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La Sardegna sta per essere assoggettata alla servitù energetica fra silenzi, greenwashing e fumo negli occhi.


Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) in volo e centrale eolica

anche su Il Manifesto Sardo (“La Sardegna sta per essere assoggettata alla servitù energetica fra silenzi, greenwashing e fumo negli occhi“), n. 332, 16 luglio 2021

Nei giorni scorsi è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il bando di gara (830 milioni di euro, ma l’investimento complessivo è pari a 3,4 miliardi di euro) per la realizzazione del Thyrrenian Link, il nuovo doppio cavo sottomarino di Terna s.p.a. con portata 1000 MW, 950 chilometri di lunghezza complessiva, da Torre Tuscia Magazzeno (Battipaglia – Eboli) a Termini Imerese, alla costa meridionale sarda.

Dovrebbe esser pronto nel 2027-2028, insieme al SA.CO.I. 3, l’ammodernamento e potenziamento del collegamento fra Sardegna, Corsica e Penisola con portata 400 MW, che rientra fra i progetti d’interesse europeo.

Al termine dei lavori, considerando l’altro collegamento già esistente, il SA.PE.I. con portata 1000 MW, la Sardegna avrà collegamenti con una portata complessiva di 2.400 MW.

Mar di Sardegna, progetto di centrale eolica offshore (tratto da documentazione procedura di scoping)

Il motivo del potenziamento della rete elettrica di interconnessione, rientrante negli obiettivi comunitari, è esplicitato chiaramente: “in Sicilia, in Sardegna e soprattutto in Campania c’è una forte produzione da fonti rinnovabili non programmabili, solare ed eolico, in costante aumento. Il Tyrrhenian Link migliorerà la capacità di scambio elettrico e quindi si potranno utilizzare al meglio i flussi di energia da fonti rinnovabili favorendone lo sviluppo”.

Completa il quadro – a cui annuisce l’attuale Ministro della Transizione Ecologica Antonio Cingolani – l’amministratore delegato del Gruppo ENEL Francesco Starace, secondo cui lo “scenario ipotizza l’installazione, a Thyrrenian link in esercizio, di un gigawatt di batterie e circa 4/5 gigawatt di potenza di rinnovabili in più rispetto a quanto abbiamo adesso. Oltre agli ovvi benefici ambientali, come la scomparsa di fatto dell’anidride carbonica prodotta dalle fonti fossili, un piano del genere svilupperebbe investimenti sull’intera filiera da qui al 2030 di 15 miliardi di euro, un indotto più che doppio e una occupazione tra i 10 e i 15mila addetti qualificati e specializzati”.

Ormai evitato il ricorso al metano (e le conseguenti opere pubbliche, pesanti sul piano ambientale e finanziario), ecco il nuovo corso della Sardegna green, con energia eolica e solare (fotovoltaica).

Ma a chi serve questo enorme quantitativo di energia che sarebbe prodotta, considerato che l’energia prodotta in Italia ogni anno è di gran lunga superiore alla domanda?[1]

Il dato fondamentale della “fotografia” del sistema di produzione energetica sardo (energia richiesta in Sardegna: GWh 9.171,5 energia prodotta in più rispetto alla richiesta: GWh +3.491,5, dati TERNA 2019) è che oltre il 38% dell’energia oggi prodotta “non serve” all’Isola e viene esportato verso la Penisola grazie alle connessioni oggi esistenti ovvero viene disperso in quanto non utilizzato ((i sistemi di accumulo e conservazione, al di là delle favole raccontate da Francesco Starace, sono ancora in fase di studio o sperimentale).

In Sardegna, al 20 maggio 2021, risultavano presentate ben 21 istanze di pronuncia di compatibilità ambientale di competenza nazionale o regionale per altrettante centrali eoliche, per una potenza complessiva superiore a 1.600 MW, corrispondente a un assurdo incremento del 150% del già ingente comparto eolico isolano. 

