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Parco naturale Santa Gilla, Molentargius e Sella del Diavolo, consueto fumo negli occhi e scarse prospettive di efficace tutela ambientale.


Cagliari, canale Molentargius, morìa di pesci

Cagliari, canale Molentargius, morìa di pesci

anche su Il Manifesto Sardo (“Parco naturale Santa Gilla, Molentargius e Sella del Diavolo, consueto fumo negli occhi e scarse prospettive di efficace tutela ambientale“) ,n. 226, 16 novembre 2016

 

Credo nelle grandi potenzialità di sviluppo economico e sociale, legato alla conservazione delle risorse ambientali e alla valorizzazione delle zone umide dell’area metropolitana di Cagliari”, così l’Assessore regionale della difesa dell’ambiente Donatella Emma Ignazia Spano intende proseguire sulla strada dell’istituzione di un parco naturale unico comprendente lo Stagno di Molentargius, le Saline, lo Stagno di Santa Gilla e la Sella del Diavolo.

Lo chiamano “parco metropolitano”, mentre dovrebbero chiamarlo realisticamente “parco minestrone”.

Un bel “minestrone” cucinato dall’assessora-chef contro ogni buon senso.      Perché proprio di “minestrone” si tratta, un parco tanto esteso quanto ingestibile per la gestione dei gioielli ambientali dell’area vasta di Cagliari.

Cagliari, Stagno di Capoterra, Progetto Gilia, percorso naturalistico, protezione in canne semi-divelta

Cagliari, Stagno di Capoterra, Progetto Gilia, percorso naturalistico, protezione in canne semi-divelta

Eppure i soliti pifferi e tamburi suonano giulivi per raggiungere l’obiettivo di “un parco nell’area metropolitana” che “rappresenterebbe un unicum nel panorama internazionale e consentirebbe di garantire, oltre alla tutela di habitat prioritari, anche una importante occasione di sviluppo per tutte le attività produttive e turistiche interessate dall’area”.      Questa volta l’occasione è stata una riunione con i vari Comuni interessati (Cagliari, Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Elmas, Capoterra, Assemini), poche settimane fa l’occasione era stata la II Festa della Laguna, a Sa Illetta (23 ottobre 2016), promossa da Legambiente e Consorzio ittico S. Gilla.

Il filo conduttore è sempre lo stesso: grandi proclami, grandi finanziamenti in vista, consulenze e incarichi di progettazione, ma poca concreta gestione ambientale.

Come noto, la Giunta regionale sarda, con la deliberazione n. 32/2 del 31 maggio 2016, ha avviato, su richiesta dei Comuni interessati, un percorso istituzionale finalizzato all’istituzione di un unico parco naturale comprendente lo Stagno di Molentargius, le Saline, lo Stagno di Santa Gilla e la Sella del Diavolo.

L’abbiamo già detto e lo ribadiamo: le intenzioni saranno pure le migliori, ma il programma sembra delineare un “parco minestrone”, dove buttar dentro tutto e il contrario di tutto e non combinare molto di buono per un’efficace salvaguardia del patrimonio naturale e storico-culturale di autentici gioielli del Mediterraneo.

Si tratta di aree naturalistiche con problematiche molto diverse fra loro, che necessitano di gestioni mirate e non di un carrozzone, come con elevata probabilità si manifesterebbe un simile consorzio di gestione.

Cagliari, parco naturale regionale "Molentargius-Saline", impianti salinieri

Cagliari, parco naturale regionale “Molentargius-Saline”, impianti salinieri

Esclusi gli amministratori pubblici proponenti, non meraviglia che manifesti entusiasmo solo chi ha incarichi retribuiti da tempo immemorabile – quasi infeudazioni – grazie alle aree naturali protette, ma non vede discariche abusive, morìe di pesci, vandalismi, abusivismo edilizio.

