Il gasdotto “Rete Adriatica” è un progetto che accresce il rischio nelle aree più sismiche d’Italia.


Il Fatto Quotidiano, 15 novembre 2016

Il Fatto Quotidiano, 15 novembre 2016

Il gasdotto “Rete Adriatica”, noto anche  come “gasdotto appenninico”, complica ancor più la vita a chi vive già il peggior rischio sismico in Italia.

Lo stiamo denunciando in tutte le sedi possibili e immaginabili da anni.

Il Fatto Quotidiano, grazie alla penna di Ferruccio Sansa, vi ha dedicato ampio spazio.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Il Fatto Quotidiano, logo

da Il Fatto Quotidiano, 15 novembre 2016

La Camera votò no ma il gasdotto si fa: nell’area più sismica. L’impianto Snam passerà da L’Aquila, Norcia, Visso, colpite dagli ultimi terremoti. Proteste in Abruzzo(Ferruccio Sansa)

Appennino, il tracciato del gasdotto "Rete Adriatica" in relazione alle aree più a rischio sismico d'Italia

Appennino, il tracciato del gasdotto “Rete Adriatica” in relazione alle aree più a rischio sismico d’Italia

(immagine da Il Fatto Quotidiano)

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  1. novembre 18, 2016 alle 2:52 pm

    da Il Centro, 17 novembre 2016
    Lettera al caposcout: «Caro Matteo, ferma il metanodotto».
    Il gruppo Agesci di Sulmona scrive a Renzi: rispetta il nostro giuramento e salviamo il territorio da un impianto pericoloso. (Domenico Ranieri): http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2016/11/17/news/lettera-al-caposcout-1.14429232

    —————

    La lettera integrale scritta dagli scout a Renzi: http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2016/11/17/news/la-lettera-integrale-scritta-dagli-scout-a-renzi-1.14429274

  2. novembre 21, 2016 alle 2:52 pm

    da Il Centro, 20 novembre 2016
    APPELLO ALLA MOBILITAZIONE CITTADINA. Gli scout a Renzi: ferma la Snam o sarà protesta.
    I ragazzi del gruppo Agesci diventano membri onorari dei comitati ambientalisti: http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2016/11/20/news/gli-scout-a-renzi-ferma-la-snam-o-sara-protesta-1.14444182?ref=search

  3. novembre 21, 2016 alle 7:35 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 21 novembre 2016
    Il gasdotto dentro il terremoto. Un serpente di metano sotto l’Italia del sisma. (Tomaso Rodano): http://www.vasonlus.it/wp-content/uploads/2016/11/Il-Fatto-Quotidiano-21-novembre-2016.pdf

  4. novembre 25, 2016 alle 3:00 pm

    interpellanza parlamentare dell’on. Gianni Melilla (S.I./S.E.L., http://www.giannimelilla.it/).

    Interpellanza

    Il sottoscritto chiede di interpellare i Ministri dell’ambiente e dello sviluppo economico
    per sapere – premesso che:

    sul “Il Fatto Quotidiano” del 15 novembre u.s. compare un articolo in prima pagina con un titolo abbastanza eloquente: “Snam, ecco il mega-gasdotto sulla faglia sismica di Amatrice & C” e pubblica una cartina in cui si evidenzia che il grande tubo della Snam verrebbe posizionato proprio lungo le aree con maggiore criticità: “sovrapponete le mappe, quelle del massimo rischio sismico dell’Italia centrale e quella del futuro gasdotto Rete Adriatica, coincidono perfettamente”;

    un articolo dello stesso tenore era comparso, a firma di Gian Antonio Stella, sul magazine “Sette” del Corriere della Sera del 2 settembre scorso;

    il nuovo gasdotto, non ancora realizzato, denominato “Rete Adriatica” (il progetto è del 2011) è un colosso di 687 km che attraversa dieci regioni: da Massafra (Puglia) – dove arriva la Trans Adriatic Pipeline (TAP) – a Minerbio (Emilia);

    un’opera che dovrebbe fare dell’Italia uno degli hub del gas (l’investimento complessivo di SNAM per la rete di trasporto è di 3,8 miliardi di euro fino al 2020);

    l’opera è divisa in cinque tronconi: il primo, Massafra-Biccari, è già in esercizio; il secondo, Biccari-Campochiaro, è in fase di costruzione; per il Sulmona-Foligno il procedimento è in corso come pure per il Foligno-Sestino; mentre per il Sestino-Minerbio il procedimento si è chiuso e il decreto di autorizzazione è in fase di emissione;

