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Marea nera nel Golfo dell’Asinara, costituzione di parte civile nel procedimento penale. Stato e Regione assenti.


Il Tribunale penale di Sassari (giudice monocratico dott. Salvatore Marinaro) ha accolto (ordinanza del 12 novembre 2013) l’istanza di costituzione di parte civile presentata lo scorso 8 ottobre 2013 dall’avv. Guido Rimini, del Foro di Sassari, per il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

Nel dibattimento penale riguardante la devastante marea nera che nel gennaio 2011 inquinò il Golfo dell’Asinara, sarà quindi presente il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus insieme alle amministrazioni locali lese dall’inquinamento e ad altre associazioni ambientaliste.

Convitati di pietra, non costituiti parte civile, lo Stato e la Regione autonoma della Sardegna.

Oltre ai tentennamenti delle amministrazioni pubbliche competenti – in primo luogo il Ministero dell’ambiente – è la santa prescrizione che porta a chiedersi se sarà mai individuato un responsabile di quanto accaduto.

Ricordiamo che la centrale termoelettrica E.On  di Fiume Santo (Porto Torres) – felicemente e serenamente dotata di certificazione EMAS ISO 14001 sul piano del rispetto dell’ambiente – ha perso nel gennaio 2011 una marea nera che ha inquinato decine di km. di coste del Golfo dell’Asinara, dall’Asinara stessa e Stintino fino a S. Teresa di Gallura.

Non lasceremo nulla d’intentato per difendere l’ambiente violato e il popolo inquinato.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

mare

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da La Nuova Sardegna, 13 novembre 2013

Processo senza ministero e Regione.  Non saranno parti civili contro i dirigenti E.On ed Enelpower Lai e Sanna (Pd): «Imbarazzante e inaccettabile». Luca Fiori

SASSARI.  Regione e ministero non faranno parte del processo per la “marea nera”, lo scempio causato da 36mila litri di olio combustibile che l’11 gennaio 2011 fuoriuscirono da un foro nell’oleodotto che collega la centrale E.On di Fiume Santo alla banchina sul mare dell’Asinara e invasero le acque di uno dei golfi più belli del Mediterraneo. Quell’incidente che sollevò la reazione dei cittadini di tutta l’isola aveva lasciato sul litorale chiazze nere e oleose, poi faticosamente ripulite a spese dallo stesso colosso tedesco dell’energia E.On. Per ieri mattina, davanti al giudice del tribunale di Sassari Salvatore Marinaro, era fissato il termine ultimo per la presentazione delle costituzioni di parte civile. Dalla Regione e dal ministero però non si è visto nessuno. Durante l’udienza di ieri il tribunale ha sciolto le ultime riserve e ha ammesso nel processo come parti civili l’Anpana (Associazione Nazionale Protezione Animali, Natura e Ambiente) e il Gruppo di intervento giuridico (un’associazione ecologista nata per difendere il territorio) mentre è stata respinta la richiesta dell’associazione Tuteliamo il Golfo dell’Asinara perché – ha stabilito il giudice Salvatore Marinaro – si era costituita in seguito all’incidente. Le parti civili ammesse ieri vanno ad aggiungersi alla provincia di Sassari, ai Comuni di Sassari, Stintino, Porto Torres, Sorso, Castelsardo, Badesi, Aglientu e Santa Teresa che si erano già costituiti insieme all’Ente Parco dell’Asinara, il Wwf Italia, oltre a quattro cooperative di pescatori e a cinque privati. Sulla mancata costituzione di parte civile da parte di Regione e ministero sono intervenuti i parlamentari Silvio Lai, segretario regionale Pd, e Giovanna Sanna, componente della commissione ambiente. «È inaccettabile – hanno detto – che Regione e ninistero non si siano costituiti parte civile nel processo. La Regione era stata vincolata da un ordine del giorno unitario del consiglio regionale, a cui la giunta era tenuta a dare seguito. Il Governo – hanno aggiunto i due esponenti del Pd – avrebbe dovuto farlo per non ricadere nell’imbarazzante situazione generata durante la gestione Clini, quando il legale del Ministero era lo stesso di E.On, in palese conflitto di interessi, salvo che per lo stesso Ministero dell’Ambiente. Procederemo rapidamente – annunciano Lai e Sanna – con una interrogazione a risposta urgente in parlamento e chiederemo al gruppo regionale di convocare il presidente Cappellacci in consiglio regionale». Imputati nel processo per lo sversamento di olio sono l’attuale direttore della centrale termoelettrica di Fiume Santo di proprietà della multinazionale E.On, Marco Bertolino, 45 anni, residente a Lodi; Salvatore Signoriello, 60 anni, attuale manager di E.On Produzioni Italia e direttore tra il marzo del 2000 e il luglio 2002, quando l’impianto era di Endesa Italia Spa; e Francesco Capriotti, 59 anni, al vertice con Enelpower dal 2002 fino al settembre 2004. A tutti e tre sono contestati i reati di crollo colposo aggravato dalla previsione dell’evento (riferito alla rottura dell’oleodotto) e deturpamento delle bellezze naturali. Lo sversamento interessò l’intero golfo: il grosso dell’olio combustibile finì spiaggiato fra Platamona e Marritza, ma la chiazza nera aveva lasciato più di una traccia evidente lungo le spiagge e le rocce della Gallura, fino alla Maddalena e Caprera, non risparmiando nemmeno Porto Torres e le coste dell’Asinara.

