare la sua legittima aspirazione di divenire un museo a cielo aperto”.

Durante il dibattito, a tracciare il filo che collega le trivelle della Saras alle costruzioni abusive di Badesi ci ha pensato il sostituto procuratore del Tribunale di Cagliari, Daniele Caria: “Esiste un retaggio storico per il quale si è portati a pensare che le cose si aggiusteranno tramite la prescrizione o il condono”. In quest’ottica, “per ragioni di mero consenso ha continuato il magistrato – la politica riflette gli umori meno lungimiranti, riflette gli istinti che portano a concepire i vari regolamenti come un limite all’iniziativa imprenditoriale lasciando all’autorità giudiziaria la risoluzione dei problemi posti relativi alla speculazione edilizia o alla presenza delle grosse industrie nei territori”.

La parola l’ha poi presa Stefano Deliperi, il presidente del Gruppo d’Intervento Giuridico e autore di decine di esposti, ricorsi e denunce contro le “aggressioni” rivolte ai territori. “Più che di Sardegna – ha detto – bisognerebbe parlare di Sardistan, di una terra, cioè, in cui l’illecito è di casa. Basti pensare a Capoterra, dove è stata autorizzata la costruzione di immobili in aree dall’elevato rischio idrogeologico o al polo di Portovesme, su cui è caduto il velo del silenzio, nonostante sia stato accertato che le emissioni inquinanti abbiano causato deficit cognitivi nei bambini di Portoscuso”.

Cabras, Torre di S. Giovanni di Sinis e Tharros

Cabras, Torre di S. Giovanni di Sinis e Tharros

Per Gianfranco Sollai, avvocato del Foro di Cagliari, “la madre di tutti i problemi è l’esistenza di un’intrinseca debolezza economica che in Sardegna ha agevolato interventi dannosi per l’ambiente e la salute. Bisogna però ricordare – ha sottolineato il legale – che nel caso dei poligoni militari la controparte è lo Stato, il quale ha imposto alla Sardegna il 66% delle servitù militari“.

Dello stesso avviso la consigliera regionale Claudia Zuncheddu (Sardigna libera), per la quale “la salute dei cittadini deve essere al centro di qualsiasi piano di rilancio economico della Sardegna. In ogni caso, il vero problema della nostra Isola è il conflitto tra lo Stato italiano e la classe politica sarda che non rappresenta gli interessi del popolo sardo e anzi avvalla poligoni e industrie, finanziando lautamente la Saras con i contributi europei, del Cip 6″.

Eboli, pubblicità vendita appartamenti abusivi

Eboli, pubblicità vendita appartamenti abusivi

(pubblicità immobiliare, foto per conto GrIG, F.M., S.D., archivio GrIG)

 

  1. Shardana
    novembre 15, 2013 alle 1:51 pm

    Scusatemi ma io penso che il vero problema della nostra terra sia la connivenza tra lo stato italiano ,la classe politica sarda e mettiamoci,aquesto punto,anche il silenzio della chiesa e di tutto un sistema che come un cancro ci stà divorando.Mi raccomando fatevi infinocchiare di nuovo alle prossime elezioni.Meditate gente meditate………

  2. Shardana
    novembre 15, 2013 alle 6:30 pm

    Hai ragione,scusami.A questo punto non possiamo dimenticarci di gladio,o anche quella è mitologia ?Mi prendi per il culo,ma non ho fatto altro che aggiungere “la chiesa” a quello che avete detto voi.Ricordo che un famosissimo diacono,non Frost il vampiro,ma Lolliri è stato condannato per reati ambientali e altro…..no mi sembra che la chiesa si sia pronunciata.Eppure Papa Francesco invita alla chiarezza.Ma forse hai ragione tù,potrebbe essere un affiliato della spectre,chissà che non si mettano in affari anche loro,tanto scempio uno scempio in più non penso possa cambiare il nostro destino.I miei più cordiali saluti al grig