    ma il tratto più delicato è a metà strada, nel tratto di Italia colpita dai terremoti, e non sarebbe problematico solo il gasdotto, infatti intorno alla linea è prevista la realizzazione di centrali di stoccaggio (una quindicina) e di una centrale di compressione a Sulmona, cioè di un impianto per dare la spinta al gas, proprio vicino a una faglia silente, inoltre la condotta passerebbe nella zona altamente sismica del monte Morrone incrociando anche fiumi e torrenti, come ha spiegato nello stesso articolo il presidente del WWF Abruzzo Augusto De Sanctis;

    inoltre, il ‘Gruppo di intervento giuridico’, un’associazione ecologista, ha contestato la procedura che ha portato all’approvazione del progetto, infatti la SNAM ha chiesto una Valutazione di impatto ambientale divisa in cinque parti, una per lotto, mentre invece sarebbe servita una valutazione complessiva;

    secondo Stefano Deliperi, presidente del Gruppo di intervento giuridico, “la strada seguita da SNAM Rete Gas SpA, sino ad ora, sembra essere il tentativo di evitare la Valutazione ambientale strategica e la Valutazione di impatto ambientale unica, in palese violazione delle disposizioni comunitarie e nazionali”;

    nello stesso articolo si richiama anche la risoluzione votata all’unanimità nel 2011 dalla commissione Ambiente della Camera, con cui si impegnava il Governo a “disporre la modifica del tracciato” escludendo comunque la fascia appenninica propria a causa dell’ “elevato pericolo per la sicurezza dei cittadini dovuto al rischio sismico”, una risoluzione purtroppo profetica, alla luce di tutto ciò che è successo nell’Appennino centrale dal 24 agosto scorso ad oggi, ma completamente ignorata dai Governi che nel frattempo si sono succeduti;

    i ‘Comitati cittadini per l’Ambiente’ di Sulmona hanno fatto sapere, con un proprio comunicato stampa, di aver chiesto, nel corso di un convegno tenutosi a Sulmona l’11 novembre scorso, al Ministro Graziano Delrio rassicurazioni in merito, ma il Ministro si è limitato a declinare ogni responsabilità poiché tale opera è di competenza del ministero dello sviluppo economico;

    in Italia SNAM può contare su 32.500 km di condutture, di cui 1000 in Abruzzo;

    secondo il Fatto quotidiano, fonti qualificate vicino al Governo fanno notare che “i tre quinti dell’opera sono già avviati, ma ogni tratto è indipendente dall’altro, se anche dovessero saltare i 170 km da Sulmona a Foligno il gasdotto potrebbe funzionare, utilizzando la rete già esistente” -:

    se non ritengano, in applicazione della risoluzione votata nel 2011 dalla Commissione ambiente della Camera dei deputati e alla luce dei gravi eventi sismici degli ultimi mesi, di dover intervenire per la modifica del tracciato previsto per il gasdotto denominato “Rete Adriatica” nel tratto previsto da Sulmona a Foligno.

    ON. GIANNI MELILLA

  5. luglio 4, 2017 alle 2:52 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    Fonderia Abruzzo 2017: una vetrina autoreferenziale e tanta retorica.

    Si è conclusa sabato scorso, all’Abbazia Celestiniana, la 36 ore di Fonderia Abruzzo 2017. Negli interventi del Presidente D’Alfonso e del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, la “cittadella” ha avuto ampio apprezzamento. Infatti, entrambi hanno esaltato la bellezza dell’Abbazia di Santo Spirito al Morrone e l’impegno con il Ministero dei Beni Culturali per i fondi necessari alla sua ristrutturazione e conservazione; hanno sottolineato l’importanza della valorizzazione dei beni culturali ed architettonici della Regione, per un turismo all’insegna della bellezza da preservare e custodire. Come non trovarci d’accordo! Ma la realtà dei fatti stride fortemente con quanto ostentato verbalmente.

