Decreto-legge “Semplificazioni” o decreto-legge “Devastazioni”?


Umbria, Appennino, boschi

Il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale, oltre a tante quisquilie quali, per esempio, la folleabrogazione a tempo della responsabilità per colpa grave in caso di danno erariale, prevede varie disposizioni piuttosto deleterie per la corretta gestione del territorio e dell’ambiente del Bel Paese.

In particolare nei settori delle bonifiche ambientali e delle procedure di valutazione di impatto ambientale.

Più che norme di semplificazione, sembrano disposizioni di devastazione.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlu

bosco e girasoli

Bonifiche ambientali e Valutazione di Impatto Ambientale, più che Dl “Semplificazioni”, devastazioni!

Svuotati di significato i Siti nazionali di Bonifica trattati come territori “ordinari” nonostante il gravissimo inquinamento, da Taranto a Falconara, da Bussi a Brindisi, da Livorno a Gela, da Milazzo a Mantova e altre decine di aree.

Bonifica ambientale si ferma ai suoli: e le falde contaminate? Sulla VIA svilita la partecipazione dei cittadini.

Ora il Decreto all’esame del Parlamento. Da tutta Italia appello ai parlamentari di decine di reti di cittadini, movimenti e associazioni: nella conversione in legge fermate i regali agli inquinatori, difendete la salute dei cittadini!

Falde acquifere inquinate abbandonate a loro stesse; taglio della partecipazione dei cittadini alla Valutazione di Impatto Ambientale; complicazioni nei procedimenti di bonifica; aumento delle “poltrone” con la costituzione di una seconda commissione nazionale V.I.A.; procedure di favore per le opere fossili spacciate sotto il titolo paradossale ma accattivante “Semplificazioni in materia di green economy”: il Dl Semplificazioni contiene un attacco frontale all’ambiente e ai diritti fondamentali dei cittadini.

Portoscuso, porto e zona industriale di Portovesme

Bonifiche ambientali

Per quanto riguarda i Siti Nazionali di Bonifica, individuati dallo Stato come le aree più inquinate del paese in base al Testo Unico dell’Ambiente (D.lgs.152/2006 e s.m.i.) non si procederà più, come si fa oggi, direttamente alla caratterizzazione delle aree – ossia il delicato e stringente processo di ricostruzione della contaminazione avvenuta – dando per scontato che i terreni dell’Ilva a Taranto, di Bussi, di Gela, di Falconara e di decine di altri siti assurti agli onori delle cronache nazionali ed internazionali per il livello di inquinamento, siano contaminati pesantemente e che quindi è necessario il massimo approfondimento. Invece, con l’art. 53, si rende possibile agli inquinatori di partire presentando invece della caratterizzazione una più semplice e blanda “indagine preliminare“, come avviene per un sospetto di inquinamento in qualsiasi altra area del paese. Come se una raffineria fosse una pompa di carburante, insomma!

Alla faccia della semplificazione si aggiunge così un ulteriore passaggio presso il Ministero dell’Ambiente che è già vergognosamente indietro con bonifiche che, grazie anche a questo decreto, diventano un vero e proprio miraggio tra lungaggini di ogni tipo. Il ruolo del Ministero sempre di più ci sembra quello dello stopper delle bonifiche, con risparmi miliardari alle aziende che hanno inquinato.

Vi è però di peggio, nel decreto. Un tana libera tutti per i grandi inquinatori delle acque sotterranee, che oggi è una vera e propria emergenza del paese, visto che all’art.53 si introduce il micidiale comma 4 quater che prevede testualmente che “la certificazione di avvenuta bonifica di cui all’articolo 248 può essere rilasciata anche per la sola matrice suolo…” a cui segue “lo svincolo delle relative garanzie finanziarie” che l’inquinatore deve depositare al momento della segnalazione dell’avvenuta contaminazione. E la bonifica dell’acqua di falda sotterranea contaminata, spesso a livelli decine di migliaia di volte i limiti di legge, che fine fa, togliendo pure la già esile deterrenza costituita dalle garanzie finanziarie?

