Home > "altri" animali, biodiversità, difesa del territorio, paesaggio, parchi naturali, pianificazione, società, sostenibilità ambientale > La Città metropolitana di Roma Capitale ha autorizzato i tagli boschivi di Castel Romano, nella riserva naturale “Decima – Malafede”. E le motoseghe si mettono in moto.

La Città metropolitana di Roma Capitale ha autorizzato i tagli boschivi di Castel Romano, nella riserva naturale “Decima – Malafede”. E le motoseghe si mettono in moto.


Bosco, radura

Bosco, radura

Il 16 marzo 2018 è iniziato il taglio di un bosco con governo a ceduo esteso 21 ettari in località Castello Romano, nella riserva naturale regionale “Decima – Malafede”, in favore della Società agricola Le Tenute s.r.l. (sede in Via della Cesarina, 22 – Roma), sui terreni della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (Propaganda Fide), detentrice di estese proprietà immobiliari nell’Agro Romano.

In proposito, la Città metropolitana di Roma Capitale (Dipartimento VI “Pianificazione territoriale generale” – Servizio 3 “Geologico e difesa del suolo, protezione civile in ambito metropolitano”) ha comunicato (nota prot. n. 44873 del 15 marzo 2018) l’avvenuto rilascio (nota prot. n. 488 dell’8 marzo 2018) dell’autorizzazione (regio decreto n. 3267/1923 e s.m.i., legge regionale Lazio n. 39/2002, regolamento Regione Lazio n. 7/2005) per il taglio boschivo.

In precedenza l’Ente “Roma Natura”– al di là del comunicato stampa di smentita del 10 febbraio 2018 del presidente Maurizio Gubbiotti – aveva rilasciato due autorizzazioni con prescrizioni, sotto il profilo strettamente connesso alla gestione dell’area naturale protetta (artt. 13 della legge n. 394/1991 e s.m.i., 28 della legge regionale Lazio n. 29/1997 e s.m.i.), per il taglio boschivo.

bosco in passato governato a ceduo

bosco in passato governato a ceduo

La Soprintendenza speciale Archeologia, Beni Culturali e Paesaggio non si è espressa nei termini di legge ai fini del vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Tuttavia la Città metropolitana di Roma Capitale ha quantomeno ristretto le ipotesi di taglio piuttosto ampie confermate dall’Ente “Roma Natura”(nota prot. n. 950 del 7 marzo 2018), in particolare:

* “dovranno essere preservati dal taglio sia le formazioni rupestri, che gli esemplari arborei vetusti

* “durante le operazioni selvicolturali dovranno essere preservati dal taglio gli esemplari arborei costituenti un ricovero per la fauna selvatica silvestre, con particolare riguardo a quelli ospitanti eventuali nidi di piciformi e/o di rapaci

* “dovranno essere preservati dal taglio, ai sensi della L.R. n. 61/74, gli esemplari di agrifoglio (Ilex aquifolium) e le altre specie protette eventualmente presenti nonché … gli esemplari di sughera (Quercus suber) e i fruttiferi

* “è fatto assoluto divieto di aprire nuove piste permanenti per l’esbosco e di eseguire qualsiasi altro intervento che possa arrecare danno al suolo, al soprassuolo ed all’ambiente naturale”.

La riserva naturale regionale “Decima – Malafede” costituisce“una delle maggiori foreste planiziali del bacino del Mediterraneo”, come riconosciuto e riportato nello stesso sito web istituzionale dell’Ente gestore “Roma Natura”, l’ente della Regione Lazio per la gestione del sistema di aree naturali protette di Roma Capitale.

funghi nel sottobosco

funghi nel sottobosco

Eppure continuano a esservi boschi governati a ceduo e periodicamente tagliati, si pretende anche con l’apertura di nuova viabilità.

E’ il caso proprio delle spallette boschive di Castel Romano, ben 21 ettari di bosco misto (Quercia, Cerro e Leccio, Corbezzolo, Lentisco, Fillirea, Ginestra, Perastro, Prugnolo), con presenza di numerose specie faunistiche, fra cui Falco pecchiaiolo, Poiana, Tasso, Istrice, Nibbio bruno, Daino, Picchio Verde, Picchio rosso maggiore, il rarissimo Ululone dal ventre giallo, Rana dalmatina.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva in proposito, inoltrato (9 febbraio 2018) una specifica richiesta di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti per scongiurare un taglio boschivo che finira con il depauperare il patrimonio ambientale e paesaggistico di un’area naturale protetta che meriterebbe solo cura e attenzione.

Coinvolti il Ministero per i beni e attività culturali e il turismo, Roma Capitale, la Città metropolitana di Roma Capitale, i Municipi IX, X, XII e XIII di Roma Capitale, la Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio di Roma, l’Ente “Roma Natura”.