A queste si somma un’ottantina di richieste di autorizzazioni per nuovi impianti fotovoltaici.

Complessivamente sarebbero interessati più di 10 mila ettari di boschi e terreni agricoli.

Ormai il quadro è chiaro, a mare e in terra la Sardegna sembra proprio destinata a diventare una piattaforma di produzione energetica, un’Isola destinata all’ennesima servitù, la servitù energetica.

centrale fotovoltaica

Nessuna adeguata e puntuale pianificazione delle reali necessità energetiche nazionali e locali, nessun  meccanismo legale di chiusura coercitiva di impianti produttivi di energia da fonti fossili[1], eccessivo spazio offerto alla produzione energetica da biomasse (il che significa incremento dei tagli boschivi), palese contrarietà alla normativa comunitaria per la salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali (direttiva n. 92/43/CEE) e la difesa delle acque e del suolo (direttive n. 08/105/CE e n. 06/118/CE).

La delega contenuta nell’art. 5 della legge 22 aprile 2021, n. 53 (legge di delegazione europea) sull’attuazione della direttiva n. 2018/2001/UE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili prevede esplicitamente l’emanazione di una specifica  “disciplina per l’individuazione delle superfici e delle aree idonee e non idonee per l’installazione di impianti a  fonti  rinnovabili  nel rispetto delle esigenze di tutela  del  patrimonio  culturale  e  del paesaggio, delle aree agricole e forestali, della qualita’ dell’aria e dei corpi idrici, nonche’ delle specifiche competenze dei Ministeri per i beni e le attivita’ culturali e per il turismo, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell’ambiente e  della  tutela  del territorio e del  mare,  privilegiando  l’utilizzo  di  superfici  di strutture edificate, quali capannoni industriali e parcheggi, e  aree non  utilizzabili   per   altri   scopi”.  

Disciplina a oggi non emanata.

centrale a biomassa

Però la scelta sembra proprio già fatta, alla faccia di quanto espresso pubblicamente anche dal  Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (“Niente offese al paesaggio, bellezza e cultura sono nostre identità”, lettera aperta pubblicata su Vanity Fair, 26 maggio 2021), con forte preoccupazione e contrarietà per le ventilate disinvolte modifiche normative contenute principalmente sul proposto ennesimo “Decreto Semplificazioni 2021”, finalizzato a sveltire le procedure per attuare il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) italiano finanziato con i fondi comunitari del Next Generation EU.

Nel silenzio generale, mentre anche associazioni come la Coldiretti, che dovrebbe rappresentare i primi interessati alla conservazione dei suoi agricoli, accusa Gazze e Fenicotteri dei peggiori danni all’agricoltura e al territorio.

Nel silenzio generale, pur essendo l’attuale Amministrazione regionale Solinas, a guida indipendentista d’obbedienza leghista, ampiamente informata in proposito e una bella fetta delle monadi indipendentiste sarde impegnate nella fondamentale tenzone del tifare contro l’Italia ai Campionati europei di calcio (con ottimi risultati, per l’Italia).

impatto – tipo di una centrale fotovoltaica da 30 MW (2013)

Nel silenzio generale di forze politiche e sociali, forse poco interessate all’argomento.

Nel silenzio generale, pur essendo stati coinvolti nel tavolo della concertazione (maggio 2021) con Regione autonoma della Sardegna, Ministero della Cultura e Terna s.p.a., di Enti locali, associazioni agricole e alcune associazioni ambientaliste (Città Metropolitana di Cagliari, i Comuni di Selargius, Settimo San Pietro, Quartucciu, Sinnai, Maracalagonis, Quartu Sant’Elena, Agenzia del Demanio, ARPA Sardegna, Legambiente, LIPU, WWF, Italia Nostra, Confagricoltura e Coldiretti).  Alcune di quest’ultime già arruolate per sostenere la Sardegna green senza se e senza ma.

Ma lo vogliamo dire – senza ipocrisie, greenwashing e fumo negli occhi  che la Sardegna (con la Sicilia) sarà il prossimo “hub energetico del Mediterraneo”?