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  1. novembre 14, 2013 alle 8:16 am

    I cittadini che si sostituiscono al ruolo dello Stato e della Regione vergognosamente assenti!!!

  2. novembre 14, 2013 alle 8:19 am

    L’ha ribloggato su barbatustirolese.

  3. Shardana
    novembre 14, 2013 alle 8:56 am

    Mi raccomando,alle prossime elezioni votateli……….

  4. Mara
    novembre 14, 2013 alle 9:13 am

    Stato e regione sono assenti da sempre, se no la Sardegna non sarebbe al punto in cui è ora. FORZA GRIG!

  5. novembre 14, 2013 alle 3:03 pm

    da La Nuova Sardegna, 14 novembre 2013
    MAREA NERA NEL GOLFO DELL’ASINARA. La Provincia contro Regione e Governo.
    Duro attacco del presidente per la mancata costituzione di parte civile. Il ministero dell’Ambiente: «Noi eravamo pronti». La scelta di stare fuori dal processo è un chiaro atto di connivenza politica. (Gianni Bazzoni)

    SASSARI. E’ polemica sulla mancata costituzione civile della Regione e del ministero dell’Ambiente nel procedimento in atto nei confronti di E.On per la marea nera che aveva invaso il litorale costiero, da Porto Torres fino alla Gallura. Durissima la posizione del presidente della Provincia Alessandra Giudici che parla di «un vero e proprio atto di connivenza politica». Il presidente attacca, in particolare, la Regione: «La decisione di schierarsi apertamente e chiaramente dalla parte del nord-ovest della Sardegna – ha detto – avrebbe avuto un significato ben preciso. Al contrario, la giunta Cappellacci ha dimostrato ancora una volta lo scarsissimo riguardo che riserva a questa parte dell’Isola e la totale sudditanza nei confronti dei grandi gruppi industriali, contro i quali Cagliari non ha mai mosso un dito nonostante tante ostili dichiarazioni di facciata». Dagli ambienti ministeriali, intanto, arriva una spiegazione sulla mancata costituzione in Tribunale del dicastero dell’Ambiente guidato da Andrea Orlando. Da Roma, infatti, è trapelata la notizia che il ministero ha seguito la procedura prevista in questi casi: ha attivato la proposta di costituzione di parte civile che è passata al vaglio della presidenza del consiglio dei ministri per l’autorizzazione, quindi trasferita all’avvocatura distrettuale dello Stato per il parere, che sarebbe stato negativo. In sostanza – l’organismo tecnico – avrebbe sostenuto che non vi erano i presupposti previsti per la costituzione di parte civile da parte del ministero dell’Ambiente. Proprio il ministro – che presto dovrebbe essere in visita istituzionale a Porto Torres, anche per le questioni delle bonifiche e della chimica verde – ha comunque assicurato che l’attenzione del suo dicastero non è mai venuta meno sulle questioni ambientali dell’area industriale di Porto Torres e di Fiume Santo. E soprattutto ha sottolineato che la mancata costituzione di parte civile non farà venire meno la riparazione del danno da parte di E.On. Nell’udienza di martedì, il Tribunale ha sciolto le ultime riserve e ha ammesso nel processo , invece, come parti civili l’Anpana (Associazione nazionale protezione animali, natura e ambiente) e il Gruppo di intervento giuridico. Respinta la richiesta dell’associazione Tuteliamo il Golfo dell’Asinara perchè – come ha stabilito il giudice Salvatore Marinaro – si era costituita a Porto Torres successivamente all’incidente che aveva provocato la marea nera nel Golfo dell’Asinara. Le ultimi parti civili ammesse al processo, vanno ad aggiungersi