I nuovi reati ambientali sono ambigui e non c’è da gioire.


corso d'acqua inquinato da scarichi

corso d’acqua inquinato da scarichi

Lo scorso 19 maggio 2015 il Senato della Repubblica ha approvato, a larga maggioranza (P.D., M5S, N.C.D.-U.D.C., qui i dati) in via definitiva il testo del disegno di legge n. 1345-B sui delitti contro l’ambiente, i nuovi reati ambientali (qui il testo, da pag. 60).

Cancellato il reato concernente l’utilizzo delle tecniche di airgun per le ricerche energetiche a mare, contiene delle ambiguità (per non dire altro) che rischiano di svuotare i contenuti innovativi della norma.

C’è ben poco da gioire e meno ancora da sbertucciare i tanti critici, a iniziare da magistrati impegnati in prima linea da decenni per difendere ambiente e popolo inquinato come Gianfranco Amendola e Raffaele Guariniello, come han fatto Stefano Ciafani e Vincenzo Tiana, rispettivamente vice-presidente nazionale e presidente regionale di Legambiente dalle colonne de La Nuova Sardegna (“Con la nuova legge ora chi inquina sarà finalmente punito”, 29 maggio 2015).

Basti pensare al nuovo “disastro ambientale”, pretesa punta di diamante della riforma legislativa e norma speciale rispetto al c.d. disastro innominato (art. 434 cod. pen.): andrà a disciplinare specificamente il “disastro ambientale” e tutte le condotte che integreranno tale fattispecie dovranno tendenzialmente esser contestate come “disastro ambientale” e non “disastro innominato”.

scarichi fognari

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Ecco il testo:

Art. 452 quater (Disastro ambientale).

Fuori dai casi previsti dall’articolo 434, chiunque abusivamente cagiona un disastro ambientale è punito con la reclusione da cinque a quindici anni.

Costituiscono disastro ambientale alternativamente:

1) l’alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema;

2) l’alterazione dell’equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali;

3) l’offesa alla pubblica incolumità in ragione della rilevanza del fatto per l’estensione della compromissione o dei suoi effetti lesivi ovvero per il numero delle persone offese o esposte a pericolo.

Quando il disastro è prodotto in un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette, la pena è aumentata.fumi industriali

Come già ampiamente argomentato in queste ultime settimane, la nuova ipotesi di reato sanziona chi abusivamente causa un disastro ambientale. Nessuno, per fare un esempio, ha mai sentito il bisogno di specificare che un omicidio dev’essere “abusivo” per poter essere punito, perché tale necessità è stata sentita per il disastro ambientale?

Abusivamente, in termini giuridici, vuol dire in assenza di autorizzazioni e chi causerà disastri ambientali in presenza delle necessarie autorizzazioni amministrative molto probabilmente la farà franca.

Ciafani e Tiana sono ambedue ingegneri, non giuristi, ma affermano che “questa formulazione è stata suggerita da numerosi magistrati che hanno evidenziato la maggiore completezza e ampiezza di questa definizione”: chi sono i “numerosi magistrati”?

Finora non se n’è trovato uno che abbia difeso pubblicamente “questa formulazione”.

Una volta buona che – finalmente – si giunge a inserire i delitti ambientali nel codice penale (fra l’altro in attuazione della direttiva n. 2008/99/CE sulla tutela penale dell’ambiente) sarebbe stato il caso che gli equivoci interpretativi fossero ridotti al minimo.

L’approvazione di tale testo fa il degno paio con la depenalizzazione strisciante dei reati ambientali, in vigore dal 2 aprile 2015 grazie al decreto legislativo n. 28/2015.

In poche parole, fumo negli occhi e nei polmoni del popolo inquinato.

Purtroppo una grande occasione persa, una grande battaglia di civiltà annacquata da opaca ipocrisia legislativa nelle aule parlamentari.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Sìnnai, Capo Boi - Cala Sirena, discarica abusiva

Sìnnai, Capo Boi – Cala Sirena, discarica abusiva

P.S.    “la metafora del furto della mela al supermercato che per la normativa era più grave del reato di inquinamento … ormai non vale più”, dicono Ciafani e Tiana.   Ma sarà davvero così?