Gheppio (Falco tinnunculus)

Gheppio (Falco tinnunculus)

Sarebbe l’ora che i secolari interessi privati, anche di modesta entità, lasciassero definitivamente il passo nell’Agro Romano all’interesse pubblico della salvaguardia del patrimonio naturalistico.

Ma non si può tralasciare il fatto che simili operazioni sono favorite dalla mancata approvazione definitiva di numerosi piani di assetto, i piani di gestione delle riserve naturali, da parte della Regione Lazio: solo alcuni piani sono stati approvati, mentre i restanti, compreso quello della riserva naturale “Decima – Malafede”, non sono stati approvati e le relative misure di salvaguardia sono decadute, consentendo numerosi interventi di grave trasformazione del territorio mediante piani ambientali di miglioramento agricolo (PAMA) comprendenti impianti di compostaggio, centro di vendita ortofrutticola e nuove volumetrie (es. Quarto della Zolforatella).

Anche Roma Capitale potrebbe fare la sua parte per la tutela dell’Agro Romano, con una variante del piano regolatore generale (P.R.G.) che classifichi “zone di salvaguardia – H” tutte le residue aree boschive con divieto di nuovi tagli. Nelle more, potrebbero destinare qualche decina di migliaia di euro (perché, in fondo, si parla di tali cifre) per acquisire i relativi diritti di taglio (art. 34 della legge regionale Lazio n. 29/1997): sono, infatti, del tutto insufficienti gli “appelli” lanciati a qualsiasi titolo dagli amministratori locali.

Questo sarebbe solo l’inizio della fine della povera riserva naturale: all’orizzonte avanzano i progetti della nuova autostrada Roma – Latina e della bretella stradale A 12 – Tor de’ Cenci.

Siamo, però, ancora in tempo per evitare questi ulteriori scempi ambientali annunciati.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

spallette

Roma, Riserva naturale “Decima – Malafede”, spallette boschive

(foto da http://riservadecima-malafede.blogspot.it/,  S.D., archivio GrIG)

 

Annunci
  1. amico
    marzo 17, 2018 alle 7:23 am

    Purtroppo sono le stesse istituzioni che rendono possibile tutto ciò in assenza di qualunque reale esigenza colturale ed economica. E vengono pure premiati come sta succedendo ora in Sardegna che “ha vinto il riconoscimento…. ISOLA EUROPEA FORESTALE 2018”.

  2. marzo 17, 2018 alle 6:14 pm

    Sono appena rientrato da Firenze dove ho visto un branco di ‘operatori ecologici’ che stavano massacrando platani maestosi, capitozzando tutte la branche, predisponendoli così alle infezioni ed al prossimo abbattimento e creando un orrore estetico, l’orrido italiano. E questo costa, far danni e distruggere il patrimonio del verde urbano, opera delle amministrazioni aristocratiche del passato, costa pure. Un branco di dittarelle campano su questi scempi, opera dell’assessora PD. Questi sono i lavori inventati dal PD, la dove non occorrerebbe alcun intervento. Le ‘messe in sicurezza’ le chiamano questi pezzenti! Vogliono distruggere il profilo nobile vanto della città, sostituendo cipressi, allori e pini, con meli cinesi, per cancellare anche l’immagine delle passate amministrazioni dalla storia della città. Questa è lotta di classe, ‘pulizia’ culturale, altro che amministrazione o ecologia.

    • marzo 17, 2018 alle 6:47 pm

      i tagli, le capitozzature, le operazioni di dubbio gusto imperversano per tutta l’Italia, con amministrazioni comunali d’ogni colore, pure senza colore.

      Stefano Deliperi

      • marzo 17, 2018 alle 7:48 pm

        Certo, vero, ormai è diventato lo standard italiota, anche i privati distruggono i loro giardini, ovviamente, per ignoranza, per cieca fiducia nelle amministrazioni e visto anche che le ditte sono le solite. Ho provato a volte a parlare con gli operatori, giovani che non sanno nulla di giardinaggio e tagliano a vanvera, perché hanno in mano le motoseghe, che sono strumenti di distruzione di massa, come le armi da guerra in mano agli americani.
        A Firenze però c’è un altro aspetto interessante, la distruzione del paesaggio urbano come esperienza ideologica, come lotta di classe, quindi come propaganda.
        Il piazzale Michelangelo visto dall’Arno era una cupola verde scuro, mentre ora non c’è più niente, una piatta sequenza di case, baracche, auto, reticolati e altre schifezze in piena vista, non più nascoste dal verde degli alberi abbattuti o capitozzati, cioè privati delle chiome. Quando i turisti e gli operatori se ne accorgeranno, svanirà un mito estetico e finirà la pacchia del turismo, di cui vivono i fiorentini, e allora sapranno chi ringraziare.
        La mia tesi, conoscendo questa gente, è che si stia facendo una voluta distruzione dello storico profilo urbano, come cosciente azione politica e manomissione storica, di condanna del bello aristocratico ed esaltazione del brutto plebeo. Magari inconsciamente, ma il risultato non cambia.
        Viviamo in un paese in preda alla follia.