Ma stavolta qualcuno s’è almeno degnato di informare i cittadini sardi (e siciliani) e di chiedere il loro parere?

Stefano Deliperi, Gruppo d’intervento Giuridico odv


[1] Gli ultimi dati disponibili (primo trimestre 2021, elaborazione QualEnergia su dati TERNA) vedono una domanda pari a 78 TWh, di cui 27,38 prodotti da fonti rinnovabili (il 34,8%).  Gli ultimi dati annui disponibili (TERNA, 2019) affermano che “nel 2019 in Italia la domanda di energia elettrica ha raggiunto i 319.622 GWh, con una flessione dello 0,6% rispetto all’anno precedente”, mentre “la potenza efficiente lorda si è attestata a 119,3 GW (+1,0 % rispetto al 2018 essenzialmente imputabile alle rinnovabili). Il parco di generazione termoelettrico si è mantenuto sostanzialmente stabile, mentre il parco di generazione delle fonti rinnovabili continua la sua crescita con un incremento generale pari al +2,2%  ed una potenza che rappresenta il 46,5% del totale installato in Italia (era 46% nel 2018)”.

La potenza efficiente lorda del “sistema energia” italiano è ampiamente sufficiente a sostenere la domanda, visto che “il valore della punta massima registrato nel 2019 è stato pari a 58,8 GW, e si è verificato il giorno 25 luglio alle 17. La punta 2019 è stata leggermente più alta (+1,8%) rispetto alla punta del 2018, determinando un trend di crescita che si protrae dal 2014. Si conferma la forte correlazione tra il carico e le temperature estive°.

[2] Gli impianti di produzione di energia elettrica essenziali per la sicurezza del sistema elettrico (art. 63, comma 63.1, dell’Allegato A alla delibera dell’AEEGSI n. 111/06) sono tutti “programmabili”, con combustibile fossile o biomasse (vds. https://download.terna.it/terna/A27%20-%20anno%202020_8d769b522431880.pdf).

Cavallino della Giara. La Giara è ventosa: non sarebbe l’ideale per una bella centrale eolica?
La Nuova Sardegna, 18 luglio 2021

(foto da mailing list ambientaliste, S.D., archivio GrIG)

  1. luglio 16, 2021 alle 10:36 am

    da Il Manifesto Sardo, n. 332, 16 luglio 2021
    Democrazia e ambiente a rischio: https://www.manifestosardo.org/democrazia-e-ambiente-a-rischio/

    _____________________

    da Alghero Live, 18 luglio 2021
    La Sardegna sta per essere assoggettata alla servitù energetica fra silenzi, greenwashing e fumo negli occhi: http://algherolive.it/2021/07/18/la-sardegna-sta-per-essere-assoggettata-alla-servitu-energetica-fra-silenzi-greenwashing-e-fumo-negli-occhi/

  2. donatella
    luglio 16, 2021 alle 11:55 am

    Oltre tutto……….Oltre gli innumerevoli inganni……Questa energia “pulita” trasportata lontano viene in grande parte DISPERSA , questo è uno SPRECO di risorse inaccettabile per un Pianeta allo stremo delle sue forze ambientali. MA SI FA FINTA CHE QUESTO NON ESISTA. Tutte le cosiddette ” grandi associazioni ambientaliste” sono complici . Sardegna, Isola amata oltraggiata, terra di predoni moderni , pirati e corsari dei nostri giorni: grazie “piccolo grande appassionato” GrIG di stracciare queste maschere oscene.

  3. ulisse spanu
    luglio 16, 2021 alle 3:26 PM

    Stiamo perdendo di vista il tema della decarbonizzazione: articolato e tecnico, ma non solo. L’isola potrebbe, dovrebbe in un decennio al massimo, diventare la prima isola al mondo di queste dimensioni 《CO2 free》. Sarà tecnicamente possibile chiudere con il fossile. Quanti di noi hanno il riscaldamento centralizzato alimentato da gasolio o GPL o… prodotti idrocarburici? Quanti la macchina elettrica o almeno ibrida? Quanti conoscono il tema delle “comunità energetiche”? Cosa si sta facendo in concreto? Bla bla bla…..
    Il punto di attenzione era e sarà l’impatto sociale, ma anche paesaggistico in primis. Punterei su questi temi per indirizzare gli sforzi di tutti, ma mai per rallentare. Regolamentare presto e bene non perdendo di vista il “nemico” CO2, da un lato, i lobbisti spregiudicati, dall’altro.
    La CASA brucia…e si può ragionare anche sull’off shore. Perché no e poi no???
    Ciao

    • luglio 16, 2021 alle 6:27 PM

      nessuno dice “no, no, no” all’energia da reali fonti rinnovabili (vento, sole, acqua).
      Si chiede in tutti i modi una reale pianificazione sulla base delle reali necessità, il risparmio energetico, l’utilizzo come siti per gli impianti produttivi di energia da fonte rinnovabile delle aree industriali dismesse o sotto utilizzate, la diffusione dei tetti fotovoltaici e tante altre “cosette” simili.
      Finora ha avuto fin troppo spazio la speculazione energetica, quella che fa guadagnare pur non producendo energia utilizzabile, come non ancora abbastanza noto.
      “La casa brucia” non può essere la chiave per qualsiasi nefandezza.
      Si può e si deve ragionare, ma finora stanno solo piovendo decisioni prese chissà dove…

      Stefano Deliperi

  4. Alessandra Gradi
    luglio 16, 2021 alle 4:35 PM

    L’autonomia regionale forse ci permetterebbe di contrattare?.. se si che almeno il costo dell’ energia che non consumiamo e cediamo in surplus ci venga remunerato (per esempio abbassando le tariffe ai cittadini sardi..)?

  5. luglio 16, 2021 alle 6:49 PM

    così, per farsi un’idea.

    da L’Unione Sarda, 16 luglio 2021
    Eolico, scatta l’assalto al vento del Campidano.
    Sardegna commissariata, la multinazionale si presenta in Comune: “Il governo ci darà il via libera per sistemare le pale nel territorio”. (Mauro Pili): https://www.unionesarda.it/news-sardegna/medio-campidano/eolico-scatta-lassalto-al-vento-del-campidano-evgrrk99

  6. luglio 16, 2021 alle 8:04 PM

    piccole eccezioni, finora.

    da Sardinia Post, 15 luglio 2021
    Comunità unite per energie rinnovabili: si parte a Villanovaforru e Ussaramanna: https://www.sardiniapost.it/economia/comunita-unite-per-energie-rinnovabili-si-parte-a-villanovaforru-e-ussaramanna/

  7. luglio 18, 2021 alle 5:53 PM

    da La Nuova Sardegna, 18 luglio 2021
    Sardegna isola green, l’ad di Enel: «Non è un giro di giostra: ci saranno scelte dolorose». (Roberto Petretto): https://www.lanuovasardegna.it/regione/2021/07/17/news/non-e-un-giro-di-giostra-ci-saranno-scelte-dolorose-1.40510036

  8. Riccardo Pusceddu
    luglio 19, 2021 alle 1:41 am

    E dagli con questa solfa delle aree dismesse anche se c’e’ piu’ vento in aree non dismesse!
    E poi il fotovoltaico che non ha la stessa efficienza del termosolare ancora messo alla pari con i primi due citati sopra!
    E poi ancora con questa storia delle servitu’ che se vi saranno, saranno solo colpa dei sardi che non fanno loro gli impianti e di pretendere che i “continentali” non abbiano gli stessi diritti che i sardi hanno nel continente, uguale trattamento in quanto entrambi cittadini italiani!
    E infine l’errore di considerare la Sardegna come in un pianeta a parte e quindi con un clima che non cambiera’ mai a causa del riscaldamento globale, e spacciare i cambiamenti di paesaggio necessari per la realizzazione degli impianti eolici e fotovoltaici come gli unici cambiamenti che minacciano la Sardegna!
    L’unica cosa in cui sono d’accordo e’ fare marcia indietro sul metano (peccato per i soldi e i danni ambientali sostenuti finora) e le centrali a biomassa che rendono cosi tanto meno di quelle eoliche e termosolari, distruggendo pero’ di piu’ l’ambiente coi tagli boschivi.