In realtà, chi sarà condannato per disastro ambientale colposo (ed è pressochè sempre “colposo”, il disastro “doloso” è roba da terroristi), rischia al massimo 5 anni di reclusione.
Meno del furto aggravato della solita mela al supermercato o di quattro pecore, punibili fino a 6 anni di reclusione, anche fino a 10 anni, se compiuto su beni esposti al pubblico e con destrezza (art. 624 cod. pen., art. 625 cod. pen.).
Se poi l’autore del disastro ambientale colposo si adopera, per esempio, per il disinquinamento (c.d. ravvedimento operoso, art. 452 decies cod. pen.), rischia si e no la metà.
Per capirci ancora meglio, la “marea nera” che ha inquinato pesantemente il Golfo dell’Asinara nel gennaio 2011 passerebbe sostanzialmente in cavalleria…

La Nuova Sardegna, 29 maggio 2015

La Nuova Sardegna, 3 giugno 2015

 

(foto da mailing list ecologiste, J.I., archivio GrIG)

 

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  1. giugno 1, 2015 alle 9:34 am

    Reato ambientale è airgun killer pesci e sottomarini,inceneritore che da’ diossina e cancro,trivellazioni killer ambiente e non usare plasma rifiuti e electrofuels al posto di carburanti fossili.
    1.Report si permette di dire agli Italiani che gli Arabi pur vendendo caro petrolio e gas, sono piu’ avanti di noi in rinnovabili e che nel momento che i pozzi saranno esauriti venderanno energia rinnovabile ai vicini e forse a noi che rimaniamo a costruire gasdotti inutili
    2.Le rinnovabili partirono in Italia come scambio di tecnologie con il Governo Prodi che approvando le centrali gas con incentivi Cip 6, diede il via a forti incentivi del solare sui 314 Euro a MWh.
    3.Fu l’inizio della nostra fine come industria competitiva perchè il gas veniva importato a prezzi superiori del 20-30% della media europea,l’eni guadagnava bene perchè aveva un monopolio di acquisto e distribuzione e poteva distribuire fondi a politici e giornali,ma l’industria per caro energia soffriva ed arrivo’ a perdere il 25% dell’industria.Questo porto’ ad un eccesso di centrali gas con sovraproduzione che oggi comporta la chiusura di 23 centrali Enel e la dismissione di altre centrali con EON che abbandona il fossile per rimanere solo con centrali rinnovabili
    4.10 anni fa avvertimmo il Governo che si potevano produrre electrofuels o nuclear fuels con reattori nucleari di IV generazione LFR piombo,piccoli reattori autofertilizzanti progettati da Cinotti.Corsini,mentre io facevo le applicazioni idrogeno-elettrolisi e electrofuels.Il progetto osteggiato da Enel non ottenne il via dal Governo.Oggi Enea mette i reattori LFR tra le sue 10 energie alternative, ma non si capisce se parla del progetto Ansaldo che non esiste o è quello di Cinotti-Corsini arrivati al prototipo ed in attesa di finanziamenti
    5.Dissero no in tanti,ai reattori nucleari LFR,dai Ministri Mise a Saglia che era il Sottosegretario che favoriva l’Eni.Personalmente mi accorsi che in Italia nessuno voleva piu’ il nucleare anche se di IV generazione e spostai i miei elettrofuels sull’acqua.mare con l’idroelettrico pompaggio e la via dei solar fuels prima con alghe,cianobatteri,piante marine tipo salicornia,poi visti i perfezionamenti nell’elettrolisi mi spostai sul biometano e gli electrofuels o carburanti rinnovabili.
    4.Sugli electrofuels nel 2014 ci fu un rifiuto completo portato avanti da Scaroni con la battaglia gas contro rinnovabili,da Tronchetti Provera che vende i suoi blends,dall’Eni che ha sempre sbagliato le tecnologie alghe e biomasse e sorprendente da Assoelettrica che si è schierata a difendere il gas importato contro la produzione di biometano ed electrofuels.
    5.Sugli electrofuels abbiamo non solo la contrarietà evidente dell’Enea che poi nell’idrogeno non sarebbe messa male,anche se studia come produrre idrogeno da fuel fossili che è contro lo Statuto Enea,ma dell’Eni e Enel che approffitta dei pompaggi notturni comprando nucleare francese a 42 euro MWh per fare solo energia elettrica da vendere di giorno in ore di punta.Questo non è far pompaggi per diminuire la bolletta,ma è solo speculazione per incrementare profitti.
    6.Gli electrofuels a detta del DOE USA sono la migliore ricerca esistente.Riporto le parole di Orr:
    “E mentre alcune delle ricerche in futuro sulle tecnologie energetiche restano in una fase iniziale, Orr ha assicurato che le persone molto intelligenti in DOE stanno lavorando su queste cose ora. Electrofuels o carburanti rinnovabili sono un concetto interessante in cui abbondante energia idroelettrica,eolica e solare potrebbero essere memorizzata come combustibile liquido, per esempio. Se questo potrebbe essere fatto in un modo che ha eliminato le emissioni di carbonio sarebbe davvero un punto di svolta per il settore della generazione di energia e forse anche il settore dei trasporti”.
    7.Comunico al Governo il mio Report Electrofuels e la proposta di un Consorzio Europeo Electrofuels come ha fatto il DOE USA con ARPA-E con finanziamento di 30 milioni $.