Un vero e proprio incentivo a non bonificare che, tra l’altro, varrà per i grandi gruppi che hanno inquinato, visto che si applica solo ai Siti Nazionali di Bonifica e non già agli altri siti contaminati “normali”. Un vero e proprio paradosso, insieme all’ulteriore norma che esclude per i Siti Nazionali di Bonifica l’applicazione delle procedure semplificate introdotte nel 2014 con l’art.242bis proprio per velocizzare le bonifiche ripulendo tutto senza ricorrere all’analisi di rischio che porta lungaggini e bonifiche più blande (ma meno costose!).

Tutto ciò fa capire il tipo di “semplificazioni” che questo Governo e il Ministro Costa stanno facendo agli inquinatori.

Trieste, la “ferriera” di Servola dal mare

Valutazione di Impatto Ambientale.

Il Governo all’art.50 del Decreto taglia sulla partecipazione dei cittadini. Tanti bei propositi, soprattutto dal M5S e dal Ministro Costa, sul valore della cittadinanza attiva e sull’impegno civico diffuso e ora, invece di colpire i burocrati ministeriali che ci mettono anni ad esaminare le pratiche si indebolisce il ruolo dei cittadini che vogliono dire la loro su decisioni che impattano sulla loro salute, sulla qualità della vita e sull’ambiente. A questi soggetti, riuniti in associazioni, dovrebbe anzi essere garantita la possibilità di partecipare per poter intervenire durante tutto il procedimento amministrativo, comprese le Conferenze dei Servizi di cui alla Legge 241/1990: l’art.118 della Costituzione favorisce proprio “l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà“.

Si sacrificano, invece, i già brevi termini per presentare le osservazioni da parte dei cittadini su progetti enormi, dalle raffinerie alle centrali termo-elettriche passando per gasdotti, trivelle e altre grandi opere, costituiti da centinaia di elaborati tecnici e migliaia di pagine.

Questi i nuovi termini:

-nella procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. da 45 giorni a 30;
-nella procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) “normale” restano 60.
-nella procedura di V.I.A. di competenza nazionale tramite conferenza dei servizi simultanea da 60 a 30 giorni;
-nella procedura di V.I.A. di competenza regionale si passa da 60 a 45 giorni.

Si arriva quindi al paradosso che per un’opera regionale, sicuramente meno complessa, si avranno più giorni rispetto ad una procedura nazionale fatta procedendo per conferenza dei servizi.

Il tutto da un Ministero, quello dell’Ambiente, in cui non è stato attuato, nonostante da anni ci si riempia di chiacchiere, quel cosiddetto “dibattito pubblico“, previsto peraltro dal Testo Unico dell’Ambiente D.lgs.152/2006 fin dal 2006 sui progetti più impattanti.

Arbus, cartello alla foce del Rio Irvi – Piscinas

Poi all’art.51 del Decreto la vera e propria elusione della Valutazione di Impatto Ambientale per il potenziamento di opere esistenti stradali, ferroviarie e idriche, una violazione netta della Direttiva  2014/52/UE che obbliga di assoggettare a procedimento di V.I.A. le varianti sostanziali di queste opere. Tutto ciò comporterà con ogni probabilità solo ulteriori problemi nell’immediato futuro con ricorsi e condanne a cui porre rimedio spendendo soldi per adeguarsi.

Tante le altre norme vergognose introdotte ma qui evidenziamo due vere e proprie perle.

Alla faccia delle semplificazioni si moltiplicano le poltrone, costituendo una seconda commissione VIA nazionale specifica per le opere del Piano nazionale Clima Energia. Grandi slogan, peccato che dentro questo piano ci siano i gasdotti che trasportano metano, un fossile e pericoloso gas clima-alterante. Basta però, mettere la norma, sotto il titolo accattivante “Semplificazioni in materia di green economy” e i cambiamenti climatici saranno un ricordo.

Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) in volo e centrale eolica

Il decreto-legge andrà ora in Parlamento per la conversione in legge. Se i parlamentari non avranno un sussulto eliminando questi regali a inquinatori e affaristi, introducendo norme di civiltà in cui siano capisaldi la partecipazione dei cittadini, la trasparenza e la tutela della salute, troveranno pronti alla mobilitazione le realtà firmatarie di questo comunicato per difendere territori e cittadini.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Fairwatch
Altragricoltura, Alleanza per la Sovranità Alimentare
Coordinamento Nazionale No Triv
Rete Mamme da Nord a Sud
Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi Free Rivers Italia
Campagna Fuori dal Fossile
Ass. A Sud Onlus
Comitato No Grandi Navi
Comitato No Pedemontana
Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus
Coordinamento No Hub del Gas
Medicina democratica Onlus
Associazione Mediterranea per la Natura Onlus
Rete Per la Tutela della Valle del Sacco – RETUVASA
Comitati Cittadini per l’Ambiente – Sulmona
Brigate Solidarietà Attiva Abruzzo
Brigate Solidarietà Attiva Marche