    • luglio 19, 2021 alle 6:40 am

      ..il livello di ventosità o di insolazione di Porto Torres, Ottana, Macchiareddu è pari, se non superiore alla gran parte della Sardegna e, se permetti, il futuro della Sardegna non lo decide l’amministratore delegato dell’Enel. Si chiama democrazia.
      Il resto sono chiacchiere.
      Buona settimana.

      Stefano Deliperi

      • ulisse spanu
        luglio 19, 2021 alle 1:23 PM

        Nel prospettare un credibile progetto per un’isola “CO2 free” entro i prossimi 15 anni sarebbe opportuno costituire entro quest’anno preferibilmente, un tavolo di lavoro tecnico, economico e sociale. Quindi allargato quanto basta, strutturato e con un chiaro e definito obiettivo: cosa, come, perché impegnarci tutti per ELIMINARE o rendere trascurabile, minimale, l’utilizzo di idrocarburi per produrre energia elettrica in Sardegna!

        Cittadini attenti al green: cosa ne pensate? Ci sono forze, volontà per esaminare la proposta?

        Occorre però prepararci sul tema.
        Uno spunto di riflessione, o almeno spero: se con la bacchetta magica qualcuno in Sardegna riuscisse OGGI a spegnere progressivamente ed in sicurezza (anche questo passaggio merita attenzione) tutte, ma proprio tutte, le centrali operative (pubbliche e private) a combustibili fossili, beh…OGGI con tutta, ma proprio tutta, la sola produzione di energia da fonti rinnovabili la Sardegna avrebbe un bel “black-out” (oltre a svariati problemi tecnici di non facile ed immediata soluzione su tutta la rete di distribuzione regionale). Altro che esportazione!!!!
        Da esportatori confusi ed arrabbiati, diventeremo importatori supplichevoli. Inserire concetti economici e sociali in questo scenario … dovremo affrontarli, ma capite bene che questo esercizio (oggettivatelo prendendo, ad esempio, i dati dal sito TERNA, giusto per farvi una vostra opinione con dati reali) è articolato e non si improvvisa o semplifica.

        Però certamente la CO2 ( il nostro nemico… la Casa Brucia!) sarebbe un lontano ricordo!

        Un esempio estremo, fantasioso, certamente sfidante, che spero induca ad approfondire il tema, per chi vuole e può. Una prima domanda: cosa s’intende esattamente quando si parla di esubero di produzione e quindi di export di energia dalla Sardegna verso il continente? Cosa s’intende quando si sostiene che non abbiamo bisogno di altre installazioni per produrre energia green, ma certamente senza nefandezze varie? Ma anche senza slogan e genericità e non conoscenza.

        Le questioni che ci uniscono devono superare quelle che ci confondono.

        La Casa Brucia.
        La CO2 è il nostro unico, prioritario nemico da abbattere.
        Il resto sono veramente chiacchiere: e le azioni?

        Cosa ne pensate tutti voi della proposta?
        Ciao

      • Riccardo Pusceddu
        luglio 19, 2021 alle 4:02 PM

        Quello di insolazione sicuramente ma sulla ventosita’ dubito che aree in pianura abbiano piu’ vento che aree in altura o al largo nel mare. C’e’ pero’ il problema dei costi dei terreni, troppo alti per attirare gli speculatori o anche i semplici cittadini che volessero acquistare codeste aree dismesse.
        L’amministratore delegato dell’Enel se non commette infrazioni di legge anche lui fa parte del processo democratico.
        L’Italia e’ una repubblica e quindi anche costui in qualita’ di cittadino italiano puo’ esercitare i poteri che le leggi della repubblica gli conferiscono.
        Da cittadino italiano a cittadino italiano, ricambio gli auguri di buon fine settimana.