    Ricordiamo che il Ministro De Vincenti è stato Sottosegretario al MISE dal 2011 al 2014, (Governo Berlusconi), sempre nel 2014 Vice Ministro dello Sviluppo Economico con il Governo Monti e con il Governo Letta e nel 2015, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel Governo Renzi e ben conosce il progetto “Rete Adriatica”, del quale ha seguito tutta la procedura amministrativa e di cui è convinto sostenitore. A questo punto ci chiediamo, calato il sipario sulla manifestazione, se il Governatore D’Alfonso, “confidenzialmente” ha portato a conoscenza del Ministro De Vincenti, che a circa 300 mt. dall’Abbazia Celestiniana è previsto il passaggio del mega tubo della Snam, la cui posa comporterà la distruzione delle opere di canalizzazione realizzate dai Celestini in epoca medievale, la sottrazione corposa di terreni agricoli in un’area tra le più fertili della Valle e la scomparsa delle numerose sorgenti presenti in quella zona, denominata “Paludi” proprio per la massiccia presenza d’acqua in superficie.

    Ci chiediamo se il Presidente D’Alfonso ha chiesto al Ministro De Vincenti se, con la sua visita a Sulmona e nella Valle Peligna, questo territorio possa considerarsi “zona marginale circondata da anonime montagne”, come emerse in quel finto tavolo tecnico tra la Regione e la Snam convocato proprio da De Vincenti il 1^ ottobre 2014 presso il MISE, interrotto e non più ripreso. Ci chiediamo come possano conciliarsi gli Interventi di valorizzazione e sviluppo turistico strategico integrato e sostenibile con recupero di borghi di aree interne, per cui il Presidente D’Alfonso ha anche sottoscritto un protocollo d’intesa con i Sindaci dei Borghi più belli d’Italia e dei Borghi Autentici, (nella sola Valle Peligna ne sono presenti ben sette), con le pesanti spoliazioni che il nostro territorio e l’Abruzzo interno stanno subendo: declassamento dell’ospedale, rischio chiusura del Tribunale, chiusura della polfer, chiusura dell’Agenzia per la Promozione Culturale, chiusura dello sportello Ater.. e con una infrastruttura dall’elevato impatto ambientale come il gasdotto e la centrale di compressione.

    Una infrastruttura “che umilia, che mortifica..” come la definì il Presidente D’Alfonso nell’assemblea del 22 settembre 2014 al Cinema Pacifico, sostenendo che mai la Regione avrebbe acconsentito alla sua realizzazione in un territorio come il nostro ricco di storia, di arte e cultura, crocevia del sistema dei Parchi..e altamente sismico!! (scossa di magnitudo 3.2 Campo di Giove – sabato 1 luglio). Quanto alla riforma sulla nuova V.I.A., la risposta di De Vincenti alla domanda del giornalista, è incompleta: è vero che la direttiva europea offre maggiori garanzie per la tutela ambientale (interviene anche sul frazionamento delle opere impattanti per aggirare la V.I.A. unica), ma è importante evidenziare come è stata recepìta dal nostro Governo: infatti, su proposta del Ministero dell’Ambiente, si sta procedendo all’esame di una nuova procedura unificata che ingloberà tutte le autorizzazioni in campo ambientale con sensibili vantaggi per i colossi energetici. Riduzione dei tempi: la nuova V.I.A. si chiude in 13 mesi; la verifica di assoggettabilità a V.I.A. viene semplificata per cui per il proponente l’opera non ci sarà più l’obbligo di presentare gli elaborati progettuali, ma basterà il solo studio preliminare di impatto ambientale. Vengono introdotte regole omogenee per il procedimento di V.I.A. su tutto il territorio nazionale e, nonostante i cittadini abbiano bocciato la riforma Costituzionale Boschi-Renzi che voleva la modifica del Titolo V della Costituzione, si vuole “ritoccare” il potere delle Regioni sottoponendo tutti i progetti relativi a infrastrutture e impianti energetici alla V.I.A. statale! Per il momento non ci sono ancora i pareri favorevoli delle Commissioni competenti. La Regione dice… la Regione fa, si leggeva anche sulle fiancate di autobus in prossimità dell’Abbazia Celestiniana: ci chiediamo, infine, se la Regione, dopo aver detto di volersi opporre all’infrastruttura della Snam, stia facendo quanto di sua competenza e prerogativa nei confronti del Governo Nazionale, coinvolgendo anche i Presidenti delle Regioni distrutte e martoriate dal recente sisma (Lazio, Marche e Umbria), come da noi richiesto da tempo, per scongiurare questo folle progetto!!!

    Sulmona, 3 luglio 2017

    Comitati Cittadini per l’ambiente

    Info: Giovanna 3284776001-Mario 3339698792-Lola3498762841 – sulmonambiente@gmail.com

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