Associazione “Ornitologi Marchigiani” APS
Comitato No Tunnel TAV di Firenze
Salute Pubblica, Brindisi
Comitato Tutela Parco Faggi Sgaravatti

Erchie Informa
LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia – Marche
Comitato NO Pedemontana Matelica
SOS Adriatico – Emilia Romagna
Organizzazione di Volontariato per la difesa diretta della flora e fauna acquatica Care The Oceans
Cagliari Social Forum
Opzione Zero Riviera del Brenta
Comitato popolare “lasciateci respirare” di Monselice (PD)
Trivelle Zero Marche
Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti di Taranto
Ass.eQual Mantova
ABITO su misura – tutela dei beni comuni
Associazione Antimafie Rita Atria
Comitato Difesa Comprensorio Vastese
Cobas Confederazione dei Comitati di Base
Comitato No Metano Sardegna
Comitato Familiari Vittime Casa dello studente – Rete nazionale Noi non dimentichiamo
Comitato I Discoli del Sinarca – Molise
Mobilitazione Acqua Gran Sasso
Ass.Cova Contro Onlus
Comitato per la Salute, la Rinascita e la Salvaguardia del Centro storico di Brescia

Viviamo il Liri – Comitato a difesa del Fiume Liri
Coord. delle Assoc. No Triv della Val di Noto
Forum H2O Abruzzo
COMITATO MAMME LIBERE (di Policoro-Basilicata) per la tutela dei figli
GECO – Genitori Consapevoli Basilicata
“Mediterraneo No Triv”
Noi genitori di tutti – Onlus
Rete di Cittadinanza e Comunità- Terra dei Fuochi
Stop Biocidio
Mamme Vulcaniche
Taranto Respira
Gruppo Alterazione Climatica – Pesaro
Forum Ambiente Salute e Sviluppo di Brindisi
Famiglia Casto Marcello – del rione Tamburi di Taranto

ODV Comitato difesa ambiente territorio Spinea
Associazione IL SALVIANO – Centro Natura Marsica
ERCI team Onlus
CSEN Ambiente
Comitato Donne 29 Agosto -Acerra
No all’Incenerimento Sì al Riciclo Totale di Rifiuti -Fanna (PN)
Rifiutiamoli
Salix in Mente -Padova
ENPA Marche
Comitato No Stoccaggio Gas Poggiofiorito (CH)
Disarmisti Esigenti
Comitato Notube – Prov. Piacenza
Comitato Terme e Val Trebbia – Piacenza
Circolo Legambiente Val Trebbia
Forum Ambiente Salute e Sviluppo di Brindisi
Fipsas, sezione provinciale di Piacenza
Comitato Fermiamo la Guerra di Firenze
Ondaverde onlus Falconara Marittima
Mal’aria Falconara Marittima
Mamme Castenedolo Brescia
Mamme Comitato Cittadini Calcinato
Mamme Contro l’inceneritore di Mantova
Mamme No Smog Sud Milano
Laboratorio Falkatraz Onlus di Falconara marittima
Associazione “Mamme per la Salute e l’Ambiente onlus” Venafro
Associazione mamme in piazza per la Libertà di Dissenso
Non Una di Meno di Alessandria

Comitato Stop Solvay di Alessandria
Associazione GiorgioForever
Comitato Legamjonici Taranto
Comitato No Colacem
Coordinamento No Triv – Terra di Taranto
Mamme No Tap (Lecce)
Giustizia per Taranto
Peacelink
Coordinamento per il territorio contro la discarica Armicci-Bonvicino di Lentini – Siracusa