L’esempio dell’esistente parco naturale regionale “Molentargius-Saline” dovrebbe, infatti, far riflettere. Istituito fin dal 1999, dopo l’investimento di centinaia di milioni di euro di fondi pubblici, ancora si dibatte fra problemi gestionali da “a, b, c” delle aree naturali protette, come l’ordinaria vigilanza sulle zone di nidificazione dell’avifauna selvatica, la repressione dell’abusivismo edilizio, la lotta al vandalismo, il contrasto ai vari fenomeni di inquinamento, i ripetuti incendi dolosi, l’assenza del necessario piano del parco.

La situazione della gestione ambientale dello Stagno di Santa Gilla è analogamente deficitaria: a fronte di centinaia di milioni di euro di fondi pubblici spesi a partire dagli anni ’80 del secolo scorso per effettuare il risanamento ambientale di discariche e scarichi abusivi di origine industriale, la zona umida è sostanzialmente in balìa del degrado.   Perdurano discariche abusive e inquinamenti di origine industriale.  Proprio per le elevate caratteristiche naturalistiche lo Stagno è stato oggetto del progetto LIFE Natura “Gilia” (1996, con piano di gestione (1 dicembre 1998) e un finanziamento di ben 2.885.445,00 euro di fondi comunitari (regolamento LIFE) in favore del consorzio intercomunale fra Cagliari (capofila), Assemini, Elmas e Capoterra, appositamente costituito (1997).

Cagliari, Stagno di Capoterra, scarico illecito di rifiuti vari

Cagliari, Stagno di Capoterra, scarico illecito di rifiuti vari

Fra i vari interventi è stato realizzato un percorso naturalistico di visita dello Stagno di CapoterraLo stato del percorso è semplicemente desolante: le canne di protezione sono in gran parte divelte, le postazioni di ricezione e la recinzione sono state semi-distrutte, l’altana per l’avvistamento dell’avifauna è stata cannibalizzata, le auto percorrono gli argini senza alcun controllo, soprattutto argini e acque sono diventati luogo di scarichi illeciti di rifiuti di ogni genere.   Nessuno cura la benché minima vigilanza.

Il consorzio intercomunale non è stato in grado di gestire nemmeno un “percorso natura” e dovrebbe gestire un intero parco naturale, anzi un parco naturale esteso sulle due zone umide fra le più importanti a livello internazionale (S. Gilla e Molentargius-Saline) più, tanto per gradire, un promontorio come la Sella del Diavolo?

La Sella del Diavolo, poi, ospitando ben due siti di importanza comunitaria (Torre del Poetto, codice ITB0422242 e Monte Sant’Elia, Cala Mosca e Cala Fighera, codice ITB0422243), è munita di unico piano di gestione dei S.I.C., approvato con decreto assessoriale n. 3 dell’11 febbraio 2011 e, sostanzialmente, per il mantenimento delle caratteristiche ambientali ha solo bisogno di vigilanza e di controllo sulla perdita di biodiversità (erosione, decespugliamenti) derivata dall’eccessiva percorrenza con mountain bike.

Cagliari, Sella del Diavolo, danni da percorrenza da mountain bike

Cagliari, Sella del Diavolo, danni da percorrenza da mountain bike

Per tutelare la Sella del Diavolo sarebbe ottimale istituire una riserva naturale regionale e affidarla in gestione direttamente al Comune di Cagliari.   Una gestione più agile e potenzialmente efficace.

Il parco naturale regionale “Molentargius-Saline” dovrebbe rendere effettiva ed efficace la propria azione dotandosi del fondamentale piano del parco (tuttora in alto mare) e rendendolo effettivo, insieme al potenziamento della vigilanza sul territorio.

Lo Stagno di Santa Gilla dovrebbe vedere un percorso istitutivo di un parco naturale regionale più ponderato, partendo dal piano di gestione del S.I.C./Z.P.S. Stagno di Cagliari, Saline di Macchiareddu, Stagno di S. Gilla (ITB040023) già esistente (decreto assessoriale n. 71 del 30 luglio 2008).