    • novembre 15, 2013 alle 9:48 pm

      dico semplicemente che spesso e volentieri dietro i reati ambientali non c’è alcun “complotto”, c’è cialtronaggine, ignoranza, “banale” interesse economico, interessi di piccolo cabotaggio.
      Immagino che lo sappia bene anche tu: il 99% degli abusi edilizi carlofortini è determinato da interessi locali, non da chissà quale complotto.
      O no? 😉

      Stefano Deliperi

  3. Shardana
    novembre 16, 2013 alle 10:12 am

    Ma io non parlo solo di carloforte……..come ben sapete i giri vanno oltre la cialtronaggine o i piccoli giri dipese.Per piacere GriG,cosa ci aspettiamo dalla carbosulcis che sperpera 17 milioni di euro per mantenere in piedi una parentopoli o un giro di voto di scambio ?”NIente”Dalle istituzioni che li arrestinino(come arrestano una settantenne che ruba 17 euro di spesa) prima di far cadere il reato in prescrizione come stà succedendo nel Sulcis.Cro e cicilloni non sono miei parenti e mi auguro neanche di chi è sindacalista o assessore in provincia…….o nò.Il complotto come tu lo chiami è in atto lo dimostra che chi ha i soldi fà quello che vuole.Dove sono andate a finire le pietre che hanno cavato di notte alla baia d’argento?Le istituzioni sono state informate……… Meditate gente meditate

    • novembre 16, 2013 alle 11:07 am

      il fatto stesso che la magistratura indaghi e che il GrIG faccia quello che fa dimostra quantomeno che quello che tu chiami “il complotto” non è onnipotente 😉
      Dimostra anche che il cittadino “normale” dovrebbe lamentarsi di meno e agire di più, altrimenti lascia campo libero al “complotto” 😉

      Stefano Deliperi

  4. arpia
    novembre 16, 2013 alle 6:26 pm

    Molti, interessi economici con l’appoggio di vari personaggi legati ai comuni per esempio e alle persone che ci girano intorno spesso sempre gli stessi “professionisti”, (ma pare non attiri l’attenzione il fatto che la gente sia sempre o spessissimo la stessa)! Imprenditori o privati e politici anche di piccoli comuni e di poca importanza che pero’ fanno dei danni anche vasti.
    Se solo i muri dei comuni per esempio potessero parlare!!!!
    Il problema e’ che spesso anche quando miracolosamente si arriva a punire una piccola percentuale, rispetto a quella che e’ la vastita’ dei reati commessi, la pena spesso e’ lieve, motivo per il quale questi personaggi continuano a tentare la fortuna e spesso gli va’ bene o benissimo.

  5. Shardana
    novembre 17, 2013 alle 9:53 am

    Concordo arpia,sono gli stessi” cialtroni”,(io li chiamo in altro modo ma mi censurerebbero) che continuano a tentare la fortuna come dici tù e la pena è nulla in confronto al danno.Tutto il sistema si abbevera alla stessa fonte altro che acqua inquinata,per loro è sempre potabile.I muri non hanno bisogno di parlare,a forza di raschiare sono diventati trasparenti e si vede tutto dall’esterno,ma che facciamo,li fermiamo?Ricordiamoci di questi commenti fra un paio di anni,quando “scopriranno”che la baia d’argento alla caletta non è regolare o chi ha chiuso l’accesso al mare al becco non poteva farlo,o che l’elettrificazione che ha attraversato l’isola anticipava gli abusi al becco perchè la corrente era per loro.Eppure mi ricordo che qualcuno ,forse voi del GriG avevano fatto denunce e raccolto firme,ma come sempre nulla succede. Lunga vita al GriG e alla magistratura che indaga indaga indaga indaga🙀

  6. arpia
    novembre 17, 2013 alle 4:03 pm

    Mi fa’ piacere che siamo sulla stessa linea di pensiero sul fatto che ci dovrebbero essere controlli piu’ serrati da parte di chi deve vigilare e che le punizioni siano reali e severe.
    In alcuni posti chiudono, sigillano, riaprono, insomma si vedono all’occhio del comune cittadino dei segnali poco chiari.
    Vorrei che i muri cadessero proprio e che le cose venissero rese pubbliche e chi nelle istituzioni fa’ un lavoro pulito e onesto prendesse atto e vedesse cosa veramente succede.