Comitato No Wi-Fi Toscana
SOS – La Piana del Casone – Scarlino
Obiettivo Periferia- piana fiorentina
Biodistretto Montalbano – piana fiorentina
Alleanza Beni Comuni- piana fiorentina
Mamme NoPfas – genitori attivi – zone contaminate
Vicenza senza Elettrosmog
No alla Discarica di Torretta-Verona/Rovigo
Rete Commissioni Mensa Nazionale
Comitato No Snam – Umbria
Comitato No Devastazioni – Umbria
Ambiente e Salute nel Piceno
Trivelle Zero Molise
Comitato di Redazione PFAS.land
Forum Ambientalista
Movimento NoTap/Snam Brindisi
Redazione emergenzaclimatica.it
Collettivo No al Fossile Civitavecchia
Il Martello del Fucino
Acqua Bene Comune Pistoia
Alleanza Beni Comuni Pistoia
Comitato S.O.L.E. Civitavecchia
Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus
Ambiente Basso Molise

Assonautica Acque Interne Lazio e Tevere
“Orsa Pro Natura Peligna” SULMONA
Verdi, Ambiente e Società Salento
Il Popolo degli Ulivi Puglia
Ass. CiLLSA (Cittadini per il Lavoro, la Legalità, la Salute e l’Ambiente, operante nell’Ovest Vicentino)
Comitato Acqua Bene Comune di Verona
Gruppo Tamburi Combattenti, Taranto

Carloforte, Stagno e miniera della Vivagna

(foto A.N.S.A., A.L.C., S.D., archivio GrIG)

  1. capitonegatto
    luglio 23, 2020 alle 10:09 am

    Il partito dei verdi in Italia e’ scomparso, non si fa sentire e nessun media lo va a cercare
    ( anche perche’ impegnati a seguire i selfie italiani, con gente italiana !! ).
    Oggi , causa l’epidemia , dove anche il milionario piange miseria, domina il concetto ” salviamo l’economia ” a costo di deteriorare ulteriormente l’habitat di cui l’economia si nutre. Ecco perche’ aperture deleterie descritte nell’articolo. Il ministro Costa cosa sta facendo in proposito? Sarebbe assurdo che propio lui con matrice 5S , si presti al peggiormanto della situazione ambientale . GIG fa tanto, ma occorre che i media diano supporto, andando a vedere e riportare ai cittadini.

    • Porico
      luglio 23, 2020 alle 12:59 pm

      Il fatto è che i media, come del resto le formazioni “politiche” sono tutte in mano loro. In autunno si avvierà la fase conclusiva del il grande saccheggio . I Sardi non hanno altro da dare che la loro preziosa terra.

  2. luglio 23, 2020 alle 11:18 am

    A.N.S.A., 23 luglio 2020
    5G: i sindaci non potranno introdurre limitazioni.
    La misura inserita nel decreto Semplificazioni: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/tlc/2020/07/22/5g-sindaci-non-potranno-introdurre-limitazioni_e93998bb-4a2b-4943-8e60-637e847e1edb.html

  3. luglio 23, 2020 alle 11:29 am

    da Il Fatto Quotidiano, 23 luglio 2020
    DL SEMPLIFICAZIONE. “Bonifiche e Via scontate”, comitati critici sul decreto: http://www.vasroma.it/dl-semplificazione-bonifiche-e-via-scontate-comitati-critici-sul-decreto/cretiche-al-dl-sempolificazione-1/

  4. Luigi
    luglio 23, 2020 alle 4:24 pm

    Non è con la burocrazia che si bonificano i terreni o si salva il patrimonio ambientale. Finché questo non sarà chiaro non cambierà nulla, anzi, si otterrà l’effetto contrario.

    • luglio 23, 2020 alle 4:33 pm

      …ma “tagliando” bonifiche e valutazioni d’impatto ambientale è sicuro che le cose peggioreranno, se è possibile…

      • Luigi
        luglio 23, 2020 alle 5:18 pm

        Lei usa dei termini molto suggestivi ma nella realtà stiamo parlando di burocrazia inconcludente e fine a se stessa. Non entrando poi nel merito di ciò che effettivamente vien fatto per bonificare.
        Riporto dal suo articolo che le pratiche prevedono “centinaia di elaborati tecnici e migliaia di pagine” ! Ma le sembra normale?! Sono un problema da predisporre e da leggere. E poi cosa contengono questi documenti di imponenza più che biblica? Nulla di interessante, fuffa, perlopiù roba messa lì per far volume.
        E le tempistiche? Bibliche anche quelle. E lei si sorprende se non si porta a termine nulla?!