    Report sugli electrofuels

    8.Cosa dovrebbe fare il Governo?
    -Il governo letto il Report Electrofuel dovrebbe chiedere alla Comunità Europea di procedere ,organizzando in EU-28 un Consorzio Electrofuels analogo a quello americano del DOE-ARPA-e con uno stanziamento di base per partire di 30 milioni(negli USA sono 30 milioni $ gia’ partiti)
    -Il Consorzio Europeo Electrofuels si baserà sulle 100 Resilience Smart Communities del mio progetto Europeo per 100 miliardi.Tra queste 20 sono Italiane in ogni Regione per 800.000 jobs e 24 miliardi di sales o vendite annue.
    -Il Governo Italiano dovrebbe agevolare il ritorno in Italia di chi ha delocalizzato industrie per costi bassi in altri paesi
    -si dovrebbero favorire come nel mio Progetto Resilience Smart Community, che parte al Post Expo di Milano,i cosidetti Campus di industria digitale per 800.000
    jobs con un investimento europeo via EIB di 20 miliardi,anche nel Centro-Sud e Isole
    -L’Italia dovrebbe guardare al modello tedesco per la scuola abbinata all’industria ma per il settore industriale dovrebbe predisporre un mix tra modello tedesco molto efficiente in energia rinnovabile e modello americano di primo ordine con la cosidetta fabbrica digitale diffusa in tutti gli USA e non solo a silicon valley.
    -dovrebbe saper interpretare il mito di silicon valley che ha il suo tallone di achille nella mancanza d’acqua(deve ricorrere alla desalinizzazione) che invece l’Italia non ha se il Governo abbandona la burocrazia dell’acqua per concepirla come risorsa anche energetica primaria con la desalinizzazione via grafene.Musk che con la Tesla sta diventando il boss trainante della silicon valley con investimenti pazzeschi,ha capito benissimo l’importanza degli stoccaggi in energia dato che vuol farne un suo grande business entrando nell’energia alternativa da solare e ricariche su autostrade ed in città.Musk utilizza lo stoccaggio per grandi profitti mentre noi dobbiamo fare gli stoccaggi per mitigare le bollette luce e gas troppo care per il nostro mix errato gas 80%.Consumare meno energia non vuol dire morire di anoressia per mancanza di consumo energetico dato che il digitale spinge i consumi elettrici,biometano,idrogeno,biofuels anche perchè buona parte di quelli fossili di oggi,saranno electrofuels.
    -sulla ricerca e sviluppo l’Italia dimostra una perenne arretratezza culturale perchè al Post Expo dei politici e rettori che non conoscono l’industria digitale vogliono una inutile città della scienza,mentre da un mio sondaggio mondiale l’idea vincente non è quella del Campus Universitario ma quella del Campus digitale industriale.Pensate che il Ministro USA della R&S con il supporto del DOE USA dice che la ricerca migliore con sicure promesse è quella degli electrofuels che non sono altro che il carburante rinnovabile che da 10 anni ,dico al Governo di lasciarmi produrre,usando l’eccesso di idroelettrico di pompaggio e di altre rinnovabili.Parlare di fusione o FEL come dicono Vago e Rossi,significa investire molto(sui 7 miliardi) per risultati attesi tra 15-20 anni.Il digitale applicato in industria,agricoltura,salute e settore pubblico,ci permette un vero salto di qualità e di posti lavoro che divengono 4 milioni se decarbonizziamo l’industria.Lo dobbiamo fare anche se ci sono settori pesanti che non la vogliono(fossili e acciaio sporco) ma l’industria manifatturiera la vuole.Verso un Modello di industria Tedesco o Americano?tedesco per il power to gas ed americano per gli electrofuels.

  2. giugno 2, 2015 alle 11:37 am

    da Il Manifesto Sardo, 1 giugno 2015
    Ecco i nuovi reati ambientali: fumo negli occhi e nei polmoni. (Stefano Deliperi): http://www.manifestosardo.org/ecco-i-nuovi-reati-ambientali-fumo-negli-occhi-e-nei-polmoni/

  3. giugno 7, 2015 alle 9:52 pm

    un grande abbraccio a Fulvio, vero giornalista 🙂

    da Mondocane, blog di Fulvio Grimaldi, 23 maggio 2015

    Legge per l’ambiente? (http://fulviogrimaldi.blogspot.it/2015/05/i-califfi-sono-tra-noi-e-non-sono.html)