    Tra le foto di questo articolo quelle di Badesi, costruzioni sulle due, (per rimanere in tema di piccoli comuni ecc. ecc.) per chi si e’ perso l’articolo eccovi qua un tocco di charme, http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2013/11/15/news/badesi-il-sindaco-si-da-il-voto-alto-una-giunta-da-10-1.8120736

    Ps: E’ solo la mia impressione o La “nuova” Sardegna dovrebbe prendere una medaglia per il tipo di giornalismo “servizio” che fa’?! A volte mi vengono dubbi, domande e brividi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Questo se riesco a finire di leggere alcuni “articoli” senza che mi venga il mal di mare!

  7. Shardana
    novembre 17, 2013 alle 9:58 pm

    I controlli ci sono,ma vanno estesi alle autorizzazioni,il più delle volte falsati.Così abbiamo chi si può asfaltare la strada aumma aumma e chi per autorizzazioni deve aspettare anni.In un posto piccolo “la differenza salta agli occhi”

  8. arpia
    novembre 18, 2013 alle 4:38 pm

    Si, infatti io per controlli intendevo anche dentro i comuni! Lo sappiamo che fanno per chi vogliono danno a chi vogliono e fanno passare se ti aggreghi a chi vogliono e mandano i controlli a chi vogliono, non mi pare che ci siano tantissimi controlli a riguardo. Sanno con chi fare i giochetti. E’ cosa nota che nei cassetti alcune carte vado indietro altre avanti! Nei rari casi in cui li beccano o rendono pubblici i loro giochetti, mettono al loro posto altri soggetti meno vistosi ma sempre legati a loro, come vogliamo chiamarle, cricche, associazioni, banda di villani, disonesti, mi vengono i mente un paio di altre parole ma evito di metterle, ma ci siamo capiti. E’ anche rarissimo che vengano denunciati da gente locale perche’ devono presentare prove concrete e portare fatti specifici, si troverebbero poi impossibilitati a lavorare! Quindi c’e’ chi tace e chi si aggrega al trenino! E poi parlano di Sicilia, Campania e Calabria!

    Ho notato che qua un buon segnale su come vanno le cose in un comune e’ quello che quando si vedono sui quotidiani per esempio troppo articoli che sono una sorta di propaganda spesso di incapaci o di gente che vuol far credere di fare delle cose belle e interessanti per dare, occupazione giovanile, un incremento al turismo ecc. ecc. La formula e’ spesso simile!
    La realta’ e’ spesso ben diversa, l’opposto direi da quella che si vuol far credere.

  9. Shardana
    novembre 19, 2013 alle 12:03 pm

    Ieri avrete visto sicuramente il caso ilva a Taranto………..Sembra la storia di portovesme,tutti coinvolti regione,provincia,politici rossi,verdi,il buon vendola,sindacalisti……stessa storia nel presentare ai turisti luoghi incontaminati (come se la gente non sapesse),pecorino inquinato,uva al piombo,vino,arselle,pesci,cozze……..Oramai il rè e nudo,cosa aspettano ad intervenire nel Sulcis,che comincino a morire bambini?

  10. Shardana
    novembre 22, 2013 alle 12:00 pm

    Toh,chi si rivede…….il cavaliere senza macchia.Lolliri di nuovo indagato per fusti contenenti una miscela o una pasta al piombo da smaltire nelle fabbriche dei veleni e di morte di portovesme.I rifiuti provengono dall’Australia che ci prova gusto e impunità e non contenta di furtei vuole continuare nel Sulcis,forte delle nuove complicità,delinquenti.NESSUN DORMA e avanti con coraggio

  11. Giuseppe Ranoldi
    dicembre 20, 2018 alle 8:34 am

    Se aprite un conto dove contribuire lo faccio ben volentieri e come me sicuramente anche molti cittadini del continente.
    Bravi e buona continuazione. Vi sono vicino

  1. novembre 15, 2013 alle 12:30 pm

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