        Il problema è che chi ha inquinato continua a nascondersi dietro un dito perché spesso la responsabilità non è di speculatori privati ma dello Stato, in maniera diretta o indiretta, dunque abbiamo un forte conflitto di interessi.

        Poi, probabilmente chi ha messo in piedi tutto pensava che sarebbero piovuti miliardi a “fondo perduto”, magari dall’Unione Europea? Senza sapere, all’epoca ma molti non lo hanno capito ancora, che l’unione europea siamo noi e in quanto contributori netti dell’Unione ogni centesimo lo avremmo invece pagato di tasca togliendolo da altre parti (per esempio le strade e gli acquedotti o la sanità, etc.), ragion per cui non piove denaro.

        E il conto del chi inquina paga lo lasciamo agli altri?!
        Le faccio un esempio e le spiego perché questa semplificazione potrà tornare utile, spero.
        La perimetrazione dei SIN comprende anche aree che non sono state mai utilizzate dalle grandi industrie. Per esempio a Porto Torres comprende tutta la zona artigianale, inclusi terreni su cui da 50 anni nessuno mette piede. Da caratterizzazioni svolte nelle vicinanze quei terreni risultano non contaminati, mentre la falda presenta un leggero grado di contaminazione.
        Se l’artigiano volesse comprare un terreno per fare la sua marmeria, falegnameria, officina etc. dovrebbe attendere oltre un anno per acquisire l’area, pagare una cifra salata per la caratterizzazione che nel caso di un piccolo lotto costerebbe quanto l’area stessa, attendere anni (ne ho visto il cui iter burocratico è durato oltre 4 anni per l’approvazione), poi presentare i progetti per l’edificazione, attendere altri mesi o anni per mutui/finanziamenti etc. e infine costruire e avviare l’attività. Nel frattempo saranno trascorsi 10 anni!
        Infatti mi pare che negli ultimi 10 anni non si sia mosso nulla, anche chi ha completato le caratterizzazioni poi ha abbandonato i progetti, queste regole hanno paralizzato tutto. E a pagare sono i danneggiati e non chi ha inquinato!

        Se il tutto, perlomeno per le piccole aree, si potesse svolgere nel giro di 60 giorni tra predisposizione della documentazione e tempi burocratici e con una spesa modesta, se non a carico di chi ha inquinato: ossia ENI e simili, sarebbe ben diverso.

      • luglio 23, 2020 alle 5:25 pm

        lei mette insieme cose ben diverse: sulla resa più agevole di analisi, progettazione e realizzazione degli interventi di bonifica ambientale sfonda una porta aperta, lo sosteniamo da tempo. ma questo non si può certo fare efficacemente considerando un’area altamente inquinata (i S.I.N.) come un “banale” scarico incontrollato di detriti da edilizia.
        Così siamo completamente d’accordo sulla riperimetrazione dei S.I.N., che devono comprendere le aree realmente contaminate. In Sardegna, per esempio, è stato fatto in buona parte.
        Il problema risiede nella scarsa volontà di far pagare davvero chi ha inquinato, più che nelle procedure.

        Stefano Deliperi

  5. Donatella
    luglio 23, 2020 alle 11:01 pm

    Finchè gli amministratori continueranno a mettere l’Ambiente e cioè la casa dove tutte le creature di questa Terra vivono, all’ultimo posto, perché ogni interesse economico è considerato prioritario, non andremo da nessuna parte. Qualcuno sente parlare i nostri politici , seriamente, non vendendo fumo, che prima di tutto bisogna salvaguardare l’Ambiente dove tutti viviamo? Anzi, i nostri amministratori procedono in senso contrario e aprono tutte le strade per le devastazioni ambientali mascherandole con paroloni ecologici e sostenibili tanto di moda. Bisogna trovare il modo per far capire loro che abbiamo compreso l’inganno. Grazie GrIG. Grazie Presidente Stefano Deliperi.

  6. Mara machtub
    luglio 30, 2020 alle 3:56 pm

    La rabbia che prende a leggere dell’ennesimo sciagurato attacco all’Ambiente, è ben compensata dalla consapevolezza che siamo in molti pronti a lottare, e non solo a parole: l’elenco dei firmatari lo dimostra. Grazie a tutti e GRAZIE G.R.I.G. !

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