    Al popolo annientato, perforato, depredato, ucciso da trivelle, cemento, Expo, discariche, inceneritori, basi militari stragiste nei confronti di territorio e abitanti, grandi devastazioni e rapine dette Grandi Opere, si è presentato il boccone avvelenato della legge sugli ecoreati. Al giubilo di tutta la masnada green vestita da società civile, agli orgasmi di Ermete Realacci, sodale di tutte le mistificazioni pseudo-ambientaliste del regime dei gassatori e asfaltatori, si sono sorprendentemente uniti i parlamentari Cinque Stelle con il loro voto a favore di una legge che, a molti, pare una rete con maglie tali da far passare gli squali. Per uno come me, che segue con simpatia e, quasi sempre, totale adesione le battaglie dei parlamentari pentastellati, è causa di perplessità. Non ho il minimo dubbio sulla buonafede, ma le critiche al provvedimento, avanzate da ambientalisti al di sopra di ogni sospetto, come Amendola o Guariniello (nei quali, avendoli frequentati da giornalista, ho una fiducia assoluta), sono poi state integrate da quelle di Bonelli, verde tarantino in lotta con l’Ilva che, pure, di ecoreati ha dimostrato di intendersi e da quelle tecniche dall’Associazione Nazionale Magistrati. Per costoro, con la nuova legge, i Riva, Montedison, Eternit, se la sarebbero cavata altrettanto bene. Si spera che gli amici Cinque Stelle, forza parlamentare che fin qui ha eccelso più di tutte nella difesa dagli abusi di inquinatori e devastatori, ci riflettano quando la cosa verrà ridiscussa al Senato.

    Le voragini del dispositivo sono tali da farci abitare comodamente e intonsi spurghi di morte come l’Ilva dei Riva o del regime, i Poligoni di tiro, o il rettilario velenoso Montedison di Bussi. La solita manina, quella che aveva infilato nella legge l’evasione impunita e perciò incentivata fino al 3% del reddito (per alcuni dei nostri padroni si tratta di centinaia di milioni e, a volte, di miliardi. Ma i soldi per il reddito di cittadinanza non si trovano), aveva infilato la quadra per nullificare del tutto il vantato proposito. Un piccolo avverbio:”abusivamente”. Il che, nella logica e nella giurisprudenza della Cassazione, significa una sola cosa: senza autorizzazione. Cioè se hai inquinato, distrutto, diffuso malattie mortali, desertificato, ma con tanto di autorizzazione (quella ambientale, generosamente concessa da tutti i governi e da quasi tutti i ministri dell’Ambiente), non ti si può dire neanche pussa via! Stai a posto con la tua coscienza, per quanto marcia, e pure con la legge e l’onorabilità, e puoi continuare a delinquere, in combutta con il regime. Tutti quelli che in questi anni hanno compromesso la salute del paese e dei suoi abitanti, umani e non, hanno agito nel quadro della legalità . A delinquere erano autorizzati.

    E uno. Due: pene fino a vent’anni (uaaahahaha) a chi commette ecoreati con dolo. Cinque anni al massimo, ma come si sa, in genere molto di meno, se l’ecoreato deriva da comportamento solo colposo. Avete mai visto un imprenditore o politico, o comandante di poligono, che abbia inteso apertamente (magari in camera caritatis sì, ma quella sfugge all’inquirente) provocare linfomi e nascite deformi, o sotterrare sotto il cemento qualche bene comune? Si può giurare che tutti gli ecoreati presi in considerazione saranno giudicati, (dalla magistratura renzizzata, poi!) solo “colposi”.

    E due. Tre: per poter essere processato e poi condannato a pene, bonifiche e risarcimenti, l’autore deve aver provocato un danno al territorio “significativo e misurabile”. Ci rendiamo conto di come i legulei e azzeccagarbugli miliardari di clienti miliardari sapranno interpretare e far giudicare termini talmente laschi, vaghi, aperti a decisioni di infinita arbitrarietà e, renzianamente, benevolenza? Grillo che, come nessun altro in questi anni, ha contrastato le armate dei fagocitatori del mondo, dica una parola saggia ai suoi bravissimi ragazzi.

  4. giugno 11, 2015 alle 6:11 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 11 giugno 2015
    Paola De Pin, ex senatrice M5S passa nei Verdi: “Legge Ecoreati sconfitta per tutti”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/11/paola-de-pin-ex-senatrice-m5s-passa-nei-verdi-legge-ecoreati-sconfitta-per-tutti/1767735/

  5. maggio 24, 2016 alle 2:47 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 23 maggio 2016
    Ecoreati, più facile pagare le (vecchie) multe. Ma per ora c’è poco da festeggiare. (Gianfranco Amendola): http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/23/ecoreati-piu-facile-pagare-le-vecchie-multe-ma-per-ora-ce-poco-da-festeggiare/2757738/

  1. giugno 5, 2015 alle 10:03 am
  2. giugno 9, 2016 alle 7:01 am
  3. giugno 9, 2016 alle 7:02 am
  4. novembre 8, 2016 alle 7:09 pm

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