alla Provincia di Sassari, ai Comuni di Sassari, Porto Torres, Stintino, Sorso, Castelsardo, Badesi, Aglientu e Santa Teresa di Gallura, che erano già stati inseriti insieme al Parco nazionale dell’Asinara, al Wwf Italia, ad alcune cooperative di pescatori e di cinque privati. Il fronte, quindi, è abbastanza vario e rappresentativo della realtà territoriale interessata dal grave incidente ambientale. I parlamentari del Pd Silvio Lai e Giovanna Sanna (che è componente della commissione Ambiente) avevano criticato martedì la mancata costituzione della Regione e del ministero dell’Ambiente. Ricordando anche che la Regione «era stata vincolata da un ordine del giorno dell’intero consiglio regionale a cui la giunta era tenuta a dare seguito». Lai e Sanna hanno anche aggiunto che il Governo avrebbe dovuto sostenere la decisione di essere parte nel processo in atto contro E.On ed Enelpower: «Avrebbe dovuto farlo – hanno affermato – per non ricadere nell’imbarazzante situazione generata durante la gestione Clini, quando il legale del Ministero era lo stesso di E.On, in palese conflitto di interessi, salvo che per lo stesso ministero dell’Ambiente». Sulla vicenda è prevista una interrogazione urgente in parlamento e altrettanto dovrebbe avvenire anche in consiglio regionale.

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    da L’Unione Sarda, 14 novembre 2013
    Sassari. «Cappellacci dimostra ancora una volta lo scarsissimo riguardo per il Nord dell’Isola». Marea nera, la Provincia insorge.
    L’ira della presidente Giudici dopo la mancata costituzione di parte civile. (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20131114092225.pdf)

    SASSARI. «La scelta del Governo e della Regione di non costituirsi tra le parti civili contro E.On per lo scempio provocato nel nostro territorio è un vero e proprio atto di connivenza politica». Il presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, spara ad alzo zero in direzione di Roma e, soprattutto, di Cagliari. «Sul piano simbolico, la decisione della Regione di schierarsi apertamente e chiaramente dalla parte del Nord Ovest Sardegna avrebbe avuto un significato ben preciso – sostiene Giudici – al contrario, la giunta Cappellacci ha dimostrato ancora una volta lo scarsissimo riguardo che riserva a questa parte dell’isola e la totale sudditanza nei confronti dei grandi gruppi industriali, contro i quali Cagliari non ha mai mosso un dito nonostante tante ostili dichiarazioni di facciata». A indurre la reazione della presidente della Provincia di Sassari, è stata la notizia che Regione e Ministero non faranno parte del processo per la “marea nera”, ossia il disastro causato dallo sversamento di trentasei mila litri di olio combustibile che l’11 gennaio del 2011 finirono nelle acque e nella battigia di tutta l’area costiera del Nord Sardegna. L’incidente, provocato da una foratura nell’oleodotto che collega la centrale di Fiume Santo – di proprietà della multinazionale tedesca dell’energia – alla banchina sul porto industriale di Porto Torres, suscitò reazioni indignate in tutta l’isola. Nell’ultima udienza altre due associazioni sono state ammesse come parti civili. Il Tribunale di Sassari ha detto sì alle associazioni ambientaliste Anpana e Gruppo di intervento giuridico, mentre è stata respinta la richiesta dell’associazione Tuteliamo il Golfo dell’Asinara «perché – ha stabilito il giudice Salvatore Marinaro – si era costituita in seguito alla vicenda».