L’ulteriore triste esempio del parco naturale regionale di Gutturu Mannu, promosso proprio dalla Giunta Pigliaru per la salvaguardia del più ampio compendio forestale del Mediterraneo e istituito con la legge regionale n. 20 del 24 ottobre 2014, dovrebbe far riflettere: a due anni di distanza dalla nascita ha emesso il primo vagito con la nomina del presidente (il sindaco di Teulada Daniele Serra).

foresta mediterranea del Sulcis

foresta mediterranea del Sulcis

Per il resto nulla.  Nemmeno uno straccio di efficace attività di salvaguardia ambientale.

Soltanto la penosa richiesta di scorporo di alcune aree da parte del Comune di Pula (deliberazione Consiglio comunale n. 31 del 29 settembre 2016) per far contenti i cacciatori locali.

La Giunta Pigliaru, ad alta densità di docenza universitaria, dovrebbe scender dalla cattedra e camminare un po’ nella realtà dei comuni mortali: non c’è bisogno di un “parco minestrone”, con l’ennesimo spreco di denaro pubblico, c’è bisogno di buon senso, c’è bisogno di seria ed efficace salvaguardia ambientale.

Quello che ancora oggi manca.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Cagliari, Stagno di Capoterra, cartello progetto LIFE Natura "Gilia"

Cagliari, Stagno di Capoterra, cartello progetto LIFE Natura “Gilia”

(foto J.I., S.D., archivio GrIG)

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  1. Carlo Forte
    novembre 17, 2016 alle 2:37 pm

    Più che parco minestrone dovrebbero chiamarlo porco di molentargius.Che bella gestione,pensano di gestire l’ambiente come gestiscono le sedi di partito.Una colpo alla mazza e l’altra all’incudine,solo cosí possono galleggiare in questo mare……

  2. febbraio 4, 2017 alle 6:32 pm

    qualcosa di più serio.

    da Casteddu online, 4 febbraio 2017
    Sella del Diavolo e Marina Piccola: 3 milioni di euro per salvarle.
    L’annuncio dell’assessore comunale all’Urbanistica, Francesca Ghirra: “Fondamentale sarà l’utilizzo dei finanziamenti regionali per salvare alcuni siti di importanza storica che rischiano di sparire”. (Alessandro Congia): http://www.castedduonline.it/cagliari/zonapoetto-santelia/44410/sella-del-diavolo-e-marina-piccola-3-milioni-di-euro-per-salvarle.html

  3. maggio 26, 2017 alle 2:48 pm

    riprendono gli incendi nel parco naturale regionale “Molentargius – Saline”.

    da L’Unione Sarda, 25 maggio 2017
    Fiamme nel parco di Molentargius: distrutto un uliveto. (Giorgia Daga): http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/05/25/fiamme_a_molentargius_distrutto_un_uliveto-68-604948.html

  4. settembre 19, 2017 alle 2:52 pm

    a che punto siamo…

    da L’Unione Sarda, 19 settembre 2017
    Quartu, notte da incubo: la puzza di bruciato provoca nausea e tosse nei residenti. (Giorgia Daga): http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/09/19/quartu_notte_da_incubo_la_puzza_di_bruciato_provoca_nausea_e_toss-68-646025.html

  5. dicembre 28, 2017 alle 2:48 pm

    certamente, sono i Cormorani il “problema” della pesca nello Stagno di Santa Gilla.
    Quando si dice lo sprezzo del ridicolo.

    da L’Unione Sarda, 28 dicembre 2017
    Becchi famelici sulla laguna.
    SANTA GILLA. I pescatori: «Annata amara anche per i granchi, ci salvano le arselle». (Andrea Piras) (http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=61005)