      • luglio 19, 2021 alle 4:08 PM

        …vuol dire che hai dimenticato il Maestrale, il Libeccio e il Levante 😉 e, comunque, nessuno ha affidato competenze decisionali all’amministratore delegato dell’ENEL.

        Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        luglio 19, 2021 alle 6:36 PM

        Per Ulisse Spanu:
        ottima idea naturalmente! Fattibilissima a patto che si possa importare energia dal continente nei momenti in cui non ci fosse ne sole ne vento. Oppure bisognerebbe costruire delle dighe o almeno degli invasi dove accumulare l’acqua pompata dall’energia solare o eolica in eccesso oppure immagazzinarla in batterie (inquinanti pero’) oppure produrre idrogeno con l’elettrolisi quando c’e’ eccesso di vento o sole e usare quello quando non c’e’ vento ne sole.

  9. sardo
    luglio 20, 2021 alle 2:05 PM

    Il nemico non è la CO2 anche perchè circa 1000 scienziati in tutto il mondo non sono ancora d’accordo che sia, almeno per quanto riguarda le colpe a questa addebitate,
    l’unica responsabile del cambiamento climatico sulla Terra. Il nemico è l’interesse economico che sta muovendo tutte le iniziative industriali delle più grandi lobby mondiali per indirizzare le masse e dunque lo sviluppo del mondo. In Sardegna si dovrebbe dire Ischida (sveglia!). E quando smaltiremo le batterie, i tetti fotovoltaici e tutte le gigantesche infrastrutture per l’approvvigionamento da fonte eolica a fine vita di queste che le grandi lobby ci stanno obbligando ad utilizzare senza una seria e preventiva programmazione sul territorio? E’ questa la transizione ecologica che vogliamo o che ci vogliono imporre?

    • Riccardo Pusceddu
      luglio 21, 2021 alle 12:08 PM

      Sentiamo invece cosa proponi te. Che tipo di preventiva programmazione intenderesti attuare tu?
      Sono d’accordo sulla CO2 non essere la nemica principale ma per ragioni completamente opposte alle tue, ovvero che se la poplazione del terzo mondo continuera’ a salire la sesta estinzione di massa avverra’ molto prima che la CO2 cambiera’ il clima globale.

  10. sardo
    luglio 23, 2021 alle 9:02 am

    Purtroppo dal catastrofismo che poi non è altro che uno degli esiti più nefasti dell’antropocentrismo chi ci sta guadagnando in tutto questo “affaire” sono le lobby industriali multinazionali cui come sta emergendo non è estranea la UE.

  11. ottobre 20, 2021 alle 6:55 PM

    da L’Unione Sarda, 20 ottobre 2021
    ENERGIA. Terna, Donnarumma: “L’elettrodotto sottomarino contribuirà alla decarbonizzazione dell’Isola”.
    “Il collegamento da 3,7 miliardi fra Campania, Sicilia e Sardegna segnerà un nuovo record di profondità a oltre 2.000 metri”: https://www.unionesarda.it/economia/terna-donnarumma-lelettrodotto-sottomarino-contribuira-alla-decarbonizzazione-dellisola-iz2qwy6p

  12. novembre 30, 2021 alle 7:34 PM

    da La Nuova Sardegna, 30 novembre 2021
    A Prysmian la commessa per il cavo sottomarino fra Sardegna, Sicilia e Campania.
    Il contratto quadro è del valore di 1,71 miliardi di euro: l’opera consentirà alle tre regioni di incrementare la capacità di scambio di elettricità derivata dall’energia solare ed eolica prodotta. (https://www.lanuovasardegna.it/regione/2021/11/30/news/a-prysmian-la-commessa-per-il-cavo-sottomarino-fra-sardegna-sicilia-e-campania-1.40978584)