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    da Arrèxini, 13 novembre 2013
    Disastro ambientale E.on, Regione e Ministero non si costituiscono parte civile: http://www.arrexini.info/disastro-ambientale-e-on-regione-e-ministero-non-si-costituiscono-parte-civile/

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    da Sassari Notizie, 13 novembre 2013
    Marea nera, al processo contro E.On non ci saranno Regione e Governo: http://www.sassarinotizie.com/articolo-20998-marea_nera_al_processo_contro_eon_non_ci_saranno_regione_e_governo.aspx

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    da Sardies, 13 novembre 2013
    Marea nera, Governo e Regione non si costituiscono parte civile contro E.On: http://sardies.org/sassari/19295-marea-nera-governo-e-regione-non-si-costituiscono-parte-civile-contro-e-on

  6. novembre 14, 2013 alle 4:58 pm

    in Spagna, senza vergogna.

    da Il Fatto Quotidiano, 13 novembre 2013
    Spagna, disastro ambientale della Prestige: tutti assolti.
    Nel 2002 la petroliera si rovesciò al largo delle coste della Galizia poi naufragò riversando in mare 63mila tonnellate di petrolio. A pagare i danni sarà la compagnia assicuratrice dell’armatore: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/13/spagna-disastro-ambientale-della-prestige-tutti-assolti/776442/

  7. novembre 16, 2013 alle 11:21 am

    da La Nuova Sardegna, 16 novembre 2013
    E.On, il ministero fa causa. Per lo sversamento nel Golfo dell’Asinara l’Ambiente si prepara a chiedere i danni. (Pinuccio Saba)

    SASSARI. Dopo la figuraccia rimediata da Governo e Regione per la mancata costituzione di parte civile nel processo a carico di E.On per lo sversamento di 36 tonnellate di olio combustibile nel Golfo dell’Asinara, al ministero dell’Ambiente stanno studiando l’eventuale richiesta di un congruo risarcimento da parte della multinazionale tedesca. I tecnici del ministero sono ancora al lavoro ma è probabile che nei confronti di E.On venga avviata una causa civile, visto che sul versante penale sembra mancare proprio la volontà politica (da parte del governo) di procedere contro la società. Quanto è accaduto a Fiume Santo (ma anche quanto sta ancora accadendo all’interno della termocentrale) sarebbe stato l’ argomento principale di un incontro fra il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e i parlamentari del Pd Giovanna Sanna e Silvio Lai che avrebbero deciso di fare chiarezza sull’intera vicenda e sui controversi rapporti fra il governo e la multinazionale tedesca che sembra godere di una particolare considerazione da parte dell’esecutivo. Ma, rapporti Governo-E.On a parte, il ministro Orlando sarebbe intenzionato a rivedere l’intera vicenda, alla luce anche delle indagini portate avanti dai carabinieri del Noe i cui risultati coinciderebbero con quanto accertato dagli ispettori dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) che proprio nei giorni scorsi hanno effettuato una serie di controlli all’interno degli impianti, nelle aree limitrofe e nel tratto di mare antistante la centrale. Risultati che avrebbero confermato una serie di criticità riguardanti le emissioni in atmosfera e gli scarichi a mare. Ma soprattutto l’Ispra avrebbe accertato il poderoso impatto ambientale dei vecchi gruppi 1 e 2. Gruppi di produzione che, inoltre, non garantirebbero alcuna sicurezza anche dal punto di vista strutturale. Una conferma di quanto vanno denunciando da tempo le organizzazioni sindacali, ma proprio su questo argomento Ispra e carabinieri del Noe vanno oltre avvertendo che una eventuale ripartenza dei due gruppi potrebbe mettere a rischio l’incolumità dei lavoratori. Una situazione che, secondo quando trapelato dal ministero dell’Ambiente, potrebbe anche portare Andrea Orlando a rivedere le autorizzazioni concesse alla multinazionale tedesca. Il ministro sembra piuttosto contrariato per quanto sta accadendo a Fiume Santo, dove E.On sembra non interessarsi di ciò che succede sia all’interno sia all’esterno della termocentrale.