      • marzo 17, 2018 alle 9:25 pm

        sulla follìa imperante non si può che concordare. A Firenze, però, c’è la stessa compagine amministrativa dal 1945. Perché prima agivano diversamente? Forse è una domanda da porsi.

        Stefano Deliperi

  3. marzo 17, 2018 alle 11:43 pm

    Un inizio di risposta è: l’avvento delle motoseghe. Ho diverse piante e la mia elettrosega, che mi consente tutto e vedo che è facile essere presi da una specie di delirio di potenza ed occorre molto autocontrollo per fermarsi in tempo. Ho assistito alla rapida distruzione del verde fiorentino a partire dalla fine del secolo scorso, quando la PA si è attrezzata con questi micidiali strumenti.
    Credo ci sia anche un grande condizionamento culturale, derivante dalla mitizzazione della cd cultura contadina, in sostituzione dei miti comunisti ormai decaduti. I contadini potavano perché si occupavano di alberi da frutto, che per produrre richiedono interventi decisi, ma agivano con rispetto e intelligenza sulle piante. Però potavano e nulla sapevano dei giardini, dei signori, con piante ornamentali che richiedono altre cure e non certo potature severe come le viti e gli olivi.
    La PA rossa fiorentina ha per ragioni politico-ideologiche il mito contadino e quindi pota tutto. Non a caso la sua pianta totem è l’olivo, che viene infilato da per tutto, come propaganda ideologica, naturalmente. E anche le povere piante ornamentali vengono potate, se non altro come vendetta sulla classe padronale che le aveva piantate nell’ottocento. Sono le ‘sue’ piante, su cui ci si vendica. Cipressi, allori, pini verranno eliminati rapidamente e sostituiti da olivi e meli cinesi, come sentito dall’assessora PD alla radio, fino ad avere finalmente una Firenze contadina de sinistra. Basta coi Medici e il rinascimento!

  4. marzo 18, 2018 alle 12:50 pm

    Come da lei osservato, questi si sono impossessati della regione da quasi un secolo, un vero regime ormai, senza alternanza, quindi tecnicamente non democratico. Si è così costituita una casta di professionisti del potere, con assoluto controllo ideologico, che consente loro di fare quello che vogliono. La faziosità in questa terra è infatti patologica e approva qualsiasi abuso, purché della propria parte.
    La regione è quindi in mano ad una specie di ditta privata, che opera con soldi altrui, pubblici. La tecnologia ha poi offerto strumenti per il taglio dei boschi così efficaci da rendere redditizio il loro impiego ovunque, anche dove non necessario e perfino dove dannoso, come il verde pubblico. Tanto non è loro, ma pubblico appunto.
    Così i platani secolari, che non richiedono cura alcuna, se non l’asporto saltuario del ramo secco, vengono munti come mucche d’allevamento, fino a provocarne la morte: dove non era necessario alcun lavoro, questi se ne sono inventati addirittura tre: ‘potatura’ con triturazione delle fronde e vendita di compost, abbattimento degli alberi secchi e vendita del legname, ripiantagione degli alberi dai loro vivai.
    Boschi urbani, praticamente. Un bel giro di soldi. Questi sono i lavori che si sanno inventare i dem: uso del denaro pubblico per la distruzione del patrimonio pubblico.
    Buona domenica anche a lei.

  5. Mara
    marzo 18, 2018 alle 5:15 pm

    Caso lampante di evangelizzazione in malafede.

  6. marzo 18, 2018 alle 5:33 pm

    dal blog di Salviamo il Paesaggio – Roma e Provincia, 18 marzo 2018
    Lo scempio di “Decima-Malafede”, Gruppo Intervento Giuridico: “Roma Capitale ha autorizzato i tagli boschivi”:http://www.salviamoilpaesaggio.roma.it/2018/03/lo-scempio-di-decima-malafede-gruppo-intervento-giuridico-roma-capitale-ha-autorizzato-i-tagli-boschivi/

  7. marzo 22, 2018 alle 3:03 pm

    da Roma Report, 22 marzo 2018
    Decima Malafede, il bosco non c’è più. (Guglielmo Calcerano): http://romareport.it/2018/03/22/decima-malafede-bosco-non-ce-piu/

    ______________

    da Urlo Web, 22 marzo 2018
    Decima-Malafede: partito il taglio di 21 ettari di bosco.
    La Città Metropolitana afferma: “L’autorizzazione è conforme alle norme. Il parere favorevole di Roma Natura è la migliore garanzia”: http://urloweb.com/municipi/municipio-ix/decima-malafede-partito-il-taglio-di-21-ettari-di-bosco/

    ____________________________

  1. marzo 17, 2018 alle 9:57 pm
  2. marzo 18, 2018 alle 1:13 pm
  3. marzo 22, 2018 alle 12:02 pm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: