La cava Castelbaito Fratteta in mano alla Magistratura.


Alpi Apuane, cave del Sagro (fra cui Castelbaito Fratteta)

Alpi Apuane, cave del Sagro (fra cui Castelbaito Fratteta)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (4 novembre 2016) un puntuale esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa riguardante la coltivazione della cava di marmo Castelbaito Fratteta, in Comune di Fivizzano (MS), nel Parco naturale regionale delle Alpi Apuane.

Interessati anche i Comandi locali dei Carabinieri del N.O.E., della Guardia di Finanza e del Corpo forestale dello Stato.

Già con richiesta di informazioni ambientali e adozione di opportuni provvedimenti dell’estate scorsa (24 luglio 2016, 4 agosto 2016) indirizzata alle amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali, nonché per opportuna conoscenza alle istituzioni comunitarie, alla magistratura e polizia giudiziaria venivano richiesti accertamenti e provvedimenti nei confronti di un’attività estrattiva dai contorni poco chiari.

Centaurea Montis Borlae

Centaurea Montis Borlae

Eppure con determinazione di P.C.A. n. 19 del 30 ottobre 2015 il Parco naturale regionale delle Alpi Apuane – Settore Uffici tecnici aveva disposto nei confronti della Marmi Walton Carrara s.r.l. la sospensione delle “lavorazioni di estrazione della Cava Castelbaito Fratteta, per cui è stata rilasciata la pronuncia di compatibilità ambientale n. 22 del 31.10.2014, in quanto la compatibilità ambientale di tali attività presuppone il rispetto di specifiche azioni e prescrizioni, che al momento il proponente non risulta abbia ottemperato o possa ottemperare” (allontanamento detriti, divieto di scarico nei ravaneti, pulizia dei piazzali, riduzione dei ravaneti).

Infatti, da documentazione fotografica e video realizzata lo scorso 15 luglio 2016, si vedevano chiaramente mezzi meccanici scaricare detriti nei ravaneti e autoarticolati che trasportavano marmo.

E’ pur vero che con ordinanza Cons. Stato, Sez. IV, 29 luglio 2016, n. 3108 è stata sospesa l’efficacia della sentenza T.A.R. Toscana, Sez. II, 27 maggio 2016, n. 917 riguardante il blocco delle attività estrattive della Cava Castelbaito Fratteta. ma il provvedimento cautelare del Consiglio di Stato – motivato in modo estremamente succinto, rinviando le conclusioni al giudizio di merito (udienza pubblica del 24 novembre 2016) – è stato adottato ben dopo tale data e non può legittimare il vietato scarico dei detriti nei ravaneti.

La stessa procedura di compatibilità ambientale (P.C.A.) n. 22/2014 era stata conclusa dai Servizi tecnici del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane nonostante gravi riserve espresse dalle altre Amministrazioni pubbliche in sede di conferenza di servizi in ordine alla piena legittimità della pregressa attività estrattiva, all’affidabilità della gestione operativa e al pesante impatto ambientale. In particolare, l’A.R.P.A.T. – Dipartimento Massa Carrara, Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio di Lucca e la Provincia di Massa Carrara.

Alpi Apuane, Cava Fratteta, scarico detriti (15 luglio 2016)

Alpi Apuane, Cava Fratteta, scarico detriti (15 luglio 2016)

Le zone interessate fan parte del parco naturale regionale delle Alpi Apuane e rientrano in aree (siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale) della Rete europea Natura 2000 (direttive n. 92/43/CEE e n. 09/147/CE), con la presenza di rari endemismi vegetali (Centaurea Montis Borlae Soldano, Santolina leucantha, Globularia incanenscens, Rhamnus glaucophylla).

Non si può non ricordare che la Procura regionale per la Toscana della Corte dei conti nel marzo 2016 ha aperto un’indagine per verificare l’eventuale sussistenza di danno erariale causata dalla cattiva gestione delle cave di marmo delle Alpi Apuane.       Canoni di concessione e tassa sui marmi estratti irrisori, mancata caducazione delle concessioni delle cave inattive, vendite a importi ridotti sono alcuni dei campi su cui si stanno concentrando le analisi della Procura erariale.   Per ora, si tratta delle cave di marmo in Comune di Massa, in seguito l’indagine potrebbe allargarsi.

Molto vi han contribuito vari esposti effettuati negli anni scorsi da parte di Franca Leverotti, già consigliere nazionale di Italia Nostra e poi coordinatrice del Presidio GrIG delle Alpi Apuane.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, in proposito, inoltrato diversi documentati esposti (20 agosto 2015, 20 gennaio 2016, 18 settembre 2016) indirizzati alla magistratura e alle amministrazioni pubbliche competenti relativamente al gravissimo inquinamento ai danni dei corsi d’acqua delle Apuane determinato dalla marmettola e dalla cattiva gestione delle cave, inquinamento conclamato ma finora scarsamente contrastato dalle amministrazioni pubbliche titolari delle competenze in materia[1], nonostante le richieste (27 agosto 2015, 30 settembre 2015) provenienti anche dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare.  Analogamente è stato richiesto (5 luglio 2016) lo svolgimento di accertamenti e dei necessari procedimenti di valutazione ambientale per la nuova viabilità a esclusivo servizio delle cave di marmo della zona del Borla e del Sagro.