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    da Sardinia Post, 16 novembre 2013
    Marea nera, il ministero dell’Ambiente chiederà i danni a E.On: http://www.sardiniapost.it/economia/marea-nera-il-ministero-chiedera-danni-e/

  8. novembre 17, 2013 alle 6:34 pm

    da La Nuova Sardegna, 17 novembre 2013
    Parte civile, il ministero si confronta con l’Avvocatura.

    SASSARI. Naturalmente i deputati Silvio Lai e Giovanna Sanna hanno voluto fare chiarezza sulla mancata costituzione di parte civile da parte del Governo nel processo a carico di E.On, responsabile dello sversamento di 36 tonnellate di olio combustibile nel Golfo dell’Asinara. E a fornire una spiegazione su questo immobilismo che ha suscitato indignazione e moltissime critiche nell’isola, è stato il ministro dell’Ambiente Orlando durante il recente incontro a Roma. Il ministero dello Sviluppo economico, prima di intraprendere il cammino giudiziario si era rivolta all’Avvocatura distrettuale dello Stato. Ha ricevuto un formale diniego e per questo motivo ha fatto un passo indietro. Ma si tratta pur sempre di un parere di tipo consultivo e per niente vincolante. In ogni modo se il Governo si è tirato fuori, al contrario il ministero dell’Ambiente si costituirà in giudizio in una causa civile, (che si affianca al processo penale) per la richiesta di risarcimento danni nei confronti della multinazionale tedesca.

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    FIUME SANTO»INQUINAMENTO. E.On, stop definitivo ai gruppi 1 e 2. Il ministro dell’Ambiente Orlando assicura che non verranno concesse proroghe ai due impianti a olio combustibile. (Luigi Soriga)