    Sono cresciuti di numero e la loro voracità si sta facendo sentire nelle acque della laguna di Santa Gilla. Per i pescatori del Consorzio ittico che ogni giorno gettano le reti per catturare un bel po’ di pesce, qualche cefalo, saraghi e orate, mormore o spigole, i cormorani sono veri e propri antagonisti. E così le “giapponesi” vengono sempre più spesso issate a bordo semivuote.
    I FONDI. È pur vero che dalla Regione ricevono i fondi per risarcire i danni subiti, al pari degli stagni dell’Oristanese o di Tortolì, ma sono finanziamenti sempre più avari che non ripagano delle perdite. Quintali di pesce pregiato finiscono quotidianamente nei becchi delle ombre nere , come i pescatori sardi hanno ribattezzato i Phalacrocorax carbo, i cormorani che ogni anno, da ottobre a marzo, si trasferiscono in massa in Sardegna lasciando i luoghi di nidificazione del Nord Europa. Migrazione e predazione dove il cibo non manca: mezzo chilo a testa al giorno, secondo i biologi. Ma questi numeri e quel peso fanno scuotere la testa ai pescatori, convinti che nello stomaco del cormorano finisca una quantità maggiore di cefali, anguille e sogliole.
    L’EMERGENZA. «Non stiamo pescando, questa è la verità. E non solo per colpa dei cormorani», avverte il presidente del Consorzio ittico Santa Gilla, Emanuele Orsatti. «Proprio l’altra mattina un gruppo di nostri soci che pratica la pesca vagantiva ha consegnato sessanta euro di pesce. Un guadagno da fame. Tra l’altro quest’anno non si sta riuscendo a catturare neppure i granchi, sempre presenti in abbondanza in questa laguna tanto da garantire almeno settecento chili giornalieri ai pescatori. Oggi non se ne vedono. Ci stanno salvando le arselle: anche l’anno scorso ci hanno permesso di raggiungere un fatturato di due milioni e mezzo di euro che contiamo di ripetere e magari superare nel prossimo bilancio».
    I PROBLEMI. Santa Gilla, insomma, sembra più luogo di pesca ideale per la folta “colonia” di cormorani che per i pescatori. Da queste parti nessuno invoca le doppiette per allontanare il “nemico alato”. Forse anche per quella differenza di perdite tra gli stagni dell’Oristanese e la laguna cagliaritana, meno esposta, per la sua stessa conformazione ed estensione, alle incursioni dei volatili. «Per la pesca è un inverno difficile», ribadisce Orsatti. «Abbiamo visto parecchie spigole di grossa taglia, le più difficili da catturare con le reti. Ebbene, ci siamo accorti che si stanno cibando di cannolicchi come le orate: sono affamate e non trovando prede a disposizione divorano i molluschi che noi non possiamo raccogliere ancora perché troppo piccoli. Non riusciamo a spiegarci la diminuzione dei granchi che in questo periodo, e soprattutto nelle scorse settimane, dovrebbero essere, come sempre è stato, abbondanti e carichi di uova». Come conferma Giuseppe Lussu che lavora sulle sponde settentrionali della laguna, a Giliacquas. «Purtroppo – racconta – stiamo pescando anche pochissimi ghiozzi, per non parlare delle anguille».

    Quintali di cefali, anguille e sogliole divorati dai cormorani

  6. gennaio 26, 2018 alle 2:44 pm

    ecco qui, gestione perfetta…

    da Vistanet, 11 gennaio 2018
    La foto: carrelli del supermercato nello stagno di Molentargius. Le incredibili immagini di Davide Mocci: https://www.vistanet.it/cagliari/blog/2018/01/11/inquinamento-sardegna-la-foto-carrelli-del-supermercato-nello-stagno-molentargius-lincredibile-foto-davide-mocci/

    _________________

    da L’Unione Sarda, 11 gennaio 2018
    Molentargius, i carrelli gettati nello stagno: http://www.unionesarda.it/fotogallery/fotogallery/2018/01/11/parco_di_molentargius_i_carrelli_gettati_nello_stagno_diventano_i-18-685419.html

    ____________

    da Videolina, 12 gennaio 2018
    MOLENTARGIUS, LA DENUNCIA DEL VIDEOMAKER: «RISPETTIAMO IL PARCO»: http://www.videolina.it/articolo/tg/2018/01/12/molentargius_la_denuncia_del_videomaker_rispettiamo_il_parco-78-685864.html

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