    ROMA. Prysmian si aggiudica un contratto quadro del valore di circa 1,71 miliardi di euro assegnato da Terna, gestore italiano dei sistemi di trasmissione, che include il progetto Tyrrhenian Link relativo alla progettazione, fornitura, installazione sottomarina e terrestre e il collaudo di oltre 1.500 km totali di cavi sottomarini per agevolare gli scambi energetici tra Sardegna, Sicilia e Campania, rafforzando l’hub energetico del Mediterraneo. «Siamo orgogliosi di essere stati scelti ancora una volta da Terna come partner in questo importante progetto infrastrutturale volto ad offrire all’Italia una rete elettrica nazionale più solida e sostenibile» ha dichiarato l’ad Valerio Battista.

    Il nuovo collegamento sottomarino da 1.000 MW aiuterà l’Italia a raggiungere i suoi obiettivi di transizione energetica, consentendo a tre regioni di incrementare la capacità di scambio di elettricità derivata dall’energia solare ed eolica prodotta a livello locale. Questo supporterà quindi lo sviluppo di energia rinnovabile attraverso un miglior utilizzo dei flussi energetici e un mercato più efficiente. Il progetto prevede l’installazione ‘chiavi in manò da uno a tre collegamenti ad alta tensione in corrente continua (HVDC) da 500 kV, ciascuno lungo 500 km, realizzati con cavi unipolari con isolamento in carta impregnata in miscela e doppia armatura.

    L’innovativa armatura aramidica, recentemente sviluppata da Prysmian Group, e la nuova nave Leonardo da Vinci permetteranno di installare e riparare il Tyrrhenian Link a una profondità di 2.000 metri, la più elevata mai raggiuta con cavi per la trasmissione di energia. Il contratto quadro include anche un sistema di elettrodi e fibre ottiche per il monitoraggio del sistema, oltre a opere civili terrestri e operazioni di trivellazione orizzontale controllata (HDD – Horizontal Directional Drilling) nel punto di approdo. I cavi sottomarini e terrestri saranno prodotti nello stabilimento di Arco Felice (Napoli), per il quale Prysmian ha già approvato un piano di investimento da circa 80 milioni di euro con l’obiettivo di adeguare la capacità produttiva e sviluppare un nuovo centro di ricerca e sviluppo a supporto della transizione energetica. La consegna e il collaudo sono previsti per il periodo 2025-2028.

    «La commessa va ad aggiungersi agli altri 2,3 miliardi di euro di progetti già acquisiti da Prysmian nel 2021 rafforzando ulteriormente l’ambizione del Gruppo a diventare il partner strategico nello sviluppo di reti energia a supporto della transizione energetica» ha sottolineato Hakan Ozmen, EVP Project Business di Prysmian.

  13. dicembre 2, 2021 alle 10:47 PM

    almeno una forza politica, finalmente, se n’è accorta.

    da Sardinia Post, 2 dicembre 2021
    Energia, assalto alla Sardegna. Corona de Logu: “Isola ne produce già il 40% in più”: https://www.sardiniapost.it/ambiente/energia-assalto-alla-sardegna-corona-de-logu-isola-ne-produce-gia-il-40-in-piu/

  14. dicembre 11, 2021 alle 11:08 PM

    ecco.

    da La Nuova Sardegna, 11 dicembre 2021
    Decreto gas e rinnovabili, tra Solinas e Cingolani intesa quasi su tutto.
    La Regione insiste ancora sulle tariffe. Dopo l’ok ci sarà la firma di Draghi. (Giuseppe Centore) (https://www.lanuovasardegna.it/regione/2021/12/11/news/decreto-gas-e-rinnovabili-tra-solinas-e-cingolani-intesa-quasi-su-tutto-1.41019472)

    CAGLIARI. Il decreto sul futuro sistema energetico sardo è pronto. Mancano alcuni dettagli, che verranno definiti tra oggi e domani, ma lunedì 13 dicembre il testo predisposto dagli uffici del Mite, e proposto dal ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani, prenderà la via di Palazzo Chigi, per l’ultima, e non formale, verifica, prima della firma del presidente del Consiglio Draghi.