    SASSARI. Se il Governo e il ministero dello Sviluppo Economico hanno un occhio di riguardo nei confronti di E.On, il ministero dell’Ambiente al contrario ha deciso di non fare sconti in tema di inquinamento del territorio. Così la prima mossa sarà quella di staccare definitivamente la spina ai gruppi a olio combustibile 1 e 2 della centrale di Fiumesanto, considerati altamente inquinanti. Chiudere il loro ciclo vitale è relativamente semplice: a dicembre infatti scade la delibera prefettizia che proroga l’attività, e i due impianti non otterranno altre autorizzazioni per continuare ad operare. Così almeno ha assicurato il ministro dell’Ambiente Alessandro Orlando durante un faccia a faccia con gli esponenti del Pd Giovanna Sanna e Silvio Lai. I due parlamentari hanno riferito le novità scaturite dall’incontro durante una conferenza stampa tenuta con il sindaco di Sassari Gianfranco Ganau e il presidente della Provincia Alessandra Giudici. «Non verranno concesse altre proroghe di esercizio, ci ha garantito il ministro Orlando, e anche se dovessero arrivare richieste da parte di E.On o di Terna, verrebbero categoricamente respinte». Ma c’è di più: «Entro il 30 novembre E.On ha un altro impegno da rispettare: deve presentare i progetti per abbattere i vecchi gruppi 1 e 2». I tempi sono stretti perché poi i lavori di smantellamento dovranno essere completati entro il mese di giugno. Naturalmente la dismissione potrebbe presentare delle incognite: «Resta il timore che una volta scomparsi i gruppi 1 e 2 E.On possa avere un alibi per i licenziamenti annunciati. La multinazionale deve mantenere gli impegni presi per la costruzione del quinto gruppo a carbone. E qualora non dovesse realizzarlo E.On, è necessario consentire ad altri soggetti di farsi avanti». Il sindaco Ganau ha ricordato che esistono già nuove offerte certificate, come quella di un gruppo cinese. Anche in questo caso il calendario scorre velocemente. Entro dicembre 2014 scadranno le autorizzazioni per realizzare il quinto gruppo della termocentrale, quindi eventuali investitori dovranno muoversi in tempi brevissimi. E infine c’è la questione dell’inquinamento. Lai e Sanna hanno informato il ministro sull’indagine del Noe, che aveva riscontrato dei valori allarmanti e anomali nell’ambiente, riconducibili secondo i carabinieri all’attività della centrale termoelettrica. «Lo scorso 23 ottobre si è svolto il controllo dell’Ispra – ha affermato Giovanna Sanna – e i risultati saranno comunicati a breve. Ci aspettiamo che l’esito dei campionamenti effettuati all’interno degli impianti, nelle aree limitrofe e nel tratto di mare antistante la centrale, sarà del tutto analogo alle conclusioni alle quali sono arrivati i Noe». Perciò lo scenario sembra chiaro e delineato, e il ministro dell’Ambiente sembra esserne del tutto consapevole: «Orlando è assolutamente in sintonia con la nostra linea: ci troviamo in una situazione di totale emergenza, e le indagini dei Noe e gli iter giudiziari avviati lo confermano». Una situazione che i sindacati e le associazioni ambientaliste, che puntavano il dito contro pericolose emissioni in atmosfera e scarichi a mare, avevano denunciato già da tempo.

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    ENTRO DICEMBRE. Convocati gli enti locali a un tavolo con il Governo.

    SASSARI. La situazione della centrale termoelettrica di Fiume Santo sarà al centro di un incontro tra E.On, Terna i ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, dell’autorità per l’energia elettrica e degli enti locali. «Per noi sarà un’occasione unica per difendere il nostro territorio», hanno detto i parlamentari Giovanna Sanna e Silvio Lai, il sindaco di Sassari Gianfranco Ganau e il presidente della Provincia Alessandra Giudici. È stato proprio il ministro Orlando a prendere le redini in mano e a sollecitare il confronto, anche per mettere in chiaro la linea dura, in fatto di disattenzioni ambientali, che il ministero ha intenzione di seguire. «Il tavolo si dovrebbe riunire entro dicembre – dice la parlamentare Giovanna Sanna – Adesso ci aspettiamo per lunedì prossimo una lettera ufficiale di convocazione da parte del ministero dell’Ambiente». Se quindi il Mise e il Governo tendono a mantenere le distanze dagli enti locali, il ministro Orlando sembra avere un approccio del tutto differente: «Ci sarà una interlocuzione costante per arrivare più velocemente a una soluzione», dice Silvio Lai. E Alessandra Giudici ricorda invece il diverso atteggiamento adottato dal Governo: «Ricordiamoci quanto accaduto a Roma un paio di settimane fa. È stata convocata una riunione con E.On e noi non ne sapevamo niente. È stata definita come si trattasse di un incontro generico, tranne poi rivelarsi per quello che era: una riunione importante e ai vertici, vista la presenza dei massimi livelli della multinazionale tedesca e del Governo italiano.

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