Fivizzano, Cava di Castelbaito (15 luglio 2016)

Fivizzano, Cava di Castelbaito (15 luglio 2016)

Non può esser dimenticato, inoltre, come siano presenti disposizioni favorevoli all’eccessiva attività estrattiva nello stesso Piano di indirizzo territoriale (P.I.T.) con valenza di piano paesaggistico della Toscana, tanto da aver determinato ricorsi in proposito da parte del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus al Commissario per gli usi civici di Roma (10 settembre 2015) e alle Istituzioni comunitarie (4 gennaio 2016), nonché un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (poi trasposto davanti al T.A.R. Toscana) da parte di Mountain Wilderness Italia, Società Italiana di Geologia Ambientale (S.I.G.E.A.), Amici della Terra, Verdi Ambiente e Società (V.A.S.), Lega Italiana Protezione degli Uccelli (L.I.P.U.), Club Alpino Italiano – Toscana, il Centro “Guido Cervati” di Seravezza e il Centro culturale “La Pietra Vivente” di Massa (18 settembre 2015).

Lo scandaloso disinteresse che ha contraddistinto le amministrazioni comunali titolari degli agri marmiferi delle Apuane, nel corso di questi ultimi mesi è sembrata finalmente venir un po’ meno: la Cava Valsora, dopo il diniego conclusivo della procedura di valutazione di impatto ambientale (febbraio 2016) deve chiudere.

E’ in corso, poi, un’ampia indagine condotta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa e dal Corpo forestale dello Stato riguardo violazioni paesaggistiche, reati di inquinamento delle acque e del suolo (in particolare da marmettola, residuo dell’estrazione marmifera).  In essa confidiamo e la sosteniamo con forza.

Importanti segnali per la salvaguardia dei valori naturalistici e ambientali delle Alpi Apuane, per la difesa della salute pubblica, ma in primo luogo per il ripristino della legalità.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

___________________________

[1] l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (A.R.P.A.T.) con la sua newsletter n. 168 del 13 agosto 2015 ha presentato un report sulle “Alpi Apuane e marmettola” e ha descritto gli eventi di inquinamento ambientale altamente pregiudizievoli per la salvaguardia dei Fiumi Carrione e Frigido e gli habitat naturali connessi.

 

Alpi Apuane, marmettola cementata in un corso d'acqua

Alpi Apuane, marmettola cementata in un corso d’acqua

(foto A.G., E.P., F.L., archivio GrIG)

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  1. Mara
    novembre 5, 2016 alle 8:30 am

    Grandissimo GRIG! Grazie.

  2. novembre 5, 2016 alle 7:56 pm

    da TG Regione, 4 novembre 2016
    La cava Castelbaito Fratteta in mano alla Magistratura: http://www.tgregione.it/cronaca-regionale/la-cava-castelbaito-fratteta-mano-alla-magistratura/

    ____________

    da Il Tirreno, 5 novembre 2016
    Cava di Castelbaito Fratteta, scatta l’esposto.
    Il Gruppo di intervento giuridico chiede di fare luce sull’attività estrattiva che opera nel Parco. (http://www.versiliaproduce.it/index.php/il-marmo-sui-quotidiani/il-tirreno/item/4513-cava-di-castelbaito-fratteta-scatta-l-esposto)

    FIVIZZANO. L’associazione ecologista Gruppo d’intervento giuridico onlus (Grig, in sigla) informa con una nota di aver presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa riguardante la coltivazione della cava di marmo Castelbaito Fratteta, in Comune di Fivizzano nel Parco naturale regionale delle Alpi Apuane. Sono stati interessati anche – si aggiunge – i Comandi locali dei Carabinieri del Noe (Nucleo ecologico), della Guardia di Finanza e del Corpo forestale dello Stato. Nel comunicato in cui si informa dell’iniziativa, il Grig ricorda che fin dall’estate scorsa aveva chiesto «accertamenti e provvedimenti» nei confronti dell’attività estrattiva. Si ricorda che il 30 ottobre 2015 il Parco naturale regionale delle Alpi Apuane – Settore Uffici tecnici aveva disposto nei confronti della Marmi Walton Carrara srl la sospensione delle “lavorazioni di estrazione della Cava Castelbaito Fratteta, in quanto la compatibilità ambientale di tali attività presuppone il rispetto di specifiche azioni e prescrizioni, che al momento il proponente non risulta abbia ottemperato o possa ottemperare” (allontanamento detriti, divieto di scarico nei ravaneti, pulizia dei piazzali, riduzione dei ravaneti). Il Grig annota che “è pur vero che il Consiglio di Stato il 29 luglio scorso ha sospeso l’efficacia della sentenza del Tar riguardante il blocco delle attività estrattive della Cava Castelbaito Frattetta, ma il provvedimento cautelare del Consiglio di Stato – motivato in modo estremamente succinto, rinviando le conclusioni al giudizio di merito (udienza pubblica del 24 novembre 2016) – è stato adottato ben dopo tale data e non può legittimare il vietato scarico dei detriti nei ravaneti”. E ancora: “Le zone interessate fan parte del parco naturale regionale delle Alpi Apuane e rientrano in aree (siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale) della Rete europea Natura 2000 con la presenza di rari endemismi vegetali (Centaurea Montis Borlae Soldano, Santolina leucantha, Globularia incanenscens, Rhamnus glaucophylla)”. E, anche alla luce di altre inchieste in corso da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa in altre aree delle Apuane per violazioni paesaggistiche e altro, ecco la decisione di presentare l’esposto.

    ______________________

    da Eco della Lunigiana, 7 novembre 2016
    Dalle Apuane al palazzo di giustizia: http://ecodellalunigiana.it/2016/11/07/dalle-apuane-al-palazzo-giustizia/

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