    Ieri 10 dicembre nel corso di un videoconfronto tra il ministro e il governatore Solinas sono stati superati quasi tutti gli ostacoli che avevano portato la Regione a dubitare, quantomeno, della forza e della coerenza del decreto. In assenza di dichiarazioni ufficiali dei protagonisti bisogna affidarsi alla nota della Regione dove si parla di «clima positivo e di grande collaborazione che ha caratterizzato il lavoro fin qui svolto e l’incontro odierno. La cosa più importante per la Sardegna – ha dichiarato Solinas – è riuscire a dare certezza al mondo dell’industria e delle imprese per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico e garantire ai sardi, nella transizione energetica, certezza delle tariffe, riallineandole a quelle che si pagano nel resto della terraferma». Analoghi concetti espressi dall’assessora all’Industria Pili, che per un anno ha seguito l’istruttoria del decreto, che ha ribadito l’attenzione della giunta all’aspetto tariffario. La scelta della Regione, quella di puntare tutto sulla tariffa più che sulla struttura (la dorsale) che si porta dietro la tariffa, è stata quasi imposta dalla legge del settembre dello scorso anno, dove è entrato il concetto della “pipeline virtuale”, che adesso viene definito all’interno di un quadro regolatorio.

    Il nuovo, e quasi definitivo testo del decreto, cancella quote e qualità di rinnovabili; prevede di fatto tre poli di ingresso del gas, a Porto Torres, Portovesme e Oristano; lascia aperta la porta all’inserimento del terminale di Cagliari nel sistema virtuale di collegamento, il cui ingresso nel sistema è demandato a Snam; cancella le quote di energia prodotta dal gas a nord e a sud, che adesso saranno globalmente prodotte «con prevalente (aggettivo questo che lascia spazio anche ad altre iniziative, ndr) funzione di adeguatezza regolazione e riserva pari a 550 megawatt … articolate tra zona sud e zona nord».

    Il resto viene confermato, con alcuni aspetti che alla Regione non convincono, a dir poco. Due su tutti. Il decreto non garantisce tariffe regolate per il gas trasportato su gomma dai bacini di ingresso ai bacini territoriali, e lascia a terra i cantieri non avviati entro l’anno. Per la Regione, e i concessionari che si sono candidati a realizzarli, l’investimento non sarebbe più recuperabile. L’altro punto è che le tariffe regolate per le reti di distribuzione già avviate rimarranno attive per cinque anni, e non 7 come la Regione chiedeva. In questi due giorni la Regione invierà le sue osservazioni finali al Mite, ma sarà molto difficile che queste possano essere accolte. Nei fatti il decreto le cui linee sono state discusse ieri da Solinas e Cingolani, non cambierà.
    I punti focali del provvedimento rimangono la decarbonizzazione, con il futuro forte impulso alle rinnovabili, la massiccia presenza del gas, per usi civili e industriali, e la tenuta in sicurezza dell’intero sistema energetico (aspetto ignorato dalle polemiche politiche ma centrale tra gli addetti ai lavori).I prossimi passaggi di questo faticoso percorso avverranno lunedì o martedì con l’invio a Palazzo Chigi del testo concordato. La firma di Draghi non tarderà. Ci sarà anche un passaggio politico, con la giunta regionale che prenderà atto dell’intesa che la Regione ha concesso al governo. Poi partirà il conto alla rovescia per i cantieri. Questo decreto, nonostante la complessità del tema e la difficoltà a declinarlo in maniera univoca porta con sé un elemento molto, molto chiaro: almeno tre miliardi di euro di lavori, a vario titolo ricadenti nell’isola, nei prossimi anni.

  1. dicembre 10, 2021 alle 3:26 PM

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